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Discussione: Regolatori di tensione/corrente DC/DC o AC/DC lineari o PWM (switching)

  1. #1
    TUTOR

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    Predefinito Regolatori di tensione/corrente DC/DC o AC/DC lineari o PWM (switching)



    Spesso nei dispositivi trattati ampiamente in questo forum (impianti fotovoltaici, veicoli elettrici per esempio) vengono impiegati classici circuiti elettronici di regolazione DC/DC di tensione e/o corrente.

    Visto che recentemente mi sono trovato a rispondere ad alcune domande in merito, pur non essendo un progettista esperto al riguardo, ritengo opportuno aprire una discussione mirata sull'argomento.

    Per cominciare dalle cose semplici una breve descrizione dei REGOLATORI LINEARI

    I regolatori lineari sono di solito più piccoli, meno costosi e meno rumorosi dei regolatori switching; il difetto è che di solito (non SEMPRE) sono anche meno efficienti.
    Ricordiamo che poichè l'efficienza è data da Pout/Pin, una bassa efficienza implica calore da smaltire e spreco di energia elettrica (quindi di soldi, o riduzione di autonomia in apparecchi a batteria, veicoli elettrici inclusi)

    Ecco una tipica applicazione di uno dei più noti, LM317, usato come regolatore di tensione:
    fig001.jpg
    e come regolatore di corrente:
    fig002.jpg

    Il limite del regolatore lineare è appunto l'efficienza limitata e il fatto che la tensione in uscita può essere solo minore di quella in ingresso, almeno di una quantità, detta drop-out, che è pari tipicamente a circa 3V (o 1,5V nei 'low drop-out'); inoltre la corrente assorbita in ingresso sarà uguale a quella fornita in uscita.

    Da queste info si deduce che l'efficienza può essere molto bassa, perchè l'efficienza è:

    η= Pout/Pin=(Vout*Iout)/(Vin*Iin)=Vout/Vin


    Inoltre in molti casi il regolatore deve essere montato su dissipatore (radiatore), perchè tutta la potenza dissipata viene trasformata in calore:

    Pdiss= Pin-Pout=(Vin-Vout)*Iout.

    Viceversa in pochi casi l'efficienza può essere discretamente alta, per esempio se devo convertire Una Vin=30V in Vout=28 V -> efficienza pari al 93,3%, superiore a quella di molti switching!

    Continua...
    Ultima modifica di gymania; 03-09-2012 a 10:27
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

  2. #2
    Affezionato

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    Grazie Riccardo, io sono molto interessato all'argomento, penso che in futuro mi piacerebbe utilizzare un DC/DC fatto in casa e puntavo ad un regolatore da 100V in ingresso a 12V in uscita per alimentare un processore.

    Stavo guardando qualcosa come questo: Regolatori lineari Reg Standard Lin Adj Pos 1.25V to 125V Texas Instruments TL783CKCSE3 consegna in 24 orepero' ammetto di non sapere molto a riguardo...

    P.S.: mi sa che hai allegato una immagine che non c'entra con l'argomento

  3. #3
    TUTOR

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    Eh già, non so come ho fatto a metterla... quando ho inserito la discussione ho avuto problemi di connessione e soprattutto mentali...

    Andiamo un po' più nel dettaglio, riguardo al tuo regolatore. E' del tutto simile ai classici LM da me citati, ma accetta tensioni in ingresso molto alte (150V).
    Però devi stare attento alla potenza dissipata! Come detto sopra Pdiss = dV * Iout.

    L'esperienza dice che è DIFFICILE dissipare più di qualche W su quel tipo di package; nel data-sheet trovi infatti la resistenza termica tra giunzione e case (qualche °/W) alla quale devi però sommare quella del radiatorino da fissare al dispositivo. Si arriva facilmente a 20°/W o più, e poichè la giunzione deve lavorare a max 150°C (meglio meno) ricavi che riesci a dissipare tot Watt, diciamo per essere cautelati max 5W.

