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  1. #1
    remond
    Ospite

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    Salve amici tutti

    Ora riprendiamo gli esperimenti; tempo fa un amico propose di usare come elettrodo, una candela da auto, ritenendola forse indistruttibile.
    Io ne ho preso una e dopo averla immessa nella cella elettrolitica, ho alzato la tensione, ma arrivato a 200 Vcc con 6 A, dopo un iniziale plasma, si sono sviluppate a raffica alcune esplosioni, che hanno fatto saltare 1 chilo e mezzo di piombo, che avevo posto sulla lastra di plastica che sorreggeva la candela.
    In questa foto potete vedere come era la candela prima:

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    Ora visionate il filmato Candela1, che trovate su:
    http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond
    Ed ora guardate come è diventata la candela:

    user posted image

    Ho preso una seconda candela, ho segato l'elettrodo di massa, ed ho immerso anche questa nella cella elettrolitica.
    Ora visionate il video Candela2 sempre su:
    http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond
    E guardate ora come è diventata la candela.

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    Dopo una decina di secondi di altre esplosioni, la candela si è ridotta così.

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    Renzo Mondaini (Ravenna)

  2. #2
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    255

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    CITAZIONE (remond @ 1/10/2005, 23:08)
    Ora riprendiamo gli esperimenti; tempo fa un amico propose di usare come elettrodo, una candela da auto, ritenendola forse indistruttibile.

    ciao Remond

    quello che ha proposto di usare una candela da auto per gli esperimenti sono io.

    la proposta l'ho buttata li a caso per via del rivestimento di ceramica, comunque ho provato a fare quell'esperimento anche io tempo fa e mi sono accorto che il plasma si è innescato con qualche secondo di ritardo dalla chiusura dell'interruttore.
    ma soprattutto la cosa strana e che un istante dopo aver tolto la corrente la punta della candela (dove si è innescato il plasma)era fredda mentre l'involucro di ceramica era caldissimo
    mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse il motivo.
    P.S
    e sempre un piacere leggerti

    un abbraccio a tutti

  3. #3
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

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    Ciao,nitc.Premetto che nn ho ancora scaricato i video di Remond,e non ho visto bene come sia stata alimentata la candela...mi sembra comunque normale che la punta sia fredda,e la ceramica calda.Il platino è un ottimo dissipatore di calore,la ceramica è l'esatto opposto,e si raffredda anche dopo parecchi minuti.Tant'è che sta benedetta ceramica la usano sullo Shuttle,per resistere al calore del plasma che si forma per attrito al suo rientro.Dopo quanti secondi hai verificato queste due temperature?

  4. #4
    remond
    Ospite

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    CITAZIONE (nitc @ 2/10/2005, 00:02)

    ciao Remond

    quello che ha proposto di usare una candela da auto per gli esperimenti sono io.

    la proposta l'ho buttata li a caso per via del rivestimento di ceramica, comunque ho provato a fare quell'esperimento anche io tempo fa e mi sono accorto che il plasma si è innescato con qualche secondo di ritardo dalla chiusura dell'interruttore.
    ma soprattutto la cosa strana e che un istante dopo aver tolto la corrente la punta della candela (dove si è innescato il plasma)era fredda mentre l'involucro di ceramica era caldissimo
    mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse il motivo.
    P.S
    e sempre un piacere leggerti

    un abbraccio a tutti

    Carissimo nitc

    Non ricordavo che eri stato tu a proporre la candela da auto, e dire che ho cercato fra le varie discussioni, ma sono veramente tante; penso che questo sia il forum più frequentato fra quelli di carattere non frivolo, quindi è laborioso cercare qualche cosa in questa enorme enciclopedia della ricerca privata.
    Sono dispiaciuto però, che tu mi dica che hai già effettuato l'esperimento con la candela, e non hai pubblicato nulla.
    pertanto esorto tutti quanti i ricercatori, a pubblicare i propri esperimenti, lasciando agli altri il compito di affermare che sono esperimenti banali.

    E' ESTREMAMENTE DELETERIO AUTOCENSURARSI.

