Benvenuto in EnergeticAmbiente.it.
+ Rispondi
Pagina 2 di 2 primaprima 1 2
Visualizzazione dei risultati da 26 a 46 su 46

Discussione: Esperimenti a latere

  1. #26
    Seguace
    Registrato dal
    Nov 2006
    Messaggi
    342

    Predefinito

    Egregio Sig. Bennati,
    la sua risposta. peraltro ben scritta, non fa che confermare l'opinione che mi sono fatto di lei, e in particolare la sua riluttanza ad occuparsi di questioni men che concrete, a cui purtroppo i malcapitati che dibattono vita e termodinamica devono attenersi.
    D'altra parte, perchè dovrebbe?
    E' un argomento delicato anche per me che ho seguito gli studi accademici e a maggior ragione appare ostico a chi si vanta di essere un praticone.
    Non si offenda per questo, Edison era della sua pasta, veda di arrivare a qualche risultato utile, e lasci perdere la teoria.
    Ma non ritenga insulso tutto quello che non capisce. Forse molto è da scartare, ma rispetti l'impegno di chi si espone, anche al suo giudizio.
    E ora, se permette, chiudo questo "strappo" al mio obbligato letargo, e non perda tempo a replicare, perchè non posso, anche se vorrei, continuare la discussione.
    Skeptik

  2. #27
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    CITAZIONE (skeptic @ 27/2/2008, 19:37)
    ... non posso, anche se vorrei, continuare la discussione.

    A me invece non interessa.


    Ci sono i praticoni ignoranti, ma ci sono anche quelli che lo sono meno... i più fastidiosi, per qualcuno. Ecco perchè rinnovo invece qui l'invito a tutti coloro che vogliano affrontare seriamente la questione cella GDPE (anche se in questo tread c'entra poco o nulla) sotto l'aspetto anche teorico, partendo da QUI: #entry106088335

  3. #28
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Cari amici

    La differenza fra un Tiratron e la mia valvola ad Idrogeno, sta nel fatto che nel primo vi è stato immesso l’Idrogeno da un orifizio, nella mia valvola vi è stato immesso per idrurazione di un piedino.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Tiratron
    Tenete presente che per immettere Idrogeno nella valvola, ci sono volute alcune ore, ma una volta entrato non ne è più uscito da alcune settimane. Ho letto che l’elettrolisi genera pressioni di migliaia di atmosfere sugli elettrodi, nei microscopici punti dove si forma il gas.

    Ho fatto esperimenti anche con lampade da 12 volt, notando che riuscivo ad inserire Idrogeno solo nelle lampade di piccola potenza, 5-10 watt; una volta analizzate, ho potuto scoprire che quelle di piccola potenza avevano terminali in rame, quelle di media ed alta potenza no.
    Ho potuto scoprire che il 20 % circa delle lampade di debole potenza contenevano gas; avvicinandole ad un generatore RF, avvenivano scariche all’interno di esse.

    In questi esperimenti metto a nudo un elettrodo della lampada, lo immergo come catodo nella soluzione di bicarbonato di sodio ed alimento per una notte, al mattino tolgo la lampada, l’asciugo e l’avvicino al generatore RF di una vecchia sfera al plasma, se non si accende la lascio in ammollo fino a sera.

    In quest’ultimo esperimento, ho voluto provare ad immettere Idrogeno in una lampada a siluro OSRAM 12V 10W, che presentava una scarica da nuova, la foto che segue vi mostra il tutto.
    image

    Nella foto seguente potete vedere che dopo l’elettrolisi, si presenta una scarica più luminosa di colore viola, generata dalla parte dell’elettrodo non idrurato.
    image

    La cosa curiosa è che la scarica dalla parte dell’elettrodo idrurato, come si vede nella foto successiva, risulta colorata di azzurro con una strana, e per me inspiegabile, fluorescenza verdognola del vetro; mi ricorda tanto la radiazione Cerenkov, generata forse da una radiazione invisibile originatesi all'interno del bulbo, dove viaggerebbe alla velocità della luce, ma trovandosi poi ad attraversare il vetro, dove la velocità di propagazione sarebbe inferiore, si genererebbe l'onda d'urto Cerenkov.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_%C4%8Cerenkov
    image


