ECCESSI DI CALORE IN CELLE ELETTROLITICHE - EnergeticAmbiente.it

annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

ECCESSI DI CALORE IN CELLE ELETTROLITICHE

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • ECCESSI DI CALORE IN CELLE ELETTROLITICHE



    Signori mi sono permesso di aprire questo nuovo Trend nel quale voglio linkare un indirizzo del sito di Naudin dove recentemente il professor Pierre Clauzon e Jean-François Fauvarque hanno annunciato di aver misurato un anormale eccesso di calore da una cella simile a quella di Mizuno.
    Sono citati anche i Casertani che lavorano su questo forum, cioe' Quantum Leap.


    Complimenti Quantum Leap !

    http://jlnlabs.imars.com/cfr/aehodme/index.htm

    Un saluto a tutti

    Dai lavoriamo seriamente su queste cose cosi importanti wink.gif wink.gif wink.gif

  • #2
    CITAZIONE (thot @ 19/9/2005, 19:23)
    Signori mi sono permesso di aprire questo nuovo Trend nel quale voglio linkare un indirizzo del sito di Naudin dove recentemente il professor  Pierre Clauzon  e Jean-François Fauvarque hanno annunciato di aver misurato un anormale eccesso di calore da una cella simile a quella di Mizuno.
    Sono citati anche i Casertani che lavorano su questo forum, cioe' Quantum Leap.


    Complimenti Quantum Leap !

    http://jlnlabs.imars.com/cfr/aehodme/index.htm

    Un saluto a tutti

    Dai lavoriamo seriamente su queste cose cosi importanti wink.gif  wink.gif  wink.gif

    ciao thot

    non ho letto nel documento che hai postao, niente di nuovo che non fosse gia presente sul forum da diversi mesi. Sbaglio?.
    se questi hanno fatto questa scoperta adesso vuol dire che su questo forum siamo (anzi siete) un passo avanti tongue.gif
    dunque passiamo al passo successivo.

    e come dice il caro Ennio, un abbraccio armonico a tutti.

    Commenta


    • #3
      Ciao Ragazzi,
      Scusami nitc, mi sono accorto solo adesso di non averti mai risposto,.....puo capitare.
      Comunque si trattava di un nuovo esperimento.

      Voglio invece informarvi, con questa mia comunicazione serale, che un mio allievo ha pescato in rete un certo professor Ludwik Kowalski che ha mostrato una disposizione di cella molto utile per lavorare a concentrazione elettrolitica costante. Vi ho postato la foto.

      user posted image


      Pare che i fisici americani che si occupano di fusione fredda su celle elettrochimiche molto simili a quella che usiamo noi qui, usano un acronimo molto simpatico che voglio farvi conoscere e che reputo molto utile.

      GDPE

      GLOW DISCHARGE PLASMA ELECTROLYSIS

      Che in fondo significa piu' o meno Elettrolisi a plasma con scarica a bagliore.

      Interessante vero ????? biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif



      Ciao Raga, devo andare a correggere i compiti, purtroppo....a presto
      Ti saluto nitc...ciao

      Edited by thot - 20/10/2005, 17:18

      Commenta


      • #4
        ciao thot

        grazie della risposta
        comunque ribadisco che moti di guesti grandi scienziati anche oltre oceano, una capatina su questo forum se la fanno
        è un mio parere personale naturaralmente biggrin.gif
        non vi sottovalutate che siete grandi
        un abbraccio a tutti.

        Commenta


        • #5
          Salve ragazzi wink.gif

          Uh bhe...dobbiamo mettere la sezione sotto chiave? wink.gif

          Commenta


          • #6

            Carissimi ragazzi, voglio mettere a vostra disposizione alcuni dati gagliardi che spero vi serviranno, in ogni caso mi farebbe piacere un confronto con voi.

            Come vi avevo gia' avvisato, con un gruppo di affiatati collaboratori abbiamo voluto ripetere alcune misure di energia. wink.gif wink.gif

            Normalmente in laboratorio a volte ci divertiamo a vedere il comportamento della cella e a volte invece prepariamo una vera e propria campagna di misurazioni.