    Per esempio l'amico meucci mi ha dato del **********, ma questo non fermerà minimamente il mio desiderio di smanettare e di far conoscere quello che faccio.
    Aspetto ansioso vostre foto, video, e commenti.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  5. #5
    Seguace
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    caro remond

    ti ringrazio molto per aver tenuto conto del mio vecchio post. non ho ne filmato ne parlato prima del mio picolo esperimento perche pensavo stessi facendo una gossa cavolata. non sono un fisico
    comunque visto che ci siamo.
    ho dato corrente alla candela per non piu di 2 sec. e dopo ho fatto un caffe dopo aver bevuto il caffe ho notato che la candela era ancora molto calda. questo e tutto. la cosa mi ha incuriosito. tutto qui.
    un abbraccio caldissimo a tutti

    Edited by nitc - 3/10/2005, 21:56

  6. #6
    Ospite

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    CITAZIONE (remond @ 1/10/2005, 23:08)
    Salve amici tutti

    Ora riprendiamo gli esperimenti; tempo fa un amico propose di usare come elettrodo, una candela da auto, ritenendola forse indistruttibile.
    Io ne ho preso una e dopo averla immessa nella cella elettrolitica, ho alzato la tensione, ma arrivato a 200 Vcc con 6 A, dopo un iniziale plasma, si sono sviluppate a raffica alcune esplosioni, che hanno fatto saltare 1 chilo e mezzo di piombo, che avevo posto sulla lastra di plastica che sorreggeva la candela.
    In questa foto potete vedere come era la candela prima:

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    Ora visionate il filmato Candela1, che trovate su:
    http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond
    Ed ora guardate come è diventata la candela:

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    Ho preso una seconda candela, ho segato l'elettrodo di massa, ed ho immerso anche questa nella cella elettrolitica.
    Ora visionate il video Candela2 sempre su:
    http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond
    E guardate ora come è diventata la candela.

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    Dopo una decina di secondi di altre esplosioni, la candela si è ridotta così.

    user posted image

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Ho scaricato i tuoi filmati sembrano interessanti!
    Ti chiedo un favore siccome nessino si è degnato per ora di farlo potresti guardare il mio post Alcuni consigli magari riesci a rispondermi e aiutarmi!!!grazie infinite cry.gif cry.gif cry.gif
    tongue.gif

  7. #7
    remond
    Ospite

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    Scusa Dareus

    Ma ho riletto bene le tue 2 ipotesi, e sono venuto alla conclusione che la seconda, sia poi uguale alla prima, infatti dove trovi un neutrone libero in un bagno elettrolitico?
    L'unica spiegazione che diamo, è che si sia formato per assorbimento di un elettrone da parte di uno ione H+.
    Poi questo neutrone, se entra nel tungsteno 184 (in natura è presente al 30%), diventa tungsteno 185, che essendo instabile con tempo di dimezzamento di 75 giorni, diventa poi renio 185, con emissione di un elettrone da 1,99 Mev.
    Se il neutrone entra nel tungsteno 186 (presente in natura al 28%), diventa tungsteno 187, anche esso instabile con tempo di dimezzamento di 23 ore, diventando renio 197, con emissione di un elettrone da 1,3 Mev.
    Se è vera questo tipo di reazione, facciamo fatica a dargli un nome; non si può chiamare fusione nucleare fra ione idrogeno e tungsteno, in quanto lo ione H+ si è trasformato in neutrone, prima di entrare nel tungsteno.
    Non possiamo neanche parlare di fissione nucleare, in quanto avviene in seguito un decadimento radioattivo naturale.
    Sia io che Quantum Leap, abbiamo rilevato renio che precedentemente non c’era, oppure era presente in misura minore; ora sta a tutti noi giocare le nostre teorie.

    user posted image

    In questa immagine, si può vedere il certificato di analisi, di tungsteno disciolto in soluzione mediante elettrolisi, senza formazione di plasma.

    user posted image

    In quest'altra immagine, potete vedere l'analisi del tungsteno sottoposto a plasma elettrolitico.

    user posted image



    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 8/10/2005, 21:04

  8. #8
    Ospite

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    Caro Remond,

    allora le trasmutazioni sono dovute a un decadimento conosciuto e contemplato dalla fisica attuale! biggrin.gif
    Solo che nelle nostre celle noi ci arriviamo nelle particolari condizioni plasmatiche che creiamo e con un'energia di entrata
    esigua!!!in barba ai detrattori!!!! alien.gif
    secondo me è importantissimo ora riuscire a fare misure calorimetriche precise stimando errori e perdite secondo me i rendimenti sono ben superiori a quelli finora registrati!!!! alien.gif
    N.B. :un'idea che mi frulla da un pò :non si possono provare elettrodi di materiali diversi?x es. catodo di tungsteno e anodo di un materiale diverso.(sicuramente dico una cazz... ma l'anodo non può essere di grafite???) alien.gif

