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Alimentazione di un Impianto a Biogas

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  • Fede81
    ha risposto
    grazie lo stesso Solar.
    Io sarei interessato a valutare la resa energetica di un impianto a biogas nella cui ricetta di alimentazione possono essere inserite oltre ai reflui e biomasse vegetali dedicate,anche i seguenti scarti:
    1)stocchi di tabacco
    2)trebbie di birra
    3)trinciato dei residui del carciofo dopo raccolta capolini
    Di questi prodotti sarei interessato ai valori di SS e magari anche la producibilità
    Sò che chiedo l'impossibile,però l'importante è provarci...
    Grazie a tutti per le eventuali risposta

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  • Solar
    ha risposto
    Ciao Fede... Immagini quanto valgano in termini economici delle tabelle inclusive di formule matematiche che fanno quel lavoro... chi le ha (e intendo quelle buone non fatte con 4 formule in excel) sicuramente non le cede per nulla.
    Ma se provi a scrivere che hai e il progetto che intendi realizzare probabilmente avrai risposte.

    Un saluto

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  • Fede81
    ha risposto
    Qualcuno mi sa indicare delle formule matematiche che a partire da contenuto in sostanza organica o secca,mi permetta di risalire alla produzione di biogas per unità di peso o superficie?non postatemi le solite tabelle perchè sto ipotizzando di usare matrici non comunemente impiegate....grazie a chi mi vorra rispondere....buona giornata

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  • gordini-motori
    ha risposto
    parla di tutto il sistema di controllo per i 0,28 chi ne ha diritto e no e chi controlla e come

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  • brunob
    ha risposto
    Qui stiamo parlando di Biogas. Non mi risulta che la circolare del 31 marzo parli di Biogas.

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  • gordini-motori
    ha risposto
    dipende hai letto la circolare del 31 marzo su chi prende e non prende il 028

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  • brunob
    ha risposto
    con 37 €/ton (anche se non scrivi se in trincee o sul campo) il businessplan regge tranquillamente - finchè ci sono i 28 ct/kwh...

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  • etabetasrl
    ha risposto
    contratto recente di acquisto silomais da contoterzista: 37 euro/tonn. Se non si ha produzione propria di mais e deiezioni, il biogas economicamente non ha futuro se non sfruttando materiali meno nobili

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  • gordini-motori
    ha risposto
    soloar sono in brasile dove hanno gli nostri stessi problemi ora sono in albergo ad londrina, comunque tornado a noi vorrei sapere perchè brunob si frulla di volere a tutii i costi una risposta ad un domanda che non esiste per ora,di certo vi è solo la M::::::::, saluti

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  • brunob
    ha risposto
    Come risposta a Sulzer1: conosco gente che ha già chiesto al GSE, la risposta che hanno ricevuto è del tipo: sicuramente si riceve per 15 anni quello che dice la legge. La frase era un po' più bellina e in un primo momento sembrava quasi una garanzia, ma poi si è rivelato quanto scritto, pertanto con valore 0.
    Ma ripeto, se qualcuno ha risposte scritte dal GSE più esaustive sarebbe bello condividerle.

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  • etabetasrl
    ha risposto
    alimentazione

    gli impianti devono essere realizzati dalle aziende agricole che hanno a disposizione terreni e deieizioni e vanno dimensionati in base alle dimensioni dell'azienda. Per chi non ha aziende agricole, la soluzione è sfruttare i sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, non certo acquistare insilati

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  • Solar
    ha risposto
    Secondo me Gordini motori è in ufficio con l'aria condizionata a palla e con un poster di S. Paolo alle spalle... Solo un matto passerebbe il tempo a parlare nel forum con 4 s****ti(me compreso!!!) invece di assaporate la vita e la cultura brasiliana!!!
    LOL

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  • gordini-motori
    ha risposto
    no sono senza gonnellino, sono in S.paolo, riguardo alla tariffa come si fa a firmare e dopo avere dei dubbi permettimi di criticarti, secondo non vi è voce in tutti i corridoi al riguardo, ma solo per quel fotovoltaico assurdo, saluti

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  • Sulzer1
    ha risposto
    [QUOTE=brunob;119075440]Premetto che sono il primo ad essere interessato che la tariffa omnicomprensiva (e di questa sto parlando, non dei certificati verdi) duri SICURAMENTE 15 anni. Ho un impianto Biogas da 999 kw e ho investito tutto quello che avevo (oltre qualche milione di debiti) in questa avventura.
    Pertanto se qualcuno ha ricevuto una risposta SCRITTA dal GSE che garantisce la tariffa per 15 anni sarei molto grato di poterla ricevere.


