Passaggio RID totale SSP - ingarbugliato - EnergeticAmbiente.it

annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Passaggio RID totale SSP - ingarbugliato

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Passaggio RID totale SSP - ingarbugliato

    Salve ragazzi/colleghi,
    mi trovo a dover sbrogliare una situazione ingarbugliata e conto del vostro aiuto, prima di fare danni seri!!!!!
    Vediamo se qualcuno può aiutarmi.....vado al dunque.
    Un cliente (SRL) dispone di due impianti FV cosi connessi:
    1) impianto da 50 kWp in II CE connesso in immissione totale su pod attivo installato su particella 402 sub 5.
    2) impianto da 25 kWp in V CE connesso su POD attivo/passivo dell'attività installato su particella 402 sub 6.
    Alla luce delle nuove regole e del DTR sulle modifiche, con l'intento del cliente di abbattere i consumi della sua attività, vorrei trasformare l'impianto 1) da RID totale a SSP e collegarci l'utenza dell'attività, ma non posso per il comma 5.1 del TIC (unicità del punto di prelievo), non è neanche un SEU in quanto non sono connessi sulla rete privata.
    Pensavo dunque di staccare una particella dell'edificio come A/3 ad esempio, per collegarci sopra il pod con l'impianto 2) e trasformare il POD dell'impianto 1) come attivo/passivo.
    Trovate strana una operazione simile?
    Come devo procedere con il GSE, devo fare comunicazione preventiva?
    So già che è complicato perchè devo rifare RE con distributore, DOGANE, Terna etc etc ma se è fattibile ci proverei

    Grazie

  • #2
    penso che unicita punto prelievo valga per insieme delle particelle confinanti in uso a medesimo soggetto.
    Se uno ha 4 particelle confinanti e svolte unica attività, non credo gli diano 4 pod in prelievo.

    Inoltre per separare una parte dell'edificio, questa deve avere una funzione autonoma e diversa (esempio uffici invece di produzione), e pure autonomia reddituale (ad esempio 2 zone autonome che potresti affittare in modo separato)

    Poi..se diventa A (abitazione) , di proprietà di una srl..(ma usata da chi?) con connesso un 25 kw? su in pod che diventa residenziale? e gestito con partita iva della Srl?
    Per me fai un pasticcio
    CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

    Commenta


    • #3
      A distanza di un anno qualcosa è cambiato.
      Dopo i leciti dubbi sollevati da marcober che mi hanno invitato a riflettere, trascorso un anno la società titolare dei due impianti FV ha realizzato una struttura all'interno della sua area completamente indipendente. Allo stato attuale la situazione dunque è la seguente:
      a livello di catastale:
      1- Particella con destinazione opificio industriale a (attività 1);
      2- Particella confinante con destinazione opificio industriale b (attività 2);
      3- Particella confinante con destinazione car wash (attività 3) (area scoperta);
      Considerando che le attività sono del tutto sconnesse l'una dall'altra, anche se in capo alla stessa società SRL, nonchè la stessa titolare delle aree e degli immobili, gli impianti fv sono realizzati sugli edifici dell'attività 1 e 2. Qualora e-distribuzione mi dovesse concedere la possibilità vorrei poter trasformare il POD attivo con RID totale in attivo/passivo, e collegarci l'impianto elettrico dell'attività 2. L'attività 1 e il car wash resterebbero invece connessi sull'impianto elettrico con FV in 5° CE.
      E' un casino......grazie a chi potrà fornirmi maggiori ragguagli.

      Commenta


      • #4
        Dal punto di vista della connessione alla rete..le tre attività distinte...sebbene su particelle confinanti e unico proprietario...vanno alimentate da tre contatori separati. Per il distributore sono 3 utenti finali.
        mettiamo che non lo dichiari subito...e che cerchi di alimentare l'attività 1 e 3 con unico pod, come ora...se devi o dovrai in futuro fare domanda SEU (in teoria avresti dovuto farla per non pagare aoneri rete e sistema su energia autoconsumata dal 2014 al 2016) , dovrai dichiarare gli utilizzi sulle varie particelle, e non avrai la SEU. Al momento non serve averla...nel doman non vi è certezza. Però se dovesse servire, potrai sempre spezzare la fornitura un domani, prima di fare domanda SEU.

        sulla prima attività invece non vedo problema...Fai domanda al distributore per la potenza in prelievo che ti serve..e poi decidi se vuoi tenere RID con autoconsumo oppure cambiare in SSP...penso convenga SSP....si può fare mi pare ogni gennaio, facendo domanda qualche mese prima...senti Enel...e poi comunica a gse il tutto per cambio convenzione (una telefonata prima falla...per sapere bene la procedura)
        CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

        Commenta


        • #5
          Grazie marcober, vista la tua competenza in materia, ne approfitto per chiederti ulteriori delucidazioni.
          A capo della situazione ho appurato che la proprietà dell'intero stabile appartiene ad una società A srl, che comprende 4 opifici in cat. D1 e un edificio A3 tutti contrassegnati da sub differenti, stessa particella e stesso foglio. La società A srl è titolare anche dei due impianti FV uno in RID totale ed uno in 5°CE che insistono sulla superficie del tetto di due/tre opifici. La società A srl, titolare dell'unica utenza elettrica attualmente attiva in prelievo, fitta (con regolare contratto di fitto edificio + attrezzature) a B srl e a C srl, due opifici mentre a D srl l'area di pertinenza. Stante così, io non vedo alcun problema nella richiesta di modifica dell'attuale secondo pod, da attivo ad attivo/passivo, se non nel comunicare i sub interessati. Cioè devo distinguere bene quali sub saranno alimentati dalle due utenze. Il mio dubbio amletico riguarda il fatto che sull'area scoperta di pertinenza, affittata a D srl come autolavaggio, non insiste alcun FV e quindi qualcuno potrà avere da ridire. Secondo, dal momento che la procedura di modifica del pod avviene direttamente tramite richiesta al fornitore di energia elettrica, chi controlla la rispondenza al TICA sull'unicità del punto di prelievo? Non vorrei trovare spiacevoli sorprese.

          Grazie ancora

          Commenta


          • #6
            partiamo dal presupposto che la situazione oggi è irregolare...non si puo alimentare con 1 POD 4 utenze che fanno cose diverse..non si potrebbe manco se fosse unica società che svolge le 4 attivita distinte..manco se fosse un UNICO capannone..ma a maggio ragione alimentare con un POD intestato ad A dei consumi di A su 2 opifici in cui magari svolge 2 attivita diverse e non connesse..ma anche una abitazione civile A3 (salvo se abitata da titolare o suo dipendente)..ma anche opificio affittao a B..ma anche opificio affittato a C ..ma anche opificio affittato a D (che sia area scoperta poco importa, è sempre un D1).
            nel farlo evati gli oneri di rete e il fisso del Distributore di B,C e D (e per abitazione evadi anche parte di accise)
            se poi sul POD hai anche 1 impianto FV..A gode di un Autocosnumo che non deriva SOLO dai suoi Consumi, ma dai Consumi di B,C e D...ma senza averne diritto..perche l'esenzione degli Oneri e Accise spetta all'Autoconsumo DEL Soggetto responsabile..non del suo piu quello di TERZI (affittuari o meno che siano)

            La cosa fondamentale è che non puoi erogare un Servizio di Distribuzione di EE a Terzi..perchè è una CONCESSIONE esclusiva.

            Quello che fai si chiama SDC ..Sistema Distribuzione Chiuso..che non è vietato di per se..solo che va fatto secondo le regole..e cioe in pratica devi diventare un "distributore" di EE..facendo pagare ai clineti della SDC oneri di rete e Sistema che speterebebro loro se fossero alimentati da rete pubblica per la potenza che li riconosci (devi mettere contatori e fare misure, etc)
            Hanno appena regolamentato B C e D hanno tempo sino a 28 febbraio per metetrsi in regola..attaccandosi alla rete esterna oppure dichiarando dove sono collegati (cioè deununciando A come Distributore di fatto).
            Nel mettersi in regola si deve pagare Oneri eventualmente evasi dal 2014 ad oggi (prima era addirittura dal 2009 ad oggi, ora hanno appena modificato la regola)
            Se si è scoperti dopo, si paga con maggiorazione 30% dal 2014 in poi.

