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Visualizza la versione completa : Il “chip” delle macchine idro-eoliche di nuova generazione.



cieffe44
01-01-2010, 09:47
Buon anno a tutti!!!

Con l’inizio del 2010 vorrei proporvi un gioco. O, per essere più preciso, vorrei proporre una specie di "brainstorming" (concorso di cervelli) attorno a un’idea (vi assicuro che è molto affascinante!) su cui sto lavorando da diverso tempo. Siccome siete delle “teste pensanti”, quale migliore banco di prova per verificarne la validità?
Sapete come funziona: si fa finta di essere attorno a un tavolo e ognuno dice quello che pensa su un preciso argomento.
L’argomento che vorrei proporvi è tutto racchiuso nel titolo della presente discussione. Per ora non vi dico altro. Naturalmente, mano a mano che andremo avanti, lancerò altre parole-chiavi ad esso collegate.
Che ne dite? Chi è d’accordo alzi la mano e mi faccia sapere al più presto cosa ne pensa.
Augurandovi un anno colmo di soddisfazioni, vi saluto molto cordialmente.

mariomaggi
01-01-2010, 12:06
cieffe44,
i forum servono proprio per discutere e per fare brainstorming. Solo se intendi usare l'idea commercialmente, non sarebbe conveniente esporla ad un'ampia platea, col rischio che qualcuno la utilizzi prima di te.
Alzo la mano, spero solo che non sia solo un gioco dove centellini le parole chiave con eccessiva parsimonia. Buon anno!

cieffe44
01-01-2010, 13:02
Molte grazie per l'avvertimento sul pericolo di scopiazzatura dell'idea (per la quale, comunque, è stata depositata la domanda di brevetto internazionale).
Per quel che riguarda il "gioco", ho voluto impostarlo in tale modo al fine rendere più interessante l'eventuale discussione di alcuni aspetti che possono non essere di facile accoglimento (data l'originalità) se non dopo un approfondito esame. Esame che richiede la messa da parte di taluni concetti ormai consolidati sia in campo idrico che eolico. Il brainstorming si rende necessario proprio per tale scopo.
Auguri di buon anno ricambiati.

car.boni
01-01-2010, 16:02
Buongiorno a tutti,
la curiosita' mi dice di alzare la mano .........
Attendo le prossime mosse, buon anno
ciao car.boni

mariomaggi
01-01-2010, 16:26
cieffe44,
forse non sei molto esperto di forum. Direi che e' il caso di iniziare, se c'e' della sostanza la discussione partira' presto, anche senza aver fatto l'appello (che ha poco senso).
Avanti tutta!
Mario

matasnic
01-01-2010, 17:35
Ciao cieffe,

una domanda ... se hai già presentato domanda per un brevetto internazionale vuol dire che stai investendo soldi sull'idea (minimo 30.000 € per un brevetto europeo), non è che tu fai come hanno fatto altre persone in questo forum che cercano solo informazioni tecniche a gratis? Io sono sempre ben disposto a dare informazioni se lo scopo è "didattico" (la tua idea è buona, tempo fa avevo fatto un piccolo studio anche su come organizzare tutto il sistema di gestione e controllo di un impianto tipo) se invece è puramente commerciale non vedo perchè una persona debba guadagnare sfruttando le esperienze degli altri senza pagare nulla!
ciao

cieffe44
01-01-2010, 23:35
Ragazzi, siete semplicemente meravigliosi! Ve lo dico in tutta sincerità. Sapete perché?
Perché non mi sarei mai aspettato che, in un giorno festivo come quello odieno, in questa Italia ci fosse gente disposta a rispondere prontamente a e-mail tipo quella che vi ho inviato stamattina!
Ma lo sapete a quante porte ho finora “bussato” senza peraltro ricevere un solo cenno di risposta, sia pure per chiedermi maggiori delucidazioni, riguardo al progetto di cui sto per parlarvi? Quando avremo preso più confidenza (e superate obiezioni tipo quelle di Matasnic!) vi dirò qualcosa sul menefreghismo che aleggia in certi “Palazzi”, mentre invece ci si dovrebbe preoccupare di non sciupare alcuna occasione utile a dar lavoro alle migliaia di operai lo stanno perdendo!
Ora, se riuscirò a portare a compimento tale progetto, di lavoro ce ne sarà tantissimo!, avendo esso tutte le carte in regola per risolvere alla grande – e in maniera molto semplice ed economica – l’impellente problema energetico.
A questo punto credo che a qualcuno di voi stia già sorgendo il dubbio se il sottoscritto abbia o meno qualche rotella fuori posto... Ebbene, avrete modo di accertarvene fra non molto. Per cui: bando alle ciance e mettiamoci subito al lavoro.
Comincio col farvi questa domanda: perché, secondo voi, parlo di “chip” riferendomi a un settore che sta mille miglia lontano da quello dell’elettronica? Cosa può avere in comune questo minuscolo aggeggio con le gigantesche macchine che sfruttano la forza del vento e quella delle onde marine?
Provate a darmi delle risposte, quelle che vi vengono in mente...
A presto.

