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Visualizza la versione completa : Regolatori di tensione/corrente DC/DC o AC/DC lineari o PWM (switching)



richiurci
19-04-2012, 23:02
Spesso nei dispositivi trattati ampiamente in questo forum (impianti fotovoltaici, veicoli elettrici per esempio) vengono impiegati classici circuiti elettronici di regolazione DC/DC di tensione e/o corrente.

Visto che recentemente mi sono trovato a rispondere ad alcune domande in merito, pur non essendo un progettista esperto al riguardo, ritengo opportuno aprire una discussione mirata sull'argomento.

Per cominciare dalle cose semplici una breve descrizione dei REGOLATORI LINEARI

I regolatori lineari sono di solito più piccoli, meno costosi e meno rumorosi dei regolatori switching; il difetto è che di solito (non SEMPRE) sono anche meno efficienti.
Ricordiamo che poichè l'efficienza è data da Pout/Pin, una bassa efficienza implica calore da smaltire e spreco di energia elettrica (quindi di soldi, o riduzione di autonomia in apparecchi a batteria, veicoli elettrici inclusi)

Ecco una tipica applicazione di uno dei più noti, LM317, usato come regolatore di tensione:
23177
e come regolatore di corrente:
23178

Il limite del regolatore lineare è appunto l'efficienza limitata e il fatto che la tensione in uscita può essere solo minore di quella in ingresso, almeno di una quantità, detta drop-out, che è pari tipicamente a circa 3V (o 1,5V nei 'low drop-out'); inoltre la corrente assorbita in ingresso sarà uguale a quella fornita in uscita.

Da queste info si deduce che l'efficienza può essere molto bassa, perchè l'efficienza è:

η= Pout/Pin=(Vout*Iout)/(Vin*Iin)=Vout/Vin


Inoltre in molti casi il regolatore deve essere montato su dissipatore (radiatore), perchè tutta la potenza dissipata viene trasformata in calore:

Pdiss= Pin-Pout=(Vin-Vout)*Iout.

Viceversa in pochi casi l'efficienza può essere discretamente alta, per esempio se devo convertire Una Vin=30V in Vout=28 V -> efficienza pari al 93,3%, superiore a quella di molti switching!

Continua...

ccriss
02-05-2012, 13:15
Grazie Riccardo, io sono molto interessato all'argomento, penso che in futuro mi piacerebbe utilizzare un DC/DC fatto in casa e puntavo ad un regolatore da 100V in ingresso a 12V in uscita per alimentare un processore.

Stavo guardando qualcosa come questo: Regolatori lineari Reg Standard Lin Adj Pos 1.25V to 125V Texas Instruments TL783CKCSE3 consegna in 24 ore (http://it.rs-online.com/web/p/regolatori-lineari/6616232/)pero' ammetto di non sapere molto a riguardo...

P.S.: mi sa che hai allegato una immagine che non c'entra con l'argomento

richiurci
02-05-2012, 23:20
Eh già, non so come ho fatto a metterla... quando ho inserito la discussione ho avuto problemi di connessione e soprattutto mentali...

Andiamo un po' più nel dettaglio, riguardo al tuo regolatore. E' del tutto simile ai classici LM da me citati, ma accetta tensioni in ingresso molto alte (150V).
Però devi stare attento alla potenza dissipata! Come detto sopra Pdiss = dV * Iout.

L'esperienza dice che è DIFFICILE dissipare più di qualche W su quel tipo di package; nel data-sheet trovi infatti la resistenza termica tra giunzione e case (qualche °/W) alla quale devi però sommare quella del radiatorino da fissare al dispositivo. Si arriva facilmente a 20°/W o più, e poichè la giunzione deve lavorare a max 150°C (meglio meno) ricavi che riesci a dissipare tot Watt, diciamo per essere cautelati max 5W.

Quindi poichè il tuo dV è di 88V potrai prelevare in uscita massimo 5W/88V=56mA, se vai oltre probabilmente il regolatore va in protezione (hanno anche questo vantaggio, sono protetti da corti e sovratemperatura)

diezedi
03-05-2012, 20:45
Io sarei interessato,al momento,sopratutto alla trasformazione da AC a DC.Qual e il sistema migliore di effettuarla?Me lo hai gia spiegato in altra discussione ma vorrei "approffondire".Ciao e grazie.

richiurci
10-05-2012, 22:28
Scusa per il ritardo... ultimamente sono un po' 'dispersivo'...

