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Cambio fornitore energia elettrica

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  • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
    Visto che il decreto aiuti vieta le variazioni contrattuali di prezzo prima della naturale scadenza, immagino che adottino il sistema della rescissione contratto. Non posso piu' rientraci con quei prezzi, ci rimetto sonoramente, rescindo il contratto dato che non posso variare il prezzo. Scorretto ma ovviamente non illegale. Tuttavia una azienda seria, deve capire come stare sul mercato...
    Ma se l'alternativa è fallire allora succede questo. Almeno Iberdrola, che opera anche in Francia dove è il principale concorrente di EdF, ha preavvisato pubblicamente della sua incapacità ad onorare i contratti francesi, invitando i clienti a cambiare fornitore.
    La leggo come "dichiarazione disperata": quale azienda ha mai suggerito di rivolgersi alla concorrenza?
    Certo, si tratta sempre di chiusura del rapporto, ma almeno c'è un qualche anticipo per correre ai ripari. Un bel terremoto. Si vocifera che siano 400.000-500.000 contratti.

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    • Non è intopic al 100% ma indirettamente...

      e ho detto tutto.
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      • Originariamente inviato da tguido56 Visualizza il messaggio
        Ma se l'alternativa è fallire allora succede questo. Almeno Iberdrola, che opera anche in Francia dove è il principale concorrente di EdF, ha preavvisato pubblicamente della sua incapacità ad onorare i contratti francesi, invitando i clienti a cambiare fornitore.
        La leggo come "dichiarazione disperata": quale azienda ha mai suggerito di rivolgersi alla concorrenza?
        Certo, si tratta sempre di chiusura del rapporto, ma almeno c'è un qualche anticipo per correre ai ripari. Un bel terremoto. Si vocifera che siano 400.000-500.000 contratti.
        Certo che si trovano in difficolta'. Tuttavia ho anche ritenuto opportuno ricordare che una azienda, quando va sul mercato, deve mettere in conto anche i rischi. Tu devi riuscire a guardare un po' piu' in la e diversificare i contratti ad esempio. Altrimenti sono capaci tutti, a tirare su una azieda. Tanto basta gridare aiuto allo stato e rescindere i contratti e risolvo. Beh, questo quanto meno mi fa' dubitare della capacita' imprenditoriale(almeno di certe aziende). Ovvio che si deve anche contestualizzare il momento particolare. Pensavo tuttavia fosse chiaro il mio post. Non e' una accusa, comprendo la difficolta e le rescissioni contratto, ma capisco anche che non sei capace di gestire una azienda. Ora mi riallaccio ad iberdrola: 400/500.000 contratti che alla fine sono in perdita, e' una evidente incapacita' manageriale. Un numero minore lo avresti gestito, quel numero no. Sono sbilanciamenti che dovevano essere previsti. Comunque, questioni inutili allo stato attuale.
        [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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        • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

          Certo che si trovano in difficolta'. Tuttavia ho anche ritenuto opportuno ricordare che una azienda, quando va sul mercato, deve mettere in conto anche i rischi. Tu devi riuscire a guardare un po' piu' in la e diversificare i contratti ad esempio. Altrimenti sono capaci tutti, a tirare su una azieda. Tanto basta gridare aiuto allo stato e rescindere i contratti e risolvo. Beh, questo quanto meno mi fa' dubitare della capacita' imprenditoriale(almeno di certe aziende). Ovvio che si deve anche contestualizzare il momento particolare. Pensavo tuttavia fosse chiaro il mio post. Non e' una accusa, comprendo la difficolta e le rescissioni contratto, ma capisco anche che non sei capace di gestire una azienda.
          Più semplicemente si chiama rischio morale anche se personalmente lo definirei immorale.

          Profitti privati e perdite pubbliche.

          E poi ci sarà qualcuno che vi farà credere quanti segue:

          Il bello del capitalismo è che ogni tanto vi succede qualcosa che separa il denaro dai cretini. (aforisma di Galbraith).

