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energia dal freddo

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  • valmaximus
    ha risposto
    Ernest, guarda che la sezione OT è kaputt! Tutti i riferimenti ad Eolo vanno nella sezione apposita sui veicoli a propulsione alternativa.

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  • tersite3
    ha risposto
    CITAZIONE
    La parola indipendente (libero se vuoi)ti ispira qualcosa

    Caro Ernest, qui in in Europa siamo tutti liberi e non è merito nostro, ma merito di alcune generazioni che ci hanno preceduto.
    La libertà la puoi usare per scrivere fesserie, credere a delle stupidaggini o cercare la verità.
    Scegli.
    Puoi propagandare una stupidaggine che nessuna persona dotata di un minimo di giudizio applicherà mai. E dare la colpa della non applicazione ad una serie di improbabili congiure, oppure dire subito che è una fesseria.
    Di norma se dici che una cosa non può funzionare devi anche spiegare il perchè. Nessuno ti chiederà mai di dimostrare l'esistenza delle famose congiure che sono per definizione indimostrabili.
    Molto più facile raccontare palle, la verità spesso è spiacevole.

    Ma forse per "indipendente" intendevi farti l'energia da solo. Avrai comunque bisogno di una rete che copra le carenze dei tuoi sistemi produttivi, di qualcuno che ti paghi l'incentivo, di una organizzazione che ti fornisca i mezzi di produzione e manutenzione ecc... L'indipendenza sarà solo una pia e costosa illusione.

    Ciao
    Tersite

    PS
    Veramente credi che con 4000 euro si possa fare qualcosa di più complesso di un ciclomotore?
    E' pur vero che la carrozzeria sarà in fibra di canapa, evidentemente il ricavato della commercializzazione delle foglie andrà in attivo nel ciclo commerciale.


    Edited by tersite3 - 2/11/2007, 22:55

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    CITAZIONE (tersite3 @ 2/11/2007, 12:09)
    Caro ernest
    Il buon Jacopo ha un problema, ha un padre intelligente e crede di esserlo anche lui.
    Vediamo per un attimo l'automobile ad aria compressa.
    Se trovi un deposito di aria liquida a costo zero comprati la macchina perchè fai un affare.
    Poichè dubito che lo troverai mai (almeno sul nostro pianeta) dovrai produrtela.
    Basta un compressore per comprimerla ed un frigorifero per liquefarla.
    Probabilmente questo compressore e frigorifero lo farai funzionare a corrente elettrica.
    La corrente elettrica la ottieni bruciando petrolio o gas (per la maggior parte)
    All'atto dell'utilizzo la devi riscaldare, bruciando qualcosa, la fai espandere in un pistone ed hai la tua brava energia meccanica.
    Diciamo sei passaggi ognuno dei quali ha dei rendimenti sul 50% (stima grossolana). Se tu bruci il petrolio o il gas direttamente nel cilindro hai un solo passaggio, ed hai il vecchio motore a scoppio.
    Riassumendo: se brucio un litro di benzina nel motore a scoppio faccio 20 chilometri, se seguo il processo della eolo faccio si e no 1 chilometro.
    Perchè diavolo dovrei adottare questo sistema?
    Probabilmente la risposta è nell'ultima frase dell'articolo.

    Ciao
    Tersite

    Per essere indipendente ? La parola indipendente (libero se vuoi)ti ispira qualcosa ?

    Metti su qualche pannello solare che carica delle batterie (se la carichi di notte) che ricaricano la macchina !

    Qualche petroliere ti ringrazierà ....nel senso che non gli manderai mai più una maledizione .....

    Comunque il gas viene utilizzato anche in questa vettura , per espandere ulteriolmente l'aria e aumentare le prestazioni di durata .
    Il prezzo particolarmente basso di produzione si parla di 3000/4000 euro in India sembra piuttosto allettante .

    La carrozzeria in resina/canapa e più resistente(elastica) dell'acciaio (non si ammacca neanche con martello da dieci kg in stile ford t ) .

    L'unico neo che qui verrà venduta ad un prezzo molto più alto .