            Queste misure sono state effettuate proprio in queste settimane. La cella adoperata conteneva 550 cc di soluzione 0,3 M di Na2SO4. Gli elettrodi adoperati sono stati di tungsteno da 3,5 mm di diametro. Il catodo aveva un copricadoto largo 5 mm. Lo strumento base per le misurazioni di energia all'ingresso e' stato un watt-meter della Clarke-Hess modello 2330 (preso in prestito dall'Istituto,...grandissima macchina). Ovviamente le misure sono state confermate dalle letture con il PC.

            La misura della potenza di uscita e' invece effettuata come fate tutti, misuro le calorie per acqua evaporata e converto in watt derivando sul tempo.
            Attenzione, la misura dell'acqua evaporata e' stata fatta su pesata con bilancia campione con 4 cifre decimali

            Fra non molto riusciro' con un fotometro a darvi anche indicazioni sul flusso luminoso, ma devo aspettare un po'. mad.gif mad.gif

            Dalla tabella che ho inserito si vede chiaramente che a tensione di 300 volt il rendimento e' piu' alto.

            Attenzione le prove arm1-u, arm2-u e arm3-u si riferiscono ad una configurazione di cella diversa e si tratta di prove effettuate alcuni mesi fa. Quese ultime sono state fatte con catodi in rame e anodi di tungsteno.

            Ciao Raga.........


            user posted image








            Dimenticavo, nella prova mery4 o dovuto cambiare il catodo perche' troppo consumato. Quindi solo le prime prove hanno lavorato con lo stesso catodo.

            Ennio, Hellblow, Quantum, Meucci ecc ecc avete notato anche voi che il rendimento sembra piu' elevato se un catodo e' gia' stato usato una volta ??? wink.gif wink.gif

            Be...ciao raga,

            Commenta


            • #7
              CITAZIONE
              Ennio, Hellblow, Quantum, Meucci ecc ecc avete notato anche voi che il rendimento sembra piu' elevato se un catodo e' gia' stato usato una volta ???


              E' un fattore di superfici credo, se il catodo è usato è anche ruvido (ho davanti la foto fatta dai quantum) e quindi aumenta la superficie happy.gif mi sbaglio?

              1,4 si può recuperare qualcosa, e non dimentichiamo le altre emissioni...poi non so perchè ma ho l'impressione che questo 1,4 lo si può alzare biggrin.gif

              Edited by Hellblow - 27/10/2005, 19:49

              Commenta


              • #8
                Da una piccola e forse sciocca prova che ho condotto, ho rilevato una tensione ai capi di catodo e anodo col tester,semplicemente scaldando il catodo con un comune saldatore da laboratorio.La cella si comporta,a mio dire,come una normale pila.Vorrei essere smentito da qualcuno: l'energia in eccesso non sarà derivata proprio dall'effetto pila? ossia: watt del variac + watt della pila chimica= COP>1 in uscita huh.gif huh.gif

                Commenta


                • #9
                  Non credo...pochi watt sono accettabili ma qui si va oltre. Inoltre l'effetto pila dovrebbe essere annullato dall'effetto condensatore creato quando diamo energia, credo....


                  Edited by Hellblow - 27/10/2005, 20:53

                  Commenta


                  • #10
                    Beh,si,pochi watt li puo' avere una batteria stilo.Ma quella è una batteria da mezzo litro con un elemento a 3000 gradi, il chè non mi sembra poco...per quello ero dubbioso...e in piu' ho l'impressione che il plasma si accenda e si spenga a frequenze altissime,quando si spegne la pila potrebbe scaricarsi sul liquido salino...

                    Edited by OggettoVolanteIdentificato - 27/10/2005, 21:00

                    Commenta


                    • #11
                      No, la temepratura aumenta la conducibilità, ma la ddp per le pile di quel tipo credo si assesti sul Volt, decimo più decimo meno. Se fai due conti per erogare altri 150 Watt (considero 300 watt in ingresso con 1.5 efficienza, sono dati solo per esempio) dovrebbe dare ben 150 Ampere circa...son tanti eh? wink.gif

                      Commenta


                      • #12
                        Certo,son parecchi ampere.Il fatto è che scaldando a saldatore l'anodo non avevo nessun aumento di tensione,scaldando invece il catodo la tensione decuplicava istantaneamente.Mi sa che domani riprovo,non si sa mai che la cella sia una bella batteria che funziona con onde lunghe di infrarossi tongue.gif