Sugli AC-DC non sono molto preparato, provo a dire qualcosa di generico e vediamo se ti basta.

Per potenze normali, fino a decine di Watt, sicuramente vengono in mente i classici 'vecchi ' alimentatori per radio, giocattoli ecc: trasformatore che abbassa la 220V a 12V (per esempio), seguito da ponte di diodi e condensatore per 'livellare' l'uscita.
In questo modo però la tensione di uscita dipende da quanta corrente tiri, a causa della resistenza ohmica del trasformatore e dei diodi.
L'efficienza, media, dipende dalle perdite nel trasformatore e nei diodi.
Ovvia evoluzione attaccarci in uscita un regolatore di tensione e/o corrente lineare (vedi prima) per avere tensione o corrente di uscita costanti o regolabili.

All'aumentare delle potenze in uscita, per ridurre le perdite ohmiche e/o per ridurre le dimensioni dei trasformatori sono stati sviluppati gli alimentatori 'elettronici', quelli che trovi per esempio in molti faretti alogeni.
In questi la frequenza di rete (50Hz) viene di solito innalzata molto (a svariati kHz) in modo da rimpicciolire di molto il trasformatore. Inoltre la regolazione di uscita (di solito sempre presente) viene anch'essa realizzata in maniera 'switching' per evitare le perdite ohmiche del classico regolatore lineare.

Per potenze di kW (come quelle di cui parli tu) non conosco le tipologie costruttive; posso solo immaginare che di solito un trasformatore è richiesto per motivi di sicurezza (isolamento tra ingresso e uscita).
Inoltre, in generale, l'efficienza di un buon trasformatore è comunque abbastanza alta, quindi credo che in molti casi sia ancora usata la configurazione trasformatore di potenza (per abbassare la tensione vicino al valore voluto e isolarsi dall'ingresso) seguito da regolatore tensione/corrente switching.

Chissà quante ne ho dette, vediamo se qualche esperto di alimentatori di potenza sa dare info più sensate....

richiurci
06-07-2012, 20:38
Ancora sui regolatori lineari, un esempio di applicazione: la polarizzazione dei LED.

Spesso i LED vengono polarizzati con una semplice resistenza di caduta, ma è un sistema 'grezzo' che non compensa eventuali variazioni nella tensione di alimentazione o nella tensione diretta dei LED (dovuta per esempio alla temperatura).

Il regolatore lineare permette invece di impostare una corrente I costante, con lo svantaggio di dissipare tutta la VxI non utilizzata in calore. Per aumentare l'efficienza bisogna quindi riuscire a polarizzare più LED in serie con un solo regolatore , e questo è possibile con V alimentazione elevata ( per esempio 12 V o più) o con uno STEP UP per alzare la tensione (lo vedremo dopo)

A volte può essere utile una combinazione dei due metodi; per esempio sulla mia moto d'epoca ho l'impianto a 6V, molto variabili...


Per la luce posteriore la potenza è limitata, quindi l'efficienza non è importante.


http://i1212.photobucket.com/albums/cc454/richiurci/DSC04368_luce_post_rid.jpg


Ho usato 5 LED da 0,3W (140° di emissione) per la luce di posizione (2 illuminano anche la targa) e 6 per lo stop.





Per minimizzare i componenti ma stabilizzare la corrente dei LED al variare dell'alimentazione (con e senza batteria) ho usato una combinazione di regolatori lineari e resistenze di caduta. Ogni LED ha una R in serie da 10 Ohm, e la tensione in ingresso viene stabilizzata a 4V per lo stop (in ogni LED 90 mA circa), a 3,9 V per la luce di posizione (in ogni LED 70 mA circa)

udos3
06-07-2012, 21:36
salve a tutti
ïo sono anni che uso delle PTC da 3k3 siemens, ( in serie ), per limitare la corrente nei led da 12 a 300 volt...
se voglio piu' corrente ne monto due in parallelo

richiurci
06-07-2012, 22:36
ok, ma è una regolazione comunque grossolana: la PTC sente la temperatura 'ambiente', non quella del chip... soprattutto con LED in package plastico come i miei la differenza è notevole!