    A presto

  9. #9
    remond
    Ospite

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    Carissimo Dareus

    Io ho eseguito diverse centinaia di esperimenti, ed ho usato oramai molti materiali conosciuti, tra cui grafite, carboncino, titanio e tutti gli altri metalli comuni.
    I risultati non cambiano di molto, io ho misurato un eccesso di energia del 20%, misurando il riscaldamento dell'acqua, a confronto di una resistenza elettrica in ammollo.
    Quantum Leap afferma che hanno raggiunto un eccesso del 40%; ora tu dirai "come si fa a credere a ciò?".
    Semplice, si replica l'esperimento di prima persona, e solo così si potrà credere a questo incredibile sperimento.
    Le misure calorimetriche che noi abbiamo eseguito saranno sicuramente in difetto, in quanto non tengono conto delle perdite di energia per radiazione elettromagnetica, che è altissima nell'esperimento del plasma ma praticamente assenti quando mettiamo a confronto una resistenza in ammollo.
    Di solito si usa la misura di energia per confronto, perché la misura diretta di energia elettrica consumata per alimentare la cella è di difficile lettura per gli altissimi disturbi elettromagnetici e per le rapidissime fluttuazioni di corrente.
    Visto che ci sono, provo a risponderti anche al quesito della fusione fredda secca; si tratta di una reazione nucleare a debole energia innescata in ambiente gassoso.
    Dopo la famosa rivelazione di Fleischmann e Pons del 23 Marzo 1989, molti ricercatori si sono messi a replicare la fusione fredda, alcuni applicando delle variazioni a loro piacere (ecco perché a molti non ha funzionato).Uno di questi ricercatori F. Scaramuzzi, ottenne eccesso di energia da trucioli di titanio in gas di deuterio; quindi credo che sia stato il primo, ad avere eseguito una fusione fredda a secco.
    Ultimamente i ricercatori dell’università di Siena, hanno ottenuto l’autosostentamento di una reazione di nichel in gas di idrogeno, quindi fusione fredda secca; cioè il calore prodotto, nonostante le perdite, manteneva la reazione indefinitivamente. Questo me lo ha detto il Prof. F. Piantelli al 6° International Workshop di ISCMNS che si è svolto a Siena dal 13 al 16 Maggio 2005.
    Al Prof. Piantelli non piace la denominazione di fusione fredda, perché secondo lui la reazione è ben più complessa, inoltre ha riportato alcune disavventure, occorse mentre lui sorvegliava il reattore 24 ore su 24 per mesi di seguito, assieme ad altri ricercatori; una volta trovandosi di fronte al tappo in ceramica, di forma quadrata che permetteva l’accesso al reattore di metallo, sentì un forte dolore al braccio, che si trovava in quel momento di fronte al tappo.
    Sentì come se un ferro rovente si fosse posato sul braccio, ma era abbastanza lontano dal reattore, da escludere che vi fosse stato un contatto fisico. Si scoprì il braccio e notò una scottatura della stessa forma del tappo di ceramica, ma la camicia non riportava segni, provò a passare di nuovo vicino alla cella in funzione ma non sentì più nessuna emanazione tale da provocare scottature. Teorizzò che in un certo momento, la cella fosse entrata in una forma di risonanza, espellendo dal tappo non metallico una radiazione molto potente.
    Un’altra volta, mentre era di guardia al reattore durante un turno notturno, si accorse che gli indicatori di temperatura, che di solito segnavano temperature dai 200 ai 500°C, cominciavano a crescere, fino a cadere a zero, capì subito che la cosa era seria, in quanto voleva dire che le sonde di temperatura si erano fuse, Si accorse che nessuno poteva a quell’ora aiutarlo in tempo utile, oltretutto il laboratorio si trovava al pian terreno di una palazzina abitata, la cella poteva anche esplodere, ma rimaneva il dubbio se esplodeva chimicamente o nuclearmente, comunque tutte e due le situazioni sarebbero state devastanti (l’idrogeno è molto esplosivo di per sé). Il riscaldatore esterno era già spento da tempo, e la temperatura sembrava crescere senza controllo, quando prese una di quelle decisioni da “la và o la spacca”; aprì di colpo la valvola della bombola di idrogeno, e sparò 10 atmosfere di detto gas all’interno del reattore…………………………………… ….
    Come andò a finire lo potete immaginare, perché il Prof. Piantelli ha potuto raccontare il fatto a noi.
    Se volete vedere il suddetto reattore a secco, andate in fondo a questa pagina web:

    http://www.iscmns.org/news.htm

    Spero di essere stato chiaro in questo intervento, chiedi pure se vuoi altre delucidazioni.
    P.S. puoi trovare una vecchia discussione, dal nome "fusione fredda secca" ove si eseguiva un plasma in aria, e si notava la formazione di strani cristalli.

