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Discussione: Lo "scaldino": replica Lenr tipo Rossi-Focardi

  1. #21
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    Quote Originariamente inviata da wutki71 Visualizza il messaggio
    Carissimi... ci ho pensato tanto, la fase gas NON fa per me.
    Troppe difficoltà costruttive, ho davvero poca dimestichezza con tutto.
    Io ci sono. Qualche esperienza me l'ero fatta in idrogeno gassoso con tubi di vetro con una specie di MAHG di Naudin.

    Ci vuole qualcuno che realizzi la 'bombola' al tornio. Poi serve almeno una buona pompa a vuoto, magari accoppiata con una criogenica.

    Il forno termostatato per gli annealing mi pare tu ce l'abbia...

    Insomma, se ne può parlare...
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  2. #22
    Novizio/a

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    Rick ciao!

    So che mi ripeto però... troppi problemi una bomba a mano piena di gas!

    Io voglio provarci ma - ancora una volta - in fase LIQUIDA.
    Con presenza del gas H2, ovviamente.
    Configurazione: tutto come ho scritto sopra.

    SE non l'ha provato ancora nessuno: facciamolo!

    Ho in mente anche una procedura per rendere porosi gli elettrodi.

    Sentiamoci direttamente, ok?
    Un abbraccio!
    Ultima modifica di wutki71; 22-06-2011 a 15:59

  3. #23
    Seguace

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    Predefinito Catalizzatore!!!

    Ciao Wutki, visto che sei un chimico (adoro i chimici;-), ti pongo un piccolo ragionamento sul catalizzatore.
    Avrai letto sicuramente che alcuni campioni della polvere magica sono stati dati agli svedesi da analizzare, a quanto pare senza nessuna preoccupazione sul fatto che potessero essere scoperti i catalizzatori o il catalizzatore e così è stato!!

    Ipotizzando il metodo più semplice e veloce per eliminarli (i catalizzatori) e poter consegnare agli svedesi i campioni, ad esempio un lavaggio con acqua distillata della miscela Ni-Cu-Fe+Kat, che cosa poteva essere il Kat che si è sciolto con l'acqua?

    Non serve che rispondi.

    Ci sono diverse composizioni di KAT previste da una tavola periodica un po particolare da utilizzare, scrivimi in MP, metti in copia anche Gabrichan che organizziamo un paio di prove interessanti sul solido, mentre per i liquidi non serve solo:

    Ho in mente anche una procedura per rendere porosi gli elettrodi.
    Rendiamo poroso anche il liquido sciogliendo l'idrogeno con bolle che non superano gli 80 nanometri, hanno un comportamento non Browniano e sono caricate negativamente, ionizzate e ti faccio vedere come si fa, però fai attenzione io sono un "fissato della cavitazione", quindi l'idrogeno non deve essere assorbito dal Ni, MA DEVE IMPLODERE SUL Ni.

    Attendo MP

    p.s. complimenti, il tuo ragionamento era partito molto bene, ora vediamo di focalizzarlo un pohino ;-)
    una goccia d'acqua deionizzata e bidistillata ad una analisi specifica degli elementi in essa contenuti in ppb (parti per miliardo) risulta possedere in se tutti gli elementi che compongono il nostro pianeta ad eccezione delle terre rare, è in pratica la nostra impronta digitale.

  4. #24
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    sciogliendo l'idrogeno con bolle che non superano gli 80 nanometri, hanno un comportamento non Browniano
    Di fatto così ottieni un colloide. Perché non è meglio usare la più semplice soluzione di un gas in un liquido (vd. legge di Henry)??

    Tra l'altro a me risulta che la stabilità dei colloidi è data proprio dal moto browniano. Curioso che tu asserisca il contrario...

  5. #25
    Pietra Miliare

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    Ciao, disponibilissimo wutki di dove sei?
    io stò gia facendo delle prove in elettrolisi con il nichel seguendo una mia ipotesi anche se sono ancora all'inizio qualche risultato "strano" l'ho avuto, il prtoblema con questo tipo di esperimenti e sempre la misura precisa della potenza immessa e del calore generato.
    Ciao

  6. #26
    Novizio/a

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    Predefinito Cat(alizzatore) + cav(itazione)

    @AdP onestamente, NON LO SO PROPRIO che diavolo ci avrà messo Rossi dentro per ottenere il duplice effetto:

    - catalisi del "processo" LENR - che a mio parere dovrebbe basarsi su un effetto riducente, per far si che l'H atomico abbia in qualche modo un eccesso di elettroni... non so, una specie di "two gust is megl che one".

