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Alimentazione di un Impianto a Biogas

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  • DG600
    ha risposto
    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Ciao DG600

    Sapere che la provincia di Lodi sia alimentata dal 97% da energia da biogas è una ottima notizia!!!!
    Sicuramente gli agricoltori della zona saranno molto contenti riguardo al prezzo del mais, nella mia zona piangono lacrime per i costi elevatissimi e lo scarso guadagno credo che 19 Euro/ton sia un ottimo prezzo.
    Ciao cblego.
    volevo solo dirti che 19Euro/q è a livello nazionale quindi anche gli agricoltori della tua zona ne possono usufruire (la previsione è anche di 23Euro/q)possono cambiare da zona a zona invece sia il costo del silomais sia degli affitti anche se tendenzialmente al rialzo proprio per la localizzazione di impianti a biogas .

    ciao

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  • cblego
    ha risposto
    Ciao DG600

    Sapere che la provincia di Lodi sia alimentata dal 97% da energia da biogas è una ottima notizia!!!!
    Sicuramente gli agricoltori della zona saranno molto contenti riguardo al prezzo del mais, nella mia zona piangono lacrime per i costi elevatissimi e lo scarso guadagno credo che 19 Euro/ton sia un ottimo prezzo.

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  • DG600
    ha risposto
    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Dopo aver parlato con qualche agricoltore sono arrivato ad un costo per ogni ettaro di mais di circa 1000 euro consideriamo una produzione media di 45 ton ad ettaro siamo a 22 euro ton(45 ton ad ettaro non una produzione altissima possiamo arrivare fino a 58-60 in buone annate ed utilizzando ottime sementi) considerare 40 euro non è eccessivo in questo valore non è inclusa la trincia e il trasposto consideriamo anche un valore di sicurezza. Forse arrivare a 40 euro non è eccessivo?
    Per la trinciatura e e trasposto sono pienamente d'accordo cha la distanza incide notevolmente.
    Un saluto a tutti ,sono nuovo del forum e complimenti a tutti per le discussioni molto pertinenti e esplicative .
    Volevo solo fare alcune considerazioni su quanto si sta verificando nella mia provincia (Lodi). Alla fine del 2010 gli impianti nuovi dovranno essere 26 con più quelli già in funzione e serviranno a coprire l'utenza domestica per il 97% di tutta la provincia . Questo sta portando oltre che un giro di affari e lavoro considerevole anche ad alcune anomalie economiche , per esempio gli affitti di terreni agricoli sono raddoppiati , da900 / ha a 1800a/ ha e non vi dico i prezzi del trinciato anche loro sicuramente raddoppieranno come anche per il mais (si stanno facendo prezzi inizio campagna 2010 a 19 E q)per cui alcuni business plan andranno sicuramente rivisti. Altra considerazione e vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa fare dopo una grandinata del prodotto in campo e soprattutto se può ancora andare bene per il digestore. I nostri mais da un punto di vista qualitativo sono tra i peggiori a livello europeo e solo l'Ogm ci potrebbe salvare visti gli attacchi dei parassiti muffe e micotossine a cui sono soggetti ,elementi molto meno presenti in germania e che sicuramente vanno a influire sui rendimenti dell'impianto.
    Ben venga il Biogas però mi sembra che ci siano alcune situazioni da tenere in considerazione e da verificare ,ma che ora lungi da farlo in nome del discorso economico e energetico e dell'interesse di chi vende impianti.

    grazie a tutti

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  • Sulzer1
    ha risposto
    Originariamente inviato da biomassoso Visualizza il messaggio
    Fare i conti in tasca agli altri va sempre bene, ma non è detto ci si azzecchi.

    Se voi foste il contadino impiantereste granoturco per fare silomas "conto terzi" o qualcos'altro?
    Se senti quelli della cascina nuova.....i miei cugini agricoli , meglio passare l'estate a Lurisia con i soldi della PAC perchè non conviene più coltivare nulla ( ma l'impianto di biogas non lo fanno)

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  • Albe 86
    ha risposto
    Io intendevo un prezzo di circa 40-44 euro a tonnellata posto a casa, con un costo di raccolta, trasporto e costipamento in trincea che incide in media 7-9 euro/ton.

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  • gordini-motori
    ha risposto
    Domanda stupida che senso ha fare energia dovendo spendere piu energia non rinnovabile,secondo me siamo furi di testa, io comprendo che chi ha la possibilità lo faccia, ma non prendiamo compriamo e poi vediamo

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  • biomassoso
    ha risposto
    Fare i conti in tasca agli altri va sempre bene, ma non è detto ci si azzecchi.