    Non prendertela per la risposta con una domanda. Hai provato a scrivere il quesito direttamente al GSE , magari alla terribile Dottoressa F......i che risponde a tutti su tutti gli argomenti ? Non ti chiede neanche i soldi come fanno gli avvocati ......

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  • Sulzer1
    ha risposto
    Proseguo OT . Ma va là fa solo della scena , starà ballando la samba con un gonnellino sulla spiaggia

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  • biomassoso
    ha risposto
    Originariamente inviato da gordini-motori Visualizza il messaggio
    io sono in brasile
    inizio OT
    ma in BR sei per lavoro?....da che parti?
    fine OT

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  • gordini-motori
    ha risposto
    io sono in brasile, ma ti do ragione caro sulzer le ferie son vicine, e tutto fa brodo, comunque è sempre quella troppi improvvisati e magna magna, saluti

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  • brunob
    ha risposto
    Premetto che sono il primo ad essere interessato che la tariffa omnicomprensiva (e di questa sto parlando, non dei certificati verdi) duri SICURAMENTE 15 anni. Ho un impianto Biogas da 999 kw e ho investito tutto quello che avevo (oltre qualche milione di debiti) in questa avventura.
    Pertanto se qualcuno ha ricevuto una risposta SCRITTA dal GSE che garantisce la tariffa per 15 anni sarei molto grato di poterla ricevere.
    Fino a questo punto io mi attengo all'articolo 2, comma 145 della legge finanziaria 2008 (del 24.12.2007) dove leggo:
    145. La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati dalle fonti di cui alla tabella 3 allegata alla presente legge e di potenza nominale media annua non superiore a 1 MW, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi di cui al comma 144 e su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entita` variabile a seconda della fonte utilizzata, come determinata dalla predetta tabella 3, per un periodo di quindici anni, fermo restando quanto disposto a legislazione vigente in materia di biomasse agricole, da allevamento e forestali ottenute nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro oppure di filiere corte. Al termine di tale periodo, l’energia elettrica e` remunerata, con le medesime modalita`, alle condizioni economiche previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. La tariffa onnicomprensiva di cui al presente comma puo` essere variata, ogni tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, assicurando la congruita` della remunerazione ai fini dell’incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

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  • Sulzer1
    ha risposto
    Ha ragione solar , invece di chiedere agli studi legali basta porre un quesito al GSE . Fortunati gli studi legali che trovano chi li interpella , il mese prossimo iniziano le ferie e il parere potrebbe essere servito a dare l'anticipo per la Sardegna.
    Dove è scritto che i certificati verdi non durano 15 anni? La legge è blindata in maniera simile a uno che indossi bretelle e cintura . L'anno scorso avete avuto la prova indiretta dei CIP 6 , nonostante Tremonti ( che li odia per motivi suoi ) le abbia tentate tutte , ha dovuto proporre di ricomperarli anticipatamente o lasciarli scadere naturalmente . Tutto questo impegno a dimostrare che l'investimento non funzionerà lo mettete anche nell'acquisto di un nuovo trattore o nella decisione di cosa seminerete ?

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  • iciodebby
    ha risposto
    Ma chi ha ragione BRUNOB o SOLAR ? Come si è già ripetuto migliaia di volte la risposta dovrebbe essere semplice, ovvia e sopratutto indiscutibile!!!Qui invece abbiamo riempito un forum con dei si e dei no...

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  • Solar
    ha risposto
    Originariamente inviato da jordy66it Visualizza il messaggio
    i 170 kg ettaro di azoto si riferiscono solo all'azoto da reflui zootecnici su terreni vulnerabili. La quota di 170 kg ri può raddoppiare con concimi ( anche digestato da biomasse vergini) per coprire i fabbisigni della coltivazione in atto.
    Per gli stoccaggi non cambia praticamente nula, bisogna sempre calcolare 6 mesi di capacità perchè quando il terreno è coltivato non si può spargere
    Infine per i liquami, vanno a sostituire la parte liquida necessaria per il funzionamento dell'impianto che dovrebbe essere aggiunta alla biomassa come acqua.
    Ovviamente i liquami vanno inseriti per lo stretto necessario per il buon funziomento dell'impianto.
    @jordy
    Hai mai sentito parlare di evaporazione a ciclo chiuso del digestato... e se si che cosa ne pensi?

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  • Solar
    ha risposto
    Attenzione!!!
    Non creiamo PANICO!!! La modifica dell'incentivo è riferita al fatto che ogni 3 anni cambi l'incentivo ma chi ha fatto l'impianto in quei 3 anni ha la STESSA tariffa per 15 anni!!!!!
    Unico fattore che potrebbe mutare è se facciamo la fine dell'Argentina, a quel punto siamo fottuti!

