Benvenuto in EnergeticAmbiente.it.
+ Rispondi
Pagina 3 di 3 primaprima 1 2 3
Visualizzazione dei risultati da 51 a 67 su 67

Discussione: Effetti di risonanza

  1. #51
    Ospite

    Predefinito

    Bravo OVI! Arguisco che anche tu hai i peli bianchi!
    Allora breve descrizione:
    il connettore che vedi in foto è l'ingresso dimmer per controllo o PWM o rampa 0-10v, non so essere più preciso, ma come ho detto ne ho comperato uno e lo sto aspettando.
    Invece l'alimentatore è uno switching con secondario 'adattato' all'antenna Tesla proprio come hai dedotto dalla foto.
    La 'provetta',che non sono riuscito a disegnare, pena l'ulteriore incasinamento del disegno, sarebbe quella protezione che credevo necessaria da apporre a 'preservativo' dell'integrità chimica (supporto) ed elettrica (fili dell'avvolgimento) della TESLA per le applicazioni nelle soluzioni non sempre delicate delle vostre celle.

    Quindi nella provetta ci sarà solo aria o, se uno è pignolo, vuoto, ma credo che sia inutile.

    Il 'rondellone' metallico sul fondo della cella era per suggerire la possibilità di comprimere o dilatare l'eventuale plasma innescato nella soluzione, con in più la possibilità di agire sulla polarità (invertire anodo e catodo) e la distanza degli elettrodi: sull'utilità di questo ti lascio il campo.

    Invece l'Ar il Ne e l'Hg, che non centrano con l'eventuale applicazione in cella, sono segregati (incamiciati non so come dire) in un lampadinotto di vetro cavo a bassissima pressione (la cavità ospita l'antenna), in poche parole, si infila l'antenna nel lampadinotto e questo si accende senza collegamento elettrico: applicazioni illuminotecniche.

    Questo tanto per cominciare. Datemi un paio di settimane e lo provo in H2O senza modifiche.

    Ciao a tutti.




  2. #52
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    In attesa delle prove di Sprague,e tanto per rinverdire il thread ,riporto qui un piccolo esempio sul come ottenere deuterio.Ciò interesserà di sicuro gli sperimentatori e i privati, e non tanto coloro che già posseggono l'acqua pesante nei laboratori.Quando viene attivata la cella al plasma a basse tensioni,non si ha formazione di plasma,ma semplice elettrolisi: le molecole d'acqua che si scindono per prime sono quelle costituite da idrogeno e ossigeno.Le ultime molecole che si scinderanno saranno invece quelle costituite da deuterio e ossigeno.Per aumentare la concentrazione di deuterio nella cella,è sufficiente eseguire un discreto numero di elettrolisi,aggiungendo via via acqua distillata: a ogni fenomeno elettrolitico, l'idrogeno si riduce,e il deuterio permane,basta non far scendere il livello della soluzione salina a livelli di pochi millimetri.Per ottenere acqua deuterata pura al 100% è necessario effettuare migliaia di elettrolisi,beninteso, ma ciò non toglie che si possano fare misure e esperimenti anche con 1% di acqua deuterizzata,occorre solo pazienza,lavorare all'aperto per questioni di sicurezza ,e rabboccare quando necessita.Ottimale sarebbe una bella botte da 1000 litri da elettrolizzare fino ad avere mezzo litro di soluzione,chiaramente si deve dosare la salinità al minimo e si aumentano i tempi,meglio quindi un rabbocco piccolo ma frequente in un pyrex qualsiasi. :shifty:

