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  • #31
    Seddys analizza semplicemente il pistone esterno, lascia perdere il trasformatore e prova ad immaginare la serpentina che da questo esce come collegata direttamente alla macchina frigorifera.
    Avremo in prima fase:
    P1 = pressione atmosferica esterna
    T1 = temperatura esterna (facciamo 25°C)
    P2 = pressione interna al pistone (trascuro il peso dello stesso)
    T2 = temperatura interna al pistone
    V = volume del pistone
    con P1 = P2 e T1 = T2
    accendiamo ora il freezer ---> consumo di energia
    otterremo:
    P1 = pressione atmosferica esterna
    T1 = temperatura esterna (facciamo 25°C)
    P2 = pressione interna al pistone (trascuro il peso dello stesso)
    T2 = temperatura interna al pistone (-20°C)
    con T1 > T2 e P1 > P2 questo a causa del raffreddamento
    il pistone si abbassa ---> produco energia
    Peccato però che nel farlo vario anche V, il volume del pistone per cui come rimetto le cose in ordine?
    Ovvio fornendo calore al pistone, ma quanto? Semplice quanto serve per riottenere T2 ma soprattutto V!
    Ovvero oltre ad aumentare la temperatura interna al pistone (questo è semplice basta aprirlo) è necessario anche far nuovamente espandere l'aria in esso contenuta per rialzarlo.
    Saldo finale
    E1 = energia immessa nella macchina frigorifera
    E2 = energia necessaria per espandere il gas (aria) contenuto nel pistone
    E3 = energia meccanica ottenuta
    Ipotizzando E3 = E2 (vado molto a spanne) perdi E1

    Ora tu mi dirai ma E2 è fornita dal calore presente esternamente all'apparato... il sole? E se questo non c'è?
    Qualche post più su qualcuno evidenziava la similarità con uno stirling.... mi sa che aveva ragione, ti invito a vederne le rese noterai anche tu che di free c'è molto poco
    Ultima modifica di Lupino; 05-04-2012, 06:09.
    Domotica: schemi e collegamenti
    e-book Domotica come fare per... guida rapida

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    • #32
      Fermorestando che non posso pensare a questo dispositivo senza pensare a quello che è il cuore del dispositivo stesso. Ti spiego cosa intendo:
      tu hai ippotizato E3=E1, ma E1 grazie al dispositivo può essere infinitamente piccolo(il limite è la temperatura raggiungibile con un ciclo frigorifero, mi pare circa -195 C°), quindi è proprio questo il punto!
      per quanto riguarda E2, non è ASSOLUTAMENTE necessario riespandere l'aria nel pistone!! La si sostituisce con altra aria! Come detto in precedenza quando il pistone è arrivato a fine corsa il viene aperto, l'aria fredda esce(tende a cadere verso il basso, ma tralasciamo il come viene estrata dal cilidro per ora) e viene sostituita con altra aria. quindi per risollevare il pistone bisogna solo spendere l'energia per vincere la forza peso dovuto alla massa del pistone stesso, ripeto è un pistone non un incudine!! quindi ricapitolando:
      E3>>E1; E2=0
      quindi E ottenuta sarà Q=(E3-E1)*rendita dell'alternatore..

      Ma se mi hai ippotizato E3=E1 mi fai capire che non ti è chiaro il perchè l'energia termica nella camera 8 è molto molto piccola.. Secondo te dove si blocca la mia animazione? secondo te dove il trasformatore si inghippa?
      Il punto è che di tutta l'energia termica che entra nel trasformatore alla camera 8 ne arriva una piccolissima parte, tutta l'altra viene trasformata in energia meccanica. Quindi E1 è tanto più piccola maggiore è il numero delle camere, perche a ogni passaggio si perde parte del energia termica (x nll: per si perde intendo che viene trasformata in energia meccanica, non che sparisce nel nulla!!)..
      comunque, per dare credito alla mia ippotesi facciamo un analisi generale più ampia:
      abbiamo una stanza nella quale è presente il mio dispositivo,
      in questa stanza c'è aria a una determinata temperatura,
      quando faccio partire il dispositivo la tempratura globale della stanza inizia a scendere (perchè l'aria che di volta in volta lascio uscire dal cilindro va a sfreddare quella all'interno della stanza, anche se una piccola parte ne riesce dal ciclo frigorifero nel complesso il dispositivo fa abbassare la temperatura dell'ambiente in cui si trova).
      quindi l'energia elettrica che ne ho ricavato non è saltata fuori dal nulla, capite?
      Nel sistema stanza, parte dell'energia termica è ora stata trasformata in energia elettrica, la somma totale delle enrgie presenti nel sistema sarà però sempre uguale! nessuna magia nll!! nessun asino che vola, si parla di trasformazioni!! è comunque neanche un pannello solare funziona dove non c'è sole e neanche una pala eolica funziona dove non c'è vento..
      Ultima modifica di Seddys; 05-04-2012, 13:06.

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      • #33
        No, se raffreddi l'aria questa diminuisce il suo volume, ma se inserisci altra aria, a parità di temperatura, il volume aumenta e ti va a riempire quello che si era ridotto per effetto del raffreddamento. Quindi per aver un movimento meccanico dallo scambio termico non basta il giochino che hai solo disegnato (ricordi il mio asinello che vola? non si è ancora posato, ha un'eccezionale autonomia e senza consumare biada!).

        Il ciclo frigorifero funziona appunto come frigorifero, non produce energia, ma la consuma! Può avere un COP elevato, ma soltanto perché disperde calore verso l'esterno. Il frigorifero non innesca un ciclo che si autoalimenta, se stacchi la spina si spegne!

        ••••••••••••

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        • #34
          Mamma mia nll!! Poi mi chiedi di inserirti i calcoli.. ma se non capisci queste due cose che sto scrivendo figurati se ti inserisco anche le formule!!!
          Ma almeno gli stai legendo i post che sto inserendo??
          A me non pare proprio...
          Comunque fammi prendere una boccata d'aria... ok, allora:
          Raffreddo l'aria a volume costante.
          L'aria nel cilindro (ora raffreddata) ha una bassa pressione.
          Il pistone non è in equilibrio, nel senso che "sopra"c'è la pressione atmosferica, sotto una pressione più bassa.
          Il pistone scende verso il bassa, spinto da questa differenza di pressione.
          Il pistone scende fino a quando anche l'aria nel cilindro si trova alla stessa pressione di quella atmosferica.
          Ora metto in contatto l'aria nel cilindro con l'esterno.
          Posso rialzare il pistone senza dover vincere nessuna differenza di pressione (pressione atm sotto pressione atm sopra).
          A questo punto l'aria fredda si sostituisce con quella "ambiente".
          Richiudo il cilindro e rinizio.
          Per quanto riguarda il ciclo frigorifero non innesco prorpio nulla. Il ciclo frigorifero non è l'inizio del processo ma bensi la fine, il ciclo frigorifero serve solo per abbassare di un grado la camera 8.
          Ma almeno hai capito il perché la quantità di energi termica presente nella camera 8 non è la stessa quantità che è stata sotratta all'aria all'interno del cilindro??
          ti prego dimmi che almeno questo l'hai capito!!

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          • #35

            • Raffreddo l'aria a volume costante.
              Come? a spese di chi? Come assicuro il volume costante? (il pistone nel cilindro viene bloccato in modo che non scenda a ridurre il volume della camera?)

            • L'aria nel cilindro (ora raffreddata) ha una bassa pressione.
              OK (fatte salve le riserve di cui sopra)

            • Il pistone non è in equilibrio, nel senso che "sopra"c'è la pressione atmosferica, sotto una pressione più bassa.
              Che significa che non è in equilibrio, se lo avevo bloccato per abbassare la pressione a parità di volume?

            • Il pistone scende verso il bassa, spinto da questa differenza di pressione.
              OK, allora ora ho sbloccato il pistone.

            • Il pistone scende fino a quando anche l'aria nel cilindro si trova alla stessa pressione di quella atmosferica.
              ... e oltre, visto che non si trova in assenza di gravità, ci sarà anche una forza peso.

            • Ora metto in contatto l'aria nel cilindro con l'esterno.
              In che modo? Apro il cilindro da sotto? oppure ho una valvola sul pistone?

            • Posso rialzare il pistone senza dover vincere nessuna differenza di pressione (pressione atm sotto pressione atm sopra).
              Lo potevi fare anche senza raffreddare, comunque hai una componente peso da sollevare, chi paga?