    In questa immagine che segue, si può vedere la fluorescenza del vetro al buio, tenete presente che l’interno del bulbo non è luminoso, a parte la scarica centrale.
    image

    Nella seguente immagine, si può notare come la fluorescenza sia maggiore sul lato sinistro, dove si trova l’elettrodo idrurato.
    image

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  4. #29
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    CITAZIONE (remond @ 28/2/2008, 21:56)
    Ho letto che l’elettrolisi genera pressioni di migliaia di atmosfere sugli elettrodi, nei microscopici punti dove si forma il gas.

    Ciao Renzo,
    esperimenti davvero spettacolari ed affascinanti, ma soprattutto curiosamente stimolanti.

    Questa tua frase deriva dall'esperimento di Arata (il primo, nel 1955! :o: ) replicato con successo anche dal Dott. Celani all'ENEA di Frascati. -_-
    Peccato che il nostro 'amico' -FF- (gli ho chiesto molte volte di rivelare il suo nome, ma continua a preferire l'anonimato, evidentemente ha di che nascondersi) vada in giro a menzognare che tale effetto non esiste...
    Ah, come mi piacerebbe vedere un certo video in cui lui viene meschinamente sbugiardato.... :lol:

    Ma forse non occorre più, ti propongo una variante:
    Se fosse possibile, potresti provare ad 'aprire' una lamp o una valvola per riempirla d'aria, e poi sigillarla nuovamente?

    Per via elettrolitica dovrebbe essere possibile nuovamente immettere idrogeno, teoricamente fino al punto di farla scoppiare!
    Sarebbe una tua ulteriore conferma di tale effetto! :woot:

    Edited by ElettroRik - 2/3/2008, 11:43

  5. #30
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    Vedo che nel forum privato dei 'capoccioni' nessuno ti ha dato retta, quindi ci provo io.

    Penso che sia da escludere la radiazione Cherenkov all'interno della lampadina, dato che non c'è il 'mezzo' che viene attraversato dalle particelle a velocità superiore a quella della luce in quel mezzo.
    Inoltre non credo che l'energia fornita dalla RF della sfera al plasma a cui accosti la lampadina possa fornire un'energia cinetica sufficiente alle particelle stesse.

    La fluorescenza verdognola potrebbe essere radiazione UV che stimola la SiO2 del vetro ad emettere sulla frequenza del visibile-verde, ma è curioso che il tutto sia più accentuato dalla parte del reoforo idrurato.
    Sarebbe relativamente semplice, osservando bene la lampadina da diverse angolazioni, capire se l'effetto proviene dal gas all'interno, oppure dal vetro stesso, che potrebbe stato essere in qualche maniera leggermente 'attaccato' durante la reazione elettrochimica e quindi contenere impurità sulla sua superficie..

    In ogni caso, sarebbe comunque interessante capire perchè l'effetto è maggiore dalla parte dell'elettrodo idrurato.

    Alla faccia di Entropia & co, se è penetrato idrogeno all'interno, esso dovrebbe distribuirsi uniformemente dentro la lampadina, dando la stessa luminescenza in tutto il volume!

    Edited by ElettroRik - 7/3/2008, 16:30

  6. #31
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    E' capitato pure a me,una notte, di osservare una luminescenza verde-celestino all'interno di una lampadina.Era una porzione di colore molto difficile da ottenere,bisognava erogare circa 9kiloVolt sul vetro;aumentando o diminuendo la tensione,il verde-celestino spariva all'improvviso,lasciando il posto alla classica luce fioca violacea.
    Come dire....quel colore si manifestava solo ed esclusivamente con un giusto bombardamento di elettroni,e ad occhio mi sembrava fosse leggermente distante sia dal vetro,che dal filamento stesso.Era una nube a sè,diciamo cosi',un alone vagante.Con altre lampadine invece non si è manifestato,solo con una piccola a baionetta da 24 Volt/4 watt. L'emissione di quel verde aveva carattere monocromatico,tipico di una stimolazione di alcuni laser al carbonio ,ma nonostante la semplicità delle prove dava un certo effetto.