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  • tersite3
    ha risposto
    Caro ernest
    Il buon Jacopo ha un problema, ha un padre intelligente e crede di esserlo anche lui.
    Vediamo per un attimo l'automobile ad aria compressa.
    Se trovi un deposito di aria liquida a costo zero comprati la macchina perchè fai un affare.
    Poichè dubito che lo troverai mai (almeno sul nostro pianeta) dovrai produrtela.
    Basta un compressore per comprimerla ed un frigorifero per liquefarla.
    Probabilmente questo compressore e frigorifero lo farai funzionare a corrente elettrica.
    La corrente elettrica la ottieni bruciando petrolio o gas (per la maggior parte)
    All'atto dell'utilizzo la devi riscaldare, bruciando qualcosa, la fai espandere in un pistone ed hai la tua brava energia meccanica.
    Diciamo sei passaggi ognuno dei quali ha dei rendimenti sul 50% (stima grossolana). Se tu bruci il petrolio o il gas direttamente nel cilindro hai un solo passaggio, ed hai il vecchio motore a scoppio.
    Riassumendo: se brucio un litro di benzina nel motore a scoppio faccio 20 chilometri, se seguo il processo della eolo faccio si e no 1 chilometro.
    Perchè diavolo dovrei adottare questo sistema?
    Probabilmente la risposta è nell'ultima frase dell'articolo.

    Ciao
    Tersite

    Lascia un commento:


  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    CITAZIONE (IGNORANTE...MA COSCENTE @ 26/10/2007, 21:45)
    si potrebbe sfruttare l'enorme forza di espansione volumetrica dell'acqua quando ghiaccia...naturalmente skerzo!


    un saluto gnorri!! <img src=">

    Eolo, l'auto ad aria compressa non è morta
    Di Jacopo Fo, Greenplanet
    Il colosso indiano Tata Motors ha firmato con MDI dei Négre (padre e figlio) un contratto per la produzioni in India dell'auto ad aria compressa

    Il fatto che un'azienda dello spessore di Tata abbia deciso di investire su questo progetto dimostra che non si tratta dell'invenzione bislacca di un folle. In molti ne siamo convinti da anni. Quando 6 anni fa salii su uno dei primi prototipi, nella fabbrica di Marsiglia, ebbi la sensazione di muovermi con la macchina del futuro. Era un'auto straordinaria, un'invenzione geniale, economica e ecologica. Una monovolume a sei posti, grande bagagliaio, 200 chilometri di autonomia, raggiungeva i 120 chilometri orari, consumava 3 euro di elettricità per percorrere 100 chilometri e sarebbe dovuta costare 12mila euro. Veniva alimentata direttamente con aria compressa allo stato liquido, contenuta in due grandi bombole, alloggiate sotto l'auto per tutta la sua lunghezza. In alternativa era dotata di un compressore elettrico capace di riempire le bombole. Per ottenere un pieno era sufficiente collegarla per una notte a una presa di corrente. Insomma già 6 anni fa era un'auto strepitosa. Tra l'altro si avvaleva di ben 56 brevetti originali. Tutto era particolare: dall'impianto elettrico con 3 chilogrammi di fili al posto dei 30 di una comune auto di media cilindrata, ai sedili con anima tubolare che proteggevano il conducente in caso di incidente, al meccanismo per abbassare manualmente i vetri dei finestrini. La carrozzeria era stata progettata per essere leggerissima, offrire ottimi risultati nei crash test e venir costruita anche in fibra e resina di canapa. Ma, nonostante le potenzialità ecologiche ed economiche di quest'auto, sono passati gli anni e i Négre non sono ancora riusciti a omologarla in Francia.

    E qui bisogna proprio fermarsi e chiedersi come sia possibile che per così tanto tempo si sia riusciti a bloccare la commercializzazione di un mezzo simile. Ora, appunto, la scesa in campo di Tata Motors cambia tutta la situazione. Ho telefonato alla MDI e ho sentito aria di grande festa. È tutto vero, mi confermano. Entro un anno e mezzo gli indiani inizieranno a vendere questo miracolo tecnologico, sbeffeggiato dalle grandi case europee produttrici di automobili, sabotato dalla lobby dei petrolieri e da politici ottusi. E di certo dopo l'omologazione in India sarà difficile per i burocrati europei negare il permesso di circolazione sulle nostre strade all'auto ad aria compressa. Il segreto di quest'auto sta in un'idea rivoluzionaria.