    Quindi poichè il tuo dV è di 88V potrai prelevare in uscita massimo 5W/88V=56mA, se vai oltre probabilmente il regolatore va in protezione (hanno anche questo vantaggio, sono protetti da corti e sovratemperatura)
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
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  4. #4
    Amante storico del Forum

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    Io sarei interessato,al momento,sopratutto alla trasformazione da AC a DC.Qual e il sistema migliore di effettuarla?Me lo hai gia spiegato in altra discussione ma vorrei "approffondire".Ciao e grazie.
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  5. #5
    TUTOR

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    Predefinito Regolatori AC-DC (alimentatori)

    Scusa per il ritardo... ultimamente sono un po' 'dispersivo'...

    Sugli AC-DC non sono molto preparato, provo a dire qualcosa di generico e vediamo se ti basta.

    Per potenze normali, fino a decine di Watt, sicuramente vengono in mente i classici 'vecchi ' alimentatori per radio, giocattoli ecc: trasformatore che abbassa la 220V a 12V (per esempio), seguito da ponte di diodi e condensatore per 'livellare' l'uscita.
    In questo modo però la tensione di uscita dipende da quanta corrente tiri, a causa della resistenza ohmica del trasformatore e dei diodi.
    L'efficienza, media, dipende dalle perdite nel trasformatore e nei diodi.
    Ovvia evoluzione attaccarci in uscita un regolatore di tensione e/o corrente lineare (vedi prima) per avere tensione o corrente di uscita costanti o regolabili.

    All'aumentare delle potenze in uscita, per ridurre le perdite ohmiche e/o per ridurre le dimensioni dei trasformatori sono stati sviluppati gli alimentatori 'elettronici', quelli che trovi per esempio in molti faretti alogeni.
    In questi la frequenza di rete (50Hz) viene di solito innalzata molto (a svariati kHz) in modo da rimpicciolire di molto il trasformatore. Inoltre la regolazione di uscita (di solito sempre presente) viene anch'essa realizzata in maniera 'switching' per evitare le perdite ohmiche del classico regolatore lineare.

    Per potenze di kW (come quelle di cui parli tu) non conosco le tipologie costruttive; posso solo immaginare che di solito un trasformatore è richiesto per motivi di sicurezza (isolamento tra ingresso e uscita).
    Inoltre, in generale, l'efficienza di un buon trasformatore è comunque abbastanza alta, quindi credo che in molti casi sia ancora usata la configurazione trasformatore di potenza (per abbassare la tensione vicino al valore voluto e isolarsi dall'ingresso) seguito da regolatore tensione/corrente switching.

    Chissà quante ne ho dette, vediamo se qualche esperto di alimentatori di potenza sa dare info più sensate....
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

  6. #6
    TUTOR

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    Predefinito Polarizzazione LED con regolatori lineari

    Ancora sui regolatori lineari, un esempio di applicazione: la polarizzazione dei LED.

    Spesso i LED vengono polarizzati con una semplice resistenza di caduta, ma è un sistema 'grezzo' che non compensa eventuali variazioni nella tensione di alimentazione o nella tensione diretta dei LED (dovuta per esempio alla temperatura).

    Il regolatore lineare permette invece di impostare una corrente I costante, con lo svantaggio di dissipare tutta la VxI non utilizzata in calore. Per aumentare l'efficienza bisogna quindi riuscire a polarizzare più LED in serie con un solo regolatore , e questo è possibile con V alimentazione elevata ( per esempio 12 V o più) o con uno STEP UP per alzare la tensione (lo vedremo dopo)

    A volte può essere utile una combinazione dei due metodi; per esempio sulla mia moto d'epoca ho l'impianto a 6V, molto variabili...


    Per la luce posteriore la potenza è limitata, quindi l'efficienza non è importante.





    Ho usato 5 LED da 0,3W (140° di emissione) per la luce di posizione (2 illuminano anche la targa) e 6 per lo stop.





    Per minimizzare i componenti ma stabilizzare la corrente dei LED al variare dell'alimentazione (con e senza batteria) ho usato una combinazione di regolatori lineari e resistenze di caduta. Ogni LED ha una R in serie da 10 Ohm, e la tensione in ingresso viene stabilizzata a 4V per lo stop (in ogni LED 90 mA circa), a 3,9 V per la luce di posizione (in ogni LED 70 mA circa)
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
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  7. #7
    Seguace

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    salve a tutti
    ïo sono anni che uso delle PTC da 3k3 siemens, ( in serie ), per limitare la corrente nei led da 12 a 300 volt...
    se voglio piu' corrente ne monto due in parallelo

  8. #8
    TUTOR

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    ok, ma è una regolazione comunque grossolana: la PTC sente la temperatura 'ambiente', non quella del chip... soprattutto con LED in package plastico come i miei la differenza è notevole!

