CITAZIONE (Hellblow @ 18/9/2006, 20:00)
Ciao kekko, ti rispondo io per quel poco che so.
La Pons si basa sull'uso di palladio come catodo, a differenza della cella che usiamo noi che ricorre al tungsteno.
La Pons si basa sul fatto che materiali come Palladio Nickel e Titanio sono degli ottimi assorbitori di idrogeno dato che riescono ad incamerare nella struttura cristallina quantità di idrogeno considerevoli.
Nel caso del tungsteno invece, il materiale non è facilmente "inzuppabile" di idrogeno come nel caso dei suddetti. Però pare che buona parte dei metalli non sono impermeabili all'idrogeno. Forse questo è dovuto all'ordinata struttura cristallina che a temperatura ambiente caratterizza i metalli in genere. Anche alcuni elementi di transizione presentano questa capacità, e persino alcune leghe bimetalliche.
Detto questo, la principale differenza è il catodo, a cui si affianca il fattore legato all'elettrolita. Nella cella GDPE si usa H2O a differenza della Pons che usa deuterio (testato dai Quantum).
La cella GDPE pare aver dimostrato una invariabilità di comportamento nell'uso di H2O oppure D2O.
Il rendimento della GDPE in termini di calore si aggira sui 120% watt rispetto quelli di ingresso. Tale valore si assesta al di fuori degli errori di misura, escludendo quelli piu' grossolani ovviamente.
La cella di Pons poi credo funzioni a regimi di potenza inferiori rispetto la GDPE, specie in corrente, mentre la tensione è paragonabile.
Nella cella GDPE forse ci sono fenomeni di trasmutazione, mentre nella Pons non so dirti.
Nella GDPE il catodo fonde facilmente, nella Pons sembra resistere piu' a lungo (forse in virtù dell'idrogeno assorbito).
Riguardo le microonde, la cella si comporta come un circuito che varia repentinamente la sua impedenza. Sebbene tali variazioni non sono molto visibili nei grafici di corrente e tensione, per via di fattori di campionamento probabilmente (lasciamo stare i tester e gli analogici), risultano lampanti ad un'analisi spettrometrica nel range delle onde radio, in quanto è palese un'emissione che in grado di disturbare gli strumenti di misura in maniera notevole.
Tali emissioni avvengono soprattuto da parte del catodo, che si comporta da antenna. Non è da escludere che il plasma, per sua natura, tenda a fungere da filtro per molte delle frequenze emesse, oltre che la frequenza di 2,4 Ghz, automaticamente filtrata dall'acqua.
La presenza di microonde è probabile, il punto è quantificare la loro entità. Per celle piccole le microonde prodotte dovrebbero essere di entità trascurabile, mentre per celle grosse il discorso potrebbe farsi piu' delicato.
Per esperimenti consiglio l'uso di celle piccole, con catodi sottili, al fine di ridurre le emissioni EM in gioco. Inoltre Elettrorik ci insegna che un bel condensatore limita molto questo disturbo.
E ricorda che la prudenza non è mai troppa!
Hell sei formidabile!!! Concordo in pieno.
Una raccomandazione per kekko: vacci piano con le tensioni, stai non attento ma attentissimo e poi...divertiti ma sempre con prudenza e sicurezza assolute.