            • A questo punto l'aria fredda si sostituisce con quella "ambiente".
              Mi dispiace deluderti, ma quando passi da una pressione bassa (inferiore a quella ambiente) a una più alta (quella ambiente, appunto) l'aria si scalda e ti sei già perso un po' dell'energia che avevi impiegato per raffreddarla, per perdere il resto dell'altra aria fredda nell'ambiente... e ti sei inventato il condizionatore d'aria... da usare solo d'estate

            • Richiudo il cilindro e rinizio.
              ...finché hai soldi per pagare la bolletta, o finché non ti sei stufato a mandare su e giù il pistone. Se lo fai di un peso sufficiente puoi evitare di pagare la palestra... alla fine magari il tuo apparecchio torna utile


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            • #36
              • Sono a dir pocco ridicole queste domande.. comunque ecco le risposte:
              • Raffreddo l'aria a volume costante.
                Come? a spese di chi? Come assicuro il volume costante? (il pistone nel cilindro viene bloccato in modo che non scenda a ridurre il volume della camera?)

                A spese di nessuno! La serpentina porta in equlibrio termico il cilindro esterno e la camera 1 che si trova a -20 C°
                Il pistone si deve bloccare e sbloccare al momento oportuno, mentro raffreddo l'aria nel cilindro è bloccato!
              • L'aria nel cilindro (ora raffreddata) ha una bassa pressione.
                OK (fatte salve le riserve di cui sopra)
              bravo
              • Il pistone non è in equilibrio, nel senso che "sopra"c'è la pressione atmosferica, sotto una pressione più bassa.
                Che significa che non è in equilibrio, se lo avevo bloccato per abbassare la pressione a parità di volume?
              ora l'ho bloccato
              • Il pistone scende verso il bassa, spinto da questa differenza di pressione.
                OK, allora ora ho sbloccato il pistone.
              bravo
              • Il pistone scende fino a quando anche l'aria nel cilindro si trova alla stessa pressione di quella atmosferica.
                ... e oltre, visto che non si trova in assenza di gravità, ci sarà anche una forza peso.
              no, non scende oltre perchè c'è anche la resistenza alla rotazione dell'alternatore da vincere. Fino ad ora si è mosso per la differenza di pressioe, se questa non c'è il pistone non si muove
              • Ora metto in contatto l'aria nel cilindro con l'esterno.
                In che modo? Apro il cilindro da sotto? oppure ho una valvola sul pistone?
              un apertura da sotto
              • Posso rialzare il pistone senza dover vincere nessuna differenza di pressione (pressione atm sotto pressione atm sopra).
                Lo potevi fare anche senza raffreddare, comunque hai una componente peso da sollevare, chi paga?
              Questa è la più ridicola. Il pistone è leggero, ma comunque l'energia che spendo per sollevarlo mi viene restituita dall'alternatore quando scende(al netto della rendita dell'alternatore ovviamente).
              • A questo punto l'aria fredda si sostituisce con quella "ambiente".
                Mi dispiace deluderti, ma quando passi da una pressione bassa (inferiore a quella ambiente) a una più alta (quella ambiente, appunto) l'aria si scalda e ti sei già perso un po' dell'energia che avevi impiegato per raffreddarla, per perdere il resto dell'altra aria fredda nell'ambiente... e ti sei inventato il condizionatore d'aria... da usare solo d'estate
              non mi deludi, una volta che il pistone è sceso e risalito io voglio che l'aria sotto il cilindro sia a temperatura ambiente e a pressione atmosferica per poter ripetere il ciclo.
              • Richiudo il cilindro e rinizio.
                ...finché hai soldi per pagare la bolletta, o finché non ti sei stufato a mandare su e giù il pistone. Se lo fai di un peso sufficiente puoi evitare di pagare la palestra... alla fine magari il tuo apparecchio torna utile
              Se rileggi i miei post capirai che produco più energia elettrica di quella che spendo..

              Comunque sto riscrivendo la descrizione dell'intero processo in modo che anche tu e il tuo asino volante possiate capirlo.. a breve la pubblico.. vediamo quali altri domandone partorirai..

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              • #37
                Originariamente inviato da Seddys Visualizza il messaggio
                A spese di nessuno!
                Quindi raffreddamento senza trasferimento di calore né somministrazione di lavoro???


                Fino ad ora si è mosso per la differenza di pressioe, se questa non c'è il pistone non si muove
                Esistono le trasformazioni isocore...

                Il pistone è leggero, ma comunque l'energia che spendo per sollevarlo mi viene restituita dall'alternatore quando scende(al netto della rendita dell'alternatore ovviamente).
                E al netto degli attriti del motore e dell'irreversibilità delle trasformazioni reali, ovvero del rendimento termodinamico.

                produco più energia elettrica di quella che spendo..
                Allora perché hai detto che il tuo dispositivo non crea energia dal nulla???

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                • #38
                  Ci rinuncio, anni d'ingegneria di produzione di controllo termico mi hanno portato a successi internazionali, ma mi impediscono di proseguire questa discussione, perché non mi riesce di farti comprendere neppure le più elementari contraddizioni della tua esposizione.

                  Passo la parola ad altri con più pazienza, o che provano divertimento a proseguire questo tema.

                  Torno a fare il moderatore e a concentrarmi solo sul rispetto del regolamento del forum.

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                  • #39
                    BesselKn le tue domande non hanno senso, semplicementte perché non sai di che stiamo parlando.. hai letto due post e sparato queste tre domande che non sono per nulla attinenti a quanto detto fin ora, non sono minimamente collegabili a quanto io ho detto fin ora.. Estrapoli frasi dal loro contesto, a caso, e speri di capirci qualcosa?! Leggetti la descrizione del dispositivo qui, l'ho aggiornata:



                    se hai poi delle domande sensate da farmi sarò lieto di risponderti. Ma che abbiano senso non come quelle testé postate..

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                    • #40
                      Originariamente inviato da nll Visualizza il messaggio
                      anni d'ingegneria di produzione di controllo termico mi hanno portato a successi internazionali, ma mi impediscono di proseguire questa discussione, perché non mi riesce di farti comprendere neppure le più elementari contraddizioni della tua esposizione.
                      fino ad ora mi hai solo dimostrato di non aver capito come funziona il dispositivo, ma non mi hai ancora detto dove il dispositivo secondo il tuo illustre parere si blocca.. dove secondo tè vengono violate le leggi e i principi della termodinamica..
                      se tra un sucesso planetario e l'altro hai un minuto per rileggiere i principi di funzionamento in http://freeenergy4all.altervista.org/

                      e mi dici esatamente cosa c'è di sbagliato allora mi arrendo io.. ma non parlarmi di come si può bloccare il pistone parlami di termodinamica, lasciamo anche perdere le rendite.. dimmi dove il dispositivo si blocca.. non ci riuscirai, perché? perchè il dispositivo funziona.

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                      • #41
                        Buonasera a tutti
                        Riassumendo : io capisco che si tratta di una sorta di pompa di calore aerotermica, associata ad un alternatore.
                        Secondo me il difetto concettuale sta nel fatto che tutto il marchingegno si fonda sullo sfruttamento dell’energia potenziale dell’aria-ambiente che dovrà essere sempre necessariamente superiore all’insieme delle energie fornite e dissipate…
                        O no ?

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                        • #42
                          State affrontando la discussione da un punto di vista secondo me differente, col risultato che non vi capite.
                          Basta essere pragmatici. Seddys, dici che la tua macchina è un miglioramento a qualsiasi frigorifero?

                          DIMOSTRA, utilizzando le espressioni del lavoro e del calore scambiato su queste trasformazioni politropiche che il tuo marchingegno è PIU' efficiente di un frigo di carnot diretto a parità di condizioni esterne. Assumi pure che il frigo finale sia anche lui un frigo di carnot. Finchè non lo fai sono solo chiacchere.
                          Assumi anche l'aria gas perfetto, assenza di attriti, eccetera. Insomma le condizioni ideali. In questo modo la dimostrazione è completamente analitica.
                          Ultima modifica di endymion70; 05-04-2012, 20:00.

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                          • #43
                            Originariamente inviato da Briel Visualizza il messaggio
                            Secondo me il difetto concettuale sta nel fatto che tutto il marchingegno si fonda sullo sfruttamento dell’energia potenziale dell’aria-ambiente che dovrà essere sempre necessariamente superiore all’insieme delle energie fornite e dissipate…
                            O no ?
                            Buonasera a te.. non ho capito bene la domanda..
                            ma ciò che è sempre neccessario è che la temperatura esterna sia superiore a quella della prima camera. Altrimenti il calore non inizia ad "entrare" nel trasformatore e quindi non inizia a formarsi la differenza di pressione.. Hai letto la descrizione su http://freeenergy4all.altervista.org/?

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                            • #44
                              Originariamente inviato da endymion70 Visualizza il messaggio
                              Basta essere pragmatici. Seddys, dici che la tua macchina è un miglioramento a qualsiasi frigorifero?

                              DIMOSTRA, utilizzando le espressioni del lavoro e del calore scambiato su queste trasformazioni politropiche che il tuo marchingegno è PIU' efficiente di un frigo di carnot diretto a parità di condizioni esterne. Assumi pure che il frigo finale sia anche lui un frigo di carnot. Finchè non lo fai sono solo chiacchere.
                              Assumi anche l'aria gas perfetto, assenza di attriti, eccetera. Insomma le condizioni ideali. In questo modo la dimostrazione è completamente analitica.
                              ok.

                              All'inizio del ciclo all'interno del cilindro abbiamo una quantità di energia termica Q
                              Quando l'aria nel cilindro entra in contato con la serpentina a -20 C° parte di questa energia viene assorbita dalla serpentina, che aumenterà la propria temperatura.
                              Ora nel cilindro è presente la quantità Q-Qs (Qs= energia termica sottratta al cilindro)
                              Nella camera 1 all'inizio del ciclo era presente la quantità di energia termica Q1
                              Dopo aver assorbito energia termica dalla serpentina, nella camera 1 è presente la quantità di energia termica Q1+Qa (Qa=Qs-Ql; Ql=energia assorbita dal gas per dilatarsi); Ora il fluido della sepentina inizia a scorrere tra la camera 1 e la camera 2, prima che questo avvenga nella camera uno abbiamo Q1+Qa e nella camera 2 abbiamo Q2.
                              La camera 1 inizia a cedere calore alla serpentina che sta inizando a sfreddarsi a causa del fatto che è entrata in contato con la camera 2(più fredda). Quindi ora nella camera 1 è presente la quantità di energia termica Q1+Qa-Qs1 (Qs1=energia termica ceduta dalla camera 1 alla serpentina. Se Qa=Qs1 l'energia termica nella camera 1 sarà tornata Q1.
                              Noi possiamo fare in modo che Qa=Qs1 semplicemente preimpostando le temperature inizali delle camere e dimensionando a dovere le due camere come spiegato nella descrizione(http://freeenergy4all.altervista.org/), ma continuiamo..
                              Nella camera 2 prima di iniziare ad assorbire energia termica dalla serpentina c'era la quantità di energia termica Q2, ora invece abbiamo Q2+Qa2(Qa2=Qs1-Ql2; Ql2= energia assorbita dal gas per dilatarsi)
                              ovviamente Qa2 Ora il fluido della sepentina inizia a scorrere tra la camera 2 e la camera 3, prima che questo avvenga nella camera 2 abbiamo Q2+Qa2 e nella camera 3 abbiamo Q3.
                              La camera 2 inizia a cedere calore alla serpentina che sta inizando a sfreddarsi a causa del fatto che è entrata in contato con la camera 3(più fredda). Quindi ora nella camera 2 è presente la quantità di energia termica Q2+Qa2-Qs2 (Qs2=energia termica ceduta dalla camera 2 alla serpentina. Se Qa2=Qs2 l'energia termica nella camera 2 sarà tornata Q2.
                              Nella camera 3 prima di iniziare ad assorbire energia termica dalla serpentina c'era la quantità di energia termica Q3, ora invece abbiamo Q3+Qa3(Qa3=Qs2-Ql3; Ql2= energia assorbita dal gas per dilatarsi)..
                              è quindi evidente che ad ogni passaggio si perde una parte del energia termica introdota nel trasformatore, all'ultima camera avremo Q8+Qa8(Qa8=Qs7-Ql8; Ql8= energia assorbita dal gas per dilatarsi)
                              Qa8 invece verrà sottratta alla camera 8 tramite ciclo frigorifero.

                              Ci tengo a riportare il modo con il quale i vari Qa e Qas sono sempre uguale:

                              Facciamo un esempio: supponiamo che il gas abbia calore specifico
                              1,33

                              Se il gas non si dilatasse, tutta l'energia termica trasferita ad
                              esso sarebbe poi presente in esso sempre sotto forma di energia termica. O
                              meglio: se noi sottraiamo energia termica ad una identica quantità di gas, e
                              questo gas si abbassa di 1 C°, quando andiamo a fornire questa energia termica
                              al nostro gas questo salirà esattamente di 1 C°. Ma questo solo se il nostro gas
                              si riscalda a VOLUME costante, senza dilatarsi. Nel nostro caso il gas si dilata
                              quindi: se noi sottraiamo energia termica ad una identica quantità di gas, e
                              questo gas si abbassa di 1 C°, quando andiamo a fornire questa energia termica
                              al nostro gas questo salirà di 0,66 C° perché parte dell'energia termica si è
                              trasformata in energia meccanica quindi l'energia fornita non è sufficiente per
                              alzare la temperatura di tutto il gas di 1 C°, ma è sufficiente per alzare di un
                              grado una quantità di gas più piccola! Quindi se la quantità di gas alla quale
                              viene ceduta l'energia termica è più piccola di quella dal quale viene sottratta
                              è possibile che all'abbassarsi di 1 C° del primo corrisponda l'innalzarsi di 1
                              C° del secondo.
                              Quindi se nella camera 1 c'è 1mc di gas nella camera due ce
                              ne dovrà essere 0,66 mc.
                              Ultima modifica di Seddys; 05-04-2012, 21:15.

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                              • #45
                                Originariamente inviato da Seddys Visualizza il messaggio
                                il gas abbia calore specifico
                                1,33
                                Da quando in qua il calore specifico è adimensionale???

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                                • #46
                                  Era E3 = E2, E1 è, a mio parere l'energia che perdi..
                                  Hai dimenticato un passaggio: a fine corsa il pistone per poter essere sollevato con un peso diciamo trascurabile dev'essere anche sganciato dal generatore
                                  Domotica: schemi e collegamenti
                                  e-book Domotica come fare per... guida rapida

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                                  • #47
                                    Seddys, ti avevo chiesto (cito)

                                    DIMOSTRA, utilizzando le espressioni del lavoro e del calore scambiato su queste trasformazioni politropiche che il tuo marchingegno è PIU' efficiente di un frigo di carnot diretto a parità di condizioni esterne.

                                    Ti pare di averlo fatto?

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                                    • #48
                                      Originariamente inviato da endymion70 Visualizza il messaggio
                                      DIMOSTRA, utilizzando le espressioni del lavoro e del calore scambiato su queste trasformazioni politropiche che il tuo marchingegno è PIU' efficiente di un frigo di carnot diretto a parità di condizioni esterne.

                                      Ti pare di averlo fatto?
                                      no.

                                      sto scegliendo una delle ipotesi che ho fatto e poi riporto tutto. comunque devo scusarmi per un errore enorme che ho fatto nella spiegazione che mi ha fatto notare bessel, mi spiego:
                                      quello che ho erroneamente chiamato calore specifico in realtà è davvero un valore addimensionale che mi stavo calcolando io di volta in volta che cambiavo gas per fare delle prove analitiche, questo valore è il rapporto tra l'energia termica che sotraggo al primo gas e l'energia termica che aquisisce il secondo, quindi la spiegazione non spiega un bel niente in effetti se non spiego bene come me lo ricavo!! Questo perché sono pieno di appunti e calcoli ma la prima volta che ho iniziato a scrivere due parole per illustrare il funzionamento del dispositivo è stato proprio nell'editor di questo forum.. con un risultato pessimo direi, il punto è che in realtà il dipositivo è un pò più complesso, innanzitutto la differenza di temperatura tra le stanze è più grande, e poi il calore in realtà viene sotratto da acqua allo stato liquido che piano piano congela, e non dall'ambiente.. quindi in deffinitiva il dispositivo è una macchina nella quale si inserisce acqua è si ricava energia elettrica.. Ma se prima non riesco a spiegare il funzionamento del trasformatore non proseguo.. a breve pubblico i calcoli e lasciamo stare le semmplificazioni visto che complico solo le cose..

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                                      • #49
                                        Originariamente inviato da Seddys
                                        troviamo l'equilibrio termico: [...]
                                        Te = ( Cv m1 T1 + Cp m2 T2) / ( Cvm1 + Cp m2)=-18,01 C°
                                        Non è lecito applicare l'eq. fondamentale della calorimetria a processi NON puramente calorici (ovvero con intervento di energia meccanica)!!

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                                        • #50
                                          ...Ora blocchiamo il pistoncino della camera 1, l'azoto in esso presente si sfredda quindi a volume costante....
                                          Quindi la pressione diminuisce.... e quando lo sblocchi il pistoncino?
                                          Domotica: schemi e collegamenti
                                          e-book Domotica come fare per... guida rapida

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                                          • #51
                                            Magari applicando il 1° principio della termodinamica a tutte le trasformazioni della tua macchina...

