Benvenuto in EnergeticAmbiente.it.
+ Rispondi
Pagina 10 di 10 primaprima 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Visualizzazione dei risultati da 226 a 234 su 234
  1. #226
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (ag_smith @ 6/1/2005, 00:27)
    cmq gli elettrodi che mi ha dato il fabbro sono ricoperti da una specie di pasta grigiastra che io rimuovo sempre prima degli esperimenti perche e' porosa e conduttiva quindi annullerebbe l'effetto del coprielettrodo..
    cmq
    che spessore mi consigliate dal momento che comprero' elettrodi al tungsteno puro in questi giorni? altra cosa quelli al tungsteno puro anno questa specie di pasta attorno?

    Caro ag_smith

    L'elettrodo rivestito è di ferro, quindi fonde subito, in quanto questa reazione supera di gran lunga i 1536 °C del punto di fusione del ferro.
    Occorrono elettrodi di tungsteno puro (color verde) del diametro di 2,4 mm e lunghi 175 mm, non presentano il rivestimento protettivo, ma sono lucidi; la loro temperatura di fusione è di 3410 °C.
    Il loro costo è di 3-4 euro l'uno e si trovano nelle utensilerie, ferramenta ben fornite e nei negozi di articoli per saldature, dove troverai anche gli occhiali che sono più protettivi dei normali occhiali da sole.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  2. #227
    Moderatore
    Registrato dal
    Aug 2004
    residenza
    Pisa
    Messaggi
    1,777

    Predefinito

    ok grazie

    cmq
    ora capisco perche facendo la reazione non diventavano a punta come i vostri ma bensi a goccia !!!!!!

    cmq
    spero che alla ferramenta del mio paese li vendono!!

    una altra curiosita' ma di cosa e' fatto quel rivestimento?

    altra cosa renzo che ne dici di venire un attim in chat cliccando su questo link? chat

    Edited by ag_smith - 6/1/2005, 00:54

  3. #228
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (ag_smith @ 6/1/2005, 00:47)


    una altra curiosita' ma di cosa e' fatto quel rivestimento?

    altra cosa renzo che ne dici di venire un attim in chat cliccando su questo link? chat

    Caro ag_smith

    Io non sono un saldatore, quindi ho interpellato un paio di amici che lo sono; il materiale che ricopre gli elettrodi comuni, è composto di materiale siliceo, ricavato da sabbie vulcaniche, ha una temperatura di fusione superiore ai 1536 °C del ferro, serve per non disperdere il calore prodotto dall’arco elettrico e creare una specie di crogiolo dove il ferro fonde e cola nel cratere di materiale fuso, generato preventivamente dall’arco suddetto.
    Altra funzione del materiale siliceo è quello di evitare l’ossidazione del metallo, infatti disperdendosi sulla superficie fusa, ne evita il contatto con l’aria; l’ossido di un metallo ha una temperatura di fusione superiore al metallo vergine, quindi tende a raggrumare in palline, se si salda senza quel rivestimento, l’elettrodo tende sempre ad attaccarsi al pezzo da saldare, mentre col rivestimento no, in quanto fra il pezzo da saldare e l’elettrodo vi è sempre una colatura di metallo liquido, ricoperto di scoria silicea che ne impedisce la famosa ossidazione.
    Poi su di un libro prestatomi, dal titolo “saldare metalli”, vi è scritto che con la massima potenza che può fornire il contatore enel di una abitazione, 3200 watt, sono sufficienti a fondere un elettrodo da 3,25 mm di diametro.
    Meditate gente, meditate!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Io con solo 2300 watt (magnetotermico da 10 ampere su 230 volt), ho fuso come burro del ferro da 7 mm di diametro.

    P.S. se vuoi dei chiarimenti personali, puoi cliccare sul tasto in basso “messaggio privato” e solo io riceverò il tuo messaggio, così non intasiamo il forum con una miriade di chiarimenti che interessano solo te.
    Altro consiglio per non commettere errori di ortografia, io scrivo i miei interventi su di una pagina di WORD, quindi sfrutto la correzione ortografica automatica del suddetto programma, poi con copia-incolla, trascrivo in un attimo sul forum, evitando di fare sorridere gli altri amici per gli errori commessi.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  4. #229
    Ospite

    Predefinito

    Salve a tutti! Dopo un periodo di vacanze, eccomi qua. Ho raccolto diverse foto, visto l'interesse per queste prove visive, ho deciso di postarle. Comunque, prima di ulteriori sperimentazioni sto aspettando che arrivi il nuovo becker in pirex (infatti il mio e quello di scorta sono esplosi, uno causa la potenza della reazione, l'altro a causa di una goccia fusa che ha colpito il fondo). Quindi penso sia meglio mettere sul fondo un disco metallico pulitissimo (per chi non fa prove con calcoli di calore o produzione di nuovi elementi) che darà il tempo alla goccia di raffreddarsi, piuttosto che colpire il fondo e rischiare di rompere il becker. Comunque, con una tensione di 360v, ed una corrente variabile tra 0,5 e 3 ampere ho fuso un cacciavite in ferro di diametro 4mm. Il calcolo dei watt offre un valore massimo di 1000w, anche se è chiaro che sono qualcosa di meno. Il cacciavite è fuso, per un tratto di circa 1,5 cm in circa 2 secondi.

