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Alimentazione di un Impianto a Biogas

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  • il mio interesse di parte?? calma con osservazioni che non capisco da dove vengano, o a cosa si riferiscano. Mi sono iscritto a questo forum per parlare di BIOGAS! non per sentirmi accusato di qualcosa.. sei poco chiaro, 50 macchine de che? e soprattutto, chi mai ti ha chiesto qualcosa a riguardo.
    Spero di parlare di BIOGAS..
    saluti.

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    • sei formale, sono 50 motori in 25 impianti di biogas da digestore di acque sporche di depuratore, e il discorso , perch in italia tutto cosi complesso, mentre all'estero e in quache caso italica tutti quei problemi che leggo non esitono nella maniera di cui se ne parla, oppure ci si lamente di non trovare collaborazione oppure che non possa andare ha vedere certi impianti funzionanti, qeuste in poche parole sono le mie pereplesit, visto che parlo per m sono pagato bene per trovare soluzione, e vedo che basta un poco e tutto si risolve, naturalmente il digestore deve fare il suo mestiere bene, se si vuole un buon gas, sbiego sono stato chiaro saluti

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      • Rendimenti esatti di siero e di scotta

        Originariamente inviato da sbiego Visualizza il messaggio
        Ciao a tutti,
        cerchiamo di fare un p di ordine:
        con il siero di latte ci fai ben poco, considera mediamente tra i 40-70 m3/ ton di TQ(tal quale).. quindi ne devi mettere veramente tanto; inoltre questo prodotto non garantisce tutti i micro e macro nutrienti di cui i batteri necessitano, di conseguenza dovresti utilizzare degli integratori per farlo funzionare(e non pochi).
        Considera che un impianto da 1 Mw/h che principalmente funziona ad insilato deve produrre 500m3/h di biogas, con una percentuale media di metano tra il 51-54%..
        Per quanto riguarda i tempi di ritenzione, sai che pi resta dentro meglio , cos da ridurre la ss al massimo. La formazione di sostanze nocive per i batteri fondamentalmente dipende da:
        pH- sopra l'8,2 il rapporto ione ammonio-ammoniaca si sposta verso l'ammoniaca notoriamente dannosa per i batteri.
        acido solfidrico: ovviamente contenuto nei prodotti di partenza in altra forma, si crea da batteri solforiduttori naturalmente presenti nella flora microbica iniziale, dannoso anch'esso per i batteri(ma soprattutto per il motore!)
        micronutrienti e macronutrienti: l'apporto non sempre scontato e preciso, ogni impianto ha un suo range di lavoro, sta nell'esperienza capire quale conc. la migliore.
        Insilamento- FONDAMENTALE (utilizzo di batteri lattici specifici per biogas, tipo di insilato, ss, sv, amidi, cellulose, N tot)
        liquame e letame- ci fai ben poco, deve essere utilizzato ovviamente dalle aziende, ovviamente se ne hai veramente tanto ci puoi fare 1 Mw anche con quello..(tanta roba).
        se volete altre info..
        Ciao
        Buongiorno
        Mi permetto di scrivere i rendimenti esatti del siero e della scotta di latte.
        Siero al 4% di secco: 22 m3 biogas (al 65% di metano) per tonnellata di tal quale.
        Scotta al 2.5% di secco: 12 m3 biogas (al 65% di metano) per tonnellata di tal quale.

        Vantaggi dell'utilizzo del siero: liquido, quindi praticamente non da apporto di digestato solido (solo 12,5 kg di materia secca per tonnellata di siero immessa).
        Svantaggi: ha abbastanza azoto (0,8 kg ogni tonnellata di siero).

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        • Scusate una domanda,

          dove trovo la normativa che almeno il 50%+1 della biomassa necessaria alla produzione del biogas deve essere del proprietario dell'impianto (che un imprenditore agricolo)? C' un parere delle agenzie delle entrate? Qualche altro parere? Grazie

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          • fiscalit

            nessuno in linea di principio impone un'alimentazione per la maggior parte (51%) derivante da proprie produzioni, ma se chi gestisce un impianto un'azienda agricola e vuole che ai fini fiscali la tassazione della corrente sia agricola, allora occorre alimentare l'impianto con prevalenza (almeno 51%) delle produzioni derivanti dalla azienda stessa.

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            • Esatto e sono contento che anche qualcunaltro dica gi perch in giro vi sono troppe leggende solo a fini speculativi per vendere inpianti che nulla hanno a che vedere con realt esistenti AGRICOLE, saluti

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              • Al Sbiego io sono gia utente, e gia posto domande al riguardodi piccole taglie di motori esistenti funzionanti

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                • Sono andato a rileggere le "nostre" quotazioni di 2 anni fa del silomais... molto interessante e vi invito a dare un'occhiata. Cosa ne pensate? Nella vostra zona ci sono stati aumenti-speculazioni?
                  Ultima modifica di iciodebby; 28-12-2010, 00:26. Motivo: correzione
                  Terra

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                  • si, e cosa hai trovato di diverso, qui attorno dei cretini per speculare con il biogas hanno pagato e pagano fino a 22ton, e con i pi grandi staloni della zona vicino che fanno latte e carne, ho si vi sono pure stalloni da Parmiggiano, ma non tutti, e con dei consumi da brivido, che impianti tecnologici povera Italia

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                    • gordini credi che 22 euro a tonnellata siano tanti??? dimmi dove devo firmare che lo compro pure io...
                      allora 22 euro a tonn. che sono 2,2 euro a qle. per una media produzione (tabelle regionali mia regione e.r.) di 550 qli. sono una plv (prodotto lordo vendibile) di 1210 euro.
                      mais da granella secca diciamo prod. media ha. 100 qli.(c' chi ne f di pi chi di meno) a 22 euro qle. sono una plv di 2200 euro.
                      d'accordo che il prezzo del mais salito in questi ultimi mesi ma ti gatantisco che 22 euro tonn. non mica tanto......poi chiaro che, meglio per evitare sorpresese, il mais te lo produci in proprio ma occorre pur sempre in un verosimile business plan dell'impianto dare un valore al mais a prezzo di mercato.

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                      • ma guarda che qui tutti hanno detto forca e galera alla situazione perch nuova e molto invasiva, e tre impianti da mega cosi vicini non hanno senso, e poi cigliecina sulla torta un sindaco si inventato una nuova ordinanza anti nucleare, (come se ce ne fosse bisogno) e sponsorizza il parentame lontano ho vicino che sia solo su questi mega inpianti, comunque qui prima di queste estate il silo mais costava non pi di 16-18 ton e era destinato alla alimentazione animale, natyuralmente ne piantavano meno,per cui hanno tolto terra per la spagna(erba medica) che qui primaria per il Parmiggiano, e questo il ridicolo, solo speculazione e basta, saluti

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                        • Il valore del trinciato di mais da pagare all'agricoltore correlato al valore di mercato della granella di mais. I prezzi di solito sono 3 euro al quintale fresco di insilato con un valore della granella di 15 euro al q.le o inferiore, poi piano piano si sale fino ad arrivare a 4 euro al quintale fresco con il mais secco con valore 20 euro. Se ad esempio il mais fosse a 22 euro al quintale secco il silomais si paga circa 4,4 euro al quintale fresco. Naturalmente tutti questi valori del trinciato fresco si riferiscono ad una s.s. di circa il 33%, quindi il valore si rapporter alla s.s. raccolta.
                          Questi sono i prezzi agli agricoltori, poi ci sono i costi di raccolta ed insilamento che possono oscillare tra 0,6 /q.le (in caso di lavori fatti con mezzi propri o su brevi distanze) e possono arrivare anche fino a 1 /q.le in caso si faccia fare tutto a contoterzi magari andando a prendere la biomassa a 20 km di distanza dall'impianto.

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                          • Quindi un prezzo ragionevole per un businnes plan
                            deve essere vicino ai 5 euro? (trinciato trasportato e insilato)
                            1 mw= 900.000 EURINI di insilato !!!!!!!!
                            Ultima modifica di iciodebby; 28-12-2010, 13:46.
                            Terra

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                            • Originariamente inviato da iciodebby Visualizza il messaggio
                              Quindi un prezzo ragionevole per un businnes plan
                              deve essere vicino ai 5 euro? (trinciato trasportato e insilato)
                              1 mw= 900.000 EURINI di insilato !!!!!!!!
                              Eh s, l'alimentazione incide proprio molto, e anche chi utilizza la propria biomassa deve considerare quel costo, perch se non l'avesse usata per l'impianto a biogas l'avrebbe venduta sul mercato, e quindi si lavora con quei prezzi, non con i costi di produzione.
                              Nel business plan io considererei un valore oscillante tra i 45 ed i 50 euro/ton. Senza contare che dal peso fresco (che quello che si paga) mediamente si hanno ulteriori perdite per insilamento, pari a circa il 5-7%.

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                              • si consideri che un'ottimale insialmento nelle trincee, ovvero un buon compattamento della biomassa seguita da una buona copertura porta buoni benefici, in un impianto che ho visitato la copertura era addirittura doppia, a loro dire queste buone pratiche porta ad un incremento sostanziale di utili, anche fino ad una differenza positiva di 60-90 mila euro.

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