    Renzo Mondani (Ravenna)

    Edited by remond - 9/10/2005, 16:26

  10. #10
    Ospite

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    Caro Remond,

    allora non dicevo cavolate parlando di grafite eh???ma scusa se usiamo la grafite come anodo questo non dovrebbe più consumarsi per ossidoriduzione!
    Ho un'altra idea questa per il catodo!!!Usiamo un catodo di tungsteno e vi facciamo passare un liquido refrigerante sottozzero attraverso un tubo di acciaio inox rivestito di tungsteno a questo punto il catodo non fonderebbe più!!!
    Ascolta non farti problemi,rimproverami se dico eresie huh.gif
    L'esperimento di Siena è interessante mi documenterò adeguatamente!!!! alien.gif
    Devo anche mettermi alla ricerca di quel post fusione fredda secca!!! tongue.gif

  11. #11
    Ospite

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    CITAZIONE (remond @ 9/10/2005, 16:16)

    P.S. puoi trovare una vecchia discussione, dal nome "fusione fredda secca" ove si eseguiva un plasma in aria, e si notava la formazione di strani cristalli.

    Renzo Mondani (Ravenna)

    Caro Remond,

    potersti linkarmi o indicare dettagliatamente la discussione ho frugato i vari post parecchie volte ma niente!!!Oppure se hai fatto tu l'esperimento o lo conosci nei dettagli descrivimelo perchè mi sembra impossibile generare un plasma in aria a meno che....un arco voltaico....bohhh!!!! unsure.gif Illuminami please!!!!!!!!

  12. #12
    Ospite

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    Caro Remond,

    scusami sono un'emerito imbecille....ho trovato quella discussione.
    Gli esperimenti sono condotti da te e deltahf che saluto e ringrazio per le bellissime foto .
    Non avresti delle foto sul tuo apparato di....(sai che non mi piace quel termine impropio)secca.
    è un fenomeno affascinante, spettacolare...va approfondito mi dispiace che pochi se ne interessino...
    dopo che avrò eseguito l'esperimento normale(a proposito fra una settimana arrivano 2 elettrodi di tungsteno ceriato+variac via posta, 2 condensatori li ho trovati mi manca solo la resistenza ma stò già disegnando,progettando e costruendo)credo che mi cimenterò anche in quello!!!
    Ascolta ci sono documenti sul reattore secco di Siena in italiano il mio inglese è precario!!!

    A presto shifty.gif alien.gif

  13. #13
    remond
    Ospite

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    Ciao Dareus

    Devi sapere che esiste un elemento, che fonde a temperatura superiore al tungsteno, si chiama carbonio, fonde a 3727°C.
    Ma la grafite è si fatta di carbonio, ma gli atomi sono poco legati fra loro, usata come elettrodo, si consuma come burro.
    Per effettuare la fusione fredda secca (oramai abbiamo usato tutti questa espressione), io ho usato lo stesso alimentatore di quella elettrolitica, con in serie agli elettrodi, un saldatore a martello da 220 v 250 watt, questo per limitare la corrente, mentre tocchiamo assieme (corto circuito) i due elettrodi per far scoccare il plasma a secco.
    Gli elettrodi possono essere di qualsiasi materiale, occhio che con queste tensioni non si scherza, usa come me guanti dielettrici da 5000 V e 2 salvavita sull'impianto elettrico.
    Per la relazione del reattore di siena in italiano, bisogna navigare in rete e cercare.

    Renzo Mondani (Ravenna)

  14. #14
    Hellblow
    Ospite

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    CITAZIONE (Dareus @ 9/10/2005, 19:00)
    Caro Remond,

    allora non dicevo cavolate parlando di grafite eh???ma scusa se usiamo la grafite come anodo questo non dovrebbe più consumarsi per ossidoriduzione!
    Ho un'altra idea questa per il catodo!!!Usiamo un catodo di tungsteno e vi facciamo passare un liquido refrigerante sottozzero attraverso un tubo di acciaio inox rivestito di tungsteno a questo punto il catodo non fonderebbe più!!!
    Ascolta non farti problemi,rimproverami se dico eresie huh.gif
    L'esperimento di Siena è interessante mi documenterò adeguatamente!!!! alien.gif
    Devo anche mettermi alla ricerca di quel post fusione fredda secca!!! tongue.gif

    Sbagli....