  3. #53
    Ospite

    Predefinito

    Rieccomi qua, ciao a tutti.
    Caro OVI, come avevi predetto, il sistema ad induzione non si adatta immediatamente alle soluzioni saline delle celle. Probabilmente la soluzione canonica usata manca o è insufficiente di "secondario", che invece nelle lampade a scarica è presente sotto forma di idrogeno molecolare (2,5%) del volume totale dei gas e mercurio. Questo non significa che non si possa fare qualcosa per aumentare l'efficacia del trasferimento elettronico secondario ma a questo punto mi sembra più adatto ad un anodo piuttosto che ad una griglia ed effettivamente non conveniente, in quanto con un semplice alimentatore in cc si possono muovere molti più ioni e con meno artefici. Tra le altre cose, questa "tesla" è finemente accordata e per poterla usare come griglia andrebbe modificata profondamente in quanto "riconosce" solo gli 1,8MHz +- qualche decina di kHz. Forzando l'oscillatore a 3MHz i mosfet si sono bruciati per l'eccessivo disaccordo AF.
    Però, durante tutti questi mesi di esperimenti in RF, mi flashava in mente continuamente, come un'ossessione, un'idea che fino a che non l'avrò realizzata, so che non dormirò più tranquillo.
    Sono per le cose semplici, quelle complicate le lascio agli scienziati veri, perciò tocco ed annuso come una bestia. Il plasma freddo non da risultati, leggo OVI, ed è vero e te lo confermo con dei dati decennali provenienti dagli esami per lo smaltimento delle scorie dei tubi fluorescenti a catodo freddo (questi lavorano anche per vent'anni) e non c'è presenza di elementi diversi da quelli costruttivi a parte parecchie molecole di OH incastrate nel vetro non si sa perchè.
    Qui invece scotta tutto! Se non scotta non c'è traccia di risultato! E' quì che mi rifaccio all'origine di questo thread ed alle considerazioni di OVI. Da 800nm a 6000nm c'è sicuramente roba che scotta! A parte gli scherzi mi sono fissato che il comune denominatore è il calore. Mi chiedo: e' una frequenza come un'altra o è una chiave codificata per aprire il Canale? Se fino ad oggi fossimo passati davanti al nanometro chiave o alla temperatura chiave come una schioppettata invece di farlo lentamente o invece di starvici addirittura "centrati"? Avremmo avuto risultati più marcati modulando la temperatura più lentamente? Sarà possibile modulare la temperatura del catodo o del plasma nella cella? Sto approntando due celle: una a microonde ed un'altra con con anodo costituito da una lancia termica ad Idrogeno ed Ossigeno di piccola portata (sta accesa anche sott'acqua e fornisce acqua alla soluzione). Mi servirebbero dei catodi convenzionali a chi posso chiederli? Posso utilizzare quelli delle saldatrici?
    Grazie. Un caro abbraccio a tutti.

  4. #54
    Ospite

    Predefinito

    Che cosa vuol dire
    CITAZIONE
    Sto approntando due celle: una a microonde ed un'altra con con anodo costituito da una lancia termica ad Idrogeno ed Ossigeno di piccola portata (sta accesa anche sott'acqua e fornisce acqua alla soluzione).

    sono celle elettrolitiche?
    Ce le potresti decrivere un po' meglio?
    CITAZIONE
    Mi servirebbero dei catodi convenzionali a chi posso chiederli? Posso utilizzare quelli delle saldatrici?

    Nella rete ci sono tanti fornitori di metalli con certificato di analisi e i migliori sono americani. I prezzi non sono alla portata di tutti perchè un elettrodo puo anche arrivare a 300$. Molti usano gli elettrodi delle saldatrici tipo TIG però conviene che usi quelli puri e non quelli drogati con altri elementi . Questi non costano molto e per una cella elettrochimica vanno bene.


  5. #55
    Ospite

    Predefinito

    Ciao Arquimede.
    La prima non credo potrà essere elettrolitica semmai lo fosse lo sarà in modo secondario o spurio, ma prima la devo provare. Pensavo piuttosto ad una macchina prevalentemente pirolitica il cui "elettrodo improprio", riscaldato a microonde e a bagno convenzionale in soluzione salina, sia uno di quei elettrodi che vengono usati per le prove certificate. Quindi su questa non vi sarà nè anodo nè catodo. Ad essere completamente franco, sono fiducioso che utilizzando questi "elettrodi impropri" costituiti da elementi/o a basso punto di fusione, neanche sia obbligatoria la pirolisi dell'acqua.

    La seconda cella sarà sicuramente elettrolitica ma anche pirolitica (come le vostre attuali), solo che il plasma è già innescato da un cannello sommerso qualche centimetro che brucia 2H2+O2 con una portata 10litri/h di H2 e collegato al + del raddrizzatore. In questo caso il target, e vorrei fosse così, sarebbe lo stesso che utilizzate nelle vostre celle. Questa "forzatura" mi permetterebbe di modulare il plasma direttamente dal riduttore di pressione o dal potenziometro del generatore di H2 e vedere la situazione "compromissoria" o altro comportamento da sperimentare in presenza di plasma eterogeneo, ma tutto questo è ancora prematuro.