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                                            • #52
                                              è proprio per il primo principio della termodinamica che funziona il mio dispositivo...
                                              Facciamo un'altra ipotesi(sempre azoto),
                                              E analizziamo cosa succede quando mettiamo in contatto la camera 1 e la
                                              camera 2:
                                              camera 1(pistoncino bloccato, si raffredda a volume costante):
                                              Cv:743.2 J/kg*k
                                              M1:1,2552 Kg
                                              P1:156980N/m2
                                              T1:-19 C°
                                              Camera 2 (pistone sbloccato, si espande a pressione costante)
                                              Cp:1040 J/kg*k
                                              M2:0.6253 kg (la camera 2 è più piccola)
                                              P2:156980 N/m2
                                              T2:-21 C°
                                              La camera due inizia a riscaldarsi.
                                              L'energia termica assorbita dalla camera 2 sarà:
                                              Ea=Cp*M2*1 C°=932.88 J
                                              Per sapere di quanti gradi è scesa la temperatura della camera 1, alla
                                              quale è stata sottratta l'energia Ea, applichiamo la formula inversa:
                                              T=Ea/(Cv*M1)=1,00 C°
                                              Parte dell'energia Ea, assorbita dalla camera 2 è stata utilizzata per
                                              compiere lavoro, questo lavoro sarà uguale a:
                                              L=P2*(Vf-Vi) [Vf volume finale del gas aumentato di un grado, Vi volume
                                              iniziale del gas=0.5 mc ]
                                              Vf=Vi*(1+a(T2-T1))=0.5018 mc
                                              L=282.56 J
                                              Quindi dalla camera 1 sono stati assorbiti 932.88 J di energia termica,
                                              MA L'ENERGIA TERMICA DELLA CAMERA 2 è AUMENTATA DI
                                              Ea-L=932.88 J - 282.56 j= 652.32 J
                                              Se ripetete lo stesso passaggio fino alla camera 8, vedrete che la
                                              macchina frigorifera dovrà sottrarre alla camera 8 una piccolissima
                                              quantità di energia termica.
                                              Bessel mi ripongo al tuo severo giudizio... quello che cercavo in questo
                                              forum!!
                                              nll cosa ne pensi dei calcoli qua sopra, è chiaro il principio del funzionamento del trasformatore?
                                              Ultima modifica di Seddys; 07-04-2012, 14:11.

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                                              • #53
                                                Se ripetete lo stesso passaggio fino alla camera 8, vedrete che la
                                                macchina frigorifera dovrà sottrarre alla camera 8 una piccolissima
                                                quantità di energia termica.
                                                Vero, ma hai dimenticato di dirci quanto lavoro occorrerà.

                                                A prescindere dai calcoli, ti ricordo solamente che per sottrarre questa "piccolissima" quantità di energia termica che però è conservata a T più bassa, e a parità di frigo, avremo comunque dei COP più bassi e quindi maggior lavoro meccanico in proporzione.

                                                Poi, a che temperatura è l'ambiente? Ti avviso fin d'ora che se fosse identico a quello del pistone un frigo ideale avrebbe COP infinito, per cui prendiamo l'ambiente più caldo del pistone, ok? diciamo che il pistone è a 300K, e l'ambiente a 303K.
                                                Assumiamo un frigo IDEALE, ossia un frigo di Carnot. Per questo frigo, il COP è dato semplicementa da

                                                COP=1/(Tc/Tf-1), dove Tc è la temperatura calda (pistone), e Tf quella fredda (aria).
                                                COP=1/(303/300-1)=100
                                                da cui COP=100 (ovvio, il cop è molto elevato se le temperatue sono vicine).
                                                Per cui il lavoro L=Qf/COP (assumendo costante il COP del frigo durante l'abbassamento di UN grado) è un centesimo del calore sottratto. Poco, in effetti.

                                                Adesso invece prendiamo il tuo pistone, quello a -20°C=253K, supponiamo di voler raffreddare QUEL pistone di un grado.

                                                Come cambia il COP?
                                                COP=1/(303/253-1)=5 circa.
                                                Quindi il lavoro fornito adesso è UN QUINTO del calore sottratto.

                                                Una bella differenza vero?

                                                (speriamo di aver fatto i conti giusti)

                                                Commenta

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