    Se raffreddi il catodo abbassi la temperatura, ma anche l'emissione termoionica ed arresti cosi' il processo.
    La temperatura alta è fondamentale per dar luogo alle anomalie di cui amiamo parlare, togli quello fermi la reazione e torni alla normale elettrolisi.

  15. #15
    Ospite

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    CITAZIONE (Hellblow @ 10/10/2005, 14:58)
    CITAZIONE (Dareus @ 9/10/2005, 19:00)
    Caro Remond,

    allora non dicevo cavolate parlando di grafite eh???ma scusa se usiamo la grafite come anodo questo non dovrebbe più consumarsi per ossidoriduzione!
    Ho un'altra idea questa per il catodo!!!Usiamo un catodo di tungsteno e vi facciamo passare un liquido refrigerante sottozzero attraverso un tubo di acciaio inox rivestito di tungsteno a questo punto il catodo non fonderebbe più!!!
    Ascolta non farti problemi,rimproverami se dico eresie huh.gif
    L'esperimento di Siena è interessante mi documenterò adeguatamente!!!! alien.gif
    Devo anche mettermi alla ricerca di quel post fusione fredda secca!!! tongue.gif

    Sbagli....

    Se raffreddi il catodo abbassi la temperatura, ma anche l'emissione termoionica ed arresti cosi' il processo.
    La temperatura alta è fondamentale per dar luogo alle anomalie di cui amiamo parlare, togli quello fermi la reazione e torni alla normale elettrolisi.

    Rispondendo a Remond,

    ma non potete fare delle analisi per verificare se nella rezione a secco si producono trasmutazioni? huh.gif
    Grazie per le delucidazioni sulla grafite!!! sick.gif

    Rispondendo a Hellblow,

    ascolta se si abbassano le temperature si ferma l'emissione termoionica....c'hai ragione sad.gif
    Remond mi parlava di carbonio forse quello resiste al plasma nessuno vi ha fatto esperimenti???o in ogni caso con materiali che hanno punto di fusione superiore a 3410 C°???? alien.gif

  16. #16
    Ospite

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    CITAZIONE (Hellblow @ 10/10/2005, 14:58)


    La temperatura alta è fondamentale per dar luogo alle anomalie di cui amiamo parlare, togli quello fermi la reazione e torni alla normale elettrolisi.

    Caro Hellblow,

    vorrei per favore da te o da chiunque me lo possa dare un chiarimento sull'importanza dell'emissione termoionica, fenomeno che porta alla produzione di elettroni quando il catodo è in regime di plasma (alte temperature ).Tu dice che abbassando la temperatura l'emissione termoionica diminuisce e su questo sono pienamente concorde con te smile.gif .
    Ora tu mi dici che se essa cessa anche la reazione si ferma ma PERCHE??????? cry.gif
    è vero che senza elettroni la reazione p(o H+)+e=n non avviene e quindi si ferma la produzione di neutroni motore della nostra reazione MA ; gli elettroni sono presenti nel plasma che E' per DEFINIZIONE uno stato di aggregazione dove la materia è IONIZZATA!!!!!Cioè un insieme di nuclei positivi "immersi"in una tempesta elettronica!!!!!!! alien.gif alien.gif
    Altrimenti se è vero (come probabile per la tua esperienza ) ciò che dici è impossibile estrarre energia dalla reazione perchè appena estrai calore si blocca tutto!!!!!

    Correggetemi se sbaglio............ alien.gif alien.gif alien.gif

  17. #17
    Ospite

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    dear amici,
    sono stato con remond alla fiera di milano ed ho assistito alla dimostrazione di iorio e cirillo.

    premesso che stimo moltissimo il loro lavoro, che ho simpatia personale per i casertani, che impazzisco per l'ronia napoletana ma...
    come in altre occasioni,
    consiglio vivamente a iorio di smetterla di proporre spiegazioni totalmente inconsistenti e palesemente completamente sbagliate.
    se le stesse cose le avesse dette remond gli avrei dato della bestia...ma lui ci è abituato..sa che è per rispetto vero che lo faccio.


    per entrare nello specifico, parliamo solo delle trasmutazioni, lasciando stare la produzione di energia e di neutroni(ANCHE LI C'è Nè TANTITISSIMO DA DIRE)

    considero corretto affrontare il problema delle trasmutazioni paragonandolo con reazioni conosciute con neutroni.