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  • brunob
    ha risposto
    Beati loro. È la opinione di una associazione privata. Ben volentieri la condividerei, ma due pareri di due studi legali mi dicono che non è scritto da nessuna parta, è una mera interpretazione basandosi su leggi analoghe del fotovoltaico.

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  • iciodebby
    ha risposto
    Il cosorzio nazionale biogas dice il contrario...

    Revisione degli incentivi
    L. 244/07 stabilisce che la tariffa onnicomprensiva e il
    moltiplicatore dei CV possono essere variati, ogni tre anni,
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
    assicurando la congruità della remunerazione ai fini
    dell’incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche
    rinnovabili.
    La prima verifica potrebbe avvenire entro il 31
    dicembre 2010. Tutti gli impianti in esercizio commerciale
    entro tale data potranno usufruire per 15 anni
    dell’incentivo di 0,28 €/kwh e del moltiplicatore di 1,8

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  • brunob
    ha risposto
    Al momento nessuno ti garantisce i 15 anni, ne in caso di certificati verdi ne in caso di tariffa omnicomprensiva. La legge è poco chiara e permette di cambiare la tariffa ogni 3 anni, non si capisce se chi ha già un impianto rimane (come nel FV) o no.

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  • zinale
    ha risposto
    Illustri,
    per quanto riguarda i certificati verdi c'è la certezza che rimangano per 15 anni? o no?
    cioè chi mi garantisce la stessa tariffa per i 15 anni?

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  • jordy66it
    ha risposto
    i 170 kg ettaro di azoto si riferiscono solo all'azoto da reflui zootecnici su terreni vulnerabili. La quota di 170 kg ri può raddoppiare con concimi ( anche digestato da biomasse vergini) per coprire i fabbisigni della coltivazione in atto.
    Per gli stoccaggi non cambia praticamente nula, bisogna sempre calcolare 6 mesi di capacità perchè quando il terreno è coltivato non si può spargere
    Infine per i liquami, vanno a sostituire la parte liquida necessaria per il funzionamento dell'impianto che dovrebbe essere aggiunta alla biomassa come acqua.
    Ovviamente i liquami vanno inseriti per lo stretto necessario per il buon funziomento dell'impianto.
    Originariamente inviato da Albe 86 Visualizza il messaggio
    @ Zinale: a mio avviso, se volete il 100% di autoapprovigionamento di biomasse e volete stare tranquilli fate un 500 kW, che è già una taglia remunerativa. Se invece volete "guadagnare" di più e non vi interessa avere la totalità della biomassa utilizzata prodotta da voi allora si può anche salire. Il forsu è un'ipotesi valida, però dopo ti porti a casa tutti i problemi burocratici di avere a che fare con rifiuti, per cui tabelle, controlli, analisi dei terreni per i microelementi...quindi occhio!
    Vorrei poi farti notare che l'impianto di biogas non abbatte l'azoto, anzi, per cui attenzione a portare a casa materie come il liquame che ha un basso potenziale in gas ed un alto contenuto azotato, inoltre con liquame occorrono maggiori volumi di digestione e stoccaggio, perciò maggiori costi.

    @ DG 600: è vero che monocolture di 20 anni non hanno portato ad una riduzione di fertilità del terreno, ma questo è valido solo per alcune colture come mais da granella e riso. In moltissime altre colture la monosuccessione è molto più complicata per problemi essenzialmente legati alle malattie fungine e alla specializzazione delle infestanti. Parlando di sostanza organica un mais da granella produce anche 100 quintali ettaro di "stocco", che viene poi interrato e quindi costituisce un grande apporto di sostanza organica, perciò in questo caso non ci sono cali sensibili. Di solito chi fa trinciato di mais erano le stalle, e quindi con una restituzione al campo di letame, perciò contenente paglia, spesso anche acquistata da fuori e che quindi costituisce un ingresso netto di sostanza organica. Fare monocoltura per 15 anni per un digestore a livello di sostanza organica non è il massimo, anche se tutto il digestato ritorna al terreno. Nel digestato infatti è rimasta solo una parte di s.o. , e cioè quella meno digeribile come lignina e una parte della fibra, ma si è persa tutta quella facilmente fermentescibile, che mineralizza abbastanza velocemente (però a questo può sopperire la cocimazione), ma che resta del tempo nel terreno in via di decomposizione, e spesso è una quota rilevante della s.o. totale.
    @ Jordy: dare tutto il digestato sulla superficie da cui si è raccolto il prodotto, in molti casi, di solito quasi tutti quelli con terreni con carico di 170 kg/ha di azoto, eccede le quantità massime prescritte, perciò serve più terra per gli spandimenti di quella che serve per alimentare l'impianto.