    In fondo, l'equazione di Schrodinger da la probabilità che un elettrone si trovi in una determinata regione di spazio... e se noi vogliamo si formino almeno un po' di "miniatomi" di H (una teoria sensata?), allora vogliamo che questo elettrone si trovi molto molto vicino al nucleo almeno per un po' di tempo...
    Quindi, "affollare" il suo orbitale 1s con due elettroni potrebbe essere un buon modo, perchè dovrebbe in qualche maniera (repulsione reciproca?) "spingerne" uno dei due "da qualche altra parte".
    Forse proprio vicino al nucleo dell'H stesso.
    A sto punto gli elettroni delocalizzati del reticolo del Ni... beh, che gliene frega? loro sono già in tanti, uno più, uno meno... e si "tirano" dentro sto H con due elettroni... anzi, questo strano simil-neutrone con un elettrone intorno...
    Quindi farei catalisi RIDUCENTE nei confronti dell'H, ma di più NON SO.

    - sparizione assoluta tramite lavaggio con H2O -
    Quindi secondo te dovrebbe essere in qualche modo un sale, molto solubile... al punto di non lasciare tracce nelle analisi dei fisici svedesi...

    Prometto che ci penso, ma chiudo dicendo: in ogni caso voglio provare il sistema "semplice semplice".
    Se vedo qualcosa: bene!
    Se non vedo niente, aggiungerò un mattone alla volta.

    @BesselKn grazie per le tue considerazioni sulla cavitazione - io per adesso come detto sopra vorrei proprio NON complicare tanto il "minestrone": Ni, H2, qualche artifizio per la configurazione MA la prima cosa che vorrei fare è vedere se, migliorando un po' la STATISTICA, si riesce ad osservare qualcosa di sensato da un elettrolisi "classica" o quasi.

    L'invito per tutti quelli che hanno fatto in passato esperimenti di GDPE è: provate a ripensare a quanto avete fatto SOLO in termini di quanto pare funzionare nell'Ecat di Rossi - Ni con elevata area specifica + H2
    In un elettrolisi al catodo avvengono proprio fenomeni di RIDUZIONE, quindi non c'è bisogno di avere elettroni da "altro", c'è già la corrente.

    Mi scuso con tutti per la semplificazione a volte eccessiva che sicuramente faccio... magari per tanti di voi uso anche un linguaggio troppo poco scientifico.
    Ma secondo me è inutile spaccarsi la testa su fenomeni troppo complicati quando PARE che l'FR funzioni SOLO con Ni "poroso in polvere" + H2 + temperatura.

  7. #27
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao, disponibilissimo
    Si lo so

    Normalmente utilizziamo 3 laboratori per fare l'analisi degli stessi campioni + un quarto con un SEM, stanno arrivando le analisi del primo set dei tuoi campioni e poi replichiamo, il SEM è disponibile dalla settimana prox.

    Imageshack - vapore2tt.jpg
    Questo è il vapore prodotto da uno dei tanti reattori a cavitazione, guardacaso con 7 kW di spunto e 5 Kw a regime BelseelKn, in circa due minuti 3 litri d'acqua

    Curioso che tu asserisca il contrario...
    Hai ragione, ma le nanobolle permettono di superare la concentrazione prevista dalla pressione del gas atmosferico che preme sulla superficie del liquido, diminuisce il volume ma aumenta esponenzialmente la superfice di scambio, sulla pressione vale la regola dei gas perfetti immagino, ma non ho la competenza per dimostralo; dai ricordi delle superiori, i pochi anni che ho fatto, PV=T, trascurando le moli alle quali diamo un valore unitario, e la costante universale, perchè ipotizziamo aria secca e assumiamo il suo valore:


    Possiamo divertirci a fare tutte le ipotesi possibili sull'implosione di una bolla e la cessione della sua energia che semplifichiamo in T, magari puoi aiutarci a capire perchè T a volte è in eccesso ripetto all'energia immessa.

