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Discussione: se la vostra cella...

  1. #1
    Ospite

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    se la vostra cella libera più energia di quanta ne usiate per generare il plasma, perche non trovate un modo per creare batterie o un generatore di corrente elettrica infinito che funzioni ad acqua?

    Che problemi ci sono?

  2. #2
    VermeSolitario
    Ospite

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    CITAZIONE (LordSaga640 @ 18/6/2005, 19:58)
    se la vostra cella libera più energia di quanta ne usiate per generare il plasma, perche non trovate un modo per creare batterie o un generatore di corrente elettrica infinito che funzioni ad acqua?

    Che problemi ci sono?


    Magari fosse così semplice !!! L'energia in eccesso prodotta, come avrai certamente letto, viene quasi integralmente trasformata in calore e quindi difficilmente ritrasformabile in altre forme di energia più facilmente utilizzabili quali quella elettrica. Oltre a questa difficoltà comunque superabile il problema principale è che il rendimento delle celle non è così elevato da compensare le perdite nella conversione da energia termica a energia elettrica, potenziale, meccanica, ecc..
    Si potrebbe pensare di aumentare l'energia in uscita utilizzando gli altri sottoprodotti della F.F. quali l'Idrogeno che è il "carburante" per eccellenza ma anche così penso che saremo ancora distanti da un utilizzo quale quello da te menzionato. Oltretutto lo scopo dei vari ricercatori che stanno sperimentando questo particolare tipo di reazione è quello di cercare di comprendere cosa avviene nella cella visto che partendo da determinati elementi noti al termine degli esperimenti ci si ritrova con elementi chimici diversi oltre a quelli di partenza.

  3. #3
    Ospite

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    Intanto la luce prodotta si potrebbe caturrare con dei pannelli fotovoltaici. Anche se di poco un po' di rendimento si ricava.

    Per prelevare meglio il calore, il catodo potrebbe essere una parte del recipiente, in modo che la parte interna si riscaldi in maniera elevata, e la parte esterna del recipiente in tungsteno la si usi per riscaldare acqua che fa girare la turbina.


    Vabbè, sono stanco e non so quel che dico.

    Forse un giorno avremo la tecnologia necessaria per convertire la poca energia termica in eccesso in energia elettrica.

    Speriamo

  4. #4
    Ospite

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    non è possibile fare in maniera i usate un catodo tubolare con l'anodo al centro in modo che la cella è delimotata NEL CATODO il plasma si dovreberebbe formare sulla superfice interna del catodo tubolare mentre la parete esterna si scalderebbe permettendo di acceredere al calore in maniera più diretta

    chessò magari un motore a combustione esterna

    mah vaneggio è tardi buona notte zzzzzz

  5. #5
    remond
    Ospite

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    CITAZIONE (artistoide @ 19/6/2005, 00:32)
    non è possibile fare in maniera i usate un catodo tubolare con l'anodo al centro in modo che la cella è delimotata NEL CATODO  il plasma si dovreberebbe formare sulla superfice interna del catodo tubolare mentre la parete esterna si scalderebbe permettendo di acceredere al calore in maniera più diretta

    chessò magari un motore a combustione esterna

    mah vaneggio è tardi buona notte zzzzzz

    Ragazzi

    Vi dimenticate sempre quello che avete letto sulle altre discussioni, è stato riferito sempre da me e da quelli che come me replicano questo esperimento; il plasma si forma solo se la superficie del catodo è molto inferiore a quella dell’anodo, circa 1 a 5 ed anche meno.
    Inoltre vi posso dire, dopo alcune centinaia di esperimenti eseguiti, che l’energia in eccesso della cella elettrolitica non viene ceduto all’acqua, ma viene ceduto al catodo, distruggendolo per fusione e trasmutazione.
    In poche parole, succede come quando volete tentare di portare un recipiente pieno d’acqua, ad una temperatura di 150°C, semplicemente mettendolo sul fornello della cucina.
    Voi potrete aumentare a dismisura il gas sotto la pentola, ma l’acqua non aumenterà la sua temperatura di 100°C, l’energia in eccesso che voi fornite sotto la pentola, si trasforma in un aumento proporzionale di evaporazione.
    Ne consegue che più energia fornite, e prima si consuma l’acqua, rimanendo sempre a 100°C.
    Allo stesso modo, nella cella di fusione fredda elettrolitica, più energia si fornisce e più in fretta si fonde il catodo; mentre se fate un calcolo fra l’energia elettrica immessa ed il riscaldamento ottenuto, si ottiene quasi un pareggio.
    Ricordate che per fondere, un metallo ha bisogno di energia; questa non è mai stata conteggiata da chi effettua misurazioni sul rendimento, se lo facessimo, otterremmo delle sorprese, ne sono certo.

