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GDPE-Sfruttamento energetico-Neutroni

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    CITAZIONE
    E' evidente, dunque, che noi non la ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo, uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa sola, tra tutte le scienze, la diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa. Aristotele, Metafisica

    Questa citazione di Aristotele, ( che sta parlando della filosofia) si addice bene al fenomeno che stiamo studiando. La GDPE viene studiata solo per carpirne un modello teorico funzionante che spieghi questo fenomeno. Studiamo la cella senza cercare un vantaggio, lo studio della cella è fine a se stesso.
    Per gli antichi greci ( che avrebbero fatto rientrare il nostro modus operandi nelle loro scienze teoretiche ) tutto ciò è nobile. I greci avevano capito il concetto di atomo, e la forza motrice del vapore ma non applicavano nulla essendo la loro scienza "fine a se stessa". Io anelo che la nostra cella non sia fine a se stessa ma che sia possibile sfruttarla, e visto il fenomeno che trattiamo e il luogo in cui discutiamo la maniera migliore sarebbe quella di estrarre calore dalla cella e produrre energia.
    Non abbaimo ancora capito come funziona nel suo complesso, ma molti passaggi sono già molto chiari, mancano alcuni parametri e alcuni fenomeni non sono stati ancora circoscritti; ma sappiamo molte cose e sopratutto che se io nella cella metto 100 ottengo minimo 120 ( per non parlare dei rendimenti di 130, 140, 150 o di Naudin ).
    Sicuramente bisogna proseguire nello studio delle fenomenologie più complesse ma in generale si può già procedere verso una strada più creativa.
    Apro quindi questa discussione, per discutere e vagliare i metodi migliori per produrre energia tenedo conto di tutti i problemi connessi ( raffreddamento del catodo con riduzione della termoelettronica, usura materiali, gas pericolosi ecc. ), anche per chi avesse voglia di simulare o addirittura sperimentare.
    Per ora io vedo delineate due strade:

    1)- La possibilità di utilizzare un doppio catodo . Già discussa ( in piccola parte ) qui: http://energierinnovabili.forumcommunity.n...t=2367798&st=15

    2)- L'opzione di utilizzare un anodo a serpentina ,ove pompare fluido ad alta pressione, disposto intorno al catodo per sfruttare le alte temperature nelle immediate vicinanze del plasma.

    Utilizzare il catodo come direttamente mi sembra difficile:
    - innanzitutto raffreddare il catodo implica inibire la termoelettronica che è stato appurato quanto sia importante per il plasma.
    - in secondo luogo il catodo è continuamente usurato.

    Naturalmente sarà necessario progettare celle ermeticamente chiuse e quindi in pressione, con ventolo per aspirare i gas di elettrolisi e un sistema a circolazione separata per effettutare periodici rabbocchi di elettrolita.
    Bisognerà progettare un circuito chiuso per far circolare il fluido in pressione e portare il vapore ad un ciclo turbina/alternatore e condensatore.
    Le difficoltà sono molte, però secondo me ne vale la pena.
    Concludo con un'altra citazione:

    CITAZIONE
    Una vita senza ricerca non è degna d'essere vissuta. Socrate, Platone


  • #2
    CITAZIONE (Riovandaino @ 23/9/2006, 15:36)
    .... La GDPE viene studiata solo per carpirne un modello teorico funzionante che spieghi questo fenomeno. Studiamo la cella senza cercare un vantaggio, lo studio della cella è fine a se stesso.
    .... e visto il fenomeno che trattiamo e il luogo in cui discutiamo la maniera migliore sarebbe quella di estrarre calore dalla cella e produrre energia.
    Non abbaimo ancora capito come funziona nel suo complesso, ma molti passaggi sono già molto chiari, mancano alcuni parametri e alcuni fenomeni non sono stati ancora circoscritti; ma sappiamo molte cose e sopratutto che se io nella cella metto 100 ottengo minimo 120 ( per non parlare dei rendimenti di 130, 140, 150 o di Naudin ).
    Sicuramente bisogna proseguire nello studio delle fenomenologie più complesse ma in generale si può già procedere verso una strada più creativa.
    Apro quindi questa discussione, per discutere e vagliare i metodi migliori per produrre energia tenedo conto di tutti i problemi connessi ....

    Carissimo Dario,
    l'entusiasmo che mostri nei confronti di questo interessante esperimento è lodevole e va assolutamente incoraggiato. Per questo ci siamo noi, c'è il forum con tutta la comunità di sperimentatori e teorici con cui è possibile, in un certo qual modo, non sentirsi soli, isolati nelle proprie sperimentazioni, ma procedere confrontandosi.

    Nel tuo intervento parli di sfruttamento del fenomeno. Già da ora, in questo stadio della sperimentazione. Parli di rendimenti certi, di soluzioni teconologiche da approntare... purtroppo, e non faccio per scoraggiarti, tutto è ancora troppo prematuro.
    Ti spiego.
    Innanzitutto, per ottenere i rendimenti che sai, non basta approntare un esperimento casalingo. Assolutamente. Occorre acquisire dimestichezza col fenomeno, capirne i tempi e i momenti giocando col variac, utilizzare un coprielettrodo di una certa geometria, utilizzare catodi adeguati, capire come giocano i vari parametri come la temperatura, la molarità, il tipo di elettrolita.