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  • Albe 86
    ha risposto
    @ Zinale: per il liquame è una scelta che dovete fare voi (per i vantaggi leggi il post di jordy), considera che il mais ha in media l'1,2% sulla sostanza secca di N, mentre per il liquame, come contenuto di azoto, siamo tra il 3 ed il 5 per mille sul tal quale. Quindi parlate bene con gli impiantisti per vedere la tipologia più adatta a voi e fate i conti con questi valori per la quantità di azoto e in base al fatto se siete (o no) in zona vulnerabile da nitrati.
    Comunque con 18000 ton/anno di mais si può fare il megawatt.

    Il sorgo zuccherino produce (se va tutto bene e se riesci a raccoglierlo bene perchè non si alletta, cosa non troppo rara) circa come una mais a livello di biomassa/ettaro, però lo porti a casa più umido (circa 28% di ss contro i 33-35 di un silomais) con i relativi problemi di insilamento e poi per ogni ton di tal quale il sorgo produce circa un 20% in meno del mais, per cui siamo a circa un 20% in meno di energia ad ettaro rispetto al mais. C'è da dire che il sorgo è più rustico, soffre meno gli stress idrici e ha minori costi colturali, di contro però appunto produce meno energia e si alletta facilmente. Mi sembra strano che considerate una produzione doppia di sorgo rispetto al mais, di solito non è così o lo è in terreni marginali. Per il sorgo da fibra il discorso è diverso, ma non credo vada bene per il biogas.

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  • zinale
    ha risposto
    gentilissimi!
    @Albe, quindi se non ho capito male, a conti fatti, sarebbe meglio rinunciare all'uso di liquame (noi abbiamo gia di nostro circa 18.000 t di mais l'anno...), perchè creerebbe solo inutili difficoltà??

    oggi si parlava del fatto che potremmo piantare il sorgo che ha una resa che è quasi il doppio del mais (per ettaro), ma mi chiedevo CHE RESA HA IN TERMINI DI PRODUZIONE DI BIOGAS???

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  • Albe 86
    ha risposto
    @ Zinale: a mio avviso, se volete il 100% di autoapprovigionamento di biomasse e volete stare tranquilli fate un 500 kW, che è già una taglia remunerativa. Se invece volete "guadagnare" di più e non vi interessa avere la totalità della biomassa utilizzata prodotta da voi allora si può anche salire. Il forsu è un'ipotesi valida, però dopo ti porti a casa tutti i problemi burocratici di avere a che fare con rifiuti, per cui tabelle, controlli, analisi dei terreni per i microelementi...quindi occhio!
    Vorrei poi farti notare che l'impianto di biogas non abbatte l'azoto, anzi, per cui attenzione a portare a casa materie come il liquame che ha un basso potenziale in gas ed un alto contenuto azotato, inoltre con liquame occorrono maggiori volumi di digestione e stoccaggio, perciò maggiori costi.

    @ DG 600: è vero che monocolture di 20 anni non hanno portato ad una riduzione di fertilità del terreno, ma questo è valido solo per alcune colture come mais da granella e riso. In moltissime altre colture la monosuccessione è molto più complicata per problemi essenzialmente legati alle malattie fungine e alla specializzazione delle infestanti. Parlando di sostanza organica un mais da granella produce anche 100 quintali ettaro di "stocco", che viene poi interrato e quindi costituisce un grande apporto di sostanza organica, perciò in questo caso non ci sono cali sensibili. Di solito chi fa trinciato di mais erano le stalle, e quindi con una restituzione al campo di letame, perciò contenente paglia, spesso anche acquistata da fuori e che quindi costituisce un ingresso netto di sostanza organica. Fare monocoltura per 15 anni per un digestore a livello di sostanza organica non è il massimo, anche se tutto il digestato ritorna al terreno. Nel digestato infatti è rimasta solo una parte di s.o. , e cioè quella meno digeribile come lignina e una parte della fibra, ma si è persa tutta quella facilmente fermentescibile, che mineralizza abbastanza velocemente (però a questo può sopperire la cocimazione), ma che resta del tempo nel terreno in via di decomposizione, e spesso è una quota rilevante della s.o. totale.
    @ Jordy: dare tutto il digestato sulla superficie da cui si è raccolto il prodotto, in molti casi, di solito quasi tutti quelli con terreni con carico di 170 kg/ha di azoto, eccede le quantità massime prescritte, perciò serve più terra per gli spandimenti di quella che serve per alimentare l'impianto.

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