    P.S. carissimo artistoide, la tua idea è buona, se il catodo rimane 1/5 rispetto all'anodo, ma mi sai dire chi può fornire del tungsteno tubolare? E' più facile reperire una roccia lunare.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 19/6/2005, 14:26

  6. #6
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito

    Buona giornata a tutti, soprattutto voglio salutare Remond che non sento da parecchio tempo.
    Carissimo Remond come stai ?, spero bene....

    Comunque mi permetto di intervenire per ricordare a tutti che nelle relazioni scaricabili da questo forum e per la precisione da quella iorio-cirillo è in qualche modo contenuta una breve trattazione sui metalli che fondono e che reagiscono agli elettrodi. Inoltre, ricordo che in un vecchio post, personalmente ne ho parlato ampiamente.

    Infatti, se fondiamo il tungsteno catodico si spende dell'energia (calore di fusione e di vaporizzazione), il cui valore si attesta ad alcune migliaia di calorie per ogni prova, considerando le quantità che vengono perdute al catodo. Poichè però, l'anodo subisce un processo di ossidazione che termodinamicamente immette nella cella più o meno la stessa quantità di energia, questo apporto straordinario è praticamente compensato.
    Quindi non è un grave errore non tenerne conto nei calcoli, inoltre l'errore cade nell'intervallo di precisione della misura quindi i vari ricercatori trascurano questo dato.

    Con l'occasione saluto LordSaqa640 e confermo quanto detto da Vermesolitario

    Un abbraccio a tutti

    Edited by Ennio Vocirzio - 19/6/2005, 19:37

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    sempre sulla mia idea balzana di sopra

    per mantenere un rapporto corretto di superfici l'anodo potrebbe avere una geometria perticolare, a stella ad esempio

    il discorso è puramente accademico perchè mi sembra di aver capito che per via di ossidazione e trasmutazione della superfice interessata dal plasma non è possibile utilizzare lo stesso catodo oltre un certo limite senza operare una levigatura del medesimo

    hummm

  8. #8
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Salve amici tutti

    Sono stato assente per vari impegni personali, comunque spero di essere presente regolarmente da ora.

    Carissimo artistoide
    Hai veramente le idee confuse, su questo fenomeno, cosa normale se non lo si è sperimentato di persona, cosa che cerco di incentivare in tutti i modi, consigliando sempre la sicurezza per prima cosa, come sto facendo ora con te.
    Ora la forma dell’anodo, non ha nessuna importanza, basta che la sua superficie sia 5-6 volte maggiore del catodo, poi non ha importanza se è vicino o lontano dal catodo, in quanto nel momento dell’innesco del plasma, il liquido acquista il potenziale dell’anodo, come fosse un bagno di mercurio, addirittura ha la tensione dell’anodo anche dalla parte opposta al catodo.
    Quindi non è necessario che tutto il contenitore sia di metallo, basta una stecca immersa nel liquido e tutto il liquido acquista il potenziale positivo dell’anodo, con una caduta di tensione inferiore al 10%.
    Per quanto riguarda il catodo, va continuamente allungato, non levigato; in quanto non fonde come il ferro, che gocciola palline sul fondo, ma si scioglie nel liquido come corroso da un acido, quindi si leviga da solo, formando un’estremità appuntita.

