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Alimentazione di un Impianto a Biogas

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  • #46
    Gent.mo Albe, hai perfettamente ragione. Le realtà di cui parli le ho visitate e ho parlato personalmente con allevatori che per generazioni fornivano il latte in consorzio al Grana Padano e ora si trovano con l'acqua al collo perchè il latte, sebbene per legge e regolamenti dovrebbe pervenire dalle stalle italiane, lo fanno arrivare della Lituania o dalla Polonia. Questo fenomeno di globalizzazione cmq. non si fermerà, anzi incrementerà. A me dispiace tantissimo credimi, ma i mercati seguono le leggi economiche, dai target di risultato delle multinazionali alimentari e dettati dalla volontà di risparmio dei consumatori. Gli impianti a Biogas dopo 15 anni se ne vanno, ma le bestie e la terra resta. Il comparto energetico potrebbe aiutare il distretto agricolo a passare questo periodo difficile. Ma gli agricoltori sono insicuri, hanno timore di cambiare. Credimi, ho già parlato con talmente tanti agricoltori e allevatori e quando mi trovo in trattativa per l'acquisto di insilato di mais mi l'offrono al prezzo dell'oro, mi chidono prezzi assurdi e dimenticano che anche il distretto energetico è spinto da dettati economici. L'imprenditore agricolo non deve dimenticare che tenere in mano un contratto di fornitura di 15 anni a prezzi stabili per il Suo mais, vuole dire avere in mano un titolo bancabile, che gli permetterebbe di investire, rimodernare le Sue strutture, avere sicurezza e invece no... preferiscono andare avanti di stagione in stagione e vendere il proprio mais, aspettando gli esiti delle quotazioni delle borse cerealicole locali e facendo contratti di anno in anno...mah. Cmq. ognuno, con il Suo è padrone di fare quello che meglio crede. saluti e buon lavoro...Attilio.

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    • #47
      Sono d'accordo sul fatto che le leggi di mercato ci sono e valgono per tutti, però non è giustificabile pretendere dai nostri prodotti (es latte, carne...) tutta una serie di controlli, una serie di garanzie sull'uso di determinati prodotti o pratiche (es che siano rispettosi dell'ambiente, che siano salubri per il consumatore..) e poi però andare a comprare i prodotti all'estero perchè costano meno, anche se non hanno il benchè minimo controllo e comunque non posseggono i nostri stessi requisiti. Non possiamo fare concorrenza a loro perchè lo stato ci costringe a produrre di qualità, poi però non obbligano le industrie di trasformazione e la gdo a distribuire prodotti con gli stessi requisiti che richiedono agli agricoltori qui in italia, è qui lo scandalo. Io sono favorevole alle agroenergie in generale, però mi dispiace perchè molte stalle stanno chiudendo per aprire impianti di biogas, che invece dovrebbero esserne l'integrazione.
      Invece sono d'accordo con il discorso di trattare con gli agricoltori, perchè molti sono di mentalità un po' chiusa e spesso avanzano delle pretese esagerate. I gestori di impianti di biogas ad oggi possono pagare il mais più del prezzo di mercato, peccato che quando si va a chiedere di farsi vendere il prodotto l'agricoltore è molto scettico e diffidente e preferisce rinunciare ad un introito maggiore e soprattutto certo. Altri invece sarebbero anche disponibili a vendere la produzione, ma pretendono prezzi elevatissimi perchè conoscono le redditività degli impianti, che tutte le ditte vanno a sbandierare, e quindi vogliono aversi riconosciuta buona parte di quella redditività, peccato però che non è chi produce mais che ha fatto il forte investimento, è andato in banca a chiedere i soldi e paga il mutuo con i suoi begli interessi, segue l'impianto 24 ore al giorno, si occupa dello smaltimento e di tutto quello che ruota attorno ad un impianto.

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      • #48
        Gentile Albe86, si capisce che te ne intendi di quello che dici... Complimenti, sei per caso proprietario di un impianto? Se si dove e che tipologia? Grazie a tutti gli interlocutori. Saluti, Attilio.