          Indubbiamente è stato sveglio e/o fortunato chi ha negoziato buoni contratti, ma davvero ritengo estremamente inprobabile che chi prima aveva un azienda in grado di pagare bollette mensili da 200.000 si possa definire un cretino perche ora si trova a pagarne una da quasi 2 milioni.

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          • Originariamente inviato da Kkkamakkk Visualizza il messaggio



            Indubbiamente è stato sveglio e/o fortunato chi ha negoziato buoni contratti, ma davvero ritengo estremamente inprobabile che chi prima aveva un azienda in grado di pagare bollette mensili da 200.000 si possa definire un cretino perche ora si trova a pagarne una da quasi 2 milioni.
            Mi riferivo all'esatto contrario, ovvero al fatto che un fornitore di servizi energetici si sia sbilanciato (immagino per accaparrarsi un buon numero di clienti) con ottimi prezzi, per poi trovarsi in difficolta'.Vale la pena ricordare che i prezzi hanno cominciato a levitare ben prima della guerra. Una buona visione (quantomeno prudenziale) sarebbe stata quella di cominciare a tenere prezzi piu alti in previsione di momenti bui. Certo, avresto avuto meno clienti, ma allo stesso tempo meno forniture con relative cospicue perdite. Tutto qui. Ovvio che il rischio di impresa esiste da sempre e che comunque questo e' un momento particolarmente difficile. Ma ripeto, parlare con il senno di poi e' totalmente inutile.
            [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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            • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

              Mi riferivo all'esatto contrario, ovvero al fatto che un fornitore di servizi energetici si sia sbilanciato (immagino per accaparrarsi un buon numero di clienti) con ottimi prezzi, per poi trovarsi in difficolta'.Vale la pena ricordare che i prezzi hanno cominciato a levitare ben prima della guerra. Una buona visione sarebbe stata quella di tenere prezzi piu alti in previsione di momenti bui. Certo, avresto avuto meno clienti, ma allo stesso tempo meno forniture con relative cospicue perdite. Tutto qui. Ovvio che il rischio di impresa esiste da sempre e che comunque questo e' un momento particolarmente difficile. Ma ripeto, parlare con il senno di poi e' totalmente inutile.
              Ho quotato il tuo messaggio per engatizzarlo non per contrastarlo.

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              • Originariamente inviato da Kkkamakkk Visualizza il messaggio

                Ho quotato il tuo messaggio per engatizzarlo non per contrastarlo.
                Figurati, ci mancherebbe, tuttavia ho preferito spiegare quello che intendevo, perche' mi e' parso utile chiarire meglio.
                [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                  ...i prezzi hanno cominciato a levitare...
                  Quindi se levitano, hanno acquistato leggerezza. Perché lamentarsi?

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                  • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                    . Tuttavia una azienda seria, deve capire come stare sul mercato, non si puo' e non si deve scaricare sempre tutto all'utente finale, che sia privato o industria o pubblico. Il rischio di impresa e' sempre esistito e lo devi mettere in conto se stipuli un contratto a prezzo fisso. Questo problema (non della energia, ma della metodologia aziendale) la dice lunga sullae aziende italiane. Tornando al decreto, avrebbero potuto inserire anche questa salvaguardia, tuttavia sospetto che sia stato appositamente tralasciato al fine di lasciare una scappatoia alle aziende. Altra interpretazione sarebbe che non ci han pensato, ma mi pare difficile.
                    e quando i soldi delle ditte saranno finite cosa faranno? se secondo te devono pagare il metano e venderlo sotto costo.. prima o poi i conti correnti si svuoteranno, chiuderanno le aziende licenziando tutti. O vuoi costringerli a tenere aperto?
                    il rischio di impresa finisce quando finiscono i soldi ed i soci non ne mettono di loro

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                    • Originariamente inviato da Editor Visualizza il messaggio

                      Quindi se levitano, hanno acquistato leggerezza. Perché lamentarsi?
                      Personalmente non mi lamento della levitazione dei prezzi, anche se hanno acquisito una leggerezza tale da sollevarsi. In linea generale e' una situazione potenzialmente pericolosa dal punto di vista economico. Ma come dicevo, non mi preoccupa..
                      [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                      • Originariamente inviato da rcravero Visualizza il messaggio