    Qualche conclusione la possiamo tirare, ma fino a che non si faranno delle altre prove con combinazioni diverse da quella di base che saggiamente suggerisce wutki, non avremo nuove basi per rendere più libere le soluzioni possibili e verranno prima o poi tutte in qualche modo brevettate, se le scriviamo diventano NOTE!!!!

    Ma secondo me è inutile spaccarsi la testa su fenomeni troppo complicati quando PARE che l'FR funzioni SOLO con Ni "poroso in polvere" + H2 + temperatura.

    Nessuno ci vieta di preparare contemporaneamente anche i passi successivi.
    Dobbiamo capire il fine, ad esempio vogliamo solo produrre energia come verifica indispensabile?
    Molte reazioni a debole energia sono energivore o vanno in pareggio, comunque nulla di sfruttabile commercialmente o altruisticamente in campo energetico, ma posso essere interessanti per la nanotecnologia e altre applicazioni.

    Che vogliamo fare?
    Immagini Allegate Immagini Allegate
    Ultima modifica di Armando de Para; 23-06-2011 a 02:10
    una goccia d'acqua deionizzata e bidistillata ad una analisi specifica degli elementi in essa contenuti in ppb (parti per miliardo) risulta possedere in se tutti gli elementi che compongono il nostro pianeta ad eccezione delle terre rare, è in pratica la nostra impronta digitale.

  8. #28
    Appassionato/a

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    non ho ben capito come vorrete realizzare queste celle, ma mi sembra di intuire che la tecnica sarà sempre quella del plasma elettrolitico,per cui pensavo che anche se riuscirete a rilevare un surpluss di energia , vi ritroverete sempre col problema del disgregamento del catodo a causa delle altissime temperature generate dal plasma

  9. #29
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da pino81 Visualizza il messaggio
    non ho ben capito come vorrete realizzare queste celle...
    Si riescono ad ottenre gli stessi fenomeni, anzi decisamente migliori, senza disgregare gli elettrodi, basta farli lavorare in regime di cavitazione anzichè in regime di plasma, basta sentire gli schioppetti come dice il prof. Cardone.
    una goccia d'acqua deionizzata e bidistillata ad una analisi specifica degli elementi in essa contenuti in ppb (parti per miliardo) risulta possedere in se tutti gli elementi che compongono il nostro pianeta ad eccezione delle terre rare, è in pratica la nostra impronta digitale.

  10. #30
    Appassionato/a

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    ma io pensavo che fosse proprio la stato ionizzato della materia che favorisse la termofusione nucleare ,ma allora dato una cella del genere (forse meno complessa di una NI - H) dovrebbe avere un rendimento >1 e senza usurare gli elettrodi perchè non provate a realizzare un generatore di questa fattura..

  11. #31
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da pino81 Visualizza il messaggio
    pensavo che fosse proprio la stato ionizzato della materia che favorisse la termofusione nucleare
    La ionizzazione è una conseguenza delle altissime temperature necessarie. A quelle temperature, gli elettroni sono talmente eccitati da poter "fuggire" dall'attrazione del nucleo.

  12. #32
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da pino81 Visualizza il messaggio
    perchè non provate a realizzare un generatore di questa fattura..
    Lo stanno già facendo sia all'ENEA che al CNR, anche un vecchio utente "smanettone" del forum lo sta facendo da diverso tempo.
    una goccia d'acqua deionizzata e bidistillata ad una analisi specifica degli elementi in essa contenuti in ppb (parti per miliardo) risulta possedere in se tutti gli elementi che compongono il nostro pianeta ad eccezione delle terre rare, è in pratica la nostra impronta digitale.

  13. #33
    Novizio/a

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    Predefinito Primi passi

    Carissimi tutti,

    purtroppo il lavoro - che è necessario per vivere!!! - mi "chela" per troppo tempo e così me ne rimane poco per quanto mi sono prefisso di fare con questo post...

    In ogni caso, un pochino sono riuscito a trovarne e così ho aggiunto qualche pezzo al puzzle che ho in mente: mi sono procurato i primi materiali.