    E comunque non riesci a compensare esattamente e restano i problemi di efficienza; i regolatori lineari inoltre integrano protezioni da sovratemperatura e sovracorrente.

    Soprattutto con LED presi su ebay a me è capitato che se ne rompessero, vanno spesso in corto, e se non hai un regolatori ben presto bruci tutti quelli in serie a quello in corto...
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
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  9. #9
    Moderatore

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    Riccardo,
    Per potenze di kW (come quelle di cui parli tu) non conosco le tipologie costruttive; posso solo immaginare che di solito un trasformatore è richiesto per motivi di sicurezza (isolamento tra ingresso e uscita).
    confermo, per gli alimentatori da diversi kW ai MW si usa spesso un raddrizzatore trifase seguito da un inverter monofase che alimenta il primario del trasformatore ad alta frequenza; la tensione del secondario viene poi raddrizzata e filtrata.
    Ciao
    Mario
    Molto urgente: cerco socio: Collaborazione a Milano
    -------------------------------------------------------------------
    Mala tempora currunt, non contattatemi piu' per questioni riguardanti il forum, grazie, il mio tempo e' finito.
    -------------------------------------------------------------------
    L'energia non si crea ne' si distrugge, ma ne sprechiamo troppa in modo irresponsabile. Sito personale: http://evlist.it
    Se fate domande tecniche e volete risposte dal forum precise e veloci, "date i dati" specificando anche l'ambiente operativo e fornendo il maggior numero possibile di informazioni.
    ------------------------------------------------

  10. #10
    TUTOR

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    Mario grazie per il contributo!

    Questa mia discussione langue un po' per mancanza di tempo (ora sono preso dall'Elettra...)
    Ma i miei giochi continuano... e ho ultimato il faro per la mia moto d'epoca (una Guzzi Superalce del 1952)

    Per gli aspetti realizzativi e i risultati 'ottici' vi rimando al forum di moto d'epoca dove descrivo i miei interventi sul mezzo, in particolare:

    Trasformazione faro, fanalino e frecce a LED [con foto] - Forum Moto d'Epoca

    per non dover scrivere due volte le stesse cose li mi limiterò agli aspetti specifici per i collezionisti, qui (quando avrò tempo...) metterò una descrizione del circuito, che in questo caso è composto da:
    -step-up da 6V a 33,5V
    -serie di 10 LED di potenza (100mA), ognuna con regolatore lineare di corrente

    Ciao!
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
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  11. #11
    TUTOR

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    Dietro richiesta sull'altro forum inserisco per ora due schemi semplici e per molti banali, che servono ai meno esperti per capire vantaggi e svantaggi dei vari metodi di regolazione.

    Si tratta del 'progettone' relativo alla luce posteriore del mio Guzzi d'epoca (foto nel post #6)

    Impianto in C.C. a 6V con dinamo e batteria (anni 50...); valori misurati
    -con batteria staccata Vin=4-7V (fino a 8V al max dei giri motore)
    -con batteria collegata e carica Vin=6-6,5V

    Questi valori variano con numeri di giri, eventuali luci/clacson in funzione, stato di carica della batteria (la dinamo da 30W 'fa fatica' a tenerla carica coi fari accesi)

    Luce originaria 6V 5/21W (posizione/stop)

    I LED scelti tempo fa su ebay (il venditore mi sembra si chiami topbright) sono tradizionali in contenitore plastico trasparente. Alimentandoli con una R di caduta ho misurato:

    ILED <30mA 50mA 80mA 100mA (valore nominale)
    VLED <3V 3,08V 3,17V 3,22V
    Luce fioca media quasi ok ok
    (valori approssimati perchè cambiano con la temperatura)