    Foto della reazione di "Fusione fredda" con normale valore di esposizione:
    user posted image

    Qui sotto, qualche foto della reazione di "Fusione fredda", con 50asa e l'esposizione minore possibile (con la mia fotocamera digitale):
    user posted image
    user posted image


    Come ultima serie di foto, qualche scatto degli elettrodi in tungsteno utilizzati come catodo, si può notare la caratteristica forma a punta, causata dalla fusione dell'elettrodo stesso. La "crepa" che scorre lungo l'elettrodo suppongo sia dovuta all'utilizzo in corrente alternata, difatti, dopo alcuni esperimenti, ho ritrovato l'elettrodo in queste condizioni!
    user posted image
    user posted image
    user posted image

    Per dare un'idea, inserisco anche una foto del raddrizzatore (ponte di graetz, condensatori in parallelo e resistenza per scaricare i condensatori) collegato al trasformatore a 110V 300VA .
    user posted image

    Ho aggiunto anche due video al mio disco remoto http://mio.discoremoto.virgilio.it/rikk_s4_dati/ !
    Saluto tutti, a presto!

    Edited by rikk_s4 - 6/1/2005, 22:31

  5. #230
    Monumento
    Registrato dal
    Jan 2005
    Messaggi
    2,082

    Predefinito

    scusate io sono nuovo in materia, ma o letto che fare questi esperimenti tipo bingo fuel magnegas ecc emanano particelle radioattive neutrini,cosi ho letto in diversi post e siti, pertanto é consigliato non star vicino all reattore durante l'esperimento o di interporre vari strati e centimetri di plexiglass da 3-4 cm o vari strati di piombo da pochi mm

    chiedo a voi se é possibile costruire un reattore in un contenitore di ferro spesso,tipo tubatura falangiara e collegarci una pompa del tipo x idropulitrici e pressurizzare il tutto a 8 atmosfere per prelevare l'idrogeno misto ossigeno ecc
    in pressione e stiparlo in bombole a 8 atm tipo da sub che funzionano a 200 atmosfere!!! cosi da essere sicuri ...
    poi ho letto che per incrementare la produzione bisognerebbe anche installare una piccola pompa che peschi l'elettrolita o acqua dal fondo, per non pescare gas e lo rimmetta all' interno in mezzo all'arco e anche di immettre aria che aiuta a portar via l'idrogeno (ovviamente in percentuali calcolate dato che si lega col idrogeno)il contenitore o tubatura flangiata di grosso diametro provvista di tutti gli attachi,ingresso pompa pressurizzatrice immissione elettrolita in pressione,uscita gas misto ingresso pompa 2 uscita pompa 2 presostati manometri termometri ecc dovrebbe somigliare al "magnegas" per intenderci e ovviamente un sisteme per introdurre gli elettrodi di tungsteno e avvicinarli in automatico del tipo inseriti in un tubo di rame collegato al reattore e spinti e retti da un pistoncino all' estremita' con un oring guarnizione ovviamente.
    io mi chiedo ma alzando la tensione a qualche migliaio di volt funzionerebbe? che pertanto la corrente sarebbe piu bassa per far scoccare l'arco che sarebbe anche piu' lungo, o é meglio usare 50 volt e 150-200A esempio il magnegas e piu' efficente perché usa 500-1000A!! a dassa tensione e i reattori piu sono grossi piu rendono a parita' di potenza, e se utilizzassi piu anodi e catodi di tungsteno ??

  6. #231
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (buran001 @ 7/1/2005, 06:56)
    scusate io sono nuovo in materia, ma o letto che fare questi esperimenti tipo bingo fuel magnegas ecc emanano particelle radioattive neutrini,cosi ho letto in diversi post e siti, pertanto é consigliato non star vicino all reattore durante l'esperimento o di interporre vari strati e centimetri di plexiglass da 3-4 cm o vari strati di piombo da pochi mm

    chiedo a voi se é possibile costruire un reattore in un contenitore di ferro spesso,tipo tubatura falangiara e collegarci una pompa del tipo x idropulitrici e pressurizzare il tutto a 8 atmosfere per prelevare l'idrogeno misto ossigeno ecc
    -
    -
    -
    io mi chiedo ma alzando la tensione a qualche migliaio di volt funzionerebbe? che pertanto la corrente sarebbe piu bassa per far scoccare l'arco che sarebbe anche piu' lungo, o é meglio usare 50 volt e 150-200A esempio il magnegas e piu' efficente perché usa 500-1000A!! a dassa tensione e i reattori piu sono grossi piu rendono a parita' di potenza, e se utilizzassi piu anodi e catodi di tungsteno ??