    Per quanto detto da Ennio Vocirzio che saluto cordialmente, sei molto vago nella spiegazione, forse perché non hai fatto circa 300 esperimenti come me (scusa ma sono carente di modestia).
    Per fare capire come la vedo io, all’amico artistoide, posso dire che:
    se fornisco 600 watt alla cella, questa mi si scalda esattamente per 600 watt o poco più; esattamente come se immergessi una resistenza da 600 watt nel liquido.
    Però contemporaneamente mi si fonde il catodo come se gli dessi 1000 watt.
    Ora siccome so fare l’operazione somma, 2+2=4; se applico questa operazione alla cella ottengo che, siccome avvengono contemporaneamente 2 fenomeni, uno da 600 watt ed uno da 1000 watt, la loro somma fa 1600 watt; però io alla cella ho fornito solo 600 watt.
    I mille watt che ho ottenuto di guadagno, non posso PORTARLI FUORI; perché sono serviti a fondere il catodo.
    E’ questa la s**** di questo esperimento, non si può raccogliere la polvere fusa del catodo, e ricavarne energia per far girare una turbina, per poi ricavare elettricità.
    Chi ha replicato questo esperimento è rimasto sbalordito dalla potenza generata, ma non sa come portarla fuori.
    Naturalmente non è detto che sia impossibile, bravo a chi ci riesce.
    Ti prego artistoide dimmi se hai capito qualcosa di quello che ho detto.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  9. #9
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Mar 2005
    Messaggi
    153

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    Ciao,
    per Remond:
    c'e' anche da considerare l'energia emessa dal plasma sotto forma di onde elettromagnetiche che non sono certamente trascurabili. Se il plasma riesce a produrre un bagliore abbastanza intenso vuol dire che emette energia paragonabile a quella emessa dalle normali lampadine, quindi siamo intorno alle decine di watt di potenza. Un modo per recuperare questa energia e' quella di usare celle metalliche che assorbono le radiazioni trasformandole in calore. Questo lo puoi verificare misurando la temperatura della cella che sara' necessariamente superiore a quella dell'acqua. Proprio per questo faro' esperimenti di trasmutazione con questo tipo di celle.
    Un cordiale saluto a tutti.
    Francesco

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    perfettamente

    in sostanza non è il calore del plasma ad esere interessante ma quel "qualcosa" che avviene

    e prima di aver compreso affondo il fenomeno un'applicazione pratica ancora non è pensabile
    o no?

    tu hai pensato a qualcosa?


  11. #11
    Ospite

    Predefinito


    X Remond

    CITAZIONE
    Per quanto detto da Ennio Vocirzio che saluto cordialmente, sei molto vago nella spiegazione, forse perché non hai fatto circa 300 esperimenti come me (scusa ma sono carente di modestia).  


    Da quello che sento…, ci insegni che il numero degli esperimenti fatti non vuol dire proprio nulla, visto che non hai capito niente lo stesso.

    Mi dispiace dirtelo amico ma devi andarti a leggere un po di termodinamica altrimenti non puoi capire niente di quello che fai con la tua cella e inoltre corri il rischio di confondere le idee a qualche altro. Non prenderla a male,...ma per colpa tua potrebbero sparire le poche persone che contano su questo forum quindi sforzati di trovarla la modestia che ti manca, puo' darsi che infondo, infondo riesci ad imparare qualcosa.

    X Ennio
    Carissimo Ennio, e' inutile che ti sforzi ad essere gentile con il prossimo ( ho letto quello che dici nell'altra discussione) l'umanita' e' meschina.
    A Roma se dice " Nun c'e' trippa pe' ggatti"

    Saluto tutti, saluto anche te Remond

  12. #12
    Lawrence
    Ospite

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    Ciao a tutti, come va?
    Posso esprimere due o tre dubbietti da ignorante in materia?
    Se io fornisco energia ad un sistema chiuso termicamente isolato, bollendo la pentola di acqua o sciogliendo ghiaccio, cioè parlando di transizione di fase, l'aumento termico totale è comunque sempre proporzionale all'energia introdotta, questo non vale in un ambiente aperto, la pentola sul fornello, perchè il vapore se ne va dalla pentola e l'acqua si raffredda di conseguenza mantenendo la sua temperatura a quella di ebollizione. In un sistema termostatico chiuso questo non avviene. Perciò credo, che lo stesso discorso si può fare per la "disintegrazione" del metallo dell'anodo o del catodo, o di cosa vi pare, finchè si opera in sistemi termostatici chiusi.