    Ho scelto di usare 5 LED per la luce di posizione e 6 LED (+5) per lo stop

    Lo schema più semplice sarebbe con semplici resistenze di caduta:
    resistenze_caduta.jpg
    Non sarebbe possibile polarizzare più LED in serie, quindi ogni LED deve avere la sua resistenza di caduta. Per non stressare troppo i LED dovrei imporre per esempio 80mA per quelli di posizione, 100mA per gli stop. Si ricava quindi a 6V
    Rp=(6-3,17)V/,08A=35 Ohm
    Rs=((6-3,22)V/0,1A=28 Ohm
    Circuito semplicissimo ma non molto affidabile per il caso in questione: la luce dei LED si affievolirebbe a V basse, e con Vin =7V avrei I=130mA circa col rischio di bruciare i LED (soprattutto gli stop)

    CIRCUITO CON REGOLATORE LINEARE
    reg_lin.jpg
    come detto prima Rs=Rp=10 Ohm e il regolatore è un low-dropout (LD1085) in package TO220 con radiatore.
    Per avere Iled= 100mA negli stop e 70-80 mA nella posizione ho imposto VS=4V e VP=3,8V.

    Dalle formule del regolatore (vedi prima) si ricava quindi
    R1S=R1P=133 Ohm
    R2S=270 Ohm; R2P=293 Ohm

    Il diodo D è uno Schottky a bassa tensione diretta (es MBR1635); è facoltativo, serve a far accendere tutti e 11 i LED alla pressione dello stop (se quelli di posizione non erano già accesi)

    Il circuito garantisce una luminosità costante e corrente controllata per Vin>5V circa; al di sotto la luminosità diminuisce.
    Ovviamente la potenza dissipata è molta (intorno al 50%, dipende da VIN)

    Comunque l'assorbimento dalla tensione di alimentazione è minore dell'originale: 2,5W la luce di posizione (luce maggiore dell'originale), circa 3,6W lo stop (luminosità analoga all'originale); la durata dovrebbe essere molto maggiore (protezione da sbalzi di tensione e temperatura)
    Ultima modifica di richiurci; 22-07-2012 a 16:04
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

  12. #12
    Amante storico del Forum

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    Per "conoscenza" mia (Riccardo U. sa)credo di aver scoperto che cosa è il diodo bulk o anche chiamato tiristore/triac/scr.Se ci ho "preso" avro una domanda da porti.Buon ferragosto.
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  13. #13
    TUTOR

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    In parole povere:
    bulk è un termine della lingua inglese (ceppo germanico) che in italiano è traducibile con le parole ammasso, accumulo, mucchio ed anche massa, mole, volume...

    In campo elettronico e più in dettaglio nei semiconduttori è utilizzato di norma per riferirsi a qualcosa che riguarda gran parte se non l'intera area con cui i dispositivi semiconduttori in oggetto (transistor, ecc.) sono costituiti.

    Per esempio nel caso di un transistor ad effetto di campo metallo-ossido-semiconduttore (MOSFET) il termine "bulk diode" è riferito al diodo "antiparallelo" (talvolta definito "parassita") tra drain-source (o source-drain, se preferite) che, nel processo costruttivo, inevitabilmente si forma tra regioni a drogaggio diversificato (quindi non solo P-N, ma anche tra P e P+ o N e N+) e principalmente con il substrato ovvero le fondamenta costruttive dell'intero semiconduttore, da cui "bulk".

    Allargando un po' sul tema, come componenti "parassiti" possono essere individuate strutture più complesse del semplice diodo, come i transistor bipolari (BJT) veri e propri. Talvolta, tra più dispositivi "intrinseci", sono riscontrabili collegamenti che riconducono a forme più complesse come le strutture a SCR (tiristori).
    È il caso di alcuni circuiti integrati (ma anche dei mosfet...) dove "latch-up" sono da questi provocati quando qualche circostanza (ad esempio rapidi dv/dt, ecc.) è in grado di "innescarli".

    Va da se però che un diodo è diverso (ovvero non coincide, è un altro oggetto) da un transistor, a sua volta diverso da un SCR, tiristore, ecc.
    "Bulk" in tal caso rappresenta, se vogliamo, un aggettivo del dispositivo in oggetto (sia esso poi un diodo un transistor, ecc.), indicante che esso è innato nella massa semiconduttrice dell'intero componente.
    Ultima modifica di gattmes; 20-08-2012 a 08:56

    Fare si puo'!..... Volerlo dipende da te.