    Rispondendo a rikk s4

    Sono felicissimo che anche tu abbia replicato l’esperimento, e lo rendi noto a tutti mediante immagini.
    Anche io adotto la tecnica del foglio di acciaio inox posato sul fondo del beaker, (quando non debbo fare analisi sui metalli disciolti), perché anche io ho rotto alcuni vasi di pyrex.
    Anche a me è successo di trovare l’elettrodo con una crepa o più crepe, credo sia dovuto alla dilatazione termica a cui è sottoposto il metallo.
    Ora però devi dirci come hai fatto ad inserire tante foto, in un unico intervento.

    Rispondendo a buran001

    Benvenuto in questa discussione, ora devi sapere che con due elettrodi immersi in un liquido e dando tensione, si ottengono risultati diversi a seconda delle condizioni operative.
    Il signor Santilli ha già commercializzato dei reattori che con un sistema elettrolitico produce Magnegas, un gas composto da molecole magnetiche,come dice il nome, gas con la particolarità di avere un potere calorifico altissimo, lui lo ha potuto costruire perché ha capito bene come funziona quel tipo di reazione e quindi la può manovrare a suo piacere.
    Con condizioni leggermente diverse si ottengono altri gas con i nomi più bizzarri, e chi ha capito bene come funzionano queste altre reazioni, può mettersi a costruire un prototipo di reattore con tubi di ferro flangiato e serbatoi in pressione per l’immagazzinamento.
    Ora noi in questa discussione parliamo di un’altra reazione, la quale riteniamo sia di tipo nucleare per diversi indizi, produce un eccesso di calore e trasmuta il metallo dell’elettrodo in altri metalli.
    La produzione di gas, quando avviene questa reazione con formazione di plasma, viene stranamente a cessare; pertanto il nostro scopo non è la produzione di gas, (quindi niente bombole), ma vogliamo produrre un eccesso di calore, che attualmente si fatica ad arrivare ad un 20 %.
    Pertanto non costruiamo reattori con tubi flangiati, perché non abbiamo ancora capito come avviene questa reazione, questo forum serve appunto per confrontare le nostre ipotesi, e costruire assieme una teoria accettabile da tutti.
    Pertanto continuiamo a lavorare con dei beaker in pyrex o duran, in cui immergiamo gli elettrodi più disparati, usiamo anche degli elettroliti i più disparati, per capire di più il perché funziona, dopo possiamo passare alla fase di prototipo di cella elettrolitica produttrice di calore, esattamente come fanno i reattori nucleari presenti all’estero, perché in Italia li abbiamo proibiti in quanto inquinanti e pericolosi.
    Questa reazione come tu sai è definita fusione fredda, ed una definizione comunemente accettata di fusione fredda è la seguente “Reazione nucleare di fusione a bassa energia non radioattiva”; cioè questa è una reazione nucleare che si innesca con basse energie per un effetto tunnel e che non emette radiazioni pericolose, le radiazioni pericolose vengono emesse solo se si usano alte energie (vedi reattori nucleari all’uranio).
    Io non ho misurato né radiazioni alfa né beta né gamma; forse vengono emessi neutroni, ho spronato a costruire un rilevatore di tali particelle, aspetto risultati.
    Hai fatto diverse proposte, alzare la tensione, noi non siamo andati oltre i 360 Vcc, si potrebbe provare ad andare oltre; hai anche proposto di aumentare il numero degli elettrodi per aumentare la reazione, ma c’è un problema, questa reazione è più violenta più è piccolo il catodo (????????????????????????????????????????????????? ).
    Dimmi tu cosa succede se mettiamo 10 catodi?, te lo dico io cosa ottieni, ELETTROLISI.
    Se aumenti oltre una certa misura l’anodo, non cambia niente, dimmi tu cosa cambia se metti 10 anodi?, te lo dico io, NIENTE.
    Caro amico, leggendo solo i nostri interventi capirai poco di questa reazione, è per questo che sprono a replicarla, per capirla bene, perché solo vedendola dal vivo si può apprezzare quanto sia grande questa reazione.
    Come puoi ben vedere dagli interventi, (vedi per ultimo le foto di rikk s4), è semplicissimo replicare l’esperimento, basta intendersi di elettricità ed usare le minime, basilari, precauzioni di sicurezza per non morire folgorati, come ad esempio montare un salvavita da 30 ma ed indossare guanti dielettrici per lavori in tensioni fino a 1000 volt.