                        e quando i soldi delle ditte saranno finite cosa faranno? se secondo te devono pagare il metano e venderlo sotto costo.. prima o poi i conti correnti si svuoteranno, chiuderanno le aziende licenziando tutti. O vuoi costringerli a tenere aperto?
                        il rischio di impresa finisce quando finiscono i soldi ed i soci non ne mettono di loro
                        Perche' lo chiedi a me? Perche' hanno fatto contratti sottocosto? E sopratutto perche' ne hanno fatti cosi' tanti, che nel complesso risultano esiziali per l'azienda/e al punto da doverli rescindere? I prodromi di una convergenza negativa non si intuivano gia' lo scorso autunno? Non ci vedi una limitata capacita' imprenditoriale? Io si, probabilmente la vediamo diversamente. Non falliranno, tanto scaricheranno come sempre tutto sul pubblico.
                        P.s: non ho mai scritto che debbano vendere il metano sotto costo, in tutta evidenza e' una tua speculazione. Ma appunto tua, non la attribuire a me.
                        Ultima modifica di fedonis; 03-09-2022, 21:32.
                        [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                        • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

                          Perche' lo chiedi a me? Perche' hanno fatto contratti sottocosto? E sopratutto perche' ne hanno fatti cosi' tanti, che nel complesso risultano esiziali per l'azienda/e al punto da doverli rescindere? I prodromi di una convergenza negativa non si intuivano gia' lo scorso autunno? Non ci vedi una limitata capacita' imprenditoriale? Io si, probabilmente la vediamo diversamente. Non falliranno, tanto scaricheranno come sempre tutto sul pubblico.
                          P.s: non ho mai scritto che debbano vendere il metano sotto costo, in tutta evidenza e' una tua speculazione. Ma appunto tua, non la attribuire a me.
                          " Tuttavia una azienda seria, deve capire come stare sul mercato, non si puo' e non si deve scaricare sempre tutto all'utente finale, che sia privato o industria o pubblico. "
                          l'hai scritto tu, non io.. e se un'azienda vende metano e non puo' scaricare tutto sull'utente finale, significa che deve vendere sotto costo.

                          E poi le aziende non hanno fatto contratti sottocosto perche' a vedere i bilanci ci guadagnavano..

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                          • Originariamente inviato da rcravero Visualizza il messaggio

                            " Tuttavia una azienda seria, deve capire come stare sul mercato, non si puo' e non si deve scaricare sempre tutto all'utente finale, che sia privato o industria o pubblico. "
                            l'hai scritto tu, non io.. e se un'azienda vende metano e non puo' scaricare tutto sull'utente finale, significa che deve vendere sotto costo.

                            E poi le aziende non hanno fatto contratti sottocosto perche' a vedere i bilanci ci guadagnavano..
                            Non ritieni giusto che una azienda debba sapere come stare sul mercato? Non ho capito per quale ragione gli errori di una azienda li debba pagare la collettivita' in genere. Non significa che deve vendere sotto costo, significa che, se mi si fa un preventivo per un lavoro od una fornitura, una volta accettato, il prezzo resta quello, non puoi cambiarmi e carte in tavola perche' il "materiale" nel frattempo e' aumentato. Se il prezzo della materia prima fosse diminuito, sarebbe diminuito il preventivo o si sarebbe semplicemente realizzato un maggior profitto per l'erogatore dei servizi?
                            Se ci guadagnavano, per quale ragione rescindono contratti o ricorrono (ricorrevano) alle modifiche unilaterali? Mi pare ovvio, (mi riallaccio al discorso) che se una azienda ha il maggior numero di contratti di fornitura che genera perdita, si tratta di errore di valutazione. Non ha contratti che generano profitto ed in qualche misura compensa i contratti in perdita?Se non li ha, ha evidentemente sbagliato. Non hai un volano di risorse per affrontare periodi di crisi? Nelle situazioni oggettivamente difficili, c'e' chi ne viene fuori bene e chi no.
                            Ultima modifica di fedonis; 04-09-2022, 09:01.
                            [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                            • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