E comunque non riesci a compensare esattamente e restano i problemi di efficienza; i regolatori lineari inoltre integrano protezioni da sovratemperatura e sovracorrente.

Soprattutto con LED presi su ebay a me è capitato che se ne rompessero, vanno spesso in corto, e se non hai un regolatori ben presto bruci tutti quelli in serie a quello in corto...

mariomaggi
11-07-2012, 20:11
Riccardo,

Per potenze di kW (come quelle di cui parli tu) non conosco le tipologie costruttive; posso solo immaginare che di solito un trasformatore è richiesto per motivi di sicurezza (isolamento tra ingresso e uscita).
confermo, per gli alimentatori da diversi kW ai MW si usa spesso un raddrizzatore trifase seguito da un inverter monofase che alimenta il primario del trasformatore ad alta frequenza; la tensione del secondario viene poi raddrizzata e filtrata.
Ciao
Mario

richiurci
11-07-2012, 22:06
Mario grazie per il contributo!

Questa mia discussione langue un po' per mancanza di tempo (ora sono preso dall'Elettra...)
Ma i miei giochi continuano... e ho ultimato il faro per la mia moto d'epoca (una Guzzi Superalce del 1952)

Per gli aspetti realizzativi e i risultati 'ottici' vi rimando al forum di moto d'epoca dove descrivo i miei interventi sul mezzo, in particolare:

Trasformazione faro, fanalino e frecce a LED [con foto] - Forum Moto d'Epoca (http://www.motoclub-tingavert.it/t705521s.html)

per non dover scrivere due volte le stesse cose li mi limiterò agli aspetti specifici per i collezionisti, qui (quando avrò tempo...) metterò una descrizione del circuito, che in questo caso è composto da:
-step-up da 6V a 33,5V
-serie di 10 LED di potenza (100mA), ognuna con regolatore lineare di corrente

Ciao!

richiurci
22-07-2012, 15:55
Dietro richiesta sull'altro forum inserisco per ora due schemi semplici e per molti banali, che servono ai meno esperti per capire vantaggi e svantaggi dei vari metodi di regolazione.

Si tratta del 'progettone' relativo alla luce posteriore del mio Guzzi d'epoca (foto nel post #6)

Impianto in C.C. a 6V con dinamo e batteria (anni 50...); valori misurati
-con batteria staccata Vin=4-7V (fino a 8V al max dei giri motore)
-con batteria collegata e carica Vin=6-6,5V

Questi valori variano con numeri di giri, eventuali luci/clacson in funzione, stato di carica della batteria (la dinamo da 30W 'fa fatica' a tenerla carica coi fari accesi)

Luce originaria 6V 5/21W (posizione/stop)

I LED scelti tempo fa su ebay (il venditore mi sembra si chiami topbright) sono tradizionali in contenitore plastico trasparente. Alimentandoli con una R di caduta ho misurato:

ILED <30mA 50mA 80mA 100mA (valore nominale)
VLED <3V 3,08V 3,17V 3,22V
Luce fioca media quasi ok ok
(valori approssimati perchè cambiano con la temperatura)

Ho scelto di usare 5 LED per la luce di posizione e 6 LED (+5) per lo stop

Lo schema più semplice sarebbe con semplici resistenze di caduta:
24513
Non sarebbe possibile polarizzare più LED in serie, quindi ogni LED deve avere la sua resistenza di caduta. Per non stressare troppo i LED dovrei imporre per esempio 80mA per quelli di posizione, 100mA per gli stop. Si ricava quindi a 6V
Rp=(6-3,17)V/,08A=35 Ohm
Rs=((6-3,22)V/0,1A=28 Ohm
Circuito semplicissimo ma non molto affidabile per il caso in questione: la luce dei LED si affievolirebbe a V basse, e con Vin =7V avrei I=130mA circa col rischio di bruciare i LED (soprattutto gli stop)

CIRCUITO CON REGOLATORE LINEARE
24514
come detto prima Rs=Rp=10 Ohm e il regolatore è un low-dropout (LD1085) in package TO220 con radiatore.
Per avere Iled= 100mA negli stop e 70-80 mA nella posizione ho imposto VS=4V e VP=3,8V.

