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Infatti. Ecco perchè è bene chiarire che la fusione del vetro è solo una distrazione che non ha nulla a che vedere con il fenomeno GDPE.
Cari amici,
scusate la mia ignoranza, ma il "brillamento" osservato da Remond continua a restarmi di oscura interpretazione, forse non attinente alla GDPE, ma comunque estremamente interessante, e per me più di molte altre esperienze riportate in questo forum.
E se di "distrazione" si parla, viva la distrazione, se ci porta a capire qualcosa di più sulla genesi del plasma in elettroliti.
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CITAZIONEma per la cronaca.. ricordo al rik che il vetro era quello di un normale barattolo usato come contenitore, non come elettrodo..
Ottima conferma di quanto stavo sostenendo.
Questo fatto è stato accennato da Skeptik, descrivendo l'azione in cui un elettrodo veniva usato contro del vetro criccato e bagnato di elettrolita, quindi, -di fatto-, trasformando il vetro in un elettrodo improprio.
Per essere precisi, io non sostengo che la superficie del vetro si comporti da elettrodo, ma solo come confine del mezzo conduttivo tra i due elettrodi, ovvero della soluzione di elettrolita.
Avendo rimuginato su tutti i possibili meccanismi di formazione del brillamento, ed essendo ancora incapace di spiegarmelo sulla base delle mie sia pur limitate conoscenze di chimica e di fisica, invito chi ha tempo e l'apparecchiatura a ripetere l'esperienza di Remond, con le possibili varianti sotto elencate.
1) Diversi elettroliti
2) Diversi materiali per l'elettrodo
3) Contatto con un pezzo di vetro (bacchetta) immersa nel barattolo, lontano dale pareti
4) Contatto con la superficie lucida di un oggetto di ceramica, o di porcellana
5) Contatto con le pareti di un contenitore di plastica
6) Rilevazione della corrente al momento del "brillamento"
Se poi si pensa che questo porti lontano dallo scopo principale del forum, proverò appena possibile io stesso quanto suggerito, ma mi auguro che qualcuno raccolga i miei suggerimenti.
Grazie,
Salvatore
Edited by skeptic - 29/4/2007, 11:22