    Ti assicuro che per le prime cinquanta prove, seppure terrai sotto controllo tutti i parametri di cui sopra, non otterrai overunity. Sarai fortunato se otterrai rendimenti pari a 0,85 - 0,9. Il 120% lo puoi ottenere solo con una messa a punto perfetta. La quale è conseguibile solo attraverso una conoscenza precisa delle variabili in gioco. La quale è a sua volta conseguibile solo tramite le benedette misure. Se non misuri la temperatura, la corrente, la tensione, l'acqua (realmente) evaporata, la quantità di elettrolita, avrai ottenuto un bellissimo effetto luminoso, ma nulla più.

    E qualora dovessi essere in grado di misurare le grandezze che interessano, qualora otterrai lo straordinario risultato di una cella che ha un rendimento 1,2 avrai la percezione che stai osservando solo la prima traccia di qualcosa che è molto più enorme e interessante e complesso. Un rendimento del 120% ottenutoi su un esperimento da banco non serve a nessuno. E', come dice il buon Aristotele, "fine a se' stesso". Il vero passo verso una vera svolta tecnologica del problema (in una parola sola parola "ingegnerizzazione") la si potrà avere solo quando il fenomeno sarà completamente capito. E' per questo che di possibili sfruttamenti preferiamo non parlare ancora.

    Anticamente il petrolio si usava come olio pesante combustibile, puzzolente e velenoso. I materiali radioattivi si utilizzavano per fare le luci notturne da camera. L'elettricità la si utilizzava per fare scherzi fra i nobili del settecento. Oggi, che abbiamo capito la distillazione frazionata dei carburanti, dalla benzina al kerosene, che abbiamo capito il potenziale energetico insito nei materiali radioattivi, che abbiamo capito cosa è e come funziona l'elettricità abbiamo trasformato dei fenomeni interessanti in ritrovati tecnologici.

    La nostra cella è ancora allo stadio di "esperimento":
    - non sappiamo esattamente come funziona.
    - non sappiamo la dinamica dei fenomeni.
    - abbiamo una serie di ipotesi plausibili e qualche debole conferma.

    Ergo è ancora presto. Però, se ti unisci anche tu a questo progetto, se lo fai con intenti scientifici e non solo pirotecnici, sono certo che darai un contributo fondamentale. Inizia a misurare le temperature, le correnti, le densità di corrente, la quantità di soluto evaporata, l'energia di alimentazione.

    Prima "spremiamo" il fenomeno e meglio sarà per tutti.


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    ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

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    • #3
      CITAZIONE
      Prima spremiamo il fenomeno e meglio sarà per tutti

      Purtroppo il problema è qui. Nonostante ammirevoli tentativi, i costi abbattono molte speranze. Per eseguire certe misure e certi studi è necessario disporre di laboratori finananziati e attrezzati.
      Per attirare tutto questo business intorno alla GDPE, secondo me, è importante cominciare a sperimentare qualcosa di pratico e funzionante.
      Raccogliere i dati fra i vari sperimentatori, progettare, disegnare, pianifcare e eventualemente per chi ne la voglia e la possibilità costruire.

      P.S.: fino ad ora ho acceso la cella solo per divertirmi o verificare delle imressioni. Da oggi inizierò una serie di prove "analitiche" con raccolta di dati precisi.

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      • #4
        C'e' un'altra cosa: Siamo poco bravi a convertire il calore in elettricità.

        Mi spiego, ammettiamo di usare una Seeback per convertire calore il elettricità. Sappiamo che il rendimento teorico massimo di un tale elemento non supera il 40% ed allo stato attuale ci assestiamo su un misero 10%. Alcuni studi incoraggiano parlando di 30-35%, ma sono appunto studi non completi e quindi, al momento, non valgono null, o poco.
        Al 10% se consumiamo 100 watt dobbiamo ottenerne almeno 1200 per rendere il processo conveniente.
        Questo equivale a dire che vogliamo un rendimento del 1200%, qualcosa di enorme. Infatti al 1200% saremo in grado di ricavare 120 watt di elettricità, rendendo la cosa conveniente.
        Diverso il discorso per l'utilizzo diretto del calore, in particolare a quelle temperature H2O va in termolisi molto facilmente (massima efficienza sui 5000K, effetto presente già a 2500 k) e questo è in effetti sfruttabile per una conversione ad alto rendimento di elettricità in idrogeno.

        Però i Quantum, saggiamente, dicono che ancora non è il momento, ed hanno ragione.
        Adesso dobbiamo far misurazioni, test,capire e uniformare i dati per poterli confrontare. Prima di aprire una porta bisogna aver la chiave, perchè a prenderla a spallate si rischia solo di farsi male. E la chiave va cercata...tutti insieme.

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        • #5
          Servono relazioni analitiche fra le variabili che fanno fare le giuste previsioni anche senza comprendere il fenomeno, ma fino ad oggi non se ne sono viste e tutti quanti controllano il plasma con l'esperienza manuale e artigianale, quantum compresi.
          Bisogna superare i limiti di scarsa attrezzatura relazionando le grandezze che si possono misurare per ottenere le prime informazioni sulle condizioni di innesco, sull'evoluzione del plasma, sulle dipendenze fra le superfici, non ad occhio o a naso ma con i numeretti.
          La legge di Ohm è nata così, empiricamente. V=IR.

          Arrivederci

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          • #6
            Nelle vostre sperimentazioni i rendimenti non sono ancora elevati perche' avvengono poche fusioni nucleari per unita' di tempo a causa di materiali scarsamente idonei a favorirne l'elevato numero.

            Infatti i primi scopritori della fusione fredda ottennero elevatissimi rendimenti ma utilizzando altri materiali.

            Si potrebbe costruire la cella con un contenitore di metallo (isolato adiabaticamente dall'ambiente) anziche' di vetro ; in tal modo ogni radiazione elettromagnetica rimarrebbe confinata all'interno della cella e viste le proprieta' di evidente rendimento della cella (120% , ecc) si potrebbe riprodurre il funzionamento del laser al suo interno dove una radiazione elettromagnetica compie piu' volte lo stesso percorso subendo successive amplificazioni proprio grazie al rendimento della cella ed aumentando quindi il numero di fusioni nucleari per unita' di tempo.

            In tal modo la luce e il calore fino ad ora dispersi tornerebbero sul nocciolo e sottoposti al nostro rendimento uscirebbero accresciuti per essere nuovamente riuntilizzati al fine di un maggior numero di fusioni nucleari.

            Maury

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            • #7
              Eh,Maurì,hai toccato proprio un punto dolente....il plasma è caotico(e non coerente come un laser),proprio perchè il catodo emette elettroni a casaccio e gli ioni navigano nell'acqua a casaccio. Ne consegue un movimento caotico di particelle. Debbo dire,comunque,che sebbene un laser abbia un sistema 'amplificatore',tale sistema non amplifica nel vero senso della parola,ma sottrae energia all'alimentatore o alle lampade eccitatrici in maniera continuativa,ottenendo alla fine un fascio luce ben definito,ma non over-unity,con rendimenti energetici del'1 % o anche meno.
              Son d'accordo con te sul fatto che si debbano usare altri materiali,il catodo fonde e l'acqua vaporizza impedendo una corretta risonanza e efficienza di trasformazioni nucleari. La cella elettrolitica,così com'è realizzata,ha un sicuro effetto scenico ma non possiede le caratteristiche metrico-dimensionali tipiche,ad esempio,delle specchiature laser.

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              • #8
                Ciao OggettoVolanteIdentificato,


                Purtroppo non ho vissuto sin dalle origini il crescere delle vostre sperimentazioni pertanto non conosco i particolari approfonditi dei vostri risultati e discussioni tuttavia a volte e' proprio l'ignoranza degli eventi a lasciar spazio all'ispirazione e cosi' provero' a buttare giu' qualche idea che vi prego di prendere con le pinze.

                CITAZIONE
                Eh,Maurì,hai toccato proprio un punto dolente....il plasma è caotico(e non coerente come un laser),proprio perchè il catodo emette elettroni a casaccio e gli ioni navigano nell'acqua a casaccio. Ne consegue un movimento caotico di particelle.

                Immagino che il plasma sia caotico per colpa della temperatura e della forte ebollizione dell'acqua dato che il tutto avviene a pressione costante (pressione atmosferica) ma avete effettuato le prove a volume costante ossia confinando la cella all'interno di uno spazio completamente pieno di soluzione liquida in assenza di pressione atmosferica ? Le pareti di tale spazio dovranno essere conseguentemente e sufficientemente forti da poter sopportare l'eventuale pressione interna generata.
                Avete anche provato a rendere meno caotico il plasma regolarizzandolo con dei campi magnetici ?

                CITAZIONE
                Debbo dire,comunque,che sebbene un laser abbia un sistema 'amplificatore',tale sistema non amplifica nel vero senso della parola,ma sottrae energia all'alimentatore o alle lampade eccitatrici in maniera continuativa,ottenendo alla fine un fascio luce ben definito,ma non over-unity,con rendimenti energetici del'1 % o anche meno.

                Certamente. Nel nostro caso pero' l'energia convertita in effetto amplificatore dovrebbe proprio provenire da quella prodotta dai difetti di massa.
                Credo pero' che la chiave del problema sia cercare di rendere il plasma , come dici te "coerente" , e poi sfruttare tale coerenza e il rendimento sovraunitario della cella per boosterizzare le varie energie (attualmente disperse verso l'ambiente) ed aumentare il numero di fusioni in modo autogeno.

                Avete accertato se aumentando la tensione di alimentazione oltre quella convenzionale aumenta il rendimento e il numero di fusioni ?
                Avete mai provato con tensioni dell'ordine di 400 o 500 volt per vedere se il rendimento aumenta ?

                Se cio' fosse vero allora la strada della riutilizzazione integrale dell'energia generata e successivo suo accrescimento potrebbe essere rapportabile al caso di una cella con tensione di alimentazione non convenzionale nonostante i materiali utilizzati non proprio idonei.

                CITAZIONE
                Son d'accordo con te sul fatto che si debbano usare altri materiali,il catodo fonde

                Se si cerca di mantenere in maniera controllata la temperatura al di sotto della temperatura di fusione del catodo il fenomeno di fusione fredda sparisce nei vostri esperimenti ?

                CITAZIONE
                e l'acqua vaporizza impedendo una corretta risonanza e efficienza di trasformazioni nucleari.

                Se ,come ho detto in precedenza , create una cella a volume costante l'acqua non vaporizza e la relativa energia di vaporizzazione si puo' recuperare come ulteriore contributo termico e/o meccanico ammesso che la cella venga costruita solidamente e sempre ammesso che non si vengano a creare repentini aumenti di pressione (esplosioni) contrastabili se la cella viene ad esempio creata nella profondita' e al centro di un grosso e pesante cubo di metallo con cavita' centrale (Cella).

                Si trasformerebbe l'energia di ebollizione in ulteriore energia termica e il sistema sarebbe talmente confinato da essere meno caotico per la minor presenza di spazi di liberta' dovuti all'aumentato vincolo costituito dalle pareti rispetto alle quali si potrebbero intelligentemente manovrare le onde di pressione per essere tutte riflesse e concentrate verso il nocciolo.

                Ho il timore pero' che se aumenta troppo la pressione interna il plasma si spegne a parita' di tensione di alimentazione.

                Maury

                Edited by maurjzjo - 26/9/2006, 23:13

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                • #9
                  CITAZIONE
                  Nelle vostre sperimentazioni i rendimenti non sono ancora elevati perche' avvengono poche fusioni nucleari per unita' di tempo a causa di materiali scarsamente idonei a favorirne l'elevato numero.

                  Nella cella non avvengono fusioni nucleari. Bisogna prestare attenzione a questo particolare. La definizione di fusione fredda è fuorviante. La nostra reazione è chiamata GDPE.

                  CITAZIONE
                  Infatti i primi scopritori della fusione fredda ottennero elevatissimi rendimenti ma utilizzando altri materiali.

                  Gli scopritori della FF sfruttarono un fenomeno diverso, con materiali e tempistiche diverse e rendimenti diversi. Non mi sembra corretto paragonare le due cose.

                  CITAZIONE
                  Si potrebbe costruire la cella con un contenitore di metallo (isolato adiabaticamente dall'ambiente) anziche' di vetro ; in tal modo ogni radiazione elettromagnetica rimarrebbe confinata all'interno della cella e viste le proprieta' di evidente rendimento della cella

                  Molti stanno lavorando in questo senso.

                  CITAZIONE
                  Immagino che il plasma sia caotico per colpa della temperatura e della forte ebollizione dell'acqua

                  Il plasma è caotico ( a livello atomico ) proprio perchè è un plasma. Una nube di ioni positivi ( principalmente protoni ) immersa in una tempesta elettronica. Troverai delle ottime informazioni al proposito in queste discussioni: http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2049927, http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2094613.


                  CITAZIONE
                  Avete accertato se aumentando la tensione di alimentazione oltre quella convenzionale aumenta il rendimento e il numero di fusioni ?
                  Avete mai provato con tensioni dell'ordine di 400 o 500 volt per vedere se il rendimento aumenta ?

                  C'è chi sta lavorando in questo senso: http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2195501.

                  CITAZIONE
                  Avete anche provato a rendere meno caotico il plasma regolarizzandolo con dei campi magnetici ?

                  è molto difficile ( quasi impossibile ). Inoltre si rischia di inibire la termoionica spegnengo il plasma ( http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2305988 ).

                  CITAZIONE
                  Se si cerca di mantenere in maniera controllata la temperatura al di sotto della temperatura di fusione del catodo il fenomeno di fusione fredda sparisce nei vostri esperimenti ?

                  Raffreddando il catodo si rischia di interferire con l'emissione termoelettronica che è importantissima per il mantenimento del plasma.
                  Quindi per me la risposta alla domanda è quasi sicuramente sì.

                  CITAZIONE
                  Se ,come ho detto in precedenza , create una cella a volume costante l'acqua non vaporizza e la relativa energia di vaporizzazione si puo' recuperare come ulteriore contributo termico e/o meccanico ammesso che la cella venga costruita solidamente e sempre ammesso che non si vengano a creare repentini aumenti di pressione (esplosioni) contrastabili se la cella viene ad esempio creata nella profondita' e al centro di un grosso e pesante cubo di metallo con cavita' centrale (Cella).

                  Si trasformerebbe l'energia di ebollizione in ulteriore energia termica e il sistema sarebbe talmente confinato da essere meno caotico per la minor presenza di spazi di liberta' dovuti all'aumentato vincolo costituito dalle pareti rispetto alle quali si potrebbero intelligentemente manovrare le onde di pressione per essere tutte riflesse e concentrate verso il nocciolo.

                  Ho il timore pero' che se aumenta troppo la pressione interna il plasma si spegne a parita' di tensione di alimentazione.

                  Secondo me aumentare la pressione non danneggia il plasma anzi...
                  Comunque bisogna mettere in conto l'ingente produzione di gas elettrolitici in pressione.

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                  • #10
                    CITAZIONE (Riovandaino @ 27/9/2006, 15:17)
                    CITAZIONE
                    Nelle vostre sperimentazioni i rendimenti non sono ancora elevati perche' avvengono poche fusioni nucleari per unita' di tempo a causa di materiali scarsamente idonei a favorirne l'elevato numero.

                    Nella cella non avvengono fusioni nucleari. Bisogna prestare attenzione a questo particolare. La definizione di fusione fredda è fuorviante. La nostra reazione è chiamata GDPE.

                    Così come per la fusione termonucleare (fusione calda), anche per la fusione fredda è necessario avvicinare i nuclei di Deuterio e Trizio a distanze tali da poter permettere le reazioni di fusione; nella fusione fredda, però, tali reazioni vengono accelerate dai cosiddetti catalizzatori ed avvengono a temperature e a pressioni relativamente basse. A seconda del tipo di catalisi utilizzata, si parla di fusione fredda prodotta tramite "confinamento muonico" o "confinamento chimico".

                    [tratto da wikipedia]

                    Se pero' i vostri esperiementi hanno altro indirizzo allora non intendono replicare il fenomeno della fusione fredda bensi' quello della fissione ? (come dimostrano le da voi ipotizzate trasmutazioni ?)

                    Maury

                    Edited by maurjzjo - 27/9/2006, 15:39

                    Commenta


                    • #11
                      Non è detto che ci siano o che non ci siano fusioni nucleari. Il reticolo del tungsteno permette teoricamente un lento assorbimento di idrogeno e forse un fenomeno simile a quello che avviene nella mizuno. Il fatto è che invece neutroni non dovrebbero essercene di sicuro perchè, semplicemente, le specie che possono dar luogo (se avviene) a reazioni di fusione non hanno neutroni da perdere.

                      CITAZIONE
                      Avete anche provato a rendere meno caotico il plasma regolarizzandolo con dei campi magnetici ?

                      Servono campi magnetici concentrati e molto forti per influenzare plasmi a bassa densità come quello. Invece un campo elettrico può facilmente influenzare il plasma, anche a basse intensità.

                      CITAZIONE
                      Il plasma è caotico

                      Dunque, dipende. Un plasma è caratterizzato da alcune grandezze come la lunghezza di Debay, la temperatura e la densità. Tutte queste grandesse sono legate fra loro, tanto che in genere conoscere la temperatura e le specie presenti nel plasma permette di avere una conoscenza completa di molti parametri. Ora i plasmi intanto si dividono in collisionali e non collisionali. I collisionali sono caotici, gli altri no. Si ricorre spesso alla fluidodinamica (eq di Boltzman) per studiare questo aspetto.
                      Inoltre quando la temperatura è ad opportuni valori, le forze coulombiane superano l'agitazione termica, ed il plasma tende a disporsi seguendo uno schema ordinato verso la parte centrale del plasma, e gli ioni si dispongono a distanza determinata, detta appunto distanza di Debay.
                      Il plasma della cella lavora a circa 3500K sicuramente (nella parte terminale del catodo) e questo porta a pensare che l'energia in gioco sia di un 10^-1 eV circa come ordine di grandezza. Plasmi di questa energia hanno in genere densità non molto elevate, presentano una certa capacità di conduzione (in un plasma al salire di t sale la conducibilità fino a qualche millesimo di ohm per temperature molto elevate) danno luogo a dei layers(superfici di interfaccia) che possono essere facilmente influenzati dai campi esterni (ad esempio lo schermo di ioni Na+ lavora come l'armatura positiva di un condensatore). L'aumentare della pressione tenderebbe a comprimere verso il catodo il plasma, con la conseguenza, entro certi limiti, di erodere maggiormente il catodo (o meglio, in meno tempo) e addensare leggermente il plasma. Per pressioni elevate è probabile che il plasma si spenga per via della dinamica della cella ed in particolare della configurazione ionica nei pressi del catodo.
                      C'e' un appunto da fare. Nei plasmi freddi può accadere che gli ioni siano a temperature prossime a quelle ambiente, mentre gli elettroni abbiano energie dell'ordine di alcuni eV.

                      CITAZIONE
                      bensi' quello della fissione

                      Nessuna fissione alle condizioni di lavoro e con i materiali che usiamo.

                      Edited by Hellblow - 27/9/2006, 15:59

                      Commenta


                      • #12
                        CITAZIONE (Riovandaino @ 27/9/2006, 15:17)
                        Raffreddando il catodo si rischia di interferire con l'emissione termoelettronica che è importantissima per il mantenimento del plasma.
                        Quindi per me la risposta alla domanda è quasi sicuramente sì.
                        ....
                        Secondo me aumentare la pressione non danneggia il plasma anzi...

                        Se il catodo ha una temperatura di fusione prossima alla temperatura necessaria per il verificarsi di fenomeni nucleari allora occorre cambiare il catodo con un altro materiale.

                        Se il catodo va in fusione per via dell'alta temperatura la soluzione e' :

                        - sostituirlo con uno costituito da un elemento avente una maggiore temperatura di fusione
                        oppure
                        - agire sulle caratteristiche della soluzione per variare il punto di fusione del catodo
                        oppure
                        - evitare fenomeni dissipativi in soluzione utilizzando grandezze pulsate anziche' continue
                        - ecc

                        A parte cio' , tuttavia il problema e' che , da quello che ho capito , il catodo si degrada e cio' e' un fatto inevitabile come avviene per ogni combustibile che va continuamente somministrato se si vuole continuare ad ottenere energia.

                        Da cio' che ho appreso dai vostri scritti il catodo si degrada per versamento in soluzione e per presunte trasmutazioni nucleari quindi una macchina che dovesse produrre energia necessiterebbe o di una continua somministrazione di "combustibile" oppure della creazione di un ciclo per la rigenerazione del catodo (del "combustibile") a partire dai prodotti.


                        Forse hai ragione : se aumenti la pressione aumenta la temperatura e il plasma e' maggiormente motivato a resistere.

                        Maury

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                        • #13
                          CITAZIONE
                          Se il catodo ha una temperatura di fusione prossima alla temperatura necessaria per il verificarsi di fenomeni nucleari allora occorre cambiare il catodo con un altro materiale.

                          Non ci si avvicina neanche a quelle temperature. Si parla di 3500K contro milioni di gradi.

