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Forze di adesione

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  • Forze di adesione

    Salve. La mia domanda è la seguente: Se ho due vetrini da microscopio,quelli rettangolari e sottili e pongo tra loro una goccia d'acqua e li sovrappongo,l'energia che utilizzerò per separarli facendolo strisciare l'uno sull'altro(dato che staccarli in maniera frontale è quasi impossibile),dicevo,l'energia che applico per sfilarli,si trasformerà tutta in calore, o una parte servirà per contrastare le forze di adesione molecolari fra l'acqua e il vetrino?

    Gabry

  • #2
    Anche l'attrito radente, per quanto con un liquido interposto, ha la sua componente nella direzione del moto di slittamento dei vetrini, un attrito che si rafforza anche a causa della tensione superficiale dell'acqua sul vetro. Ne consegue che l'effetto riscaldante, per quanto minimo, si verifica pur scegliendo di traslare i vetrini invece di tentare di disaccoppiarli in direzione normale alla loro superficie di contatto.

    ... ma questo cosa c'entra con la free-energy? In entrambe i casi non otterrai maggiore energia di quella che devi spendere per muovere i vetrino, qualunque direzione intenderai prendere.

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    • #3
      Quindi tutta l'energia che spendo per translare i vetrini si trasforma in calore?

      Beh,centra con la free energy indirettamente in quanto attraverso dei capillari posso sollevare del liquido da un contenitore che si trova su una carrucola il quale è controbilanciato da un peso. Il capillare risucchiando l'acqua farà pesare meno il contenitore con il liquido il quale salirà. E se il capillare è molto lungo, per ogni cm di salita del contenitore il capillare continerà a risucchiare l'acqua sbilanciando conseguentemente il contenitore rispetto il suo contrappeso. Una volta compiuto il moto,basterà "sfalsare" il capillare,che si troverà completamente immerso, come i vetrini per evitare che ci sia un "risucchio" d'acqua ed evitare l'effetto capillare... se l'energia che immettessi per sfalsare i vetrini fosse tutta trasformata in calore avrei della free energy

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      • #4
        La tensione superficiale opera immersa a tutte le altre forze in gioco! Un capillare non può "succhiare" liquido oltre il bilanciamento, per esempio, con la pressione atmosferica e il peso dell'acqua stessa.

        Le piante stesse, che prelevano l'acqua dal suolo per capillarità, riescono a far giungere l'acqua alle sue estremità grazie all'apporto dell'energia del sole e all'evaporazione. Si tratta di spendere energia per permettere il protrarsi della capillarità. Tu vorresti invece la capillarità "gratis": non esiste!

        Comunque hai uno strumento portentoso per dimostrare al mondo che la tua teoria funziona: costruisci quanto dici, invece di scriverlo qui, poi torna a illustrarci il successo ottenuto.

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        • #5
          Il mio dubbio sta nel sapere se tutta l'energia che uso per separare due vetrini,si trasforma in calore. Forse mi hai risposto ma non ho afferrato. O comunque tutta l'energia impiegata per la separazione dei vetrini si trasformi in energia cinetica... perchè immagino ci sia da vincere anche una componente elettrostatica che non si trasformerebbe in calore o in energia cinetica

          E se posso volevo farvi un'altra domanda...quanto si alza l'acqua in un capillare di un millimetro quadrato?
          Ultima modifica di nll; 17-05-2014, 14:21. Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente

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          • #6
            Beh, calore e movimento che poi si trasforma ancora in calore: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.... il calore è solo una forma d'energia più povera. Ovviamente tendendo sempre all'aumento dell'entropia, ovvero perdendo progressivamente la capacità di estrarre energia per i nostri usi.

            Non basta sapere che si genera energia, devi sapere anche che puoi sfruttare quella energia solo se riesci a generare un salto (differenziale termico, di pressione, di carica elettrica, ecc...), altrimenti avrai solo impiegato il tuo tempo a fotografare un fenomeno fisico, senza poter in alcun modo trarne un profitto in termini energetici.

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            • #7
              Ciao. Vi inserisco uno schema della mezza invenzione che ho ideato. La prima parte consiste in un cilindro con all'interno un pistone,con dell'acqua che vi poggia sopra,e un contrappeso che bilancia il suo peso. Nella seconda figura inserisco nell'acqua un capillare che risucchierà una parte di acqua e che abbasserà il livello del liquido all'esterno. In questo modo il contrappeso "sentendo" che c'è meno acqua scenderà rilasciando dell'energia. Mentre il livello dell'acqua sale,ci sarà sempre un pò di liquido nel capillare mantenendo sbilanciato il contrappeso. Nella terza parte,una volta che il capillare sarà completamente immerso,io lo separo in due parti in modo che l'acqua al suo interno torni a riempire la vasca. In questo modo potrò rialzare il contrappeso e l'acqua vincendo solo gli attriti. Il mio dubbio è che l'energia che mi serve a separare in due il capillare sia la stessa che ho guadagnato con l'abbassamento del contrappeso. Ditemi un pò che ne pensate,vi sembra stupida come idea?Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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              • #8
                Direi che non ha alcun fondamento scientifico, in quanto l'acqua che sale per capillarità non perde il suo peso e siccome incide sulla stessa superficie del pistone, non avrai alcun movimento di esso. Hai creato il moto statico! Nel senso che dopo aver riempito di pochi mm il capillare (ho detto capillare, non condotta idrica!) per semplice tensione superficiale raggiungi un equilibrio. Qualsiasi tentativo di modificare quell'equilibrio lo potrai fare con un bilancio energetico sicuramente negativo (spendi di più di quel che ne puoi ricavare).

