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fusione fredda elettrolitica - parte terza

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  • fusione fredda elettrolitica - parte terza

    Ciao Renzo, sono sempre io Mio,
    ho un'altra domanda da porti... Ma se volessi riproporre i tuoi esperimenti in un ambiente chiuso per esempio una scatola chiusa con un gas dielettrico é fattibile? E quale gas potrei usare?

    grazie

    e ti auguro una felice giornata

    Mio

    Carissimo Mio, inserisco il tuo messaggio privato in questa discussione perchè voglio dare una risposta pubblica.
    Ora puoi eseguire questa reazione anche in un gas, a questo punto si chiamerebbe "fusione fredda secca".
    Il gas più semplice da avere a buon mercato si chiama "ARIA".
    Io ho eseguito questa reazione, ma aspettavo il momento adatto per divulgarne i risultati, il momento credo sia arrivato.
    Ti descrivo le mie condizioni operative:
    ho usato i soliti 300 Vcc ricavati dal radddrizzamento della tensione di rete, in serie ho posto una resistenza costituita da uno stagnatore a martello da 230 Vca e 250 watt di potenza.
    Ho portato poi questa tensione con saldatore in serie, a due elettrodi di un metallo qualsiasi, io ho usato alluminio puro, rame, ferro e tungsteno puro, ottenendo circa gli stessi effetti.
    Ho iniziato con il tenere il catodo in alto e l'anodo in basso, li ho avvicinati fino a produrre un corto circuito, passava circa 1 ampere di corrente continua.
    A questo punto ho cominciato ad allontanare piano piano gli elettrodi, ho notato che si formava fra di loro un plasma luminosissimo, si manteneva senza rompersi fino a circa 2 cm di distanza degli elettrodi.
    Ho fatto questo esperimento con elettrodi in verticale, perchè se li mettevo in orizzontale, il plasma che si formava riscaldava l'aria circostante, la quale divenendo più leggera tendeva a sollevare ad arco il plasma, portandolo alla rottura, per ripristinarlo dovevo nuovamente rifare il corto circuito ed allontanare di nuovo gli elettrodi, questo ogni 3-4 secondi.
    Mantanendo gli elettrodi verticali, il plasma di 2 cm di lunghezza si manteneva indefinitivamente, fino a portare a fusione gli elettrodi che non fossero di tungsteno.
    Fino a questo punto può sembrare un esperimento normale, senonchè si nota qualcosa di anomalo, che me lo fa supporre una reazione di fusione fredda.
    La cosa di anomalo è che uno dei due elettrodi si scalda di più dell'altro, voi direte che è il catodo, no è l'anodo; voi direte che si scalda di più quello che stà in alto, perchè l'aria calda sale, no, ripeto, no, scalda di più l'anodo che tengo in basso.
    Provate a replicare questo semplice esperimento di fusione fredda secca, e sappiatemi dire se anche a voi non sembra strano, in base alle comuni conoscenze scientifiche, che si scaldi di più un elettrodo, per di più è tenuto in basso, quindi più areato di aria fresca.

    Renzo Mondaini (Ravenna)

  • #2
    potresti cortesemente allegare un semplice schizzo in cui evidenzi la geometria dell'esperimento?

    Mi interessa sapere come hai messo gli elettrodi

    ti ringrazio tantissimo per avermi risposto in modo fin troppo esaustivo

    Mio

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    • #3
      Remond cosi ottieni solo un semplice arco Voltaico pilotato in tensione invece che in corrente...
      Questo metodo veniva utilizzato nei cinematografi all' inizio del secolo....due carboncini venivano avvicinati messi a contatto per poi essere allontanati.....la scarica ad arco veniva a formare uno stato di plasma dal bianco vivissimo abbagliante .....e serviva per proiettare le prime pellicole....visto che le lampadine allo xenon non c'erano

      ciao ciao

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      • #4
        Ciao,

        Funziona veramente: ho messo un ponte raddrizzatore all'uscita di un nst 2500v 70 milliampere, gli elettrodi sono due fili di rame.

        Si scalda solo il filo collegato al positivo anche se messo in basso rispetto all'arco.

        Ho fatto una foto:
        http://www.altatensione.takeaway.mine.nu:8...haring/Riccardo Carcano/fusione secca

        Si vede chiaramente che il filo in basso fonde, l'altro no.

