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Discussione: Sperimentazione e teoria sulla LENR Nichel-idrogeno

  1. #1
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    Predefinito Sperimentazione e teoria sulla LENR Nichel-idrogeno

    Questa discussione è riservata alla discussione degli esperimenti ed eventualmente alla descrizione della teoria che ne sottende, di sistemi a fusione a bassa energia a base di Nichel e idrogeno.

    fatene buon uso e...
    BUONA e PROFICUA SPERIMENTAZIONE!!
    Roy
    Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
    -
    Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it

  2. #2
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    Riprendo qui la discussione iniziata sull'altro thread, facendo alcune considerazioni su quanto finorea fatto e visto (negli esperimenti che ho condotto).
    In base a quanto descritto in letteratura ed alle informazioni disponibili sembrerebbe che la reazioni Ni-H possa avvenire indipendentemente dallo stato di aggregazione del Ni (metallo solido, polvere micrometrica, polvere nanometrica, film sottile, cluster poliatomici o monolayer e perfino ioni in soluzione liquida). Quello che varia è l'efficienza o forse la velocità con cui avviene la reazione, ma a quanto pare in qualche misura e sotto opportune condizioni avviene. Queste condiserazioni mi fanno pensare che per la sperimentazione sia preferibile l'uso di Ni solido, per questioni di semplicità operativa e per ridurre il numero di variabili (granulometria delle polveri, concentrazione delle soluzioni, etc.).
    Piastrine di Ni possono avere una buona superficie e si prestano a trattamenti superficiali particolari. Fili di Ni invece si prestano bene ad essere auto-riscaldati, facendoli attraversare da corrente elettrica. I fili inoltre si prestano bene a sfruttare gli effetti magnetici e ferromagnetici, a massimizzare la condizioni di non-equilibrio e a fornire intrinsecamente, senza l'uso di altri sensori, indicazioni quali il livello di caricamento di idrogeno o la temperatura raggiunta (misurandone la resistenza).
    Un altro fattore importante da considerare negli esperimenti è la sensibilità dell'apparato sperimentale. Per aumentare la possibilità di osservare qualcosa è necessario aumentare al massimo la sensibilità. Bisogna quindi capire quali sono i fattori che influenzano la sensibilità.
    In genere gli eccessi di calore sono rilevati come variazioni di temperatura. Questo suggerisce che per rilevare eccessi di calore piccoli occorre da un lato usare sensori e sistemi di misura dotati di risoluzione sufficiente (almeno 0.5°C, o migliore), dall'altro massimizzare l'incremento di temperatura della cella (o delle parti interne sotto misura) in corrispondenza di una data energia termica. Quest'ultima condizione si traduce nel realizzare celle o parti attive di queste caratterizzate da una capacità termica che sia la più bassa possibile (quindi piccole e leggere). D'altro canto anche un buon isolamento della cella contribuisce a massimizzare gli incrementi di temperatura.

    In base a queste considerazioni gli esperimenti con fili di Ni sospesi in atmosfera di H, dovrebbero fornire le condizioni migliori per potere osservare qualcosa, e soprattutto per delimitare le condizioni in cui si verificano le anomalie al fine di consentirne una facile riproduzione.

    I miei prossimi esperimenti impiegheranno questa configurazione.
    a eroyka, Quantum Leap e GabriChan Piace questo messaggio

  3. #3
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    Predefinito Ni in soluzione - colori

    Ciao Vettore ...

    tempo fa era nata la questione della colorazione verde o blu di una soluzione di Ni (mi pare di ricordare acida), che una volta trattata con ammoniaca virava dal verde al blu (rame?)
    Oggi ho provato ad aggiungere dell'idrossido di sodio (per raggiungere un pH basico) ad una soluzione che avevo da tempo in lab. e che ha un bel colore verde menta.
    Il colore è schiarito ma è rimasto verde e si è avuta una abbondante flocculazione di colore verde pallido.
    Non ho motivo di ritenere che vi sia stato rame nella soluzione iniziale.

    per quanto riguarda i test sperimentale, sto preparando alcune verifiche di quanto ho già fatto ma con l'impiego esclusivo di prodotti di elevata purezza (reagenti per analisi), in modo da evitare o ridurre la possibiltà di errori banali.