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        • #49
          Grazie mille per i complimenti.. in effetti ho una certa dimistichezza con tutti questi argomenti perchè, oltre ad essere laureato in Agraria, sono sia agricoltore che allevatore, e prossimamente realizzeremo un impianto di biogas di taglia medio-piccola (250 kW), che riteniamo sia il miglior compromesso per un'azienda come la mia.

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          • #50
            Ottima decisione.... auguri per il Vs. intento. Saluti, Attilio.

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            • #51
              di che zona sei albe?
              Originariamente inviato da Albe 86 Visualizza il messaggio
              Grazie mille per i complimenti.. in effetti ho una certa dimistichezza con tutti questi argomenti perchè, oltre ad essere laureato in Agraria, sono sia agricoltore che allevatore, e prossimamente realizzeremo un impianto di biogas di taglia medio-piccola (250 kW), che riteniamo sia il miglior compromesso per un'azienda come la mia.

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              • #52
                quote
                ----------
                riprendo una mia domanda :se ci fosse una grandinata tale per cui il silomais dovrebbe essere di scarsa qualità o peggio impossibile farlo, quali potrebbero essere le alternative immediate?
                ----------

                beh! un generatore, per assurdo, posso sempre spegnerlo ma se non per biogas per cosa potrei utilizzarlo il "silomais" ? E quando è di cattiva qualità cosa ci faccio con quelle vacche? E' difficile spegnerle per qualche settimana e comunque sono molto minori i margini economici per ricorrere ad un eventuale "mercato" per mantenere la produzione. Questa obiezione dovresti porla a chi alleva vacche non a chi installa un impianto di generazione elettrica!(tra l'altro per quel poco che so le vacche sembrano molto più schizzinose nell'alimentazione di un impianto di biogas)

                buona serata!

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                • #53
                  Scusami coletti ,ma non capisco il senso della tua risposta

                  Per Albe ,i venditori ti fanno i complimenti, io allevatore e genetista da quasi 40 anni con vari attestati (nonostante il poco temo a disposizione) di corsi sull'energia e sull'ambiente, ti faccio i miei più sinceri auguri.Volevo solo aggiungere alla tua ottima analisi, che la situazione è per gran parte colpa del settore agricolo che ha sempre visto un interesse personale e settoriale piuttosto che un interesse comune , nel comparto latte poi quando c'era da far valere i propri diritti ,si muoveva meno del 5% degli allevatori.

                  Per Agricapital, non prendiamoci in giro con la storiella dell'assicurazione.

                  Un saluto a tutti
                  DG 600

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                  • #54
                    illustrissimi colleghi, salve a tutti voi. io ho da proporvi una domanda. ho intenzione di realizzare un impianto per un consorzio di agricoltori che hanno a disposizione molti terreni (piu di 300 ettari) e non li lavorano perchè non guadagnano piu nulla, a questo punto rende di piu coltivare silomais o sorgo per l'alimentazione dell'Impianto?? confido in una vostra risposta.

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                    • #55
                      A mio avviso, se la superficie a disposizione è molta, è meglio un singolo raccolto di mais.

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                      • #56
                        si cosi dopo abbiamo altro terreno da REGALARE AL DESERTO,si possono fare più colture e vedere la giusta dimensione del'impianto,in modo civile ed educato verso la terra, che continua ad sfamarci per fortuna, ed io vivo di questi impianti ma non amo distruggere per produrre si un bene ma di chì, saluti

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                        • #57
                          @ Giordini-motori: su che basi esprimi questi tuoi pareri? perchè fare mais porterebbe alla desertificazione?
                          Fare mais in monocoltura (parlando di terreni irrigui), piuttosto che fare triticale da insilare seguito da un sorgo zuccherino insilato, non mi sembra che sfrutti di più il terreno, anzi. Innanzitutto entrambe le coltivazioni ipotizzate impoveriscono il terreno di sostanza organica, con la differenza che facendo un singolo raccolto di mais ci sarebbe sempre la possibilità di fare un sovescio in periodo invernale, cosa che non è possibile fare con il doppio raccolto. Inoltre fare sorgo porta ad una maggiore destrutturazione del terreno. Quindi, se i terreni sono irrigui, a mio avviso meglio un singolo raccolto di mais ben irrigato, che produce circa la stessa energia ad ettaro rispetto al doppio raccolto triticale-sorgo, però sfrutta meno il terreno, ha più ampie finestre per la distribuzione del digestato e soprattutto bisogna preparare il terreno solamente una volta.
                          Logico che se la superficie a disposizione è molto più ampia del necessario a quel punto può essere più conveniente, agronomicamente parlando, fare una rotazione con colture miglioratrici come ad esempio soia o colture da granella con interramento dei residui colturali, per non privare troppo il terreno di s.o.
                          Questo caso sarebbe l'ideale, però spesso cozza con la realtà, e cioè, se si vuole fare il mega, 300 ettari non sono poi così tanti, se si volesse fare il 500 kW il discorso cambia, ma spesso le motivazioni prettamente economiche portano alla realizzazione dell'impianto il più grande possibile.
                          Il discorso cambia se i terreni non sono irrigui, in quel caso è preferibile puntare su una coltura vernina, che sfrutti bene l'umidità della stagione fredda, e poi un sorgo, che patisce molto meno gli stress idrici rispetto al mais.

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                          • #58
                            non ho detto Mais, ma solo che certe mono colture per spremere il terreno nel nord hanno portato la terra ad essere cosi aridà che l'acqua che devono utilizzare tutti gli anni deve aumentare, se invece si parla di colture rispettose e nello stesso modo economicamente vantaggiose in questo caso per produrre energia, bene, ti faggio una domanda il termico prodotto dove credi di utilizzarlo, saluti

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                            • #59
                              secondo me non dipende tanto dalla coltivazione che si fa, ma dalla sostanza organica che si distribuisce al terreno.
                              Se si raccoglie un trinciato di mais e si dà solo del concime chimico e un po' di liquame, sicuramente li terreno si desertifica. Se invece si ridistribuisce tutto il digestato, torna sul terreno parecchia sostanza organica oltre all'azoto.
                              Originariamente inviato da gordini-motori Visualizza il messaggio
                              non ho detto Mais, ma solo che certe mono colture per spremere il terreno nel nord hanno portato la terra ad essere cosi aridà che l'acqua che devono utilizzare tutti gli anni deve aumentare, se invece si parla di colture rispettose e nello stesso modo economicamente vantaggiose in questo caso per produrre energia, bene, ti faggio una domanda il termico prodotto dove credi di utilizzarlo, saluti

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                              • #60
                                Originariamente inviato da jordy66it Visualizza il messaggio
                                secondo me non dipende tanto dalla coltivazione che si fa, ma dalla sostanza organica che si distribuisce al terreno.
                                Se si raccoglie un trinciato di mais e si dà solo del concime chimico e un po' di liquame, sicuramente li terreno si desertifica. Se invece si ridistribuisce tutto il digestato, torna sul terreno parecchia sostanza organica oltre all'azoto.
                                Queste erano le preoccupazioni di chi sosteneva che la monocoltura avrebbe impoverito a lungo andare il terreno di sostanza organica:
                                Oggi possiamo dire dopo 20 anni ,in base alle analisi ,che non è vero . Vorrei ricordare i limiti di distribuzione dell'azoto (170 kg/ha) e non per coltura . Il prodotto del digestore potrebbe essere definito ammendante alla coltura e questo risolverebbe i problemi di smaltimento da un punto di vista burocratico(vedi fanghj da depurazione) ma non risolverebbe il problema dell'ecosistema che presto ,ripeto, sarà messo in evidenza da normative comunitarie.


                                Ciao a tutti

                                DG600

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