    come giustamente sottolineato anche da ANC e da remond nel post precedente,
    abbiamo la possibiltà di avere trasmutazioni in renio da tungsteno con due reazioni principali.

    il problema è che abbiamo trovato altri elementi più lontani nella scala, e sembra fino all'oro.

    il problema è che ogni volta che proponiamo una cattura di neutrone, passando sopra le sezioni d'urto ecc..,
    abbiamo una caduta esponenziale di probabilità che avvenga
    e quindi semplicemente non dovremmo trovare niente tranne che renio( questo già di per sè è una cosa enorme)
    tutta la tabella proposta da iorio di trasmutazioni per arrivare all'oro per cattura successiva di neutroni
    semplicemente non ha le probabiltà di essere...
    non abbiamo il tempo e la possibilità di poter far ingoire più neutroni ad un singolo nucleo,
    senza che lo facciano anche i suoi vicini...
    per trovare secondo la cattura successiva delle tracce apprezzabili di oro dovremmo trasmutare quasi completamente il tungsteno in renio , e poi negli altri elementi successivi ...
    è una semplice legge di probabilità che funziona benissimo sempre..
    se i dati sperimentali invece confermernno quantità apprezzabili di oro, ci troviamo di fronte ad un altro enorme rompicapo...anzi semplicemente per me questo è il vero rompicapo...

    non me ne vogliamo gli amici quantum boy,
    ma per amore della verità e per difendere i giovani appassionati...
    , stavolta mi accollo io l'ingrato compito

    saluto personalmente i quantum,speriamo che possa avere il piacere di incontrarvi personalmente di nuovo

    saluti a tutti, e fatevi riconoscere negli incontri...


  18. #18
    Ospite

    Predefinito

    dear amici,
    rispondo all'interessante discussione di dareus e hellblow,
    forse l'emissione termoionica è importante, forse potrebbe anche non esserlo,
    sembra che ancora non abbiamo una fenomenologia compresa del funzionamento delle varie celle ,
    dovremmo semplicemente provare e riprovare le diverse opzioni..

    figuriamoci una spiegazione teorica complessiva..
    saluti

  19. #19
    Ospite

    Predefinito

    Caro Rabazon,


    ti ringrazio per la risposta!!!! smile.gif Allora la mia teoria sull'importanza dell'emissione termoionica non era campata per aria!!! smile.gif

    Ora che ci penso bene hai ragione trasmutare il tungsteno in renio è comprensibile ma la successiva catena di trasmutazioni è difficile devo rivedermele per ora non esprimo giudizi.... tongue.gif

    Ascolta nessuno è mai riuscito a eseguire esperimenti con carbonio puro? Remond dice che fonde a più di 3700C°!!!!
    Se il plasma intacca anche quello.......mi dò all'ippica ( scherzo )!!!!!! laugh.gif

  20. #20
    Ospite

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    Cari amici,

    secondo me la presenza di elementi più pesanti del tungsteno è spiegabile anche se come dice rabazon il calcolo probabilistico è contro di noi non mi spiego la sequenza così fatta dai casertani per spiegare erbio,itterbio,tantalio,tulio....per il mio modesto parere è.....azzardata blink.gif
    Se sapete spiegarmi qulcosa di più.............................................. .................................................. .................................


  21. #21
    Hellblow
    Ospite

    Predefinito

    Allora vengo e mi spiego, parlando sulla base di ciò che so.
    Un metallo sappiamo che se scaldato inizia ad emettere elettroni, e più lo scaldiamo più ne emette, fino a diventare un vero e proprio cannone ionico. Ora quando cosi' tanti elettroni vengono sparati letteralemente da un catodo cosi' piccolo, cosa fanno? Aumentano ancora di più la densità di carica li e rendono il sistema ancora più asimmetrico. Questo in termini spiccioli lo possiamo vedere come un aumento della "pressione" (scusate il termine poco tecnico ma che spiega il concetto) in quella zona della cella. Ovviamente questo ha conseguenze su ciò che ci sta intorno...in primo luogo sulla velocità con cui i protoni vengono attirati...ora se tutto questo (che penso) è vero, allora accadrebbe che la tensione che noi applichiamo ai capi potremmo anche abbassarla dato che la reazione una volta che si innesca e scalda il catodo in quel modo, si autosostiene. Li c'e' il calore in eccesso, proprio quello che mi tiene caldo il catodo e gli fa emettere elettroni.