                        Commenta


                        • #13
                          Scaldando a che temperatura? E' possibile che l'emissione giochi un certo ruolo, in fondo l'emissione di elettroni crea una ddp. Tempo fa proposi ad area51 di bombardare il catodo con fotoni (un laser sugli infrarossi) per scaldarlo, mantenedo una tensione bassa, e vedere cosa accadeva. Se hai modo prova ^^

                          Commenta


                          • #14
                            Il saldatore ha circa 410 gradi,basta posarlo mezzo secondo sul nudo cavo e il tester ha un improvviso guizzo voltaico.Premetto che in detta cella catodo e anodo sono in rame,immersi entrambi per due centimetri(non vi è quindi asimmetria).La soluzione è quella banale di cloruro sodico....

                            Commenta


                            • #15
                              Il tester in che scala è tarato? Non vorrei fosse proprio il saldatore a far passare corrente O.o perchè 410 gradi sono troppo bassi per le emissioni...

                              Commenta


                              • #16
                                La portata massima del tester arriva a millivolt 399.9 ( a 400 millivolt va fuori portata). La temperatura del filo di rame in acqua sarà nell'intorno di 80/100 gradi,non di piu',visto che il contatto avviene per mezzo secondo...il saldatore è usato caldo,ma a spina staccata,apposta per evitare false misure del filo conduttore di terra.La tensione letta improvvisamente dal tester inizia a scendere nel giro di 10 secondi,per poi stabilizzarsi su quella tipica della soluzione salina.Forse è un semplice fenomeno elettrico-ionico,non saprei dire.L'idea di puntare un laser all'infrarosso sul catodo è buona,ma siccome sono uno sperimentatore povero e non ho manco il coraggio di smantellare un masterizzatore DVD per concentrare il laser IR con lenti apposite verso la cella,penso che domani usero' un bell'accendino a getto di gas rivolto verso il filo di rame catodico biggrin.gif biggrin.gif

                                Commenta


                                • #17
                                  E' allora possibile che la conducibilità dell'elettrolita aumenti per il calore, considera che l'aumento per NaCl è circa 2,4% per grado K, quindi da 25 gradi a 80 gradi c'e' un bel salto nella conducibilità dello stesso, per cui magari è proprio questa che fa aumentare di alcuni millivolt la tensione. Poi ricorda che le pile elettrochimiche variano molto il comportamento in base alla temepratura. Ad esempio le pile campione che usiamo in laboratorio sono tarate per 25 gradi, ma quando fa caldo (circa 35 gradi) sfasano di parecchio e ci tocca compensare ç_ç.

                                  Cmq se il range è in millivolt allora queste variazioni sono tollerabili. Non era tollerabile un aumento da 1,1V a 10 V.

                                  Edited by Hellblow - 28/10/2005, 01:22

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Tutto chiarissimo.Ma perchè scaldando l'anodo non succede nulla? blink.gif

                                    Commenta


                                    • #19
                                      In che senso non succede nulla?

                                      Commenta


                                      • #20
                                        Boh,il tester non subisce nessun picco nei millivolt,ma solo una piccolissima variazione.

                                        Commenta


                                        • #21
                                          CITAZIONE
                                          Lo strumento base per le misurazioni di energia all'ingresso e' stato un watt-meter della Clarke-Hess modello 2330


                                          Thot, ce lo presti? Complimenti per i test. Non ho molto capito bene come è configurata la tua cella (rame- tungsteno o rame-rame?) ma i dati che porti sono mooooolto interessanti. Facci sapere qualcosa in più (segnale, superfici, particolari vari..) complimenti comunque.

                                          CITAZIONE
                                          E' un fattore di superfici credo, se il catodo è usato è anche ruvido ... e quindi aumenta la superficie ... mi sbaglio?


                                          Caro Hellblow non sbagli, anzi, ancora una volta hai centrato appieno la questione: la superficie ha un ruolo fondamentale. Resta da stabilire il perchè e il come. Anzi, fra un po' apriamo un nuovo tread proprio su questa importante questione.