    Se voi foste il contadino impiantereste granoturco per fare silomas "conto terzi" o qualcos'altro?
    File allegati

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  • cblego
    ha risposto
    Dopo aver parlato con qualche agricoltore sono arrivato ad un costo per ogni ettaro di mais di circa 1000 euro consideriamo una produzione media di 45 ton ad ettaro siamo a 22 euro ton(45 ton ad ettaro non una produzione altissima possiamo arrivare fino a 58-60 in buone annate ed utilizzando ottime sementi) considerare 40 euro non è eccessivo in questo valore non è inclusa la trincia e il trasposto consideriamo anche un valore di sicurezza. Forse arrivare a 40 euro non è eccessivo?
    Per la trinciatura e e trasposto sono pienamente d'accordo cha la distanza incide notevolmente.

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  • jordy66it
    ha risposto
    Originariamente inviato da Albe 86 Visualizza il messaggio
    E' vero che in certi momenti il silomais si può portare a casa a cifre molto accessibili, ma secondo me nei vari calcoli del business plain non si dovrebbe andare sotto i 40 euro la tonnellata, così da garantire un minimo di redditività anche al fattore terra ed evitare sorprese, visto che alcune ditte fanno i business plain valutando il silomas a 30 euro/ton.
    Concordo pienamente col valutare 40 euro ton il silomais nei buciness plain

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  • Albe 86
    ha risposto
    E' vero che in certi momenti il silomais si può portare a casa a cifre molto accessibili, ma secondo me nei vari calcoli del business plain non si dovrebbe andare sotto i 40 euro la tonnellata, così da garantire un minimo di redditività anche al fattore terra ed evitare sorprese, visto che alcune ditte fanno i business plain valutando il silomas a 30 euro/ton.

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  • biomassoso
    ha risposto
    Originariamente inviato da jordy66it Visualizza il messaggio
    Normalmente il prezzo in campagna si aggira attorno 25 euro ton in annate normali.
    boh....io non me lo vedo il contadino lavorare gratis per altri, al limite potrebbe usare il proprio silomais per un SUO impianto con liquame e stallatico......quindi meglio aver le idee chiare, che già solo il trasporto incide enormemente sul costo finale della biomassa.
    File allegati

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  • jordy66it
    ha risposto
    costo silomais

    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Scusa jordy66it ma non ti ho chiesto dove hai preso il 35 euro -ton per l'insilato di mais
    Io sono ben lontano da quella cifra! come la calcoli?

    I prezzi che danno del trinciato di mais si riferiscono alla pianta ancora in piedi, di conseguenza bisogna aggiungere il costo della trincia, del trasporto e dell'insilamento.
    Normalmente il prezzo in campagna si aggira attorno 25 euro ton in annate normali.

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  • cblego
    ha risposto
    Scusa jordy66it ma non ti ho chiesto dove hai preso il 35 euro -ton per l'insilato di mais
    Io sono ben lontano da quella cifra! come la calcoli?

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  • gordini-motori
    ha risposto
    io conosco un impianto mono e funziona benissimo, 50000 ore di funzionamento ed è in abano terme (PD) se ti interessa

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  • Albe 86
    ha risposto
    Tempi di ritenzione

    Secondo voi qual'è il tempo di ritenzione idraulica ottimale per estrarre la parte di energia convenientemente utilizzabile da una ricetta con circa il 70% di liquame suino ed il 30% di silomais in un impianto a biogas? Qualcuno sostiene che tempi di ritenzione molto lunghi causano la formazione di sostanze inibenti la formazione di metano, è vero? E' molto utile secondo voi il secondo stadio di digestione o è sufficiente il monostadio?

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  • gordini-motori
    ha risposto
    un mega non è cosi facile da gestire se non si la materia in casa, e sopratutto coltivare qualcosa che non si ha in extra o esubero vuol dire togliere da una altra parte, saluti

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  • cblego
    ha risposto
    Concordo pienamente jordy66it prima si valuta la disponibilità delle materie da inserire poi si dimensione l'impianto.

    Il mega NON è assolutamente obbligatorio, io credo che partire con un impianto sottodimensionato è la cosa migliore, se si sta sotto alcune potenze la burocrazia è un pochino più facile rispetto al mega impianto.
    E' giustissimo capire quali possono essere costi e ritorni economici, e problemi che si possono incontrarenel realizzare un impianto indipendentemente dalla sua taglia e mi sembra che questo possa essere il posto dove confrontarsi.

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  • iciodebby
    ha risposto
    Credo che tex voglia capire quanti soldi può spendere in un impianto da 1mw per portarsi a casa il "combustibile".

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  • gordini-motori
    ha risposto
    i soliti furbi

    no questo è un altro di quelli che leggono e vedono solo la possibiloità di fare soldi, poi si accorgono che hanno un problema dovo vado a prendere il conbustibile, da , poi sanno di qualche forum e vedono un spiraglio, ma acora oggi è incredibile poi rovinano la piazza e il mercato perchè costretti ha produrre per forza, che tristezza saluti sopratutto a BIO

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  • jordy66it
    ha risposto
    Una cosa importante è che non l'ha prescritto l medico di fare un impianto da 1 mw! In base alle matrici disponibili ed ai quantitativi si dimensiona l'impianto

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  • jordy66it
    ha risposto
    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Io non capisco se nel 20 Euro a ton di mais è compresa di trinciatura e trasporto in trincea per lo stoccaggio?
    Se è esclusa la cifra è più che corretta secondo me

    Domanda: Quanto può costare il liquame a ton?
    Lasciando a parte il costo per andarlo a ritirare e poi distribuire il digestato in campagna al momento di concimazione?
    Il silomais posto in trincea costa almeno 35 euro ton.
    Solitamente si cerca di immettere matrici diverse in un impianto di biogas e bisogna cercare quali sottoprodotti si trovano in zona per poter risparmiare.

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  • biomassoso
    ha risposto
    rendimento in biogas

    """Il rendimento in biogas e quindi energetico del processo è molto variabile e dipende dalla
    biodegradabilità del substrato trattato, ad esempio:
    • per i liquami suini e bovini la produzione di biogas è compresa, rispettivamente
    nell’intervallo 0,25-0,50 e 0,20-0,30 m3/kg Solidi Volatili (SV) alimentati; mediamente si
    possono ottenere 0,100 m3 di biogas al giorno dal liquame prodotto da un suino da
    ingrasso del peso vivo medio di 85 kg e 0,750 m3 di biogas al giorno dal liquame prodotto
    da una vacca da latte del peso vivo medio di 500 kg;
    per il siero di latte la produzione di biogas è compresa nell’intervallo 0,35-0,80 m3/kg SV
    alimentati;

    • per i contenuti intestinali e stomacali la produzione di biogas è compresa nell’intervallo
    0,40-0,68 m3/kg SV alimentati;
    • per gli scarti alimentari domestici e della ristorazione la produzione di biogas è compresa
    nell’intervallo 0,50-0,60 m3/kg SV alimentati.
    In genere durante la digestione anaerobica si ottiene una riduzione di almeno il 50% dei
    Solidi Volatili (SV) alimentati"""

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  • cblego
    ha risposto
    Io non capisco se nel 20 Euro a ton di mais è compresa di trinciatura e trasporto in trincea per lo stoccaggio?
    Se è esclusa la cifra è più che corretta secondo me

    Domanda: Quanto può costare il liquame a ton?
    Lasciando a parte il costo per andarlo a ritirare e poi distribuire il digestato in campagna al momento di concimazione?

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  • iciodebby
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tex_willer Visualizza il messaggio
    Facendo dei conti sommari per far funzionare un impainto da 1MW occorrono circa 18.000 T/a di insilato al costo di 20 euro a tonnellata siamo a 360.000 € di spesa per materie prime.....
    E' giusta la quotazione dell'insilato a 20 euro/t ?

    Lascia un commento:


  • Tex_willer
    ha risposto
    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Ciao Tex

    Il valore da tenere in considarazione del digestato non è tanto la quantità che ti rimane ma il carico di azoto che è contenuto
    Questo digestato rientra nella direttiva nitrati che consente di spargere (in terreni considerati vulnerabili) max 170kg di azoto ad ettaro per ogni anno con questi valori riesci a trovare la quantità di terreni necessaria per smaltire.
    Io ho trovato qualche dato in rete che indicativamente considerano un carico di azoto di 4 - 4,5 ton ogni 1000 ton di insilato di mais.

    Per il siero di latte non so quanto può essere la resa ma ripeto anche se rendesse molto meno dell'insilato uno per averlo devo pagare mentre per l'altro mi pagano, quindi non so se il rapporto tra costo acquisto materia prima e m3 gas è a favore di uno dell'altro.

    P.S. prendi con le pinze questi dati perchè NON sono un'esperto mentre per il siero è semplicemente una considerazione mia
    Sei stato chiarissimo riguardo l'azoto ma la mia domanda adesso è col siero di latte si hanno gli stessi problemi??? di digestato intendo oppure no?? Facendo dei conti sommari per far funzionare un impainto da 1MW occorrono circa 18.000 T/a di insilato al costo di 20 euro a tonnellata siamo a 360.000 € di spesa per materie prime..... usando il siero si risparmierebbero questi 360.000 € in più forse si potrebbero avere altri vnataggi a livello di digestato.....
    nelle mie zone ci sono decine e decine di caseifici ma mi servirebbe capire qnt siero serve ogni anno per far funzionare l'impianto...... e quando rende in termini di biogas........

    Questa mattina vadoa visitare il mio primo impianto dopo di che spero di avere le idee più chiare............
    Ciao e grazie a tutti per l'aiuto......

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  • cblego
    ha risposto
    Ciao Tex

    Il valore da tenere in considarazione del digestato non è tanto la quantità che ti rimane ma il carico di azoto che è contenuto
    Questo digestato rientra nella direttiva nitrati che consente di spargere (in terreni considerati vulnerabili) max 170kg di azoto ad ettaro per ogni anno con questi valori riesci a trovare la quantità di terreni necessaria per smaltire.
    Io ho trovato qualche dato in rete che indicativamente considerano un carico di azoto di 4 - 4,5 ton ogni 1000 ton di insilato di mais.

    Per il siero di latte non so quanto può essere la resa ma ripeto anche se rendesse molto meno dell'insilato uno per averlo devo pagare mentre per l'altro mi pagano, quindi non so se il rapporto tra costo acquisto materia prima e m3 gas è a favore di uno dell'altro.

    P.S. prendi con le pinze questi dati perchè NON sono un'esperto mentre per il siero è semplicemente una considerazione mia

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  • Tex_willer
    ha risposto
    Originariamente inviato da cblego Visualizza il messaggio
    Ciao,

    Puoi benissimo comprare tutto l'insilato nel periodo che c'è e poi stoccarlo in silos tieni conto che per avere 18000ton di insilato devi trovare circa 380 400 ettari di terreno, ma poi dove "metti" il digestato

    Per il siero di latte può andare bene sopratutti perchè come dici loro pagano per smaltirlo e quindi è una doppia risorsa ma comunque è fondamentale dove mettere il digestato in uscita dall'impianto.

    Anche la raccolta differenziata Forsu può andare bene sempre per il motivo del siero di latte.
    Ciao,
    allora per il digestato secondo te da 18.000 T/a di insilato quanto digestato si produce (o meglio si crea...) cosi da avere un'idea se è possibile e come smaltirlo......
    per il siero del latte sarebeb una buona idea, ma mi sa che è meno produttivo dell'insilato, quanti LITRI di siero in questo caso ci vorrebbero per ottenere la stessa produzione di biogas dell'insilato??? Per la raccolta differenziata è meglio lasciar perdere....

    Originariamente inviato da WTR Visualizza il messaggio
    gli impianti agricoli gli devono fare gli agricoltori!
    hanno gli allevamenti, i terreni e le capacità tecniche per gestire questi impianti.
    per il siero, si potrebbe essiccare e utilizzare nell'alimentazione zootecnica, sarebbe già una fonte di reddito...
    Ciao WRT,
    sto cercadno di capirci un po di più sul biogas qui da me ci sono a disposizione siero del latte e insilato ma non certo 18.000 T/a quindi buona parte bisognerebbe comprarlo, mentre per il siero beh quello come minimo è gratis visto che loro pagano addirittura per smaltirlo, il problema e che come dicevo sopra quanto produce il siero ?? in termini di biogas? e il suo digestato che fine fa?? e qnt LITRI ce ne vogliono in un anno per un impainto di 1 MW ???

    Ciao e grazie a tutti.....

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  • WTR
    ha risposto
    gli impianti agricoli gli devono fare gli agricoltori!
    hanno gli allevamenti, i terreni e le capacità tecniche per gestire questi impianti.
    per il siero, si potrebbe essiccare e utilizzare nell'alimentazione zootecnica, sarebbe già una fonte di reddito...

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  • cblego
    ha risposto
    Ciao,

    Puoi benissimo comprare tutto l'insilato nel periodo che c'è e poi stoccarlo in silos tieni conto che per avere 18000ton di insilato devi trovare circa 380 400 ettari di terreno, ma poi dove "metti" il digestato

    Per il siero di latte può andare bene sopratutti perchè come dici loro pagano per smaltirlo e quindi è una doppia risorsa ma comunque è fondamentale dove mettere il digestato in uscita dall'impianto.

    Anche la raccolta differenziata Forsu può andare bene sempre per il motivo del siero di latte.

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  • Tex_willer
    ha risposto
    Originariamente inviato da iciodebby Visualizza il messaggio
    Credo che almeno il 50% del materiale che immetti nel digestore deve provenire dalla tua azienda.
    Anche a me hanno consigliato silomais.
    ciao
    Ciao,
    grazie per la risposta, io cmq non ho un azienda agricola quindi tutto quello che ci "butto" dentro dovrei comprarlo, mi han consigliato silomais ma che io sappia in INVERNO il silomais non c'è (o mi hanno detto una cazzata) e allora come si alimenta l'impianto???

    Qui da me ci sono tantissimi caseifici che pagano per andare a SMALTIRE il siero del latte (o come cavolo si chiama) però non sembra che abbia una grossa resa come BIOMASSA o im sbaglio???

    Grazie per le eventuali risposte.......

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