    Consultate e rispettate il REGOLAMENTO ( < cliccare sopra per visionarli >) e l' INDICE del Forum

    Ricorda: un piano cottura a induzione consuma mediamente solo il 30% dell'energia richiesta da uno a gas e comporta in "bolletta" costi dimezzati. Contrariamente a quello che ti diranno in giro poi si può generalmente usare anche con il normale contratto da 3 kW, pur se sprovvisto di sistema di autolimitazione. Per maggiori informazioni:
    Vetroceramica (piani cottura HOBs): bugie&verità
    PIANI COTTURA: vetroceramica radiande/alogeno, induzione, metano/GPL, ecc: QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI
    [/I]

  14. #14
    Amante storico del Forum

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    Grazie,avevo trovato la spiegazione su un link in inglese(che conosco poco)ma era ben spiegato.Io avevo"capito" che siccome aveva la doppia giunzione p/n/p/n serviva per raddrizzare "direttamente" (AC in DC).Ora un altra domanda.Vi prego di avere pietà per la mia ignoranza.E possibile usare questi diodi https://docs.google.com/viewer?a=v&q...XjNSTkgm5myjPQ per realizzare un raddrizzatore?A me serve solo raddrizzare la 220 V per caricare una batteria di un impianto ad isola ma il carica batteria accetta solo corrente continua (mi sembra che questo sia il solo requisito)percio non e molto importante il voltaggio.Oppure se potete indicarmi un congegno in commercio che abbia come caratteristiche principali l affidabilità e l efficenza(oltre il 95/96 %).Chiedo troppo?P.S. Naturalmente non ne so nulla delle varie "interferenze" che si hanno nella trasformazione ac/dc o dc/ac per questo preferirei un prodotto gia bello e pronto.Grazie e ciao.
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  15. #15
    TUTOR

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    Quello assolutamente no, ha una tensione inversa (Vr) di soli 40V...dovresti usarli in maniera classica dopo un trasformatore.

    Ci sono diodi che possono lavorare direttamente sulla 220V, ma avresti una tensione continua molto alta e pericolosa!

    Direi che è necessario sapere, per poterti rispondere, la tensione massima che accetta il caricabatteria e la potenza che assorbe. Comunque un rendimento del 95-96% 'home made' è difficile (molto ) da ottenere, e ti puoi avvicinare solo ottimizzando il 'raddrizzatore' sul tuo caricabatteria.

    Se non spieghi meglio mi sfugge un po' l'utilità di fare un AC->DC che alimenti un DC->DC, a meno che (immagino) il CB sia molto complesso e con funzioni sofisticate converrebbe fare direttamente un AC-DC con regolazione della corrente in uscita (anzi li vendono già belli e pronti)
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
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  16. #16
    Amante storico del Forum

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    Ok.Allora ti dico ciò che vorrei fare moduli>microinverter>raddrizzatore>carica batteria (incorporato nell accumulatore).Ce un po di distanza dai moduli all accumulatore percio preferirei fare il collegamento in AC.E alcune cose non passerebbero dall accumulatore.E questo è l accumulatore con CB incorporato.

    Gentile Riccardo Urcioli (e/o chiunque altro mi possa aiutare) .Grazie.Ciao.
    File Allegati File Allegati
    Ultima modifica di richiurci; 14-10-2013 a 11:27 Motivo: post consecutivi
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  17. #17
    TUTOR

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    Non so che dirti, pochi dati e non sono uno specialista.
    Prova a postare altre info se quella batt la hai già: targhetta, manuale... che tensione accetta in ingresso?

    Comunque è dura maneggiare decine o centinaia di W senza esperienza... occhio che si fanno danni e ci si può anche 'scottare'!
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

  18. #18
    Amante storico del Forum

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    Quote Originariamente inviata da ccriss Visualizza il messaggio
    Una delle cose che si potrebbe fare per rimappare il comportamento dell'acceleratore potrebbe essere questa:
    Metti un partitore di tensione regolabile da Arduino sulla uscita dell'acceleratore che va alla centralina, poi con Arduino decidi che curva fargli applicare. In aggiunta , se con Ardu usi il sensore di corrente, potresti rimappare il comportamento anche in funzione della richiesta da parte del motore.
    Tempo fa riflettevo su quanto sarebbe utile sugli scooter elettrici avere DUE acceleratori: quello classico che aumenta il duty-cycle, più un altro che invece regola la corrente erogata.
    Questo perchè, per esempio, in salita è inutile spingere a manetta, cioè dare un duty-cycle del 100%, se tanto la corrente non è abbastanza da fornire abbastanza coppia da raggiungere la velocità desiderata!
    Però anche mandare sempre la corrente massima anche in pianura, anche quando il duty cycle magari è al 50%, è uno spreco inutile!
    Il vantaggio sarebbe l'aumento della pendenza massima superabile.