    1- Nichel: ho parlato personalmente ieri con un ingegnere di lunga esperienza lavorativa che "conduce" una ditta di ricoperture galvaniche: mi ha spiegato MOLTE cose interessanti (e pratiche, che non si trovano facilmente nei libri...!) sui processi di riduzione di ioni metallici al catodo.
    Non gli ho parlato direttamente di quello che ho in mente, diciamo che l'ho contattato con la "scusa" di dover riprodurre nel nostro laboratorio al lavoro un processo di cromatura delle materie plastiche... questo perchè non fosse "prevenuto" e mi raccontasse un po' di "trucchetti", non voglio esser preso per matto finchè non mi verranno a prendere degli uomini in camice bianco

    Soprattutto vi devo dire che sono rimasto colpito quando mi ha messo in guardia su QUANTO l'H sia un competitore molto deciso degli ioni cromato e Ni 2+: non è affatto facile riuscire a fare buone ricoperture metalliche galvaniche, perchè comunque gran parte dell'energia elettrica trasmessa agli elettrodi viene impiegata per fare... elettrolisi dell'H2O... in pratica, si sviluppa tanto H2 in una galvanica!
    E tanto si infiltra anche nella deposizione. E a me questo "difetto" potrebbe anche andare molto bene, avere una deposizione di Ni "gonfio" di H2.

    Mi ha fatto gentile omaggio di un piccolo "crown" di Ni, che è il tipo di anodo che si usa adesso per fare le nichelature. Ha il vantaggio di essere Ni deposto per via elettrochimica in maniera molto tenace e che pertanto nel processo si "disfa" in maniera molto regolare. Essendo un oggetto "piccolino" in linea di massima non può essere usato "tal quale" come anodo... ma di solito viene immerso in soluzione in appositi sacchetti di Ti, il potenziale redox poi fa si che si ossidi il Ni ovviamente, e non il Ti che ha potenziale di ossidazione molto più elevato.

    Ho preso anche un "vecchio" anodo in Ni, del tipo in uso fino a una ventina di anni fa... questo invece è la classica placchetta, molto ossidata e immagino anche con depositi di "altro", visto il colore (verde il NiO, marroni forse il NiCl2? o vi si è depositato ossido/idrossido di Fe?)

    In linea di massima, userò il crown, anche se il mio "consulente" mi ha detto che la placchetta andrà benissimo, è un Ni piuttosto BEN disposto a ossidarsi, e che - con qualche passaggio elettrolitico - può essere purificato del tutto.

    Mi ha anche fatto notare i "crateri" dovuti all'ossidazione preferenziale in certe zone: l'ossidazione e la riduzione NON viaggiano in maniera uniforme sulle superfici...

    IL MIO PRIMO SCOPO ADESSO è:

    - fare delle nichelature successive, ovvero nichelare un oggetto e poi usare quell'oggetto per nichelarne altri... in modo da ottenere quanto più possibile alla fine una ricopertura di nichel "puro".
    E anche gonfio di H2...

    Infine, nella mia chiacchierata con l'ing. "Galvanico" , mi ha colpito molto il concetto di "densità di carica", motivo per cui mi sono risolto a pensare i miei primi esperimenti utilizzando - se possibile!!! - quanto al punto 2

    2- ecco qui: diciamo che NON avendo mai condotto elettrolisi/ricoperture di metalli di persona... ehm... NON ho quello strumento (fondamentalmente un trasformatore con la possibilità di variare ddp (V) e corrente (A)in uscita, giusto?) che quindi in pratica trasforma la corrente alternata (AC) di rete a 50 Hz in corrente continua (DC).

    Ora, senza perdermi in dettagli circa la corrente, le forme delle onde, etc etc... che magari si riveleranno importanti ma forse anche no... il mio primo obiettivo di ottenere delle nichelature ho pensato di "tentarlo" con quanto ho già a mia disposizione.
    Mi serve della DC?
    Ebbene, ho raccattato almeno una dozzina di vecchi trasformatori di computer portatili, telefonini cellulari, rasoi... che evidentemente avevo tenuto allo scopo e adesso come primo "step" proverò cosa succede con quelli come f.e.m.

    Vi allego una foto anche di due di questi trasformatorini, ne ho con ddp che varia da 2-3 volts fino a un max di 18,5 volts... e output di corrente da 2-300 mA fino a 3,5 A.

    Secondo me per una buona elettrolisi dovrebbero essere più che sufficienti. Per far "muovere" il Ni non lo so, ma lo vediamo a breve .

    3- substrati per nichelatura.