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        • #5
          Rispondendo a Mio

          Non ti preoccupare, il sottotitolo di questa discussione parla chiaro!
          Presenterò al più presto una foto della reazione.

          Rispondendo ad Area51

          Carissimo amico mio, parecchi anni fa quando ero adolescente ho manovrato anche io quelle macchine da proiezione cinematografiche, funzionanti a carboncini.
          Allora però non feci caso se uno dei due elettrodi si scaldava più dell’altro; vedi carissimo, io mi stupisco che tu non ti sia stupito di quello che ho scritto, per questo lo riscrivo, sperando che anche altri si stupiscano come me.
          Tenendo il catodo in alto e l’anodo in basso, toccandoli poi allontanandoli, si forma un arco elettrico che ionizza l’aria, formando un tunnel di plasma lungo fino a 2 cm (20 mm), non so se rendo l’idea; nella macchina summenzionata, sicuramente gli elettrodi si consumavano in egual modo perché funzionavano in corrente alternata; ora nel mio esperimento mi ritrovo che l’anodo, non il catodo, si riscalda di più, nonostante sia tenuto in basso con il catodo che gli sta in verticale ma sopra.
          A me questo fatto mi stupisce, non riesco a capire perché non stupisca anche te Area51; dimmi per cortesia in base a quale principio si dovrebbe riscaldare di più l’anodo, e dove lo hai visto scritto.

          Ti ringrazio sentitamente per le risposte che potrai fornirmi

          P.S. accipicchia, mentre scrivevo questo intervento, l'amico deltaHF mi ha battuto sul tempo, complimenti, complimenti, complimenti!
          Ci potresti dire per cortesia che cosa è un nst?
          Non riesco comunque a raggiungere la tua foto, è errato l'indirizzo; io non riesco più neanche a raggiungere il mio discoremoto, ditemi se sono io che ho il PC in panne oppure se è un male comune?
          http://mio.discoremoto.virgilio.it/remond

          Renzo Mondaini (Ravenna)

          Edited by remond - 7/1/2005, 14:20

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          • #6
            pure io ho problemi

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            • #7
              Ciao a tutti!
              x Remond:
              Per inserire piu foto, le ho uploadate su internet nel mio spazio web, poi ho inserito un collegamento per ogni foto cliccando il tasto IMG posto sotto la finestrella per scegliere il carattere! Spero sia chiaro a tutti
              Il tuo disco remoto riesco a vederlo.. Probabilmente sarà un problema temporaneo del server Buone esplosioni

              Riccardo

              Edited by rikk_s4 - 7/1/2005, 15:18

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              • #8
                Ciao, un nst è un trasformatore per insegne luminose.

                Si trovano usati dagli artigiani che montano insegne luminose: sono schuntati (si possono fare lavorare in corto per un tempo indeterminato) ed esistono fino a voltaggi superiori a 15 kv (io ne ho da 2500v 2,4500v 2, 7000v uno, 6000v uno)

                L'indirizzo che ho pubblicato è giusto così:

                http://www.altatensione.takeaway.mine.nu:8...fusione%20se cca

                Riesco ad aprire il tuo disco remoto

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                • #9
                  Caro remond saro felice per quanto posso di spiegarti il per che del riscaldamento anodico.....'Come tutti sappiamo, il flusso elettrico della corrente viagga dal negativo al positivo, quindi,sono gli elettroni che vengono attratti dai protoni e non viceversa.'Quindi cosa succede:'1- quando gli elettrodi vengono messi a contatto, si ottene L effetto joule che permette il riscaldamento di questultimi.'2- Quando un metallo subisce un amento brusco di temp. emette 'termo ioni......e chi meglio puo se non il catodo ?'3- una volta formato larco ,gli elettroni emessi dal catodo, vengono accelerati ed attratti dai protoni grazie all effetto tunnel .'4- questi attratti dalla carica positiva si scagliano violentemente verso lelettrodo anodico portandolo ad temperature altissime (4700°) causando la fusione del elettrodo ''Ora,secondo voi perche le saldatrici funzione in alternata?'Se funzionassero in continua, il materiale dell elettrodo di lavoro 'si fonderebbe senza unirsi realmente al pezzo da saldare.....questo perche si scalderebbe solo lanodo mentre il catodo( il pezzo) rimarebbe freddo(relativamente)....'Usando lalternata vi è un riscaldamento (chiamiamolo cosi ) da entrambe le parti dove si e formato larco ......''Quindi sencondo il mio parere non si può parlare di fusione fredda .........ma solo di arco voltaico e di termoemissione ''Quello che avviene nella cella e totalmente differente........quindi occhio alle illazioni ''ciao ciao

                  Edited by Area51 - 7/1/2005, 15:26

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                  • #10
                    Ciao,

                    Anche teslacoil mi ha dato la stessa spiegazione; per essere sicuri che tutto rientri nella norma andrebbe misurata l'energia emessa dall'arco e l'energia consumata realmente dall'arco.

                    Anche nelle scariche in gas si scalda di più l'anodo.

                    Ho fatto altre foto migliori, con internet explorer non riesco ad aprirle, io uso Mozilla Firefox come browser: è più veloce e sicuro dell'explorer e apre lo scharing center.

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                    • #11
                      Salve a tutti
                      x Remond
                      grazie dell esauriente risposta, spero che la vostra "reazione" fusione funzioni davvero il prodotto calore ad alto rendimento e con la totalita' o quasi di gas
                      sarebbe molto utile ... generazione di energia elettrica o riscaldamento a basso costo e pulito
                      buon lavoro a tutti

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                      • #12
                        x area 51

                        non e' vero che si salda in alternata!!!

                        il fabbro mi ha detto che il ferro si salda in continua e solo l'alluminio in alternata!!!

                        X tutti

                        cmq ho girato in tutte le ferramente del paese ma nessuno aveva elettrodi di tungsteno ne puro ne toriato !!! :| e nessuno sapeva neanche che esistessero e l'unico che sapeva cos'erano mi ha detto che per ordinarli dovevo aspettare 15 giorni e CI DOVEVO AGGIUNGERE IL TEMPO PER LA CONSEGNA!!!! CHE PAESE SFIGATO!!

                        CMQ gli ho detto che non mi servivano dopo due mesi
                        E lui mi ha detto che i tempi di consegna erano quelli!!!!!!!! Che pizze!!!
                        Allora gli ho detto che non allora niente da fare!!
                        Cmq domando a mio padre se quello che gli fornisce le cose a lui vende pure elettrodi!!
                        Altra cosa voi sapete un sito internet dove vendono elettrodi al tungsteno??

                        Commenta


                        • #13
                          Carissimo ag smith

                          Se proprio non hai modo di trovare dalle tue parti gli elettrodi di tungsteno, (chissa da quale parte remota dell'Italia stai), mi mandi il tuo indirizzo per messaggio privato e te ne mando a chili, basta che mi rimborsi le spese.

                          Renzo Mondaini (Ravenna)

                          Commenta


                          • #14
                            Per ag_smith:
                            Caro amico come al solito dai risposte affretate
                            Mi sa proprio che tuo fabbro non si e spiegato bene....o forse tu hai recepito male
                            Ti spiego:
                            le saldatrici normali quelle ad elettrodo sono tutte in alternata questo perche quando scocca l'arco voltaico,si sfrutta il semi periodo del onda alternata (50volte alsec.) per permettere un riscaldamento pari delle parti.....(es.l'allumminio nel caso della continua si forerebbe per il suo basso punto di fusione) .
                            La corrente continua viene invece utilizzata nel caso delle saldature t.i.g ,le quali ,guarda caso usano un elettrodo relativamente infondibile di tungsteno con del gas inerte(per eliminare la scoria ), quale porta l'elettrodo anodico di tungsteno ad temperature elevatissime sotto il suo punto di fusione...
                            Nel caso della saldatura t.i.g a differenza di quella ad elettrodo viene utilizzato del materiale di riporto come nella saldatura ad acetilene............


                            Quindi il discorso da me fatto nel forum precedente si allaccia in modo molecolare a quello che ho appena detto...

                            quindi ribadisco occhio alle illazione.........e non confondiamo le cose se non ne siamo sicuri...