    Poi è anche vero che esiste una quantità di energia radioelettrica irradiata ma credo che sia irrisoria, solo un buon sistema accordato può irradiare RF con rendimento decente e non deve avere onde stazionari. L'energia RF generata dall'arco, quindi, se non mi sbaglio, rimane per lo più segragata nell'ambiente sotto forma di onde stazionarie e riscalda per induzione il sistema.

    La luce prodotta, è intensa, ma non si può paragonare al rapporto energia flusso luminoso di una lampada. Il rendimento delle lampade è veramente schifoso, e l'energia impegnata, sempre nelle lampade è per lo più necessaria a produrre calore. Perciò l'energia che sfugge alla cella sottoforma di luce non dovrebbe essere commensurabile a quella assorbita totale.

    Saluti.

  13. #13
    Ospite

    Predefinito

    E' veramente un casino.
    Ho capito che le reazioni che entrano in gioco sono molte e molto complesse.
    Lo studio però potrebbe essere importante per il futuro. Sapere come avviene e perchè avviene potrebbe risolvere molti attuali problemi.

    Speriamo
    Io ci credo

  14. #14
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito

    Saluto l'amico Lawrence e LordSaga640. Saluto anche Artistoide che sento per la prima volta, benvenuto amico

    Voglio rispondere a Thot:

    Mio caro, da una parte dovrei ringraziarti per quello che mi hai detto ma, nello stesso tempo ti pregherei di essere un po piu' calmo. Purtroppo l'amico Remond e' fatto cosi. E' comunque ricorda che il prossimo siamo noi stessi quindi e' giusto essere sempre gentili con il nostro prossimo.
    A questo punto pero' credo sia meglio fare un po' di chiarezza sul problema dibattuto. Voglio quindi parlare dell'anodo e del catodo delle celle al plasma.

    Durante il processo di plasma che riguarda direttamente il polo negativo, Il catodo di tungsteno e’ sottoposto a fusione ed a vaporizzazione. Viceversa l’anodo, sempre di tungsteno, e’ interessato solo da fenomeni corrosivi di ossidazione. Attenzione, quindi, la differenza sostanziale e’ appunto questa. Mentre sulla superficie del catodo viene asportato materiale a temperature prossime a 3410 gradi centigradi per processi di fusione e vaporizzazione (reazione fisica), sull’anodo avvengono processi chimici di ossidazione che comunque intaccano e quindi riducono la superficie del metallo (reazione chimica). Mentre la reazione fisica che si verifica al catodo avviene se noi somministriamo una certa quantita’ di energia, quella che si verifica all’anodo immette essa stessa energia all’interno della cella (vedi termodinamica). Nei miei numerosi esperimenti ho trovato che la quantita’ di tungsteno che si consuma agli elettrodi si attesta a circa 0,5 grammi medi sia per il catodo che per l’anodo. Questo vale per prove molto energetiche della durata di circa 700/800 secondi. Valori simili vengono misurati nella cella Iorio-Cirillo di Caserta.

    Vediamo ora come calcolare l’energia necessaria al catodo per fondere e vaporizzare il metallo.

