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Discussione: Cella Mizuno in un motore a scoppio

  1. #1
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    Qualcuno stà facendo della sperimentazione da pazzo furioso wacko.gif wacko.gif wacko.gif

    in questo link c'è a descrizione :
    http://home.mchsi.com/actt2/hydroxyplasma.html
    Ciao

    Edited by kalos66 - 16/1/2006, 16:04

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  2. #2
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    CITAZIONE (kalos66 @ 16/1/2006, 15:54)
    Qualcuno stà facendo della sperimentazione da pazzo furioso  wacko.gif  wacko.gif  wacko.gif

    in questo link c'è a descrizione :
    http://home.mchsi.com/actt2/hydroxyplasma.html
    Ciao


    Okkio, l'indirizzo sembra non sia linkabile nel post, bisogna digitarlo a mano aggiungendo '% 7E' tra la "/" e la parola "actt2".

    Il circuito elettronico è un controllo di posizione che fa avanzare l'elettrodo man mano che si consuma.
    In linea generale comunque sembra un po' l'idea del bingofuel di Naudin, solo che qui si sprecano 750/1000Watt per ottenere una 'riduzione' di consumi.
    Così a sensazione, poco conveniente direi...

    Edited by ElettroRik - 16/1/2006, 16:31

  3. #3
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    QUOTE (ElettroRik @ 16/1/2006, 16:16)

    Okkio, l'indirizzo sembra non sia linkabile nel post, bisogna digitarlo a mano aggiungendo '% 7E' tra la "/" e la parola "actt2".

    Il circuito elettronico è un controllo di posizione che fa avanzare l'elettrodo man mano che si consuma.
    In linea generale comunque sembra un po' l'idea del bingofuel di Naudin, solo che qui si sprecano 750/1000Watt per ottenere una 'riduzione' di consumi.
    Così a sensazione, poco conveniente direi...

    Ciao , questo è il motivo della mia aggiunta dell'immagine wink.gif , comunque i 750/1000W come tu sai sono quelli consumati prima dell'innesco , sarebbe necessario vedere il bilanciamento tra l'energia necessaria per mantenere accesa la cella e i benefici in termini di risparmio carburante , che verrebbe "additivato" da gas idrogeno/ossigeno prodotto dalla cella . Tra l'altro ho letto ( questo è molto interessante wink.gif ) che il tizio per ridurre la corrosione degli elettrodi ed in particolare il catodo li ha scelti particolarmente grossi e utilizzando 440V ( cosa da sperimentare ) . Bisogna dire che se è vero che si può aumentare il rendimento della cella con alimentazione "impulsiva" la cosa sicuramente avrebbe un'altro impatto sullo sfruttamento effettivo in un motore a scoppio.
    shifty.gif

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  4. #4
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    CITAZIONE (kalos66 @ 17/1/2006, 08:17)
    Ciao , questo è il motivo della mia aggiunta dell'immagine wink.gif

    Sì, l'avevo intuito... dicevo per chi legge.

    CITAZIONE

    , comunque i 750/1000W come tu sai sono quelli consumati  prima dell'innesco


    Io nel disegno leggo "750/1000 watts at plasma" !?

    CITAZIONE

    , sarebbe necessario vedere il bilanciamento tra l'energia necessaria per mantenere accesa la cella e i benefici in termini di risparmio carburante , che verrebbe "additivato" da gas idrogeno/ossigeno prodotto dalla cella .  Tra l'altro ho letto ( questo è molto interessante wink.gif ) che il tizio per ridurre la corrosione degli elettrodi ed in particolare il catodo li ha scelti particolarmente grossi  e utilizzando 440V ( cosa da sperimentare ) .  

    questo l'ho sempre sospettato ma non ero ancora riuscito a verificarlo perchè sto ancora aspettando gli elettrodi da 6mm. Mi ero preparato un 220/380 da raddrizzare e livellare perchè mi aspettavo che sarebbe occorsa più tensione. Bene, questa è una conferma.

    CITAZIONE

    Bisogna dire che se è vero che si può aumentare il rendimento della cella con alimentazione "impulsiva" la cosa sicuramente avrebbe un'altro impatto sullo sfruttamento effettivo in un motore a scoppio.