Dalle formule del regolatore (vedi prima) si ricava quindi
R1S=R1P=133 Ohm
R2S=270 Ohm; R2P=293 Ohm

Il diodo D è uno Schottky a bassa tensione diretta (es MBR1635); è facoltativo, serve a far accendere tutti e 11 i LED alla pressione dello stop (se quelli di posizione non erano già accesi)

Il circuito garantisce una luminosità costante e corrente controllata per Vin>5V circa; al di sotto la luminosità diminuisce.
Ovviamente la potenza dissipata è molta (intorno al 50%, dipende da VIN)

Comunque l'assorbimento dalla tensione di alimentazione è minore dell'originale: 2,5W la luce di posizione (luce maggiore dell'originale), circa 3,6W lo stop (luminosità analoga all'originale); la durata dovrebbe essere molto maggiore (protezione da sbalzi di tensione e temperatura)

diezedi
14-08-2012, 22:23
Per "conoscenza" mia (Riccardo U. sa)credo di aver scoperto che cosa è il diodo bulk o anche chiamato tiristore/triac/scr.Se ci ho "preso" avro una domanda da porti.Buon ferragosto.

gattmes
20-08-2012, 08:41
In parole povere:
bulk è un termine della lingua inglese (ceppo germanico) che in italiano è traducibile con le parole ammasso, accumulo, mucchio ed anche massa, mole, volume...

In campo elettronico e più in dettaglio nei semiconduttori è utilizzato di norma per riferirsi a qualcosa che riguarda gran parte se non l'intera area con cui i dispositivi semiconduttori in oggetto (transistor, ecc.) sono costituiti.

Per esempio nel caso di un transistor ad effetto di campo metallo-ossido-semiconduttore (MOSFET) il termine "bulk diode" è riferito al diodo "antiparallelo" (talvolta definito "parassita") tra drain-source (o source-drain, se preferite) che, nel processo costruttivo, inevitabilmente si forma tra regioni a drogaggio diversificato (quindi non solo P-N, ma anche tra P e P+ o N e N+) e principalmente con il substrato ovvero le fondamenta costruttive dell'intero semiconduttore, da cui "bulk".

Allargando un po' sul tema, come componenti "parassiti" possono essere individuate strutture più complesse del semplice diodo, come i transistor bipolari (BJT) veri e propri. Talvolta, tra più dispositivi "intrinseci", sono riscontrabili collegamenti che riconducono a forme più complesse come le strutture a SCR (tiristori).
È il caso di alcuni circuiti integrati (ma anche dei mosfet...) dove "latch-up" sono da questi provocati quando qualche circostanza (ad esempio rapidi dv/dt, ecc.) è in grado di "innescarli".

Va da se però che un diodo è diverso (ovvero non coincide, è un altro oggetto) da un transistor, a sua volta diverso da un SCR, tiristore, ecc.
"Bulk" in tal caso rappresenta, se vogliamo, un aggettivo del dispositivo in oggetto (sia esso poi un diodo un transistor, ecc.), indicante che esso è innato nella massa semiconduttrice dell'intero componente.

diezedi
24-08-2012, 21:39
Grazie,avevo trovato la spiegazione su un link in inglese(che conosco poco)ma era ben spiegato.Io avevo"capito" che siccome aveva la doppia giunzione p/n/p/n serviva per raddrizzare "direttamente" (AC in DC).Ora un altra domanda.Vi prego di avere pietà per la mia ignoranza.E possibile usare questi diodi https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:39CPElVdUQYJ:www.st.com/internet/com/TECHNICAL_RESOURCES/TECHNICAL_LITERATURE/DATASHEET/CD00287228.pdf+cool+by+pass+switch&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESgVd2xB_CLAxPdI4hRL8H7S5dP0Lh3rg4V__xmT ao9SflNr6FB98GhhV1FsCJ3OESLqgmpiivQj7yBbWklN8OMlVc iXnhbSP7sPBxAZfHfYXc1u2Mum6ZA8YlQ6sDWMBcDrs4HL&sig=AHIEtbQ7v1XvbjduSiA_XjNSTkgm5myjPQ per realizzare un raddrizzatore?A me serve solo raddrizzare la 220 V per caricare una batteria di un impianto ad isola ma il carica batteria accetta solo corrente continua (mi sembra che questo sia il solo requisito)percio non e molto importante il voltaggio.Oppure se potete indicarmi un congegno in commercio che abbia come caratteristiche principali l affidabilità e l efficenza(oltre il 95/96 %).Chiedo troppo?P.S. Naturalmente non ne so nulla delle varie "interferenze" che si hanno nella trasformazione ac/dc o dc/ac per questo preferirei un prodotto gia bello e pronto.Grazie e ciao.

richiurci
24-08-2012, 22:19
Quello assolutamente no, ha una tensione inversa (Vr) di soli 40V...dovresti usarli in maniera classica dopo un trasformatore.

