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Modo di Cessione Elettricità Prodotta

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  • Modo di Cessione Elettricità Prodotta

    Premetto che vi potrebbero sembrare delle domande un po' strane ma questi dubbi mi assillano da un bel po'.
    Dopo aver studiato a fondo tutti i problemi relativi all'idraulica, alla pubblica amministrazione e alla produzione di una centrale idroelettrica mi sono arenato sulla modalità di cessione dell'energia prodotta.
    Ho saputo dell'innalzamento della soglia da 20 kw a 200 kw per lo scambio sul posto, rinunziando però alla tariffa omnicomprensiva di 0,22 € al Kw.Ora le domande sono le seguenti:

    1. Scegliendo lo scambio sul posto in che tipo di tariffe si ricadrebbe? quelle relative ai prezzi minimi garantiti per impianti al di sotto di 1 Mw?
    2. Cosa comporta a livello di installazione di "quadreria elettrica" un regime di cessione dedicata?
    3. Come sopra...ma per quello che riguarda lo scambio sul posto?
    4. Per le domande 2 e 3 : esiste un documento,disposizione od oracolo delfico della GSE o di un altro organismo preposto?
    5. Poniamo il caso di avere più generatori in serie: Vengono domandati, dall'ente preposto o GSE che sia, particolari accorgimenti per il "Trasporto" dell'energia dal luogo della produzione al luogo della cessione o il tutto è affidato all'ingegno e alle capacità del produttore?

    Come avrete notato non sto dando nessun dato relativo ad una situazione particolare. Non è un personale vezzo. Avrei bisogno di farmi un idea generale da applicare, in seguito, per ogni caso particolare.Sopratutto cerco la documentazione relativa alle installazioni che vengono richieste (Domanda 4)
    Ringrazio di cuore chi potrà rispondermi.

  • #2
    1. bella domanda. immagino che in realtà la valorizzazione energetica di un idro sotto 200 kW che opta per lo SSP non possa agganciare i prezzi minimi, in quanto questi sono espressamente definiti solo per la disciplina del ritiro dedicato. tieni presente comunque che dovrebbe essere possibile cumulare lo SSP e i CV (no tariffa onnicomprensiva).

    2. non capisco bene la domanda, cmq per il RID basta essere collegati in rete (BT o MT). Per la misura si fa riferimento alla immessa in rete, pertanto serve un contatore a valle del trasformatore e di tutti gli eventuali usi ausiliari.

    3. come sopra (ovviamente il contatore dovrà essere bidirezionale).

    4. passo

    5. puoi avere ad esempio più generatori che consegnano l'energia in un unico punto di connessione con la rete. ma non capisco bene il senso della domanda.

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    • #3
      Ciao Energiecomuni,
      ti ringrazio immensamente per le tue risposte in primis. In secondo luogo ti spiego il perchè delle mie domande:

      1. Non serve spiegazione...a questo punto bisognerebbe capire in che tariffe si ricade per lo SSP

      2.e 3. Sicuramente sbaglio ma molto spesso ho l'impressione che parliamo molto delle opere idrauliche, di turbine, di generatori con relativi dimensionamenti e costi di installazione e acquisto; poco o punto ho visto parlare del dimensionamento e dell'acquisto di trasformatori, quadri di controllo e quel che la GSE richiede (Domanda 4) per la cessione dell'energia prodotta. Parlando semplicemente...Poniamo il caso di dimensionare l'edificio di una centralina idroelettrica da 100 Kw. Dovrò pensare al posto per il gruppo alternatore-turbina e il posto per la famosa "quadreria elettrica" di cui parlavo sopra.Se cerco bene le dimensioni di massima del gruppo alternatore-turbina le trovo...ma la rimanente componente elettrica? Come faccio a dimensionare l'edificio se non so che ci va dentro? Come faccio a comporre un programma di spese per la messa in opera di una centrale idroelettrica se non so quanto è onerosa la spesa per l'installazione dei "Quadri elettrici" di cui sopra?

      4. In realtà è la domanda cardine su cui ruotano tutti gli altri quesiti. Mi sa che dovrò contattare la GSE personalmente. Dalle vostre esperienze posso invocare già da ora l'aiuto Divino.

      5. La mia paura è che la GSE domandi delle garanzie o una generica qualità dell'energia prodotta. In questo senso vorrei sapere se serva una particolare installazione o tipologia dei cavi che consegnano l'energia all'unico punto di raccolta o ci si affida in toto al buon senso e alla buona arte del produttore.

