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Visualizza la versione completa : La mobilità dopo il COVID-19



richiurci
23-04-2020, 12:38
Dopo 24 anni di pigrizia sono andato al lavoro in bici, anche se ho fatto offendere la mia automobilina elettrica.
Poco traffico e aria pulita aiutano non poco.
Speriamo che questo periodo sia un'occasione per rivedere certi stili di vita, e certe decisioni politiche, che sembrano inevitabili ma non lo sono.

Nelle prossime settimane dovremo probabilmente abituarci a nuove abitudini per ridurre l'assembramento sui mezzi pubblici, speriamo si approfitti della situazione, e sia a livello individuale che collettivo si trovi un modo per rendere le bici più fruibili anche in aree popolose e inquinate come Milano.

#civolevailvirus

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BrightingEyes
12-06-2020, 10:33
Per chi può ottima cosa. Specie nelle strade vuote per il lockdown.
Ma pedalare nel traffico resta un po' pericoloso e poco salubre in molte aree del paese.
Strade strette, mancanza di piste ciclabili, traffico pesante, salite ripide non aiutano da noi. Ma dove gli spazi e le carreggiate sono ampie la bici sarà fondamentale.
Soprattutto le E-bike che sono davvero una rivoluzione.
Occorre però pensare anche alla sicurezza.
A mio parere è fondamentale la riduzione del traffico e spero che lo smart-working diventi sempre più efficace e realistico. Per ora c'è moltissimo percorso da fare. Ma se riuscissimo a permettere che anche solo il 30% delle auto dei pendolari vengano eliminate sarebbe un passo avanti notevole.
Poi concordo sulla politica di allargare le aree ciclabili all'interno delle città. A questo proposito ritengo che la politica giusta sia quella inglese o americana. Cioè il graduale DIVIETO assoluto di parcheggio laterale nelle vie trafficate, permettendo alle auto di sfilare al centro ad una velocità controllata, ma dignitosa (i 30 all'ora possono essere accettabili nelle vie laterali con auto parcheggiate, non certo nei viali o nelle vie di scorrimento) e riservando due corsie protette alle bici. Laddove possibile prevederei anche corsie riservate per auto elettriche e moto, non impegnabili se non per "sconfinamenti" temporanei, da auto e furgoni. Ed ovviamente ridurre gradualmente l'accesso ai centri alle sole auto a emissioni zero.
Il problema dei parcheggi lo si deve risolvere con apposite costruzioni fuori e sotto terra. Gli spazi esistono, basta solo fare piani urbanistici che li tengano in conto e non permettere che qualsiasi costruzione dismessa sia trasformabile nel palazzo con 30 appartamenti.
E poi chiunque parcheggi 7-8 metri quadri di auto sul suolo pubblico DEVE pagare quell'ingombro! E' ridicolo ed ingiusto che un bar che offre un servizio alla comunità e produce ricchezza e benessere sia assoggettato a costi esosi per un tavolino all'aperto e i residenti di un condominio possano pretendere di occupare gratuitamente in eterno il suolo pubblico. Con i ricavi ci faremo le piste ciclabili.
Bene comunque la politica di incentivi all'acquisto di bici e monopattini elettrici.
Resta da educare alla guida degli stessi la gente. Molti non hanno ancora capito che un ciclista o un "monopattista" SONO VEICOLI, non "pedoni molto molto agili". A mio parere andrebbe modificata la legislazione sugli attraversamenti stradali. E' ormai normalità assoluta vedere persone che si approcciano alle strisce pedonali come se stessero camminando su un sentiero di montagna, del tutto ignari, volutamente ed altezzosamente, delle auto che sopraggiungono, nella illusoria pretesa che "tanto ho la precedenza".
Certo che ce l'hanno! Ma chi ha ricevuto una botta a 5 km all'ora da 2000 gk di massa se la ricorderà comunque. Seppure risarcito dall'assicurazione.
Non parliamo dei ciclisti o monopattinari che si lanciano sulle strisce a 20 all'ora! E' ovvio ai bambini che il 99% degli automobilisti è disposto a dare la stessa precedenza che da ai pedoni a un ciclista fermo al bordo stradale sulle strisce, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che se UN VEICOLO taglia la strada perpendicolarmente al flusso del traffico DEVE dare la precedenza!
Quindi OCCHIO a pensare che il ciclista evoluto che odia le auto possa permettersi di attraversare in velocità anche sulle strisce! Le sentenze sono ormai diverse e molto chiare! Una bici che attraversa in velocità NON HA MAI la precedenza garantita!!
Sembrano cose banali, ma io vedo ogni giorno comportamenti del genere e anche su internet si vedono sempre discussioni fra ecociclisti assatanati che pretendono di cambiare le leggi a volontà e automobilisti selvaggi che pretenderebbero invece di avere la carreggiata tutta per loro.
Ho visto pochi mesi fa in un amico le conseguenze di una banale caduta prodotta da un piccolo urto di un'auto che svoltava alla sua ruota anteriore (l'auto non si è nemmeno fermata, anche perchè probabilmente l'autista nemmeno si è accorto dell'urto) e garantisco che le conseguenze possono essere gravi. In quel caso tra l'altro a mio parere anche la responsabilità dell'automobilista era incerta, in quanto ha svoltato a destra senza segnalare, ma l'amico stava sorpassando allegramente la fila a destra contando sull'agilità da "pedone veloce e furbo".
Per la cronaca l'amico dopo due mesi di ospedale ha abbandonato la bici da strada e si dedica solo alla MTB.