    Ti ringrazio Arquimede per il consiglio delle punte TIG, non ci avevo pensato, ce ne sono veramente un'infinità di tipi, quando sarà ora ci risentiremo per affinare la scelta.
    Grazie. Ciao a tutti

  6. #56
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Microonde e lancia termica.....due interessanti sistemi per convogliare energia su un elemento catodico e originare un plasma subacqueo.
    Con le microonde credo che si otterrebbero risultati curiosi utilizzando due parabole,una grande e una piccola.La parabola grande concentra le microonde sulla parabola piccola,e la piccola concentra a sua volta le onde nel proprio punto focale immerso.Entrambe le parabole sono dunque immerse e poste specularmente una di fronte all'altra;la concentrazione di energia con esse è infatti notevolissima,a seconda della frequenza scelta e dei diametri parabolici abbiamo potenze migliaia di volte più intense. Modulare l'emissione è elettronicamente facile,e altrattanto facile è porre un catodo metallico sul punto focale.
    Sul sistema a getto di gas comburente preferisco non pronunciarmi,di certo altri tecnici sapranno indirizzare suggerimenti utili.

  7. #57
    Ospite

    Predefinito

    Ben risentito OVI.
    Lo sai che mi hai fatto stravolgere il progetto?
    Effettivamente il problema della focalizzazione del fascio a microonde non me l'ero posto.
    La tua considerazione mi ha dato due nuove idee su come fare.
    1) la cella diventerà una G-line con bassissimo flusso elettromagnetico disperso
    2) il target sarà polarizzato come un catodo e sarà posto nel fuoco della parabola asimmetrica di ricezione e scollegato dalla G-line.
    In questo modo la cella potrà essere utilizzata come di solito a parte la bizzarria di come fornire calore e l'altrettanto bizzarro anodo a forma di guida d'onda.
    Grazie OVI.
    Ciao a tutti

    Aggiunta: In questo modo inoltre diminuiranno drasticamente i watt che dovrò fornire a causa della schermatura della soluzione salina che avevo pensato per questa cella: il carbonato di calcio.
    Buonanotte a tutti.

    Edited by sprague - 23/9/2006, 01:19

  8. #58
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Stavo leggicchiando qua' e la' su Internet,ho trovato qualche piccolo dettaglio circa l'uso di magnetron e plasmi .C'è poco,ma lo riporto solo tanto per dare uno sguardo alle ultime trovate tecnologiche. ----> www.ptu.sitech.it/bit/meccanica28.htm

  9. #59
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE
    Stavo leggicchiando qua' e la' su Internet,ho trovato qualche piccolo dettaglio circa l'uso di magnetron e plasmi

    Interssante.
    Consta di uno stadio di ionizzazione segragato dove il gas (ad alta pressione) diviene plasma per induzione a microonde. Un ugello di emissione particolare, veicola il getto del plasma sull'obbiettivo ed un laser di piccola potenza dà "il colpo di grazia".
    La cosa geniale di questa invenzione è l'assoluta autoimmunità alle riflessioni dalle superfici colpite, cosa assente nei laser puri, tanto che, dopo tagli impegnativi come per il titanio, necessitano almeno della sostituzione delle ottiche (quando va bene).
    E' più complesso veicolare un fascio a microonde in un liquido, assolutamente impossibile in una soluzione salina.
    Perciò ho dovuto separare i due esperimenti.
    Il plasma caldo l'avrò dalla torcia ad idrogeno e sarà polarizzato dal raddrizzatore collegato direttamente al cannello.
    La cella a microonde, semmai funzionasse, potrà sfruttare l'accordo dato dalla dimensione del tubetto di rame (guida d'onda) della G-line, facendo finta che tutta la soluzione intorno sia un'estensione della massa elettrica del tubetto. Il brutto sarà coprire la distanza tra il lanciatore terminale ed il catodo da riscaldare.
    Non è da escludere che alla fine si arrivi ad inglobare il catodo per metà in una cavità risonante terminale e l'altra metà a contatto della soluzione. In questo caso per fare l'esperimento suggerito da OVI dovrò immergere anche un anodo. Ma ho fiducia che basti solo il calore. Vedo cosa ho disponibile nell'immediato.
    Comunque, per il momento, partirò con il semplice riscaldamento per induzione adducendo il calore tramite un conduttore o per prossimità.
    Ciao e grazie.