    Come ho anticipato, io vorrei ottenere dei catodi porosi in Ni (o anche ricoperti in Ni poroso, perchè no?!) e quindi ho pensato che potrebbe essere utile allo scopo partire già da qualcosa di "poroso", in modo che il nostro amico Ni ci si aggrappi e "crescendo" non faccia mai uno straterello uniforme in spessore... ma rimanga in qualche maniera una struttura con tanti "vuoti"...

    Ho pensato quindi di utilizzare come "substrati" per le mie ricoperture delle reticelle da setacciatura che usiamo qui per vari utilizzi, fondamentalmente nei setacci per separare il polverino dalla granella dei nostri materiali.
    Ne ho a disposizione con maglie abbastanza fini, vi fotografo la maglia da 1 mm, quella da 0,3 mm e nel setaccino abbiamo anche una maglia davvero molto fine... 0,04 mm - e con 40 micron credo che cominciamo ad essere molto vicini alle particelle che si trovano nell'Ecat - speriamo che funzioni davvero, a proposito!!!

    Le reti sono in acciaio, ovvero una lega di Fe con altri elementi che lo rendono inossidabile.
    Non mi ricordo esattamente di quale acciaio si tratta... ma tanto lo vogliamo ricoprire...

    Di queste reti, ne ho anche alcune in lega di Fe non inossidabile e quindi magnetiche, ma credo che importi poco: in ogni caso voglio usarle come catodi per fare depositare il nostro buon Ni e poi usare questi "elettrodi ricoperti" in esperimenti a seguire.

    Ok.
    Ok, penso di avervi annoiato abbastanza.
    Adesso vedo se riesco a postarvi le foto e poi ci rivediamo settimana prossima! Buoni esperimenti a tutti!!!
    Immagini Allegate Immagini Allegate

  14. #34
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    ....anche un vecchio utente "smanettone" del forum lo sta facendo da diverso tempo.
    Parli di Vulcano vero.... io non sono poi così vecchio anche se è da un pò di anni che lo faccio anche io

    @Wutki
    Per l'alimentatore ti invito a comprarti qualcosa di un pò più affidabile,
    non costano molto e nelle fiere dell'elettronica li trovi a 50-60€, che sia regolabile, 0-30V e almeno 5A. Temo che gli alimetatori che hai a disposizione tu non vadano poi così bene, sopprattutto perchè non credo siano regolabili e protetti contro i cortocircuiti e fidati ogni tanto capita.
    Poi l'assorbimento della corrente varia di parecchio durante l'elettrolisi, sia per il variare del ph dell'elettrolita, che della temperatura sia della superfice degli elettrodi stessi che si riducono e crescono, e quindi devi poter variare la tensione.
    Ciao.

  15. #35
    Novizio/a

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    Ciao GabriChan,

    non è che mi puoi dove posso trovare il trasformatore con variazione di corrente e ddp?
    Ok per PM, non fare pubblicità qui

    Secondo punto: tieni presente che io NON voglio fare GDPE, al momento niente luccioline subacquee e quindi non mi serve tanta potenza (volt x ampere).
    Ma ovviamente devo riuscire a fare quello che ho in mente, sennò passo il tempo a vedere le bollicine di H2...

    Grazie per l'aiuto, ciao!

  16. #36
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Parli di Vulcano vero.... io non sono poi così vecchio anche se è da un pò di anni che lo faccio anche io
    non capisco.., se come sostenete questo tipo di cella produce un surpluss di energia occorrono degli ANNI per realizzare un generatore simile (o quanto meno un cella che si autosostiene energeticamente) da parte del CNR o l'ENEA o vulcano oppure ancora da gabrichan ? cioè tutti concordano nell'affermare che la luna sia dentro al pozzo, ma nessuno che scenda giù nel tentativo d'acciuffarla ????

  17. #37
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da pino81 Visualizza il messaggio
    tutti concordano nell'affermare che la luna sia dentro al pozzo, ma nessuno che scenda giù nel tentativo d'acciuffarla ????
    Se anche scendessero, acchiapperebbero un'illusione perché tale è la luna dentro al pozzo.