                            vi saluto

                            Area51

                            Edited by Area51 - 8/1/2005, 13:05

                            Commenta


                            • #15
                              CITAZIONE
                              le saldatrici normali quelle ad elettrodo sono tutte in alternata

                              Ciao Area51
                              Le saldatrici ad elettrodo sono ANCHE a corrente alternata: e' caso tipico di vecchie saldatrici senza raddrizzatore o di saldatrici ultraeconomiche. La saldatura e' cmq + difficoltosa.
                              Le saldatrici comuni a elettrodo sono tutte a corrente continua! L' anodo e' applicato all'elettrodo. Solo in casi particolari l' anodo viene collegato al pezzo da saldare (es. saldatura della ghisa, anche se non e' sempre necessario)
                              CITAZIONE
                              si sfrutta il semi periodo del onda alternata (50volte alsec.) per permettere un riscaldamento pari delle parti

                              Dal punto di vista teorico in questo modo ottieni che il pezzo da saldare si scalda di piu', cosa che puo' non essere sempre positiva! Puoi provocare deformazioni, tensioni eccessive nel pezzo, decadimento delle caratteristiche meccaniche.
                              In ogni modo sulla saldatura, specie a elettrodo, non serve a molto stare a teorizzare, molto meglio munirsi di un pacchetto di elettrodi e provare a costruire qualcosina.

                              Edited by Marco78mo - 8/1/2005, 13:51

                              Commenta


                              • #16
                                caro amico...
                                sono d'accordo con te......ma il mio riferimento e stato fatto solo per spiegare un concetto fisico esposto un po di forum fa....
                                cmq grazie per le informazioni su dette

                                Area51
                                ciao

                                Commenta


                                • #17
                                  Ciao,

                                  Io, teslacoil e Matteo abbiamo replicato la fusione fredda elettrolitica in una soluzione di bicarbonato di sodio con elettrodi al tungsteno toriato(il catodo è diventato a punta).


                                  Ecco le foto:

                                  http://www.altatensione.takeaway.mine.nu:8...20elettrolit ica

                                  E' facilissimo replicarla!

                                  Il passo successivo sarà calcolare il rendimento misurando l'acqua evaporata e l'aumento di calore dell'acqua isolata temicamente.

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Tutto quello che sta dicendo Area51 è perfettamente corretto. Il fenomeno riscontrato da Remond è perfettamente spiegabile e non è niente di strano. Anche io ho lavorato sulle lampade ad arco (quelle militari) e quindi sottolineo l'esattezza di quello che dice Area51.

                                    Una felice giornata a tutti

                                    Commenta


                                    • #19
                                      Rispondendo a deltaHF

                                      Carissimo amico sono felicissimo che anche tu abbia replicato l’esperimento di fusione fredda elettrolitica, faccio tanto di cappello anche all’amico teslacoil, di cui ho seguito qualche suo intervento su altre discussioni in questo forum; persona molto preparata e gran sperimentatore in campo elettrico; i miei complimenti anche all’amico Matteo che si è unito alla combriccola.
                                      Complimenti vivissimi anche per le belle foto che avete reso pubbliche, ora che avete potuto constatare di persona la potenza generata da questa reazione, non vi resta che effettuare tutte le misurazioni per verificare se vi è un eccesso di energia, e di misurare se questa reazione è nucleare o no.

                                      Rispondendo ad area51 ed Ennio Vocirzio

                                      Carissimi, il fatto che questo fenomeno (riscaldamento dell’anodo in scarica di plasma a secco), si manifesti anche in altri casi, vuole dire che è conosciuto, ma questo non vuole dire che è spiegato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!
                                      Anche la luminosità del sole è conosciuta da tutti, (esclusi i ciechi), ma non è spiegata.
                                      Esistono solo delle teorie che tentano di spiegarla, ma non sono accettate da tutti; la più conosciuta e più accettata è la cosiddetta reazione (protone-protone), ma rimane sempre una teoria; sapremo la verità sul tipo di reazione che avviene sul sole solamente dopo che ci saremo andati a toccare con mano, (sperando di poterla portare a casa, la mano).
                                      Vi allego la teoria della reazione protone-protone, probabile causa della reazione che illumina il sole, vi descrivo la prima riga.
                                      Quattro protoni, descritti come ioni positivi dell’idrogeno (H), si fondono assieme formando un nucleo di elio (He) di massa 4, più due positroni (e+)e due neutrini (v), con la liberazione di una energia (Q) di 26731 megaelettronvolt (MeV); le successive due righe, mostrano altre reazioni protone-protone; poi le reazioni proseguono, per costruire tutti gli elementi della tavola periodica che noi tutti conosciamo.
                                      Ripeto, questa è solo una teoria abbastanza accettata dagli scienziati, ma non è sicuro che sia così; ripeto un’altra volta, non basta dire che un fenomeno è presente anche da un’altra parte, per affermare che è un fenomeno normale, cioè spiegato, (ditemi in quale libro è scritto che lo voglio acquistare).
                                      Caro Ennio Vocirzio, senz’altro il fatto che nelle lampade ad arco si riscaldasse di più un elettrodo, poteva essere considerato solo un effetto secondario indesiderato, ma che nessuno poteva averlo spiegato.
                                      Credo inoltre che le lampade ad arco funzionino in corrente alternata, quindi non può esistere un anodo.
                                      Voglio chiarire anche cosa avviene in un arco al plasma, innanzi tutto voglio ricordarvi che cos'è un plasma, è un quarto stato della materia costituito da nuclei positivi mescolati disordinatamente ad elettroni liberi.
                                      Ora se siete d'accordo con me su questo, (stà scritto su tutti i libri di scuola), dovete immaginare con un piccolo sforzo di fantasia cosa succede fra anodo e catodo con in mezzo del plasma, succede quello de disse il signor Coulomb, due cariche elettriche di segno uguale si respingono, mentre di segno opposto si attraggono, con una forza che è proporzionale al prodotto delle cariche ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza che le separa.
                                      Quindi in base a questa legge, (anche questa, scritta su tutti i libri di scuola), dovremmo vedere i nuclei positivi del gas viaggiare verso il catodo negativo, gli elettroni negativi liberi, viaggiare in direzione opposta verso l'anodo positivo.
                                      Ora io trovo strano che gli elettroni che sono leggerissimi, 1840 volte più leggeri dei protoni e neutroni del nucleo, cedano all'anodo più energia dei nuclei positivi, enormemente più pesanti, che vanno a sbattere contro il catodo.
                                      Secondo la legge di Coulomb, doveva essere il catodo a riscaldarsi di più.
                                      Ditemi la vostra, possibilmente con riferimenti bibliografici, grazie.

                                      Renzo Mondaini (Ravenna)

                                      Edited by remond - 9/1/2005, 12:28

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                                      • #20
                                        Ciao,

                                        Fabio mi ha prestato la rivista "progetto elektron" del maggio 1994 in cui spiegano che facendo un arco voltaico con 2 grosse mine di grafite con un alimentatore da 30 v in aria avvengono reazioni nucleari, infatti se si spezza la punta di una mina viene attratta da calamite!

                                        x remond:

                                        Lunedi vado ad acquistare il tungsteno: cerco quello di diametro maggiore non toriato, o va bene quello con diametro 2mm?

                                        Quando esporremo i tesla a Vimercate (sabato 2 aprile) probabilmente mostreremo pure la fusione fredda!
                                        Noi porteremo il variac e gli strumenti di misura di corrente e volt, forse Qualche contatore kw/h.

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                                        • #21
                                          Caro deltaHf

                                          Anche io ero al corrente dell'esperimento della mina, che diventa magnetica dopo violente scariche elettriche; potrebbe essere fusione fredda secca oppure potrebbe essere che un legante metallico contenuto nella mina di grafite, in forma di minuscole particelle, tanto minuscole da non venire attratte dalla calamita; ma dopo l'esposizione ad alte temperature dovute all'elettricità, (effetto Joule), queste particelle si possono coagulare e formare noduli più grossi e quindi rilevabili da calamita.
                                          Comunque bisogna indagare, per discriminare quale delle due ipotesi è vera. Al lavoro, le mine costano poco.
                                          Devi sapere inoltre che per quanto riguarda il catodo di tungsteno, più è piccolo più è violenta la reazione, quindi io ho trovato un buon compromesso con quelli di diametro 2,4 mm.
                                          Eccoti l'elenco dei diametri degli elettrodi al tungsteno per saldatura TIG (Tungsten Inert Gas).

                                          1,0 mm
                                          1,6 mm
                                          2,0 mm
                                          2,4 mm
                                          3,2 mm
                                          4,0 mm
                                          4,8 mm

                                          Eccoti inoltre il significato dei colori applicati sulla testa degli elettrodi.

                                          Verde = tungsteno puro
                                          Grigio = tungsteno con 2 % di cerio
                                          Rosso = tungsteno con 2 % di torio (radioattivo, quindi fuori commercio)
                                          Blu = tungsteno con 2 % di lantanio
                                          Oro = tungsteno con 1,5 % di lantanio
                                          Turchese = tungsteno con terre rare (non è riportata la percentuale)

                                          Ti ricordo inoltre che se usi tungsteno con altri metalli, ti intorbidiscono la soluzione, pur formando lo stesso il plasma.
                                          Sono felicissimo inoltre che portiate a conoscenza del grande pubblico questa reazione, lo ripeto un'altra volta, più siamo a ragionere su questa reazione e prima capiremo come funziona veramente, dopodichè la si putrà usare in reattori commerciali per produzione di energia.

                                          Renzo Mondaini (Ravenna)

                                          Edited by remond - 9/1/2005, 13:01

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                                          • #22
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                                            Come alimentatore ho usato un mot (trasformatore dei forni a microonde 2000v 600 milliampere) rettificato senza condensatore, perchè innescare il plasma a 30 v è difficoltoso.

                                            L'arco va lasciato acceso pochissimo, per evitare che bruci la grafite e che scoppietti, facendo alcune pause per raffreddare gli elettrodi .

                                            Sbriciolando il catodo quasi tutte le briciole della punta vengono attirate dalla calamita.

                                            Sbriciolando l'anodo solo qualche briciola viene attirata con difficolta!

                                            Entrambi gli elettrodi risultano bianchi sulla punta.

                                            La scenza come spiega questo fatto?
                                            Come può crearsi ferro nella grafite?

                                            Mia hai battuto sul tempo!

                                            Edited by deltaHF - 9/1/2005, 13:04

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                                            • #23
                                              dal momentoche si ritorna sull'argomento mi sembra utile ripostare un link che avevo proposto qualche tempo addietro.. l'osservazione è la stessa: grafite in ferro...

                                              ciao a tutti,
                                              scusate se l'argomento non è del tutto pertinente al topic di questa sezione ma non sono riuscito ad aggiungerne una nuova...
                                              facendo una ricerca di alcuni brevetti mi sono imbattuto su una configurazione piuttosto familiare.. sembra una via di mezzo tra l'aqua fuel e una cella di fusione fredda.. si tratterebbe di un sistema basato su elettrodi di carbonio e ferro che in presenza di ossigeno e una corrente di 20 ampere permetterebbe di ottenere trasmutazione del carbonio stesso in ferro.. beh se l'avessi letto qualke anno fa non ci avrei dato peso, ma oggi la cosa mi sembra più realistica!
                                              beh eccovi il link se volete darci un'okkiata potrebbe essere un'altra strada possibile da sperimentare
                                              http://v3.espacenet.com/origdoc?DB=EPODOC&...&QPN=ITRM920669
                                              un saluto,
                                              fabio

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                                              • #24
                                                Cari amici ciao a tutti ,
                                                vedo con estremo piacere che il gruppo degli sperimentali sta incrementandosi notevolissimamente e questo non fa altro che bene a queste nostre ricerche.
                                                Riguardo l'esperimento dell'arco voltaico in aria con elettrodi di grafite, effettivamente, ci sono moltissimi spunti di riflessione. Di fatto, la procedura è la stessa per creare composti complessi di carbonio come i famosissimi "fullereni" (specie di microscopici palloni da calcio composti da 60/70 atomi di carbonio) e fra questi vi sono anche i nanotubi di carbonio.
                                                Il carbonio, quando cristallizza in questi modi (cristalli piani "deformati"), presenta spiccate proprietà diamagnetiche, quindi è, in qualche modo, sensibile al passaggio di un magnete. Quindi, seppur accattivante, l'ipotesi trasmutativa va dimostrata diversamente. Magari facendo analizzare la polvere che viene fuori da questo arco voltaico.

                                                Riguardo la confusione fatta sugli archi voltaici in aria, occorre chiarire alcune cose. Innanzitutto, la teoria di Coulomb non cessa di funzionare. Cariche positive e cariche negative continuano ad attrarsi. Tuttavia in questo caso le cariche negative (gli elettroni) sono molto più leggere, e di conseguenza più veloci, degli ioni positivi. Inoltre, nell'aria, a differenza di una soluzione elettrolitica, vi sono molti meno ioni positivi. La conseguenza di queste, in fondo banali, constatazioni è che gli elettroni raggiungono l'anodo prima, più agilmente, più velocemente. Ed ecco che l'anodo si scalda di più.
                                                Ovviamente questa spiegazione non l'ho inventata io, esiste in tutti i libri di scuola e mi pare che in sè non celi nulla di così arcano.
                                                Tuttavia, il fatto che questi archi voltaici possano indurre in qualche modo delle reazioni nucleari, quello si è un fatto nuovo, interessante e merita approfondimento.

                                                Ancora complimenti a rikk s4, delta Hf e la sua cricca per i notevoli risultati

                                                Ciao ciao
                                                ‎"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile" (Bruce Lee)

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                                                • #25
                                                  Hola All!

                                                  CITAZIONE
                                                  Come alimentatore ho usato un mot (trasformatore dei forni a microonde 2000v 600 milliampere) rettificato senza condensatore, perchè innescare il plasma a 30 v è difficoltoso.



                                                  ESAGERATO!!!!!
                                                  L' arco si innesca che e' una bellezza anche a soli 24V e rimane acceso
                                                  molto facilmente purche' ci sia sotto un bel po di corrente e soprattutto
                                                  purche' la corrente sia CONTINUA.
                                                  Io l' avevo replicato molti anni addietro..... precisamente nel maggio del
                                                  94 quando avevo 14 anni ed avevo appena portato a casa quella rivista
                                                  dall' edicola!



                                                  L' esperimento allora mi era riuscito benissimo usando delle mine HB
                                                  e una batteria da macchina!

                                                  CMQ, se ti serve posso prestarti il "trasformatorino" da 2600V con ballast
                                                  a 7 kW che tengo a fianco alla caldaia ( NON per accenderla ma solo
                                                  perche' NON c'e' altro posto per quel rettangolone alettato pieno d' olio! )
                                                  Ci ho tirato dei begli archi in aria libera........ fino a 40 cm circa


                                                  CITAZIONE

                                                  L'arco va lasciato acceso pochissimo, per evitare che bruci la grafite e che scoppietti, facendo alcune pause per raffreddare gli elettrodi .



                                                  Ecco, questo io ero riuscito a capirlo solo dopo parecchio tempo, infatti nei
                                                  primi esperimenti disintegravo una mina dietro l' altra senza alcun risultato.
                                                  ( pero' era divertente!!! )


                                                  Ed ora una notizia molto bella avuta da DeltaHF poco fa
                                                  A parte i dettagli ( acquisto di elettrodi NON toriati, acquisto di un thermos
                                                  ad alto vuoto per realizzare un calorimetro e recupero di una mega valvolona
                                                  enorme per chissa' quale esperimento strano ) ha finalmente levato
                                                  quella enorme serra per orchidee che occupava un intera scrivania limitando pesantemente lo spazio disponibile e emettendo sempre una fastidiosissima
                                                  luce dalla lampada interna per fare posto al reattore a fusione fredda!!!!

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                                                  • #26
                                                    Uhm, potrebbe darsi che la grafite usata non fosse pura grafite ma p.es. contenesse del solfuro di ferro che si è ricombinato in Fe a causa delle alte temperature e a causa della converisione in CO2 della grafite che se ne è andata? La sostanza bianca potrebbe essere cenere di resine usate per tenere insieme il composto della mina?
                                                    Fondere atomi di C in atomi di Fe libera tanta di quella roba che fa spavento specie se non è qualche atomino sperduto e solitario ma addirittura briciole di metallo.
                                                    Poi perchè atomi di carbonio si dovrebbero fondere a causa di un semplice anche se intenso arco voltaico?
                                                    Proiettori cinematografici di qualche decina di anni fa erano dotati di due barre di grafite ed era l'arco di queste che forniva la luce per la proieziene. Non ho sentito di addetti alla proiezioni morti di leucemia o da ustioni da radiazioni. Mah! Non è il mio campo quindi forse sto dicendo un sacco di balle! Che mi dite?
                                                    Ciao!

                                                    Commenta


                                                    • #27
                                                      CITAZIONE (Lowrence @ 11/1/2005, 11:43)
                                                      Uhm, potrebbe darsi che la grafite usata non fosse pura grafite ma p.es. contenesse del solfuro di ferro che si è ricombinato in Fe a causa delle alte temperature e a causa della converisione in CO2 della grafite che se ne è andata? La sostanza bianca potrebbe essere cenere di resine usate per tenere insieme il composto della mina?
                                                      Fondere atomi di C in atomi di Fe libera tanta di quella roba che fa spavento specie se non è qualche atomino sperduto e solitario ma addirittura briciole di metallo.
                                                      Poi perchè atomi di carbonio si dovrebbero fondere a causa di un semplice anche se intenso arco voltaico?
                                                      Proiettori cinematografici di qualche decina di anni fa erano dotati di due barre di grafite ed era l'arco di queste che forniva la luce per la proieziene. Non ho sentito di addetti alla proiezioni morti di leucemia o da ustioni da radiazioni. Mah! Non è il mio campo quindi forse sto dicendo un sacco di balle! Che mi dite?
                                                      Ciao!

                                                      Ciao Lowrence,
                                                      esistono diverse aziende nel mondo che utilizzano questo processo per trasformare il carbonio in ferro, il problema è che non lo dicono.

                                                      In Canada è stato realizzato un reattore che trasforma le retine delle lampade da campeggio (torio) in argento.
                                                      Una forma di smaltimento molto utile non trovi?
                                                      Quello che sto affermando è serio e verificato e molto pericoloso, ma è la verità.

                                                      Pericoloso perchè prima di fare l'argento, facevano oro e platino, con un processo elettrolitico molto semplice che dura circa tre giorni per la trasmutazione completa, poi qualcuno ha "suggerito" che forse era meglio produrre argento, tutto quello che non ho scritto lo puoi immaginare tra le righe.

                                                      Ciao
                                                      Armando

                                                      Commenta


                                                      • #28
                                                        Hei ragazzi... approfitto un attimo per cambiare discorso ma rimanere sempre nell'ambito della fusione di nuclei atomici e trasmutazioni

                                                        qualcuno ha per caso visto il TG Leonardo in onda su Rai3 di lunedì mattina?
                                                        Un generatore di neutroni grande come una televisione... la nuova risorsa contro il cancro
                                                        che funziona a: fusione nucleare tramite l'accelerazione e la compattazione di atomi di deuterio.
                                                        La macchina ancora in sperimentazione presso l'istituto di Fisica dell'Università di Torino
                                                        è ancora lungi dall'essere ottimalmente funzionale. A parte il processo vero e proprio di cura che prende in esame l'iniezione di composti contenenti Boro10 nel sistema cardiocircolatorio.
                                                        Il sistema Co-Axial D-D Neutron Generator for FIRMS è a mio avviso una delle volte in cui apertamente e "fisicamente" si parla nella stampa pubblica di avvento di reale fusione nucleare a bassa energia.
                                                        Chi sa qualche cosa di più a tal riguardo, che implementazioni possibili si potrebbero eseguire sull'esperimento cominciato da Remond di fusione secca dopo aver colto qualche idea da questo progetto.

                                                        Ciao
                                                        Distortion

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                                                        • #29
                                                          CITAZIONE (Armando de Para @ 11/1/2005, 13:34)

                                                          In Canada è stato realizzato un reattore che trasforma le retine delle lampade da campeggio (torio) in argento.
                                                          Una forma di smaltimento molto utile non trovi?
                                                          Quello che sto affermando è serio e verificato e molto pericoloso, ma è la verità.

                                                          Pericoloso perchè prima di fare l'argento, facevano oro e platino, con un processo elettrolitico molto semplice che dura circa tre giorni per la trasmutazione completa, poi qualcuno ha "suggerito" che forse era meglio produrre argento, tutto quello che non ho scritto lo puoi immaginare tra le righe.

                                                          Ciao
                                                          Armando

                                                          ciao Armando,
                                                          non vorrei sembrare scettico ma non riesco ad immaginare un processo elettrolitico del genere....
                                                          se poi fosse così semplice immagino molte persone straricche venute fuori dal nulla a conoscenza del fenomeno come lo sei tu.

                                                          buona serata a tutti

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                                                          • #30
                                                            Caro daniloz

                                                            Non c'è bisogno di credere al 100 per 100 di tutto quello che si dice, basta pensare che il solo fatto che qualcuno lo ha detto, potrebbe essere vero, perchè la realtà supera qualsiasi fantasia.

                                                            Renzo Mondaini (Ravenna)

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