    Spero di avere qualche dato certo entro un mese, anche in relazione dell'eventuale incontro.

    ciao
    Piolos

  4. #4
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Oggi ho provato ad aggiungere dell'idrossido di sodio (per raggiungere un pH basico) ad una soluzione che avevo da tempo in lab. e che ha un bel colore verde menta.
    Il colore è schiarito ma è rimasto verde e si è avuta una abbondante flocculazione di colore verde pallido.
    Non ho motivo di ritenere che vi sia stato rame nella soluzione iniziale.
    Interessante, grazie della prova. Per avere una conferma che è l'ammoniaca che crea un complesso blu potresti provare ad aggiungerla alla soluzione iniziale (se ne hai ancora), se diventa blu allora si tratta proprio di una reazione specifica con l'ammoniaca (visto che la tua soluzione sicuramente non contiene rame).
    Invece per verificare la presenza del rame un buon metodo è sicuramente quello indicato da Lukapat, cioè immergere nella soluzione un pezzo di ferro ben pulito: se il rame in soluzione non è troppo poco si deve ottenere spontaneamente un deposito di rame ben visibile sul ferro.

  5. #5
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    Ciao Vettore ...

    Appena ho tempo faccio anche la verifica con ammoniaca e ti saprò dire... vorrei anche provare a vedere se della ceramica molto porosa assorbe il composto flocculato dalla soluzione di Nickel ...

    ciao
    Piolos

  6. #6
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    vorrei anche provare a vedere se della ceramica molto porosa assorbe il composto flocculato dalla soluzione di Nickel...
    Dovrebbe trattarsi di idrossido di Ni credo. Il fatto che non sia andato in soluzione potrebbe essere dovuto ad impurità varie presenti nella soluzione...

  7. #7
    Pietra Miliare
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    Ciao Vettore hai poi fatto altre prove in elettrolisi col nichel?

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan
    Ciao Vettore hai poi fatto altre prove in elettrolisi col nichel?
    Non ancora. Sono tornato qualche giorno fa in città e a lavoro, quindi devo ri-organizzarmi anche qui con la strumentazione e purtroppo ora ho decisamente meno tempo libero di prima...
    Comunque conto di provarci tra qualche giorno. Volevo fare una prova con almeno 30V e della durata di almeno 1 ora, come hai suggerito tu.

  9. #9
    Pietra Miliare
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    Ok, purtroppo un pò come tutti... il tempo non basta mai.
    Volevo chiederti se ti va di mettere qui gli schemi dei circuiti che hai fatto per la parte di sensoristica per il rilvamento delle temperature.
    Ciao.

    PS. riprova a fare anche quello col NaCl

    allego colori di asorbimenti del rame e del nichel, il Ni++ è verde il Cu++ è azzurro.
    File Allegati
    Ultima modifica di GabriChan; 10-09-2011 a 13:20

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan
    Volevo chiederti se ti va di mettere qui gli schemi dei circuiti che hai fatto per la parte di sensoristica per il rilvamento delle temperature.
    La schedina di acquisizione che ho realizzato è stata "sponsorizzata" dalla mia azienda, che la utilizzerà per alcuni progetti. Per questo motivo non posso pubblicare gli schemi completi (che del resto non basterebbero visto che buona parte del lavoro viene fatto dal firmware e dal software su PC). Però posso descriverne le parti che sono più interessanti per gli esperimenti.
    La scheda è formata da un mulptiplexer+PGA a 8 ingressi, da un convertitore AD a 16 bit e da un ATMega8 che gestisce il processo di conversione e la comunicazione col PC. Il micro genera anche due segnali PWM programmabili che controllano due MOSFET a cui si possono collegare due carichi indipendenti. Sulla scheda c'è anche un LM35 collegato al micro che serve per misurare la temperatura ambiente ed eseguire la compensazione del giunto freddo se si usano termocoppie.
    Il guadagno programmabile e l'elevata risoluzione consentono di collegare agli ingressi più o meno qualsiasi cosa, anche direttamente le termocoppie senza bisogno di amplificatori appositi.
    Per gli esperimenti ho personalizzato le reti di condizionamento dei vari canali in modo da avere a disposizione canali senza attenuazione per termocoppie, canali con attenuazione per leggere tensioni fino a 50V, canali filtrati passa basso per leggere direttamente correnti PWM senza problemi di frequenza di campionamento. La corrente dei carichi in genere è misurata tramite una resistenza di sensing posta in serie ai source dei MOSFET.
    Se hai bisogno di qualche dettaglio in particolare chiedi pure.