            Ovviamente essendoci un FV..A è passibile di guai perche ha preso piu incentivo per Autocosnumo di quello che avrebbe preso senza consumi NON suoi.

            Ma A fattura i kwh o si paga " a forfait"?

            In ogni caso essendo uan situazione illegale..o la legalizzi pagando quel che devi..o lasci tutto come sta sperando in bene
            Ovviamente hanno gia detto che faranno controlli incrociati..ad esempio..esiste la Soc B C e D in CCIAA ma guarda caso NON hanno attivi a loro nome dei POD? andiamo a vedere se sono collegati in modo "nascosto" (questo è il termine che usa Aeeg..non è il mio)..insomma..scoprirli è un gioco da ragazzi..esiste un termine per la messa in regola..secondo me stavolta non scherzano.
            Hanno scritto che useranno tutte le info che i Distributori possono far risalire per scoprire i nascosti...

            Fossi in loro..senza clamore..chiederei a B C e D di farsi fare allaccio dal distributore..sperando che non si impunti sul "pregresso"...se lo facesse, sei ancora in tempo per ravvedmento operoso dal 2014 , evitando sovracosto 30%. Fatto questo, poi resta A col suo FV in RID o SSP..e sempre A dovrà risultare come Soggetto responsabile del FV in Quinto, ma dovra avere disponibilita dell'area su cui sorge (esempio diritto superficie tetto immobile che penso sia affittato a terzi). Oppure si affitta anche il FV al Terzo e gli si aumenta il canone..in tal caso lui lo allaccia al POD che fa mettere.
            CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

            Commenta


            • #7
              Garzie marcober e complimenti per la competenza in materia.
              Ora hai suscitato interesse sull'argomento e ti chiedo pertanto lumi prima di oppormi alla soluzione.... "..non si puo alimentare con 1 POD 4 utenze che fanno cose diverse..non si potrebbe manco se fosse unica società che svolge le 4 attivita distinte ...nel farlo evati gli oneri di rete e il fisso del Distributore di B,C e D (e per abitazione evadi anche parte di accise)" dove trovo un riferimento in merito?
              "...
              perche l'esenzione degli Oneri e Accise spetta all'Autoconsumo DEL Soggetto responsabile..non del suo piu quello di TERZI (affittuari o meno che siano)" non sono qualificati SEU, fa differenza?
              A fitta a forfait a B, C e D l'utilizzo dell'opificio e delle attrezzature ivi contenute come se fosse una "gestione del ramo di azienda", restando titolare con pieno diritto dei locali, degli impianti FV e dei solai sui quali sono installati.
              "
              Oppure si affitta anche il FV al Terzo e gli si aumenta il canone..in tal caso lui lo allaccia al POD che fa mettere." dunque è soluzione possibile quella di trasformare il POD in 2 CE in attivo/passivo e intestarlo alla società B pur restando A titolare dell'impianto FV? Idem con il POD in 5°CE con la società C?

              Grazie ancora delle preziose informazioni/consulenza.

              Commenta


              • #8
                Dimenticavo entrambi gli impianti FV sono già accatastati come D1.

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da analogico Visualizza il messaggio
                  dove trovo un riferimento in merito?



                  non sono qualificati SEU
                  A maggior ragione! non avrebbero mai avuto al SEU (per i motivi di cui sopra) e quindi , se capisco, manco l'hanno chiesta.
                  la novita è che comunque ora NON esiste più la SEU,..o meglio esiste ancora MA comunque non si pagherà piu il 5% per energia autocosnumata 8se sei SEU) o il 100% se non sei SEU..., quindi NON serve piu fare la qualaifica (gse ha chiuso il portale!), ora NON s paga piu Oneri sistema sul COnsumato ma sul PRELEVATO
                  MA PROPRIO PER QUESTO ora faranno i controlli affinche tale vantaggio sia dato SOLO ai SSPC (Sitemi Semplici Produzine e Consumo) che pero prevedoo SEMPRE che ci sia un consumo di aziende che appartengo a stesso GRUPPO..che non è tuo caso..in caso contrario NON si costituisce un SSPC ma appunto un SDC, che in pratica è un pezzo di RETE (e non una LINEA ) che sebbene appartenga ad un privato, va gestista secondo regole del gestore concessionario (che al limite paga anche canone al proprietaro di rete per usarlo)..ma chi vi è connesso è tenuto a pagare Fissi e variabili 8rete e sistema) come se fosse su Rete pubblica (+ energia al fornitore che vuole lui, ma non succhiandola dal POD unico come prima..)
                  A fitta a forfait a B, C e D l'utilizzo dell'opificio e delle attrezzature ivi contenute come se fosse una "gestione del ramo di azienda"
                  come "se fosse" oppure "e"?
                  Comuqnue cambia nulla...resta un'azienda diversa (intesa come attivita) che potrebbe magari essere legata al ciclo produttivo unico (ma cosi non è!)..ma che siccome viene COMUQNUE svolta da u Terzo, è considerata UNITA CONSUMO separata, da intestare al Terzo.
                  Se poi nonj si ricomprende fra i beni affittati il tetto col FV (ma bisogna separalo catastalmente e evidenziarlo nel contratto di affitto che tale particella NON passa)..allora tale FV resta ad A che restra SR..ma non pui immetere attraverso il contatore di B..lo deve fare attraverso POD dedicato oppure POD bidirezionale di A.

                  Oppure , come dicevo, passa TUTTO all'affittuario..che diventa SR dell'impinato..lo allaccia al SUO contatore ..se tale cosa RENDE di piu rispetto a lasciarlo ad A, conviene..e nell'affitto se ne tiene conto. Si evita anche separazione catastale..ci sono scartofie per cambio SR...

                  Diciamo che erano impinati da non fare..oppure andava prima messa "a norma" la situazione e poi fatti...
                  CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

                  Commenta


                  • #10
                    KO

                    ho capito che devo mettermi a studiare....ma forse non basterà!!!

                    Originariamente inviato da marcober Visualizza il messaggio
                    A maggior ragione! non avrebbero mai avuto al SEU (per i motivi di cui sopra) e quindi , se capisco, manco l'hanno chiesta.
                    la novita è che comunque ora NON esiste più la SEU,..o meglio esiste ancora MA comunque non si pagherà piu il 5% per energia autocosnumata 8se sei SEU) o il 100% se non sei SEU..., quindi NON serve piu fare la qualaifica (gse ha chiuso il portale!), ora NON s paga piu Oneri sistema sul COnsumato ma sul PRELEVATO
                    MA PROPRIO PER QUESTO ora faranno i controlli affinche tale vantaggio sia dato SOLO ai SSPC (Sitemi Semplici Produzine e Consumo) che pero prevedoo SEMPRE che ci sia un consumo di aziende che appartengo a stesso GRUPPO..che non è tuo caso..in caso contrario NON si costituisce un SSPC ma appunto un SDC, che in pratica è un pezzo di RETE (e non una LINEA ) che sebbene appartenga ad un privato, va gestista secondo regole del gestore concessionario (che al limite paga anche canone al proprietaro di rete per usarlo)..ma chi vi è connesso è tenuto a pagare Fissi e variabili 8rete e sistema) come se fosse su Rete pubblica (+ energia al fornitore che vuole lui, ma non succhiandola dal POD unico come prima..)
                    La qualifica SEU si sarebbe dovuta richiedere per il solo impianto in 5°CE, quello in 2° CE è RID con cessione 100%.
                    Non mi è chiaro.... che non posso più procedere alla qualifica SEU. Quindi chi ha speso per farsi qualificare ora come ora non beneficia più dei vantaggi in termini tariffari previsti per i seu?
                    Se le società B, C e D fossero dello stesso gruppo o holding, posso chiedere la qualifica SSPC?

                    Originariamente inviato da marcober Visualizza il messaggio
                    come "se fosse" oppure "e"?
                    Comuqnue cambia nulla...resta un'azienda diversa (intesa come attivita) che potrebbe magari essere legata al ciclo produttivo unico (ma cosi non è!)..ma che siccome viene COMUQNUE svolta da u Terzo, è considerata UNITA CONSUMO separata, da intestare al Terzo.
                    Se poi nonj si ricomprende fra i beni affittati il tetto col FV (ma bisogna separalo catastalmente e evidenziarlo nel contratto di affitto che tale particella NON passa)..allora tale FV resta ad A che restra SR..ma non pui immetere attraverso il contatore di B..lo deve fare attraverso POD dedicato oppure POD bidirezionale di A.

                    Oppure , come dicevo, passa TUTTO all'affittuario..che diventa SR dell'impinato..lo allaccia al SUO contatore ..se tale cosa RENDE di piu rispetto a lasciarlo ad A, conviene..e nell'affitto se ne tiene conto. Si evita anche separazione catastale..ci sono scartofie per cambio SR...

                    Diciamo che erano impinati da non fare..oppure andava prima messa "a norma" la situazione e poi fatti...
                    Sul Manuale Utente per la Richiesta di Trasferimento di Titolarità del GSE è contemplato il caso
                    2.2. Cambio di titolarità con mancata coincidenza tra il titolare della convenzione di Conto Energia e il titolare della convenzione di Scambio Sul Posto
                    In base a quanto previsto dalla Delibera 578/2013/R/EEL, a partire dal 01/01/2014 il servizio di scambio sul posto può essere richiesto esclusivamente dal titolare del punto di connessione (POD) che deve altresì essere cliente finale, ovvero essere controparte del contratto di fornitura dell’energia elettrica, per l’utenza che insiste sul medesimo POD. Nel caso in cui l’utente dello scambio sul posto (USSP), non abbia la titolarità dell’impianto collegato al suddetto POD, deve obbligatoriamente avere mandato senza rappresentanza da parte del produttore ad immettere l’energia elettrica in rete. In relazione a quanto sopra, l’USSP può non coincidere con il titolare della convenzione di Conto Energia, quindi qualora sul medesimo impianto siano in essere una convenzione di Conto Energia ed una convenzione di Scambio sul Posto, è possibile richiedere il trasferimento di titolarità per una sola delle due convenzioni, con il rispetto dei seguenti vincoli:
                    - il titolare della convenzione di Scambio Sul Posto dovrà essere necessariamente il titolare del punto di connessione (POD) e del contratto di fornitura dell’energia elettrica e dovrà avere mandato senza rappresentanza da parte del produttore ad immettere energia elettrica;
                    - il titolare della convenzione di Conto Energia dovrà essere colui che ha la disponibilità/titolarità dell’impianto.

                    Appurato secondo quanto mi hai detto che le società sono considerate UNITA DI CONSUMO, e che pertanto dovranno richiedere un POD per ciascuna, posso sempre pensare di trasformare il POD in RID e farlo intestare ad una di esse secondo quanto riportato al punto 2.2.


                    Grazie ancora marcober.

                    Commenta


                    • #11
                      Si, ora chiedere SEU non serve e non è comunque più possibile.
                      Si , se Fossero stesso gruppo si può penso pensare a qualche forma si SSPC

                      Per il resto

                      1 o A resta SR dell'impianto e si tiene CE e trasforma SSP in RID (sapendo che RID vale meno di SSP, ovvio)
                      2 o A resta SR impianto e si tiene CE e da mandato a B di immettere energia in rete, e allora B si gode SSP
                      3 o B diventa SR impianto e si gode CE e SSP e poi paga un affitto impianto ad A che tiene conto di tali valori
                      CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

                      Commenta

                      Attendi un attimo...
                      X