    Saluti cordiali

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  7. #232
    remond
    Ospite

    Predefinito

    Ciao Renzo, sono sempre io Mio,
    ho un'altra domanda da porti... Ma se volessi riproporre i tuoi esperimenti in un ambiente chiuso per esempio una scatola chiusa con un gas dielettrico é fattibile? E quale gas potrei usare?

    grazie

    e ti auguro una felice giornata

    Mio

    Carissimo Mio, inserisco il tuo messaggio privato in questa discussione perchè voglio dare una risposta pubblica.
    Ora puoi eseguire questa reazione anche in un gas, a questo punto si chiamerebbe "fusione fredda secca".
    Il gas più semplice da avere a buon mercato si chiama "ARIA".
    Io ho eseguito questa reazione, ma aspettavo il momento adatto per divulgarne i risultati, il momento credo sia arrivato.
    Ti descrivo le mie condizioni operative:
    ho usato i soliti 300 Vcc ricavati dal radddrizzamento della tensione di rete, in serie ho posto una resistenza costituita da uno stagnatore a martello da 230 Vca e 250 watt di potenza.
    Ho portato poi questa tensione con saldatore in serie, a due elettrodi di un metallo qualsiasi, io ho usato alluminio puro, rame, ferro e tungsteno puro, ottenendo circa gli stessi effetti.
    Ho iniziato con il tenere il catodo in alto e l'anodo in basso, li ho avvicinati fino a produrre un corto circuito, passava circa 1 ampere di corrente continua.
    A questo punto ho cominciato ad allontanare piano piano gli elettrodi, ho notato che si formava fra di loro un plasma luminosissimo, si manteneva senza rompersi fino a circa 2 cm di distanza degli elettrodi.
    Ho fatto questo esperimento con elettrodi in verticale, perchè se li mettevo in orizzontale, il plasma che si formava riscaldava l'aria circostante, la quale divenendo più leggera tendeva a sollevare ad arco il plasma, portandolo alla rottura, per ripristinarlo dovevo nuovamente rifare il corto circuito ed allontanare di nuovo gli elettrodi, questo ogni 3-4 secondi.
    Mantanendo gli elettrodi verticali, il plasma di 2 cm di lunghezza si manteneva indefinitivamente, fino a portare a fusione gli elettrodi che non fossero di tungsteno.
    Fino a questo punto può sembrare un esperimento normale, senonchè si nota qualcosa di anomalo, che me lo fa supporre una reazione di fusione fredda.
    La cosa di anomalo è che uno dei due elettrodi si scalda di più dell'altro, voi direte che è il catodo, no è l'anodo; voi direte che si scalda di più quello che stà in alto, perchè l'aria calda sale, no, ripeto, no, scalda di più l'anodo che tengo in basso.
    Provate a replicare questo semplice esperimento di fusione fredda secca, e sappiatemi dire se anche a voi non sembra strano, in base alle comuni conoscenze scientifiche, che si scaldi di più un elettrodo, per di più è tenuto in basso, quindi più areato di aria fresca.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

    Edited by remond - 7/1/2005, 12:19

  8. #233
    Amministratore
    Registrato dal
    Nov 2002
    residenza
    non molto distante da Pisa
    Messaggi
    3,651

    Predefinito

    Ciao Ragazzi,
    vi invito ad aprire un nuovo tread, magari partendo da quest'ultimo stimolante esperimento di probabile fusione fredda a secco, per non appesantire troppo questo: 231 risposte sono veramente troppe e ritrovare vecchi messaggi diventa difficilissimo.

    I miei complimenti personali a Renzo per le sue iniziative e risultati!!
    Roy

    Edited by eroyka - 7/1/2005, 12:25

  9. #234
    remond
    Ospite

    Predefinito

    CITAZIONE (eroyka @ 7/1/2005, 12:24)
    Ciao Ragazzi,
    vi invito ad aprire un nuovo tread, magari partendo da quest'ultimo stimolante esperimento di probabile fusione fredda a secco, per non appesantire troppo questo: 231 risposte sono veramente troppe e ritrovare vecchi messaggi diventa difficilissimo.

    I miei complimenti personali a Renzo per le sue iniziative e risultati!!
    Roy

    Carissimi amici tutti

    Roy ha perfettamente ragione, continuiamo la discussione su "fusione fredda3", non mandate più messaggi su questa discussione, perchè è diventata troppo gigante, mandatemi pure vostri pareri, video e foto sulla nuova discussione che ho aperto ora.

    Saluti di tutto cuore da

    Renzo Mondaini (Ravenna)


 
+ Rispondi
Pagina 10 di 10 primaprima 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Tag per questa discussione

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi