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Visualizza la versione completa : Trasmutazioni Nucleari a Bassa Energia (e tensione)



BlueIce
30-01-2007, 14:52
Ciao a tutti, voglio premettere che non sono ne un fisico ne un chimico quindi, potrei dire un po&#39; di castronerie <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/a1cdf3412e9d02bbd1c83b9b931251c7.gif" alt=":P"> .<br><br>Comunque volevo sapere se e&#39; possibile ottenere l&#39;innesco del plasma a basse tensioni utilizzando elettrodi molto piccoli (es. filamento delle lampadine a incandescenza) e come alimentazione batterie (Ad esempio 2 - 3 o 4 batterie da 9V in serie). Insomma a che tensioni e intensit&agrave; di corrente avviene l&#39;innesco (lo chiamate cosi vero? <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/a1cdf3412e9d02bbd1c83b9b931251c7.gif" alt=":P">) e che relazione ha con le dimensioni dell&#39;elettrodo?

ElettroRik
30-01-2007, 15:28
<a href="http://www.overunity.it/struttura.htm" target="_blank">http://www.overunity.it/struttura.htm</a><br><br>Il primo ed il quarto link della colonna a sinistra.

BlueIce
30-01-2007, 16:06
Grazie ElettroRik per la risposta immediata ed i chiarimenti,<br>Sono riuscito ad ottenere qualche scintilla con 2 batterie da 9V e il filamento di una lampadina da 40W, poi si e&#39; bruciata la parte superiore del filamento che era fuori dalla soluzione. (o almeno credo).<br>Premsumibilmene usando delle batterie si potrebbe fare a meno del condensatore ma ne servirebbero almeno 6-7 da 9V credo per &quot;accendere&quot; un ago.<br><br>E&#39; impressionante come sia semplice ottenere queste reazioni&#33;<br>Grazie ancora&#33;

berlitz
31-01-2007, 02:20
Ciao BlueIce,<br>anch&#39;io feci delle prove con basse tensioni e, quindi, con basse correnti a partire dalle pile. Pero&#39; ne usavo da 1,5 Volts anche in serie e, quindi, non riuscivo ad accendere il plasma.<br>Solo con tensioni abbastanza alte, intorno ai 60 Volts, si accendeva il plasma usando aghi come catodi.<br>Questo e&#39; il link al topic dove ho riportato i dati delle mie prove con aghi e basse tensioni:<br><a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2838986" target="_blank">http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2838986</a><br>Ciao e buona foruna<br>Francesco

BlueIce
31-01-2007, 08:16
Grazie ho letto tutto con molto interesse, dai tuoi dati presumo che le batterie non siano sufficenti per &quot;accendere&quot; l&#39;ago, speravo di poter fare qualche esperimento senza l&#39;utilizzo di alimentatori particolari.<br><br>Prima di investire in un alimentatore serio infatti proverò ancora un po&#39; con i filamenti delle lampadine, anche perchè sinceramente non mi fido troppo delle mia capacit&agrave; per maneggiare cavi e filamenti vari a 150V.

BlueIce
01-02-2007, 12:01
Scusate, ho capito solo ora di aver postato nella sezione &quot;seria&quot; del forum, prego i moderatori di spostare la discussione nella sezione più appropiata, Grazie.

Alex Svoboda
16-04-2011, 21:52
Vorrei rinverdire l'argomento 'rievocando' un vecchio utente di questo forum, Renzo Mondaini, guardate un po' cosa combina proprio in questi giorni:

YouTube - Fusione Fredda con trasmutazione O+O = S, di Renzo Mondaini. (http://www.youtube.com/watch?v=G5XEh0uWaZI)

Certo lascia perplessi, se ci sono le trasmutazioni che descrive Mondaini, ma l'energia (che sia liberata o assorbita) dov'è?

Camillo
18-04-2011, 20:00
Stupefacente il filmato.
Ora bisogna vedere se è ripetibile, data la banalità lo voglio provare.

Se fosse ripetibile NON riesco a spiegarmi come mai non ce ne siamo accorti prima.
Il carbonato di potassio è usato spessissimo nelle elettrolisi.

SGF
18-04-2011, 20:22
ma l'energia (che sia liberata o assorbita) dov'è?
E appunto, quanto dovrebbe essere...?
Comunque al di la delle energie, il fatto di trasmutare atomi con tanta facilita e già di per se una notizia, il che fa di Mondaini un alchimista medioevale oppure un nobel.
Se cio troverà dei riscontri è un bel colpo di martello in faccia per gli anti fusionisti.....

tia86
18-04-2011, 20:35
GRUPPO ITALCHIMICI :: Copper Italia (http://www.italchimici.it/copper/products/tech_rame_ofhc.html)

Vedere voce Zolfo.
Ha preso del rame con molte impurità di zolfo.

SGF
18-04-2011, 21:26
Vedere voce Zolfo.
Ha preso del rame con molte impurità di zolfo.
Molto molto probabile.

Camillo
19-04-2011, 05:27
Ha preso del rame con molte impurità di zolfo

E' così ovvio che sia così che mi stupisce il fatto che il sig. Mondaini non lo abbia considerato.

In effetti avrebbe dovuto dire che anche il rame era stato fatto analizzare.

Altre considerazioni potrebbero derivare da una presunta trasmigrazione di zolfo dovuta alla plastica isolante.



Ora ci sono 2 comportamenti di fronte a questa situazione:

1) Deduco che la persona sta facendo un errore grossolano e la ignoro. Anche se in questo caso è molto probabile che sia così, questo modo di pensare è sbrigativo e va bene nel 99,99...% dei casi

2) Personalmente sono uno sperimentale e, se la cosa è facilissima come in questo caso, preferisco verificare di persona. Inoltre tendo sempre a pensare che l'altra persona sia intelligente ed accorta.

Detto questo vediamo cosa ho fatto.
Sono andato nel mio laboratorio, ho preso due fili di rame da avvolgimento (ho evitato quelli che erano stati in contatto con plastica isolante), ho raschiato la vernice e fatto l'elettrolisi in acqua bidistillata da me, ho usato bicarbonato di sodio invece che potassio.
Piazzati i 12 V corrente 0,15 A ho visto bollicine in tutti e due gli elettrodi e sull'anodo si forma della sostanza lattiginosa grigia. Quindi NIENTE ZOLFO o suoi derivati.

Le differenze con esperimento di partenza sono nel bicarbonato di sodio anzichè di potassio e nella corrente iniziale che più bassa (ma dipende da distanza degli elettrodi dalla loro forma e da quanto sono immersi.)
Non ho ripetuto esattamente l'esperimento ma direi che le probabilità che si sia formato zolfo dall'ossigino sono praticamente zero.

lostdog
19-04-2011, 13:00
Concordo con l'opinione diffusa che leggo qui, ovvero che il rame (o l'acqua, o il bicarbonato...) contenesse impurità di zolfo.

Tuttavia, non riuscire a riprodurre l'esperimento non è di per sè la prova del fatto che abbiamo trovato la spiegazione.

Se davvero vogliamo essere certi di quello che diciamo, dobbiamo fare un esperimento nel quale riusciamo a riprodurre quanto dichiarato dal Sig. Mondaini.
Fino a quel momento, non possiamo dire di avere la certezza di quel che ipotizziamo, in quanto non abbiamo dimostrato (a noi e agli altri) di avere il controllo del fenomeno descritto.

Detto questo, data la semplicità dell'esperimento, nei prossimi giorni vado a cercare un po' di filo di rame rigido, 'vecchio tipo', e provo anche io.
Tra l'altro, ho dato un'occhiata al documento linkato, e si legge che sia il rame elettrolitico che quello oxygen-free contengono impurità di zolfo, quello oxygen-free circa (vado a occhio) il 25% in meno dell'altro, una differenza a mio parere trascurabile per questo esperimento...
E, francamente, dubito che il filo elettrico di qualunque tipo sia oxygen-free, visto che il procedimento produttivo è sicuramente più costoso, e le differenze elettriche (conducibilità) davvero infinitesimali, lo 0,7 %.

A seguito di un numero consistente di esperimenti non riusciti, possiamo chiedere al sig. Mondaini di analizzare il suo filo elettrico, oppure di inviarci un pezzo del filo per vedere se con quello l'esperimento riesce anche a noi, e/o di invitarci a casa sua a vedere...
E se rifiuta, allora possiamo pensare a un trucco anzichè a una banale svista...
Speriamo che non ci abbia fatto solo perdere tempo...

:bye1:

Camillo
19-04-2011, 13:59
Mi piace molto il tuo intervento lostdog, non tanto per capire la cosa quanto per la tua enunciazione del metodo.
Caspita sei molto intelligente, hai la stoffa del ricercatore... magari lo sei?

Vedi ogni anno faccio lezione a circa 300 nuovi alunni, parlo del metodo della ricerca.
Quest'anno a partire da gennaio, ho parlato della ff e di questo forum. Pertanto è possibile che qualcuno di loro segua questa discussione ed impari le modalità della ricerca.

Sì! Hai ragione, non basta criticare, negare occorre dimostrare che si è capito cosa è sucesso al suo esperimento.



Sono appena andato in laboratorio dove l'elettrolisi ha proseguito, ho visto che l'elettrodo di rame immerso è stato quasi tutto consumato nell'anodo.

Ebbene, ora si nota bene nel liquido (un bicchiere) la formazione del colore azzurro del solfato di rame e si notano anche i cristallini sull'ultimo residuo del filo rimasto.

A occhio direi che però è poco, e sicuramente compatibile con le tracce di zolfo presenti.

Certamente per avere la certezza occorrerebbe avere l'analisi quantitativa relativa allo zolfo sia del pezzo di rame che del liquido ottenuto.

Purtroppo ho perso i contatti con il mio vecchio istituto tecnico di chimica, dove ho studiato e insegnato (non conosco più i nuovi insegnanti).
Vedo se qualche collega mi dà la disponibilità di fare un'analisi quantitativa.
Ma non prometto niente.
Ciao

tia86
19-04-2011, 19:44
Sì! Hai ragione, non basta criticare, negare occorre dimostrare che si è capito cosa è sucesso al suo esperimento.



Veramente la prima cosa da fare è produrre una documentazione che convinca dell'esistenza del fenomeno, altrimenti si perde solamente tempo a ricreare (o meglio, a cercare di ricreare) esperimenti che già di partenza sono fallimenti.
Prova a leggere un qualsiasi articolo scientifico peer-reviewed.

Camillo
19-04-2011, 20:31
Veramente la prima cosa da fare è produrre una documentazione che convinca dell'esistenza del fenomeno, altrimenti si perde solamente tempo a ricreare (o meglio, a cercare di ricreare) esperimenti che già di partenza sono fallimenti.


Hai ragione anche tu, lì manca l'analisi quantitativa del filo di rame.
Quindi la documentazione è insufficiente e fa perdere tempo.
Comunque è stata una perdita di tempo modestissima.

Piuttosto spinto dalla curiosità ho provato a rifare l'esperimento con acqua distillata e pochissimo idrossido di potassio (attenzione è pericoloso).

La conduttività è stata molto più forte per avere un ampere di corrente ho dovuto ridurre la tensione da 12 a 5 V. Il gas prodotto era decisamente tanto, l'elettrodo positivo in questo caso viene poco intaccato, voglio vedere lasciandolo lì molte ore cosa succede.

Comunque dopo circa un quarto d'ora a 5W di potenza l'anodo era solo leggermente intaccato, la soluzione si è subito intorbidita di scuro dovuto a floculazioni che non ho capito.

Ora se riesco a far sciogliere anche questo pezzo di filo di rame, identico in qualità e quantità al precedente, mi chiedo che fine farà lo zolfo presente?
Dovrei trovarlo o come solfato o solfito o come solfuro di potassio (rosso).

Vedremo certo che non mi aspettavo che il carbonato attaccasse così velocenebte il rame, c'è sempre qualcosa da imparare anche in queste sciocchezze.

Armando de Para
19-04-2011, 21:37
Dalle analisi chimiche si evince che :
6800+53000 mg/kg sono circa 60 grammi di zolfo totale tra liquido e solido.
Ipotizzando che siano il frutto di una sola prova su circa 150 ml di soluzione possiamo dedurre empiricamente con grossa aprossimazione quanto segue:

Diamo all'acqua densità aprossimativa = 1
Diamo agli elettrodi immersi un peso aprossimativo (spettroocciometricamente :-) di 8 grammi

In 150 gr di acqua si sono prodotti 6,8x150/1000= 1,2 gr di zolfo totale nel liquido e 53x150/1000= 7,95 gr di zolfo totale nel residuo solido

Se ipotizziamo (ripeto) che l'analisi chimica è stata fatta a seguito di una sola prova (quella del video) il peso totale dello zolfo prodotto è di circa 9,15 gr su 150 ml o gr di acqua, ben superiore al peso totale dei due elettrodi di rame...

Si può dedurre quindi che il rame pur contenendo delle impurità di zolfo quest'ultime non possono aver prodotto l'enorme quantità di zolfo evidenziata dalle analisi...in pratica gli elettrodi dovevano essere di zolfo con tracce di rame :spettacolo:

Mi concedo un errore di calcolo del 50%, la sostanza non cambia :rolleyes:

Ci sono molte altre considerazioni in merito ma prima è giusto che prima ci rendiamo tutti edotti, concordo totalmente con la critica di Lastdog, l'esperimento va ripetuto con le stesse metodiche ma soprattutto con con gli stessi elementi, che a seguito di quanto vi posterò hanno una ragion "d'essere" in quanto possibili attivatori (Trigger) di reazioni nucleari a debole energia o per capirci meglio; di moderna alchimia.
Quanto vi sto per postare è già bagaglio di questo spazio fin dai suoi inizi; al tempo no furono mai presi in seria considerazione (se non dal sottoscritto e pochi altri) ma che oggi oltre ad essere tornati argomento di attualità devono essere studiati, interpretati e digeriti.
Per essere tutti in pari :rolleyes:

Cominciamo con un piccolo saggio (in forma breve articolo) nato a seguito della prima laurea in Italia sulle reazioni a debole energia ad opera dell'ing Luca Chiesi (Reggio Emilia), per chi volesse il libro completo "la struttura nascosta del mondo", in forma riservata per motivi di studio posso chiedere a Luca Chiesi di fornirvi il formato pdf.

LA STRUTTURA NASCOSTA DEL MONDO di Luca Chiesi - NEXUS Edizioni (http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Scienza-del-futuro/LA-STRUTTURA-NASCOSTA-DEL-MONDO-di-Luca-Chiesi/)

Tra le molte evidenze SCIENTIFICHE raccolte in questo "saggio" evidenzio gli esperimenti del Dr. Roberto Monti (CNR Bologna), esperimenti documentati, pubblicati etc un anno prima di dei due famosi scienziati che ribattezzarono l'alchimia con le parole "fusione fredda", iniziamo con la formula per produrre oro alchemico dal mercurio:

www.altrogiornale.org/_/pdf/pdf.php?news.5131

Il sito di Monti con papers:
|| PAPERS || lowenergytransmutations.org (http://www.lowenergytransmutations.org/papers.htm)

In merito al sole freddo ;-) :
http://www.lowenergytransmutations.org/documents/the-cryogenic-model.pdf

Il resto lo potete trovare con chiavi google:

"roberto monti+andromeda" "roberto monti+mercurio" ...il resto con un po di alchimia...pardon, con un po di reazioni piezonucleari :spettacolo:

Armando de Para
19-04-2011, 21:48
Dimenticavo, ho a disposizone il miglior SEM d'Italia (che colpo di fortuna), già utilizzato per analizzare campioni solidi trattati con ultrasuoni (cavitazione) dal prof. Cardone di cui alcune pubblicazioni:

http://img820.imageshack.us/img820/9135/24112009001.jpg (http://img820.imageshack.us/i/24112009001.jpg/)

http://img821.imageshack.us/img821/8133/24112009.jpg (http://img821.imageshack.us/i/24112009.jpg/)

Se mi contattate privatamente vi fornirò l'indirizzo dove eventualmente inviare dei campioni da analizzare, ovviamente serve un campione vergine e un campione trattato.

(non sono presente nelle foto, sono il fotografo:-)

Armando de Para
19-04-2011, 22:05
Ebbene, ora si nota bene nel liquido (un bicchiere) la formazione del colore azzurro del solfato di rame e si notano anche i cristallini sull'ultimo residuo del filo rimasto.

A occhio direi che però è poco, e sicuramente compatibile con le tracce di zolfo presenti.



Tracce di potassio nel bicarbonato di SODIO o tracce di Arsenico o Piombo?

:rolleyes:

vanesio
19-04-2011, 23:06
in pratica gli elettrodi dovevano essere di zolfo con tracce di rame
Concordo, l'ipotesi delle impurità mi sembra un pò troppo banale, e a primo acchito fuori misura di ordini di grandezza.
Chiaro che la riproduzione dell'esperimento andrebbe fatta partendo dagli stessi uguali reagenti (Camillo: "ho usato bicarbonato di sodio invece che potassio")
V

tia86
19-04-2011, 23:18
Dalle analisi chimiche si evince che :
6800+53000 mg/kg sono circa 60 grammi di zolfo totale tra liquido e solido.
Ipotizzando che siano il frutto di una sola prova su circa 150 ml

Fai assunzioni troppo generiche.
Quelle misure si riferiscono al campione, non all'intero esperimento.
Non si può pigliare quel dato e moltiplicarlo allegramente per il peso (presunto) totale, in quanto è una misura locale.
Presumo che abbia raschiato via il presunto solfito di rame e portato ad analizzare per vedere cos'era. Ovvio che viene fuori un valore enorme di zolfo, è quasi tutto solfito di rame!

Armando de Para
19-04-2011, 23:38
Fai assunzioni troppo generiche.
Ovvio che viene fuori un valore enorme di zolfo, è quasi tutto solfito di rame!

Si ho scritto "ipotesi", ma l'alternativa, viste le quantità prodotte è che abbia accumulato il risultato di più test...
Ma già di per se il dato sullo zolfo in soluzione, sempre che non abbia sommato anche tutte le soluzioni frutto di molte prove, potrebbe inficiare l'ipotesi delle tracce di zolfo nel rame...
ATTENZIONE CHE DALLA SCHEDA DA TE POSTATA ci sono altri inquinanti in percentuale superiore allo zolfo, che sarebbero dovuti risultare dalle analisi (ma ofrse non sono stati cercati, certo)..

Chiamate il buon Renzo o scrivetegli chiedendo lumi :rolleyes:...oltre che a ripetere esattamente lo stesso esperimento.
:bye1:

p.s. Gli inquinanti sono presenti in PPM se non erro...produrre 9 grammi di zolfo...mumble mumble... 500 prove a 150 ml per volta e 6 kg di filo di rame???

Resta che lo zolfo l'ha grattato dai minerva ;-)

p.p.s. ho sempre un SEM a disposizione :rolleyes:

tia86
19-04-2011, 23:45
Si ho scritto "ipotesi"


Non è che se scrivi "ipotesi" allora puoi trascendere dalla realtà.

,

Ma già di per se il dato sullo zolfo in soluzione, sempre che non abbia sommato anche tutte le soluzioni frutto di molte prove, potrebbe inficiare l'ipotesi delle tracce di zolfo nel rame...
Il campionamento è un arte a se. E già solo il campionamento basta a spiegare come mai quelle alte quantità di zolfo.



ATTENZIONE CHE DALLA SCHEDA DA TE POSTATA ci sono altri inquinanti in percentuale superiore allo zolfo, che sarebbero dovuti risultare dalle analisi (ma ofrse non sono stati cercati, certo)..
Forse non son stati cercati?
Vorrei porre alla tua attenzione l'assenza del rame nelle schede di Mondaini.
Non sono stati cercati altri elementi, è un fatto.

Armando de Para
19-04-2011, 23:59
Non sono stati cercati altri elementi, è un fatto.


p.s. Gli inquinanti sono presenti in PPM se non erro...produrre 9 grammi di zolfo...mumble mumble... 500 prove a 150 ml per volta e 6 kg di filo di rame???

HAI RAGIONEEEEEEE!!!! :wub2:

P.S. netiquette della rete, non si evidenziano gli orrori ortografici...dai...su!!!
Può capitare dopo 1000 km fatti in un giorno in macchina.

Camillo
20-04-2011, 07:29
Bene.
Un esperimento apparentemente banale, si sta dimostrando "stimolante".

Molte grazie ad Armando, ho letto con somma soddisfazione
LA STRUTTURA NASCOSTA DEL MONDO di Luca Chiesi - NEXUS Edizioni (http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Scienza-del-futuro/LA-STRUTTURA-NASCOSTA-DEL-MONDO-di-Luca-Chiesi/)

Da te postato nel N° 17, gran parte delle cose le avevo già lette, ma molte altre sono state una sorpresa.

Ovviamente non è che creda in toto ma mi piace valutare nuove prospettive.
Interessante per esempio il punto 4 dove si parla di trasmutazioni geologiche dovute a pressione! Dopo anni sta per essere convalidato!


Ora le tue valutazioni quantitative sullo zolfo, a spanne, le avevo fatte anch'io.
Ma, come tia86 rilevavo che NON era chiara la quantità di rame usata, la modalità... insomma mancava un'informazione di base.

Fatto un rapido conto ho visto che era più facile per me tentare una semplice verifica, di prima approssimazione, senza pretese, per rendermi conto della cosa.

Qui si vedono due atteggiamenti diversi tra il sottoscritto e tia86, non dico che uno sia migliore dell'altro, sarebbe come dire che nel calcio l'attacco è più importante della difesa.

Io ho una propensione sperimentale, e fantasiosa (attacco), tia86 è preciso, rigoroso e prima di lanciarsi valuta con attenzione gli elementi e le informazioni in gioco (difesa), si lancerà mai in attacco?
(Mi rendo conto di divagare ma sono fondamentalmente un didattico analizzatore)

Tornando al fatto sperimentale, non ho usato carbonato di potassio perchè li per li non l'avevo. Che diamine! dovevo solo farmi un'idea un attimino più precisa.

Ma vediamo gli sviluppi della seconda prova, acqua bidistillata + pochissimo KOH (2 piccole palline in una provetta per analisi urine). Equivalente filo di rame della prima prova.
Dopo 10 ore solo meno della metà filo di rame si è sciolto.
Il liquido permane intorbidito da sostanza scura floculante, NESSUNA evidenza di solfato colorato presente.

Dove è andato a finire lo zolfo?
A questo punto sì che comincio ad essere perplesso!

Ho chiesto in farmacia ma non avevano il carbonato di potassio, vado al mio vecchio istituto e vedo di procurarmi la cosa e magari di prendere contatti per un'analisi quanitativa.

Quindi rifarò tutto da capo questa volta misuro con la precisione consentitami dagli strumenti in mio possesso. Non so il tempo in quanto parto per le vacanze, ma poi lo troverò.

Vedo che ognuno ha una parte di ragione, l'importante è la sinergia (azione combinata di due o più elementi).

ciao a tutti

endymion70
20-04-2011, 09:15
Io ho una propensione sperimentale, e fantasiosa (attacco), tia86 è preciso, rigoroso e prima di lanciarsi valuta con attenzione gli elementi e le informazioni in gioco (difesa), si lancerà mai in attacco?

Lanciarsi all'attacco a casaccio non è mai una buona tattica.



Tornando al fatto sperimentale, non ho usato carbonato di potassio perchè li per li non l'avevo. Che diamine! dovevo solo farmi un'idea un attimino più precisa.
Tra l'altro anche il carbonato di rame è verde...

Comunque la PRIMA cosa che ad uno viene in mente è, senza saper nè leggere nè scrivere, fare un'analisi preliminare dei materiali coinvolti:

1. Rame degli elettrodi
2. Carbonato
3. Acqua

Senza trascurare nulla.

Camillo
20-04-2011, 09:54
Detto fatto,
ho preso contatti con il mio vecchio Istituto Tecnico di Chimica, ho trovato pochissimi conoscenti ma in compenso ex allievi.
Mi hanno dato il carbonato di potassio purissimo e si sono dichiarati disponibili ad analisi quantitative. Bene!

Adesso posso disporre un esperimento un po' più rigoroso.
Per il momento non mi metto troppo a calcolare le impurità, vediamo prima l'ordine di grandezza della cosa.

Comunque parto da acqua bidistillata (l'ho finita e la devo preparare) , carbonato di potassio che dò per puro (è della Carlo Erba per laboratorio), e filo di rame di cui darò la quantità che reagisce con la massima precisione possibile.

Una stessa quantità di rame di quella usata nell'esperimento la faccio analizzare per vedere il contenuto di Zolfo.
Ovviamente lo zolfo lo faccio rilevare quantitativamente anche nil liquido risultante + precipitato.

SE la cosa risulta molto "fuori schema", probabilmente presento la relazione ad una classe 4° di chimica industriale, (ho parlato con il prof.) partendo dal filmato e dando una impostazione didattica.
Quindi, il prossimo anno, ripetiamo il tutto alla grande con 25 alunni.


Ciao Edy..70 giochi in difesa eh!!!

Lanciarsi all'attacco a casaccio non è mai una buona tattica.
Va benissimo il tuo discorso. (A nessuno piace sprecare lavoro e fatica per niente)

Ciao a tutti vado in laboratorio.

SGF
20-04-2011, 11:36
Lanciarsi all'attacco a casaccio non è mai una buona tattica.
Se' ti lanci all'attacco senza un minimo di riflessione in esperimenti che costano parecchio sono d'accordo,
Ma nel nostro caso assolutamente NO...
Il ri esperimento di Camillo ha già dato i suoi frutti: Riallaccio dei rapporti con con l'istituto in cui lavorava addirittura con nuove persone che non conosceva e tuttavia gli hanno dato fiducia e disponibilità, e questo e un bel risultato a prescindere dallo zolfo, chi sa perchè qual cosa mi dice che Camillo, piano piano, li trascinerà su ben altri binari (o meglio deragliare su altre passioni che poco tollerano la ferrea osservanza alle attuali leggi della fisica).Questo si traduce in un ulteriore supporto prima di tutto logistico strumentale di cui anche noi, tramite Camillo, avremo beneficio, e magari qualche lungimirante (deragliato) dell'istituto verrà ad allargare le nostre fila portando il suo contributo.

Certo però, se' solo penso al coraggio che ci vuole a dovermi presentare davanti hai professoroni per proporgli la fusione nucleare dell'ossigeno con due pezzi di filo elettrico...prima mi faccio seppellire vivo, tanto lo farebbero loro a forza di risate.

Camillo
20-04-2011, 11:47
Hai ragione

Certo però, se' solo penso al coraggio che ci vuole a dovermi presentare davanti ai professoroni per proporgli la fusione nucleare dell'ossigeno con due pezzi di filo elettrico...prima mi faccio seppellire vivo, tanto lo farebbero loro a forza di risate

Ma se sono tuoi ex alunni e ti stimano, sanno che ... si può tentare.
mica la presento come verità assoluta anzi faccio la perte di edy...70, però dico, vale la pena di dimostrare che si sbagliano.

Come hai detto tu se costa poco..

endymion70
20-04-2011, 12:23
Ma nel nostro caso assolutamente NO...
Infatti io parlavo in generale. Chiaro che per esperimenti domestici c'è sempre tempo e modo per farli.



Certo però, se' solo penso al coraggio che ci vuole a dovermi presentare davanti hai professoroni per proporgli la fusione nucleare dell'ossigeno con due pezzi di filo elettrico...prima mi faccio seppellire vivo, tanto lo farebbero loro a forza di risate.

Quello che mi chiedo è... ma la fase del "è troppo facile, deve averci pensato qualcun altro" non viene mai in mente?

Camillo
20-04-2011, 12:41
Quello che mi chiedo è... ma la fase del "è troppo facile, deve averci pensato qualcun altro" non viene mai in mente?

Si a noi attaccanti viene in mente, eccome.
Probabilmente per noi è diverdente provare, ci costa poco.
Inoltre andiamo per approssimazioni successive, si parte dall'esperimento "arrangiato alla bene e meglio" e se sorgono dubbi si prosegue.

Tra i difensori c'è l'estremo difensore il portiere, lo definirei così:
Il portiere intransigente è colui che sa l'arte del perfetto attaccante, ma non si muove mai dalla porta.

E se fossero tutti portieri?

Senza offese endy..70 Mi sei piaciuto quando sei andato alla conferenza di torino è hai fatto le sucessive dichiarazioni, non sei certo tu il portiere in questione. in fin dei conti c'è anche il centrocampo, ed è FONDAMENTALE.
Cordialità

Camillo
20-04-2011, 15:10
Ho impostato così l'esperimento:

a) In una provetta di vetro (simile a quella delle analisi urine) ho messo 10 cmq di soluzione al 6% circa di carbonato di potassio da laboratorio (molto puro), con acqua bidistillata (molto pura).

b) Ho preso un filo di rame da 1,5 mm di diametro, ho calcolato 1 metro da 14,3 grammi di peso. Ho controllato per sicurezza il peso di un metro di filo, corrispondeva al calcolo teorico.
Ebbene 70 mm di questo filo pesano 1g.
Il filo era isolato con vernice trasparente per avvolgimenti, l'ho tolta.

c) Quindi nella provetta ho messo due fili di rame uno per l'anodo, l'altro per il catodo, ho fatto in modo che esattamente 70 mm venissero immersi nella soluzione.

Ho dato corrente, salendo lentamente fino a 1 A e sono arrivato a circa 12 V.
E' sucesso esattamente come nel filmato, il filo di rame si è coperto immediatamente di cristalli verdastri, indistinguibili dal sofato o solfito di rame.

Sorprendentemente a questo punto la corrente è calata a zero.

Visto le alte due prove NON me lo aspettavo proprio!

Ha proprio ragione l'utente lostdog!! Bisogna rifare ESATTAMENTE lo stesso esperimento prima di scartarlo!!! (Scopo didattico)

Ora mi si presenta un problema, se voglio sciogliere tutto il rame dovrò grattare di volta in volta i cristalli che si formano, proprio come nel filmato.
Spero di non inquinare con l'attrezzo con cui gratterò via i cristalli.

Mi chiedo cosa siano e come mai si formino così velocemente.
endymion70 ha detto:

Tra l'altro anche il carbonato di rame è verde...

Ho controllato:
...Il carbonato di rame è insolubile in acqua, alcoli e solventi organici mentre si decompone in presenza di acidi diluiti.

Ma se è il carbonato di rame, perchè con il bicarbonato di sodio se ne formava così poco?

Ora scendo e continuo, penso che userò una lamina d'argento per grattare, così saprò esattamente con cosa ho inquinato.

Devo dire che per il momento sembra tutto una fotocopia del filmato. Ma....???

Sono sceso e la reazine era ripartita, da sola violentemente ha svuotato tutto!

Mi sa che dovrò prendere un bicchiere invece che la provetta, così andrò meglio a pulire.
In effetti nel filmato si usa una bacinella molto grande, mi sa che non è un caso. Ma guarda un po' le sottigliezze!

Ciao a tutti

Camillo
20-04-2011, 16:23
Tutto come precedente ma:

Ho preso un bicchiere con 170 g di acqua bidistillata, con mezzo cucchiaino di carbonato di potassio circa 1 g (esattamente come da filmato).

A questo punto seguo alla lettera.

Di nuovo partenza veloce ma meno che prima non arriva ad 1 A, d'altra parte la soluzione è molto più povera circa 0,5% contro i 6 di prima.
Vorrei aumentare ma sono combattuto, nel fimato si parla di mezzo cucchiaino in un bicchiere, capirete l'indeterminazione.

La corrente si ferma continuamente, e devo raschiare il filo, lo faccio estraendo l'anodo e grattando con lama d'argento al 999%°.

Purtroppo è una pena, bisogna continuamete ripulire, ogni 20 - 30 secondi.
l'anodo appare nero di qualche ossido di rame.
Quindi ci sono 2 cose che frenano la corrente, i cristalli di xxx e un ossido nero.
Io pulisco i cristalli ma inevitabilmente raschio un po' di ossido o quello che è.

Vorrei aumentare la corrente aumentando il voltaggio, ma osservo che con 30 volt l'anodo produce un po' di ossigeno, con tensione di 12 volt non escono bollicine dall'anodo. Proprio come detto nel filmato.

Non vorrei falsare la prova.

Visivamente l'acqua è decisamente azzurra, la confronto con il bicchiere identico con bicarbonato di sodio fatto ieri.

con carbonato di potassio si ha azzurro deciso.
con bicarbonato di sodio verde chiaro.

Vorrei riuscire a sciogliere tutto il grammo di rame prima di fare analizzare, ma mi sa che ci vorrà tempo, e domani parto per le ferie con nipoti.

Ma per il momento ci provo.

lostdog
20-04-2011, 17:45
@Camillo:

Mondaini nel filmato, a 10:34 dice:
'la corrente inizialmente era di mezzo ampere, attualmente è di 10 mA, con una tensione di 12volt'.
Quindi anche nel suo caso le formazioni di materiali sull'elettrodo riducono la corrente.

Infatti, a 13:27 dice che rimuove i cristalli perchè isolano elettricamente, per far riprendere l'elettrolisi.

Dal filmato non si capisce quanto tempo dura l'esperimento, perchè potrebbe aver montato riprese in tempi diversi, tagliando in parte per non annoiare chi lo guarda (è già noioso così..)

Interessante quando dici che la formazione di ossigeno è presente solo se alzi la corrente/tensione.
E' lecito aspettarsi una produzione di idrogeno maggiore di quella di ossigeno, ma da quel che dici sembra che ci sia una soglia di conduzione che determina un comportamento diverso dell'esperimento.
Probabilmente è proprio quello che rende diverso questo esperimento da altri fatti in passato da un sacco di gente (me compreso): tutti noi abbiamo fatto questo esperimento da ragazzini con lo scopo di produrre idrogeno e ossigeno, perchè abbiamo letto che si fa così.
Quindi, abbiamo regolato la tensione/corrente per avere una bella produzione di bolle ad entrambi gli elettrodi, per poi accendere la fatidica fiammella all'estremità del tubetto di vetro (e nel mio caso far saltare il tappo per l'esplosione del gas contenuto quando la pressione è scesa troppo...).
A nessuno interessava la regolazione nella quale non si formavano bolle di ossigeno..

Armando de Para
20-04-2011, 18:47
@Camillo:
A nessuno interessava la regolazione nella quale non si formavano bolle di ossigeno..

Complimenti Lostdog, in parte hai risposto alla domanda: perchè non è stato fatto prima...
Moltre altre domande verranno smontate..

Camillo, sono orgoglione di te ;-)

Dalle tue passate letture e studi, dovresti riflettere su quanto hai visto accadere...hai scritto:
"reazione violenta"

Che cosa ti ricorda questo?
Sono certo che lo hai letto molte volte.

lostdog
20-04-2011, 20:11
Camillo ha scritto:
Sono sceso e la reazine era ripartita, da sola violentemente ha svuotato tutto!E' vero, come ho fatto a non notarlo?

Camillo
20-04-2011, 20:31
Ho interrotto il tutto perchè sono andato a "meditare" con un gruppo un paio d'ore.
Mi sono accorto che la cosa mi sta un po' prendendo emozionalmente, in effetti ho dovuto cacciare via l'immagine del'elettrolisi che si infiltrava e impediva il "quasi vuoto mentale".

Per me "lo spirito" e il lavoro dentro viene prima di ogni altra cosa. E' uno degli scopi principali per cui esistiamo. "Conosci te stesso"

Chiusa questa parentesi, ho notato che nel tempo di stasi la soluzione si è schiarita ed è diventata più gialla.
Sto osservandola con la lente di ingrandimento, resto sempre più sorpreso della mancanza quasi totale delle bollicine di ossigeno.

Ho dovuto aggiungere un po' di acqua bidistillata per mantenere il livello.
Ma quanta roba si sta formando!
Il diametro diminuisce in modo impercettibile, mentre sul fondo il precipitato è già molto abbondante.

Con la lente alcuni cristalli "sembrano" proprio solfato di rame.

La corrente con varia da 0.15 A appena raschiato, a 0,00 A sempre con 12V



Passati altri 30 minuti a guardare e raschiare.

Caspita! Sembra incredibile nel catodo c'è un vulcano di gas idrogeno, nell'anodo dovrebbe si uscirne la metà ma in realtà lo devi guardare con la lente di ingrandimento letteralmente.
Dove va a finire l'ossigeno, chi lo ingloba?

Capisco perchè pochi ripetano un simile esperimento.
a) Il carbonato di potassio non è poi così comune in farmacia non l'avevano.
b) Tutti sparano il voltaggio a manetta come detto da qualcuno.
c) Ci vuole una notevole pazienza a raschiare continuamente.
d) La maggior parte pensa che se fosse vero si sarebbero accorti
e) Pochissimi hanno la possibilità o la voglia di spendere soldi per l'analisi

Il diametro del filo è quasi 1,3 mm, di questo passo ci vuole tutta la notte.

Ma quanto materiale si forma!!!
Sembra la moltiplicazione dei pani e dei pesci!

Osservazione: dopo un po' il rame è ricoperto di una patina nera tutto fa pensare all'ossido rameico CuO, è insolubile in acqua. Ora questo ossido pare isolante, e bisogna raschiarlo via ogni tanto.
Quando tolgo benino l'ossido, la corrente ha un balzo in alto, l'ossigeno NON si forma per niente o quasi e si appiccica al rame.
Quando invece il rame è ricoperto da molto ossido nero, si formano più facilmente bolle di ossigeno che salgono come gas senza reagire.

La prossima esperienza la farei con una strisca di rame soottile, sottile altrimenti si passa il tempo a raschiare.

Ore 24 il diametro del filo è sceso a 1,1
Il liquido da un pezzo ha perso il colore azzurro iniziale, ora è torbido non si capisce più niente, evidente presenza di ossido rameico in scaglie.

Riprenderò lunedì sera.

Ciao a tutti e buone feste

Armando de Para
20-04-2011, 21:21
Per divertirsi un po e come controprova didattica :-)
ossidazioni e riduzioni (http://madscientist.altervista.org/chimica/esperimenti/osrid/osrid.htm)

Un'altra prova è far evaporare l'acqua di cristallizazione del pentaidrato CuSO4, da blu diventa bianco e una volta reidratato ritorna blu...

lostdog
21-04-2011, 07:01
Per divertirsi un po e come controprova didattica :-)
ossidazioni e riduzioni (http://madscientist.altervista.org/chimica/esperimenti/osrid/osrid.htm)Bello questo sito! Tempo fa avevo cercato un piccolo chimico per un regalo, ma ho scoperto che non esistono più..
O meglio, esistono (a cercarli bene) ma più che piccolo chimico sono diventati piccolo cuoco...
Per evitare qualunque situazione pericolosa, hanno messo solo ingredienti che si possono trovare normalmente in cucina, inoltre hanno tolto il fornelletto.
Quindi, con ingredienti commestibili e senza fiamma, al massimo possiamo fare un dolce...

Tornando all'esperimento di Camillo, a quanto pare con entusiasmo e perseveranza ha raggiunto dei risultati che sembravano impossibili.

Anche io voglio replicare, ma non ho ancora avuto il tempo per cercare il carbonato di potassio. Rame, invece, ne ho in tutte le forme...
E poi devo trovare anche il tempo per l'esperimento in sè.. Il lavoro mi prende tutto..

Quello su cui vorrei indagare, invece, è il rapporto tra tensione e corrente.
Ho idea che quello che rende diverso questo esperimento sia la tensione applicata, non la corrente. Ipotizzo l'esistenza di una soglia, un valore al di sotto del quale avviene qualcosa di diverso.
Vorrei fare delle prove variando la superficie di rame immersa, con tensione costante.
La soglia, a sentire Camillo, la si può identificare visivamente osservando la produzione di bolle di ossigeno.


Questo esperimento mi ricorda qualcosa relativo alla corrosione dei metalli in ambiente marino...
La corrosione galvanica in barca (http://blog.veleggiando.it/post/La-corrosione-galvanica-in-barca.aspx)
http://blog.veleggiando.it/image.axd?picture=WindowsLiveWriter/Lacorrosionegalvanicainbarca/095F2254/Tabelleelettroneg.jpg

Chi di voi sa dove posso procurare il carbonato di potassio? (senza farmelo da solo, che già ho poco tempo così.. Preparazione del carbonato di potassio dalla cenere di legno (http://www.itchiavari.org/chimica/lab/k2co3.html))

Camillo
21-04-2011, 07:16
Sto partendo ma faccio a tempo a dire alcune cose.
Hai ragione sul discorso tensione corrente di soglia, anche per me c'è qualcosa da indagare lì.

Ho guardato questa mattina il liquido diventato trasparente e quasi incoloro.
Il deposito in fondo è diventato marrone.
Forse ora tutte le reazioni si alterano.
Ho l'impressione che nel filmato sia stato usato meno della metà del rame da me usato.
Nelle utime ore di ieri il tipo di incrostazione sul rame era differente dall'inizio.
Sembrava solfito di rame, anzichè solfato.
Ciao lostdog.

lostdog
23-04-2011, 06:37
Ho chiesto il carbonato di potassio a un mio conoscente chimico, lo mette nel primo ordine che fa al suo fornitore, questione di giorni...

Ieri ho parlato con un amico di questo esperimento, e lui mi ha prestato un libriccino del 1944, che parla delle batterie al piombo dalla scoperta alla produzione di serie, e si scopre una cosa curiosa: derivano dagli esperimenti sull'elettrolisi!
Da quel che dice il libro, se si interrompe una elettrolisi in corso e si misura la tensione agli elettrodi, si trova una ddp che prima dell'inizio della prova non c'era, e questa ddp permane per un certo tempo.
Questa osservazione ha dato l'avvio a una serie di esperimenti che hanno poi identificato gli elementi migliori per la produzione di un sistema di accumulo di energia che hanno chiamato inizialmente 'pila secondaria', ed è in pratica la batteria al piombo/acido.
Da quanto ho capito, questa ddp si oppone, in pratica, alla elettrolisi, producendo di fatto una soglia al di sotto della quale la corrente non scorre.
Penso che l'esperimento vada rifatto con la configurazione classica con gli elettrodi sotto le provette rovesciate, per poter valutare se davvero l'ossigeno non viene prodotto o se invece le bolle sono semplicemente invisibili ad occhio nudo.

lostdog
23-04-2011, 07:17
Aggiornamento:
Questo documento http://www.elettrotecnica.unina.it/files/verolino/upload/Elettrotecnica%206.pdf
riporta in linea di massima le informazioni (più aggiornate però :)) che ho trovato nel libriccino del 1944.

In particolare, a pagina 5 si cita un comportamento non lineare della cella elettrolitica, che inizia a condurre corrente solo al di sopra di una soglia di tensione. Dicono che più avanti spiegano il perchè, ma stamattina non ho il tempo per leggere tutto..

Particolare interessante, sono arrivato a questo documento perchè nel famoso libriccino ho trovato citate le batterie ricaricabili alcaline al ferro-nickel, che usano come elettolita pensate un pò... Il carbonato di potassio dell'esperimento di Mondaini...
:bye1:

lostdog
23-04-2011, 15:41
No, utilizza carbonato di potassio.
Volevo vedere se eravate attenti...
Ho editato e corretto il messaggio.
Grazie della segnalazione.

Lupino
23-04-2011, 22:21
Vi chiedo scusa se mi inserisco nella discussione senza aver letto con la dovuta attenzione l'intero thread per altro moooolto interessante; dal documento allegato si evidenzia come la minima ddp necessaria perché l'elettrolisi abbia inizio è pari a 1,36v; questa è infatti la tensione minima a cui la molecola d'acqua inizia a scindersi con formazione di ioni e relativo passaggio di corrente.
Per quanto riguarda il fenomeno della formazione di una tensione sugli elettrodi di una cella elettrolitica se l'elettrolisi viene interrotta, la spiegazione va ricercata nello stesso principio di funzionamento delle ben note celle a combustibile.
L'idrogeno e l'ossigeno ancora presenti nella soluzione si ricombinano tra loro formando acqua + energia

lostdog
24-04-2011, 06:59
... dal documento allegato si evidenzia come la minima ddp necessaria perché l'elettrolisi abbia inizio è pari a 1,36v; questa è infatti la tensione minima a cui la molecola d'acqua inizia a scindersi con formazione di ioni e relativo passaggio di corrente.Se ho ben capito il valore di questa tensione non dipende solo dal fatto che il solvente è acqua, ma da una sommatoria di più fattori quali:
- materiale, dimensione e conformazione degli elettrodi
- genere e concentrazione degli elementi disciolti nel solvente
Inoltre, in alcuni documenti si dice che la conduzione non è zero fino alla tensione di polarizzazione della cella, ma passa coumunque una corrente (molto molto bassa) comunque proporzionale alla tensione. In questa fase pre-elettrolisi si potrebbero produrre fenomeni non noti e non indagati, perchè a tutti è sempre interessata la parte con elevata conduzione elettrica...
Sto leggendo un po' di documenti al riguardo, mentre aspetto che mi arrivi il carbonato di potassio.
Ma come spesso succede, le informazioni reperibili sono le stesse per la maggior parte delle fonti.
In realtà, attraverso il libriccino del 1944 avuto in prestito ho capito che ci sono stati, in passato, vari esperimenti 'fuori da coro' con risultati che non sono stati tramandati fino a noi. Il libro fa un accenno senza descriverli, purtroppo...

Armando de Para
24-04-2011, 08:50
In questa fase pre-elettrolisi si potrebbero produrre fenomeni non noti e non indagati, perchè a tutti è sempre interessata la parte con elevata conduzione elettrica...


E vai....;-)
cerca in rete i filmati nei quali si possa vedere una cella elettrolitica in funzione, ce ne sono molti dell'ONNE, uno mi sembra durante il convegno di NEXUS...
In tutte le prove viene inescato il plasma, si cerca l'innesco del plasma...in verità dovevano fermarsi prima...esattamente nel momento in cui si sentono degli scoppi...che in verità non sono altro che microimplosioni.
AdP

Lupino
24-04-2011, 09:00
Perfettamente d'accordo con le tue affermazioni, ogni elettrolitista (passatemi il termine) cerca di ottenere il massimo rendimento, inteso come produzione di H2 e O2, dalla propria cella, con il minimo impiego di energia. Formazioni di ossidi o sali sugli elettrodi, in quest'ottica, rappresentano un fenomeno da evitare assolutamente così come si tende a bloccare ddp dovute alla ricombinazione di O e H. Proprio questo, a mio parere, può essere una delle motivazioni per cui fenomeni come quello qui trattato tendono a sfuggire alla comune osservazione.
Come dire: non lo si è mai trovato perché non lo si è mai cercato, e quando per errore appariva lo si evitava perché indesiderato.
Per quanto riguarda la tensione di 1,36v (per l'esattezza la ddp minima sarebbe 1,229v) indicata nel documento di essa si può trovare una buona spiegazione qui (http://museo.liceofoscarini.it/virtuale/nelchemscarica.html) e come evidenziato da lostdog essa è puramente indicativa in quanto nella realtà la reale tensione di elettrolisi è influenzata da diversi fattori.
@Camillo
Se dovessi ripetere l'esperimento ti consiglio di non aggiungere acqua nel corso di esso.
Pesa ogni elemento prima e dopo, in tal modo, se veramente è avvenuta una trasmutazione O+O in S la cosa sarà evidenziata.
Concordo con Armando, senza eseguire calcoli, ad occhio i cristalli che si formano mi sembrano eccessivi, paretndo dal presupposto che siano dovuti ad un unico esperimento, per pensare che siano dovuti ad un eventuale zolfo presente in minime percentuali nel rame

GabriChan
24-04-2011, 09:59
Ciao e buona Pasqua a tutti :)
http://www.energeticambiente.it/l-e-n-r-trasmutazioni-bassa-energia/14713859-novita-cella-gdpe-iorio-cirillo-ottobre-2008-a.html#post118995565
Io questa cosa l'avevo notata un anno fà :)

Armando de Para
24-04-2011, 11:20
Si Gabry lo avevo letto, ma è più di un anno (circa 9 anni) che sostengo che l'ossidrogeno o gas d'acqua o HHO o Magnegas o Browngas etc...è un gas implosivo!!!
Una recente discussione (dell'anno scorso)
http://www.energeticambiente.it/sistemi-per-auto-idrogeno-acqua/14730599-attenzione-giocare-con-lacqua-molto-pericoloso-3.html#post119078933

Proprio ieri casualmente ho aperto questa:
http://www.energeticambiente.it/sistemi-per-auto-idrogeno-acqua/14740439-hho-implode-o-esplode.html

Continuare a vedere e studiare solo i fenomeni elettrolitici che provocano trasmutazioni o che la QUED sia la soluzione o che la cattura elettronica spiega questi nuovi curiosi fenomeni senza considerare le proprietà implosive dell'idrogeno equivale ancora a sostenere che il sole gira attorno alla terra...non so se mi sono capito ;-)
Come il passo successivo fondamentale è tenere in debita considerazione LA GEOMETRIA dell'implosione...per questi motivi 7 anni fa ho abbandonato le sperimentazioni con l'HHO e mi sono dedicato alla cavitazione...per chi ha orecchie ;-)

A completamento di quanto affermo (la geometria la discutiamo più avanti) una traccia importante la troviamo scritta in queste relazioni:

Nucwaste (http://pacenet.homestead.com/Nucwaste.html)
Untitled Document (http://pacenet.homestead.com/files/waterasfuel.htm)

L'utilizzo del Bronwgas per ridurre i rifiuti nucleari o visto in altri termini per accellerare il decadimento...

E' solo un caso che nella cella a secco di Rossi-Focardi si utilizza l'idrogeno?
Esiste un NEXUS....

Lostdog, mi sorprendi sempre di più.. :)

Armando de Para
24-04-2011, 11:39
Una lettura interessante quasi agli albori di questo forum:

Divagazioni sulla reazione Iorio-Dattilo-Cirillo e la fusione fredda - page 2 (http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2059524&st=15#entry28287419)

Non vorrei riaprire però la trattazione su "coriolis" :bye1:

GabriChan
24-04-2011, 12:17
Be un'eplosione e un'implosione sono difficili da distinguere dal suono, io ho rilevato quello.
Si ottiene lo stesso "suono" anche con la semplice elettroisi con due fili di rame in una soluzione ultrasatura di bicarbonato di potassio.
Sarebbe interessante riuscire a far implodere delle bolle di HHO in acqua, si otterrebbero delle belle implosioni :)
Che si usi l'idrogeno nella cella di Rossi è più che scontato visto che sono protoni liberi.
Ciao.

Armando de Para
24-04-2011, 13:57
Esiste un software di analisi che è in grado di distinguere proprio le implosioni dalle esplosioni, non solo, è in grado di calcolare grazie al suono emesso i tempi d'implosione e altre cosucce simili...serve per ottimizzare i reattori a cavitazione...non solo, abbiamo realizzato un programma di predizione delle condizioni ottimali di cavitazione dato un sistema di cui si conoscono i parametri fisici quali la temperatura, pressione, conducibilità etc etc ;-)

Lupino
24-04-2011, 19:09
Sembrerà una pazzia ma credo che dall'analisi di una semplice registrazione effettuata con un microfono si riesca a distinguere un esplosione da un implosione. Il movimento del diaframma è inevitabilmente diverso e credo che tale diversità sia facilmente visibile anche utilizzando semplici programmi come audacity

lostdog
25-04-2011, 07:21
Esiste un software di analisi...
Armando, questi software mi incuriosiscono... E non solo me, penso...

lostdog
25-04-2011, 08:20
cerca in rete i filmati nei quali si possa vedere una cella elettrolitica in funzione, ce ne sono molti dell'ONNE, uno mi sembra durante il convegno di NEXUS...
Ho provato, ma i risultati con queste parole chiave mi conducono sempre e solo al cellulare nexus one.
Hai qualche link da postare?

Armando de Para
25-04-2011, 09:33
YouTube - Fusione Fredda cella Iorio/Cirillo/Germano laboratorio Promete (http://www.youtube.com/watch?v=Gfd8tefTbms&feature=related)

YouTube - gdpe 1 parte (1/2) (http://www.youtube.com/watch?v=WoSdjzETVGo&feature=related)

YouTube - cirillo piezonucleare (http://www.youtube.com/results?search_query=cirillo+piezonucleare&aq=f)

YouTube - cardone piezonucleare (http://www.youtube.com/results?search_query=cardone+piezonucleare&aq=f)

Camillo
25-04-2011, 19:56
Al ritorno dopo 4 giorni ho notato che si è depositata una sostanza fine, fine di color marrone, il liquido è abbastanza limpido e leggermente scuro.
Il prodotto iniziale floculante pareva molto di più in volume, ora si è ristretto, comunque appare sempre in quantità discreta.
Quello che non capisco è il colore marrone.

La prova con il bicarbonato di sodio ha lasciato un precipitato verde azzurrino chiaro, che direi essere carbonato di rame e/o idrato di rame

Non capisco da dove provenga il marrone della prova con carbonato di potassio, fra l'altro c'erano dei granellini che sembravano proprio solfato di rame di colore azzurro, sono spariti.

Vediamo da cosa può essere dato il nero:
- ossido rameico è il principale indiziato
- ma avendo raschiato con una sbarra d'argento, potrebbe essersi formato il solfuro d'argento che è pure nero.

Ho guardato la sbarretta di argento usata per raschiare e si vede chiaramente che la parte che era stata immersa e più o meno scura.

Questo farrabbe supporre che lo zolfo ci sia.

Quindi decido di proseguire nel seguente modo:
Altro bicchiere con il solito mezzo cucchiaino di carbonato di potassio e acqua bidistillata.
Sposto i due elettrodi in questa nuova soluzione, e raschio con un vetrino anzichè con argento.
Vediamo che differenza c'è.

Dopo più di un'ora vedo che tutto accade come la prima volta, non si formano bollicine di ossigeno ma una sostanza verdastra, da decidere (tra carbonato di rame, idrato di rame, o solfato di rame)
La corrente passa sempre da 0,15 a 0,01.

Intanto a parte ho provato a fare l'idrato di rame, Cu(OH)2.
Ho messo in una provetta acqua bidistillata e due fili di rame a 30V. La corrente è inizialmente inaprezzabile, ma lasciando passare un po' di tempo (ore) si comincia a formare un gel azzurrino indistinguibile da quello che si forma sull'anodo della prova col carbonato di potassio.

Se il colore è indistiguibile o molto simile, la modalità di formazione e differente, l'idrato che si forma in acqua pura compare direttamente nel liquido come fiocco di gel, più se ne forma più cresce la conduttività, tanto che alla fine esiste una corrente apprezzabile.
Invece ciò che si forma nel carbonato di potassio si forma aggrappato al'anodo di rame e ne ostacola la conduttività, bloccando la corrente

Il diametro è sceso a 1 mm.

Ho ricontrollato la possibilità di aumentare la tensione, per accelerare il processo, ebbene è certo SE AUMENTO LA TENSIONE SI FORMA L'OSSIDO RAMEICO NERO. e si sviluppa ossigeno ben visibile.

Sono oltre la quarta ora di elettrolisi, nell'ultima ora il colore ha cominciato a cambiare, prima verde scuro ora marroncino.
Questa volta l'argento non c'entra, è evidente che le concentrazioni delle varie sostanze cambiano, e danno luogo a questa colorazione.

Sul filo di rame ormai ridotto a 0,9 mm la sostanza che si forma è sempre la stessa apparentemente.
Forse tutto il deposito formatosi fin'ora subisce una qualche forma di ossidazione.

Ora proseguo fino alle 24.
Domani mattina vedrò cosa è mutato.

lostdog
25-04-2011, 22:08
Ciao Camillo.
Sto aspettando che mi arrivi il carbonato di potassio, poi inizio a fare qualche prova anche io.

Una cosa che mi piacerebbe fare (e che per ora posso chiedere a te) è identificare la tensione di polarizzazione dell'esperimento che stai facendo. Vuoi farlo per me?
Partendo da un esperimento con tutto totalmente, nuovo, quindi mai interessato da corrente, per prima cosa misura la tensione agli elettrodi (come fosse una pila) per un po' di tempo da quando li immergi, non collegare l'alimentatore ma fai questa prova collegando agli elettrodi solamente un multimetro (non usare un voltmetro a lancetta, ma un multimetro di buona qualità, vai a cercare eventuali tensioni molto basse, anche millivolt...
Poi, usando un alimentatore regolabile, voltmetro e amperometro, sali molto lentamente con la tensione agli elettrodi partendo da zero, e fai un grafico della relazione tra tensione e corrente.
Dovresti trovare una zona, da 0 a qualche volt, nella quale la corrente è molto molto bassa, e sale lentamente malgrado l'aumento di tensione. Al di sopra di una certa tensione, detta di polarizzazione, l'aumento della corrente dovrebbe essere ben apprezzabile quando aumenti la tensione.
In pratica, dovresti ottenere un grafico (con corrente in verticale e tensione in orizzontale) con una prima parte composta da una linea quasi orizzontale, che poi superata la tensione di polarizzazione prende una pendenza molto maggiore.
Dovrebbe esserci, in teoria, una relazione tra il superamento della tensione di polarizzazione e l'inizio della formazione di bolle di ossigeno.
Inoltre, la formazione di cristalli e/o ossidi sull'elettrodo ostacola la corrente, quindi le misure vanno fatte tenedo conto di questo fatto, pulendo l'elettrodo oppure (meglio) sostituendolo con uno nuovo per ogni misura con tensione differente
Poi se vuoi potresti provare a utilizzare elettrodi di grande superficie (lamine di rame), alimentati con tensione inferiore a quella che forma le bolle (e/o inferiore a quella di polarizzazione).
Come avrai letto sopra, ci si aspetta una tensione di polarizzazione di 1,3 volt circa, non i 12 volt usati in questo esperimento...
Sospetto che l'impiego del carbonato di potassio/rame produca qualcosa di inaspettato...
P.S. so che ti chiedo un esperimento lungo e noioso, quindi se non hai voglia/tempo non preoccuparti, quando posso lo faccio io..
:bye1:

Camillo
25-04-2011, 22:53
x lostdog
Beh! Vedo cosa posso fare, ma voglio concludere questo esperimento e poi portare ad analizzare, spero domani le varie cose.
Sai giovedì riparto per un'altra vacanza con la moglie, andiamo in un isola greca a camminare per 10 giorni.
Quindi domani e dopo domani al massimo ti dò un abbozzo.
Mi chiedo anche che importanza abbia la concentrazione.
Non so come andrà a finire, però il comportamento è stato "strano" non mi è chiaro cosa succede.
Ciao

Camillo
26-04-2011, 04:48
Questa mattina ho notato che il colore del deposito è marrone come nel precedente esperimento.

Se NON avessi visto il filmato e pensassi solo in termini di chimica studiata e sperimentata a scuola direi che succede questo:

1) in una prima fase si forma sulla superficie dell'anodo di rame un miscuglio tra carbonato di rame e gel di idrato di rame.

2) In modo "strano" ingloba l'ossigeno che dovrebbe uscire come bolle di gas e forma un precipitato insolubile che ricopre il rame e ne ostacola la conduzione elettrica.

3) Togliendo questo strato esso si deposita sul fondo e dà cristallini facilmente confondibili con il solfato di rame.

4) A lungo andare la concentrazione del deposito è tale da alterare le reazioni elettrolitiche.
Nell'anodo si forma molto più ossido rameico assieme al solito precipitato.
A questo punto l'ossigeno inglobato nel precipitato sul fondo del bicchiere finisce col reagire definitivamente con il presunto carbonato di rame e idrato di rame e trasforma il tutto in ossido impuro forse con molecole d'acqua.
L'ossido rameoso è rosso bruno, l'ossidorameico è nero, un misto potrebbe dare il marrone.
Fatto sta che il colore è marrone anzichè nero.






Ora riunisco le due parti e le porto ad analizzare.
il contenuto dovrebbe essere:

- crca 400g di acqua bidistillata.
- circa 2-3 g di carbonato di potassio
- circa 0,5 g di rame disciolto con relative impurità
- tracce d'argento

Se non risulta presente zolfo, in quantità aprezzabili....

a) Probabile che il rame del filmato contenesse zolfo

b) Non parla della purezza del carbonato di potassio, se è del tipo commerciale, per saldature o altro può contenere impurità notevoli (ipotesi più probabile)

c) resta sempre la possibilità di un errore sulle analisi del filmato , ma anche mie.

Tra parentesi voglio portare ad analizzare anche un po' di precipitato verde azzurro iniziale, quindi farò una piccola elettrolisi in una provetta, limitando il tempo alle fasi iniziali. Ovviamente usando sempre lo stesso tipo di rame.

A mio parere la probabilità che ci sia zolfo resta sempre modestissima, inferiore allo 0,00..

Voi vi chiederete perchè allora hai sprecato tempo e fatica?

Per fare una dimostrazione didattica!

Perchè sono in pensione e il mio tempo non costa. Ho dedicato 15 ore ma mi sono anche divertito ed entusiasmato. In fin dei conti io gioco in attacco, e so che la stragrande maggioranza delle volte che si fatica ad arrivare alla porta avversaria non si segna, ma, se si vuole segnare un gol, bisogna almeno provarci!!

Vedremo le analisi ma non illudetevi...
:beer:

Camillo
26-04-2011, 17:50
Analisi graduale di prima approssimazione

Oggetti:
- una provetta di vetro
- due bastoncini di rame da 1,5 mm lunghi 70mm (parte attiva) circa 1 g di peso
- acqua bidistillata
- carbonato di potassio puro da laboratorio. Soluzione a circa 1-2%
- distanza tra elettrodi circa 10 mm

Misura differenza di potenziale a vuoto fatta con oscilloscopio circa 5 mV
__________________________________________________ _
Prima fase da 0,3 a 2V

0,3 V >>> 0,00001 A
0,5 V >>> 0,00005 A in calo in 30 secondi fino a 0,0002
0,7 V >>> 0,00005 A in calo in 30 secondi fino a 0,0004
0,9 V >>> 0,00005 A in calo in 30 secondi fino a 0,0006
1,1 V >>> 0,00015 A in calo in 30 secondi fino a 0,0006
1,3 V >>> 0,00028 A in calo in 30 secondi fino a 0,0007
1,5 V >>> 0,001 A in calo in 30 secondi fino a 0,0007
1,7 V >>> 0,0015 A in calo in 30 secondi fino a 0,0008
1,9 V >>> 0,002 A in calo in 30 secondi fino a 0,0008
__________________________________________________ __


Seconda fase 2 V a 5 V fatta pulendo ogni volta gli elettrodi con paglietta di ferro e risciacquati in acqua distillata.
2,0 V >>> 0,0025 A in calo in 30 secondi fino a 0,0009 si cominciano a vedere bolle di idrogeno e ossigeno
2,2 V scende da 0,005 iniziali a >>> 0,0025 A finali
2,4 V scende da 0,012 iniziali a >>> 0,006 A finali molte bolle di gas idrogeno ed ossigeno
2,6 V scende da 0,030 iniziali a >>> 0,015 A finali
2,8 V scende da 0,038 iniziali a 0,036 A finali ma comincia ad avere risalite fino a 0,04 A


COMPORTAMENTO CLASSICO IN QUESTA FASE grande sviluppo dei due gas.
3,0 V scende da 0,1 iniziali a 0,09 A piuttosto stabile per minuti nette formazioni di ossido nero
3,2 V scende da 0,13 iniziali a 0,13 A stabile per minuti nette formazioni di ossido nero
3,4 V scende da 0,14 iniziali a 0,14 A stabile per minuti nette formazioni di ossido nero
3,6 V scende da 0,22 iniziali a 0,21 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
3,8 V scende da 0,24 iniziali a 0,23 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
4,0 V scende da 0,28 iniziali a 0,28 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
4,2 V scende da 0,34 iniziali a 0,34 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
4,4 V scende da 0,36 iniziali a 0,35 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
4,6 V scende da 0,38 iniziali a 0,38 A stabile per minuti modeste formazioni di ossido nero
4,8 V scende da 0,47 iniziali a 0,47 A stabile per minuti notevoli formazioni di ossido nero
5,0 V scende da 0,5 iniziali a 0,5 A stabile per minuti notevolissime formazioni di ossido nero
5,2 V scende da 0,52 iniziali a 0,52 A stabile per minuti notevoli formazioni di ossido nero
5,4 V scende da 0,6 iniziali a 0,5 A stabile per minuti scarse formazioni di ossido nero
__________________________________________

Terza fase formazione della crosta azzurra. (sempre con pulizia due elettrodi ad ogni prova)
5,6 V scende da 0,66 iniziali a 0,5 A comincia a comparire pochissima crosta (dipende)

5,8 V scende da 0,75 iniziali a 0,03 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
5,8 V (a) scende da 0,75 iniziali a 0,03 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
5,8 V (b) scende da 0,70 iniziali a 0,03 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
5,8 V (c) scende da 0,75 iniziali a 0,01 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
5,8 V (d) scende da 0,75 iniziali a 0,01 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
5,8 V (e) scende da 0,75 iniziali a 0,01 A scende velocissimamente da 3 a 5 secondi
6,0 V scende da 0,8 iniziali a 0,01 A il precipitato incomincia a diventare da azzurro a giallino
7,0 V scende da 0,9 iniziali a 0,01 A (pochi secondi) aumenta giallino
8,0 V scende da 1,2 iniziali a 0,01 A (pochi secondi) aumenta giallino
9,0 V scende da 1,4 iniziali a 0,01 A (pochi secondi) aumenta giallino
10 V scende da 1,7 iniziali a 0,01 A (pochi secondi) aumenta giallino
11 V scende da 2,0 iniziali a 0,01 A (pochi secondi) aumenta giallino
12 V scende da 2,5 iniziali a 0,00 A va a zero in 10 secondi


osservazione: dai 6 V in poi notavo che quando pulivo l'anodo non era particolarmente ricoperto dall’ossido nero, la "crosta" aveva l'aspetto della "poltiglia bordolese" (il verderame che si dà alle piante), secondo me è formata da carbonato e idrato di rame, insieme INGLOBANO un po' di ossigeno e formano un gel floculante.
Piano piano l'ossigeno inglobato fa la sua funzione e ossida il rame. Ecco spiegato perché cambia colore e diviene precipitato scuro, il precipitato perde anche molto volume.

Quindi vediamo cosa mi ha stupito:
1) l'ossigeno non usciva ma veniva inglobato
2) il colore è identico al solfato di rame
3) si formava moltissimo materiale dal nulla, in realtà era come "panna montata" piena di gas.
4) a volte il gel assumeva l'aspetto duro di cristallini identici al solfato o solfito di rame.
5) Il comportamento era molto differente se fatto col carbonato di potassio anziché quello di sodio.

Certo è un bel insieme di coincidenze.
Se tu vuoi approfondire fallo pure, per me, quando esiste una spiegazione razionale nella chimica/fisica classica il discorso è chiuso.

Sarei incredibilmente sorpreso se le analisi trovassero zolfo.

In didattica quando si corregge un compito, non basta dire è sbagliato! Occorre spiegare l'errore.
Questo fa perdere un sacco di tempo e non tutti i professori lo fanno. (Se hai un centinaio di compiti da correggere è dura!).

Ora penso che l'autore del filmato possa chiarirsi le idee.
Certo, prima di dare per certa una cosa, occorre portare tutti i dati.
Lì mancavano: esami del carbonato di potassio, del rame, l'acqua la diamo per buona.

Ciao lostdog
Spero ti basti.

Armando de Para
26-04-2011, 18:28
Sei un MITO camillo, se ritorno a scuola certamente farei carte false pur di averti tra i miei alunni...
:spettacolo:

Lupino
26-04-2011, 21:02
Mi associo ad Armando, nel mio caso però farei carte false per averlo come insegnante :spettacolo:
A parte tutto, ottimo test. Era un pò che avevo in mente di condurne uno simile: acqua distillata, elettrodi in oro, misurazione della resistenza di una cella elettrolitica al variare dei parametri ambientali (pressione, temperatura etc etc) nell'arco di minimo 24h.... ho quasi tutto, l'unica cosa che mi manca è il tempo.... a qualcuno cresce mica una macchina del tempo :rolleyes:
Per quanto riguarda il test di Camillo trovo interessanti la misurazione ad 1,1v e quella a 1,3v , l'aumento repentino di assorbimento indica a mio parere proprio l'inizio della dissociazione della molecola dell'acqua.

lostdog
27-04-2011, 07:46
Camillo, sei stato grande! :)
E che pazienza....

Dopo che ho scritto la richiesta che tu hai esaudito in modo dettagliatissimo, ho continuato a leggere documenti sull'elettrolisi.
Come avevo immaginato, nel tuo esperimento si sono presentati diversi comportamenti, legati alla tensione.
A dire il vero, immaginavo che esistessero due stadi, invece ne hai trovati tre (o quattro, se contiamo 1,2 volt..)
Aggiungerei un ulteriore stadio 'alto', quello suggerito dai filmati postati nei giorni scorsi da Armando, riferito a tensioni molto alte.

A dire il vero, speravo che l'associazione rame-carbonato di potassio riservasse qualche sorpresa, invece no, soliti 1,3 volt.. Peccato...

Una ulteriore strada che si potrebbe seguire per indagare ulteriormente in zone non classiche dell'elettrolisi è la corrente costante al posto della tensione costante.
In effetti, in questo modo si arriverebbe a sottoporre la soluzione a tensioni molto alte, quindi ci si avvicina alla strada seguita dai filmati sopra citati...
Per farlo dovrei costruire un alimentatore specifico, con tensione massima di qualche centinaio di volt e corrente regolabile.
Attualmente non ho il tempo per farlo, magari più avanti...
Ma non so, a questo punto, se ne vale la pena... Di certo non come estensione dell'esperimento di Mondaini, a meno che le analisi non ci riservino delle sorprese...

Camillo, grazie per il tempo e l'attenzione che hai impegato per questo esperimento!

tecnonick
28-04-2011, 22:32
x camillo:

il deposito dapprima azzurro diventa marrone perchè si tratta di idrossido di rame, questo a 80° si decompone e rimane OSSIDO RAMEOSO, questo non è detto che debba essere perforza rosso, può essere anche marrone. Evidentemente facendo l'elettrolisi con quella tensione e corrente hai scaldato la soluzione, se provi a tenere la soluzione sotto i 70° vedrai che il deposito rimane azzurro e insolubile.

Camillo
09-05-2011, 14:07
Sono tornato da vacanza ad Itaca. Sono passato all'istituto di chimica ma il prof. ha detto che è troppo occupato, siamo in finale di scuola. mi darà l'analisi più avanti.

Intanto ho guardato la parte di liquido soprastante il precipitato, quella che nel filmato dava cristalli di solfato di rame, ebbene si è essicata completamente ed è risultata bianca trasparente, nessuna traccia di sali di rame!

Ormai la situazione è chiara, l'autore del filmato ha commesso una ingenuità, probabilmente le cose sono andate così:
1) Stava facendo una elettrolisi con carbonato di potassio commerciale, ciè pieno di impurezze. Ha notato i sali di rame e ha fatto analizzare, spendendo del suo.
2) E' probabile che vista la conferma da parte delle analisi, si sia procurato carbonato di potassio puro e ha rifatto l'esperimento più volte.
3) Per sua sfortuna i sali che si formavano VISIVAMENTE erano indistinguibili da quelli della prima prova fatta analizzare. Quindi si è sentito sicuro e ha fatto la pubblicazione del filmato. Ingenuità e sfortuna.

Armando de Para
09-05-2011, 15:00
Intanto ho guardato la parte di liquido soprastante il precipitato, quella che nel filmato dava cristalli di solfato di rame, ebbene si è essicata completamente ed è risultata bianca trasparente, nessuna traccia di sali di rame!


Avevo già scritto in merito, una prova empirica per verificare se si trattava di solfato di rame:



Un'altra prova è far evaporare l'acqua di cristallizazione del pentaidrato CuSO4, da blu diventa bianco e una volta reidratato ritorna blu...

Quindi suggerisco di reidratare la polvere bianca che hai trovato come controprova....resta ovviamente l'analisi chimica per tagliare la testa al TORIO come si suol dire ;-)

GabriChan
03-06-2011, 15:39
Ciao usando una personalissima tecnica di microplasma mi sono divertito in questi giorni a sintetizzare dal ferro del cobalto

fuse1

e dal nichel del rame ;)

fuse2

come potete osservare in fuse2 ci sono 2 colori in alto il verde è rame e in basso l'azzurro è nichel oviamente l'analisi è empirica, saggio alla fiamma, ma sono reletivamnete sicuro della trasmutazione.
ciao.

endymion70
03-06-2011, 16:21
Devi scriverlo quando è uno scherzo, altrimenti mica tutti capiscono.

GabriChan
03-06-2011, 16:28
Endy per te oviamente è uno scherzo :)
per tutti gli altri è vero.

Armando de Para
03-06-2011, 18:02
Bravo gabriele, portami dei campioni che li analizzo al SEM.

Camillo
04-06-2011, 16:52
x Gabrichan


Ben fatto
Potresti descrivere la tecnica usata?
Che purezze hai usato?

Ora serve il controllo, grazie a De Palma che si sta rivelando molto costruttivo ed informativo, abbiamo la possibilita della verifica.

Attendiamo con interesse l'analisi.

Ciao

GabriChan
04-06-2011, 20:00
Ciao Camillo appena sento Armando mi metto d'accordo per portargli i campioni con anche il materiale d'origine.
Il problema è proprio la purezza del material, ho usato un'elettrodo per saldare la ghisa che dovrebbe essere per il 95% di nichel.
per il ferro ho usato un chiodo....
comunque gli porto anche i campioni originali in modo che si possa fare una stima precisa dei componenti e poi analizzando l'elettrolita evidenziare se ci sono state trasmutazioni.

endymion70
05-06-2011, 14:03
per te oviamente è uno scherzo :)
per tutti gli altri è vero.

Non so mica se sia un gran complimento (per gli altri).


Il problema è proprio la purezza del material, ho usato un'elettrodo per saldare la ghisa che dovrebbe essere per il 95% di nichel.
per il ferro ho usato un chiodo....

Eh... mi sembra un dejavu.


comunque gli porto anche i campioni originali in modo che si possa fare una stima precisa dei componenti e poi analizzando l'elettrolita evidenziare se ci sono state trasmutazioni.

"Comunque"? Mi sembra ovvio che devi portare i campioni originali.

Vogliamo fare una scommessa? Io non mi tiro indietro.

GabriChan
05-06-2011, 19:50
Ciao Endy, quando avrò i risultati delle analisi dei campioni accetterò molto volentieri la scommessa con te...
Mi piace vincere facile :)

endymion70
06-06-2011, 10:03
Ricordati di farlo anche se le analisi non ti saranno molto favorevoli... non sei l'unico a cui piace vincere facile.

A quando i risultati? Giusto per fissare una data.

GabriChan
06-06-2011, 12:58
Ciao Endy, be li faccio publicare direttamente da Armando così non ci sono dubbi, positivo o negativi che siano.
Non l'ho ancora sentito per mettermi d'accordo quando portargleli, sono 10min. di macchina.

Per la scommessa facciamo così; se non ci sono trasmutazioni scrivero 99 volte "sono un inguaribile ottimista" senza usare il coppia e incolla se invece ci sono trasmutazioni ti impegni a replicare almeno una delle prova.

PS. oviamente le analisi le faccio solo se non me le fa pagare :)

tecnonick
06-06-2011, 15:08
Negli ultimi anni hanno sviluppato un reattore dove saranno concentrati se non erro 19 fasci laser ad alta energia su una superificie di 1cm quadro(non ricordo come si chiama), questo principio è alla base della fusione, ovvero concentrare una potenza elevatissima su una superificie piccolissima, è sufficiente un breve istante per portare alla fusione di un nucleo, ma la difficoltà è proprio concentrare la potenza che serve in quel centimetro. Io tempo fà avevo sperimentato un sistema che forniva impulsi di circa 15 chilowatt su una superficie di 2mm quadri, ai tempi avevo testato che la temperatura della soluzione in esame saliva circa 4 volte più velocemente dell'altra soluzione, entrambe le soluzioni erano composte di acqua e NaOH al 40%, tramite la scarica velocissima(con più mosfet in parallelo) di un banco di condensatori offrivo un picco di potenza enorme, il che sviluppava delle esplosioni subaque fortissime. in una soluzione c'era questo apparato, nell'altra una resistenza che scaldava. In entrambe le soluzioni, anche se con sistemi differenti, la potenza assorbita era uguale(controllata mediante due identiche resistenze in serie ai circuiti di alimentazione, sia impulsivo che resistivo, che limitano la potenza usufruibile ai due circuiti). Mi spiace di non aver più avuto tempo per proseguire i test, e mi spiace che nessuno si sia messo in questa direzione, perchè alla base di questo esperimento c'è la teoria che normalmente utilizzano tutti quelli che tentano di sviluppare reattori per fusione nucleare, ripeto: molta potenza concentrata su una piccola superficie, anche per brevi istanti (quel reattore laser se non ricordo male da 20-30 impulsi al minuto), poi il modo in cui la si offre è relativo, quindi fusor, concentratore magnetico, laser etc... sono tutti metodi per concentrare l'energia in un piccolissimo punto, io l'ho provato in acqua a NaOH, non cambia niente, il principio è lo stesso.... provate....

Vettore
06-06-2011, 16:20
sono tutti metodi per concentrare l'energia in un piccolissimo punto, io l'ho provato in acqua a NaOH, non cambia niente, il principio è lo stesso.... provate....
Potresti fornire qualche dettaglio in più? Ad esempio:
- a che tensione caricavi i condensatori
- quant'era la capacità complessiva
- a che distanza erano gli elettrodi tra loro
- di che forma e di che materiale erano gli elettrodi
- quanti impulsi al secondo generavi (più o meno)
- hai provato altri sali oltre a NaOH?

La replica non dovrebbe essere difficile... Potrei anche provarci...
E' probabile che se c'è davvero qualche effetto termico ci siano anche trasmutazioni.

endymion70
06-06-2011, 17:33
Negli ultimi anni hanno sviluppato un reattore dove saranno concentrati se non erro 19 fasci laser ad alta energia su una superificie di 1cm quadro(non ricordo come si chiama)

Si chiama confinamento inerziale.

endymion70
06-06-2011, 17:35
Per la scommessa facciamo così

Sono rimasto solo più io a mettere soldi sul piatto quando si parla di scommesse?

Armando de Para
06-06-2011, 17:46
ripeto: molta potenza concentrata su una piccola superficie, anche per brevi istanti

Come questa???

http://www.shockwavetherapy.ca/cavitation%20bubble.jpg

:rolleyes:

Endy, io mi gioco con te pizza e birra ;-)

Armando de Para
06-06-2011, 18:17
PS. oviamente le analisi le faccio solo se non me le fa pagare :)

Non solo non te la faccio pagare, ma ti offro di più:

-Il laboratorio a Concesio a disposizione tua.
-Materiali più puri, compriamo il necessario.

Endy, se sei d'accordo, vorrei la tua collaborazione al momento anche solo virtuale; in merito alle descrizioni dei materiali utilizzati da Gabri, penso sei d'accordo con me ad utilizzare soluzioni la cui origine è certificata per quanto riguarda la composizione elementare, anche se ovviamente faremo delle analisi sui materiali "vergini" che andremo ad utilizzare.

Attendo tuoi suggerimenti su:

-Acqua (bidistillata-deionizzata-marca e fornitore?)
-Elettrolita (sali-marca e fornitore??)
-Elettrodi (composizione-marca e fornitore??)

La blackbox di Gabri, con pilotaggi etc, rimane chiusa e non soggetta a suggerimenti e/o verifiche a meno che Gabri non sia di idea diversa.

Il sasso l'ho lanciato ;-)

p.s. sono fortemente intollerante ai latticini e al frumento...mi piacerebbe la pizza, ma mi gioco una cena di pesce.

GabriChan
06-06-2011, 18:27
Ok ci stò :)
Prima analiziamo i campioni e poi vediamo di fare qualcosa di più preciso come purezza.
Per i dettagli pio ci mettiamo d'accordo in privato. Leggi il messaggio ho perso il tuo cel quando mi si è rotto il mio chiamami.
Ciao
Ps. però metter in sieme 2 uno possibilista e uno negazionista è una bella scommessa.

endymion70
06-06-2011, 19:04
negazionista

Si dice "scettico". Il negazionismo è questo:
Negazionismo - Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Negazionismo)

e non c'entra niente.

Per la scommessa: a me basta che facciate analizzare l'acqua e gli elettrodi (qualunque siano) prima. Per gli elettrodi puoi scegliere qui:

http://www.seea.it/prodotti2/catalogo.pdf

Nella sezione apposita. C'è anche la composizione tipica (da riverificare in laboratorio).

Armando de Para
06-06-2011, 20:49
Nella sezione apposita. C'è anche la composizione tipica (da riverificare in laboratorio).

Concordo :rolleyes:

Un sorrisino aggiunto qui e li :)
Non ci farebbe male, siamo dei curiosi e ci piace esserlo ;-)
[OT ON]
Non ho fato caso alle polemiche che hai ricevuto, anche perchè mi sono fatto un'idea molto positiva di te quando ci siamo incontrati al poli.
E mi tengo la mia idea E CI TENGO A SCRIVERTELO PUBBLICAMENTE!!!

Con Gabri c'erano dei rancori legati a delle incomprensioni (terze persone), ma a quanto vedo entrambi siamo stati abbastanza intelligenti da superare questo stallo e di proseguire negli intenti dettati dal cuore (che pulsa e guardacaso produce vortici)
[OT OFF]

Ci siamo sentiti telefonicamente con Gabri e abbiamo deciso di analizzare comunque i campioni che ha già prodotto...una specie di set-up dei laboratori di analisi :-)

Parallelamente però ci adopereremo per ripetere alcuni test.

Ogni suggerimento può solo che aiutarci.

tecnonick
06-06-2011, 22:09
Potresti fornire qualche dettaglio in più? Ad esempio:
- a che tensione caricavi i condensatori
- quant'era la capacità complessiva
- a che distanza erano gli elettrodi tra loro
- di che forma e di che materiale erano gli elettrodi
- quanti impulsi al secondo generavi (più o meno)
- hai provato altri sali oltre a NaOH?

La replica non dovrebbe essere difficile... Potrei anche provarci...
E' probabile che se c'è davvero qualche effetto termico ci siano anche trasmutazioni.

Tutti i parametri che mi chiedi ormai non li ricordo, però li puoi calcolare considerando la conduttività della soluzione, a quel punto stabilisci la superficie di contatto degli elettrodi in base alla potenza che vuoi distribuire per mm quadro(più piccola è meglio è, io lavoravo con un area di circa 2mm quadri a contatto con la soluzione), e in base alla tensione applicata avrai la potenza assorbita, è quasi un cortocircuito, i mosfet devono essere in grado di reggere picchi di corrente notevoli. Tieni presente che con una concentrazione del 30% già puoi ottenere un plasma con bassa tensione, per cui è sufficiente creare una soluzione concentrata in modo tale da ottenere la più alta conduttività possibile, tenendo conto che se si concentra troppo la conduttività diminuisce. Ora la soluzione è come fosse una resistenza di bassissimo valore ohmico, per cui nel momento in cui dai corrente la potenza è distribuita sull'area dell'elettrodo, quindi più piccolo è e più vicini sono meglio è(fino ad un certo punto ovviamente, perchè altrimenti lo fondi con un solo impulso...) Se per ipotesi carichi a 100 volt, e riesci a far assorbire un picco di 100A sono già 10kW di potenza applicata, ovviamente per il tempo che impiega il condensatore a calare di tensione. Ti direi di iniziare con 1000uF, 100V e qualche mosfet in parallelo con il più alto valore di potenza dissipabile ad impulsi, non usare un condensatore da 1000uf ma per esempio 10 da 100uf, in modo che riduci la loro resistenza interna e sfrutti più corrente, il conduttore a contatto ok che è 2mm, ma ricorda che la sezione fino a quel punto deve essere in grado di sopportare 100A, per cui calcola bene le sezioni di tutto il circuito, perchè altrimenti i picchi di corrente si disperdono troppo all'esterno della soluzione per via della resistenza di fili che usi e delle piste del circuito, in casi come questi anche una resistenza di 0,01 ohm fa una differenza notevole.

La quantità degli impulsi che puoi fornire dipende sempre dalla capacità del banco condensatori e dalla potenza massima che vuoi usufruire in quel reattore, ipotizziamo che stabilisci di usare 1kW/H, in base al tempo che impiega il condensatore a caricarsi e scaricarsi avrai un certo numero di impulsi e una certa potenza, più il condensatore è di alta capacità meno impulsi avrai ma di maggiore potenza, e viceversa....

Ricorda sempre di stabilire in entrambe le celle la potenza massima, questo lo fai partendo dalla tensione che hai a disposizione (che deve essere stabilizzata) inserendo una resistenza in serie al circuito che si occupa di dare impulsi e a quello che scalda in modo resistivo, l'importante è che alla fine non puoi mai superare la massima potenza impostata, solo in questo modo puoi essere certo al 100% che se la prima soluzione evapora in 1 ora e la seconda in 2 ore hai efficienza maggiore da una parte, perchè anche se in una lavori in modo impulsivo e nell'altra in modo resistivo, entrambi i sistemi di riscaldamento hanno a disposizione una potenza che è limitata in egual modo dalle resistenze che hei posto in serie.

In questo esperimento entrano in gioco 2 fattori a nostro favore: la forte esplosione crea una forte pressione e onda d'urto in acqua(non usare contenitori in vetro perchè anche se spessi 1cm ti esplodono al primo impulso se hai fatto il circuito come si deve), la forte corrente crea alta temperatura e plasma, quindi la condizione ideale in cui possa avvenire una reazione nucleare. un pò come accade in certi tipi di bombe nucleari no? presione e calore.... ma con la differenza che è più facile crearle per un istante che per un tempo lungo, e questo lo si fa sfruttando un picco di potenza enorme dato per un breve i stante(esattamente quello che stanno facendo con i laser, ma qui lo si fa con gli elettroni in acqua).

Dimenticavo:
non è necessario far scaricare completamente il condensatore, ai tempi i risultati migliori li ho ottenuti scaricando i condensatori al 30%, dopodichè il circuito li ricaricava, quindi l'oscillatore deve avere il duty regolabile.

GabriChan
06-06-2011, 23:15
Ciao, concordo con Armando sicuramente Endy è una persona preparata e intelligente, "poco elastica forse :) " ma sicuramente una tra le più puntigliose, cosa che assolutamente non è un difetto, anzi è una dote fondamentale, soprattutto quando si parla di ricerca fatta in un modo rigoroso.

Per Tecnonik non hai mai provato a variare il rapporto tra le superfici dei 2 elettrodi? es. 1/6
non c'è soltanto la conducibilità dell'elettrolita, fai conto che le molecole hanno anche un certo campo magnetico e una polarità più ne metti in gioco è più ottieni "pressione" o deformazione "forse anche spazio temporale vedi Cardone".
e di solito è a forma di vortice ;) sperimentato personalmente.

tecnonick
07-06-2011, 18:46
Si, quando parlo di 2mm mi riferisco al catodo, l'anodo è una lastra in rame. Si possono fare molte configurazioni differenti, ma la reazione avviene al catodo.

GabriChan
16-06-2011, 17:15
Ciao Armando novità?

Armando de Para
17-06-2011, 12:04
Ciao Gabri, la settimana prox. abbiamo le analisi dei liquidi, poi andrò personalmente in laboratorio dove abbiamo il SEM a fare le analisi sui solidi.
Nel frattempo ho detto a Triac di prendere contatto con te per organizzare i test qui da noi.
:)

GabriChan
17-06-2011, 16:09
Ciao Armando, Ok di a triak di chiamarmi :) che ci mettiamo d'accordo.

ben1065
01-07-2011, 21:07
Vi leggo in religioso silenzio, non avendo alcuna competenza in materia, ma con molto interesse.
Non ho visto 99 volte scritto "sono un inguaribile ottimista", per cui mi chiedevo: chi avrà vinto la scommessa?

GabriChan
05-07-2011, 20:29
......chi avrà vinto la scommessa?

Ciao ben, si i risultati sono arrivati e hanno dato esiti interessanti, le trasmutazioni ci sono state, pensavo li publicasse Armando, ma non l'ha fatto, meglio così, perchè non ho tempo ne voglia di stare qui a discutere con i soliti.....

ben1065
08-07-2011, 23:51
sono stupito del fatto che la tua risposta - positiva - non abbia suscitato la curiosità che merita da parte di tanti altri utenti del forum.
A me personalmente piacerebbe sapere di più.
Se c'è stata trasmutazione, ci potrebbe anche essere stata liberazione di energia in eccesso?

GabriChan
09-07-2011, 00:22
Ciao Ben, credo sia stata l'ultima frese che ho scitto a scoraggiare le repliche e critiche, meglio così.
fare valutazioni energetiche col plasma elettrolitico è estremamente difficile, e si corre il rischio di sbagliare, lunica cosa che si può valutare con sicurezza è se c'è stata trasmutazione.
Questò è un periodo un pò strano, siamo entrati nell'estate e ho notato come affermava Monti che è più difficile ottenere delle trasmutazioni in effetti è una cosa curionsa, non mi solprenderebbe se in questo periodo anche gli e-Cat non funzionassero a pieno regime.
Ultimamente stò facendo delle prove per replicare Rossi per via elettrochimica e testare una mia ipotesi sull'ingrediente segreto, ovvero il magnetismo, facendo migrare del nichel dal + a - dove sul meno metto un anodo anchesso di nichel ma attaccato ad un magnete.
Quindi sull'anodo ottengo tutti gli ingredienti ovvero la polvere di nichel sotto forma di 2Ni+, l'idrogeno H+, un eccesso di e- e un forte campo magnetico.
Stò lavorando a potenze basse 1,5..3W ma ottengo degli incoraggianti eccessi di calore :) e qualche bip in più sul geiger, poca cosa circa il doppio della radiazione di fondo, ma è un "sintomo" che qualcosa di interessante stà succedendo.
Ciao

piolos
11-07-2011, 14:34
Ciao a tutti gli sperimentatori!
Ho una piastrina di Nickel sinterizzata che per problemi di lavorazione si è squamata, permettendo di vedere la superficie interna; all'interno, il microscopio ottico permette di osservare una struttura scoriacea (ben diversa dall'agglomerato di grani che costituiscono il Nickel metallo originale). Su una piastrina di composizione simile (non proprio uguale), tempo fa il laboratorio che aveva eseguito una analisi XRF sul totale, aveva evidenziato delle notevoli concentrazioni di Yb, Hf, ma anche Br, P, Mg.
Sarebbe interessante vedere se anche in questo caso gli elementi pesanti sono presenti.

Mi pare di ricordare che tramite "Armando de Para" ci sia la possibilità di una analisi SEM; se è così, Armando, mi puoi dare conferma? Ed eventualmente cosa dovrei fare?


grazie e buon lavoro


Piolos

piolos
11-07-2011, 14:44
Ciao Gabrichan #94

Mi pare di capire che hai ottenuto delle trasmutazioni; non si può saper qualcosa di più sui risultati? Sarebbe interessante un confronto con i dati che ho ottenuto più volte tempo addietro e che sto cercando ora di "raffinare dal punto di vista analitico e procedurale" per eliminare il rischio di errori "banali"

ciao

Piolos

Camillo
12-07-2011, 11:17
Bravo GabriChan
Quindi avevi visto giusto pur lavorando con analisi casalinghe!
Sono curioso di vedere le analisi.

SGF
28-07-2011, 12:28
Ciao Gabry, proprio non vuoi farci vedere le analisi (giuro che non critico e non discuto)...