                                          Per OVI: la cella è anche una pila (quella di thot, col rame, ancora meglio - quando ci sono due metalli diversi è sempre meglio: Volta docet) ma le tensioni che si hanno, a causa delle basse concentrazioni e al tipo di elettrolita, sono dell'ordine del Volt; la corrente è lontana dal raggiungimento di 1 Ampere, quindi diciamo che qualora fosse questo l'effetto di cui approfittiamo per incrementare il rendimento di cella, al più ci ruberemo 1 Watt cool.gif La temperatura ha un suo ruolo in questo meccanismo... anche se... il tuo esperimento con il calore sugli elettrodi non potrebbe essere la manifestazione dell'effetto termoelettrico(avvicinando due metalli diversi e scaldandoli nel punto di giunzione si nota una ddp ai loro capi- lo stesso effetto lo si può avere con due metalli uguali ma scaldandone solo uno) ? Facci sapere un po' di dettagli su questo test che fai riscaldando gli elettrodi: potrebbe nascondere qualcosa di interessante.

                                          Ciao a tutti.
                                          ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

                                          Commenta


                                          • #22
                                            Salve a tutti...

                                            Quantum, tempo fa avevo aperto un tread riguardante le geometrie della cella e del catodo, potreste usare quello. Anche Remond li potrebbe postare i risultati ottenuti con le geometrie che usa...come quella a spirale.
                                            Riguardo l'effetto "Pila elettrochimica" bisogna anche ricordare che queste pile quando vengono connesse per tirar fuori energia tendono ad avere forti abbassamenti nelle correnti erogate, come accade nelle pile campione, tanto che nella taratura con pila campione è importante che il circuito abbia resistenze elevate proprio per non far circolare troppa corrente...insomma quanto basta per misurare con il galvanometro.

                                            Commenta


                                            • #23
                                              In effetti la cella fa un po' schifo,come batteria wink.gif Ad ogni modo, ho riprovato : scaldando il catodo di rame, il tester guizza da 4millivolt a 55 millivolt. Scaldando l'anodo di rame, il tester segna da 4 millivolt a -40 .Si inverte quindi il flusso degli elettroni.Questo mi fa dunque pensare che quando nella cella fornite tensione,forse il catodo si scalda, e l'anodo si ghiaccia.Ovviamente, essendo gli elettrodi immersi nel liquido,questo non è visibile,il sistema tende a dissipare.

                                              Edited by OggettoVolanteIdentificato - 28/10/2005, 19:54

                                              Commenta


                                              • #24
                                                Si dovrebbero scaldare entrambi per effetto Joule, solo che il catodo è molto piu' piccolo dell'anodo e quindi si scalda di piu' perchè a parità dicorrente ha una superficie inferiore e quindi una resistenza maggiore.
                                                Comunque come vedi la differenza e' davvero poca ^^ ed imputabile alla diversa elettronegatività dei sali disciolti.

                                                Commenta


                                                • #25

                                                  Ciao Raga e Ciao Quantum Leap

                                                  Ti rispondo. Purtroppo è molto difficile muovere il watt-meter, è già troppo averlo potuto portare nei miei laboratori. Lo strumento è del mio Istituto è il collega responsabile del laboratorio misure è anche molto preciso e molto rompi.....ne.
                                                  Ma voi avete già un buon strumento di misura, ne avete due mi pare. Se usate il computer ne avete almeno due, uno è il computer stesso.

                                                  Anzi mi farebbe piacere capire meglio come funziona il vostro sistema di acquisizione.

                                                  Rispondo inoltre un po a tutti e anche a oggetto volanteidentificato. Aho,...raga non ve scordate che nella cella avvengono tutti quei fenomeni tra cui effetto volta, effetto peltier ecc, quindi è giusto quello che state a dire.
                                                  Però, ritengo questi fenomeni trascurabili, poichè prevale indubbiamente l'effetto riscaldamento prodotto dal catodo,... e questo nun fa na piega.

                                                  Sarebbe molto interessante estrarre energia dalla cella direttamente in elettrico ma non credo che questa discussione sia incanalata nel verso giusto. Ci vorrebbe un sistema ben architettato sul catodo stesso. Non saprei però, devo pensarci un po.

                                                  Credo che i millivolt misurati da Oggettovolante siano trascurabili, anche se è molto interessante misurare questi potenziali nella cella.

                                                  Ovviamente capirete che se usate una configurazione con elementi diversi al catodo e all'anodo un potenziale dovete misurarlo per forza. E' tutto questo è regolato dalla legge di Nerst che applicata a coppie di metalli è la diretta espressione analitica dell'effetto Volta. Un qualsiasi testo di elettrochimica puo' sollevarci da ogni dubbio.