Ci sono diodi che possono lavorare direttamente sulla 220V, ma avresti una tensione continua molto alta e pericolosa!

Direi che è necessario sapere, per poterti rispondere, la tensione massima che accetta il caricabatteria e la potenza che assorbe. Comunque un rendimento del 95-96% 'home made' è difficile (molto ) da ottenere, e ti puoi avvicinare solo ottimizzando il 'raddrizzatore' sul tuo caricabatteria.

Se non spieghi meglio mi sfugge un po' l'utilità di fare un AC->DC che alimenti un DC->DC, a meno che (immagino) il CB sia molto complesso e con funzioni sofisticate converrebbe fare direttamente un AC-DC con regolazione della corrente in uscita (anzi li vendono già belli e pronti)

diezedi
24-08-2012, 22:42
Ok.Allora ti dico ciò che vorrei fare moduli>microinverter>raddrizzatore>carica batteria (incorporato nell accumulatore).Ce un po di distanza dai moduli all accumulatore percio preferirei fare il collegamento in AC.E alcune cose non passerebbero dall accumulatore.E questo è l accumulatore con CB incorporato.

Gentile Riccardo Urcioli (e/o chiunque altro mi possa aiutare) <sudafrica>.Grazie.Ciao.</sudafrica>

richiurci
02-09-2012, 21:02
Non so che dirti, pochi dati e non sono uno specialista.
Prova a postare altre info se quella batt la hai già: targhetta, manuale... che tensione accetta in ingresso?

Comunque è dura maneggiare decine o centinaia di W senza esperienza... occhio che si fanno danni e ci si può anche 'scottare'!

jumpjack
12-10-2013, 16:59
Una delle cose che si potrebbe fare per rimappare il comportamento dell'acceleratore potrebbe essere questa:
Metti un partitore di tensione regolabile da Arduino sulla uscita dell'acceleratore che va alla centralina, poi con Arduino decidi che curva fargli applicare. In aggiunta , se con Ardu usi il sensore di corrente, potresti rimappare il comportamento anche in funzione della richiesta da parte del motore.
Tempo fa riflettevo su quanto sarebbe utile sugli scooter elettrici avere DUE acceleratori: quello classico che aumenta il duty-cycle, più un altro che invece regola la corrente erogata.
Questo perchè, per esempio, in salita è inutile spingere a manetta, cioè dare un duty-cycle del 100%, se tanto la corrente non è abbastanza da fornire abbastanza coppia da raggiungere la velocità desiderata!
Però anche mandare sempre la corrente massima anche in pianura, anche quando il duty cycle magari è al 50%, è uno spreco inutile!
Il vantaggio sarebbe l'aumento della pendenza massima superabile.

La faccenda del duty cycle potete immaginarla come se steste facendo girare su sè stessa una poltroncina girevole: ogni volta che vi passa davanti lo schienale, gli date una spinta. Per quanto tempo spingete rispetto alla totalità del giro, è il duty cycle; la forza con cui spingete è l'intensità della corrente inviata al motore.
Se c'è un vostro amico di 100 chili sulla poltroncina, potete anche spingere per tutto il giro, ma se usate poca forza, tanto veloce non andrà; se invece gli date un breve ma potenta calcione :-) a ogni giro, prenderà una bella velocità.

andypairo
13-10-2013, 08:10
Guarda che non abbiamo tutti questi gradi di libertà...In prima analisi il duty cycle impone la tensione media sugli avvolgimenti mentre la corrente dipende da tensione, impedenza avvolgimenti e velocità (forza controelettromotrice).La limitazione di corrente avviene abbassando il duty cycle.

