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  1. #26
    Hellblow
    Ospite

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    CITAZIONE
    Sarebbe molto interessante estrarre energia dalla cella direttamente in elettrico ma non credo che questa discussione sia incanalata nel verso giusto. Ci vorrebbe un sistema ben architettato sul catodo stesso. Non saprei però, devo pensarci un po.


    Qualche idea passeggia nella mia mente da tanto...se ne può anche parlare...

  2. #27
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

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    Volevo chiedere a Thot (ma non si scrive Thoth?scusate,paranoie mie) per quanti minuti era rimasta accesa la cella,durante quelle misurazioni che hai gentilmente esposto. Non mi occorre il tempo preciso,è giusto per farmi un'idea dell'evaporazione con quei wattaggi applicati.Nonchè la dimensione del recipiente utilizzato,in particolar modo l'imboccatura superiore,ossia quella a contatto con l'aria ambiente.

  3. #28
    Hellblow
    Ospite

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    Si questa è un'altra cosa importante, riuscire a misurare la quantità di acqua evaporata. E' stato fatto?

  4. #29
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Saluto tutti gli amici in linea e anche quelli molto cari che lavorano e che hanno poco tempo per connettersi (tipo Area51). Saluto anche quelli che ci leggono ma, hanno timore di collegarsi. A questi ultimi dico,....fatevi avanti, con educazione e vi risponderemo.

    Saluto Hellblow , Quantum Leap, e OggettoVolanteIdentificato, ma saluto anche Thot e lo ringrazio per i dati messi a disposizione, tuttavia gli chiedo anche io, se il nostro amico può fornirci altre informazioni.

    Quello che chiede OggettoVolanteIdentificato è molto importante, quanto tempo è durata una elettrolisi ?
    Inoltre, Thot qual è il calore latente di evaporazione che hai utilizzato nei calcoli ?? Ancora,.... l'energia misurata dal tuo computer corrisponde a quella rilevata dal tuo apparecchio ?

    E mi farebbe piacere sapere come calcoli l'acqua evaporata.

    Rispondo a tutti e anche a Thot dicendo: I potenziali che misurate sugli elettrodi sono certamente molto importanti, ma, non fatevi forviare troppo da queste cose. Alla fine si tratta di pochissimi microwatt.

    Sarebbe invece molto importante studiare un sistema che possa utilizzare una specie di MID (Magneto Idro Dinamica) applicata alla struttura di Cella per poter estrarre energia elettrica,...avrò detto anche una cretinata,...tuttavia in questa tempesta di cervelli queste cose possono stimolare una discussione interessante.

    Un abbraccio a tutti quanti voi


  5. #30
    Hellblow
    Ospite

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    CITAZIONE
    Sarebbe invece molto importante studiare un sistema che possa utilizzare una specie di MID (Magneto Idro Dinamica) applicata alla struttura di Cella per poter estrarre energia elettrica,...avrò detto anche una cretinata,...tuttavia in questa tempesta di cervelli queste cose possono stimolare una discussione interessante.


    Ennio ciao, è possibile convertire direttamente il calore in elettricità. Al momento sto lavorando a quattro cose: un modello ai campi per l'ottimizzazione della cella, un interferometro, un sistema di estrazione energia ed un sistema di "salvaguardia" per il catodo. happy.gif

  6. #31
    Ospite

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    la magnetoidrodinamica...ne so molto poco dovrò approfondire prima di dire cavolate...
    HellBlow, cosa intendi per convertire direttamente il calore in elettricità?è fattibile sì però...

  7. #32
    Ospite

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    Ciao superRaga e amici del forum tutti, buonasera biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif

    CITAZIONE
    Quello che chiede OggettoVolanteIdentificato è molto importante, quanto tempo è durata una elettrolisi ?
    Inoltre, Thot qual è il calore latente di evaporazione che hai utilizzato nei calcoli ?? Ancora,.... l'energia misurata dal tuo computer corrisponde a quella rilevata dal tuo apparecchio ?

    E mi farebbe piacere sapere come calcoli l'acqua evaporata.


    Rispondo subito. Sarebbe corretto che vi mostrassi la tabella completa, per fare prima però spero che è sufficiente per voi sapere che la durata delle misure è stata più o meno di 400 secondi tranne le prove arm1-u, arm2-u e arm3-u che sono durate 300 secondi circa.

    Il calore latente di evaporazione che ho usato è 40657 kj/mol. Per quanto riguarda le letture fra il computer che integra i campioni di corrente e tensione e il watt-meter sono corrispondenti al meno al 10%. Ovviamente per i dati di calcolo ho utilizzato quelli del watt-meter.

    Per l'acqua evaporata mi sembrava essere stato chiaro. Peso la cella prima e dopo la misura tramite una bilancia a 4 cifre decimali (ma ne bastavano anche due)

    ------------------------------------------------------


    Per quello che dice Ennio/Dareus sulla magnetoidrodinamica è molto interessante, ragazzi perchè non pensiamo a qualcosa ?? wink.gif
    Se facciamo innescare il plasma in un campo magnetico molto intenso, potremo trovare il modo di muoverlo, per esempio modulando la tensione applicata. In questo caso potremo raccogliere, tramite due elettrodi posti nelle vicinanze, un bel potenziale MID. Uno degli elettrodi potrebbe essere il catodo stesso,....cosa ne pensate ?? cool.gif cool.gif cool.gif

  8. #33
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

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    Ciao,Thot.Per le misure di calcolo hai utilizzato il Clarke-Hess,strumento professionale senz'alcun dubbio.Pensavo solo che questo strumento inizia a sfalsare le misure dai 500Khz in su. I primi trasmettitori,negli anni '30,erano costituiti da due elettrodi di carbone e un plasma,con emissioni incredibilmente energetiche, irradiate per centinaia di chilometri.Poichè il plasma irradia ben oltre il Gigahertz,riversando radiofrequenza nel variac e in tutte le apparecchiature vicine,hai usato per caso qualche filtro elettronico tagliafrequenze?Sai,i normali tester,con pochi milliwatt a 100Mhz,anzichè segnare 5/6 volt,segnano 1000 Volt fondoscala,l'Rf è difficile da gestire.

  9. #34
    Hellblow
    Ospite

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    Se servono spunti e ingegnerizzazione per l'utilizzo di campi magnetici chiamatemi pure wink.gif

  10. #35
    Hellblow
    Ospite

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    Ecco le prime foto, fatte con una webcam di quelle fracche. Vedrò di farne altre con la macchina digitale.

    image

    image

    Si tratta della vasca in vetro (nuda e cruda) di un calorimetro. Lo spessore delle lastre è di 8 mm mentre le dimensioni sono di 42*42*42 cm. Alcuni fori sul coperchio assicurano i punti di scambio termico controllato (senza mio zio non avrei mai potuto forare quel vetro :S).

    Appena ho un pò di tempo metto il rivestimento ed i rinforzi in alluminio. Poi piazzo le sonde tarate e vediamo che salta fuori isolando completamente la cella dall'ambiente e misurando il calore che si scambia anche con i gas.

    Edited by Hellblow - 8/1/2007, 17:25

  11. #36
    topolinus
    Ospite

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    ma perchè le foto le hai fatte avvolto dalle tenebre della notte artica?

    :P

    Domanda:

    la parete adiabatica è composta unicamente da uno strato di vetro da 8mm? prevedi altri strati di materiale diverso?

  12. #37
    Hellblow
    Ospite

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    Si certamente.

    Lo strato di vetro serve principalmente ad evitare il contatto diretto con il materiale isolante che è lo Styrofoam, da 10 cm. Fra lo Styrofoam e il vetro verrà messo uno strato argentato. Ho usato vetro trasparente perchè voglio poter creare due piccole finestrelle in linea che naturalmente possono essere chiuse (vi spiegherò in seguito a cosa mi servono).
    Una lamina metallica (di cui devo calcolare lo spessore) serve ad abbattere le EM e dare sostegno meccanico allo styrofoam. Il vetro non è a contatto diretto con lo styrofoam ma c'e' un sottile strato di neoprene che permette anche l'estrazione della vasca.
    Nelle pareti verranno messe delle sonde termiche tarate e controllate dal pc per misurare la distribuzione del calore e/o perdite.
    Il coperchio è forato per consetire sia l'ancoraggio delle staffe sia il passaggio di eventuali tubi o cavi opportunamente coimbentati.
    Il convertitore è un ADC 10 bit multiplexato per controllare tutte le sonde termiche.

    Il grosso problema è l'uscita die gas, ma basta calcolare le temperature di uscita e la portata e risolviamo il problema ;)


 
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