                                                  Il potenziale lo vedo però una forza in contraposizione che si oppone al potenziale applicato dal variac-alimentatore.

                                                  La soluzione tungsteno-tungsteno (quella dei Quantum Boy) è invece molto interessante poichè impedisce a questo potenziale di ostacolare il flusso dell'energia elettrica applicata all'ingresso.

                                                  In poche parole, mi piace analizzare questo potenziale come un problema e non come un effetto utile.

                                                  Anche se, quando uso la cella Catodo-rame e anodo-tungsteno (ed ho risposto a Quantum) questo potenziale si presenta certamente ma, a me, in questo caso, la cella sembra lavorare con rendimenti molto maggiori.

                                                  E questo non sono ancora riuscito a capire perchè....bo! blink.gif blink.gif blink.gif

                                                  Vi saluto amici

                                                  Commenta


                                                  • #26
                                                    CITAZIONE
                                                    Sarebbe molto interessante estrarre energia dalla cella direttamente in elettrico ma non credo che questa discussione sia incanalata nel verso giusto. Ci vorrebbe un sistema ben architettato sul catodo stesso. Non saprei però, devo pensarci un po.


                                                    Qualche idea passeggia nella mia mente da tanto...se ne può anche parlare...

                                                    Commenta


                                                    • #27
                                                      Volevo chiedere a Thot (ma non si scrive Thoth?scusate,paranoie mie) per quanti minuti era rimasta accesa la cella,durante quelle misurazioni che hai gentilmente esposto. Non mi occorre il tempo preciso,è giusto per farmi un'idea dell'evaporazione con quei wattaggi applicati.Nonchè la dimensione del recipiente utilizzato,in particolar modo l'imboccatura superiore,ossia quella a contatto con l'aria ambiente.

                                                      Commenta


                                                      • #28
                                                        Si questa è un'altra cosa importante, riuscire a misurare la quantità di acqua evaporata. E' stato fatto?

                                                        Commenta


                                                        • #29


                                                          Saluto tutti gli amici in linea e anche quelli molto cari che lavorano e che hanno poco tempo per connettersi (tipo Area51). Saluto anche quelli che ci leggono ma, hanno timore di collegarsi. A questi ultimi dico,....fatevi avanti, con educazione e vi risponderemo.

                                                          Saluto Hellblow , Quantum Leap, e OggettoVolanteIdentificato, ma saluto anche Thot e lo ringrazio per i dati messi a disposizione, tuttavia gli chiedo anche io, se il nostro amico può fornirci altre informazioni.

                                                          Quello che chiede OggettoVolanteIdentificato è molto importante, quanto tempo è durata una elettrolisi ?
                                                          Inoltre, Thot qual è il calore latente di evaporazione che hai utilizzato nei calcoli ?? Ancora,.... l'energia misurata dal tuo computer corrisponde a quella rilevata dal tuo apparecchio ?

                                                          E mi farebbe piacere sapere come calcoli l'acqua evaporata.

                                                          Rispondo a tutti e anche a Thot dicendo: I potenziali che misurate sugli elettrodi sono certamente molto importanti, ma, non fatevi forviare troppo da queste cose. Alla fine si tratta di pochissimi microwatt.

                                                          Sarebbe invece molto importante studiare un sistema che possa utilizzare una specie di MID (Magneto Idro Dinamica) applicata alla struttura di Cella per poter estrarre energia elettrica,...avrò detto anche una cretinata,...tuttavia in questa tempesta di cervelli queste cose possono stimolare una discussione interessante.

                                                          Un abbraccio a tutti quanti voi

                                                          Commenta


                                                          • #30
                                                            CITAZIONE
                                                            Sarebbe invece molto importante studiare un sistema che possa utilizzare una specie di MID (Magneto Idro Dinamica) applicata alla struttura di Cella per poter estrarre energia elettrica,...avrò detto anche una cretinata,...tuttavia in questa tempesta di cervelli queste cose possono stimolare una discussione interessante.


                                                            Ennio ciao, è possibile convertire direttamente il calore in elettricità. Al momento sto lavorando a quattro cose: un modello ai campi per l'ottimizzazione della cella, un interferometro, un sistema di estrazione energia ed un sistema di "salvaguardia" per il catodo. happy.gif

                                                            Commenta

                                                            Attendi un attimo...
                                                            X