    Ai tempi, gli ingegneri della Fiat elaborarono un'analisi tecnica di 16 pagine che dimostrava che questo mezzo avrebbe potuto percorrere solo pochi chilometri, molti meno dei 200 che millantavano i Négre. E non avevano tutti i torti: per quanto si possa immagazzinare molta aria compressa allo stato liquido, questa può esprimere solo poca potenza. Ma Négre aveva escogitato un sistema per moltiplicare l'autonomia del mezzo. Infatti, l'aria compressa a 300 bar di pressione esce dalle bombole a 70 gradi sotto zero. Più l'aria è compressa più è fredda, è un principio noto ma non pienamente sfruttato fin'ora nelle sue possibili applicazioni. Négre invece di usare direttamente la pressione dell'aria, la faceva entrare in un contenitore dove veniva scaldata dalla temperatura stessa dell'auto. In questo modo l'aria, aumentando di temperatura, si espande notevolmente e solo a questo punto veniva utilizzata la forza della sua pressione. Ed è questo il segreto che consentiva all'auto di raggiungere un'autonomia di 200 chilometri. Uso il passato perché in questi anni i prototipi sono stati ulteriormente sviluppati.

    Nell'auto ad aria compressa è stato integrato un serbatoio di gas e il motore può essere indifferentemente azionato dalla combustione del gas o dall'aria compressa. È, cioè, un motore ibrido. Così, se non c'è modo di alimentare l'auto con una presa di corrente o un pieno di aria compressa liquida, si può farla andare con il gas che già è supportato da una rete di distributori. Ma la presenza del gas ha anche un'altra funzione che ha portato l'ultimo modello a un'autonomia di 500 chilometri e una velocità di 150 chilometri orari. Infatti l'aria in uscita dalle bombole ora viene scaldata nel "vaso di espansione" con una fiamma alimentata dal gas così da moltiplicare ulteriormente il volume dell'aria e quindi moltiplicare la quota utilizzabile di pressione. Invece di utilizzarla a 2-3 gradi di temperatura la si porta a 30 gradi. E, come abbiamo detto, aumentando la temperatura, l'aria si espande ulteriormente. Infine si è sperimentato l'uso di meccanismi che recuperano l'attrito della frenata dell'auto e dell'inerzia nei percorsi in discesa per sviluppare elettricità che permette di comprimere altra aria nelle bombole.

    Insomma, l'auto che si sono comprati gli indiani è veramente "completamente diversa". Ma qualche europeo che si dovesse svegliare all'ultimo momento avrebbe ancora la possibilità di buttarsi sull'affare, almeno per quanto riguarda alcuni paesi dove i diritti di sfruttamento dell'invenzione sono ancora liberi. Infatti, il meccanismo commerciale con la quale quest'auto viene proposta è anch'esso particolare. MDI detiene i brevetti e cede fabbriche chiavi in mano e diritti commerciali di esclusiva su un dato territorio. Tata Motors ha comprato i diritti per l'India. Ma, ad esempio, Eolo Italia, che deteneva i diritti per il nostro paese, pare non esista più e quindi i diritti potrebbero essere liberi. Vedremo quel che succederà ora. E certo la partita non è chiusa. Resta da registrare che insieme all'auto ad aria compressa sono molte le tecnologie che le Multinazionali del Dolore sono riuscite a sabotare. Vi ricordate le campagne di linciaggio contro gli scopritori della fusione fredda? Oggi nessuno più la mette in discussione e ci sono decine di brevetti registrati. Ma ancora gli investimenti nella ricerca, per arrivare ad applicazioni industriali, sono minimi. E che dire del progetto delle torri energetiche da impiantare nei deserti? Bloccato anche quello. Si tratta di enormi tubi, alti 800 metri e larghi 400. Sarebbero da installare nei deserti più torridi. Alla base migliaia di metri quadrati di pannelli solari scaldano l'aria che salendo attraverso il tubo si espande grazie all'alta temperatura dando vita a un vero e proprio tornado artificiale all'interno del tubo stesso. In cima una schiera di pale eoliche azionano enormi turbine che producono elettricità. Figuratevi che basterebbero 40 di questi tuboni per produrre l'energia elettrica necessaria a tutto il pianeta. Anche questo progetto è bloccato da anni. E vorrei notare che anche qui, come nel caso del motore ad aria compressa, siamo di fronte a un uso trasversale di conoscenze vecchie sulle interazioni tra temperatura e dilatazione dell'aria.

    Ma la lista delle invenzioni bloccate è lunga (vedi il libro "Olio di colza e altri 30 modi per risparmiare" http://www.commercioetico.it/libri/jacopo-fo.html). Nel nostro piccolo il premio Nobel Rubbia ha dovuto andarsene in Spagna per veder realizzata la sua idea di centrale solare "di potenza". Una cosa geniale: con specchi e lenti si scalda fino a 500 gradi una miscela di sali minerali contenuta in tubi di metallo brunito posti all'interno di tubi trasparenti, isolanti termicamente. Vengono scaldate sostanze innocue simili chimicamente ai comuni fertilizzanti agricoli. Queste sostanze a 500 gradi sono liquide e vengono accumulate in un grande serbatoio sotterraneo, coibentato per non disperdere il calore. In questo modo lo si può utilizzare sia di giorno che di notte per produrre elettricità. Con questo calore viene portata dell'acqua a 100 gradi e si sfrutta il vapore così prodotto per azionare un generatore elettrico a turbina. Fra duecento anni i nostri pronipoti si chiederanno increduli: "Ma perché se avevano già tutte le invenzioni necessarie per evitare l'inquinamento hanno continuato per decenni a suicidarsi respirando petrolio bruciato?" La risposta sarà una sola:"Erano ********!"


    Note:
    3 marzo 2007

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  • valmaximus
    ha risposto
    Non so quale contorto processo mentale riesca a generare simili ipotesi.
    Scusa, Franco, ma se ci tieni tanto a fare il risparmioso, se abiti in una zona che d'inverno si raffredda forte, e se hai un terrazzo, usalo come frigorifero e metti al minimo il consumo del tuo elettrodomestico. per il resto, pigliate 'na pastiglia sient'a'mmé

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  • livingreen
    Replica dell'ospite


    Vediamo se ho capito: io dovrei scaldare casa mia solo per fornire l'energia che lo stirling userebbe per funzionare.... praticamente il rendimento sarebbe negativo (e di molto) Difatti, l'energia termica sarebbe assorbita dall'ambiente più caldo, e quindi rafferedderebbe la casa.

    Comunque, se si hanno tanti soldi a disposizione, si possono tentare anche esperimenti sciocchi come questo... c'è gente che per risparmiare, spenderebbe qualunque cifra...

    Lascia un commento:


  • Franco52
    ha risposto
    Beh, allora nelle case si potrebbero fare delle intere pareti a celle peltier o con tanti motori stirling per sfruttare la differenza di temperatura tra l'esterno (d'inverno) e l'interno.

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  • IGNORANTE...MA COSCENTE
    ha risposto
    si potrebbe sfruttare l'enorme forza di espansione volumetrica dell'acqua quando ghiaccia...naturalmente skerzo!


    un saluto gnorri!! <img src=">

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  • livingreen
    Replica dell'ospite
    tutti i motori TERMICI funzionano grazie ad una differenza di temperatura e "il giaccio non ti da energia, ti assicura solltanto le condizioni per poter estrarla dall' aria". Semplicemente, abbassando la temperatura dell'estremità fredda si crea una differenza di temperatura dello stesso ordine di quella che avresti riscaldando l'aria (usando una fiamma, ad esempio).
    Il ghiaccio non ti dà nessuna energia UTILE, a mano che tu provi a sfruttare il salto termico verso una "spugna termica" ancora più fredda.

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  • RedEnergy
    ha risposto
    lo stirling e' un motore a combustione esterna che sfrutta la differenza di temperatura tra 2 fonti di calore.

    Nel caso del video: giaccio e aria ambiente

    Serve una fonte calda, per intenderci. Di stirling non me ne intendo, quindi non aggiungo altro.

    Anche le celle di peltier sfruttano (in un modo completamente diverso) i salti termici per produrre energia in forma sfruttabile.

    Anche la pompa di calore "ciuccia" l'energia della fonte fredda e la "pompa" nella fonte calda. In questo caso pero' piu' e' calda la fonte fredda, minore e' il consumo <img src=">.

    Per i motori stirling non so come varia l'efficienza in funzione della temperatura della fonte fredda.........

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  • Franco52
    ha risposto
    Io invece ho trovato questo:

    http://www.pierobosio.info/pensieri_e_idee...al_ghiaccio.php

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  • livingreen
    Replica dell'ospite
    E mettere le bottiglie e il burro fuori dalla finestra, come si faceva una volta ?

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  • hugh
    ha risposto
    sarebbe interessante riuscire a trovare un sistema per raffreddare la serpentina del frigo con l'aria esterna, piuttosto che con quella ambiente...

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  • guzzillo
    ha risposto

    la metti nel frigo e risparmi la corrente per tenere il frigo acceso...

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  • Franco52
    ha iniziato la discussione energia dal freddo

    energia dal freddo

    E' possibile ricavare energia dal freddo, dal ghiaccio, dalla neve, visto che stiamo andando verso l'inverno?
    C'è qualcuno che ha idee in proposito , o links?
Attendi un attimo...
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