    PS. riprova a fare anche quello col NaCl
    Si, lo farò...

    allego colori di asorbimenti del rame e del nichel, il Ni++ è verde il Cu++ è azzurro.
    Li conoscevo. Però dopo il risultato con l'ammoniaca ho qualche perplessità sul fatto che valgano sempre. Mi sa che sarebbe meglio incrociare i risultati di due o tre metodi analitici diversi (magari altrettanto semplici) per avere maggiore certezza.

    P.S. Ho trovato informazioni sulle reazioni tra ioni metallici ed ammoniaca: lo ione ammonio forma con gli ioni Cu++ e Ni++ dei composti di coordinazione sostituendosi alle molecole d'acqua. Questi composti sono descritti come "violetti" nel caso del Ni e "blu intensi" nel caso del Cu. Questo conferma che il test con l'ammoniaca non è molto indicativo...
    Alcuni test forse più appropriati sono quelli alla fiamma (a quanto pare il Ni non da colore, mentre il Cu da colore verde), e quello con le perline al borace, in cui per semplicità il borace può essere sostituito da carbonato di sodio (o da bicarbonato, che riscaldato si trasforma in carbonato).
    Ultima modifica di Vettore; 11-09-2011 a 07:23

  11. #11
    Pietra Miliare
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    Ciao Vettore mi interessava sapere come dimensioni lo schema e che termocoppie usi per interfacciarle con arduino, e un'altra cosa come medi il valore dell'LM35 per avere un valore stabile. Grazie.

    Ho trovato che il rame assorbe la frequenza 450mn come picco, sarebbe interessante mettere un LED blu di quella frequenza e vedere con un fototransistor se cambia qualcosa durante l'esperimento in elettrolisi, il nichel dovrebbe assorbire nel verde.

  12. #12
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao Vettore mi interessava sapere come dimensioni lo schema e che termocoppie usi per interfacciarle con arduino, e un'altra cosa come medi il valore dell'LM35 per avere un valore stabile.
    Ho usato termocoppie K, ma non fa molta differenza: più o meno danno tutte segnali dello stesso ordine di grandezza.
    La termocoppia K fornisce 41 uV/°C, il fattore di amplificazione massimo del PGA che ho usato è 32 (e impostavo questo valore per i canali con termocoppie), quindi si hanno 41*32=1312 uV/°C. Dal momento che il convertitore è a 16 bit con un fondoscala a 4.096 V, si ha che la sua risoluzione teorica è 4.096/65536 = 0.0625 mV. Quindi la risoluzione è più che sufficiente per risolvere frazioni di grado (in realtà ci sarà sempre rumore intrinseco che ti impedirà di arrivare a quei livelli, ma volendo con alcune tecniche di elaborazione ci si può avvicinare molto). Lo schema che ho usato per il collegamento delle termocoppie è con il polo negativo a massa, questo rende l'impedenza della termocoppia molto bassa, e quindi relativamente immune da rumore elettromagnetico, nonostante i segnali molto piccoli. Si potrebbe usare anche uno schema differenziale per questo scopo, ma è più complicato...
    Riguardo all'LM35, l'ho collegato banalmente ad un ingresso analogico del micro, impostando come Vref quella interna da 2.5V, visto che il convertitore interno è a 10 bit alla fine avevo una risoluzione di 2.5/1024 = 2.5 mV, che è più che sufficiente visto che l'LM35 ha una sensibilità di 10 mV/°C. Devo dire che la lettura era molto stabile, quindi non c'è stato bisogno di alcun filtraggio (ho impostato il clock del convertitore ad un valore molto basso per avere più accuratezza, ed ho disaccoppiato bene le alimentazioni).