  10. #60
    Hellblow
    Ospite

    Predefinito

    Salve,

    non ho seguito attentamente tutta la discussione però volevo farvi notare una cosa riguardo la frequenza propria del plasma sul catodo.
    Il fatto che il catodo sia un buon conduttore di calore implica il riscaldamento della punta ma anche la tendenza del calore a risalire lungo il catodo per effetti di dissipazione. L'ambiente liquido influenza notevolmente questo effetto, creando in pochi centimetri un'escursione termica notevole (da almeno 3400 K in punta fino alla temperatura dell'elettrolita.
    Ora, in un plasma esiste una relazione che lega la temperatura del plasma alla sua densità, e questo influisce sulle distanze di debay e quindi sul comportamento del plasma stesso (a 3400 kelvin gli ioni dovrebbero avere un'energia di circa 300 eV dovuta al calore, s enon sbaglio). La stessa distribuzione degli ioni dipende da questo fattore.
    Tuttavia il calore non è costante lungo il catodo, ma oscilla in un range molto variabile. Questo implica la formazione di un plasma che proprio per il forte ambiente dissipativo porta ad avere un qualcosa di densità molto variabile in pochi centrimetri.
    Parlare in queste condizioni di plasma secondo me è scorretto, io parlerei di PLASMI. Se però parliamo di plasmi capiamo che riferirci ad un'unica frequenza propria del plasma non è corretto.

    Questa è l'idea che io mi sono fatto a riguardo, spero di esservi stato utile.

    Un saluto.

  11. #61
    Ospite

    Predefinito

    Ciao Antonino, ben riletto.
    Sì era mia intenzione verificare la fattibilità di plasma eterogeneo concomitante e modularlo (nell'esperimento con la torcia).

    Il secondo esperimento, quello che doveva essere il più semplice di tutti, si è diramato in più varianti possibili, ma per quello che volevo verificare è importante che parta dalla base del mia fissazione: evitare in un primo momento il plasma ed utilizzare solo e singolarmente uno dei suoi effetti più tangibili: il calore, lasciando il resto della banda elettromagnetica in canna se non avrò risultati.
    Una verifica della superficie dell'elemento immerso nel liquido catalizzatore mi permetterà di individuare, per ogni elemento, una "temperatura chiave", tramite la quale verrebbero a presentarsi anomalie nell'elemento stesso.
    Poi, e se il tutto avrà seguito positivo, potrò partire con l'obbiettivo di cercare una maggiore penetrazione nell'elemento, tramite le varie tecniche suggerite da OVI e tenendo in cosiderazione le tue sacrosante osservazioni.
    Tieni presente che in questo esperimento non userò i materiali degli elettrodi per il plasma, ma elementi a bassa temperatura di fusione e leghe eutettiche e comunque elementi assolutamente allotropici.
    In questo modo dovrebbe formarsi una specie di trappola a cesoia dove, ad un certo punto verso il ritorno a riposo della struttura cristallina dell'allotropo ed in una momento preciso (temperatura) si verifichi il "taglio" della molecola del carbonato di calcio con la nascita di calcio metallico, ozono e carbonio.
    Questa specie di convertitore da calore ad ultravioletti permetterebbe misurazioni ottiche, credo, abbastanza precise. Ma se il calore modulato, lo stato nascente degli elementi del sale scisso e la stessa fattibilità di tutto ciò, possa creare i presupposti dell'apertura di un Canale verso altri elementi questo è ancora tutto da verificare. Non è nemmeno da escludere la sola formazione di plasma superficiale o fotoluminescenza con il totale sacrificio energetico di tutto il processo. Ma a questo punto si potrebbe giocare la carta della cella elettrolitica.
    Dammi il tempo per qualche altra delusione e ti farò sapere.
    Ciao.