amir
01-01-2010, 23:49
...Ma lo sapete a quante porte ho finora “bussato” senza peraltro ricevere un solo cenno di risposta, sia pure per chiedermi maggiori delucidazioni...
...bando alle ciance...
...perché, secondo voi, parlo di “chip” riferendomi a un settore che sta mille miglia lontano da quello dell’elettronica....

Ma come, "bando alle ciance" e cominci con gli indovinelli?
Sarà mica per questo tergiversare che non gliene frega nulla a nessuno di saperne di più?

Che te ne pare adesso di venire al sodo?.
Tanto per cominciare, dato che "è stata presentata domanda di brevetto internazionale", puoi postare la ricevuta del deposito della domanda? Titolo, data, luogo, numero di protocollo, depositante, la solita roba.

amir

PS: ma che per caso hai anche te dei misteri da svelare?
http://www.energeticambiente.it/sistemi-per-auto-idrogeno-acqua/14714254-hho-misteri-svelati.html#post118894148

cieffe44
02-01-2010, 08:11
Amir, non ci siamo proprio! Se la metti su questo piano, il "gioco" finisce qui.

car.boni
02-01-2010, 08:23
Buongiorno a tutti,
giocare, in un periodo di festa, va sempre bene ma a tutto c'e' ovviamente un limite.
Utilizzare le pagine del forum in questo modo nn mi sembra nemmeno corretto visto che siamo tutti ospiti.
Questo Tuo approccio al problema e' troppo generico e parte da troppo lontano, dovresti inqudrare il problema e porre all'attenzione di tutti, ad esempio, i dubbi che hai su alcuni particolari.
Spetta a Te decidere.
ciao car.boni

cieffe44
02-01-2010, 09:11
Se parto da lontano, un motivo ci sarà, non credi?
E il motivo è questo: il progetto di cui vorrei parlarvi (però mi sta già passando la voglia!) è una specie di rivoluzione copernicana nel settore dello sfruttamento di energie potenzialmente importanti come quelle del vento e del moto ondoso marino. Se mi riferisco indifferentemente sia all'una che all'altra come se fossero la stessa cosa, dovrebbe indurre chi mi accusa di eccessive lungaggini a darsi una calmata: le novità, si sa, hanno bisogno di essere prima "macerate" per essere meglio digerite!
Comunque sia, la novità è questa: se vogliamo veramente risolvere il problema energetico, bisogna dire addio all'attuale tecnologia basata sui "profili alari" per passare a quella dei "pannelli valvolari" (che è l'oggetto dell'invenzione). Contenti ora? Se avete capito qualcosa, va bene così, non chiedetemi altro.
Ciao a tutti.

car.boni
02-01-2010, 09:32
Se parto da lontano, un motivo ci sarà, non credi?
E il motivo è questo: il progetto di cui vorrei parlarvi (però mi sta già passando la voglia!) è una specie di rivoluzione copernicana nel settore dello sfruttamento di energie potenzialmente importanti come quelle del vento e del moto ondoso marino. Se mi riferisco indifferentemente sia all'una che all'altra come se fossero la stessa cosa, dovrebbe indurre chi mi accusa di eccessive lungaggini a darsi una calmata: le novità, si sa, hanno bisogno di essere prima "macerate" per essere meglio digerite!..........



Ciao Cieffe44,
sono abituato a nn giudicare le "rivoluzioni copernicane" prima di averle capite.
Questa e' la premessa, ed usando il Tuo stesso linguaggio e modo di ragionare posso dire che per "digerire" bisogna mangiare.
Se per Te "mangiare" e' sufficiente dire "pannelli valvolati" equivale, ad esempio, a dire, 60 anni fa (quindi molto prima del suo utilizzo), la parola "LEM".
Nn Ti pare?
L'hai iniziata Tu questa discussione e se credi che sia arrivato il momento di dire basta i moderatori avranno ben diritto di elminarla vista la sua totale inconsistenza.
Auguri per la Tua "rivoluzione".
ciao car.boni

mariomaggi
02-01-2010, 09:38
cieffe44,

Comincio col farvi questa domanda: perché, secondo voi, parlo di “chip” riferendomi a un settore che sta mille miglia lontano da quello dell’elettronica?
forse perche' non sei informato. Gia' oggi c'e' molta elettronica in questi sistemi, non e' poi cosi' lontana.
Non c'e' dubbio che ci sono forme di conversione fluido/elettricita' non ancora utilizzate, ma prendere la discussione troppo alla larga non e' utile a nessuno.
Ciao
Mario

matasnic
02-01-2010, 09:44
Ciao Cieffe,

tu parli di lavoro per migliaia di persone, parli di rivoluzione copernicana ... se vista da un punto commerciale potrebbe trattarsi del' investimento del secolo ... scusa ma se fosse veramente cosi' avresti un affare enorme per le mani e vieni a presentarlo su un forum dove tutti possono leggere .... a che scopo?
dici che hai bussato a tanti palazzi e nessuno ti ha dato risposta non ti viene il dubbio che magari non sei riuscito ad esporre in modo corretto la tua idea? a me si che viene visto il modo che la stai esponendo su questo forum!!!
ciao
Mat

P.S. concordo con Mario ... dire che il settore idro / eolico sta mille miglia lontano dall'elettronica mi fa pensare che non sei tanto informato! Magari nell'idro non siamo certo a livelli elevatissimi ma nel settore eolico ...vatti a vedere come funzionano le torri della ENERCON ... (macchine da qualche MW con eccitazione e rigenerazione tramite inverter) non venirmi a dire che li non c'e' elettrinica spinta ....

cieffe44
02-01-2010, 16:14
tu parli di lavoro per migliaia di persone, parli di rivoluzione copernicana ... se vista da un punto commerciale potrebbe trattarsi del' investimento del secolo ... scusa ma se fosse veramente cosi' avresti un affare enorme per le mani e vieni a presentarlo su un forum dove tutti possono leggere .... a che scopo?
dici che hai bussato a tanti palazzi e nessuno ti ha dato risposta non ti viene il dubbio che magari non sei riuscito ad esporre in modo corretto la tua idea? a me si che viene visto il modo che la stai esponendo su questo forum!!!

Ebbene sì, forse hai ragione: nessuno dei 104 direttori delle sedi provinciali della Confindustria, ai quali ho inviato del materiale illustrativo inerente il mio progetto, mi ha dato risposta probabilmente perché non sarò riuscito ad esporre in modo corretto la mia idea.
Ora ditemi voi in quale altro modo avrei dovuto esprimermi. Per cortesia andate al seguente indirizzo: www.cofraricerca.com/riem.htm (http://www.cofraricerca.com/riem.htm)
e fatemi sapere qualcosa.
Saluti a tutti.

mariomaggi
02-01-2010, 17:30
cieffe44,
sintesi=potenza , diceva un nostro moderatore.
Secondo me fai troppe domande sulla brochure. I direttori non sono interessati a tante parole, da Verne al Lego per esempio.
Ora e' piu' chiaro, vediamo come si evolve.
Ciao
Mario

P.S.: non trattandosi di link commerciale, non l'ho cancellato.

cieffe44
02-01-2010, 17:42
Grazie, Mario, per non aver cancellato il riferimento al sito internet.
Era appunto per evitare tale eventualità che avevo preso alla larga (forse molto alla larga) l'esposizione del mio progetto (dico "mio", ma protrebbe essere di tutti (tutti quelli che ci credono, naturalmente!). Ora, visto che siamo in ballo, fammi anche la cortesia di dare un'occhiata anche alla "scheda".
Cordiali saluti.

amir
02-01-2010, 17:52
... in quale altro modo avrei dovuto esprimermi. ....

Se scrivi a Direttori Provinciali di Confindustria, devi tenere presente che è gente che ha un sacco di cose da fare: concisione!
Cerca "scrittura efficace" troverai un sacco di indicazioni.

Poi: sostanza! Hai fatto un modellino? Ha funzionato? In che condizioni ha funzionato? Quanti RPM? Che potenza ha prodotto?
Non l' hai fatto, non hai rilevato le condizioni, o le prestazioni? Allora non parlarne nemmeno.
Niente discorsi su migliaia di posti di lavoro, soluzione dei problemi energetici dell' umanità, domande retoriche, frasi colloquiali, indovinelli.
Circostanziare quello che dichiari: hai depositato domanda di brevetto? Documenta!
Forum tecnico, argomenti tecnici.

Questo per lo stile.

Per la parte tecnica, un cestello di rete elettrosaldata di 8 metri cubi, pieno di acqua, collassa sotto il suo stesso peso. Vuoi convincere l' interlocutore che invece resisterà? Sintesi dei calcoli strutturali! Oppure non particolareggiare la soluzione costruttiva.
Circostanziare ogni dichiarazione: hai depositato domanda di brevetto? Documentare! Oppure tientelo per te.
Stima dei costi.
Stima della produttività.

buon lavoro

amir

cieffe44
02-01-2010, 18:26
Amir, mi stai forse dicendo che avrei dovuto fare tutti quei calcoli su un semplice modellino in scala? Se avrai la bontà di leggere la scheda (tutta!) scoprirai che agli industriali non chiedevo altro che il mettersi a costruire il "loro" prototipo, perché solo su un prototipo a dimensioni reali si possono fare tutte quelle cose che tu (giustamente) suggerisci. E mi pare di avere messo pure in evidenza che io non ho nè le attrezzature, nè la professionalità necessarie per fare certe cose. A me è bastato verificare chi il modellino (in scala 1/10) funzionasse secondo le aspettative. Mi pare che sia meglio dare a ciascuno il suo. O forse è sbagliato pure questo?
Ciao.

car.boni
02-01-2010, 19:08
...........A me è bastato verificare chi il modellino (in scala 1/10) funzionasse secondo le aspettative..........


Ciao Cieffe,
nn voglio sminuire l'idea, anzi, ma vedendo il Tuo schema mi pare di ricordare che da qualche parte ho gia' visto una cosa del genere.
Nn ho letto tutto, solo una lettura di massima e la prima osservazione che mi viene in mente, parlando da imprenditore pragmatico, e' questa :
anche se in scala 1:10 il modello deve dare dei risultati in termini di produzione, di costi, di manutenzione, di sicurezza d'esercizio e deve evidenziare eventuali problemi dell'utilizzo in mare aperto che sono ben diversi da quelli simulati in una vasca.
Questo serve per poter proporre la Tua idea ad un'industria .......
ciao car.boni

matasnic
02-01-2010, 20:04
ciao Cieffe,

scusa ma mi scappa un particolare ... perchè chip?

come ti hanno già fatto notare gli altri ... agli industriali interessa fare i soldi e non fare prototipi che non sanno nemmeno se funzionano!

Prima di dire al lupo al lupo ... controlla bene che almeno ci sia ... altrimenti nessuno ti darà ascolto!

ciao

mat

amir
03-01-2010, 00:00
Per forza nessuno ti dà retta, sei in difficoltà già a calcolare la struttura di un cestello di rete elettrosaldata.

Ma perché, è una scheda tecnica quella? Tu agli "Industriali" chiedevi solo di realizzare una tua idea! Senza uno straccio di calcoli di nulla!

Il modellino funzionava secondo le aspettative eh? Quali erano le aspettative? In che condizioni lo hai provato? Che risultati hai effettivamente ottenuto?

a

remtechnology
03-01-2010, 00:43
Buongiorno a tutti,
benvenuto a cieffe ma abbiamo già speso una pagina del forum per non so quale informazione e contenuto tecnico quindi se la cosa è brevettata e non si può dire ok, chiudo il post.
Se la cosa non è brevettata e non la vuoi dire ok chiudo il post.
Se hai qualche contenuto tecnico inerente alla sezione idroelettrica bene altrimenti non perdiamo tempo, già ne abbiamo poco, non la scheda che non ha nessun dato tecnico.
Buona serata
Rem

cieffe44
03-01-2010, 12:04
[QUOTE=car.boni;119017069]
[ anche se in scala 1:10 il modello deve dare dei risultati in termini di produzione, di costi, di manutenzione, di sicurezza d'esercizio e deve evidenziare eventuali problemi dell'utilizzo in mare aperto che sono ben diversi da quelli simulati in una vasca.
Questo serve per poter proporre la Tua idea ad un'industria .......]

Sì, hai ragione! Ma quando dici che dovrei "evidenziare eventuli problemi dell'utilizzo in mare aperto che sono ben diversi da quelli simulati in una vasca" sai cosa significa? Da quella persona ragionavole e di buon senso quale tu sei (ho questa impressione), non credo sia necessario che mi dilunghi su questo "particolare". Piuttosto vorrei farti riflettere su un fatto: mentre noi stiamo correndo il rischio (remtecnology mi pare che abbia centrato in pieno il senso di questa discussione) di perdere solo del tempo, all'estero si stanno dando un mucchio da fare proprio in tale direzione. E voi lo sapete meglio di me come: attingono a piene mani ai finanziamenti che l'Europa concede a chi è disposto a costruire prototipi per la loro sperimentazione in mare aperto. E molti di voi, anche senza rendersene conto, vorrebbero che sia io, con le mie povere forze (sia economiche che strutturali) a pensarci? Ma vi rendete conto a quali costi si va incontro per la semplice messa in mare di una qualsiasi barca di adeguate dimensioni?

Amir, dal conto suo, rincara la dose: "Per forza nessuno ti dà retta, sei in difficoltà già a calcolare la struttura di un cestello di rete elettrosaldata. Ma perché, è una scheda tecnica quella? Tu agli "Industriali" chiedevisolo di realizzare una tua idea! Senza uno straccio di calcoli di nulla! Il modellino funzionava secondo le aspettative eh? Quali erano le aspettative? In che condizioni lo hai provato? Che risultati hai effettivamente ottenuto?"
Gli rispondo. Punto primo: sebbene io non abbia mai parlato di scheda "tecnica", ma semplicemente di "scheda", vorrei dirti che la tua non è una scoperta, bensì la pura e dichiarata verità. L'idea è, sì mia, ma non ho fatto mai mistero alcuno sull'intenzione di volerla condividere con altri (purché si dessero una mossa).
Punto secondo: ma questi industriali italiani di che pasta sono fatti? Possibile che, per far loro fiutare un affare, sia indispensabile mettere sotto il loro naso (ma proprio sotto!), una bella e fragrante pietanza cocinata a dovere dal migliore cuoco che è sulla zona? Fuor di metafora, io mi chiedo se sia proprio necessario seguire un corso di laurea per imparare "I segreti per proporre un'idea ai direttori confindustriali" (che potrebbe essere il titolo di un libro).

Ma la guardate voi la televisione? Vi rendete conto di quanta gente sta perdendo il posto di lavoro (qualcuno mi ha accusato di fare della retorica: se questa è retorica...)? E i signori della Confindustria che fanno? Non si degnano neppure di farmi una telefonata, una sola, per dirmi quanto sono cretino a proporre loro certe idee! Piuttosto che ad elencarmene i punti deboli, come molti di voi stanno giustamente facendo (alcuni dei quali sono da me condivisi in pieno), si limitano a... non rispondere! Neanche una parola hanno speso, sia pure per il tramite di una segretaria! Pensatela come vi pare, ma a me questo silenzio suona, oltre tutto, come una mancanza di buona educazione.

Qualcuno di voi dirà: e tutto questo cosa c'entra?
C'entra eccome! Se ho aperto questa discussione era soprattutto per verificare se in Italia esista ancora della gente pronta a rispondere a certi stimoli. Per fortuna c'è, e quella gente siete voi. Però le critiche che avete fatte a me, dovrebbero pervenire anche all'interno di certi "Palazzi". Altrimenti tutto quello che si è fin qui detto, è tempo sprecato.
Buona domenica a tutti.

car.boni
03-01-2010, 13:58
..........Sì, hai ragione! Ma quando dici che dovrei "evidenziare eventuli problemi dell'utilizzo in mare aperto che sono ben diversi da quelli simulati in una vasca" sai cosa significa? Da quella persona ragionavole e di buon senso quale tu sei (ho questa impressione), non credo sia necessario che mi dilunghi su questo "particolare". Piuttosto vorrei farti riflettere su un fatto: mentre noi stiamo correndo il rischio (remtecnology mi pare che abbia centrato in pieno il senso di questa discussione) di perdere solo del tempo, all'estero si stanno dando un mucchio da fare proprio in tale direzione. E voi lo sapete meglio di me come: attingono a piene mani ai finanziamenti che l'Europa concede a chi è disposto a costruire prototipi per la loro sperimentazione in mare aperto. E molti di voi, anche senza rendersene conto, vorrebbero che sia io, con le mie povere forze (sia economiche che strutturali) a pensarci? Ma vi rendete conto a quali costi si va incontro per la semplice messa in mare di una qualsiasi barca di adeguate dimensioni?
................
Se ho aperto questa discussione era soprattutto per verificare se in Italia esista ancora della gente pronta a rispondere a certi stimoli. Per fortuna c'è, e quella gente siete voi. Però le critiche che avete fatte a me, dovrebbero pervenire anche all'interno di certi "Palazzi". Altrimenti tutto quello che si è fin qui detto, è tempo sprecato.........



Buongiorno Cieffe,
normalmente l'onere della prova spetta al proponente l'iniziativa mentre l'industria ha il compito di verificarne la conformita' ed apportare le eventuali modifiche/integrazioni.
Mi rendo conto che tutto cio' ha un costo per le Tue finanze ma per avere un brevetto che abbia un valore e' un passo necessario e nn derogabile.
Proporro' ad un mio socio, ingegnere nautico di provata esperienza (ha diversi brevetti al suo attivo), la Tua idea ed una valutazione nel merito.

Nn devi confondere gli "stimoli" con il tirar fuori del denaro, in quanto di questo si tratta.
Nn me ne vogliano gli amici della sezione, il mio e' solo un discorso generale, dove tutti si dicono pronti ma nei fatti tutto diventa difficile quando si tratta di metter mani al portafoglio.
All'interno "di certi Palazzi" queste cose nn interessano in quanto nn c'e' "spazio" nn ci sono margini per loro.
Nn contare su finanziamenti pubblici o cose simili per arrivare al traguardo.
SE (e va scritto bene in grande) l'idea e' buona troverai risposte dal privato.
ciao car.boni

georg_bl1
03-01-2010, 14:39
Meno male che car-boni c'è

cieffe44
03-01-2010, 16:32
Car.boni, buon pomeriggio.

Le tue parole sono musica per i miei orecchi! Sono perfettamente d'accordo sul fatto che a muoversi è sempre il privato. Ma in questo caso i soldi non deve tirarli fuori (tutti) lui. Durante un corso organizzato il mese scorso dalla Camera di Commercio della mia città, un relatore ha detto che l'Europa finanzia persino il 100% qualora esistano le condizioni per farlo. Come ho già detto, io da solo posso fare poco o nulla, anche perché vivo in una zona depressa del Paese (almeno sotto il punto di vista della cultura industriale). A me serve l'appoggio di un'Azienda partner che metta in campo attrezzature, personale, e altro ancora. Un'Azienda, insomma, che faccia da capofila per un "progetto realizzazione prototipi" per ciascuno dei quali redigere un bussines plan per chiedere le sovvenzioni alla Comunità Europea. In questo forum abbiamo finora accennato a uno solo di essi (la RIEM). Il brevetto però non riguarda la RIEM (che è solo una delle tante applicazioni), ma qualcosa che sta a monte. Se il tuo amico ingegnere volesse saperne di più, sono dispostissimo a mettermi in contatto con lui per spiegargli altri particolari nei quali qui non è possibile entrare per evidenti motivi di spazio (faccio un esempio: a molte delle osservazioni che ha giustamente avanzato Amir, una risposta c'è, ma a cui non mi è possibile, come ben comprenderete, controbattere punto per punto in una sede come questa).
Comunque: grazie!

remtechnology
04-01-2010, 08:45
A questo punto auguro al team carboni - cieffe44 buona fortuna per il lavoro di verifica.
Nel frattempo sposto la discussione nella sezione appropriata "Maremotrice e Moto Ondoso"
A presto
RemTecnology

cieffe44
04-01-2010, 09:55
Buongiorno a tutti!
Scusate, ma mi ero dimenticato di dare una risposta a Matasnic che mi aveva chiesto perché nel titolo della presente discussione io ho inserito la parola ”chip”.
Essendo virgolettata, è chiaro che si tratta di un’immagine metaforica con la quale intendo mettere in evidenza almeno 4 caratteristiche del pannello valvolare (quello che, a mio avviso, dovrà sostituire l’attuale modo di concepire le costosissime macchine eoliche, ecc,) che sono:
– le piccole dimensioni (basti pensare ai mattoni: sono piccoli, ma consentono di edificare grandi palazzi);
– la modularità (il che vuol dire: costruzione in serie = economia di scala = prezzi molto contenuti)
– la versatilità (con gli stessi “mattoni” puoi costruirti la villa, ma pure un capannone, un muro, ecc.)
– il comportamento valvolare (ovverosia: la nuova “filosofia” delle macchine energifere di prossima generazione!).
Qualora si avesse bisogno di ulteriori precisazioni, sono qui per questo.
Ciao.

car.boni
04-01-2010, 10:44
A questo punto auguro al team carboni - cieffe44 ..........


Ciao Rem,
stai correndo un po troppo ......... :)
Sono abbastanza scettico su questo tipo di "argomentazioni rivoluzionarie" ma nel qual tempo curioso ed avendo la "complicita'" di un vero "genio" ci possiamo permettere di dedicare un po di tempo al progetto di Cieffe44 e valutarne le reali possibilita'.
Ho gia' in mente un probabile e possibile risultato .............
ciao car.boni

Stregatto
12-02-2010, 09:22
Ho dato un'occhiata a quegli allegati e ho qualche osservazione:

1- l'effetto del vento (posto che sia nello stesso senso delle onde, il che non è detto) mi pare trascurabile, visto che l'aria ha una densità 800 volte minore dell'acqua

2- quei cestelli che permettono il movimento dell'acqua in un senso solo, verso l'interno ma non verso l'esterno, non mi convincono. Non sono degli scolapasta con un foglio di politene dentro; ogni foro del cestello deve avere una valvola, cosa meno semplice (non dico che non si possa)

3-non ho capito che c'entra la parola 'chip'

4- il meccanismo che produce il movimento (figura 3 dell'allegato tecnico) mi pare un po' troppo macchinoso.
Si tratta sostanzialmente di un dispositivo che sfrutta da un lato solo della ruota il movimento dell'onda, sia in salita che in discesa, in modo da creare una coppia di rotazione.
Bene, un rotore Savonius posizionato con l'asse orizzontale potrebbe fare la stessa cosa in modo più semplice ! Basta che fosse disposto con l'asse normale alla direzione delle onde (ancorato al fondo e non galleggiante) e disposto in modo da sfruttare al meglio il moto rotatorio dell'acqua delle onde (quindi con la concavità delle pale nella parte superiore)

4. il vero problema per sfruttare il moto delle onde non è tanto quello di far girare un rotore, ma di trasformare questo moto rotatorio più o meno transitorio in energia elettrica o meccanica. Come si pensa di realizzare questo in modo continuo ?

cieffe44
12-02-2010, 16:48
Caro Stregatto,
rispondo volentieri alle tue interessanti osservazioni. Consentimi però di dirti che, probabilmente per colpa mia (che non sarò riuscito a spiegare bene il meccanismo), le cose non stanno esattamente come tu credi.

Punto 1: Il vento è una cosa, le onde un’altra. Questo agisce orizzontalmente, l’acqua verticalmente. Quindi la sua direzione è completamente slegata dal quella dell’acqua (il cui moto in mare aperto è rotatorio sul piano verticale, e non “cammina” con le onde!). Poi, che la sua azione sia trascurabile, non direi proprio (altrimenti nessuno investirebbe un solo euro in impianti offshore, non credi?).

Punto 2: non ho capito cosa intendi per “quei cestelli che permettono il movimento dell’acqua... verso l’interno ma non verso l’esterno...”. Innanzitutto non sono i cestelli a muovere l’acqua, bensì viceversa. E questa si comporta esattamente come quella di un corso d‘acqua (ruscello, torrente, ecc.) che, precipitando giù, va a riempire le tazze di una ruota idraulica (come quella dei mulini di una volta). L’unica differenza è che le “nostre” tazze (ossia i cestelli valvolari) si riempiono soprattutto dal basso (oltre che dagli altri lati), eludendo in tal modo la legge di Archimede!
Quanto alle valvole, non è affatto necessario applicarne una per ogni foro. Tutt’altro!

Punto 3: il “chip” è solo un comodo eufemismo per dire tante cose con una sola parola. In campo elettronico “chip” sta a significare un microscopico insieme di valvole. Ebbene, anche qui siamo in presenza di apparati, sia eolici che marini (di qualsiaisi grandezza), realizzabili con gli stessi (piccoli) pannelli valvolari.

Punto 4: il meccanismo è “macchinoso” quanto lo erano le ruote idrauliche di una volta.
Inoltre il paragone col rotore Savonius mi pare un po’ forzato. Se lo posizioni come dici tu, esso si comporterebbe come un qualsiasi natante soggetto a quella legge d’Archimede cui prima ho fatto cenno: riceverebbe più o meno la stessa spinta da entrambe le facce, per cui rimarrebbe praticamente immobile.
Ma l’aver tirato in ballo il “Savonius” denota che stai ragionando come se fossimo in presenza di un ambiente marino dinamico (quello di una corrente per esempio) in cui entrano in gioco le leggi della fluidodinamica, e non di quello sostanzialmente statico in cui è della forza di gravità che invece dobbiamo tenere conto!

Punto 5: La trasformazione del moto rotatorio discontinuo (dovuto ai “periodi” delle onde, la cui media è di 5 secondi) è facilmente ottenibile mettendo in parallelo più RIEM sfalsate quanto occorre per superare i tempi morti.

Se ci sono altri dubbi, sono sempre a disposizione per chiunque voglia discuterne.
Ciao.

HAMMURABY
26-10-2010, 10:37
un disegnino, non e' possibile vederelo?

amir
26-10-2010, 11:16
al post N° 15 c'è il link

LucaDC
11-12-2010, 15:52
Intanto mi scuso se non mi sono ancora presentato in un topic apposito ma confesso una certa diffioltà di orientamento in questo forum. Non vuole essere una critica, sono sicuro che con l'utilizzo risolverò la cosa.

Per quanto riguarda il progetto mi piace per la fantasia, e il principio di funzionamento studiato, il fatto è che temo che sia un sistema inefficace, ti spiego perchè a mio parere. Osservando la tua presentazione ne osservo subito un problema di natura concettuale, ovvero che ho l'impressione che non hai falsificato le tesi di funzionamento. Cosa intendo, nella descrizione è presentato il funzionamento del modello nelle condizioni per cui è pensato.... ma esistono tali condizioni? A questo posto risponderti io che vivo sul mare da quando sono nato, e la risposta è no! Per diverse ragioni. Innanzi tutto il moto ondoso è per sua natura variabile, è pertanto impossibile dimensionare in modo efficiente il sistema, la lunghezza d'onda cambia, ben che vada la puoi trovare costante per 24 ore. Variando la lunghezza d'onda è del tutto probabile che spesso non si creino le differenze di potenziale, in riferimento all'altezza delle creste, tra un lato e l'altro del sistema, non so se mi sono fatto capire. Detto questo, quante volte all'anno si verificheranno le condizioni di onda sufficienti a far lavorare la ruota? Un numero imprecisabile, ma senz'altro basso per giustificare lo sforzo economico e progettuale. Un secondo aspetto è il vento, non è vero che il cucchiaio superiore sfrutta la forza del vento a meno che questo non abbia direzione parallela al moto ondoso e ciò si verifica raramente. La direzione del vento e delle onde coincide rarissimamente, almeno qui in Liguria. Questo significa che se va bene puoi sfruttare una componente vettoriale del vento ma non tutto, la restante componente vettoriale lavorerebbe per abbattere da un lato la ruota, e su questo tema si dovrebbe sviluppare tutto un ragionamento, considerando che la ruota è vincolata al fondo con il sistema pensato.
E' per questo motivo che dico che non sono state valutate le condizioni "false" all'ipotesi di partenza. Infine un ragionamento prettamente economico, considerate (questo calcolo lo devi fare) le perdite di potenza per il necessario sistema di trasformazione in energia elettrica, che se non si trova a bordo si dovrà trovare sulla costa (nuovamente sorgono perplessità sulla realizzabilità) quanto grande dovrebbe essere suddetta ruota per garantire un ricavo economico sull'investimento? Ammesso pure che le mie perplessità siano errato. Saluti Luca