    Aggiungerei: non solo sul motore a scoppio. L'alimentazione impulsiva, se aumenta il rendimento, accoppiata alla durata degli elettrodi potrebbe migliorare la cella nel suo insieme. L'autolivellamento dell'elettrolita di cui parla nell'email invece lo vedo di solvibilità banale: vasi comunicanti, un recipiente bello grosso contenente 10litri di elettrolita connesso ad una 'camera di reazione' (la cella) di pochi cm3.
    biggrin.gif

    Edited by ElettroRik - 17/1/2006, 10:21

  5. #5
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    QUOTE (ElettroRik @ 17/1/2006, 10:20)
    questo l'ho sempre sospettato ma non ero ancora riuscito a verificarlo perchè sto ancora aspettando gli elettrodi da 6mm. Mi ero preparato un 220/380 da raddrizzare e livellare perchè mi aspettavo che sarebbe occorsa più tensione. Bene, questa è una conferma.

    QUOTE

    Bisogna dire che se è vero che si può aumentare il rendimento della cella con alimentazione "impulsiva" la cosa sicuramente avrebbe un'altro impatto sullo sfruttamento effettivo in un motore a scoppio.

    Aggiungerei: non solo sul motore a scoppio. L'alimentazione impulsiva, se aumenta il rendimento, accoppiata alla durata degli elettrodi potrebbe migliorare la cella nel suo insieme. L'autolivellamento dell'elettrolita di cui parla nell'email invece lo vedo di solvibilità banale: vasi comunicanti, un recipiente bello grosso contenente 10litri di elettrolita connesso ad una 'camera di reazione' (la cella) di pochi cm3.
    biggrin.gif

    Ciao , ho letto che leghe di Carburo di Tantalio o di Tungsteno dovrebbero essere più resistenti degli elettrodi di Tungsteno puro , ma credo che costino molto sad.gif

  6. #6
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    QUOTE (kalos66 @ 17/1/2006, 11:29)

    Ciao , ho letto che leghe di Carburo di Tantalio o di Tungsteno dovrebbero essere più resistenti degli elettrodi di Tungsteno puro , ma credo che costino molto sad.gif

    Te lo confermo. Io ho provato con una punta da trapano al W2C da 0.8mm, di quelle per circuiti stampati (tanto era spaccata).
    Queste punte hanno un corpo da 3 o 4 mm e poi solo la parte finale della punta è di misura fine e presenta la forma elicoidale. Siccome di solito si spaccano in punta al cono che raccorda il corpo robusto che va nel mandrino con la punta fine vera e propria, ne avevo 2 o 3 rotte che usavo tipo 'bulino' sfruttando la punta del cono.

    Beh, usata come catodo è il materiale più robusto e duraturo che io abbia mai visto. Il problema è che non sono molto lunghe, sui 4cm di cui solo l'ultimo cm è la punta fine.
    Però so che ci sono punte al W2C più grosse e più lunghe, inoltre ci sono frese ed utensili vari di W2C.

    Credo sia una buona strada.

    Edited by ElettroRik - 17/1/2006, 12:19

  7. #7
    Novizio/a

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    ciao a tutti! forse dico una grossa cavolata ma avete pensato mai di mettere più catodi insieme in parallelo? forse potrebbe avere l'effeto di uno + grosso!
    Scusate ancora se ho detto un'assurdità!

  8. #8

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    CITAZIONE (jhonnyrui @ 25/1/2006, 19:08)
    ciao a tutti! forse dico una grossa cavolata ma avete pensato mai di mettere più catodi insieme in parallelo? forse potrebbe avere l'effeto di uno + grosso!
    Scusate ancora se ho detto un'assurdità!

    Caro jhonnyrui

    Questa è una domanda che ritorna spesso, aumentiamo il catodo, così si ha più reazione; purtroppo dalle nostre continue prove, risulta che la reazione violenta di plasma, avviene solo se l'anodo è immerso 5 o 6 volte in più, rispetto al catodo.
    Se usiamo molti catodi, si aumenta la superficie di contatto con l'elettrolita, di riscontro, bisogna usare una superficie dell'anodo di un fattore 6.
    Questo comporta una superficie di contatto elettrodi liquido, molto elevata; ne consegue che per innescare il plasma, occorrono correnti bestiali, dell'ordine di centinaia di ampere.
    Tieni presente che di solito uso elettrodi da 2,4 mm di diametro, anodo immerso per 10 cm, catodo per 2 cm; in questa configurazione, mi occorrono 8-10 ampere per innescare la reazione di plasma, una volta avviata, si stabilizza a 1-2 ampere, con tensione che cresce da zero fino a 350 Vcc.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  9. #9
    Appassionato/a

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    bella trovata ! ,però non ho ancora capito se il motore riesce ad erogare l'energia per l'input del plasma col solo hho ricavato dalla cella e ricombusto? (ovviamente tralasciando il dispendio delle punte da trapano )

  10. RAD

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