CITAZIONE (skeptic @ 24/4/2007, 17:50)
Caro ElettroRik,
in effetti il mio senso critico si era accentuato forse per contagio con la polemica in atto fra te, Stranger e gli altri.
Infatti anch'io vorrei terminarla. Grazie per aver compreso il senso positivo che intendevo esprimere.
Anzi, confesso che mi vergogno di aver avuto, a un certo punto, il sospetto che volessi burlarti della situazione attizzando il fuoco.
CITAZIONE
Nella cella classica Iorio-Cirillo la reazione avviene con forti correnti e brevi distanze dell'arco, e si pensa che l'alta temperatura del plasma e il forte campo elettrico possano "farcire" il reticolo del tungsteno finchè raggiunta un "caricamento" adeguato, avvenga una reazione di fusione tra nuclei di idrogeno, o di questi con quelli del tungsteno.
Infatti anch'io ragionerei su questa linea. Ecco perchè pensavo ad un modello che rispettasse le condizioni della Iorio-Cirillo: tensioni non troppo alte, elettrodi molto vicini, catodo in forte emissione termoionica.
CITAZIONE
...tentare di bombardare un sottile strato di tungsteno da protoni generati mediante scarica in un tubo atto a generare raggi "canale" da idrogeno rarefatto.
Questo arrangiamento sperimentale avrebbe avuto il vantaggio di utilizzare una quantità minima di tungsteno (inoltre si sarebbe potuto sperimentare anche altri metalli forse ancora più attivi, come plalladio, titanio etc., la cui esigua quantità necessaria non avrebbe creato problemi economici), da cui una semplice analisi chimica o fisica avrebbe potuto isolare i nuovi elementi.
Ecco, qui ritengo che sia importante il fatto della termoionica, quindi un catodo 'attivo' costituito da un filo di W incandescente più che da una punta 'passiva'. In pratica un diodo a vuoto ma riempito di H2. Ed è quello che sto tentando di fare facendomi modificare una grossa valvola militare russa dal mastrovetraio.
CITAZIONE
... Infatti già la lunga colonna luminosa che appare nelle foto è indice di molteplici accelerazioni e decelerazioni degli ioni generati dalla scarica che urtandosi provocano salti quantici vari, e luce nella ricombinazione, ovvero dispersione di energia.
Concordo, inoltre in atmosfera di H2, anche a 76mmHg occorrono potenze spaventose per portare il catodo ad incandescenza, data l'enorme conducibilità termica dell'H2.
In una delle mie prove 'lampadina', arrivavo a 2000°C di T filamento in Ar a 76mmHg con 19A di corrente, mentre me ne occorrevano quasi 50A in H2 a parità di pressione per ottenere la stessa T di colore del filamento. Dopo un po' si è fuso il bulbo in Pyrex spesso 4mm, anche se distava 3 cm dal filamento.
Ogni strada può essere buona, basta chiarire cosa ci si aspetta e dove si vuole andare a parare... o anche solo dire: 'boh, andiamo a casaccio' e vediamo quel che succede. Sarà pure poco scientifico, ma a volte rende anche quello. Basta avere l'onestà di dichiararlo, non c'è alcun problema. 
CITAZIONE (skeptic @ 24/4/2007, 18:42)
Caro ElettroRik,
per favore non abboccare alle provocazioni.
No, non lo avrei fatto comunque. Ma grazie lo stesso del consiglio.
Edited by ElettroRik - 24/4/2007, 23:51