    Se ora tu raffreddi ecco cosa penso accada:
    1) la tensione che la cella necessita per mantere il plasma deve salire per compensare il calo di emissione di elettroni.
    2) ad un certo punto si spegne il plasma, l'elettrodo è difatti troppo freddo, e dobbiamo ripartire dall'elettrolisi semplice per reinnescare il plasma.

    Quindi se ce' calore da estrarre per utilizzarlo, non è dalla zona di plasma, ma dal fluido che la circonda.

    Se vuoi delucidazioni ti consiglio di leggere la relazione del buon Iorio, che spiega proprio quanti elettroni emette il catodo già da solo. Forse a quel punto la tensione che noi applichiamo serve solo a permettere quella reazione di elettrolisi necessaria a creare il "combustibile" per il plasma...

    Nuove... il progetto della cella a catodo esterno l'ho completato...ora mi tocca costruirla anche se sono convinto che non si potrà estrarre tutto il calore che speriamo dal catodo...proprio per i motivi che ho esposto sopra. Indi prima di realizzarla voglio documentarmi ancora sul plasma.

  22. #22
    Ospite

    Predefinito

    dear amici,
    ok, , forse l'effetto termoionico è molto importante

    avere una buona densità di carica , in qualsiasi modo, comunque sembra una componente essenziale per produrre il plasma e le trasmutazioni

    leggo il buon resoconto delle discussioni avute a siena sul reattore con nikel caldo e idrogeno gassoso,l
    fatta da remond ,
    il nikel dovrebbe essere riscaldato per avere effetto termoionico, poi il plasma innescato dovrebbe riscaldare ed autosostenere la reazione
    rimango perplesso sulla velocità di accensione del plasma nel caso del ferro, sembra non ci sia il tempo per un effetto termoionico,,
    ma forse c'è, e forse abbiamo emissione communque molto alte di elettroni
    e forse anche l'effetto condensatore è inferiore.,mah

    venendo alle trasmutazioni sono molto insèpiegabili solo con la semplice irradiazione con neutroni,
    che non ci sono comunque, sennò sarebbero stati trovati già da tempo
    per spiegare le scale di trasmutazione, per semplificare, in realtà le cose sono un pò più complicate,
    se trasmutiamo da un kilo di tungsteno un grammo di renio, la trasmutazione successiva riguarderebbe un millligrammo di sostanza, e quella successiva ancora un milionesimo di grammo,
    le probabilità che avvengano trasmutazioni successive calano di mille in mille , molto rapidamente

    nel caso reale calano di miliardo in miliardo, quindi in pratica le trasmutazioni successive al renio si azzerano
    tutto qui,i le trasmutazioni proposte da iorio hanno un senso se ci rendiamo conto delle reali probabilità che avvengano
    saluti


  23. #23
    Ospite

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    CITAZIONE (Hellblow @ 10/10/2005, 20:46)

    Se ora tu raffreddi ecco cosa penso accada:
    1) la tensione che la cella necessita per mantere il plasma deve salire per compensare il calo di emissione di elettroni.
    2) ad un certo punto si spegne il plasma, l'elettrodo è difatti troppo freddo, e dobbiamo ripartire dall'elettrolisi semplice per reinnescare il plasma.

    Quindi se ce' calore da estrarre per utilizzarlo, non è dalla zona di plasma, ma dal fluido che la circonda.

    Se vuoi delucidazioni ti consiglio di leggere la relazione del buon Iorio, che spiega proprio quanti elettroni emette il catodo già da solo. Forse a quel punto la tensione che noi applichiamo serve solo a permettere quella reazione di elettrolisi necessaria a creare il "combustibile" per il plasma...

    Nuove... il progetto della cella a catodo esterno l'ho completato...ora mi tocca costruirla anche se sono convinto che non si potrà estrarre tutto il calore che speriamo dal catodo...proprio per i motivi che ho esposto sopra. Indi prima di realizzarla voglio documentarmi ancora sul plasma.

    Caro Hellblow,

    quindi l'emissione termoionica sarebbe molto utile per poter abbassare la tensione in entrata e ridurla a quel poco che basta per come dici bene tu alimentare il plasma.Forse ai ragione anche sul fatto che il calore va prelevato dal fluido e non diretttamente dal catodo.
    Procedi pure sulla tua sperimentazione a catodo esterno e facci sapere.

    Caro rabazon,

    è vero le trasmutazioni superiori al tungsteno sono molto difficili ma per me più che altro è più difficoltoso capire le trasmutazioni di elementi più leggeri ( erbio,itterbio,tulio,tantalio ) qualcuno a ipottizzato come possano avvenire??????
    Le reazioni proposte dai casertani mi sembrano incomplete........................................ .............................................

    P.S.:qualcuno mi spiega in termini CHIARI e COMPRENSIBILI l'alimentazione,l'innesco e il mantenimento del plasma?la mia comprensione si ferma al fatto che la suluzione diventa ricchissima di ioni ( idrogeno,potassio ect ) e di conseguenza si innescano delle scariche che originano il plasma.....mi sa è molto più complesso......

  24. #24
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    ciao a tutti

    X REMOND

    oggi ho provato a ripetere l'esperimento casereccio di ff con la candela per auto.

    ho provato a ripetere l'esperimento nella mia casa di campagna alimentata con pannelli fotovoltaici, quindi ho usato per dare corrente un inverter da 1 kilowat a onda quadra.

    all'inizio il plasma si innscava ogni mezzo secondo circa e restava attivo per mezzo secondo, finche si è attivato definitivamente e l'ho lasciato acceso per circa 3 minuti, la soluzione e diventata molto gialla con una strana sostanza in sospenzione (molto torbida)

    osservazioni

    1) il vaso dove era contenuto l'esperimento vibrava e si spostava sul piano di appoggio
    2) ad un certo punto si e formato del fumo bianco abbastanza denso per circa 30 sec che si sollevava dal vaso
    3) lapunta della candela alla fine ha preso una forma appuntita e sembrava come metallo fuso e poi solidificato
    4) la parte ceramica della candela (nonostante il plasma fosse attivo da qualche minuto) non si è scaldata come la prima volta che ho fatto a casa l'esperimento. dove ricordo, il plasma e durato 2 sec (corrente alternata della rete ENEL) e il rivestimento di ceramica e rimasto molto caldo per lungo tempo

    prendete con le molle questi esperimenti, non sono un fisico e comunque non mi mandate a quel paese sono qui per imparare.

    P.S chiedo scusa se non ho filmato l'esperimento ma non credevo proprio che l'inverter sarebbe riuscito ad avviare il plasma
    la prox non mancherò di filmare e comunque posso mandare qualche foto della candela

    P.S
    per vedere l'immagine ingrandita degli elettrodi potete anche usare lo scanner
    mettete gli elettrodi sullo scanner e li coprite con un fazzoletto bianco, si possono fare ottimi ingrandimenti

    X meucci

    ti ricordo che ad Einstein gli hanno dato del ritardato.
    in oltre 2+2 fa 4 perchè noi abbiamo deciso cosi, forse la fisica dovrà essere riscritta.

    per finire uncaloroso abbraccio atutti voi state diventando la mia famiglia virtuale
    vi voglio bene






  25. #25
    Ospite

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    Buonasera a tutti,
    vedo e leggo che ci sono buone volontà, da parte di tutti indistintamente, di contribuire a questa ricerca, interessantissima oltre ogni dubbio, volta allo studio di fenomeni nucleari a debole energia che potrebbero manifestarsi in esperimenti analoghi al filone aperto da Mizuno e Ohmori alcuni anni orsono.
    Se a volte intervengo con delle osservazioni o dei commenti è perché penso che per fare i ricercatori e gli scienziati la buona volontà non è sufficiente. Occorre dell'altro.
    Voler essere protagonisti a tutti i costi trascinandosi in polemiche sterili è completamente inutile. Ci sono alcuni qua dentro che hanno difficoltà a scrivere e comunicare in italiano e si mettono a fare le teorie di fisica nucleare. Altri che, dal modo in cui conducono gli esperimenti e dalle conclusioni che traggono, mostrano una grossolanità e una ignoranza profonda e talvolta veramente penosa. Sarebbe auspicabile che questi personaggi avessero quanto meno l'umiltà di tacere, almeno di fronte a ciò che non sanno e invece bombardano il forum con astrusità di ogni sorta, errori madornali, becere baggianate. Senza mai ammettere l'errore, mai. E' qua che sta l'imbecillità e la poca onestà intellettuale.
    Bene hanno fatto i ricercatori più seri a creare una sezione distaccata dove i rompib@lle ignoranti e presuntuosi vengono bannati (con cordialità), i curiosi vengono accontentati, i dubbi (quelli veri) vengono condivisi e se possibile risolti.
    Come nota positiva vedo che certuni stanno cambiando atteggiamento negli ultimi tempi. Da alcune risposte si nota che, solo per alcuni, c'è in atto un cambiamento.
    La speranza è l'ultima a morire.


    Cordialmente vostro Meucci.


 
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