jumpjack
13-10-2013, 09:06
Dalle curve di pilotaggio che ho visto io, la tensione di picco della sinusoide di alimentazione sembra costante a prescindere dal duty cycle.
Il che vorrebbe dire corrente sempre al massimo, che però la batteria non "vede" sempre al massimo sul lungo periodo. Ma può anche darsi che abbia visto grafici di massima, qualitativi e non quantitativi, boh.
Riuscire a trovare questi grafici di pilotaggio è moooolto complicato, quasi impossibile, bisogna andarsi a cercare decine di PDF generici e sfogliarli tutti sperando di trovare un grafico, perchè su google-images non si trovano. :-(

andypairo
13-10-2013, 10:17
Devi cercare i PDF dei BLDC motor controller, ad esempio:
<cite>ww1.microchip.com/downloads/en/.../00857a.pdf</cite>‎ a pagina 6
<cite>www.freescale.com/files/product/doc/AN1916.pdf (http://www.freescale.com/files/product/doc/AN1916.pdf) a pagina 9

I concetti espressi sono questi.

edit: non copia correttamente il link microchip, comunque è l'AN857
</cite>

richiurci
13-10-2013, 10:46
ho spostato i messaggi di jumpjack e andypairo in questo 3d sicuramente più attinente.
Questa è la sezione di elettronica, più adattta se si vuole approfondire.

Come consiglio a Jumpjack, visto il tipo di domande poste, è cominciare con lo studiarsi e capire i regolatori più semplici, quindi i lineari e poi i PWM in CC.
Comunque ci sono siti molto più specifici e frequentati per l'elettronica 'impegnativa', tipo electroyou, dove si trovano già molte discussioni di tutti i livelli su questi argomenti

jumpjack
14-10-2013, 07:54
Comunque ci sono siti molto più specifici e frequentati per l'elettronica 'impegnativa', tipo electroyou, dove si trovano già molte discussioni di tutti i livelli su questi argomenti
Su Electroyou ci sono solo saputelli che quando gli chiedi come funziona una cosa ti danno dell'idiota perchè non sai come funziona.... Oppure se non lo sanno loro come si fa a fare una cosa, ti suggeriscono di non farla...

Non è un forum che consiglierei a chi cerca informazioni, al massimo si può andare lì per vantarsi di quello che si sa.


Devi cercare i PDF dei BLDC motor controller, ad esempio:
<cite>ww1.microchip.com/downloads/en/.../00857a.pdf</cite>‎ a pagina 6
<cite>www.freescale.com/files/product/doc/AN1916.pdf (http://www.freescale.com/files/product/doc/AN1916.pdf) a pagina 9


Non vedo niente di nuovo rispetto a quanto dicevo: onda quadra a tensione costante che schematizza il pilotaggio a onda sinusoidale a tensione costante.
E siccome l'impedenza del motore è costante, significa anche corrente costante, cioè corrente sprecata.
In compenso non ho mai capito bene il deflussaggio o "field wakening", chissà che non sia proprio quello che dico io, cioè una riduzione della tensione/corrente e quindi del campo.

Cosa sapete del deflussaggio?</cite>

andypairo
14-10-2013, 10:15
Scusa ma se poni le domande in questo modo senza quasi leggere quanto detto in precedenza ci sfido che la gente si inxxxxa...
L'impedenza di un motore NON è affatto costante e il circuito equivalente del motore DC lo dimostra. Leggi la pagina 6 del PDF microchip e troverai anche la spiegazione della necessità del deflussaggio.
I concetti si applicano anche ai motori AC, ovviamente qui la cosa è complicata dalla necessità di gestire la commutazione tra le fasi (che nel DC è meccanica mediante spazzole e collettore)

richiurci
14-10-2013, 10:17
in parte ti dò ragione, quando ho postato i miei schemi le critiche sono fioccate... ma anche i consigli.

prova a cercarlo, ho messo li lo schema dello scariccatore e magari lo metto anche qui, questa discussione si è fermata causa i miei impegni con eli... e le poche richieste.
Però è inutile pensare che su un forum come EA tu possa avere tanti consigli come su electroyou, li ci sono migliaia di utenti tutti smanettoni in elettronica... o aspiranti tali.

Un altro OT ma per darti un'indicazione: il tuo atteggiamento non va bene, te lo dico sinceramente e spero tu lo prenda costruttivamente. Se chiedi consigli devi decidere il livello che vuoi tenere e non pretendere di spiegare agli altri le cose che stai cercando di capire tu. Il tuo parallelo con la poltroncina è intuitivo ma sbagliato secondo me, quello descrive un po' meglio i sistemi risonanti (tipo il classico esempio dell'altalena) mentre PWM e simili in realtà danno tante piccole 'spinte' durante OGNI ciclo.

Cercando il deflussaggio, oltre a un link a electroyou che non mi funziona, mi è venuto questo:
Motori C.c. - deflussaggio e avvolgimenti - Motori - Generatori - PLC Forum (http://www.plcforum.it/f/topic/17027-motori-cc-deflussaggio-e-avvolgimenti/)
chi fa la domanda mi ricorda un po' te, chiede cose di base e contemporaneamente vuole raggiungere in pochi minuti dettagli progettuali complicatissimi.

Quindi il deflussaggio, oltre che decisamente OT, è sicuramente un livello successivo di conoscenza; per intenderci non so cosa sia, ho già realizzato semplici PWM per pilotare carichi resistivi o anche motori a spazzole (il katia elettrico) ed è stato abbastanza complesso per uno che partiva quasi da zero come me... il deflussaggio mi sembra roba da progettisti di motori e/o di inverter MOLTO complessi.

A livello 'entry-level' io non vedo e non capisco i tuoi dubbi su regolazione di tensione E corrente. Sono legati dalle leggi dell'elettrotecnica, in maniera semplice e lineare con carichi resistivi, un po' meno con carichi fortemente induttivi come i motori. Però nessuno fa 'due acceleratori', nel senso che nella maggior parte dei casi (motori a spazzole ma credo anche i brushless più semplici) basta regolare la tensione col pwm che regoli di conseguenza la corrente.
Nei trifase come la Seicento vengono effettivamente regolati anche l'ampiezza 'a monte' della tensione e la frequenza dell'onda sinusoidale, che poi viene 'discretizzata' dal circuito switching. Questo detto in maniera semplice e probabilmente discutibile, è quanto ho capito io. Ma è un livello successivo...

Ripeto il consiglio e te lo scrivo meglio:
-Hai mai progettato e realizzato un qualsiasi circuito di regolazione PWM, anche a bassa potenza? Se no comincia con quelli, es un circuito di pilotaggio LED usando uno dei tanti integrati che trovi su RS, alcuni data-sheet spiegano anche come usarli
-hai mai progettato o almeno studiato un PWM per pilotare un motore a spazzole? Se no, fallo

Già questi due passi richiedono letture lunghe di libri, o almeno articoli, datasheet e application note.
Non pretendere di costruire un razzo che arrivi su marte se non hai mai fatto volare almeno un aeromodello....

Edit:mentre scrivevo aveva già risposto andypairo, io come al solito sono un po' prolisso...

andypairo
14-10-2013, 10:47
Riccà,
il deflussaggio serve per poter far andare un motore (DC per semplicità ma si applica anche agli AC) oltre la velocità "nominale", cioè quella che la combinazione campo - Vcc consente.
In soldoni per far accelerare un motore devi poter "imprimere" una corrente agli avvolgimenti. La corrente nell'avvolgimento è legata alla Vcc, alla R degli avvolgimenti (meglio Z ) e alla BEMF (back EMF) che è proporzionale sia alla velocità che all'intensità del campo. (la corrente è proporzionale a Vcc e inv. proporzionale alle altre)
Quello che lega coppia e corrente è ancora l'intensità del campo.
Quindi, in condizioni di flusso (intensità di campo) nominali aumentando la velocità del motore la corrente "efficace" diminuisce fino a raggoungere un punto di equilibrio a Vmax. Se voglio superare questa velocità devo o aumentare Vcc o diminuire BEMF (diminuendo il campo - field weakening). La cosa funziona ma ho una notevole penalizzazione sulla coppia.

Spiegazione non proprio "precisa" ma è giusto per far capire l'idea.

richiurci
14-10-2013, 11:02
per un attimo ho pensato: anche lui Ricca'?!?!? Poi mi sono ricordato di aver fatto outing...

