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Primo impianto agrovoltaico al mondo nel mantovano

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  • Mauro1980
    ha risposto
    visto ieri per la prima volta
    L'ennesima bruttura che ha rovinato il MIO territorio, è un po meno brutta, ma sempre brutta è

    Milioni di mq di coperture inutilizzate e poi montiamo i pannelli su terreni fertili e serre

    Povera Italia, così bella e così maltrattata

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  • Spaziozero
    ha risposto
    Ne ha parlato raitre pochi minuti fa. Devo dire interessante, io avevo letto l'anteprima qui sul forum ma non avevo compreso bene il progetto, la portata e l'applicabilita'.
    Credo che l'idea di fondo geniale e' che nessuna parte del terreno sottostante rimane in ombra e quindi ricevera' comunque la "razione" di sole giornaliera. Idea semplice ma allo stesso tempo rivoluzionaria, perche' permetterebbe la coltivazione dei terreni sottostanti.
    La domanda che faccio, quindi, e' sara' valida anche per i frutteti, i vigneti, gli oliveti? Oltre che per le coltivazioni annuali. Io penso che i trattamenti fitosanitari tramite atomizzatori potrebbero rappresentare una criticita' ma vorrei capire bene il concetto di "AGROVOLTAICO".

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  • Fu3g0
    ha risposto
    Salve, volevo sapere se qualcuno ha maggiori notizie riguardo a questa iniziativa, sono interessato sia agli aspetti tecnici che a quelli economici, nel caso avete link o documenti anche via messaggio privato.
    Vi ringrazio in anticipo per le risposte

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  • 2bkk
    ha risposto
    Originariamente inviato da parma45 Visualizza il messaggio
    mamma mia che orrore questi eco mostri in territorio agricolo....dovrebbero vietarli
    Bello davvero il tuo Avatar, sicuramente tu sei quello a dx dell'immagine, hai sempre da denigrare su qualsiasi cosa.

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  • 2bkk
    ha risposto
    potresti convidere brevemente la tua esperienza?
    Ritieni che sia possibile coniugare agricoltura e produzione di energia elettrica da FV? Hai verificato impatti negativi o altro sulla produttivita' dei terreni? Eventuali problemi con animali?
    Grazie, un saluto
    Giuseppe[/QUOTE]

    caro Giuseppe, nessun impatto negativo,
    Essendo strutture ad inseguimento, tutte le piante hanno la loro razione di luce diretta e crescono ottimamente come le altre non ombreggiate.

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  • lou_teena
    ha risposto
    beh appunto, ma per fare impianti di questi tipo non possono valere gli stessi limiti di altezza. E poi la superfice occupata da strutture del genere alla fine quant'è?

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  • lollolo
    ha risposto
    forse ho capito male io, ma il 10% è rispetto alla disponibilità del proprietario. Ovvero non si fa riferimento al cespite specifico. Quindi se ho come somma dei terreni in proprietà 10 Ha di terra posso occuparne 1 Ha. Credo. Perchè con un terreno di 1 Ha, ho a disposizione 1000 mq dove ci tiro fuori nemmeno una 40 di kWp (avendo anche dei limiti in altezza da parte dell'Amministrazione rilasciante l'autorizzazione o il titolo abilitativo).


    Note di Moderazione: nll
    Non serve citare per intero il messaggio precedente: Lo abbiamo appena letto tutti!!! Violazione art.3 del regolamento.

    Ultima modifica di nll; 27-08-2011, 17:08.

    Lascia un commento:


  • lou_teena
    ha risposto
    ma impianti di questo tipo come si pongono verso le nuove regole sullo spazio occupato? Vale sempre il limite del 10% del terreno?

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  • lollolo
    ha risposto
    ICI impianto fotovoltaico non integrato a terra

    Allora a parte gli aspetti più o meno bucolici, questi impianti realizzati sui suoli agricoli, hanno dal 2008, un piccolo problema: l'Agenzia del Territorio che insiste per la riclassificazione del terreno in D/1 opificio elettrico e quindi soggetto ad ICI.