                La vera Free Energy non esiste! Con questo termine sovente si indicano soluzioni che ricavano energia da fonti che non ci costano (vedi il fotovoltaico), se escludi l'acquisto e la manutenzione dell'impianto.

                Non ho mai visto né letto nulla che neppure s'assomigli a qualcosa di funzionante che possa dichiararsi Free Energy. Questo qui sopra non fa eccezione.

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                • #9
                  Non per criticarti amministratore,ma temo tu non abbia capito il funzionamento. Il capillare non poggia sul pistone,è fissato ad un punto esterno. E l'acqua che sale su per il capillare scarica il suo peso su di esso,e non più sul pistone. Quindi il contrappeso non sente più il peso dell'acqua che è intrappolata nel capillare e ha modo di scendere. Il capillare rimane immobile.

                  Se usassi molti capillari,diciamo 100xcm2(100 da un millimetro di diametro) in un area di un metroquadrato,se l'acqua si innalzasse di 1 cm per capillare avrei una forza capace di sollevare 10KG per il percorso(può essere 10cm come 100metri dipende dalla lunghezza del vaso capillare)

                  Più fino è il capillare maggiore è la forza sfruttabile... il problema è QUANTA ENERGIA DOVRO' USARE DI QUELLA GUADAGNATA PER SEPARARE POI I CAPILLARI? io temo tutta
                  Ultima modifica di GabrieleCito; 18-05-2014, 17:55.

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                  • #10
                    No, non tutta, ma di più, infatti non puoi avere un rendimento teorico di 1, sarà sicuramente inferiore, quindi per far funzionare il tuo sistema devi immettere energia, altro che ricavarne. Fissa pure i capillari dove vuoi, stai solo cambiando i riferimenti e distribuendoli, ma le forze in gioco rimangono sempre quelle, avrai solo complicato i calcoli, se vorrai esercitarti a farli.

                    Io non ho capito il funzionamento... perché non funziona!

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                    • #11
                      Il fenomeno della capillarità è conosciuto da 5 millenni, gli stoppini delle lampade ad olio funzionavano così.
                      Sei libero di pensare che 200 generazioni di esseri umani siano state così imbecilli da non aver scoperto come sfruttare energeticamente questo fenomeno oppure....
                      Oppure non funziona. Per farla corta, la tensione superficiale acqua/vetro fa risalire un pochino l'acqua, ma la stessa forza impedisce che la goccia si stacchi dal vetro.
                      Esperimento gratis: riempi un bicchiere per 3/4 d'acqua, mettici dentro uno stoppino o anche un rotolino di carta igenica, che si immerga nell'acqua e fuoriesca di poco dal bicchiere, magari incurvandolo verso il basso (ma non più basso del pelo dell'acqua).
                      Vedrai l'umidità risalire lungo la carta, superare l'orlo del bicchiere, ridiscendere fino al termine del rotolino e poi fermarsi.
                      Non si staccherà mai una goccia.
                      A meno che tu munga la carta, ma questo costa energia ed è sicuramente di più di quanta ne otterrai con la caduta della goccia
                      Ogni problema complesso ha una soluzione semplice. Ma è sbagliata
                      Quando gli dei sono adirati contro un popolo mandano un filosofo a governarlo

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                      • #12
                        Direi anche che lo stoppino funziona fino a esaurimento del combustibile perché accendi la fiamma, infatti il combustibile esce man mano che viene richiamato da quello che si consuma nella combustione. Ovviamente non c'è modo di rimettere il combustibile nel serbatoio dopo che è servito ad alimentare la fiamma, neppure se si àncora lo stoppino ad altro invece che al serbatoio.

                        GabrieleCito, perché invece di disegnare la "macchina", non la realizzi direttamente? Magari inizi con un solo capillare, giusto per far vedere che la cosa funziona e poi magari ne fai una più grossa quando avrai capito il meccanismo.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da nll Visualizza il messaggio
                          Direi anche che lo stoppino funziona fino a esaurimento del combustibile perché accendi la fiamma, infatti il combustibile esce man mano che viene richiamato da quello che si consuma nella combustione.
                          Esatto! se non accendi la fiamma, ovvero non prelevi olio dalla parte superiore dello stoppino (mediante combustione)
                          il sistema rimane in equilibrio e non succede nulla di rilevante
                          Ogni problema complesso ha una soluzione semplice. Ma è sbagliata
                          Quando gli dei sono adirati contro un popolo mandano un filosofo a governarlo

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                          • #14
                            Magari inizi con un solo capillare, giusto per far vedere che la cosa funziona e poi magari ne fai una più grossa quando avrai capito il meccanismo.
                            Ma io SO' che la cosa funziona,intendo dire per quanto riguarda la fase di salita... vi ripeto che il mio dubbio sta nel capire quanta energia serve a separare un capillare già diviso in due parti...

                            Se cercaste di capire lo schema sareste d'accordo con me

                            Secondo voi per dividere in due un capillare di un millimetro quadrato di area immerso completamente in acqua per 10cm avrei bisogno di più o di meno di una forza di 1g?

                            Penso di avere trovato
                            Ultima modifica di nll; 19-05-2014, 13:35. Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente

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                            • #15
                              "Che la cosa funziona" s'intende che ne ricavi energia in surplus! Certo che il fenomeno della capillarità funziona ed è stato spiegato dalla fisica, quello che non funziona del tuo progetto è tutto il resto, e scusa se è poco.

                              Cosa serve dividere il capillare? In che modo lo vuoi fare? In ogni caso qualunque cosa fai... ti costa energia, se non ne immetti dall'esterno il tuo sistema va in equilibrio e non c'è verso di tirargli fuori nulla.

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