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Discussione: Misure Calorimetriche

  1. #26
    Ospite

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    Elettrorik,...guarda che Ennio Vocirzio ti ha risposto, solo che l'ha fatto nelle discussioni in alto,vai a dare un occhiata biggrin.gif biggrin.gif
    Ciao a tutti

  2. #27
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    CITAZIONE (thot @ 28/10/2005, 22:32)
    Elettrorik,...guarda che Ennio Vocirzio ti ha risposto, solo che l'ha fatto nelle discussioni in alto,vai a dare un occhiata biggrin.gif biggrin.gif
    Ciao a tutti

    Thot, grazie per l'avviso. Cio ho impiegato un po' a trovare la risposta nel forum, ma ne è valsa la pena.

    Direi, se tutti sono d'accordo, e perché possa tornare 'la pace', di RIPORTARE questa discussione ALL'ORIGINE: MISURE CALORIMETRICHE.

    Cioè, secondo le Vs. esperienze, e parlo sia ai più TEORICI che ai più PRATICI (e secondo me Hellblow e Remond li rappresentano bene, hi hi biggrin.gif),
    avendo a disposizione strumenti da 'comuni mortali', ovvero bilance con precisione di +- 1 grammo, voltmetri e amperometri +-1 digit, ecc... c'é la ragionevole possibilità di misurare un COP >1 in maniera inequivocabile? Usando quantità di liquido in quale ordine di grandezza?

    Chi ha voglia di rinfrescarmi i conti da farsi per calcolare quanto calore devo aver prodotto (Joule) per fondere x grammi di materiale?
    Cioè, come faccio a capire se è normale che con meno di 8Watt ho fuso la punta di uno spillo d'acciaio in 3/4 secondi?

    Grazie per gli aiuti...

  3. #28
    remond
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 28/10/2005, 16:22)

    Attento, perché le foto ingannano...

    L'alone che vedi in foto sembra più grande della reale dimensione del plasma, probabilmente a causa dell'intensità luminosa che satura il CCD della fotocamera.
    Io non credo che la sfera (o cilindroide) di plasma possa essere più grande della 'gabbia' anodica. Quindi non lo può fondere.
    L'unico che può confermare / smentire è Remod che ha fatto il video e l'ha visto 'dal vivo'...

    Io sto facendo prove per 'interferire' in qualche modo col plasma, magneticamente o tramite soledoide.
    Nei prossimi giorni gli aggiornamenti nella mia paginetta.

    Ciao.

    Carissimo ElettroRik

    Secondo la mia esperienza, il plasma pur avendo un alone luminoso notevole, non si dovrebbe estendere per più di 1-2 mm dalla superficie del catodo.
    Ho avvicinato una sonda voltmetrica a meno di 1 mm dal catodo, solo in fase di preplasma, per confermare l'effetto condensatore annunciato dai ragazzi casertani.
    Il risultato è che a meno di 1 mm dal catodo si forma una differenza di potenziale di 250 Vcc se la cella è alimentata a 300 Vcc. poi all'accensione del plasma la sonda si è fusa (perché non era di tungsteno).
    Mi viene la voglia di provare ad usare una sonda di tungsteno, per vedere fino a quale distanza arriva, l'altra armatura del condensatore a plasma pieno.

    Buoni esperimenti

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  4. #29
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    CITAZIONE (remond @ 2/11/2005, 18:23)
    ...
    Mi viene la voglia di provare ad usare una sonda di tungsteno, per vedere fino a quale distanza arriva, l'altra armatura del condensatore a plasma pieno.

    Buoni esperimenti

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Remond, con cosa isoleresti la sonda? Ovvero, con cosa si può proteggere il catodo?
    C'è qualcosa di alternativo a vetro o ceramica?
    Se ci fosse qualcosa di 'plastico' si potrebbe pensare di incastrare a pressione un elettrodo di W dentro un tubetto 'a misura', cosa che è impossibile da fare col vetro, e ammesso di riuscirci si spaccherebbe per la dilatazione termica dell'elettrodo.

    Grazie!

  5. #30
    remond
    Ospite

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    Carissimo ElettroRik

    La sonda che ho usato io, era un cavo elettrico isolato in teflon, è un materiale che resiste fino a 300 °C, è la sostanza plastica col più alto punto di fusione, viene venduto, oltre che come cavo elettrico, in fogli e tubetti.
    Come puoi capire anche tu, non può resistere a lungo vicino ad un plasma a 3000 °C.
    Si dovrebbe trovare, come pezzo di ricambio per caldaie, un tubetto sottile di ceramica con un filo di acciaio all'interno, serve per far scoccare la scintilla che accende la fiamma pilota.
    Potrebbe servire sia come catodo che come sonda voltmetrica.
    Spero di averti dato spunti interessanti.

    Tante buone cose da

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  6. #31
    Ospite

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    CITAZIONE (ElettroRik @ 3/11/2005, 09:38)

    Remond, con cosa isoleresti la sonda? Ovvero, con cosa si può proteggere il catodo?
    C'è qualcosa di alternativo a vetro o ceramica?
    Se ci fosse qualcosa di 'plastico' si potrebbe pensare di incastrare a pressione un elettrodo di W dentro un tubetto 'a misura', cosa che è impossibile da fare col vetro, e ammesso di riuscirci si spaccherebbe per la dilatazione termica dell'elettrodo.

    Utilizzare la cosidetta lana di vetro o altro isolante simile (al limite l' asbesto) potrebbe forse essere utile? Altrimenti una camicia di cemento?

  7. #32
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    QUOTE (gino @ 3/11/2005, 22:55)
    QUOTE (ElettroRik @ 3/11/2005, 09:38)

    Remond, con cosa isoleresti la sonda? Ovvero, con cosa si può proteggere il catodo?
    C'è qualcosa di alternativo a vetro o ceramica?
    Se ci fosse qualcosa di 'plastico' si potrebbe pensare di incastrare a pressione un elettrodo di W dentro un tubetto 'a misura', cosa che è impossibile da fare col vetro, e ammesso di riuscirci si spaccherebbe per la dilatazione termica dell'elettrodo.

    Utilizzare la cosidetta lana di vetro o altro isolante simile (al limite l' asbesto) potrebbe forse essere utile? Altrimenti una camicia di cemento?


    Ti rispondo con un anticipo sull'aggiornamento del mio sito...

    Ho appena scoperto che basta un tubetto di PVC con un pezzetto di tubo di vetro o ceramica di fusibile alla fine, vicino alla punta esposta del catodo ...


 
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