    Ho trovato che il rame assorbe la frequenza 450mn come picco, sarebbe interessante mettere un LED blu di quella frequenza e vedere con un fototransistor se cambia qualcosa durante l'esperimento in elettrolisi, il nichel dovrebbe assorbire nel verde.
    Non so se ci sono LED blu che hanno esattamente quella frequenza... Forse è pià facile ottenerla per filtraggio di una luce bianca...

  13. #13
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    Sul discorso della sensibilità sono daccordo fino ad un certo punto, almeno nel mio caso stò cercando un fenomeno abbastanza vistoso. io ho provato ad aummentare del 5% e del 10% il riscaldamento ebbene la curva lo rivela benissimo.
    Ora io spero almeno di vedere magari a momenti 1l 200% descritto da Focardi.
    Quindi per il momento sono tranquillo su l'uso di sensori.
    Come ho detto altrove sto ripristinando il sistema computerizzato e sto acquistando una piccola bombola con riduttore per l'Idrogeno.
    tempo atteso circa un mese.
    Poi riprenderò qui il discorso esclusivamente tecnico sperimentale, sperando che interventi devianti e inutili vengano spostati in altre discussioni.
    ciao

  14. #14
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    Predefinito colorazione soluzioni

    Ciao Vettore ...

    Ho fatto la verifica di cui si parlavo un po' di tempo fa. Ti allego la foto della soluzione contenente Ni (in origine verde menta), il cui colore è virato al blu con l'aggiunta di poche gocce di NH4OH (idrossido di ammonio).

    Ciao

    Piolos
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  15. #15
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    Grazie per la prova.
    Avevamo comunque già appurato che l'ammoniaca forma dei complessi blu sia con il rame che con il nickel. La tua è un'ulteriore conferma.
    Ultima modifica di nll; 30-09-2011 a 12:04 Motivo: Eliminata citazione integrale del messaggio precedente. Violazione art.3 del regolamento del forum

  16. #16
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  17. #17
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    Predefinito

    Lo avevo registrato nei Materiali Teorici al #12
    Grazie di averlo riproposto!
    Ultima modifica di nll; 08-10-2011 a 03:54 Motivo: Citazione integrale del messaggio precedente. Violazione art.3 del regolamento.

  18. #18
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    Predefinito trasmutazioni -Ni-H

    Ciao a tutti ...

    Ritorno allo "spazio test" con alcuni aggiornamenti in parte positivi e in parte negativi!
    1] lavorando sul mio sistema tradizionale di interazione Ni-H sono arrivato a superare 1% (in peso) di Cobalto (espresso come elemento Co) nel prodotto finale -post reazione {della durata, ricordo di max 30 min, non in giorni o mesi!}
    Ho osservato che l'aggiunta di certi elementi inibiscono questa trasformazione ma ne innescano altre con produzione di elementi medio pesanti come Hf, Cd, Nb ecc. ma anche leggeri come Mg-P-Na.

    2] Negli ultimi test eseguiti ho utilizzato un Ni - RPE, molto puro cioè e a grana fine. Purtroppo non ho le analisi di queste ultime piastrine (n.6) - il laboratorio non è in grado di polverizzarle per la analisi XRF, con la sinterizzazione sono diventate estremamente tenaci.

    3] La cosa soprendente è che al momento dello sminuzzamento grossolano il tecnico di laboratorio ha notato un fortissimo riscaldamento dei frammenti (la piastrina, del peso di circa 6 grammi, viene avvolta in normale carta, quella dei rotoli di cucina, e colpita con un piccolo martello, i pochi frammenti grossolani devono poi essere polverizzati a mano in un mortaio di agata). Durante l'operazione di percussione i frammenti si riscaldano a tal punto da bruciare la carta.

    4] Senza entrare nel merito della origine del fenomeno (che paraltro potrei verificare direttamente), ho, a questo punto la primaria necessità di trovare un laboratorio che analizzi le piastrine (meglio con tecniche non distruttive) - anche perchè ho utilizzato componenti di elevato grado di purezza ed è indispensabile verificare i risultati fino qui acquisiti.

    Qualcuno mi può aiutare ???

    ciao

    Piolos
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  19. #19
    Pietra Miliare
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    Ciao Pilos, molto interessante, hai provato a fare anche misure calorimetriche?
    Hai provato a mettere una piastrina in una semplice morsa e poi con un termometro a verificare ce si scalda aumentando progressivamente la pressione?, al limite tenendola immersa in acqua.

    Per le analisi prova a chiedere in privato ad Armando De Para forse riescie a darti una mano.
    Ciao.

  20. #20
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    Pilos, il punto 3 mi ricorda il libro "Il segreto delle tre pallottole", dove Del Giudice sosteneva si potessero utilizzare in maniera "convenzionale" esplosivi "nucleari" derivati da processi di F.F.

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    1] lavorando sul mio sistema tradizionale di interazione Ni-H sono arrivato a superare 1% (in peso) di Cobalto (espresso come elemento Co) nel prodotto finale -post reazione {della durata, ricordo di max 30 min, non in giorni o mesi!}

    Piolos, quello che dici è sorprendente! Ne sei sicuro? L'1% è una quantità enorme, e ottenerla in 30 minuti ancora di più!
    Come ti spieghi la produzione di Co, che ha un protone in meno del Ni? Che ruolo credi che abbia l'idrogeno, se non avviene una "fusione" ma una "fissione"?

    4] Senza entrare nel merito della origine del fenomeno (che paraltro potrei verificare direttamente), ho, a questo punto la primaria necessità di trovare un laboratorio che analizzi le piastrine (meglio con tecniche non distruttive) - anche perchè ho utilizzato componenti di elevato grado di purezza ed è indispensabile verificare i risultati fino qui acquisiti.
    Se le percentuali sono quelle che dici bastano i comuni metodi analitici, non c'è bisogno di strumenti più sofisticati! Trovare un laboratorio che faccia questo tipo di analisi non dovrebbe essere difficile ne costoso. Però difficilmente si possono fare analisi "non distruttive", visto che l'unico modo sarebbe usare un SIMS o qualcosa del genere, ma analizzeresti solo la superficie, che è la parte più contaminata.

  22. #22
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    Predefinito trasmutazioni nel sistema Ni-H

    Gabri, Vettore ...

    Una vera misura calorimetrica probabilmente non è semplice da fare, tuttavia una verifica di confronto fra la piastrina "attiva" e il materiale (Nickel) pre-trattamento potrebbe essere interessante (penso ad esempio ad uno sminuzzamento nel mortaio con misura della temperatura dei due materiale polverizzati anche grossolanamente).
    Il laboratorio che fino ad ora ha eseguito le analisi, è un laboratorio industriale, usa la tecnica XRF e penso che per loro il grosso problema sia la preparazione del campione, che richiede parecchio tempo e attenzione; e sapete che quando c'è di mezzo la produzione o il controllo di qualità in una industria manifatturiera, i tempi sono sempre tirati.
    Verificherò se posso preparare il campione già polverizzato e rispondente alle esigenze della loro macchina in modo da potere riprendere le analisi; in ogni modo una verifica da un laboratorio universitario/ricerca sarebbe estremamente interessante!!!