Quindi se ho capito bene non è sempre necessario, basta alzare Vcc come in effetti si fa di solito sui veicoli elettrici, anche per diminuire le correnti in gioco...

andypairo
14-10-2013, 11:11
Si ma a livello industriale c'hai la 220 o la 380 (vabbè 400V), forse in alcuni casi la 660... ma se alzi Vcc hai bisogno di maggiore isolamento sugli avvolgimenti (es. motori AC economici che friggono se usati con inverter per via del basso isolamento), insomma "all else being equal" è un modo di ricuperare un po' di giri senza modificare il resto dle mondo.

nicolini2000
15-08-2014, 18:13
salve a tutti, ho trovato nel forum parte di quello che cercavo, riduttore di tensione. Mi accorgo di avere in casa diversi lm317,dovrei ridurre la tensione da 24 a 12v pero con almeno 5A. senza comperare componenti, e fattibile realizzare 4 circuiti con lm e poi parallelarli per avere 6A in uscita? non sono un elettronico, quindi prima di provare qualcuno ha gia fatto questo esperimento?

richiurci
19-08-2014, 16:55
si è fattibile. Se cerchi in alcuni data-sheet (vedi sul sito RS, anche per altri regolatori della famiglia) mettono anche lo schema per farlo.

Considera però che dovrai dissipare (e sprecare) ben (24-12)V x 6A = 72W e sono veramente tanti su soli 4 dispositivi.... dubito che sia fattibile con radiatori normali.

diezedi
28-08-2014, 15:57
Voi che cosa mi potete dire di questo congegno?Se sono OT ditemelo che entro domani cancello.http://www.energeticambiente.it/tecnica-componentistica-e-installazione/14760228-inteligens-home-star-da-associare-ad-un-impianto-fotovoltaico.html#post119557748

richiurci
29-08-2014, 08:42
Ciao diezedi,
ho creato il nuovo 3d:
http://www.energeticambiente.it/elettrodomestici-e-apparecchiature-elettriche-elettroniche-domestiche/14760686-rifasamento-considerazioni-domande-e-apparecchiature-commercio.html

nel quale è evidente un diffuso e motivato scetticismo su questi oggetti.
Se ne parla li, poi cancellerò questi due messaggi.

GLB
21-08-2020, 11:56
Per nicolini2000. In linea di principio si può fare ma ti conviene realizzare un DC/DC converter che lavori in commutazione, altrimenti per dissipare tutto il calore servono grossi dissipatori (il circuito scalderebbe un sacco). 5A sono da switching non da lineare.

Lupino
22-08-2020, 10:11
psss..... il post è del 2014 :-)
.... comunque concordo con te, meglio uno step-down che lavori in switching. Oltretutto quelli in commercio spesso hanno la tensione in uscita (e alle volte anche la corrente) settabile tramite un semplice trimmer

GLB
22-08-2020, 10:38
psss..... il post è del 2014 :-)
.... comunque concordo con te, meglio uno step-down che lavori in switching. Oltretutto quelli in commercio spesso hanno la tensione in uscita (e alle volte anche la corrente) settabile tramite un semplice trimmer

Sì sì il post è vecchio, mi aveva incuriosito perché qualche mese fa ho dovuto fare un DC/DC converter senza isolamento galvanico, che però potesse generare in uscita una tensione continua da -12V a + 12V in funzione del duty cycle del PWM, che generavo con un microcontrollore Microchip. Mi serviva bassa tensione e però alta corrente (arriva fino a 20 A), per pilotare delle celle Peltier variando la temperatura al variare della tensione. Il problema maggiore di queste bestie restano le dissipazioni per commutazione, purtroppo. Nel mio caso non avevo particolari esigenze di velocità di regolazione quindi ho tenuto molto bassa la frequenza di switching (intorno a 20 kHz se non ricordo male), altrimenti i mosfet di potenza scaldavano molto e avrei dovuto usare grossi dissipatori se non addirittura ventole di raffreddamento. Il tutto è poi in feedback con un sensore di temperatura che regola il loop della termoregolazione (le Peltier scaldano una piastra di alluminio). Altro problema che ho avuto nel commutare decine di A sono stati i disturbi: praticamente succedeva che le commutazioni generavano rumori nelle masse che a loro volta perturbavano i circuiti dei sensori di temperatura (PT100 e PT1000), per cui ho dovuto disaccoppiare con dei fotoaccoppiatori la parte di potenza dal resto del circuito (ma questo forse dipendeva anche dal fatto che la scheda era fatta "a mano", il classico prototipo filato saldato da me a mano, quindi con piste e lunghezze non ottimizzate).
Anni fa ho fatto degli switching con isolamento galvanico, dimensionando anche il trasformatore in ferrite. Vecchi ricordi.