Il problema tecnico scientifico proposto da elettrorik è un po' complicato, ma qualcosa possiamo cavarci.
Partiamo dal presupposto che non vogliamo misurare la temperatura del plasma (il cui comportamento è troppo lontano dal corpo nero) ma del tungsteno incandescente. L'idea di Hellblow del catodo cavo, magari sottile mi fa pensare ad una lamierina di tungsteno, tanto sottile da "illuminarsi" anche dalla parte opposta al plasma (dopo un po' si buchera').
Il tungsteno non si comporta propriamente come un corpo nero (c'è una bella animazione su temperatura e emissione di corpo nero a questo sito ) perchè diversamente da esso non emette perfettamente tutte le lunghezze d'onda elettromagnetiche, ma un po' meno. Lo si vede in questa immagine
dove il tungsteno puo' essere assimilato alla curva indicata dal nome "superficie reale" . Si vede subito che essa è diversa da quella relativa al corpo nero. Questa diversità è indicata dal fattore ε (emissività). Seppur la curva relativa al tungsteno non mostra una emissività costante su tutto lo spettro (infatti la curva è tutta frastagliata) decenni di esperimenti hanno prodotto tabelle dell'emissività del tungsteno alle svariate temperature T. tramite queste costanti, tramite la legge di Stefan Boltzmann postata più sopra e, infine, tramite un radiometro con un'adeguata finestra, è possibile risalire alla Temperatura del nostro tungsteno.
Un lavoraccio, ma si puo' fare.
PS x elettrorik: a domani per il secondo tempo![]()


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