  7. #32
    Lawrence
    Ospite

    Predefinito

    Un qualcosa tipo questo forse?

    image


  8. #33
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    cos'è, il protonizzatore che Genco cerca per mari e monti? :rolleyes:
    Quanto mi era capitato di osservare,era un verde mare chiaro,soffuso,e denso,al punto che non si intravedeva piu' il filamento tungstenico. Foto che scattai non uscirono minimamente,il sensore della macchina digitale mi leggeva quel verdino come fosse bianco.Colpa degli ultravioletti,sicuramente.
    Poi non so,forse è attribuibile a qualche elemento nel vetro,come scriveva Rik,o forse alla ceramica della lampadina. Non mi sembra vi siano gas che,eccitati,ricadano proprio in quella luminescenza cromatica.

  9. #34
    Monumento
    Registrato dal
    Sep 2007
    Messaggi
    3,338

    Predefinito

    Lawrence, quello è un massaggiatore antireumatismi...

  10. #35
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    Skeptic ha trovato un passaggio in un trattato su esperimenti di elettrologia di Eligio Perucca, fisico Italiano scomparso nel 1965.

    "A pressioni di 0,1-0,01 mmHg la colonna positiva è stata del tutto
    assorbita dall'anodo, la luce negativa si è allontanata dal catodo ed è
    andata come diffondendosi e svanendo; qualunque sia la posizione dell'anodo
    si comincia a presentare nella zona MN, che è di fronte al catodo, un nuovo fenomeno: il vetro dell'ampolla presenta una vistosa fluorescenza (VERDASTRA NEI VETRI COMUNI)"
    Evidentemente all'epoca si incominciava ad accedere alla tecnologia dell'alto vuoto.

    Potrebbe trattarsi di eccitazione del vetro da parte di elettroni o radiazione UV emessa dall'idrogeno che a sua volta stimola il vetro.

    Resta inspiegato PERCHE' risulti maggiore dalla parte dell'elettrodo idrurato.

  11. #36
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (ElettroRik @ 8/3/2008, 13:16)
    Skeptic ha trovato un passaggio in un trattato su esperimenti di elettrologia di Eligio Perucca, fisico Italiano scomparso nel 1965.

    "A pressioni di 0,1-0,01 mmHg la colonna positiva è stata del tutto
    assorbita dall'anodo, la luce negativa si è allontanata dal catodo ed è
    andata come diffondendosi e svanendo; qualunque sia la posizione dell'anodo
    si comincia a presentare nella zona MN, che è di fronte al catodo, un nuovo fenomeno: il vetro dell'ampolla presenta una vistosa fluorescenza (VERDASTRA NEI VETRI COMUNI)"
    Evidentemente all'epoca si incominciava ad accedere alla tecnologia dell'alto vuoto.

    Potrebbe trattarsi di eccitazione del vetro da parte di elettroni o radiazione UV emessa dall'idrogeno che a sua volta stimola il vetro.

    Resta inspiegato PERCHE' risulti maggiore dalla parte dell'elettrodo idrurato.

    No Riccardo, rimane da spiegare anche il perchè Perucca ha visto il vetro diventare fluorescente, sembra che lui non ne parli, e tu fai solo delle ipotesi, perciò sono ancora due le cose ancora da spiegare.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  12. #37
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Cari Amici

