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  1. #101
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    CITAZIONE (wutki @ 28/3/2006, 09:08)
    Buongiorno a tutti!

    Vi tengo aggiornati, anche se purtroppo NON ho foto fino a stasera, la macchina dgt doveva utilizzarla la mia signora oggi huh.gif

    Cmq spero di procedere, in modo che vediate gli oggetti e mi date un'idea se possono essere usati come elettrodi.
    .............

    Ciao wutki,
    beh, di domande ne hai fatte, eh! wink.gif

    Comunque, in generale, il multimetro (o tester) restituisce il valore di R perchè, sapendo la tensione V applicata all'oggetto, la calcola dividendola per il valore di corrente rilevata secondo la legge di ohm R=V / I.

    Detto ciò, se vuoi conoscere la resistività tipica del materiale devi applicarla ad una regione geometrica ben precisa. Per esempio, se applichi i puntali tra due punti qualunque purchè distanti 1 cm potrai darci un'idea di quanto sia conduttivo quel materiale.

    Se poi vuoi essere più scientifico, allora fai come hai già intuito, calcolando anche la sezione dell'oggetto. Però attento, perchè il valore di R dipende molto da come applichi i puntali, per posizione e pressione ad essi applicata così come d'altra parte hai rilevato. Un modo potrebbe essere quello di fare un taglio netto e preciso alle due estremità del pezzo da valutare ed appoggiarle ad una piastrina di rame, in modo da garantire la conduttività attraverso tutti i punti della sezione.
    Va da sè che non mi sembra il caso. Accontentiamoci della resistività tipica dell'oggetto, misurata con i puntali appoggiati.

    Altra cosa: la resistività varia con la temperatura dei materiali, ed è possibile che avvenga un 'riaggiustamento' dello stesso per la temperatura indotta per effetto joule (riscaldamento al passaggio di corrente) dalla corrente applicata dal tester, oppure semplicemente perchè stai tenendo il pezzo in mano. La relazione è esponenziale con la temp, quindi per temperature molto alte l'aumento può essere molto significativo.
    Un ottimo sistema potrebbe essere quello di far circolare nel pezzo una forte corrente, in modo da indurlo a riscaldarsi a 1000° i più, e calcolarne la Resistenza come rapporto tra la caduta di tensione ai suoi capi e la corrente circolante.
    Questa è una prova che ho già fatto per il tungsteno però in quel caso non mi son tornati i conti, perchè ho avuto 2 problemi: 1) rilevare la vera temperatura del W incandescente; 2) L'ossidazione che avviene ad alte temp (ero in aria libera) mi ha avvelenato il W stesso, modificandone le proprietà elettriche.
    Col carbonio ciò non dovrebbe avvenire così facilmente, mi aspetto che C resti ragionevolmente inattivo con O. Da provare.

    Il massimo sarebbe provare in N2 o meglio in Argon , nel formo a 4/5 temp diverse da Tamb agli 800°C. Tracciando la curva di resistività si dovrebbe poter ricavare alfa, che è il coefficiente di aumento di resistività per °K. Da lì conoscere la R a 3000°C o più.

    L'alternativa è sbattere tutto in cella, accendere, e vedere che succede... smile.gif.

    Edited by ElettroRik - 28/3/2006, 10:26

  2. #102
    remond
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    Caro wutki

    Concordo con ElettroRik, non complichiamoci la vita, basta che tu appoggi i terminali del multimetro sul campione, ad una distanza di 10 cm; se segna più di 10 ohm, quel materiale è da scartare, perché appena passano alcuni ampere, il materiale si scalda e brucia, diffondendo nerofumo in tutto il laboratorio.
    Credo che questa tematica su nuovi elettrodi, sia da approfondire; magari in una nuova discussione aperta da te, basta cliccare su "nuova discussione" che trovi in cima a questa pagina.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  3. #103
    Ospite

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    Da 1+1: Caro Leo.. ti ringrazio di avermi cortesemente risposto, purtroppo sovente non è tutto oro quello che luccica e tu me lo hai confermato, apprezzo il tuo modo di pensare e di comportarti nei riguardi.........,non sono preparato X risponderti in priv. anchio devo farmi aiutare con questa macchina. A questo punto però mi hai lasciato parecchio curioso di sapere su cosa stai lavorando. X Remond: sono tornato or ora da Pordenone ed ho trovato il messaggio di mia moglie che mi hai chiamato, io da mercoledì 29 non ho impegni importanti, decidi tutto tu che X me va tutto bene. Da domani mattina (stamattina) dopo le 9 e un pò ti telefono. Per restare in tema con ff mi è capitato di leggere che il C brucia ad 800° senza lasciare traccia. Da Romano, saluti a tutti.

  4. #104
    remond
    Ospite

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    Caro ElettroRik

    Ho due domande sul cuore che vorrei farti, ti prego di darmi risposte di cuore:

    1)
    Degli esperimenti che trattiamo in questa discussione (cella Mizuno-Ohmori, electrolytic transistor, QUADRISTOR) quali ritieni straordinari, in quanto non spiegati dalla scienza ufficiale?

    2)
    Di tutti gli esperimenti che tu hai fatto, quale fenomeno strano pensi di averlo scoperto tu per primo?

    Ti saluto con affetto e col rispetto del collega ricercatore.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  5. #105
    Ospite

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    Saluti a tutti da Romano, i miei esperimenti sotto la Vs guida procedono bene, ho trovato anche il termometro con scala fino a 800°C, lo avevo in casa. Remond, se ti serve altro o quì o là fatti sentire. A ElettroRik, sabato 31 c.m. sei invitato a presenziare ad un test X il quale sarebbe oltre che gradita anche indispensabile la tua presenza. Se fossi disponibile dopo averti dato il mio indirizzo, saresti mio ospite a pranzo, cena, ed anche ev. merenda. Se ti servissero elettrodi W di vari diam. te ne regalerò volentieri alcuni ed infine anche una lussuosa penna biro (anche 2 ) basta che tu venga. Dobbiamo misurare le Freq. min. max. e la forma d'onda del generatore da 250 A. AC e DC. X ev. altri esperimenti da condurre in collaborazione e vario ed ev. Ti garantisco che non ti farò perdere tempo e che quello che ti farò vedere difficilmente l'avrai già visto. Ci sarà anche un'altra persona. Questa sera devo andare a letto prestino altrimenti schiatto. Salut ROMANO

  6. #106
    remond
    Ospite

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    Caro uno+uno

    Sarà meglio che tu abbia trovato un termometro da 800°C, perchè l'acqua nella pentola a pressione, può superare di molto i 100°C.
    Ho visionato il tuo disegno, credo che per migliorare la stabilità del catodo, sarebbe opportuno fare al tornio una piccola scanalatura, altrimenti ad alte temperature il teflon diventa ancor più scivoloso di quello che è normalmente, col pericolo di veder scivolar via il catodo.
    Non so come si lavora al tornio il tungsteno, se hai un tornio provaci.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  7. #107
    Ospite

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    Remond abbi fede, chiedi e ti sarà dato!!!

  8. #108
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    CITAZIONE (remond @ 29/3/2006, 20:00)
    Caro ElettroRik

    Ho due domande sul cuore che vorrei farti, ti prego di darmi risposte di cuore:

    1)
    Degli esperimenti che trattiamo in questa discussione (cella Mizuno-Ohmori, electrolytic transistor, QUADRISTOR) quali ritieni straordinari, in quanto non spiegati dalla scienza ufficiale?

    2)
    Di tutti gli esperimenti che tu hai fatto, quale fenomeno strano pensi di averlo scoperto tu per primo?

    Ti saluto con affetto e col rispetto del collega ricercatore.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Ciao Renzo,
    ormai dovresti aver capito: se ti rispondo, è perchè mi va di farlo, e quindi vado via liscio, diretto, sincero, con tutto il rischio di sembrare a volte eccessivamente critico.
    Sennò, pittosto sto zitto, non sono il tipo da risposte false. Nel mio modo di pensare, raccontar favole è tempo prezioso ma inutilmente sprecato...tongue.gif

    Venendo alle tue domande:
    1) Beh, di 'non spiegato' in senso assoluto direi poco o nulla. Di non chiaro, o comunque non completamente compreso, direi tutti e tre, rispettivamente in ordine decrescente come li hai citati, per complessità.

    2) Tra quelli che ho pubblicato, finora nessuno. Forse ce n'è uno che posterò appena son sicuro, odio prendere granchi... wink.gif

    Contraccambio la stima e i saluti.

    P.S. L'avevo detto che la grafite come anodo era una buona cosa... giusto qualche post fa... e non dura solo qualche minuto.. io l'ho usata oltre mezz'ora come anodo, e non si è disciolta o sbriciolata per nulla! w00t.gif


    CITAZIONE (uno+uno @ 29/3/2006, 21:51)
    Saluti a tutti da Romano, i miei esperimenti sotto la Vs guida procedono bene, ho trovato anche il termometro con scala fino a 800°C, lo avevo in casa. Remond, se ti serve altro o quì o là fatti sentire. A ElettroRik, sabato 31 c.m. sei invitato a presenziare ad un test X il quale sarebbe oltre che gradita anche indispensabile la tua presenza. Se fossi disponibile dopo averti dato il mio indirizzo, saresti mio ospite a pranzo, cena, ed anche ev. merenda. Se ti servissero elettrodi W di vari diam. te ne regalerò volentieri alcuni ed infine anche una lussuosa penna biro (anche 2 ) basta che tu venga. Dobbiamo misurare le Freq. min. max. e la forma d'onda del generatore da 250 A. AC e DC. X ev. altri esperimenti da condurre in collaborazione e vario ed ev. Ti garantisco che non ti farò perdere tempo e che quello che ti farò vedere difficilmente l'avrai già visto. Ci sarà anche un'altra persona. Questa sera devo andare a letto prestino altrimenti schiatto. Salut ROMANO

    Caro Romano,

    ti ringrazio infinitamente perchè il tuo invito mi lusinga ed alletta moltissimo. Purtroppo, se intendi Sabato 1 Aprile (Pesce?) mi lasci troppo poco spazio di manovra, e non riesco ad organizzarmi così a breve.
    Cerchèrò comunque di darti tutto l'appoggio che posso darti, basta chiedere. Magari più in là mi organizzo ....
    A proposito, ma tu di dove sei?

    Edited by ElettroRik - 30/3/2006, 17:13

  9. #109
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    Da 1+1 a ElettroRik, non è un pesce e mi dispiace che tu non venga, ma capisco. ti terremo informato comunque e ci vedremo a Rimini. Io abito a Schio(VI) ai piedi delle montagne nell'EX ricco nord est. A Remond: tutto pronto, se ti occorre qualcosa che ti viene in mente telefona o scrivi. Oggi volevo approntare una pentolina con l'elettrodo sul c--o come avevi suggerito tu, ma è meglio che la disegnamo assieme, anche in seguito ai risultati che otterremo ed in base alla tua esperienza. Saluti Romano.

  10. #110
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    CITAZIONE (remond @ 29/3/2006, 22:09)
    ...come si lavora al tornio il tungsteno, se hai un tornio provaci.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Sull tornire il tungsteno ...
    Il tungsteno per essere tornito ha bisogno di un condizionamento preventivo a 200 C se il pezzo e' grosso, poi la lavorazione va' effettuata sopra la temperatura di transizione fragile-duttile. Tale temperatura dipende dalla purezza e dalla storia delle deformazioni del pezzo in lavorazione. Generalmente da 120 a 300 C circa. Va tornito a secco e preferibilmente con utensili riscaldati se si vuole una superfice non sfaldata.

  11. #111
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    CITAZIONE (uno+uno @ 30/3/2006, 23:17)
    Da 1+1 a ElettroRik, non è un pesce e mi dispiace che tu non venga, ma capisco. ti terremo informato comunque e ci vedremo a Rimini. Io abito a Schio(VI) ai piedi delle montagne nell'EX ricco nord est. A Remond: tutto pronto, se ti occorre qualcosa che ti viene in mente telefona o scrivi. Oggi volevo approntare una pentolina con l'elettrodo sul c--o come avevi suggerito tu, ma è meglio che la disegnamo assieme, anche in seguito ai risultati che otterremo ed in base alla tua esperienza. Saluti Romano.

    Ciao Due, wink.gif

    scusa per il ... 'sospetto' ma mi hai scritto Sabato 31 c.m. (che è oggi, Venerdì), quindi ho pensato ad una burletta da 1 Aprile (Sabato)... tongue.gif




    CITAZIONE (Elektron @ 30/3/2006, 23:53)
    Il tungsteno per essere tornito ha bisogno di un condizionamento preventivo a 200 C se il pezzo e' grosso, poi la lavorazione va' effettuata sopra la temperatura di transizione fragile-duttile. Tale temperatura dipende dalla purezza e dalla storia delle deformazioni del pezzo in lavorazione. Generalmente da 120 a 300 C circa. Va tornito a secco e preferibilmente con utensili riscaldati se si vuole una superfice non sfaldata.

    Ciao 'cugino' Elektron. biggrin.gif

    Azz... ecco perchè quando ho provato a filettarlo a mano mi si è spaccato restando incastrato nella filiera!!!

    Ora che il frammento non va più nè avanti nè indietro che mi consigli, butto via tutto? Provo a scaldare la filiera? .... biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif

    Edited by ElettroRik - 31/3/2006, 10:39

  12. #112
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    @ cugino Elettrorik laugh.gif
    Scalda filiera e pezzo con una fiamma a gas restando ad una decina di centimetri meglio 20. Se puoi fare una foto del disastro ti posso consigliare meglio. Per la filettatura vanno usati oli siliconici a differenza della tornitura che va' a secco.

    Edited by Elektron - 31/3/2006, 11:41

  13. #113
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    CITAZIONE (Elektron @ 31/3/2006, 11:32)
    @ cugino Elettrorik laugh.gif
    Scalda filiera e pezzo con una fiamma a gas restando ad una decina di centimetri meglio 20. Se puoi fare una foto del disastro ti posso consigliare meglio. Per la filettatura vanno usati oli siliconici a differenza della tornitura che va' a secco.

    Grazie, domani ci provo, ma prima immortalerò l' "imbecillata"... biggrin.gif

    Edited by ElettroRik - 31/3/2006, 11:43

  14. #114
    remond
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    CITAZIONE (remond @ 29/3/2006, 20:00)
    Caro ElettroRik
    Ho due domande sul cuore che vorrei farti, ti prego di darmi risposte di cuore:
    1)
    Degli esperimenti che trattiamo in questa discussione (cella Mizuno-Ohmori, electrolytic transistor, QUADRISTOR) quali ritieni straordinari, in quanto non spiegati dalla scienza ufficiale?
    2)
    Di tutti gli esperimenti che tu hai fatto, quale fenomeno strano pensi di averlo scoperto tu per primo?
    Ti saluto con affetto e col rispetto del collega ricercatore.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    CITAZIONE (ElettroRik @ 29/3/2006, 23:16)
    Venendo alle tue domande:
    1) Beh, di 'non spiegato' in senso assoluto direi poco o nulla. Di non chiaro, o comunque non completamente compreso, direi tutti e tre, rispettivamente in ordine decrescente come li hai citati, per complessità.

    2) Tra quelli che ho pubblicato, finora nessuno. Forse ce n'è uno che posterò appena son sicuro, odio prendere granchi... wink.gif

    Contraccambio la stima e i saluti.

    Caro ElettroRik

    Ti ringrazio vivamente delle tue risposte, concise ma precise e sincere.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 31/3/2006, 23:56

  15. #115
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    Sono felice che due sperimentatori che conosco e di cui ho profonda stima dopo essersi scornati a dovere, riprendandano coesi (termine che ormai va di moda) la ricerca su questo argomento che coinvolge tutti.
    Io, per onore di cronaca, parteggio per chi si sporca le mani, un po' meno per chi, idolatando formule, ha la tunica linda e bianca.
    Buon lavoro comunque a tutti.
    Un vecchio alchimista. smile.gif
    Leo

  16. #116
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    Dopo tutti i corto circuiti tra i nostri eroi remond ed elettrorik, assodato che sono i due sperimentatori più tenaci ed operativi su questa via... ed anche altre, e constatata la loro assidua ricerca in questo campo, diamogli una mano.
    Portiamo a loro le nostre più piccole esperienze.
    Anche chi esperimenta con una pila micro, tipo AA, da 1,5 Volt, due fili di rame in un bicchiere con acqua ed un po' di sale da cucina disciolto, può avere delle intuizioni fondamentali.
    Ricordo che Newton, quando scoprì la legge della gravità, non aveva a disposizione apparecchiature sofisticatissime, ma solo il suo cervello e una mela, gratis, che pare gli sia caduta sulla testa. blink.gif

    Mi dicono anche che il buon Newton fosse dotato di grande umiltà. ohmy.gif


    Buon lavoro a tutti.

  17. #117
    remond
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    Salve amici

    Io e rabazon siamo ritornati ieri sera da Schio, ospiti di uno+uno (Sig. Romano); persona veramente squisita e cordiale, ci siamo dati subito del tu, perché ci sentivamo come amici da sempre, tanto era comune la voglia di sperimentare cose nuove e strane.
    Romano ci ha accolti nella sua officina-laboratorio, illustrandoci tutti i macchinari, comprese le macchine da taglio e saldatura sia al plasma che al laser; tutte queste macchine erano state modificate da lui personalmente, per adattarle a tutte le lavorazioni particolari che i suoi clienti gli chiedevano.
    Con le sue macchine e la sua inventiva, ha costruito una cella elettrolitica in acciaio inox, diametro 130 mm ed altezza 200 mm, per prove di fusione fredda elettrolitica sotto pressione.
    La cella era munita di camera con ricircolo d’acqua, per successive prove calorimetriche, aveva una presa per collegarci un manometro ed un tubo cieco che serviva per introdurvi una sonda di temperatura, oltre che un serraggio su teflon, per trattenere un elettrodo di tungsteno puro da 3 mm di diametro.
    La cella era prevista di chiusura tramite sei viti da 8 mm; nelle prove che abbiamo eseguito, abbiamo serrato il coperchio solo con tre viti da 4 mm, per lasciare un punto debole in caso di possibile scoppio di gas.

    image

    Abbiamo fatto svariate prove, usando come elettrolita soluzioni sature sia di bicarbonato di sodio che potassio carbonato.
    Abbiamo lavorato fino a 6 atmosfere, raggiungendo temperature del vapore di 150 °C; il plasma si manteneva, nonostante si notasse un pulsare ritmico, con intervalli da 0,5 ad 1 secondo a seconda dell’esperimento, confermato sia dal rumore emesso che dal ballare dell’amperometro.
    Questo pulsare, ci ha sorpresi tutti e tre, in quanto eseguendo l’esperimento in aria libera, il rumore prodotto non è ritmico, ma irregolare.
    Sul manometro, l’amico Romano aveva installato un rubinetto per togliere pressione alla cella, prima di aprirla per ispezioni fra un esperimento e l’altro; abbiamo sfruttato l’occasione per fare prove di combustione del gas, il quale bruciava con una fiamma arancione e riusciva a fondere un filo inox da 1,5 mm che io vi avevo messo davanti.
    La fiamma mostrava lo stesso colore arancione, sia col bicarbonato di sodio che col potassio carbonato; io ho espresso il parere che non sia solo composto da miscela di idrogeno ed ossigeno, in quanto quest’ultima combustione è incolore.
    La combustione si manteneva da 6 a 2,5 atmosfere, poi fuoriusciva vapore d’acqua; abbiamo visto anche dei ritorni di fiamma lungo il tubo trasparente, che congiungeva il manometro alla cella; poi abbiamo anche visto delle fiamme salire dalla cella sul medesimo tubo; rabazon ha visto per un istante anche una fiammata fuoriuscire da sotto il coperchio attraverso l’o-ring.
    Le fiammate prodotte dalla cella, si sono verificate solo a pochi secondi dall’accensione, prodotte forse dall’aria presente inizialmente dentro la cella.
    Gli esperimenti non duravano più di tre minuti, in quanto si raggiungevano subito le 6 atmosfere, valore che Romano ci raccomandava di non superare, pena la rottura delle viti del coperchio.
    Nelle foto sottostanti, si possono vedere l’elettrodo usato col potassio carbonato in alto, e l’elettrodo usato col bicarbonato di sodio al centro, paragonati ad un elettrodo nuovo.
    Si nota subito quanto si siano consunti, nonostante non abbiano lavorato più di 10 minuti ciascuno; spaventose risultano le cavitazioni dell’elettrodo usato col potassio carbonato.
    Ho chiesto a Romano di portare la cella da lui costruita, alla conferenza di Rimini del 12 aprile, così potrete vederla dal vero.

    image,image

    Lascio ora che siano uno+uno e rabazon, a scrivere le loro impressioni.

    Renzo Mondaini (Ravenna)


  18. #118
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    ciao a tutti,
    finalmente dati su una cella a pressione...
    devo dire che mi sembra confermino la tendenza alla costruzione di barriere nella cella, barriere di molecole d'acqua, quelle che trasportano gli ioni,
    che sono uno dei fattori che aumentano o diminiiscono la resistività
    e la mobilità della soluzione e degli ioni...
    la pressione potrebbe influire sulla grandezza delle varie bolle, sullo
    spessore del muro di vapore, ecc..

    anche gli effetti quadristor, con aumento della corrente, e quindi un abbassamento della resistenza della soluzione, si spiega con i disturbi che i vari potenziali elettrici creano nella costruzione dei muri isolanti d'acqua e sui movimenti degli ioni dei sali...

    altre impressioni in altri moments
    saluti a romano

  19. #119
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    Da 1+1, carissimi tutti, sono rimasto molto contento della visita che ho ricevuto sabato da Rabazon + Remond, e non solo. Data la loro pluriennale esperienza sul campo della ff ed in piccola parte anche la mia nel settore della meccanica, mi sa che potremo fare delle belle cose assieme. Con questo esperimento abbiamo stabilito alcuni punti importanti, ma sopratutto abbiamo perfezionato le caratteristiche tecnico-mecc. della cella. Ridisegnata assieme, conto che fra 4-5 gg. sarà già montata con le caratterictiche di cui abbiamo deciso. Alimentazione da sotto, coperchio conico con deflettore int, condensatore X vapore est, regolatore di pressione registrabile, prese varie X pressione, temp, valvola di sicur. ecc. ecc. Sarà una vera "chicca". L'altra la useremo X l'arco a carbone a freq. variabile. Qualcosa prima o poi dovrà succedere, e se proprio non succederà niente ci dedicheremo a qualche altro esperimento (o alla filatelia). Anche la + piccola idea deve essere presa in considerazione comunque. Mi avete anche stupito con i vostri "effetti speciali" di cui non ero a conocsenza. Ci sarà pure una risposta scientifica, ma resta il fatto che ti lasciano di m---a. Saluti a tutti da Romano da Schio.

  20. #120
    Seguace
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    CITAZIONE (remond @ 2/4/2006, 11:47)
    Salve amici

    Io e rabazon siamo ritornati ieri sera da Schio, ospiti di uno+uno (Sig. Romano); persona veramente squisita e cordiale, ci siamo dati subito del tu, perché ci sentivamo come amici da sempre, tanto era comune la voglia di sperimentare cose nuove e strane.
    Romano ci ha accolti nella sua officina-laboratorio, illustrandoci tutti i macchinari, comprese le macchine da taglio e saldatura sia al plasma che al laser; tutte queste macchine erano state modificate da lui personalmente, per adattarle a tutte le lavorazioni particolari che i suoi clienti gli chiedevano.
    Con le sue macchine e la sua inventiva, ha costruito una cella elettrolitica in acciaio inox, diametro 130 mm ed altezza 200 mm, per prove di fusione fredda elettrolitica sotto pressione.
    La cella era munita di camera con ricircolo d’acqua, per successive prove calorimetriche, aveva una presa per collegarci un manometro ed un tubo cieco che serviva per introdurvi una sonda di temperatura, oltre che un serraggio su teflon, per trattenere un elettrodo di tungsteno puro da 3 mm di diametro.
    La cella era prevista di chiusura tramite sei viti da 8 mm; nelle prove che abbiamo eseguito, abbiamo serrato il coperchio solo con tre viti da 4 mm, per lasciare un punto debole in caso di possibile scoppio di gas.

    Un saluto a tutti e complimenti per il vostro esperimento . Vorrei proporne un'altro , per verifica di un che ho fatto io su indicazioni di un forum sulla FF ( ho notato un'eccesso anomalo di vapore e calore rispetto alle condizioni classiche della cella FF ) . Con elettrodi in acciao e conformati come quelli in foto , catodo a spirale e anodo a forma di "servi spaghetti" ( di fatto è un servi spaghetti ) . La particolarità rispetto ai normali esperimenti è l'elettrolita che dovrà essere formato da solfato di rame ( non ha importanza la molarità ma comunque conviene tenerla sugli standard ) e carbone vegetale il polvere finissima ( 20 milligrammi per 500 CC di acqua ) . La teoria di questo esperimento è basata sulla Sinergetica di René-Louis Vallée , sulla Proton elettro fusione .... aggevolata dalle condizioni della cella a FF , ma sperimentata da Naudin con modalità diversa .
    http://jlnlabs.imars.com/vsg/protelf.htm

    http://jlnlabs.imars.com/vsg/vsg31.htm


    Ciao shifty.gif shifty.gif

    Edited by kalos66 - 3/4/2006, 10:53

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  21. #121
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    CITAZIONE (uno+uno @ 3/4/2006, 00:13)
    ....Mi avete anche stupito con i vostri "effetti speciali" di cui non ero a conocsenza. Ci sarà pure una risposta scientifica, ma resta il fatto che ti lasciano di m---a. Saluti a tutti da Romano da Schio.

    I miei complimenti a tutti e tre.
    Peccato, mi sarebbe picuito far parte della pratita, ma proprio non avrei potuto organizzarmi in soli due giorni.

    BENE! Finalmente un 'approccio' agli esperimenti da un lato verso il quale in pochi hanno tentato, vuoi per l'impossibiltà di accedere agli strumenti giusti, vuoi per la mancanza di esperienza specifica.

    FINALMENTE il caro Due (1+1) ci ha dato un grosso aiuto da questo punto di vista.

    Sono effettivamente curioso di conoscere i dettagli (ma sopratttutto gli esiti che darà) della nuova cella, con le opportune modifiche suggerite dall'esperienza di Rab e Remond. w00t.gif

    CITAZIONE (remond @ 2/4/2006, 11:47)
    Abbiamo lavorato fino a 6 atmosfere, raggiungendo temperature del vapore di 150 °C; il plasma si manteneva, nonostante si notasse un pulsare ritmico, con intervalli da 0,5 ad 1 secondo a seconda dell’esperimento, confermato sia dal rumore emesso che dal ballare dell’amperometro.
    Questo pulsare, ci ha sorpresi tutti e tre, in quanto eseguendo l’esperimento in aria libera, il rumore prodotto non è ritmico, ma irregolare.

    Se posso permettermi, farei un'ipotesi.
    Il pulsare potrebbe essere ricombinazione di Ossigeno ed Idrogeno che, innescati dal plasma che potrebbe ogni tanto scoprirsi uscendo dall'immersione per le turbolenze del liquido, si riduce improvvisamente di volume, facendo repentinamente crollare la pressione.
    Su questo, voglio aprire un post, in quanto per me è una verifica ad una chiave di lettura della cella molto importante.

    CITAZIONE
    Sul manometro, l’amico Romano aveva installato un rubinetto per togliere pressione alla cella, prima di aprirla per ispezioni fra un esperimento e l’altro; abbiamo sfruttato l’occasione per fare prove di combustione del gas, il quale bruciava con una fiamma arancione e riusciva a fondere un filo inox da 1,5 mm che io vi avevo messo davanti.
    La fiamma mostrava lo stesso colore arancione, sia col bicarbonato di sodio che col potassio carbonato; io ho espresso il parere che non sia solo composto da miscela di idrogeno ed ossigeno, in quanto quest’ultima combustione è incolore.

    Io ho fatto dei test con un ago da iniezioni usato come micro-cannello dopo aver raccolto O ed H prodotti in una cella pseudo-ermetica. Lì la pressione era appena oltre quella atmosferica, ma il gas prodotto s'innescava bene. Mi aspettavo di vedere la famosa fiamma incolore, ma anche la mia buttava sull'arancione. Molto più 'incolore', anzi, appena bluastra quando ho provato raccogliendo solo l'Idrogeno.
    Potrebbe essere che il gas reagisca a contatto con i tubi metallici in cui fluisce prima di uscire, boh!

    Edited by ElettroRik - 3/4/2006, 22:06

  22. #122
    Ospite

    Predefinito

    Carissimi ttutti, volevo fare una precisazione relativa al fattore sicurezza circa i Ns. esperimenti. Ci siamo riservati di lavorare all'esterno e con un muro di cemento armato da 30 cm. fra noi e la cella (bunker). Questo X tranquillizzare eventuali lettori che dovessero preoccuparsi sull'eventuale pericolosità dell'esperimento. Ringrazio Kaloss66 X i suoi suggerimenti, saranno presi in considerazione. A elettroRik: potrebbe essere sì l'inquinamento metallico, anche perchè noi lavoriamo con l'anodo a massa, comunque con la pentolina nuova andremo meglio a stabilire alcuni fenomeni. Spero di vedervi tutti a Rimini !!! Sempre avanti Romano.

  23. #123
    Ospite

    Predefinito

    ciao a tutti,
    per rik, il colore arancione della fiammo sicuramente è dato da fattori "inquinanti"dovuti sia ai sali e al vapore che si mescola assieme all'idrogeno,e probabilmente da altri fattori. ..

    magari migliori dispositivi di raccolta dei gas potrebbero dare fiamme più pulite...

    nel caso della prova con normale elettrolisi, senza plasma, infatti la fiamma era molto più incolore...

    vorrei soffermarmi sulle bande di deposizione dell'elettrodo nel bicarbonato di sodio, molto belle ed estese,

    mentre non c'erano sull'elettrodo del potassio carbonato, che risultava molto più scavato da buchi...

    potrebbero essere semplicemente dovute a condizioni di esperimenti diversi,
    le bande potrebbero essere state prodotte per la minore immersione dell'elettrodo, che sia per autoconsumo, sia per l'abbassamento della soluzione potrebbe avere lavorato a pelo in misura maggiore..
    anche le pulsazioni difatti erano molto più marcate nel caso della minore immersione e rik potrebbe avere ragione...
    non potendo assistere visivamente alla formazione del plasma siamo nel campo delle ipotesi..
    costruiore uno sportellino che dia la visione interna del pentolino però è molto difficile..
    saluti

  24. #124
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Eddai,non fermatevi per uno sportellino! smile.gif Si puo' fare un intaglio rettangolare nel contenitore e siliconare all'interno un vetro di buon spessore,reggerà tranquillamente le pressioni.Cosi' si puo' filmare e notare se a seconda della pressione il plasma cambia forma e dimensioni.

  25. #125
    Novizio/a
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    16

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    Cari amici,
    sperando di essere di aiuto, vi informo che un vetro pirex resiste bene a 600°C e che esiste in commercio, ed è reperibile da ogni buon ferramenta, un silicone refrattario che supera tranquillamente i 1000 °C.
    Io lo uso per i miei fornetti e vi assicuro che oltre a funzionare bene offre una eccelente facilità di impiego.
    Basta la classica pistola e si lavora che è un piacere.
    Buon lavoro a tutti e continuate così.
    Un vostro amico.


 

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