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Discussione: Energia e tecnica per i viaggi nello spazio.

  1. #45
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    "
    Per quanto riguarda al fatto d'essere astronauta... hai visto che rispondeva a una tua affermazione?
    No, siamo seri, non sono un astronauta, ora non ho più l'età per farlo, ma quando ero bambino sognavo di esserlo. Ma comunque il mio impegno si è esercitato in un altro campo scientifico. Come ho già detto le mie critiche non vogliono essere distruttive ma costruttive, e non sono fatte solo per suscitare un contradditorio sterile, ma produttivo di nuove idee, anche se qualcuno ci scherza su, o ha la battuta facile.
    Per quanto riguarda l'astronauta italiano su Marte ti sbagli esiste già ed è un mio conterraneo. Non mi interessa fare pubblictà ma puoi facilmente trovare qualche articolo su internet, ne hanno parlato i giornali un paio di mesi fà.
    Per quanto riguarda le mie critiche esse sono rivolte a dire quello che non è stato fatto e poteva essere fatto. Sono un libero cittadino come te e come altri, posso esprimere il mio giudizio?
    Per quanto riguarda le risposte credo che solo Darwin abbia risposto con dati di fatto tecnicamente validi. Che la situazione attuale di crisi mondiale abbia portato a ridimensionare la corsa allo spazio è un dato di fatto. Che per motivi economici si siano scelti i vettori russi Soiuz è un dato di fatto; anche perchè si è visto che sono abbastanza robusti ed affidabili. Ma questo non significa che oramai ci siamo fermati e siamo al massimo della tecnologia possibile e non è possibile fare altro. Tanto c'è ancora da fare.
    Di recente i russi hanno dichiarato di aver costruito un motore ad energia nucleare affidale, che sarà impiegato per le missioni su Marte.
    Per quanto riguarda se un argomento è OT, non sono io a decidere, ma è il titolo dello stesso angomento ad indirizzarci : "Energia e tecnica per i viaggi nello spazio" , sezione "Ai confini della scienza ".
    Anche ipotesi fantasione o fantastiche o fantascientifiche credo possano essere trattate. Quello che oggi non è possibile può darsi un domani sia possibile. La recente teoria fisica delle Stringhe ci apre davanti un universo diverso e fantastico, con universi paralleli dove i confini tra materia ed energia non sono più cosi netti.

    Quote Originariamente inviata da Darwin Visualizza il messaggio
    zagami sono ben sicuro che tu non sei il candidato italiano per Marte.La tua fissa sul fatto che non é stato costruito:Un veivolo in grado di entrare e uscire dalla terra
    Boh , non lo sappimo! Io qui lo dico e qui lo nego. No a parte gli scherzi quello che dici tu è vero, ma io critico per migliorare le cose e trovare soluzioni alternative. Non essere pessimista il fatto che non sia stato ancora costruito tale velivolo su cui io avrei una fissazione, questo non vuol dire che non lo possa essere in futuro. Noi non ci dobbiamo fermare ma proporre nuove idee.
    Per quando riguarda i velivoli monouso o lo shuttle è un dato fatto che lo scudo termico viene danneggiato e deve essere rifatto ad ogni utilizzo anche per gli scudi non ablativi. Senza considerare che lo scudo termico comporta un aumento di peso del velivolo di 1/3.
    Una delle soluzione per il rientro a terra è quello di una piattaforma o di un cavo che accompagni il velivolo simile allo shuttle in prossimità degli strati alti dell'atmosfera circa 100km, per poi farlo planare autonomamente come un aliante,ma con un pò di carburante di riserva, per controllare manovre di emergenza. E' una idea simile a quella dell'ascensore spaziale, ma il cavo e l'ascensore non arrivano a terra ma si ferma a 100km da terra. Non è unidea fantascientifica o irrealizzabile.
    Ultima modifica di nll; 01-02-2013 a 12:08 Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

  2. #46
    TUTOR

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    Allora siamo davvero seri, chi scriveva questo?
    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    ...Magari fossi andato io nello spazio, ci sarei andato con piacere e avrei potuto dire anche quello che non andava bene.
    Non c'è bisogno che rispondi, il messaggio è ancora visibile a tutti.

    ••••••••••••

  3. #47
    Amante storico del Forum

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    Bene per ritornare in argomento sui viaggi spaziali, anzichè affrontare beghe da cortile, credo che si debba procedere su più fronti.
    Il problema non è solo quello di uscire dalla terra per andare in orbita, o come rientrare nell'atmosfera terrestre, ma esiste anche il problema sia sulla sicurezza in volo nel cosmo, sia come creare delle basi spaziali sulla LUna o su Marte, che possano essere fruibili in futuro per gli astronauti. Quando successe il guasto dell'Apollo 13 , che poi si risolse positivamente, non vi era un velivolo in grado di prestare soccorso. Credo che oggi non ci dobbiamo trovare più in questa situazione. Certo i rischi ci sono sempre in una missione spaziale nonostante i controlli maniacali della NASA. Ma oggi ne sappiamo di più e dobbiamo provvedere. Non vorrei più vedere disastri come quello dello Shuttle dove perse la vita una maestrina americana. Secondo il mio modesto parere, se un giorno un'altro equipaggio dovesse andare sulla Luna, vererei vedere in un' altra rampa di lancio, un'altro razzo di soccorso. Altrimenti se non ci sono i soldi meglio restiamo a casa.
    Cerchiamo di migiorare la nostra vita sulla terra, che è meglio! Non voglio sentire parlare di costi, non ci sono i soldi per fare questo o quello.
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

  4. #48
    TUTOR

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    Stai facendo un po' di confusione. La maestrina cui ti riferisci è deceduta per l'esplosione dello Shuttle in fase di decollo, quindi un secondo Shuttle in rampa di lancio non avrebbe potuto risolvere un gran ché.
    Il secondo Shuttle che si è distrutto al rientro nell'atmosfera avrebbe potuto giovarsi di un sistema di salvatagglio, in quanto ci si era accorti del danneggiamento dello scudo termico, ma non erano ancora state approntate misure di riparazione in orbita di un simile danno e hanno tentato ugualmente di controllare la discesa. Dopo questo secondo disastro c'è stata una lunga sospensione dei viaggi dello Shuttle per dare il tempo ai tecnici progettisti di approntare una procedura che garantisse un rientro dello Shuttle in sicurezza. Per le successive missioni ci si è attrezzati per ispezionare minuziosamente lo Shuttle dalla ISS prima di ogni rientro (e anche prima di ogni attracco), prevedendo anche attività in EVA (Extra Vehicolar Activity) nel caso fosse necessaria una riparazione, oppure il ritorno tramite la sonda russa che ormai funge stabilmente da capsula di rientro garantito.

    Nessuna novità, quindi, si fa già così.

    Per la cronaca, un secondo Shuttle che parte da Terra non garantisce il rientro in sicurezza, in quanto non è progettato per attraccare a un altro Shuttle. E poi, per un rendez-vous nello spazio di due veicoli in volo in una posizione non fissa, le attenzioni, i calcoli, e i tempo di allineamento della posizione e delle velocità relative non garantirebbe un intervento tempestivo.

    ... a volte s'impara anche dai propri errori, difficile riuscire a prevedere tutto quando si affronta per la prima volta un problema.
    Ultima modifica di nll; 01-02-2013 a 15:45

    ••••••••••••

  5. #49
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    Stai facendo un po' di confusione.
    Non sto facendo confusione, io c'ero all'epoca degli eventi. Per quanto riguarda il primo shuttle che esplose a causa del danneggiamento dei booster a combustibile solido, fu una disgrazia. Una disgrazia che poteva essere evitata, poichè si sapeva che il gelo e il freddo che c'erano stati in nottata, avevano potuto danneggiare le guarnizioni. Ma la fretta a volte è cattiva consigliera, e la povera e bella maetrina insieme ad altri validi uomini e donne di equipaggio persero la vita. Che vi sia oggi un vettore russo, che possa garantire una missione di salvataggio, non lo sapevo e mi fa piacere sentirlo dire. Si vede che molte volte le cose che una pensa che si facciano, vengono poi fatte.
    Sul secondo Shuttle in cui fu danneggiato lo scudo termico protettivo, cosa vuoi che ti dica, disgrazia anche quella...Non so.
    Già si sapeva prima del rientro del problema, ma non vi era un razzo di soccorso, ed il comandante pilota della missione decise lo stesso di affrontare il pericolo. Il velivolo finì bruciato e in mille pezzi come una meteora. Fu una immagine sconvolgente, e come un senso di impotenza e di fallimento, delle certezze della scienza mi pervase.
    Ultima modifica di experimentator; 01-02-2013 a 16:16
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

  6. #50
    Amante storico del Forum

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    L'attività di esplorazione dello spazio è un'attività del tutto pionieristica. Lo è sempre stata e lo sarà sempre. Pensare al razzo di salvataggio per le missioni su Marte o roba simile è del tutto irrealistico. Chi fa il mestiere dell'astronauta lo sa perfettamente e accetta la cosa senza alcun problema.

    Eviterei anche le solite diatribe sull'utilità o meno delle spese, in quanto non credo che nessuno abbia la competenza e saggezza necessaria a dire quali siano davvero le spese utili in questi campi!

    Tornando a uno (spero...) dei temi primari della discussione segnalo che le idee per entrare ed uscire dall'atmosfera consumando meno sono diverse.
    Credo che sarebbe una discussione interessante dibattere di qualcuna di esse senza polemizzare inutilmente sul nulla.
    Ad esempio la soluzione dell'ascensore "sospeso" è una delle possibili alternative. E' stata presa sicuramente in considerazione, ma credo che abbia anch'essa dei problemi non ancora facilmente risolvibili.
    Alla fine sembra (a me profano leggendo internet, sia chiaro!) che il progetto più gettonato resti quello del classico ascensore con l'utilizzo dei nanotubi di carbonio. Perlomeno pare che i giapponesi ci credano (PI: Giappone, l'ascensore spaziale si farà).

    Quote Originariamente inviata da tonino50 Visualizza il messaggio
    Non sto facendo confusione, io c'ero all'epoca degli eventi.
    E può pure essere. Ma forse non hai capito bene allora o quello che scrive ora Nll! La tua teoria del "razzo di salvataggio" non sarebbe servita nè nel primo incidente nè nel secondo. La navicella russa sulla stazione c'è perchè è servita per portare materiale in orbita e l'utilizzo come razzo di riserva è secondario. Ben venga che ci sia, ma pensare a bloccare le missioni umane nello spazio in attesa che si costruisca un "razzo di soccorso" per qualsiasi mission, magari su Marte, è una sciocchezza e lo resta!
    Ultima modifica di BrightingEyes; 01-02-2013 a 17:08

  7. #51
    TUTOR

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    La navicella russa (navicella, non vettore) c'era e c'è, nel senso che è una scelta di opportunità, dopo la tragedia del secondo Shuttle distrutto, quella di coordinare le missioni perché ve ne sia sempre una attraccata alla ISS. Ma nello stesso tempo sono decenni che si stanno studiando soluzioni specifiche. Non sto a elencarle tutte, ne indico una soltanto per via del significato del suo acronimo: ACRV (Assured Crew Return Vehicle).

    Mi fa specie che con tanta faciloneria si creda che "bastava che si fosse fatto questo, o quello..." e si sarebbero evitate quelle morti. Qualcuno pensa che si inviino uomini nello spazio con macchine non sufficientemente testate? La realtà è che queste tragedie ci dicono che i test fatti andavano bene per quelle che erano le conoscenze fino a quel momento e che per le successive missioni si sarebbero dovuti fare altri test e tenuti in considerazione altri fattori di rischio. Come ho scritto prima, s'impara anche dagli errori. Col senno di poi sono lastricate le strade dell'inferno.

    Ora vediamo di riprendere il discorso delle proposte, cercando di farlo con la dovuta umiltà, perché nessuno di noi è migliore di quelli che ci hanno preceduto, abbiamo solo più informazioni alle quali attingere, un nostro errore che ripete uno loro è certamente meno giustificato.

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  8. #52
    Amante storico del Forum

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    No, nel secondo incidente sarebbe servita! Se una capsula di salvataggio si fosse accostata allo shuttle gli astronauti avrebbero potuto traslocare con la tuta. Senza contare che anche una piccola capsula avrebbe potuto portare il materiale per la riparazione del danno arrecato allo scudo protettivo. Solamente che non c'era e non era stato assolutamente pensato a qualcosa del genere. Senza contare che all'epoca, russi ed americani non dialogavano.
    Per quanto riguarda l'ascensore spaziale cosi come proposto in quei termini, con 36000km di cavo, non credo che sia fattibile. che peso sarebbe in grado di sopportare?
    Se le missioni su Marte non prevedono scialuppe di salvataggio, credo che i temerari astronauti andranno incontro a morte certa. Lo dico oggi, per non essere smentito domani. Tra dieci anni potrò dire "IO LO DISSI".
    Credetemi non siamo ancora pronti per una missione sul pianeta rosso. Prima impariamo ad andare sulla Luna. L'astronave da utilizzare per lunghi viaggi, non può essere una capsula, ma qualcosa di più grande.
    Ultima modifica di experimentator; 01-02-2013 a 17:53
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

  9. #53
    TUTOR

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    Fidati, tonino50, ho vissuto quell'episodio più da vicino di come potresti pensare l'abbia fatto un italiano qualunque, le cose non stanno come scrivi e neppure come l'hanno raccontata i giornali (che hanno scritto solo quello che è stato detto loro e che si voleva che si sapesse). Ma non avevamo scritto di lasciar perdere questo argomento e di dedicarci al tema della discussione?

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  10. #54
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da tonino50 Visualizza il messaggio
    Per quanto riguarda l'ascensore spaziale
    Se le missioni su Marte non prevedono scialuppe di salvataggio,
    Non essere cosi pessimista Tonino! Per quanto riguarda le "scialuppe di salvataggio" come dici tu, similmente a quelle utilizzate per le imbarcazioni, io un paio di anni fa, in tempi non sospetti,quando ancora non se ne parlava, pubblicai su un sito di invenzioni un mia idea di "tenda di sopravvivenza extraterrestre", che potrebbe esssere utilizzata dagli astronauti .
    """L'idea è quella di costruire una tenda gonfiabile con aria ,dentro cui possono sopravvivere uomini, animali ,piante.
    La tenda dovrebbe essere composta dello stesso materiale di cui è composta la tuta degli
    astronauti.
    La struttura è autoportante poiché la pressione interna dell’aria è ad una atmosfera .
    La tenda viene trasportata sgonfia dentro l’astronave e una volta arrivati a destinazione, che potrebbe essere la Luna o Marte, viene gonfiata automaticamente con le bombole in dotazione .
    Dentro di essa possono trovare alloggio più uomini, piante e animali, i quali possono vivere come se fossero sulla terra alla pressione di una atmosfera e 25 gradi di temperatura.
    Nella parte esterna vi è situato il gruppo di sopravvivenza che provvede a riciclare e purificare l’aria e a tenere la temperatura costante.
    Nella parte bassa un tunnel di compensazione con oblò a tenuta stagna, per consentire l’ingresso e l’uscita degli astronauti.
    Questa tenda può essere utile anche come sistema di salvataggio di astronauti nel caso che l’astronave fosse danneggiata: consentirebbe la sopravvivenza per alcuni giorni nell’attesa di una astronave di soccorso.""
    Ora sento dire che c'è una ditta che sta costruendo dei moduli gonfiabili spaziali.
    Per quanto riguarda l'ascensore Spaziale io non intendevo un ascensore spaziale che arriva sino a terra, veramente difficile da realizzare, ma un ascensore che rimane fuori dall'orbita terrestre in posizione stazionaria , con una piattaforma di appoggio dotata di motori ascenzionali, che si possa spostare su e giù nello spazio per accompaguare gradualmente il velivolo al rientro dentro l'orbita terrestre.
    Una volta terminato questo compito la piattaforma ritornerebbe nella sua posizione geostazionaria stabile. Come un traghetto spaziale, come quelli utilizzati nello stretto di Messina per trasportare nell'altra sponda auto e treni, ma adattata al settore spaziale (scusate il paragone).
    Ultima modifica di experimentator; 02-02-2013 a 03:57
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  11. #55
    TUTOR

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    Impostata in questo modo, quella dell'ascensore spaziale mi sembra una buona idea, si sfrutterebbero le ricerche fatte con i satelliti al guinzaglio. Si tratta di una serie di satelliti per condurre una ricerca su vari fronti, ma che visti nell'insieme potrebbero trovare applicazione proprio con un sistema per "salire" e "scendere" da una base orbitante. Affronteresti però solo una minima parte di quello che il titolo di questa discussione suggerisce. Stesso dicasi per le strutture gonfiabili che, molto similmente a come le hai descritte, sono effettivamente oggetto di ricerca da almeno 15 anni, ma ancora non forniscono un sistema per viaggi interstellari.

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  12. #56
    Amante storico del Forum

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    Se affrontata cosi la questione è diversa. Questa della tenda di sopravvivenza non la avevo mai sentita. Mi sembra una buona idea se realizzata. Ma sarà mai realizzata? Certo come per la navi dove ci sono le scialuppe o salvagente, similmente anche per le astronavi dovrebbe esserci qualcosa di simile. Per la missione su Marte bisognerebbe partire non un altra astronave di supporto o di salvataggio, possibilmente attaccata a quella principale, in caso di guasti, gli astronauti potrebbero passare su questa e riturnare incolumi a terra.
    Certo le disgrazie potrebbero sempre capitare, come un oggeto sconosciuto o un masso che colpisca il velivolo. Ma non si deve pensare o dire che si è partiti sprovvisti. L'imponderabile può sempre accadere anche se camminiamo per strada.
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

  13. #57
    TUTOR

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    Il limite da superare non è quello di avere una scialuppa di salvataggio, per questo si è già provveduto con la ridondanza dei sistemi che possono essere soggetti a guasti (che si cerca di prevenire già in fase di progettazione). Le campagne di test di un veicolo spaziale durano molti mesi, anche anni, perché non si tratta di un prodotto che deve uscire sul mercato in tempo a soddisfare desideri veri o presunti della gente.

    Ci sono anche test con gonfiabili a forma sferica, ma quelli per i laboratori extra terrestri (es.: lunari) assomigliano di più a quei giochi da piazza per bambini (i castelli da esplorare) e sono in parte già stati testati, ma non si tratta di palloncini, come puoi ben immaginare, in quanto occorre che siano resistenti agli ultravioletti, alle temperature esterne estreme (molto fredde nella parte in ombra e molto calde in quella esposta al sole), alla pressione interna, che deve essere contenuta a fronte del vuoto esterno. Non dimentichiamoci poi delle micrometeoriti, che nello spazio profondo equivalgono a veri e propri propiettili sparati a distanza ravvicinata.

    Torniamo ai sistemi per viaggiare nello spazio?

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  14. #58
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    Ci sono anche test con gonfiabili a forma sferica, ma quelli per i laboratori extra terrestri .
    No quello che avevo pensato io di realizzare erano dei moduli gonfiabili di forma semisferica o semicilindrica,invece ho visto che si stanno indirizzando a costruire dei moduli di forma sferica o cilindrica. Questi di forma sferica potranno andare bene per la stazione spaziale ISS,o nello spazio vuoto, Invece quelli che avevo pensato io si adattano meglio al suolo lunare o marziano.
    Dovrebbero essere dei moduli gonfiabili più capienti di circa 4m di diametro per quelli semisferici e di 4X10m per quelli semicilindrici.
    Il peso della struttura stessa impedirebbe che a causa della pressione di 1atm, assuma una forma sferica. La parte di ingresso è dotata di un tunnel di decompresione di 1x2.2x2m rigido con due porte ovali a tenuta stagna per consentire l'ingresso e l'uscita degli astronauti. La parte esterna è composta di materiale resistente alla perforazione, tipo quello antiproiettile. Vi sono anche dei pannelli fotovoltaici flessibili e degli oblò trasparenti che filtrano raggi UV nella parte laterale e superiore.I moduli possono essere connessi uno con l'altro, infatti dall'altro del tunnel può essere presente una porta che può essere connessa con il tunnel di un'altra struttura gonfiabile a formare una serie indefinta di alloggi.
    tenda di extraterrestre2.JPG

    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    Torniamo ai sistemi per viaggiare nello spazio?
    Si parliamone pure. Come si prevede il viaggio su Marte secondo i progetti della NASA? Lo chiedo a te perchè sei sicuramente piu informato di me. Per quanto mi riguarda te lo confermo io non sono un astronauta, ma se mi chiamassero ci andrei perchè sono appasionato,è il mio sogno da bambino.
    Saluti.
    Ultima modifica di nll; 03-02-2013 a 10:19 Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente
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  15. #59
    TUTOR

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    La tecnologia si sta spingendo un passo avanti, infatti nel mio intervento precedente ho paragonato queste strutture a un castello-gioco, piuttosto che a una sfera (o a un cilindro), ma devi comunque sempre fare i conti con l'ambiente dove andrai ad operare.

    Lo stato dell'arte userebbe i gonfiabili come matrice per ricavare robuste strutture scolpite dal laser, utilizzando materiali locali (Luna, o Marte che sia). Forse ti può interessare dare un'occhiata a questo link: Lunar 3D printing / Highlights / ESA.

    Ma torno a ribadire: Il tema della discussione non era sui sistemi per viaggiare nello spazio?

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  16. #60
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    Ma torno a ribadire: Il tema della discussione non era sui sistemi per viaggiare nello spazio?
    Interessanti queste struttere 3D per la base lunare, ma mi sembrano un pò complicate da realizzare. Il lavoro di costruzione chi dovrebbero farlo i robot o gli astronauti? E quanto tempo ci vorrebbe per completarli ? Non è più semplice portarsi un gonfiabile già completo pronto all'uso?
    Il tema della discussione non è vincolato ai soli viaggi spaziali. Chi meglio di te ci può parlare?
    Io quello che dovevo dire l'ho detto, ma avrei altri argomenti in preparazione che non vorrei concludere tutti in una volta. Mi accorgo però che molti, anzi tutti intervengono solo per criticare, senza portare nessun contributo innovativo alla discussione. Non hanno capito che non mi interessa quello che è stato fatto, ma quello che ancora non è stato fatto, partendo anche da quello che è stato fatto.
    Chi ha portato qualche idea nuova ma fantascientifica è stato parimenti criticato e non vedo altri interventi utili , sulla piazza. Vuol dire che la gente o non ha idee, o se le tiene per se, o si accontenta di quello che ha ( la maggior parte). Insomma non posso dire tutto io.Poi c'è qualcuno che si definisce un monumento, che è veramente un monumento (tipo la statua di Michelangelo, ogni riferimento è puramente causale).
    Ultima modifica di experimentator; 03-02-2013 a 16:12
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  17. #61
    TUTOR

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    MODERAZIONE:
    Non c'è nessuno che si definisce Monumento, come non sei stato tu a definirti Appassionato/a, quelle sono definizioni date dal software per indicare il livello raggiunto in base al numero di messaggi scritti. Spero che nessuno faccia troppo caso a queste definizioni, il vero monumento per me (e per tutto lo staff di EnergeticAmbiente.it) è chi mette a disposizione di tutti le proprie conoscenze e le proprie curiosità, con educazione e rispetto.

    Come ho già scritto, una volta fissato il tema della discussione, neppure il suo autore può divagare e quindi occorre tutti procedere su quel tema. Se viene fuori un nuovo argomento interessante, si può sempre aprire una nuova discussione. Qui il tema è ormai quello che riguarda l'energia e la tecnica per i viaggi nello spazio. Mi autolimito ed evito di proseguire nel fuori tema.

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  18. #62
    Amante storico del Forum

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    Bene, gli argomenti da trattare potrebbero essere diversi: tipi di combustibili da usare, tipi di astronavi idonee per brevi e lunghi viaggi,cibi degi astronauti ,come effetuare il rientro a terra e come uscire dall'atmosfera, alloggi idonei per il personale di bordo...ecc
    Ma vorrei soffermarmi sull'aspetto vita a bordo delle astronavi. Per quanto riguarda viaggi brevi tipo la Luna non credo bisogna fare molto di più di quello che si è fatto. Il fisico umano è adattabile per brevi periodi ad assenza di gravità, cibi conservati, condizioni igieniche non ottimali, ma per lunghi viaggi tipo di sei mesi un anno o più credo nasca la necessità di rivedere alcune cose. Innazitutto si diceva che nessuno sente la necessità di creare una sorta di gravità terrestre all'interno delle astronavi, in quanto si fanno esperimenti di microgravità. Un conto sono però gli esperimenti che vengono fatti per la ricerca medica o fisica o chimica o per lo studio di nuovi materiali, un conto è garantire condizioni di vita migliore per i viaggi spaziali su altri pianeti.
    E senz'altro risaputo che l'assenza di gravità prolungata può avere effeti negativi sul fisico umano ( ossa, sangue, orecchio), nonostante l'astronauta esegue molti esercizi per mantenersi in forma, in pratica si disabitua alla gravità e anche il semplice camminare può essere un problema appena sceso a terra.
    Uno dei modi per ottenere una specie di gravità artificiale che io conosca è quello della forza centrifuga. Per ottenere questo non è necessario creare una grossa struttura come l'astronave rotante di 2001 Odissea nello spazio, ma basterebbero già solo due moduli spaziali (come quelli che ci sono nella stazione ISS) vincolati da una struttura di collegamento rigida.
    Io proporrei come esperimento iniziale una cosa del genere, che è fattibile e poi si vedrà.
    Partendo da strutture del genere, vincolate in coppia, si potrebbero arrichire aggiungendo nuovi moduli, per finine in una struttura completa.
    Ultima modifica di experimentator; 04-02-2013 a 20:32
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  19. #63
    TUTOR

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    Il record di permanenza di astronauti in assenza di gravità è detenuto da un russo, che è stato nello spazio per 438gg, un tempo appena sufficiente a coprire una eventuale missione su Marte, ma esperimenti di vita in isolamento sono andati anche oltre, prevedendo anche un tempo di operatività degli astronauti sul suolo marziano.

    Per la missione su Marte la creazione di una gravità artificiale non è ritenuta essenziale e non è ipotizzabile, al momento, una missione umana oltre questo pianeta.

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  20. #64
    Amante storico del Forum

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    Zagami, quella delle due navicelle che ruotano trattenute da una qualche struttura rigida è una delle soluzioni in fase di studio. E' una possibilità interessante, per noi profani. Ma evidentemente ha dei limiti o delle controindicazioni che non ne consigliano ancora l'uso.Un corpo umano superallenato e con supporti tecnologici adeguati soffre indubbiamente della gravità zero, ma non al punto da rendere impossibili missioni prolungate.
    Per una missione su Marte i problemi da risolvere sono una marea e probabilmente questi che abbiamo considerato non sono nemmeno i maggiori o i più studiati.
    Alla fine io continuo ad essere convinto che i vari enti spaziali stiano facendo quanto possibile umanamente in questa condizione socio-economica, per centrare con calma e professionalità un obiettivo molto, molto ambizioso.Gli stupefacenti balzi tecnologici che ci hanno condotto sulla Luna erano, ripeto, figli di una condizione particolare. Oggi non ha più senso rischiare vite umane in una "corsa" ingiustificata.
    Questo non vuol certo dire che si debba aspettare di costruire prima l'astronave di soccorso dell'astronave di esplorazione, come suggeriscono altri, ma ogni soluzione va progettata e sperimentata accuratamente e questa prudenza (che in realtà è solo buona gestione) resta la garanzia primaria per il successo a lungo termine dell'esplorazione spaziale.Intanto le missioni con sonde robotizzate hanno aperto un filone di ricerca sui macchinari autonomi che sta rivoluzionando le conoscenze di robotica e intelligenza artificiale, con imponenti ricadute nella tecnologia "terrestre".
    Ad esempio nel campo chirurgico l'evoluzione di sistemi semi-robotizzati per interventi a distanza o in microchirurgia ha subito un'evoluzione notevole anche grazie a queste frontiere.
    Sia chiaro che anche io sono un appassionato ed entusiasta di tutto ciò che concerne la ricerca spaziale, ma non facciamo l'errore di sminuire quel molto di buon che si sta facendo perchè ci facciamo ingannare da nostre esagerate aspettative spesso ingenue!

  21. #65
    Affezionato

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    C'è un piccolo particolare da segnalare sul discorso di ipotetica nave di soccorso, navicella di salvataggio, Un astronave non è una nave dove giri il timone e vai dove vuoi. In un viaggio Terra Marte, cosi come Terra Luna, i motori li usi solo per accelerare in fase iniziale e per frenare per l'inserimento in orbita dopo di che valgono le leggi della meccanica. Questo spiega perché l'Apollo 13 dopo il guasto non ha invertito la rotta ma ha continuato verso la Luna gli ha orbitato attorno per tornare verso la Terra.
    Per invertire la rotta non è semplicemente necessario prima frenare e poi accelerare nella direzione opposta ma bisogna calcolare una nuova orbita che potrebbe paradossalmente essere più lunga della missione da effettuare.
    Anche il lancio di una missione di soccorso non è detto che possa avvenire cosi su due piedi bisogna valutare i parametri orbitali e verificare la possibilità della missione.
    Ergo è meglio lavorare su sistemi ridondanti e ben sperimentati in modo che quello che parta arrivi e sia in grado di tornare a casa.

    Ps per chi è interessato a contribuire all'esplorazione di Marte:
    The Mars Homestead Project - Arrive, Survive, & Thrive!
    Ultima modifica di nll; 05-02-2013 a 15:17 Motivo: Riparato tag URL

  22. #66
    TUTOR

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    Darwin, hai centrato esattamente la questione. Una prossima missione è quella di 3 satelliti che viaggeranno insieme per esplorare Mercurio, l'intera missione si chiama Bepi Colombo, un omaggio dell'ESA a uno scienziato italiano che vi invito a conoscere per il suo grande contributo alla ricerca spaziale. Rifacendomi alle battute di un utente su questo forum che affermava che la nostra tecnologia ci avrebbe permesso di raggiungere Marte in pochi giorni, vorrei farvi riflettere, fatte le dovute proporzioni, sul tempo previsto per BepiColombo per raggiungere l'orbita di Mercurio: 7 anni!

    Le distanze delle navigazioni spaziali non si misurano con un righello rigido e il propellente necessario per i razzi non viene calibrato un tanto a km. L'esempio che hai fatto dell'Apollo13 è significativo e... non eravamo ancora fuori dal sistema planetario della Terra, figuriamoci quanto può essere complesso per i viaggi interstellari! Bisogna puntare a dove sarà il nostro obiettivo, quando noi saremo in prossimità della mèta e non dove lo vediamo adesso.

    ••••••••••••

  23. RAD
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