    Vi mostro ora come eseguo l'idrurazione delle lampade da 10 Watt da auto, con elettrodi in Rame o sua lega acciaiosa, non ne conosco la composizione.
    image
    La lampada si accende a mezza luce, col passare delle ore la corrente raddoppia e la luce tende a spegnersi, al tatto il bulbo è rovente, ne deduco che l'idrogeno che diffonde all'interno abbia una elevata conducibilità, tale da disperdere il calore del filamento fino a spegnerlo completamente, nonostante la corrente che l'attraversa superi il doppio di quella nominale.
    Nelle foto seguente, si può vedere che la lampada si accende debolmente alimentata da una batteria.
    image
    Si accende meglio se fornisco 20 volt e più, però avvengono cose strane per me, il filamento si accende più dal lato opposto all'elettrodo idrurato, poi il vetro si sporca di una sostanza di uno strano colore Indaco, per poi fulminarsi improvvisamente.
    image
    Questa che vedete è la lampada fulminata con la sostanza Indaco.
    image
    Vi mostro anche L'immissione di Idrogeno all'interno di un'altra valvola, la EC 55; potete vedere accostate alla sfera al plasma una valvola idrurata ed una no.
    image
    Questo tipo di valvola ha degli elettrodi anulari in Rame, ideali per l'idrurazione, soltanto che questi anelli debbono aver subito una trasformazione superficiale, perché dopo poco che maneggiavo questa valvola, senza eseguire nessuna pressione su di essa, ad un mio movimento della mano per girarla, si è udito un "Pofff", e la valvola si è aperta come una vongola, anzi peggio.
    image
    Dalla mia esperienza con questo tipo di esperimento, ho notato che dopo alcune ore si ha il riscontro della presenza di Idrogeno all'interno delle lampade, accostandole alla sfera dopo averle estratte dall'elettrolisi ed asciugate, perché si accendono di quella luce azzurrina.
    Se le rimetto in ammollo, dopo un certo tempo e le accosto alla sfera al plasma, non si accendono più, segno che la pressione del gas è troppo alta per accendersi; ma sono sicuro della presenza di Idrogeno, perché accendendole constato che assorbono molta più corrente di quella nominale, si accendono di luce fioca, sporcano il vetro della sostanza Indaco e poi si brucia il filamento, non capendo il perché visto l'assenza dell'ossigeno.
    Questa sotto è la foto della sfera al plasma che uso per testare l'idrurazione delle lampade, tempo fa mi è caduta in terra e si è rotta la sfera, però per fortuna è rimasto integro il generatore RF centrale, così posso continuare gli esperimenti, con la possibilità di avvicinarmi di più al generatore; accanto potete vedere l'analisi spettrale dell'emissione elettromagnetica del generatore RF.
    image.image
    Qui sotto, vi mostro il cambiamento superficiale degli elettrodi in Rame di due lampade da auto da 10 watt; il primo elettrodo a sinistra non è stato usato come catodo, il secondo lo è stato poco e gli altri due hanno lavorato abbastanza.
    Come vedete l'elettrodo col vetro fuso attorno, mostra il suo colore rosso naturale, lo potete lasciare in acqua quanto volete, che rimane sempre così, almeno la parte non esposta.
    Non appena lo idrurate, il giorno dopo diventa più scuro, segno che si è modificato superficialmente.
    image
    Io sospettavo che il rame idrurato si dilatasse o si restringesse, allora ho preso un listello di Faesite lungo mezzo metro, vi ho fissato un filo di rame da 0,2 mm di diametro, l'ho tenuto teso con una molla da un lato, l'ho immerso in un secchio con una soluzione e l'ho usato come catodo durante un'elettrolisi durata ore, speravo di vedere ad occhio nudo lo spostamento di un nodo che avevo fatto sul filo passante sopra una striscia millimetrata fissata sul listello.
    Data la lunghezza, speravo di vedere qualcosa, ma nulla; forse lo stiramento sarà di decimi di millimetro, cosa che io non ero attrezzato a vedere.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  13. #38
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

    Predefinito

    Una misura ohmica....sarebbe stato importante verificare la resistenza ohmica del filamento prima e dopo il trattamento all'idrogeno.
    E' strabiliante vedere come un filamento si accenda per metà: è come se metà filamento restasse integro,e l'altra metà,intrisa di idrogeno,avesse manifestato caratteristiche elettriche superconduttive,non arroventandosi.
    Che sia questo,il segreto sui cavi superconduttori ,di una nota ricercatrice? Sovraccarica un filo metallico di idrogeno,e ne ricava una diminuzione ohmica...

  14. #39
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    Grande Renzo!
    La tua ottima idea ha stuzzicato l'interesse persino del Dott. Celani dell'ENEA! Ottimo!

    Per il bagliore sul vetro concordo, intendevo che il fenomeno era già stato notato dal Perucca, non spiegato.

    A proposito della polvere indaco sul vetro: quando feci le prove con la mia famosa 'lampadina' in cui cercavo di replicare il mahg del Naudin, ne ho ottenuta a iosa pure io.

    Però, a differenza tua, la ottenevo SOLO caricando la lampada con gas Argon (quello per saldare del Castorama, quindi non purissimo), mentre caricandola in idrogeno l'effetto era nettamente inferiore e di colore grigio scuro, non blu indaco.

    Allego foto:
    image

    Ho sempre dato la colpa al filo di tungsteno da me adoperato, di cui non conosco la purezza (credo sia un filo corona da fotocopiatori).
    Questo è il rocchetto:
    image

    E questa è la polvere ottenuta accendendo il filamento prima in Argon e poi in Idrogeno entrambi a 0.1 Bar
    image

    Ora incomincio a pensare che il tungsteno ad alta temperatura sia molto più reattivo di quanto non sembri...

  15. #40
    randagio73
    Ospite

    Predefinito

    ciao remond! molto interessanti i tuoi esperimenti
    Concordo con I.F.O molto probabilmente l' assorbimento dell' idrogeno per via elettrolitica modifica la resistenza del filamento cito un documento che sicuramente conoscerai:

    Protocollo innovativo per l’ ipercaricamento di catodi di Palladio con
    Idrogeno messo a punto all’INFN di Frascati.
    Nuove prospettive per la Fusione Fredda.


    Paolo Marini, Vittorio di Stefano, Francesco Celani ed Antonio Spallone.


    pagina 2:

    "Riguardo al primo punto si consideri che il livello di caricamento è generalmente valutato
    utilizzando il ben noto grafico di Baranowsky (fig. 1). In questo grafico i rapporti atomici
    x=D/Pd e x=H/Pd, sono posti in relazione con la variazione di resistività (R/Ro) dei sistemi Pd-D
    e Pd-H. Si osserva che la resistività sale fino a raggiungere un massimo (per x=0.75), per poi
    diminuire rapidamente al crescere di x. Questa correlazione consente di ricavare il livello di
    caricamento da una semplice misura di resistenza elettrica. Per ottenere un'elevata precisione
    nelle misure si è scelto di operare con catodi costituiti da fili di Palladio molto sottili, cioè con
    una resistenza sufficientemente elevata da permettere misurazioni con precisione di qualche parte
    su mille."

    in sostanza un metallo idrurato modifica la sua resistività e da ciò è possibile valutarne il caricamento

    a proposito della sostanza indaco ma nelle lampadine vi è il vuoto o qualche gas inerte? forse questo spiegherebbe quella sostanza che si forma che ha rilevato anche elettrorick con il tubo caricato ad argon

    ciao

  16. #41
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    Si è vero, anch'io concordo con OVI e Randagio. Un test di resistività fatto sul rame direbbe molto riguardo l'idrurazione.

    In effetti spiegherebbe anche il perchè della maggiore luminescenza dell'idrogeno stimolato dalla parte idrurata nelle prime foto.

    Nei miei test col Titanio, la differenza di resistività elettrica è la cosa più evidente. Col rame non ho mai fatto misure.

    CITAZIONE (randagio73 @ 11/3/2008, 21:35)
    a proposito della sostanza indaco ma nelle lampadine vi è il vuoto o qualche gas inerte? forse questo spiegherebbe quella sostanza che si forma che ha rilevato anche elettrorick con il tubo caricato ad argon

    In alcune lampadine magari c'è gas inerte a bassa pressione, ma escluderei che ci sia in un tubo a vuoto (valvola).

  17. #42
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (randagio73 @ 11/3/2008, 21:35)
    misurazioni con precisione di qualche parte
    su mille."

    Ciao randagio73

    Forse non hai fatto caso a queste parole, vuole dire che per misurare variazioni di resistenza, devi avere uno strumento sofisticatissimo, non in possesso di dilettanti, vale a dire un Milliohmmetro.

    Per ElettroRik

    io sapevo che solo le lampade a filamento superiori a 100 watt contenevano gas inerte, quelle di potenza inferiore erano a vuoto, tranne qualcuna che contiene residui di aria, come ho già spiegato, il 20% delle lampadine 12 volt 10 watt se avvicinate al generatore di plasma, mostrano una scarica interna.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  18. #43
    randagio73
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (remond @ 11/3/2008, 23:33)
    CITAZIONE (randagio73 @ 11/3/2008, 21:35)
    misurazioni con precisione di qualche parte
    su mille."

    Ciao randagio73

    Forse non hai fatto caso a queste parole, vuole dire che per misurare variazioni di resistenza, devi avere uno strumento sofisticatissimo, non in possesso di dilettanti, vale a dire un Milliohmmetro.

    sicuramente questo è vero per valutare il caricamento del palladio , però visto la macroscopica differenza di luminosità del filamento che si vede nelle tue foto forse riesci a vederla con un tester
    tentar non nuoce!

  19. #44
    Monumento
    Registrato dal
    Oct 2005
    Messaggi
    2,009

    Predefinito

    CITAZIONE (remond @ 11/3/2008, 23:33)
    CITAZIONE (randagio73 @ 11/3/2008, 21:35)
    misurazioni con precisione di qualche parte
    su mille."

    Ciao Renzo,

    posta la R del filo pari a 100ohm (è quello l'ordine di grandezza, dato il diametro infinitesimo del filo da loro usato) significa solo che devi garantirti una stima dei decimi di ohm.

    Comunque, misurare un milliohm non è impossibile, se lo misuri come caduta di tensione su un filo percorso da corrente costante.
    In pratica il milliohmetro te lo fai tu.

    Volevo chiederti:
    Assumendo che nella valvola il livello di vuoto sia elevto, che differenza trovi nella scarica che ottieni in una lamp da auto (12v - 10w) e quella nella valvola? Parlo ovviamente di valvola e lampadina nuove non ancora idrurate.
    E dopo l'idrurazione? E' interessante capire se c'è differenza.

  20. #45
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Cari amici

    Mi sono sbagliato, posseggo un milliohmmetro e non lo sapevo!
    image
    E' un ponte RLC che usavo solo come capacimetro ed induttanzimetro, ma per gli ohm usavo il multimetro.
    Come vedete dal display, la resistenza dei puntali è di 43 milliohm, naturalmente premendo il tasto REL si azzera questa resistenza residua e si parte da uno zero reale.

    Una valvola non idrurata, avvicinata al generatore di plasma, non produce alcuna scarica interna, lo fa solo avvicinandola all'alta tensione di un TV, migliaia di volt per intenderci.
    Nelle lampadine nuove si ha scarica interna solo nel 20 %, il restante non produce scariche.
    Una lampada a siluro da 12 v 5 w, a freddo ha una resistenza di 2,953 ohm, a caldo non è necessario misurarla, perché si ricava dai calcoli, R= tensione al quadrato diviso potenza = 28,8 ohm.
    Complimenti ElettroRik per la valvola che hai costruito, tieni presente però che Naudin usa una valvola che ha una corrente nominale di filamento di 80 ampere, questo vuole dire che il filamento sarà grosso circa un millimetro; comunque è splendido il colore Indaco sul vetro.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 13/3/2008, 00:43

  21. #46
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Apr 2008
    Messaggi
    119

    Predefinito

    Ciao Renzo,

    Avevo visto i tuoi filmati tempo fa e mi fa piacere trovarti qua.
    I tuoi filmati sono quelli che mi hanno convinto definitivamente sulla ripetibilità della Fusione Fredda, anche se riguardano solo le LENR (almeno quello che ho visto io).

    Mi piacerebbe ripetere qualche tuo esperimento... Purtroppo ho i figli piccoli e non ho proprio tempo, oltre al timore che, anche facendo tutto in cantina, potrebbero andarci a mettere le mani...
    Piero 'Alex Svoboda'

    Gentes - Il forum da sfogliare


 
+ Rispondi
Pagina 2 di 2 primaprima 1 2

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi