CITAZIONE
Lo strumento base per le misurazioni di energia all'ingresso e' stato un watt-meter della Clarke-Hess modello 2330
Thot, ce lo presti? Complimenti per i test. Non ho molto capito bene come è configurata la tua cella (rame- tungsteno o rame-rame?) ma i dati che porti sono mooooolto interessanti. Facci sapere qualcosa in più (segnale, superfici, particolari vari..) complimenti comunque.
CITAZIONE
E' un fattore di superfici credo, se il catodo è usato è anche ruvido ... e quindi aumenta la superficie ... mi sbaglio?
Caro Hellblow non sbagli, anzi, ancora una volta hai centrato appieno la questione: la superficie ha un ruolo fondamentale. Resta da stabilire il perchè e il come. Anzi, fra un po' apriamo un nuovo tread proprio su questa importante questione.
Per OVI: la cella è anche una pila (quella di thot, col rame, ancora meglio - quando ci sono due metalli diversi è sempre meglio: Volta docet) ma le tensioni che si hanno, a causa delle basse concentrazioni e al tipo di elettrolita, sono dell'ordine del Volt; la corrente è lontana dal raggiungimento di 1 Ampere, quindi diciamo che qualora fosse questo l'effetto di cui approfittiamo per incrementare il rendimento di cella, al più ci ruberemo 1 Watt
La temperatura ha un suo ruolo in questo meccanismo... anche se... il tuo esperimento con il calore sugli elettrodi non potrebbe essere la manifestazione dell'effetto termoelettrico(avvicinando due metalli diversi e scaldandoli nel punto di giunzione si nota una ddp ai loro capi- lo stesso effetto lo si può avere con due metalli uguali ma scaldandone solo uno) ? Facci sapere un po' di dettagli su questo test che fai riscaldando gli elettrodi: potrebbe nascondere qualcosa di interessante.
Ciao a tutti.