      Citando Cicerone: "Bisogna essere schiavi delle leggi per essere veramente liberi". Ma queste leggi bisogna conoscerle ed averle sotto il naso per lasciarsi schiavizzare da esse. Dopo però nessuno può aprire bocca sul mio operato.Tanto meno la GSE potrebbe oppormi qualche problematica. Questo in teoria ovviamente

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      • #4
        Precisazioni

        Salve a tutti,

        cerco di dare un contributo facendo delle piccole precisazioni:

        1) lo ssp si applica generalmente in punti in cui c'è sia produzione e sia consumo (diverso ovviamente dagli usi di centrale), generalmente nelle centrali idroelettriche non è così.

        2) Ammesso che siano anche dei consumi di energia elettrica nel tuo punto di connessione si deve optare per lo ssp solo se l'energia elettrica consumata viene acquistata ad un prezzo superiore ai 22 cent/€ (cosa improbabile).

        3) in caso il prezzo d'acquisto è inferiore conviene fare la cessione totale a tariffa omnicomprensiva.

        4) Comunque, nello ssp la cessione avviene a prezzi minimi garantiti, ovvero in base alla delibera 280/07 (RID) e successive modificazioni.

        5) Per quanto riguarda la parte elettrica di qualsiasi impianto di produzione esiste la norma CEI 0-16, approvata dall'AEEG, che disciplina la dotazione tecnica affinchè un impianto si possa connettere alla rete ed immettere energia.

        6) In base a questa norma tutti i distributori locali hanno adottato delle norme di recepimento della materia (Enel ad esempio ha emanato la Guida per le connessione alla rete di Enel Distribuzione).

        7) Questa norma riguarda non solo la parte tecnica per la connessione, ma anche la parte procedurale disciplinando i vari passaggi per connettere un impianto.
        La parte procedurale è fatto sempre rispettando un'altra norma dell'AEEG, il così detto TICA.

        8) Queste norme dicono come devono essere fatte le apparecchiature per la connessione di un impianto, però se vuoi conoscere le dimensioni di un impianto del genere devi rivolgerti ad un installatore che dovrà sviluppare un progetto ad hoc per le tue esigenze.
        Comunque non stiamo parlando di cose enormi.

        9) Per lo scambio sul posto non esiste una apparecchiatura specifica, è solo il contatore che deve contabilizzare in due registri diversi l'energia prelevata e quella ceduta.

        10)Per lo ssp, esiste un documento dell'Autorità che ne disciplina le modalità applicative: il TISP (testo integrato dello scambio sul posto).

        11) Per la domanda 5 vale il discorso fatto al punto 5, sappi comunque che al GSE non interessa la qualità dell'Energia che immetti. Questa cosa interessa ad Enel con la quale sottoscrivi prima di avviare l'impianto un regolamento d'esercizio che norma la "qualità" dell'energia da immettere in rete e per cui il produttore si assume tutte le responsabilità del caso.

        12)Spiega bene cosa intendi per generatori in serie e per trasporto dell'energia dal luogo di produzione al luogo di cessione.
        Anche su questo ti dovrebbero aiutare la CEI 0-16 e la Guida di Enel.

        Spero di averti dato un piccolo aiuto e di essere stato chiaro.

        Sono a disposizione.

        Saluti

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        • #5
          Originariamente inviato da varat1 Visualizza il messaggio

          1) lo ssp si applica generalmente in punti in cui c'è sia produzione e sia consumo (diverso ovviamente dagli usi di centrale), generalmente nelle centrali idroelettriche non è così.

          2) Ammesso che siano anche dei consumi di energia elettrica nel tuo punto di connessione si deve optare per lo ssp solo se l'energia elettrica consumata viene acquistata ad un prezzo superiore ai 22 cent/€ (cosa improbabile).
          1) di norma è come dici tu. la questione dello ssp per il mini hydro nasce dalla recente possibilità per gli impianti di piccoli comuni (e solo quelli) di accedere alla disciplina a prescindere dalla coincidenza fisica tra punto di produzione e punto/i di prelievo

          2) però la TO è una possibilità. in alternativa il produttore beneficia di cessione energia + CV. Ora, a rigor di logica, se opta lo ssp questo dovrebbe essere cumulato ai CV. Pertanto potremmo avere > costo evitato circa 0,16 + valore CV circa 0,08 = tot 0,24 > di 0,22 della TO

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          • #6
            Per 2 cent/€ io non entrerei nel "mondo" dei cv.

            Ovviamente è una mia personalissima considerazione...

            Commenta


            • #7
              Dimenticavo

              Questo calcolo vale se la produzione ed il consumo coincidono, altrimenti se pr. > cons il surplus viene remunerato a prezzo minimo garantito.

              Scusate

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              • #8
                a prescindere dalle soggettive considerazioni sulla convenienza di una scelta rispetto ad un'altra (per le quali sarebbe necessario avere molti più dati per una riflessione dettagliata e puntuale), cercavo di esporre le strade percorribili per una valorizzazione ottimale dell'energia prodotta.

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                • #9
                  studiati la legge 280 del 2007, lo sto facendo anch'io:

                  http://www.autorita.energia.it/it/docs/07/280-07.htm

                  spero che lì ci sia qualcosa di utile per te... ps. anche io sto facendo uno studio di fattibilità su una piccola turbina idroelettrica, alimentata da un canale di medie dimensioni per irrigazione agricola, che però per almeno 6 mesi all'anno ha una portata notevole... non ho idea di quanta sia la potenza ottenibile però... potrebbe essere di 30, come 150 kw... prenderò carta e penna, e mi farò qualche calcolo...

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                  • #10
                    Ritorno su un argomento che è già stato ampiamente trattato, ma che ancora presenta dei punti che non mi sono chiari.
                    Mi trovo ad analizzare il caso di un piccolo impianto idroelettrico da 33 kW di potenza nominale media annua. La potenza media prodotta è invece inferiore a 20 kW.
                    In questo caso se scelgo la cessione totale (senza autoconsumo) dell’energia alla rete non sono tenuto a presentare la denuncia di officina elettrica.
                    Mi conviene optare per il ritiro dedicato e considerare per l’intera produzione energetica dell’impianto la tariffa incentivante minima stabilita dal GSE oppure posso analizzare altre possibilità?
                    Se ipotizzo di richiedere la tariffa omnicomprensiva, oltre alla qualifica IAFR, devo presentare la denuncia di officina elettrica?
                    Se non si agisce, non è possibile alcun progresso e non può essere corretto nessun errore... Dalai Lama

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                    • #11
                      devi segliere la Tariffa onnicomprensiva.

                      l'officina elettrica non va richiesta se fai cessione totale dell'energia, a prescindere da RID, TO e quant'altro.

                      Saluti

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                      • #12
                        Originariamente inviato da dosabait Visualizza il messaggio
                        devi segliere la Tariffa onnicomprensiva.
                        se per "devi" intendi dire "ti conviene", allora si può essere anche d'accordo...

                        Originariamente inviato da dosabait Visualizza il messaggio
                        l'officina elettrica non va richiesta se fai cessione totale dell'energia, a prescindere da RID, TO e quant'altro.
                        quanto sopra non c'entra nulla con la modalità scelta per l'uso dell'energia prodotta.
                        la licenza di officina elettrica va richiesta per tutti gli impianti con potenza > 20 kW

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                        • #13
                          Non è una fonte ufficiale, ma in rete ho trovato queste indicazioni:


                          Sono tenuti a presentare la denuncia di Officina elettrica tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza superiore ai 20 kW (legge 133/99), che autoconsumano una parte dell’energia elettrica prodotta dall’impianto (circolare 17/D del 28 maggio 2007 dell'Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del Dlgs 26/2007).


                          Fondamentale risulta il requisito dell’autoconsumo, che è alla base del meccanismo di tassazione dell’Officina elettrica. Le accise e le addizionali provinciali, infatti, vengono calcolate unicamente sull’elettricità prodotta dall’impianto e auto-consumata in loco.

                          L’obbligo di apertura di Officina elettrica, quindi, non riguarda in alcun modo gli impianti a fonti rinnovabili che immettono in rete tutta l’energia prodotta.
                          Gli impianti a fonti rinnovabili con potenza superiore a 20 kW, che immettono in rete tutta l’energia prodotta, sono comunque tenuti a fare una comunicazione all’Ufficio delle Dogane, in deroga all'obbligo di denuncia di apertura di Officina elettrica.

                          Se non si agisce, non è possibile alcun progresso e non può essere corretto nessun errore... Dalai Lama

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                          • #14
                            concordo con pioneer,

                            altro requisito importante è l'aver sottoscritto un contratto di fornitura di energia elettrica per i consumi di centrale.

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