                          CITAZIONE
                          Se il catodo va in fusione per via dell'alta temperatura la soluzione e' :

                          - sostituirlo con uno costituito da un elemento avente una maggiore temperatura di fusione
                          oppure
                          - agire sulle caratteristiche della soluzione per variare il punto di fusione del catodo
                          oppure
                          - evitare fenomeni dissipativi in soluzione utilizzando grandezze pulsate anziche' continue
                          - ecc

                          W è diciamo il meglio a disposizione come materiale. Agire sulla soluzione non serve a nulla. Se si evitano fenomeni dissipativi il catodo fonde prima.

                          CITAZIONE
                          Forse hai ragione : se aumenti la pressione aumenta la temperatura e il plasma e' maggiormente motivato a resistere.

                          Io dico il contrario <img src=">

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                          • #14
                            CITAZIONE
                            Non ci si avvicina neanche a quelle temperature. Si parla di 3500K contro milioni di gradi.

                            Non intendevo ai fini della fusione termonucleare classica ma ai fini del verificarsi di certe condizioni , anche "fredde" indispensabili alle reazioni nucleari


                            CITAZIONE
                            W è diciamo il meglio a disposizione come materiale. Agire sulla soluzione non serve a nulla.

                            Le leggi crioscopiche ed ebullioscopiche delle soluzioni modificherebbero il comportamento della termologia catodica quando il catodo viene visto come una specie di "soluto concentrato".

                            CITAZIONE
                            Se si evitano fenomeni dissipativi il catodo fonde prima.

                            In presenza di minor effetti dissipativi la temperatura sarebbe piu' bassa perche' il libero cammino medio delle particelle non riguarderebbe ampie lunghezze normalmente soggette a collisioni (e quindi aumento di temperatura) ma solo oscillazioni rispetto a posizioni di equilibrio.

                            CITAZIONE
                            CITAZIONE
                            Forse hai ragione : se aumenti la pressione aumenta la temperatura e il plasma e' maggiormente motivato a resistere.

                            Io dico il contrario <img src=">

                            Se aumenti la pressione il numero medio di collisioni aumenta e quindi anche la temperatura un po' come quando comprimi l'aria in un motore diesel dove l'aria sale fino a centinaia di gradi.



                            Maury

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                            • #15
                              CITAZIONE
                              Se pero' i vostri esperiementi hanno altro indirizzo allora non intendono replicare il fenomeno della fusione fredda bensi' quello della fissione ? (come dimostrano le da voi ipotizzate trasmutazioni ?)

                              Nelle nostre celle non avviene nessuna fusione e/o fissione. Solo delle reazioni nucleari ( www.ioriocirillo.com ) innescate dalle peculiari condizioni generate dal plasma sommerso.

                              CITAZIONE
                              Se il catodo ha una temperatura di fusione prossima alla temperatura necessaria per il verificarsi di fenomeni nucleari allora occorre cambiare il catodo con un altro materiale.

                              Il problema è che il tungsteno è il meglio del meglio. Il suo punto di fusione si aggira intorno ai 3400 C° e il punto di ebollizzione sui 5500 C°.
                              Eppure il plasma lo consuma a ritmo esponenziale. Non esiste metallo con punto di fus. più alto. L'unica possibilità potrebbe essere il carbonio.

                              CITAZIONE
                              - sostituirlo con uno costituito da un elemento avente una maggiore temperatura di fusione
                              oppure
                              - agire sulle caratteristiche della soluzione per variare il punto di fusione del catodo
                              oppure
                              - evitare fenomeni dissipativi in soluzione utilizzando grandezze pulsate anziche' continue
                              - ecc

                              - vedi sopra.
                              - in che maniera?
                              - elettrorik stava ( e probabilmente sta ) svolgendo un interessante lavoro di sperimentazione per implementare un'alimentazione swicthing.

                              CITAZIONE
                              Io dico il contrario <img src=">

                              Come mai hell?!?

                              Edited by Quantum Leap - 27/9/2006, 19:08

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                              • #16
                                CITAZIONE
                                Nelle nostre celle non avviene nessuna fusione e/o fissione. Solo delle reazioni nucleari

                                Questo l'ho capito ma l'obiettivo non e' la fusione fredda dei nuclei ? L'obiettivo non doveva essere la replica dell'esperimento originario degli anni '90 et similia ?
                                Se affermi che avvengono "solo reazioni nucleari" allora confermi che si tratta di trasformazioni nucleari cioe' del nucleo , e il nucleo puo' essere interessato da fusione , fissione o cattura/esplusione di particelle ; se invece non si tratta di reazioni nucleari allora avvengono solo interazioni tra particelle subnucleari libere e non appartenenti a complessi atomici.



                                CITAZIONE (Riovandaino @ 27/9/2006, 18:50)
                                CITAZIONE
                                - agire sulle caratteristiche della soluzione per variare il punto di fusione del catodo
                                - ecc

                                - in che maniera?

                                Se mascheri il catodo con un'interfaccia all'interno della quale puoi facilmente elevare la pressione dovresti ottenere un aumento della temperatura di fusione.


                                Maury

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                                • #17
                                  CITAZIONE
                                  Questo l'ho capito ma l'obiettivo non e' la fusione fredda dei nuclei ? L'obiettivo non doveva essere la replica dell'esperimento originario degli anni '90 et similia ?

                                  Caro Mauryzio,
                                  a questo genere di domande si è dato più volte risposta in vecchi 3d e, prima di porle, dovresti guardarti un po' in giro. Ad ogni modo, l'esperienza con celle GDPE (Glow dicsharge plasma electrolytic) fa parte del filone di ricerca detto LENR (Low energy nuclear reaction) ovvero tutte quelle reazioni nucleari che avvengono a basse energie, violando le attuali consolidate leggi della fisica. Sono fenomeni in fase di studio, uno di questi è quello delle celle "Pons-Fleischmann", ma dal lontano 1989 ad oggi lo "zoo" di esperimenti si è molto arricchito. La GDPE è uno di questi.

                                  In essa un plasma innescato elettroliticamente determina il verificarsi di anomalie quali :
                                  - eccessi di calore;
                                  - trasmutazioni nucleari.

                                  Alla luce delle esperienze accumulate non si tratta nè di fusioni, nè di fissioni, ma solo di trasmutazioni. Secondo un modello (su cui stiamo lavorando e da cui stiamo cercando, fra mille difficoltà, conferme sperimentali) il ruolo principe nelle trasmutazioni dovrebbero averlo i neutroni attraverso un tipo di reazione detto di "cattura elettronica" (vedi Google o altro materiale in giro).
                                  Teorie che si basano sulla generazione di neutroni grazie alla "somma" di protone ed elettrone sono state elaborate da molti scienziati fra cui i piu' noti : don Borghi, Roberto Monti, Elio Conte, Thadaiko Mizuno, Widom e Larsen. Qualcuno ha ipotizzato strutture intermedie quali l' "hydrino" di Mills o i miniatomi del prof. Lino Daddi... insomma è una strada molto battuta. Occorre però una verifica sperimentale seria e conclamata... ed è la cosa più complicata da ottenere.

                                  PS: per approfondimenti cerca tutti questi nomi che ti ho elencato in rete.
                                  ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

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                                  • #18
                                    Ti ringrazio quantum leap.

                                    Quindi si tratta di modelli che tentano di spiegare il tutto con proiettili neutronici prodotti da protoelettrocompensazione.

                                    Il proiettile pero' non e' tale ossia non crea fissione ma viene solo assorbito dal nucleo creando trasmutazione.


                                    Quindi mi pare di capire che il problema e' aumentare il numero di reazioni protone/elettrone in grado aumentare il numero di neutroni ?


                                    Avete mai pensato di aumentare il numero di protoni utilizzando degli acidi variamente misti ad acqua al posto di sali disciolti in acqua ?


                                    Maury

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                                    • #19
                                      CITAZIONE
                                      Se mascheri il catodo con un'interfaccia all'interno della quale puoi facilmente elevare la pressione dovresti ottenere un aumento della temperatura di fusione.

                                      L'esperienza sperimentale insegna che bisogna lavorare con una porzione catodica scoperta detta "banda di reazione".
                                      Quindi coprire il catodo totalmente il cartodo dovrebbe essere controproducente.



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                                      • #20
                                        CITAZIONE (Riovandaino @ 27/9/2006, 19:34)
                                        Quindi coprire il catodo totalmente il cartodo dovrebbe essere controproducente.

                                        Non intendevo dire che occorre coprirlo totalmente quando parlavo di interfaccia.
                                        Per interfaccia intendevo una superficie che dovrebbe consentire un aumento di pressione solo intorno al catodo (e non nella cella) e allo stesso tempo essere permeabile alle particelle un po' come un qualcosa di poroso a livello di particelle elementari ma di estremamente rigido macromeccanicamente.


                                        Maury

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                                        • #21
                                          CITAZIONE
                                          Non intendevo dire che occorre coprirlo totalmente quando parlavo di interfaccia.
                                          Per interfaccia intendevo una superficie che dovrebbe consentire un aumento di pressione solo intorno al catodo (e non nella cella) e allo stesso tempo essere permeabile alle particelle un po' come un qualcosa di poroso a livello di particelle elementari ma di estremamente rigido macromeccanicamente.

                                          Mi dispiace ho completamente frainteso il tuo intervento.
                                          La proposta è interessante, mi sembra che hell avesse pensato un po' di tempo fa qualcosa di simile ( hell???!!!??? ).
                                          Bisogna però scegliere oculatamente il materiale.

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                                          • #22
                                            <img src=">

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                                            • #23
                                              CITAZIONE (Hellblow @ 27/9/2006, 15:39)
                                              Il fatto è che invece neutroni non dovrebbero essercene di sicuro perché, semplicemente, le specie che possono dar luogo (se avviene) a reazioni di fusione non hanno neutroni da perdere.

                                              Però, ad esempio, se la reazione 184W(p, n)184Re, abbondanza del 184W = 30,642%
                                              avesse una probabilità non nulla di avvenire, allora avremmo come prodotto anche un neutrone. Inoltre, ci sono molte altre reazioni che originerebbero neutroni. Però non se ne trovano... <_<

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                                              • #24
                                                I Quantum su hanno citato anche un processo che implica neutroni, però io resto del parere che non ce ne sono. Posso sbagliarmi naturalmente...

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                                                • #25
                                                  CITAZIONE (Hellblow @ 28/9/2006, 02:59)
                                                  io resto del parere che non ce ne sono. Posso sbagliarmi naturalmente...

                                                  è un fatto sempre più evidente e a cui mi sembra che pure ennio si stia rasseggnando.
                                                  Mi sa che bisogna cominciare a elaborare modelli alternativi.