                              Non ritieni giusto che una azienda debba sapere come stare sul mercato? Non ho capito per quale ragione gli errori di una azienda li debba pagare la collettivita' in genere. Non significa che deve vendere sotto costo, significa che, se mi si fa un preventivo per un lavoro od una fornitura, una volta accettato, il prezzo resta quello, non puoi cambiarmi e carte in tavola perche' il "materiale" nel frattempo e' aumentato. Se il prezzo della materia prima fosse diminuito, sarebbe diminuito il preventivo o si sarebbe semplicemente realizzato un maggior profitto per l'erogatore dei servizi?
                              Se ci guadagnavano, per quale ragione rescindono contratti o ricorrono (ricorrevano) alle modifiche unilaterali? Mi pare ovvio, (mi riallaccio al discorso) che se una azienda ha il maggior numero di contratti di fornitura che genera perdita, si tratta di errore di valutazione. Non ha contratti che generano profitto ed in qualche misura compensa i contratti in perdita?Se non li ha, ha evidentemente sbagliato. Non hai un volano di risorse per affrontare periodi di crisi? Nelle situazioni oggettivamente difficili, c'e' chi ne viene fuori bene e chi no.
                              In realta, va benissimo che li paghi la collettività, se poi quell azienda diventa della collettività e se il suo possesso della collettività ha senso.

                              Quanto sopra avviene, MAI.

                              Purtroppo avviene il contrario... Una volta costruite o risanate con soldi pubblici diventano private.

                              Esempi a caso: autostrade enel eni telecom poste.

                              Fa eccezione mps che attualmente é una cloaca, ma appena varrà qualcosa tornerà totalmente privata.

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                              • Certo concordo, poi si innestano altre valutazioni, tuttavia siamo un po' ot e scambiarci opinioni in merito non farebbe altro che alimentarlo.
                                [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                • Note di Moderazione: nll
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                                  ••••••••••••

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                                  • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                                    ...In linea generale e' una situazione potenzialmente pericolosa dal punto di vista economico. Ma come dicevo, non mi preoccupa..
                                    Come mai non ti preoccupa? Non riesco a comprendere la motivazione...

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                                    • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

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                                      La collettività non paga niente, paghi tu che hai un contratto come privato con un'azienda privata.. poi se ha 1.000.000 di utenti, sono comunque utenti privati, non e' una collettività...

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                                      • Mi pare inutile continuare se non ci si e' capiti fino adesso.
                                        [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                        • Originariamente inviato da Editor Visualizza il messaggio

                                          Non riesco a comprendere la motivazione...
                                          Non darti pensiero, stai sereno
                                          [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                          • Sto sereno lo stesso, ma era una semplice curiosità...
                                            Spero di non essere OT

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                                            • Originariamente inviato da alice_anto Visualizza il messaggio
                                              per fare PUN + spread tanto vale tornare al tutelato almeno non c'e' lo spread.. o mi sfugge qualcosa ?
                                              A grandi linee sembra giusto, ma non lo è. E ora come ora è quantomai sbagliato.

                                              La formula PUN + spread prende un valore concreto "nero su bianco" alla chiusura di ogni mese, quando si ha in mano il PUN di quel mese: la media aritmetica del prezzo orario all'ingrosso su tutte le ore del mese (o sulle fasce orarie se il contratto lo prevede), da applicare nelle bollette mensili con PUN + spread.

                                              Nella tutela il prezzo è fissato uno-due giorni prima dell'inizio di ogni trimestre ed è valido e costante per tre mesi.
                                              La tutela (ARERA) non può saper prima come andrà il mercato. Nel decidere il prezzo energia (PE) va un po' all'inzecca. Poi - se ci sono scostamenti rispetto alla realtà - corregge coll'importo di perequazione PPE del successivo trimestre. Il PPE fa pagare all'utente (in positivo o negativo) lo scostamento tra quel che aveva pagato i mesi prima e il costo reale. Chiamiamoli pure per capir meglio: preventivo o acconto (il PE della tutela) e conguaglio o saldo (il PPE). Alla lunga quel che vien fatto pagare (PE+PPE) coincide col costo reale.
                                              In verità la tutela aggiunge ancora qualcosina in più: il costo di gestione di Acquirente Unico (l'ente che fa l'acquisto di energia all'ingrosso per gli utenti tutelati) e oneri finanziari, ma son quisquilie.
                                              Quel che invece può spostare l'apparente equivalenza PUN = PE + PPE è il profilo di consumo globale degli utenti. Il PUN è una media aritmetica nuda e cruda. Invece l'ammontare globale (di tutti gli utenti messi assieme e su tutto un mese) del costo in tutela dipende da come va realmente l'erogazione ora per ora di energia e relativi costi. Per capire: supponiamo che tutti accendano la lavatrice alle 19:30 perché in tutela si è in fascia "economica" F2/F3, a prezzo più basso. Invece il PUN alle 19:30 è ancora alto. Ne risulta che la media del PUN (aritmetica, indistintamente su tutte le ore F2/F3) risulta in difetto rispetto al costo effettivo globale (il PUN mediato sul profilo di consumo di tutti gli utenti) che alla fine l'insieme degli utenti dovrà pagare.

                                              Quindi succederà che PE + PPE (= costo in bolletta) > PUN. Difficile dire di quanto. In tutela in passato lo "spread fisiologico" era circa +0,0055 €/kWh rispetto al PUN aritmetico.
                                              Assodato tutto ciò, sembrerebbe che qualsiasi offerta sul libero indicizzata al PUN non conviene, perché lo spread che propongono è più alto di quei 0,0055 €/kWh. È pur vero che qualcuno fa offerte con spread zero, ossia fa pagare il prezzo all'ingrosso senza aggiunta. Però sono contratti con un costo fisso salato, e alla fine non fanno risparmiare.

                                              In realtà è errato assumere che lo "spread fisiologico" resti a 0,0055. È più sensato che sia una frazione determinata del PUN. Siccome il PUN è circa quadruplicato nel giro di un anno, anche lo "spread fisiologico" tra costo reale e PUN sarà quadruplicato. Diciamo +0,02 €/kWh. Questo è in linea con quanto mostrano le offerte PLACET variabili, con spread ben pù alti che in passato. Un esempio su tutti: la PLACET ENEL, con spread per lungo tempo a 0,0053-0,0055 €/kWh ora sta a +0,0165 €/kWh. Per ora triplicato, vedremo come evolverà.

                                              Allora la tutela non fa pagare il PUN nudo e crudo, ma forse PUN+0,02. Sarebbe comunque meglio delle offerte indicizzate?
                                              Da quanto detto sino ad ora forse ancora sì. Ma sulla tutela c'è un'altro spettro all'orizzonte.

                                              Il bilancio del servizio di tutela è in rosso. Lo era già - ma di poco - al 01/01/2022 perché per più di un anno è stata con costi finali (PE+PPE) mediamente al di sotto di quelli reali. Ha incassato meno di quanto è costata l'energia erogata agli utenti. Probabilmente per scelta anche politica, nella speranza di dilazionare (con un successivo PPE) i rialzi occorsi dalla 2ª metà 2021 e contando su un ritorno a una situazione normale. Invece il 2022 è continuato con PUN alto. In questo periodo la tutela ha (in parte) recuperato il disavanzo con la salassatona del 1º trimestre 2022. Poi ad aprile s'è "seduta" su un prezzo più basso pur recuperando ancora qualcosa.
                                              Ma l'errore madornale di ARERA (o chi per loro) è il prezzo dell'attuale 3º trimestre. Volevano dare un segnale di ripresa? Chissà? A fine giugno già si sapeva che i prezzi all'ingrosso stavano schizzando. Mantenere - com'è stato - a inizio luglio lo stesso costo di prima è stata una manovra da kamikaze, che ha creato un buco finanziario da ricolmare nei prossimi mesi. Detta semplice il prezzo del 4º trimestre dovrebbe collocarsi a un costo maggiore del PUN di ulteriori +0,15 €/kWh, ossia PPE = 0,15 che non s'è mai visto. Agosto ha chiuso con PUN = 0,599 €/kWh (comprese perdite). Arriveremo a ottobre a un prezzo tutela (PE+PPE) di 0,75 €/kWh? Forse no ma solo perché per molte famiglie sarebbe insostenibile. Cercheranno di diluire - per quanto sarà possibile - il PPE su un periodo più lungo e con un importo più basso.

                                              Tutto ciò senza contare che continuano le fuoriuscite dalla tutela verso il mercato libero. Il bacino di utenti in tutela si restringe. Il disavanzo va spalmato su meno contratti, ergo ognuno pagherà anche per quelli che scappano ora dalla tutela e che lasciano un passivo reale nella sua cassa, passivo "non più esigibile" non appena si chiude il contratto (proprio per com'è fatto il meccanismo del PPE).

                                              Quindi se vuoi restare sui contratti a formula PUN + spread, meglio il libero del tutelato. Per le due ragioni esposte: perché il solo prezzo PE tutela già è maggiore del PUN (seppur giustificato); e perché l'inclusione del prossimo (salato) PPE farà salire il prezzo finale ancor di più.

                                              Ha forse senso stare in tutela se:
                                              - il tuo consumo è basso (1500-2000 kWh/anno)
                                              - reputi che anche il tuo tempo abbia un costo (per trovare l'offerta giusta sul libero devi star lì a cercare e capire); non t'interessa se paghi 150 € in più all'anno pur di star tranquillo, o perché quel tempo ti darebbe introiti (che so, dai lezioni private, prestazioni occasionali,...)
                                              - vuoi evitare scocciature come recessi anticipati e la bufera di "modifiche unilaterali" che si scatenerà ad aprile 2023
                                              - fai un po' di efficientamento energetico (risparmiando diciamo 300 kWh/anno) e recuperi così quei 150€. Giusto per dire: cambi quelle vecchie alogene da 150W con delle LED. O un decrepito condizionatore con uno ben performante. Alla fine può essere che impieghi lo stesso tempo e un capitale equivalente ma con risultati duraturi, che non richiedono revisione annuale
                                              Click image for larger version  Name:	TutelaVsPUN.png Views:	0 Size:	57.7 KB ID:	2205686
                                              Ultima modifica di tguido56; 05-09-2022, 02:32.

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                                              • Originariamente inviato da tguido56 Visualizza il messaggio
                                                A grandi linee sembra giusto, ma non lo è. E ora come ora è quantomai sbagliato.

                                                La formula PUN + spread prende un valore concreto "nero su bianco" alla chiusura di ogni mese, quando si ha in mano il PUN di quel mese: la media aritmetica del prezzo orario all'ingrosso su tutte le ore del mese (o sulle fasce orarie se il contratto lo prevede), da applicare nelle bollette mensili con PUN + spread.

                                                Nella tutela il prezzo è fissato uno-due giorni prima dell'inizio di ogni trimestre ed è valido e costante per tre mesi.
                                                La tutela (ARERA) non può saper prima come andrà il mercato. Nel decidere il prezzo energia (PE) va un po' all'inzecca. Poi - se ci sono scostamenti rispetto alla realtà - corregge coll'importo di perequazione PPE del successivo trimestre. Il PPE fa pagare all'utente (in positivo o negativo) lo scostamento tra quel che aveva pagato i mesi prima e il costo reale. Chiamiamoli pure per capir meglio: preventivo o acconto (il PE della tutela) e conguaglio o saldo (il PPE). Alla lunga quel che vien fatto pagare (PE+PPE) coincide col costo reale.
                                                In verità la tutela aggiunge ancora qualcosina in più: il costo di gestione di Acquirente Unico (l'ente che fa l'acquisto di energia all'ingrosso per gli utenti tutelati) e oneri finanziari, ma son quisquilie.
                                                Quel che invece può spostare l'apparente equivalenza PUN = PE + PPE è il profilo di consumo globale degli utenti. Il PUN è una media aritmetica nuda e cruda. Invece l'ammontare globale (di tutti gli utenti messi assieme e su tutto un mese) del costo in tutela dipende da come va realmente l'erogazione ora per ora di energia e relativi costi. Per capire: supponiamo che tutti accendano la lavatrice alle 19:30 perché in tutela si è in fascia "economica" F2/F3, a prezzo più basso. Invece il PUN alle 19:30 è ancora alto. Ne risulta che la media del PUN (aritmetica, indistintamente su tutte le ore F2/F3) risulta in difetto rispetto al costo effettivo globale (il PUN mediato sul profilo di consumo di tutti gli utenti) che alla fine l'insieme degli utenti dovrà pagare.

                                                Quindi succederà che PE + PPE (= costo in bolletta) > PUN. Difficile dire di quanto. In tutela in passato lo "spread fisiologico" era circa +0,0055 €/kWh rispetto al PUN aritmetico.
                                                Assodato tutto ciò, sembrerebbe che qualsiasi offerta sul libero indicizzata al PUN non conviene, perché lo spread che propongono è più alto di quei 0,0055 €/kWh. È pur vero che qualcuno fa offerte con spread zero, ossia fa pagare il prezzo all'ingrosso senza aggiunta. Però sono contratti con un costo fisso salato, e alla fine non fanno risparmiare.

                                                In realtà è errato assumere che lo "spread fisiologico" resti a 0,0055. È più sensato che sia una frazione determinata del PUN. Siccome il PUN è circa quadruplicato nel giro di un anno, anche lo "spread fisiologico" tra costo reale e PUN sarà quadruplicato. Diciamo +0,02 €/kWh. Questo è in linea con quanto mostrano le offerte PLACET variabili, con spread ben pù alti che in passato. Un esempio su tutti: la PLACET ENEL, con spread per lungo tempo a 0,0053-0,0055 €/kWh ora sta a +0,0165 €/kWh. Per ora triplicato, vedremo come evolverà.

                                                Allora la tutela non fa pagare il PUN nudo e crudo, ma forse PUN+0,02. Sarebbe comunque meglio delle offerte indicizzate?
                                                Da quanto detto sino ad ora forse ancora sì. Ma sulla tutela c'è un'altro spettro all'orizzonte.

                                                Il bilancio del servizio di tutela è in rosso. Lo era già - ma di poco - al 01/01/2022 perché per più di un anno è stata con costi finali (PE+PPE) mediamente al di sotto di quelli reali. Ha incassato meno di quanto è costata l'energia erogata agli utenti. Probabilmente per scelta anche politica, nella speranza di dilazionare (con un successivo PPE) i rialzi occorsi dalla 2ª metà 2021 e contando su un ritorno a una situazione normale. Invece il 2022 è continuato con PUN alto. In questo periodo la tutela ha (in parte) recuperato il disavanzo con la salassatona del 1º trimestre 2022. Poi ad aprile s'è "seduta" su un prezzo più basso pur recuperando ancora qualcosa.
                                                Ma l'errore madornale di ARERA (o chi per loro) è il prezzo dell'attuale 3º trimestre. Volevano dare un segnale di ripresa? Chissà? A fine giugno già si sapeva che i prezzi all'ingrosso stavano schizzando. Mantenere - com'è stato - a inizio luglio lo stesso costo di prima è stata una manovra da kamikaze, che ha creato un buco finanziario da ricolmare nei prossimi mesi. Detta semplice il prezzo del 4º trimestre dovrebbe collocarsi a un costo maggiore del PUN di ulteriori +0,15 €/kWh, ossia PPE = 0,15 che non s'è mai visto. Agosto ha chiuso con PUN = 0,599 €/kWh (comprese perdite). Arriveremo a ottobre a un prezzo tutela (PE+PPE) di 0,75 €/kWh? Forse no ma solo perché per molte famiglie sarebbe insostenibile. Cercheranno di diluire - per quanto sarà possibile - il PPE su un periodo più lungo e con un importo più basso.

                                                Tutto ciò senza contare che continuano le fuoriuscite dalla tutela verso il mercato libero. Il bacino di utenti in tutela si restringe. Il disavanzo va spalmato su meno contratti, ergo ognuno pagherà anche per quelli che scappano ora dalla tutela e che lasciano un passivo reale nella sua cassa, passivo "non più esigibile" non appena si chiude il contratto (proprio per com'è fatto il meccanismo del PPE).

                                                Quindi se vuoi restare sui contratti a formula PUN + spread, meglio il libero del tutelato. Per le due ragioni esposte: perché il solo prezzo PE tutela già è maggiore del PUN (seppur giustificato); e perché l'inclusione del prossimo (salato) PPE farà salire il prezzo finale ancor di più.

                                                Ha forse senso stare in tutela se:
                                                - il tuo consumo è basso (1500-2000 kWh/anno)
                                                - reputi che anche il tuo tempo abbia un costo (per trovare l'offerta giusta sul libero devi star lì a cercare e capire); non t'interessa se paghi 150 € in più all'anno pur di star tranquillo, o perché quel tempo ti darebbe introiti (che so, dai lezioni private, prestazioni occasionali,...)
                                                - vuoi evitare scocciature come recessi anticipati e la bufera di "modifiche unilaterali" che si scatenerà ad aprile 2023
                                                - fai un po' di efficientamento energetico (risparmiando diciamo 300 kWh/anno) e recuperi così quei 150€. Giusto per dire: cambi quelle vecchie alogene da 150W con delle LED. O un decrepito condizionatore con uno ben performante. Alla fine può essere che impieghi lo stesso tempo e un capitale equivalente ma con risultati duraturi, che non richiedono revisione annuale
                                                Click image for larger version Name:	TutelaVsPUN.png Views:	0 Size:	57.7 KB ID:	2205686
                                                Innanzitutto, GRAZIE, per la spiegazione approfondita dettagliata e soprattutto argomentata, poi una domanda.

                                                Che lavoro fai per riuscire ad addentrarti a un livello di dettaglio cosi? sei del settore?

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                                                • Originariamente inviato da Kkkamakkk Visualizza il messaggio
                                                  Innanzitutto, GRAZIE, per la spiegazione approfondita dettagliata e soprattutto argomentata, poi una domanda.
                                                  Che lavoro fai per riuscire ad addentrarti a un livello di dettaglio cosi? sei del settore?
                                                  Sono in pensione. In passato ero all'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l'energia e lo sviluppo economico sostenibile)

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                                                  • Concordo, spiegazione dettagliatissima. D'altra parte, tguido56 ha sempre dato dimostrazione di padroneggiare la questione.
                                                    [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                                    • Originariamente inviato da tguido56 Visualizza il messaggio
                                                      Sono in pensione. In passato ero all'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l'energia e lo sviluppo economico sostenibile)
                                                      Sono stato anni or sono da voi, al centro ricerche. Mi ha colpito positivamento un po' tutto nel complesso.
                                                      [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                                      • Originariamente inviato da tguido56 Visualizza il messaggio
                                                        Sono in pensione. In passato ero all'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie l'energia e lo sviluppo economico sostenibile)
                                                        grazie della spiega. Comunque speriamo da engie (nel mio caso) non arrivi nessuna comunicazione

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                                                        • Originariamente inviato da alice_anto Visualizza il messaggio

                                                          grazie della spiega. Comunque speriamo da engie (nel mio caso) non arrivi nessuna comunicazione
                                                          Anche perche ad oggi si viaggia sui 40-50cent kwh e 1,5-2€ mc di metano... come una calcagnata in faccia di un ciuco.

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                                                          • E niente, domenica avevo iniziato ada vere una lieve speranza...

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                                                            • Per essere precisi il PUN di agosto in F0 è 0,53169 come dichiarato dal GME che, con le perdite di rete diventa 0,5859€/kWh.
                                                              Il prezzo per fasce non è molto differente.

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