    Tanto per avere un metro di paragone, visto che l'ICI si calcola sul valore venale dell'impianto (per la classe D), per 100 kWp si pagheranno all'incirca 2.000-2.400 euro l'anno di ICI.

    Ora se il proprietario è un coltivatore diretto, oltre a non pagare IRPEF, non pagherà nemmeno l'ICI. Ma se il proprietario è un privato o società, si.

    Riferendomi alla nota circolare dell'Agenzia del Territorio (l'Agenzia delle Entrate che poi riscuote per la prima continua a considerarli beni mobili e pertanto da non accatastare: eventualmente in classe E ovvero esente ICI), questa si basa su due aspetti: il primo è che gli impianti sottraggono terreno alla coltivazione agricola (ma gli esempi che ho visto dimostrano l'opposto) secondo, che la struttura di supporto al terreno è indispensabile per la produzione elettrica. (L'ing. dell'Agenzia evidentemente non sa che appoggiando per terra i pannelli, producono lo stesso energia elettrica).

    Quello che veniva da chiedere è:

    -per proprietari o società (o professionisti che seguono questa tipologia) che hanno un impianto a terra, su suolo agricolo e non sono coltivatori diretti, come si comportano o comporteranno con questo nuovo ed ulteriore balzello?


    Attualmente io ho un impianto su suolo agricolo ed ho un contratto di conduzione del fondo, regolarmente registrato, appunto per dimostrare che sul quel terreno riesco a coltivare. Ad oggi sono a già 3 tagli dell'erba per la produzione di foraggio.

    (il DM 2007 ricorda che non è necessario la conversione della destinazione d'uso e che questi impianti, soprattutto se a cessione totale della produzione, sono urgenti, indifferibili e di pubblica utilità (per questo dovrebbero essere accatastai in classe E)


    Note di Moderazione: nll
    Non sono consentite le citazioni integrali, usa piuttosto i suoi riferimenti (autore, data e ora), oppure il link. Violazione art.3 del regolamento.

    Ultima modifica di nll; 27-08-2011, 17:10.

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  • ccastellani
    ha risposto
    superfici e stoccaggio

    Perché sacrificare terreni agricoli, arrampicarsi sui tetti e litigare con i condomini? ci sono le autostrade dove km2 (posseduti da un'oligarchia pubblica) di fotovoltaico potrebbero riparare gli automobilisti dal sole.
    Per stoccare i surplus di energia (da utilizzare quando ci sia bassa intensità solare) esistono già tecnologie primitive (oltre quella delle riserve idriche) come l'aria compressa o evolute come l'idrogeno (pare che batterie convenienti tardino ad essere disponibili).

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  • andreaporta
    ha risposto
    Originariamente inviato da alEX 235 Visualizza il messaggio
    sono dati forniti da questo mio amico
    che lui sappia, se lo sa, sono arrivati dei pezzi premontati, o sono stati montati tutti i pannelli uno a uno da quel trabattello-slitta ?
    se è cos' saran venuti fuori dei costi alti fess ???

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  • MrDish
    ha risposto
    Idea ottima, e vi ricordo che chi come me la terra la coltiva (vero B2KK), sa benissimo che sotto i pannelli ci si può coltivare.
    Io per esempio semino piante mellifere per il mio apiario (sulla, lupinella, ecc, ecc,) sotto i miei pannelli, sono solo 2500m2, però a me servono pure quelli.

    L'erba medica cresce benissimo e pure le graminacee, solo che diventano altissime in cerca di luce diretta.

    Poi vuoi mettere, 20 anni senza concime, senza pesticidi, senza erbicidi, ecc, ecc, che solitamente pre e post accompagnano la semina/raccolta........

    Certi impianti fanno solo bene alla terra, sottoposta di questi tempi per via delle PAC ad intensità colturale senza rotazione troppo eccessiva, necessitando di un continuo "arricchimento" con letami e altro a volte molto sospetti e sicuramente poco "puliti".

    Ma ovvio, chi non sa di cosa parla, spesso, anzi molto spesso, dice "balle" e frasi fatte.

    Lascia un commento:


  • alEX 235
    ha risposto
    Ciao, di costi con precisione non ti so dire nulla, so solo che se non era conveniente non lo facevano, e poi, magari mi sbaglio, ma presumo che sia un salva alcoa, ripeto presumo perchè i lavori sono iniziati l'anno scorso e allacciato prima di giugno, quindi con incentivi 2010, so che hanno utilizzato un'area immensa (tipo 30 ettari) per fare un 3mw, sono dati forniti da questo mio amico, non so dire se siano veritieri o meno, quindi li prendo per buoni ma fino ad un certo punto,il solo vantaggio di questo impianto è che ci puoi coltivare sotto, poi ha una resa costante nella giornata in quanto sono sono ad inseguitori solari, sommando le 2 cose hanno reso l'operazione fattibile, mi informerò se ci sarà un seguito a tale tipo di impianto.

    Lascia un commento:


  • paolobel
    ha risposto
    ciao Alex bellissime foto e bellissimo impianto, una sola cosa che ho notato a prima vista, chissa quanto sarà pesato il costo della struttura su un impianto del genere?

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  • paolobel
    ha risposto
    Originariamente inviato da superzeus3 Visualizza il messaggio
    no alle centrali nucleari...ma neanche rattoppare tutti i terreni agricoli...con tutti i tetti ancora liberi da riempire!!!!


    hai perfettamente ragione e condivido.

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  • primosolare
    ha risposto
    Originariamente inviato da trap5 Visualizza il messaggio
    C’erano già gli incentivi nel 2002?
    No, nel 2002 non c'erano incentivi ma io l'impianto l'ho realizzato ugualmente per intima convinzione. E' stato pubblicato su varie riviste e l'ho individuato anche nella rubrica "energia" di Repubblica. Dopo, quando sono arrivati gli incentivi, ho potenziato ottenendo sul nuovo il conto energia. Oggi ho 5 kWp, produco mediamente 7000 kWh/anno autoconsumato circa il 60%.
    Per la tua successiva osservazione riguardo alla produzione solo diurna del FV, io credo che alcuni milioni di impianti FV in Italia produrrebbero energia da utilizzare "prevalentemente" per il pompaggio (hai presente le centrali idroelettriche di generazione e pompaggio ?) e quindi si potrebbe costituire riserva idraulica per la notte, ma non solo. Riguardo agli svantaggi di cui parli se tu fossi un Piacentino (nel senso abitante di Piacenza) con Caorso a pochi metri come vivresti un'emergenza assimilabile a quella accaduta in Giappone ? dove scappi ? cosa mangi ? cosa "RESPIRI" tu ed altri Italiani che dovrebbero evacuare se presenti in un raggio di 20 km. Rammentiamoci che alcuni anni addietro il PO è andato in magra e acqua ne scorreva poca, l'acqua è indispensabile per raffreddare il sistema nucleare. Non voglio parlare dei residui poco gradevoli.
    Ma queste sono riflessioni fatte a "volo d'uccello" perchè ve ne sarebbero altre molto più serie quale, ad esempio, questa: l'industria pesante (Ansaldo) trarrebbe non pochi vantaggi dalla filiera nucleare. Chi avrebbe i vantaggi ? il politico ligure ? (Ansaldo è fortemente presente in Liguria). Non sono sufficienti i recenti e meno recenti fatti portati "casualmente" a nostra conoscenza ?. Ricordi la linea aerea Roma-Imperia dove giungevano migliaia e migliaia (!) passeggeri ? cioè qualche decina alla settimana. Ergo: con certe persone occorre vigilare mentre se io, tu, zio giuseppe e metti chi vuoi montiamo il FV in casa nostra NON consentiamo ad ESTRANEI di beneficiare della nostra iniziativa.