    La faccenda del duty cycle potete immaginarla come se steste facendo girare su sè stessa una poltroncina girevole: ogni volta che vi passa davanti lo schienale, gli date una spinta. Per quanto tempo spingete rispetto alla totalità del giro, è il duty cycle; la forza con cui spingete è l'intensità della corrente inviata al motore.
    Se c'è un vostro amico di 100 chili sulla poltroncina, potete anche spingere per tutto il giro, ma se usate poca forza, tanto veloce non andrà; se invece gli date un breve ma potenta calcione :-) a ogni giro, prenderà una bella velocità.
    Batterie, DoD e profondità di scarica: *** Scaricare le batterie solo fino a metà prima di ricaricarle. *** Al piombo da 60 km: usata 20 km per volta durerà 60.000 km, 60 km per volta ne durerà 12.000. *** Al litio da 60 km: usata 20 km per volta durerà 120.000 km, 60 km per volta durerà 60.000 km.
    -- Jumpjack --

  19. #19
    Seguace

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    Guarda che non abbiamo tutti questi gradi di libertà...In prima analisi il duty cycle impone la tensione media sugli avvolgimenti mentre la corrente dipende da tensione, impedenza avvolgimenti e velocità (forza controelettromotrice).La limitazione di corrente avviene abbassando il duty cycle.
    Scooter elettrico X-Spin Ted 5kW immatricolato L3 20 batt 40Ah (per errore... avevo chiesto le 50Ah)
    Impianto VMC Mitsubishi Lossnay LGH-15RX4 monitorato con datalogger arduino

  20. #20
    Amante storico del Forum

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    Dalle curve di pilotaggio che ho visto io, la tensione di picco della sinusoide di alimentazione sembra costante a prescindere dal duty cycle.
    Il che vorrebbe dire corrente sempre al massimo, che però la batteria non "vede" sempre al massimo sul lungo periodo. Ma può anche darsi che abbia visto grafici di massima, qualitativi e non quantitativi, boh.
    Riuscire a trovare questi grafici di pilotaggio è moooolto complicato, quasi impossibile, bisogna andarsi a cercare decine di PDF generici e sfogliarli tutti sperando di trovare un grafico, perchè su google-images non si trovano. :-(
    Batterie, DoD e profondità di scarica: *** Scaricare le batterie solo fino a metà prima di ricaricarle. *** Al piombo da 60 km: usata 20 km per volta durerà 60.000 km, 60 km per volta ne durerà 12.000. *** Al litio da 60 km: usata 20 km per volta durerà 120.000 km, 60 km per volta durerà 60.000 km.
    -- Jumpjack --

  21. #21
    Seguace

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    Devi cercare i PDF dei BLDC motor controller, ad esempio:
    ww1.microchip.com/downloads/en/.../00857a.pdf‎ a pagina 6
    www.freescale.com/files/product/doc/AN1916.pdf a pagina 9

    I concetti espressi sono questi.

    edit: non copia correttamente il link microchip, comunque è l'AN857
    Scooter elettrico X-Spin Ted 5kW immatricolato L3 20 batt 40Ah (per errore... avevo chiesto le 50Ah)
    Impianto VMC Mitsubishi Lossnay LGH-15RX4 monitorato con datalogger arduino

  22. #22
    TUTOR

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    ho spostato i messaggi di jumpjack e andypairo in questo 3d sicuramente più attinente.
    Questa è la sezione di elettronica, più adattta se si vuole approfondire.

    Come consiglio a Jumpjack, visto il tipo di domande poste, è cominciare con lo studiarsi e capire i regolatori più semplici, quindi i lineari e poi i PWM in CC.
    Comunque ci sono siti molto più specifici e frequentati per l'elettronica 'impegnativa', tipo electroyou, dove si trovano già molte discussioni di tutti i livelli su questi argomenti
    Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
    Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

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