  18. #38
    Pietra Miliare

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    Gurda che fare quel tipo di misura è forse una delle cose più complicate che ci possano essere, infatti quantum leap che ci lavora da anni può dirti che non è una cosa poi così facile.
    Io mi sono dedicato alle trasmutazioni, rinunciando a misurare l'energia, anche se in realtà il cop c'è ed è tra 1 e 3 volore ancora troppo basso per essere appetibile.
    Valore misurato rimanendo nel range degli "schioppettii" e non formando il plasma.
    Ma stiamo andando fuori argomento, c'è la discussione sulla iorio cirillo, se vuoi continuiamo li.

    @wutki maglio sempre averla un pochino di potenza in "più" che dover aspettere ore per fare un po di elettrolisi.
    Ciao.

  19. #39
    Novizio/a

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    Predefinito

    @GabriChan: grazie per l'aiuto in PM!

    Concordo sul fatto che è meglio averla, un po' di potenza in più, e soprattutto concordo che sia utile averla regolabile... ma sono meno d'accordo sul fatto che sia necessario per andare veloce, al fine di realizzare quello che stiamo cercando di dimostrare.

    Forse occorre proprio andare lentamente, almeno all'inizio.
    Star lì ad aspettare e "curare" per lunghe ore un'elettrolisi o una deposizione...

    Se questa "Arte" delle Lenr è più vicina all'Alchimia del passato che alle scienze "moderne", beh... bisognerebbe rileggere in questa chiave un po' tutti i testi alchemici che parlano di un "percorso iniziatico" da fare.
    Forse bisognerebbe innanzitutto ripensare a quali "strumenti" potevano avere effettivamente tra le mani, gli alchimisti.

    Volta secondo voi ha inventato la pila o no?
    Che se ne sia preso il merito, questo è certo: ma forse la corrente derivante da processi chimici di ossido riduzione era già nota... prima...

    E quanti volt, ma soprattutto quanti ampere si può arrivare a tirare fuori da una pila simile alla sua, o da un sistema analogo?

    Vi dico questo perchè forse - ai fini di ottenere le trasmutazioni e anche di vedere SE si riesce poi a cavarne energia in eccesso - è deleterio buttare nel sistema "troppa energia tutta insieme".

    Noi purtroppo non sappiamo SE Rossi ha davvero scoperto che avviene "qualcosa" tra il Ni e l'H2 nel suo gatto, ma lo speriamo!
    E sembrerebbe abbastanza certo che - quando lo vuole far smettere di fare le fusa - gli da una bottarella di energia.
    Scalda.
    Scaldando, fa rimbalzare e vibrare tutto un po' più velocemente di quanto è necessario e così "controlla" la reazione - dice lui...

    Ora io sono ancora ben lontano, in questo "percorso" , da avere in mano anche solo gli elettrodi con cui poi vorrei arrivare a produrre l'H2... ma ieri ho capito che se si vuole fare una bella nichelatura BEN aderente e POCO porosa, ALLORA bisogna usare tanta densità di corrente.
    Solo che io NON voglio fare una bella nichelatura, voglio fare l'opposto.

    Le mie retine di Fe, per fare quello che ho in mente, devono ricoprirsi di Ni un po' schifoso, poroso, soffiato, sfaldabile, gonfio di H2.
    Secondo me per fare 'sta ciofeca pochi volt e pochi ampere dovrebbero bastare...
    E magari, senza fretta, prima di piazzare tutto nei vasetti mi lancio anche in qualche calcolo con l'equazione di Nernst.

    Ma non adesso, forse da lunedì. Meglio non correre troppo

  20. #40
    Appassionato/a

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    Predefinito

    mi dispiace, ma fin tanto che non vedrò una cella funzionante senza alcun apporto di energie esterne resterò del parere che con la fusione fredda non si abbia alcun guadagno energetico se è come dici tu Gabrichan che si ha un cop da 1 a 3 allora avremo da tempo risolto i problemi energetici, fermo restando che avvengano delle reazioni nucleari (come dimostrato dalla presenza di elementi prima assenti dopo la reazione) ciò non significa che si abbia una surpluss di energia, perchè se è per questo anche il fusore di farnsworth al deuterio genera una reazione nucleare ma non per questo sia in overunity,o perlomeno, quando genera energia in eccesso come ostacolo fondamentale si dissolve l'elettrodo interno..
    Ultima modifica di pino81; 02-07-2011 a 20:26

  21. RAD
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