                                                  Commenta


                                                  • #26

                                                    Ben detto Riovandaino,
                                                    Dobbiamo cominciare a elaborare un modello alternativo.

                                                    Tuttavia voglio soffermarmi su una considerazione:

                                                    Non escludiamo il caso che neutroni superlenti possono essere assorbiti gia' dai pochi centimetri d'acqua. Questa potrebbe essere la ragione del fatto che non riusciamo a misurarli (mia opinione).

                                                    Il professor Mizuno in svariate prove ha misurato un flusso di neutroni, forse siamo noi che non siamo bravi a fare una buona misura. Certamente, uno di questi sono principalmente io, che non riesco a cavare un neutrone dalla mia cella.

                                                    Un abbraccio a te e a tutti gli altri superamici

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                                                    • #27
                                                      I possibili modelli della cella li possiamo dividere in due categorie, modello predittivo e modello funzionale.
                                                      Nel primo caso il modello riesce a prevedere certi comportamenti pur non CONTENENDO le equazioni che necessariamente devo esplicare il funzionamento della cella.
                                                      Nel secondo caso bisogna ricorrere ad un esatto modello fisico.
                                                      Purtroppo però sepro vi rendiate conto che il secondo caso è per noi IMPOSSIBILE da realizzare, per via della carenza di strumenti tecnici.

                                                      Per il primo ci si può lavorare, ma serve un modo per confrontare i dati in maniera tale da poter tirar fuori qualcosa di buono. Quindi serve seguire un protocollo, altrimenti siamo a spasso nella selva <img src=">

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                                                      • #28
                                                        CITAZIONE (Ennio Vocirzio @ 28/9/2006, 17:44)
                                                        Ben detto Riovandaino,
                                                        Dobbiamo cominciare a elaborare un modello alternativo.

                                                        Tuttavia voglio soffermarmi su una considerazione:

                                                        Non escludiamo il caso che neutroni superlenti possono essere assorbiti gia' dai pochi centimetri d'acqua. Questa potrebbe essere la ragione del fatto che non riusciamo a misurarli (mia opinione).

                                                        Il professor Mizuno in svariate prove ha misurato un flusso di neutroni, forse siamo noi che non siamo bravi a fare una buona misura. Certamente, uno di questi sono principalmente io, che non riesco a cavare un neutrone dalla mia cella.

                                                        Un abbraccio a te e a tutti gli altri superamici

                                                        Caro ennio, il Tuo lavoro è stato preziosissimo, è preziosissimo e sarà preziossimo per tutti.
                                                        In ogni caso sono d'accordo, la strada dei neutroni va percorsa fino in fondo costi quel che costi...

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                                                        • #29
                                                          CITAZIONE (Hellblow @ 28/9/2006, 17:49)
                                                          Purtroppo però sepro vi rendiate conto che il secondo caso è per noi IMPOSSIBILE da realizzare, per via della carenza di strumenti tecnici.

                                                          Io sono ottimista visto che negli anni '30 Enrico Fermi e i cosiddetti "ragazzi di Via Panisperna" (un gruppo di giovanissimi fisici) riusciuscirono a fissionare elementarmente l'atomo e a misurare e manipolare neutroni con strumenti ed attrezzi che confrontati con quelli a vostre mani farebbero sorridere.

                                                          Si ingegnavano in tutto autocostruendo strumenti ed esperimenti persino a partire da materiali volgarissimi come contenitori per medicine e materiali di recupero che non avevano certo lavorazioni raffinate alle spalle.

                                                          Eppure da mezzi arcaici di ricerca Enrico Fermi riusci' ugualmente ad arrivare ad una teoria e ad un elementare funzionamento che gli valse il premio nobel e da li' la strada verso la costruzione del primo reattore nucleare e , ahime' , anche prima bomba atomica che pero' realizzo' in laboratori molto piu' attrezzati ed enormentemente piu' finanziati.

                                                          Quindi se brancolate nel buio alla ricerca di neutroni e' bene avere obbligatoriamente la lanterna per poterli rivelare e quindi anche autocostruirsi un misuratore di neutroni e tutto in un'ottica di bassi finanziamenti ma pensiero ingegnoso e autorealizzativo fino allo stremo.

                                                          Maury

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                                                          • #30
                                                            No qui si tratta di cose diverse maurizio.

                                                            Intanto, serve monitorare in maniera assolutamente precisa:

                                                            Alimentazione
                                                            Calore
                                                            Emissioni su tutto lo spettro
                                                            Gas prodotti
                                                            Conducibilità della soluzione su piu' punti
                                                            Variazioni di concentrazione nella soluzione
                                                            Temperature su vari punti della cella

                                                            E quanto sopra può essere fatto in casa. Quando però poi arriviamo a:

                                                            Rilevazione di neutroni
                                                            Analisi elettrodi e ceneri

                                                            Già andiamo in crisi e ci serve il buon samaritano che ci permette di far ste analisi in laboratorio (i neutroni anche noi possiamo misurarli, ma con che precisione e su che tipo di cella? La cella fatta dl barottolino di vetro non è adatta per neutroni termici a bassa energia, perchè non li fa uscire).

                                                            Poi possiamo andare oltre, come a Frascati, dove hanno anche cercato l'Elio, ma per far una cosa simile serve almeno uno spettrometro di massa preciso, e questo dove lo prendiamo?

                                                            Oltre un certo livello servono strumenti SEMPRE disponibili, purtroppo.

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