    Vi offro un altro spunto di riflessione; come dicevo ho osservato che Cobalto può essere prodotto o meno a seconda della aggiunta o meno al Ni di altri metalli.
    La non comparsa della anomalia di Cobalto, genera invece le due anomalie positive di Magnesio (Z=12) e Fosforo (Z=15); [N.B. 12+15=27] e ciò apre molte altre possibilità per i sistemi metalli-H !!!
    Questo l'ho potuto verificare più di una volta e le sei piastrine che ancora ho da analizzare avrebbero dovuto confermare ulteriormente questo risultato.
    Quando parlo Di Nickel, ovviamente mi riferisco alla miscela isotopica naturale dove prevale 58Ni, gli isotopi di rame stabili sono un po' più "distanti" dal 58Ni.

    saluti
    Piolos

  23. #23
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    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    Una vera misura calorimetrica probabilmente non è semplice da fare, tuttavia una verifica di confronto fra la piastrina "attiva" e il materiale (Nickel) pre-trattamento potrebbe essere interessante (penso ad esempio ad uno sminuzzamento nel mortaio con misura della temperatura dei due materiale polverizzati anche grossolanamente).
    Piolos, mi sono venute in mente un paio di riflessioni:

    1) la liberazione di calore potrebbe essere causata dagli idruri che hai usato per preparare le piastrine? Se non ricordo male usavi NaH o qualcosa di simile aggiunto alla polvere di Ni. Gli idruri alcalini possono riscaldarsi molto o addirittura prendere fuoco a contatto con l'aria e con l'umidità, e non si decompongono facilmente col calore, quindi probabilmente te li ritrovi anche nelle piastrine finite.

    2) hai mai provato ad usare altri metalli invece del Ni? Altri metalli hanno una buona affinità con l'idrogeno... Se poi dal Ni ottieni Co, può darsi che dallo Zn ottieni Cu (!?), che sarebbe ben visibile anche ad occhio! (Oltre che rilevabile con semplici reazioni chimiche)

  24. #24
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    Predefinito idruri instabili

    Ciao Vettore ...

    L'osservazione che mi è stata riportata di un apparente riscaldamento anomalo del materiale Ni-Hy innescato da semplice azione meccanica, può trovare risposta, come prima ipotesi, in reazioni isotermiche provenienti da fasi idrurate particolarmente instabili (questa è la prima idea alla quale anch'io ho pensato).

    Nel frammentare il materiale questo ovviamente si riscalda ma le temperature che ho misurato, di qualche grado superiori all'ambiente non mi sono sembrate anomale - finora però ho frammentato delle piastrine che erano già state "maneggiate dal tecnico di laboratorio e ridotte a pezzettini di qualche mm, non integre cioè.

    La cosa che però mi preoccupa è che non riesco ad andare oltre i 1-2 mm di dimensione dei frammenti e ciò rende problematica l'analisi chimica presso il laboratorio che ho sempre utilizzato. L'utilizzo cioè di Nichel molto più fine di quanto finora usato ha prodotto una sinterizzazione estremamente tenace e i singoli grani non si staccano uno dall'altro.

    Per quanto riguarda l'utilizzo di altri metalli, è un lavoro che ho iniziato nello scorso mese di settembre e nel programma rientra anche Zinco (e se da questo venisse prodotto rame, come Co da Ni, potrebbe confermare l'ipotesi che la reazione procede in determinati casi anche a ritroso, culminando in decadimento beta+).

    Ho chiesto ad "Armando" se può darmi una mano con le analisi, purtroppo è un po che non si fa vivo!

    ciao
    Piolos

  25. #25
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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da piolos Visualizza il messaggio
    La cosa che però mi preoccupa è che non riesco ad andare oltre i 1-2 mm di dimensione dei frammenti e ciò rende problematica l'analisi chimica presso il laboratorio che ho sempre utilizzato. L'utilizzo cioè di Nichel molto più fine di quanto finora usato ha prodotto una sinterizzazione estremamente tenace e i singoli grani non si staccano uno dall'altro.
    Potresti farle più sottili o aggiungere al composto polvere di allumina o altri ossidi inerti (che tra l'altro non è una cosa inedita da Arata in poi...)

    Ho chiesto ad "Armando" se può darmi una mano con le analisi, purtroppo è un po che non si fa vivo!
    Penso che lui potrà darti una mano.


 
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