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  • alEX 235
    ha risposto
    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   fv mn modificata.jpg 
Visite: 2 
Dimensione: 173.3 KB 
ID: 1926340
    Ecco le foto durante la preparazione del letto di semina e le ultime fasi della lavorazione fatte da un mio amico che ha partecipato alla realizzazione. Io personalmente ho visto l'impianto e devo dire che l'impatto ambientale è notevole, se si considera che è in aperta pianura padana tale impianto si nota a chilometri di distanza. Secondo i progettisti tale impianto "toglie" un'irradiazione solare al suolo pari al 20% dell'irradiazione totale annua, esigua se si considera in termini agronomici seminare cereali invece di avere una maturazione completa (esempio mais) nel mese di settembre tarderà di alcune settimane. Visto che nei post precedenti si parla di problemi del FV che toglie spazio al seminativo, questo cosa può fare di male? Per la vista? E perchè una centrale nucleare o meno non crea impatto pure quella?Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   229166_221383757887584_100000478852519_908707_2571122_n.jpg 
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Dimensione: 90.0 KB 
ID: 1926337
    Ultima modifica di alEX 235; 24-07-2011, 05:49. Motivo: aggiunta seconda foto

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  • dany976
    ha risposto
    ricordiamoci che esistono anche sistemi di accumolo (a batteria per ora o ioni di litio) ... che sicuramente ad oggi non sono ancora all'altezza di sostenere il FV sia come tecnologia che come costi ... ma son convinto che a breve la cosa si svilupperà ... ed ecco risolto il problema di chi tira sempre fuori il problema che il sole c'è solo di giorno e d'estate ....

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  • trap5
    ha risposto
    Originariamente inviato da primosolare Visualizza il messaggio
    Vedo, nel giro di 5 anni almeno 2 milioni di impianti in Italia che ad una potenza media di 5 kW valgono 10.000 MW cioè 5 grosse nucleari
    Hai dimenticato di considerare che gli impianti FV funzionano solo di giorno.
    A giugno 2011 c’erano 6,75 GW di potenza FV installata (fonte Fotovoltaico al sorpasso sull'eolico, oggi nel Rapporto Energia - Il Sole 24 ORE); dato che la media italiana è 1200 kWh/anno/kW si ottengono 8100 GWh/anno mentre, facendo funzionare all’80% le 5 grosse centrali nucleari, si producono 70080 GWh/anno. Non voglio essere contrario al fotovoltaico, ma voglio essere realista nel fare le valutazioni. Non sto ad elencare i vantaggi del fotovoltaico (che approvo) ma rimango convinto che gli svantaggi sono due: la superficie necessaria ( questo problema svanisce se si installano su tetti e parcheggi) e il costo.
    Inoltre c’è un vantaggio/svantaggio: il fatto che l’energia solare c’è solo di giorno risulta essere positivo se un paese fa affidamento sul FV per la minor parte della produzione elettrica, perché produce nelle ore di punta; ma diventa uno svantaggio se si punta eccessivamente su questa fonte (di notte o d’inverno si avrebbero problemi gravi di approvvigionamento).
    Originariamente inviato da primosolare Visualizza il messaggio
    sul mio impianto non ho pagato la tangente ad alcuno mentre su 5 centrali nucleari cosa sarebbe accaduto ? Da ciò che leggiamo in questi giorni (vedi l'On. Milanese l'ì posizionato da Tremonti) la risposta è evidente. Grazie per il vostro contributo. Primosolare
    Da questo punto di vista io non starei molto tranquillo vedendo quanta potenza installata c’è in Puglia e Sicilia, dove c’è, tra l’altro, un’elevata percentuale di grandi impianti. Sicuramente lì ce nè di speculazione e giochetti vari.

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  • trap5
    ha risposto
    Originariamente inviato da primosolare Visualizza il messaggio
    Oggi la mia pensione è aumentata di 300 Euro mensili che Tremonti non potràtassare

    C’erano già gli incentivi nel 2002?

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  • primosolare
    ha risposto
    fotovoltaico o nucleare ?

    Finalmente gli Italiani si sono espressi (con una impressionante maggioranza) riguardo alla scelta energetica ed hanno strasepolto la "malattia" nucleare. Immaginate un evento nefasto (niente è impossibile) nell'ipotetica centrale nucleare di Caorso. Quanta popolazione si trova "in un raggio di 20 km ?" - Vedete il Sole24ore di oggi che parla del disastro Giappone e racconta cosa si vede li in questo raggio di territorio: lo definisce "spettrale". Invece, se il mio vicino installa sul proprio tetto il suo impianto FV mi fa un baffo. Anzi no, mi faccio subito alcune domande: perchè l'ha fatto ? quanto costa ? quanto rende ? e dato che queste domande mettono in chiaro che anche io posso averlo ed ottenere i non pochi vantaggi, sono indotto a farlo.
    Il mio impianto data Novembre 2002 ed aveva suscitato la meraviglia ed anche la derisione dei vicini: "sei un sognatore, hai soldi in più, si mangerà il capitale e morrà in fretta, e via elencando". Oggi la mia pensione è aumentata di 300 Euro mensili che Tremonti non potrà tassare. L'energia viene dal Sole che non stacca bollette. Non sottraggo niente a nessuno e gli altri nulla sottraggono a me. E l'effetto imitazione quale è stato ? oggi conto più di 50 impianti nell'intorno al mio, che è stato il primo. E tutti si dichiarano soddisfatti. L'unico che ancora crede nel nucleare è, a quanto dicono i giornali, quel tale Scaiola noto a tutta Europa per alcuni episodi strani. Ma anche lui ora è stato stoppato.
    Intanto, in Italia il fotovoltaico viaggia alla grande, nonostante Romani ed altri e nonostante sull'ultima manovra volessero nuovamente mettere il classico bastone ...
    Vedo, nel giro di 5 anni almeno 2 milioni di impianti in Italia che ad una potenza media di 5 kW valgono 10.000 MW cioè 5 grosse nucleari e questo senza mettere in pericolo la vita di un Italiano ma neppure di un fringuello o passerotto. Cosa ne pensate ? Prodi aveva iniziato a proporre una regoletta: tutte le nuove abitazioni o opifici o qualunque nuova costruzione DEVE fare ricorso per una infinitesima parte alle energie rinnovabili. Berlusconi l'ha IGNORATA. Mi domando: perchè ? Rispondo: sul mio impianto non ho pagato la tangente ad alcuno mentre su 5 centrali nucleari cosa sarebbe accaduto ? Da ciò che leggiamo in questi giorni (vedi l'On. Milanese l'ì posizionato da Tremonti) la risposta è evidente. Grazie per il vostro contributo. Primosolare

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  • trap5
    ha risposto
    Sono fermamente contrario al fotovoltaico sui terreni, non solo per questioni estetiche, ma anche percè si potrebbero piantare alberi ed avere forse un maggior beneficio per l'ambiente.
    Per quanto riguarda i tetti, immaginiamo che solo un quarto (che non è affatto poco) fosse ricoperto da moduli FV. Lo si potrebbe fare in modo facile ed economico: obbligare chiunque costruisca nuova edifici ad installare almeno una certa potenza (che potrebbe essere 1 kW ogni 100 mq abitabili) di fotovoltaico oppure pagare un tot (che potrebbe essere 3000 euro per ogni kW non realizzato. Sul costo di una casa nuova incideebbe ben poco sul costo totale. Il conto energia per questi impianti, essendo obbligatori e non volontari, potrebbe essere molto meno generoso, consentendo un notevole risparmio allo stato.
    Pensiamo non solo agli appartamenti, ma anche a fabbriche, centri commerciali (in questo caso ci sarebbe un duplice vantaggio: produrre energia e ombreggiare le auto parcheggiate). Ciò può essere esteso al rifacimento di tetti o coperture.

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  • alvisal61
    ha risposto
    ma certo. Sono perfettamente d'accordo. Io infatti avevo scritto "e occupare anche qualche terreno marginale e di scarso pregio (o rarità)".
    Per garantire che i terreni siano tali ci sono le procedure di autorizzazione. Ci possono essere linee guida più stringenti (opportune) e ci sono i Piani Territoriali e Paesistici (da aggiornare).
    Un progetto deve essere giudicato dalle amministrazioni preposte alla tutela dei diversi beni pubblici (tra cui il rilevante bene "paesaggio"). Ora, questo è il motivo per il quale io sono sempre tendenzialmente contrario alla riduzione delle procedure (DIA/PAS) tramite la riduzione del perimetro degli enti coinvolti, salvo i casi veramente semplici (e un impianto da 1 MW non lo è).

    Se ho un impianto sotto un paesino da 500 anime devo ottenere il consenso del paese e della sovrintendenza per farlo. In alcuni casi si potrebbe lavorare sulle mitigazioni (non solo sulle compensazioni perchè i beni pubblici si ripagano nella stessa moneta, non scambiandoli con altro) in altri non farlo.

    Come notazione personale i nostri impianti (che sono pochi ma grandi) hanno sempre importanti mitigazioni che sono specificatamente progettate da una squadra di agronomi paesaggisti. Ci troviamo spesso a difendere la necessità di dedicare almeno l'1-2% dell'investimento alla mitigazione in fase esecutiva (quando ogni euro diventa prezioso).
    Una conseguenza non voluta dell'abbassamento delle tariffe è che ci sarà meno spazio per questi "lussi".
    Ultima modifica di alvisal61; 21-06-2011, 10:15.

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  • Mauro1980
    ha risposto
    Originariamente inviato da alvisal61 Visualizza il messaggio
    La terra serve a produrre il sostentamento. Ma come vedi dai miei numeri non c'è problema. Più che l'irrilevante fotovoltaico, mi preoccuperei di altro (le innumerevoli villette, i giganteschi parcheggi, l'edilizia "finanziarizzata" per grandissimi contenitori che ha invaso le nostre campagne, ...).
    Parole sante,

    Si veda a riguardo le battaglie di un movimento tra tutti, quello sul consumo del territorio

    Nella mia pianura padana, le campagne del parmense, del cremonese e del mantovano sono state assalite dal cemento facile, procurato dai soldi di organizzazioni criminali (si veda a riguardo alcune indagini della magistratura)

    Il FV non è però irrilevante alvisal, perché i numeri, come spesso accade, non rappresentano bene la realtà

    L'impatto che ha un impianto da 1 MWel su terra installato in un prato adiacente ad un paesino da 500 anime è molto elevato, dal punto di vista paesaggistico, anche se si tratta solo dello 0,1 % del territorio di un comune

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  • alvisal61
    ha risposto
    quindi tra le alternative indicate preferisci l'esproprio. Quando dico "come l'eolico" intendo proprio questo. Ognuno può progettare un impianto sul terreno di una altro (nella fattispecie sarebbe un tetto, appunto) e se viene autorizzato il proprietario ha solo due scelte:
    - o lo cede
    - o subisce l'esproprio

    Perchè il progetto è considerato di pubblica utilità, indifferibile ed urgente.

    Si può fare, naturalmente. "imporre obbligatoriamente il FV". Ma è una politica forte ed invasiva.

    La terra serve a produrre il sostentamento. Ma come vedi dai miei numeri non c'è problema. Più che l'irrilevante fotovoltaico, mi preoccuperei di altro (le innumerevoli villette, i giganteschi parcheggi, l'edilizia "finanziarizzata" per grandissimi contenitori che ha invaso le nostre campagne, ...).

    Si tratta, in altre parole, di decidere se vogliamo pagare di più o essere meno liberi (per inseguire l'obiettivo del FV su ogni tetto), oppure pagare di meno o/e essere più liberi e occupare anche qualche terreno marginale e di scarso pregio (o rarità).

    Tutto si può fare. Basterebbe deciderlo per le giuste ragioni e considerando tutti gli aspetti (la produzione di cibo veramente non c'entra, è come se lamentassi che nel mio ufficio non si cammina più perchè ho occupato lo spazio di una piantana, casomai tolgo una scrivania o un divanetto).

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  • primosolare
    ha risposto
    Fotovoltaicvo sui tetti

    La soluzione ottimale è proprio utilizzare i tetti pubblici o privati che siano. Espropriare ? non occorre, basta farsi un poco di conti. 20.000 € li hanno in molti che però preferiscono destinarli per il SUV utile per salire sui marciapiedi. Ne vedo (conosco molti proprietari) e so che i soldi li hanno, anche i tetti, eppure fanno costosissime vacanze in paesi lontanissimi ma hanno poca sensibilità per l'energia rinnovabile. A questi: Enti pubblici (esempio gli ospedali), alberghi, stabilimenti industriali, privati divoratori di elettricità, bisognerebbe imporre obbligatoriamente il FV. Se non lo fai "cedi il diritto di superficie" e verrà fatto da altri. Ma a terra no, quella serve per produrre alimenti per il sostentamento di umani e di animali. Ma vedrete che entro non tanti anni il FV sarà comune come una bicicletta. Intanto il Marocco pensa seriamente (con gli Europei) al progetto Desertec mentre altri seguono il progetto Rubia e fanno impianti termosolari. Qui il Berlusca voleva il nucleare. Ma...... valà.....

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  • alvisal61
    ha risposto
    zeus (anzi super), mammamia
    sono d'accordo con te, ma oltre alle affermazioni di principio le cose vanno poi effettivamente realizzate. E nel quadro della situazione esistente (o di ciò che non si può, o vuole, cambiare).
    Quindi occupare tutti i tetti è un bell'obiettivo, ma totalmente irrealizzabile. Infatti i tetti hanno delle persone ed aziende che ci lavorano sotto. Talvolta hanno impegni finanziari e complesse situazioni proprietarie (tra frazionamenti, condomini, ipoteche, ...), possono non essere idonei dal punto di vista statico o geometico.
    Il proprietario può non avere risorse economiche a investire o credito da utilizzare (di questi tempi comunque difficile). Oppure può averlo, ma preferire investirlo nella sua attività (giustamente).
    Se non lo fa in proprio ma cede i diritti la remunerazione che il fotovoltaico può garantire (una volta 4-5.000 €/anno/ha, ora molto meno dato le tariffe) può essere tanto per un terreno agricolo ma irrilevante per un capannone industriale.

    Tutti problemi pratici superabili, naturalmente. Ma come?
    ipotesi:
    1- esproprio del diritto di superficie di tutti i tetti e attribuzione di essi ad una agenzia pubblica nazionale che fa gli interventi;
    2- attribuzione per legge del diritto di esproprio del tetto (come è consentito per l'eolico) a progetto approvato;
    3- incremento ulteriore della remunerazione dell'energia quando su tetto, in modo da poter superare le difficoltà.

    La prima è una battuta. La seconda fattibile, ma forza il diritto di proprietà su beni di grande rilevanza (considera che potresti vedere espropriato il tetto della casa al mare).
    La terza è costosa. Va esattamente in direzione opposta al principio di incentivare sempre meno il kWh prodotto (un tetto produce esattamente gli stessi kWh di un impianto su un terreno agricolo marginale).

    Poi, naturalmente, quando dici "tutti i terreni agricoli" intendi l'1% dei terreni agricoli immagino.
    La superficie agricola italiana è di 17.000.000 di ettari. Sull'1% si potrebbero installare 60.000 MW di fotovoltaico. Su tutta (orrenda prospettiva, da incubi notturni) 6.000.000 di MW, in grado di produrre 7.200 TWh all'anno (venti volte il consumo italiano totale).
    Ultima modifica di alvisal61; 14-06-2011, 11:10.

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  • superzeus3
    ha risposto
    Originariamente inviato da paolobel Visualizza il messaggio
    si e magari lasciare il posto a qualche centrale nucleare
    no alle centrali nucleari...ma neanche rattoppare tutti i terreni agricoli...con tutti i tetti ancora liberi da riempire!!!!

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  • edd62
    ha risposto
    2bkk i miei complimenti.

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  • caporali66
    ha risposto
    Purtroppo credo, che qualche zona del nostro territorio dobbiamo "sacrificarla" alle rinnovabili. anche se non è una bella visione non abbiamo altra scelta...è vero ci sono i nostri edifici in cemento, che devono nei limiti del possibile avere la precedenza nella scelta del luogo dell'istallazione, ma quando si istallano potenze del genere non abbiamo altra scelta.
    Una domanda tecnica, il fotovoltaico ad inseguimento solare, di quanto è più efficiente rispetto ad un impianto fisso?
    Un saluto a tutti

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