    Possiamo adoperare il calore di fusione che esprime direttamente l’ordine di grandezza del valore dell’energia necessario per fondere il catodo. Il calore di fusione nel tungsteno vale 35,4 kj/mol che puo’ essere espresso anche come 8,456 kcal/mole oppure, 46 cal/grammo. Non mi soffermo sui calcoli semplicissimi ma, basta vedere l’ultimo dato per capire come sono sufficienti pochissime calorie per fondere un grammo di tungsteno.
    Nel nostro caso abbiamo pero’ la vaporizzazione del tungsteno, allora, dobbiamo esaminare il valore del coefficiente chiamato calore di vaporizzazione che nel caso del tungsteno vale 824 kJ/mol che puo’ essere facilmente convertito in 1070,7 cal/grammo. Se trascuriamo il calore di fusione (aggiungerlo comunque non modifica sostanzialmente i risultati finali), possiamo ritenere che l’energia necessaria per vaporizzare circa 0,5 grammi di tungsteno e’ pari a 535 calorie (1070,7 X 0,5). Questo e’ il valore di energia che dovremo aggiungere al calcolo relativo al rendimento di una generica cella come dice Remond (e’ comunque trascurabile come il lettore potra’ constatare).

    Pero’, come abbiamo detto all’inizio, anche l’anodo e’ interessato ad una reazione, in questo caso, la reazione e’ una reazione chimica con importanti risvolti termodinamici. Praticamente l’anodo puo’ reagire in due modi:

    W + O2 > WO2 = - 137180 cal/mole
    W + 3/2 O2 > WO3 = - 201180 cal/mole

    Vediamo ora come calcolare l’energia all'anodo che diventa energia disponibile.

    In tutti e due i casi elencati, l’energia e’ ceduta all’ambiente interno di cella sottoforma di calore e ci troviamo a considerare valori abbastanza elevati di energia. Considerando la reazione n 2 come la piu’ probabile, questo possiamo dirlo a seguito di analisi chimiche che sono state effettuate, il valore trasformato a grammi e riferito alla quantita’ di tungsteno anodico che si dissolve risulta essere circa 690 calorie su grammo di tungsteno, quindi: (690 X 0,5 = 345 calorie). Come si vede il valore e’ piu’ o meno confrontabile con il valore calcolato per il catodo.
    Quindi riassumiamo: il calore di fusione del catodo e’ positivo nel senso che lo riportiamo come guadagno di cella, mentre il calore sviluppato all’anodo e’ termodinamicamente negativo nel senso che dovremo sottrarlo dal guadagno di cella. Faccio notare, che molte volte durante alcune prove, si osserva anche che l’anodo si consuma con maggiore quantita’ rispetto al catodo anche se di poco, riuscendo a far equivalere quasi perfettamente l’energia in gioco fra i due elettrodi.
    In ogni caso, l'energia sottoposta a questa nostra indagine e' pari a circa l'1% dell'energia che normalmente viene misurata nella cella e si trova certamente all'interno dell'errore di determinazione dei calcoli termici. Quindi non e' necessario arrovellarsi troppo il cervello.
    Chiedo scusa di essere stato un tantino prolisso ma, spero di aver accontentato quanti volevano conoscere meglio questo punto.

    Voglio abbracciare tutti quanti, compreso Remond che spero faccia tesoro di queste nozioni.

    Edited by Ennio Vocirzio - 20/6/2005, 17:52

  15. #15
    Ospite

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    Salute a tutti

    Premetto che vi seguo da qualche mese e che non ho la possibilità logistica per
    sperimentare direttamente.
    Vi scrivo per chiedervi se qualcuno(ancor di più Ennio o Quantum) ha mai provato, a parità di tutte le altre condizioni, l'elettrolisi sia con una soluzione 0.2M di acido nitrico e sia con una 0.2M di nitrato d'ammonio( ovviamente in alternativa del classico carbonato o bicarbonato di sodio o potassio)
    Vorrei ricordare solo, per esempio, che con l'acido nitrico si avrebbe una concentrazione di H+ molto più alta ed un'assenza del catione K+ causa dell'effetto
    condensatore.

    Saluti a tutti. (in particolare all'aspirante alchimista, ripeto alchimista e non spagirista, ENNIO Vocirizio)

  16. #16
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Carissimi amici

    Vi ringrazio di avere partecipato a questa discussione, così numerosi.

    Rispondendo a thot

    Carissimo, il tuo intervento se lo rileggi bene, confonde più le idee del mio.
    Rispondi punto per punto dove sbaglio, prendi come esempio l'ultimo intervento di Ennio Vocirzio.
    Io più che ai libri, credo ai miei 5 sensi.
    Non credo che i miei interventi facciano fuggire gli amici, oggi qui ci sono stati 8 interventi, trova un altro forum che tiene questi ritmi.

    Rispondendo ad Ennio Vocirzio

    Carissimo, se trasformi le calorie in wattora, ti accorgerai che qualcosa non torna, in quanto ti verrà un numero troppo piccolo (io sono troppo assonnato per calcolarlo con esattezza), ti rammento che 0,5 gr di tungsteno da 2,4 mm di diametro corrisponde ad un pezzo lungo 6 mm, per evaporarlo ti ci vuole un alimentatore da almeno 1000 watt, sempre che lo vuoi fare in tempi ragionevoli, perché lo si può fare anche con 1 watt ma per un tempo lunghissimo.

    Un abbraccio

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 21/6/2005, 00:14

  17. #17
    Lawrence
    Ospite

    Predefinito

    ----- -----
    Cioè: Mah? Boh? Siete sicuri???
    Molto perplesso, specie sul consumo della barretta di tungsteno.
    Salut

  18. #18
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito

    Mio caro Remond, ti sei risposto da solo……e’ naturale che se converti l’energia in wattora ti viene un numero piccolo, e’ esattamente quello che deve accadere. Purtroppo io riscontro che tu hai la stessa sintomatica, lacuna di sempre, tu confondi l’energia con la potenza e non ti rendi conto che dovresti leggerti almeno dieci volte un paio di libri che trattano solo quest’aspetto. Quello che piu’ mi fa rabbia e che ti ostini a non voler capire, e giri, giri con le parole senza farmi comprendere se intanto sono riuscito e ti ho aiutato a capire, oppure continui a non aver afferrato il concetto.
    Inoltre credo che dovresti ripassarti anche il concetto di densita’ (peso specifico) di un materiale. 0,5 grammi di tungsteno equivalgono ad un cubetto di 0,0259 cm cubici che quindi ha un lato di appena 2,9 mm.
    Non ti fidare dei tuoi 5 sensi, i sensi degli umani sono molto limitati.
    Ricordati che scrivere su questo forum e’ un momento di grande responsabilità, altre persone ci leggono e possono imparare da quello che diciamo.
    Comunque sei probabilmente scusato visto che dici di essere assonnato.
    Ti abbraccio e ti saluto con estremo affetto.

    Per N.Flamel
    Caro Flamel, il tuo ingresso nel forum, mi incuriosisce moltissimo, il tuo nic-name e’ sorprendentemente familiare. Voglio meditare molto sul tuo consiglio che mi porta a considerare un gruppo cationico che non avevo mai preso in considerazione, parlo ovviamente del NH4+ ,…uhm ,….. interessante.
    Comunque la presenza elevata del catione H+ potrebbe non essere una buona idea. Il plasma e’ molto piu’ stabile quando c’e’ una protezione cationica sul catodo (effetto condensatore). I metalli alcalini sono adoperati per questa ragione. Non voglio certamente dire che l’effetto condensatore e’ indispensabile, ma, da quello che vedo il corretto bilanciamento elettrostatico del catodo e la geometria rende il plasma stabile e docile come un agnellino. Lo so,…tu potresti dirmi che bisognerebbe provare altre configurazioni,… e su questo mi trovi d’accordo, le provero’. La configurazione da te consigliata e’ ricca di azoto, l’elemento e’ presente negli anioni e nei cationi,…chissa ?….”azot”…he…he….sto scherzando.
    Ma, dimmi…..perche’ ti chiami N.Flamel ? E’ una grande responsabilita’assumere il nome del grande alchimista francese che il 17 gennaio del 1382 realizzo la pietra al bianco.

    Un abbraccio armonico a te, a Lawrence, Area51, Remond, Quantum Leap, Teslacoil, DaniloZ, DeltaHF, vermesolitario, LordSaga640, Aristoide ecc

    Edited by Ennio Vocirzio - 21/6/2005, 13:22

  19. #19
    Ospite

    Predefinito



    Caro Ennio, non ti rispondera' Remond, stara' fermo un paio di mani come fa solitamente quando ha torto.

    Comunque io ho provato ad utilizzare i nitrati nella cella sono un po' subdoli e un tantino pericolosi. Non ho apprezzato variazioni di rilievo quando li ho adoperati. Hai per caso sottomano il calore di fusione del rame ? Grazie.

    CITAZIONE
    Un abbraccio armonico a te, a Lawrence, Area51, Remond, Quantum Leap, Teslacoil, DaniloZ, DeltaHF, vermesolitario, LordSaga640, Aristoide ecc


    Ti sei dimenticato di me !!!,....lo sai che ti ammiro moltissimo........Sto Scherzando dai....

    saluti

  20. #20
    Ospite

    Predefinito

    Buongiorno.
    Non voglio entrare nella vostra discussione ma solo osservare che se Volume = 25.9 mm^2 e diametro = 2.4 mm allora l'altezza è 5.72 mm. Va bene la polemica, ma non ogni pretesto è buono.
    Saluti
    (io continuo ad aspettare...:-)

  21. #21
    Ospite

    Predefinito

    Ma come c...o fate i calcoli, ma allora a ragione Ennio, che dovete studiare da capo....
    Si parlava se non sbaglio do 0,0259 cm cub. Quindi, innanzitutto che ci azzeccano i mm quadri,....facendo una benedetta radice cubica di questo valore abbiamo se non sbaglio 0,29 cm, che sarebbe il lato del cubo. Quindi 0,29 corrisponde ad un cubo di 2,9 mm.

    Inoltre, tutto questo conta poco poiche' quello che conta e che ci vogliono poche calorie per fondere il tungsteno e queste nella cella ci sono e ci avanzano.
    Questo punto il povero Ennio (scusa Ennio) lo sta a dire da na vita....ma nessuno lo sente.

    Io prima di parlare mi sono preso la briga di controllare tutti calcoli di Ennio (senza offesa Ennio) l'unico problema c'e' stato con la densita' ma poi ho capito che il valore che cavevo preso era sbagliato. Il valore giusto per il tungsteno e' 19,25 kg/dm cubici .

    Edited by thot - 22/6/2005, 12:15

  22. #22
    Ospite

    Predefinito

    i conti li faccio come "mi hanno imparato" alle medie!
    Volume cilindro = superficie di base * altezza
    superficie di base = Pi * r^2 = 4.52 mm^2
    (se poi mi scappa il dito e scrivo mm^2 invece di mm^3 chiedo umilmente perdono, anche se non potevano esserci dubbi!)
    (per la cronaca 1 cm^3 = 1000 mm^3)




  23. #23
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito


    Sollevate questioni minuscole e forse anche io ne ho colpa ... comunque essendo il cilindro di tungsteno di 2,5 mm il calcolo preciso porterebbe a valori dell'altezza piu' bassi di quelli indicati da ANC che saluto con estrema cordialita'. Il cubetto di tungsteno che io ho voluto rappresentare per ragioni didattiche continua ad essere di circa 2,9 mm di lato ma tutto questo serve a poco.

    Il punto della questione e' che il materiale catodico che vaporizza ha tutta l'energia che gli serve, e' importante capire che non bisogna assolutamente scomodare gli eccessi di energia misurati calorimetricamente.

    Per Thot
    Mio caro ti chiedo scusa se ho dimenticato di inserirti nella lista di saluti, ti ammiro anche io molto, ma, come ti ho gia' detto devi essere un po piu' calmo.
    Rispetta di piu' le persone, e' importante.
    Scusami e per il bene di queste discussioni e del forum stesso.

    Un abbraccio estremamente ampio a tutti voi


  24. #24
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Carissimo Ennio Vocirzio

    Ti ricordo che il tuo amico Nicolas Flamel ottenne le 3 trasmutazioni il 17.01.1382, il 25.04.1382 ed in data sconosciuta, utilizzando unicamente i 5 sensi (colori, sapori, odori, rumori e consistenze); oggi con tutta la strumentazione che abbiamo, non riusciamo a fare nulla di così grande.
    Ti ricordo inoltre che noi ci viviamo con i nostri 5 sensi, e con quelli abbiamo esplorato tutta la terra e la luna. Gli strumenti debbono venire in ausilio ai nostri 5 sensi, ma non sostituirli; rimangono i nostri sensi a fare da giudici alla fine, sempre.
    Ti consiglio inoltre di non fare più esempi astratti come il cubo di tungsteno da 2,9 mm di lato, perché nessuno riesce a figurarselo, vedi il casino che hai messo in testa agli amici.
    Io ho preso semplicemente una stecca di tungsteno in mano, costo € 2,00 che chiunque può acquistarsi, l’ho misurata, 175 mm di lunghezza e 2,4 mm di diametro, peso 15,00 grammi; dividendo la lunghezza per il peso ottengo che 1 grammo di stecca è lungo 11,66 mm, da cui 0,5 grammi sono lunghi 5,83 mm che io ho arrotondato a 6 mm.
    Questo esempio è concreto perché chiunque si può figurare una stecca di 2,4 mm di diametro lunga 5,83 mm, e chiunque può vedere con i propri occhi che è un bel pezzo di metallo.
    Ora caro Ennio Vocirzio, se è vero dai tuoi calcoli che sono sufficienti 535 calorie per fondere 0,5 grammi di tungsteno, mi spieghi perché se io collego il positivo all’elettrodo poco immerso, vi fornisco migliaia di calorie e non fonde?

    Rispondendo a n.flamel (quello del 2005, non del 1382)

    Carissimo, tu proponi delle sostanze un poco pericolose da maneggiare, l’acido nitrico fa parte degli acidi forti, l’ho provato proprio stamattina, è molto violento come l’acido cloridrico, produce scoppi con spruzzate di gocce di acido che volano da tutte le parti.
    Ricordati comunque che anche se non contiene cationi K+, dopo poco che hai immerso gli elettrodi in una soluzione acida, ti troverai degli ioni metallici in soluzione, in quanto gli acidi è risaputo corrodono i metalli, anche l’acciaio inox, quando si applica tensione, si corrode.
    Se esegui l’esperimento con la soluzione molto diluita, non parte subito il plasma, ma solo dopo parecchi secondi, il tempo necessario di formare cationi, sciolti dagli elettrodi.
    Per quanto riguarda il nitrato d’ammonio, non l’ho mai usato perché è tossico ed infiammabile.

    Rispondendo a thot

    Carissimo, se sto fermo un paio di mani, è perché ho altro da fare; se penso d’avere torto, allora è il momento che mi mobilito di più per sapere il perché, il percome ed il quando ho sbagliato.
    Comunque ti rimando alla riga blu, in fondo a questo mio intervento.

    Per chi vuole informazioni tecniche sugli elementi della tavola periodica, vada su:
    http://chemlab.pc.maricopa.edu/periodic

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 25/6/2005, 15:57

  25. #25
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    Per Remond:
    Il perchè caro Renzo lo dovresti sapere!!E' un principio semplice e banale! Se tu immergi l'anodo per un po nella soluzione sai che il plasma non si forma,per ragioni elettrochimche che che penso che dopo mesi di pratica hai appreso.
    Che cosa succede se fai circolare corrente in una restenza elettrica?Si scalda!Nel nostro caso la resistenza è la soluzione!!!E come vuoi che l'anodo fonda se con questa configurazione fa solo da conduttore elettrico (forsa un minimo si riscalda)?
    Quello che otterrai e il riscaldamento della sol. per effetto joule che non potra portare il W a fusione visto che lacqua a 100° evapora( eche accumula calore anche )!quindi niente fusione dell'anodo!!
    Invece immagina il catodo(configurazione IORIO-CIRILLO)......pensa, concretizza e poi dimmi!!!


    Ciao ciao

    Area51

    Edited by Area51 - 25/6/2005, 16:49


 
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