  12. #62
    Hellblow
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE
    modularlo

    Un consiglio, usa catodi molto corti, sottili e poco immersi.

  13. #63
    Hellblow
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE
    evitare in un primo momento il plasma ed utilizzare solo e singolarmente uno dei suoi effetti più tangibili: il calore, lasciando il resto della banda elettromagnetica in canna se non avrò risultati.

    Questo è un problema. L'emissione EM nel visibile del plasma è dovuta all'eccitazione degli ioni dovuta al calore. Senza calore il plasma non si forma, e non puoi neanche eliminare gli ioni altrimenti il plasma si arresta.
    L'eccesso di calore si verifica se il plasma è presente da quel ne so, per cui in fase di mancato plasma non puoi fare nulla.

    CITAZIONE
    Una verifica della superficie dell'elemento immerso nel liquido catalizzatore mi permetterà di individuare, per ogni elemento, una "temperatura chiave", tramite la quale verrebbero a presentarsi anomalie nell'elemento stesso.

    Secondo me l'aspetto piu' interessante della cella non sono tanto i trasmutati, che non trovano spiegazione (anzi a pensarci bene non hanno motivo di esserci) ma l'eccesso di calore. Forse dovresti concentrarti su quello. In ogni caso la formazione di elementi trasmutati, se c'e', è legata di certo all'energia che hanno gli ioni del plasma, ed a fenomeni superficiali (probabilmente n qualche tipo di assorbimento). Ribadisco il fatto che secondo me neutroni non ce ne sono, e quindi...

    CITAZIONE
    Tieni presente che in questo esperimento non userò i materiali degli elettrodi per il plasma, ma elementi a bassa temperatura di fusione e leghe eutettiche e comunque elementi assolutamente allotropici.

    Si, una cosa importante. Un metallo ha una resistenza che varia in base alla temperatura, anche di parecchio. L'escursione termica ed il notevole dislivello crea quindi un vero e proprio resistore che nella sua lunghezza non è omogeneo. Di certo il plasma oppone anche una sua resistenza al passaggio di corrente (quanto è da verificare) e questa resistenza è anch'essa legata alla temperatura. L'uso di materiali con t di fusione piu' bassa riduce questo effetto, perchè produce:

    1) Un catodo con variazioni di resistenza minori (anche se è da verificare la resistività del catodo e come questa sale, quindi questo punto non è un assolutismo).
    2) Un plasma a piu' bassa temperatura (perchè il catodo sciogliendosi a temperature più basse si comporta un po come l'acqua che bolle ;) )

    CITAZIONE
    Questa specie di convertitore da calore ad ultravioletti permetterebbe misurazioni ottiche,

    Bhè è da provare :)

    Buon lavoro allora, ciao ;)

  14. #64
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Credo che occorra dare un'occhiata veloce a questo video,si tratta di alcuni nozioni concernenti la risonanza dell'H2O: l'acqua irradiata da onde em di vari Ghz si incendia,generando piu' energia di quella usata nell'irradiamento.
    http://www.etleboro.com/video.php?id=000093

    Alla luce di questo particolare effetto,pur scavalcando il fenomeno dei neutroni o delle trasmutazioni,occorre un po' rivedere l'importanza delle onde spettrali all'interno della cella al plasma,nonchè il calore in eccesso.

  15. #65
    Seguace
    Registrato dal
    Jan 2007
    Messaggi
    261

    Predefinito

    ciao ovi,
    qualche notizia in più sul video che hai proposto?
    se possibile...

  16. #66
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Anche questo simpatico vecchietto si diverte un mondo ad incendiare acqua tramite radiofrequenza,la particolarità è che si tratta di acqua salinizzata di caratteristica dunque simile a quella della cella al plasma.
    Un video ci illustra la semplicità dell'esperimento,anche se resta in sospeso l'utilità di avere cationi e anioni vaganti nel liquido in maniera disordinata,a seguito dell'irradiazione subita.
    http://www.liveleak.com/view?i=705_1180758696

  17. #67
    Ospite

    Predefinito

    C'è una discussione a riguardo, qui:
    http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=6819874


 
+ Rispondi
Pagina 3 di 3 primaprima 1 2 3

Tag per questa discussione

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi