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Dalla truffa Volkswagen alla mobilità elettrica

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  • Dalla truffa Volkswagen alla mobilità elettrica

    La notizia arriva in un periodo con vendite di veicoli privati come non se ne vedeva da anni. Dopo averle date per spacciate le auto tornano a immatricolazioni a 2 cifre.

    Le lezioni del recente passato dovrebbero suggerire cautela nel tracciare ipotesi sul prossimo futuro del mercato dell’auto, ma è più che lecito pensare che l’affaire Volkswagen (che era già stata messa sotto torchio da Greenpeace anni fa, come ricordano immagini e video) contribuirà a dare una svolta decisa verso la mobilità elettrica.


    È utile comprendere, per districarsi nel caos venutosi a creare, che i perché della strategia truffaldina della Volkswagen hanno molto a che vedere con la specificità degli inquinanti sulla quale si è concentrata, ovvero gli ossidi d’azoto. «È un problema particolarmente rognoso – osserva Ugo Bardi, docente di Chimica fisica all’università di Firenze e membro del Club di Roma – perché deriva da esigenze contrastanti.
    Una è di avere un basso livello di inquinamento, l’altro bassi consumi. Per avere bassi consumi, bisogna migliorare l’efficienza del motore e questo si può fare con il motore diesel, invece di quello convenzionale a benzina. I motori diesel lavorano a più alte temperature e pressioni e questo li rende più efficienti. Ma questo fa anche si che producano più ossidi di azoto. È un problema che ha a che vedere con la termodinamica della combustione, e tutti sanno (o dovrebbero sapere) che se uno prova a far la guerra alla termodinamica, la termodinamica vince sempre.
    Il problema è sostanzialmente irrisolvibile, perlomeno a costi compatibili con il prezzo di un veicolo ordinario. E quando uno si trova di fronte a un problema irrisolvibile, la tentazione è spesso quella di imbrogliare. Questo è, evidentemente, quello che è successo con l’industria automobilistica e i risultati ci appaiono evidenti oggi con lo scandalo Volkswagen. Tuttavia, se è vero che non possiamo vincere contro la termodinamica, è anche vero che non dobbiamo necessariamente combatterla. Una battaglia contro il motore a scoppio è stata persa negli anni 1970, ma possiamo ancora vincere la guerra», puntando sulla mobilità elettrica.


    Come sottolineano anche Anna Donati e Francesco Petracchini nella loro ultima fatica per Edizioni Ambiente – Muoversi in città. Esperienze e idee per la mobilità nuova in Italia – La sinergia di tre rivoluzioni – sharing, connessione e propulsione elettrica – consentirà di ridurre drasticamente il numero di auto; in parallelo anche il trasporto pubblico evolverà fornendo servizi più efficienti e flessibili, consentendo ai cittadini di scegliere di volta in volta la soluzione più interessante. Anche nel campo della movimentazione delle merci, oggi in Italia dominato dai camion, l’avanzata di soluzioni spinte di “smart manufacturing” e di tecnologie emergenti potrebbe portare a una ricollocazione di alcune imprese ed evitare nel medio lungo periodo la spedizione di prodotti in magazzini in giro per il mondo.


    Non solo auto privata elettrica, dunque, ma una mobilità nuova basata su un modello che vada oltre l’uso individuale del motore a scoppio. Un modello dove l’Italia è ancora indietro, e che dovrà velocemente inseguire se non vuole vedere aumentare il gap: gli altri adesso non potranno che correre più velocemente, inseguiti dallo spettro Volkswagen.

    Tratto da greenreport.it
    Essere realisti e fare l'impossibile

  • #2
    Mi auguro ,come dici tu, che aumentino le vendite di auto elettriche , ma mi sembra non in maniera eccessiva .
    Purtroppo il costo delle batterie incide troppo sui veicoli elettrici .
    Le batterie al Litio difficilmente potranno abbassare i prezzi , data la scarsità ed il costo dell'elemento Litio .

    Bisognerebbe trovare altre soluzioni di batterie a basso costo ed a basso peso , diverse da quelle al piombo o litio o NiMH.
    Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

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    • #3
      Ciao Zagami,
      su questo punto non posso darti torto.
      Pur potendo diminuire di un 25-30% non possono certamente scendere ancora troppo.
      Per abbattere realmente i costi e relativi prezzi bisognerà passare ad altre tecnologie quali in grafene o le batterie al magnesio che ad oggi ha buone possibilità di far ottenere batterie molto economiche, assolutamente non inquinanti, meno pericolose e un po più leggere.

      ci stanno lavorando in parecchi. Speriamo bene.
      Ciao,
      Roy
      Essere realisti e fare l'impossibile

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      • #4
        Bussare alle porte di chi produce motori endotermici è come bussare al parlamento un motore che funziona al 70% di acqua e il 30% di carburante esiste ed è dimostrabile non mi interessa presentarlo ai vari forum ma a veri interessati per la sua industrializzazione per quanto riguardano le batterie la Fiamm o una altra piccola azienda della zona sembra abbiano messo a punto una batteria con una rapida carica per un uso fotovoltaico ma adattabile anche alle auto

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        • #5
          Eì e no

          Originariamente inviato da zagami Visualizza il messaggio
          Mi auguro ,come dici tu, che aumentino le vendite di auto elettriche , ma mi sembra non in maniera eccessiva .
          Purtroppo il costo delle batterie incide troppo sui veicoli elettrici .
          Le batterie al Litio difficilmente potranno abbassare i prezzi , data la scarsità ed il costo dell'elemento Litio .

          Bisognerebbe trovare altre soluzioni di batterie a basso costo ed a basso peso , diverse da quelle al piombo o litio o NiMH.

          E vero che le EV costano molto ma è anche vero che hanno minori costi di esercizio, inoltre l'aggiunta di ulteriori dispositivi anti-inquinamento andrà ad aumentare il costo dei Diesel diminuendo il GAP.

          Io l'auto elettrica ce l'ho da tanti anni e ti posso dire che il costo d'accquisto è il problema minore.

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          • #6
            Originariamente inviato da zagami Visualizza il messaggio
            Mi auguro ,come dici tu, che aumentino le vendite di auto elettriche , ma mi sembra non in maniera eccessiva .
            Purtroppo il costo delle batterie incide troppo sui veicoli elettrici .
            Le batterie al Litio difficilmente potranno abbassare i prezzi , data la scarsità ed il costo dell'elemento Litio .

            Bisognerebbe trovare altre soluzioni di batterie a basso costo ed a basso peso , diverse da quelle al piombo o litio o NiMH.
            La crescente domanda di litio, e conseguente produzione, ha già innescato la riduzione di prezzi auspicata al punto che l'anno prossimo si vedranno alcuni produttori proporre batterie litio con densità energetica maggiore del 30% rispetto alle migliori attuali, e prezzo inferiore del 25% su grossi volumi.

            Tale evoluzione dovrebbe far crescere il settore, non tanto per le elettriche pure ma soprattutto per le ibride e ibride plug-in. E' comunque stimato in vari studi di settore che la quota di mercato raggiunga il 10% entro il 2020-2023 (tre milioni di veicoli solo per l'Italia, fonte Enel).

            Un volume del genere porterà con se una caduta dei prezzi e la comparsa di altre tecnologie alternative alle litio. Toyota già nel 2010 annunciava tecnologia al magnesio con percorrenze fino a 1000 km entro il 2020.

            Certo che se per fare 1000 km servono almeno 120 kWh, con la presa domestica di 3kW sono necessarie 40 ore per ricaricare da 0...

            Mauro

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            • #7
              Mi permetto di fare presente un problema fondamentale: il peso. Non è sostenibile che un veicolo che porta una sola persona pesi 10-20 volte ciò che trasporta. Un veicolo elettrico di 100 kg può tranquillamente essere dotato di batterie piccole e può consumare una frazione dell'energia di un veicolo convenzionale. Che poi la mobilità si converta da privata a car sharing o altre forme di noleggio a lungo e breve termine, la questione non cambia. Ci vogliono mezzi leggeri e mono o al massimo biposto. La tecnologia c'è: alluminio e carbonio e componentistica da motocicletta (non da auto). Meno peso, meno batterie, meno potenza, minori costi. Ad oggi nessun costruttore ha mai investito veramente in veicoli di tal genere.

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              • #8
                Tu sei chiesto perché ?
                Il grosso problema ripeto sono e rimangono il costo delle batterie e la durata nel tempo .
                Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

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                • #9
                  Volevo fare un ragionamento con voi:

                  L'auto elettrica sarà senza dubbio l'unica soluzione che potremo adottare per savare quel che ci resta del nostro povero pianeta.

                  Tuttavia le batterie, intese come accumulatori a secco (e poi vi dirò perchè) non potranno assolutamente essere la soluzione. E la motivazione risede nelle leggi della fisica.
                  Facciamo due conti: una Nissan Leaf ha accumulatori da 24KWh e permette percorrenze di 100-120Km appena. Se li ricarico a casa (contatore 3KW) ci metto 8 ore (3x8=24) e non si scappa.
                  Se la ricarico alla colonnia rapida (dove ci sono) ci metto mezz'ora, perchè la colonnina eroga 50KWh (da cui 0,5hx50KW= 25KWh) e non si scappa.
                  Ora, se vogliamo che un'auto ci permetta non dico di andare in vacanza da Milano a Rimini (330 Km) ma per fare la gita della domenica (diciamo 200Km) dobbiamo fermarci 1-2 volte (tenendo conto che in autostrada le auto elettriche consumano di più).

                  Dunque come detto sopra servirebbero batterie più capienti, leggere ed economiche.

                  La tecnologia certamente ci arriverà... ma le leggi della fisica saranno (nostro malgrado) sempre quelle: cioè se ho una batteria di capacità dieci volte superiore, avrò bisogno di 10 volte tanto il tempo di ricarica, a parità di potenza per la ricarica applicata. Così una ipotetica batteria per auto da 240 KWh avrà bisogno di 80 ore a casa nostra, oppure circa 5 ore con la colonnina da 50 Kwh...
                  Se ipotizzassi una colonnina ultrarapida dovrei avere potenze di 500KWh...

                  I problemi che si pongono in caso di totale transizione verso l'auto elettrica sono dunque:
                  1) Capillarità della distribuzione dell'energia elettrica per potere permettere a tutti gli utenti "automotive" di ricaricare la propria auto in tempi ragionevoli... Dunque servirebbe una rete sotterranea con tensioni elevatissime per permettere di creare punti di ricarica capillari.
                  2) Carenza di energia elettrica: tempo fa ho valutato la quantità di benzina/gasolio per automobile consumata per italia e ho convertito il valore in KWh. Ebbene avremmo bisogno di (almeno) raddoppiare la produzione di energia italiana per permetterci un parco auto totalmente elettrico. Questo raddoppio è certamente fattibile anche (e si spera) con le rinnovabili, ma i tempi per la realizzazione sarebbero molto lunghi... Si stima che entro il 2030 le rinnovabili arriveranno a coprire fino al 30% (Quanto sarà verde l’Europa del 2030? | QualEnergia.it) ma non si è certi. Se i consumi raddoppieranno, bisognerà anche radoppiare o più le rinnovabili, altrimenti l'auto elettrica potrebbe rivelarsi un boomerang...

                  Come risolvere, allora, il problema per potere utilizzare l'auto elettrica?
                  Proprio oggi è uscito un articolo che mi ha colpito: Da Harvard la batteria a flusso economica e sostenibile per il fotovoltaico di casa | QualEnergia.it

                  Una nuova ricerca (università di Harvard) ha permesso di generare batterie "liquide" con due elettroliti NON tossici che possono accumulare energia in grande quantità.
                  Potremmo allora pensare ad un auto elettrica con due serbatoi (per i due liquidi) che genererebbero la corrente necessaria per l'auto e il cui "pieno" sarebbe facilmente ottenibile tramite l'attuale rete di dispaccio/trasporto dei distributori.
                  Inoltre il "pieno" sarebbe rapido e semplice (come con la benzina/gasolio)
                  Infine la produzione degli elettroliti potrebbe essere decentralizzata a centrali rinnovabili che eviterebbero la costosissima e "delicata" capillarità di una rete elettrica sotterranea mostruosamente dimensionata...

                  Chi lo sa se il futuro sarà questo... Io però credo che sia un'importante scoperta anche per l'automotive
                  Impianto Fotovoltaico: 4,4 KWp.
                  Moduli fotovoltaici: 16 pannelli QCells Q.Plus-G4 275 Wp - Inverter – SOLAREDGE SE 5000 - Ottimizzatori di Potenza - SOLAREDGE P300
                  Azimuth 157° (-23° verso EST) - Tilt 25° - Latitudine: 45°47.5' Longitudine: 8°53.4' - Attivo dal 12/10/2016 - Produzione primo anno: 6.143 KWh

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                  • #10
                    Quello che volevo sottolineare, al di là di proporre mezzi stravaganti che magari possono non piacere come monoposto o similari, è che il mezzo elettrico del futuro non può essere una Nissan Leaf di una tonnellata e mezzo. L'analogia che si può fare è quella delle abitazioni.
                    A parità di comfort, normalmente, si sceglie di coibentare una casa piuttosto che installare una caldaia più potente. Perchè allora non si ragiona mai così nell'automotive, soprattutto quando si parla di mezzi elettrici? Sarebbe più conveniente costruire mezzi più piccoli (delle dimensioni di una media degli anni '70, corrispondente a una super compatta attuale) o costruire berline di 5 metri con centinaia di kWh per una autonomia comunque da gita fuori porta?
                    Perché non puntare su telai e carrozzerie in alluminio o misto alluminio-carbonio-kevlar (uniti magari a dimensioni compatte e a una aerodinamica più studiata) piuttosto che il classico acciaio? Come bilancio globale economico-ecologico (produzione-smaltimento) è più conveniente al privato ma anche alla collettività una vettura leggera fatta di materiali di pregio con accumulatori ridotti e motori di bassa potenza o una vettura pesante, con decine di kW di potenza con accumulatori di grande capacità?
                    Il futuro sembra essere l'evoluzione in elettrico dell'attuale automobile anzichè in mezzi veramente "del futuro". Vedi Nissan Leaf, da fuori sembra un'auto normale, né più né meno, in modo che probabilmente il consumatore non si accorga nemmeno della differenza.
                    Personalmente sono un estremista sostenitore dei mezzi a pedali. So di scrivere una eresia ma per la maggior parte degli spostamenti quotidiani, tecnicamente e statisticamente parlando, il mezzo più efficiente è e rimane la bicicletta (meglio se a pedalata assistita). Penso che in molti di voi converranno con me. Certo non ci vai in vacanza con la famiglia nel week-end però nemmeno con l'auto elettrica attuale, se abiti un pelo lontano...
                    Ultima modifica di Markciccio; 08-10-2015, 15:41.

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                    • #11
                      Se non ricordo male "zagami" ha progettato/brevettato batterie "liquide"

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                      • #12
                        xx Markciccio
                        Il mio discorso era più "teorico"... e riguardava il concetto di auto elettrica e di batterie.
                        Se da una parte, come si evince dalle tue parole, è senza dubbio necessario un cambio di pensiero dal punto di vista dell'utilizzo dell'auto, delle fonti con cui ricaricare e dove ricaricare, dall'altro non è possibile paragonare una casa con un'auto.
                        Certo che grazie alla tecnologia le nuove case ora sono in classe A (o anche meglio), ma questo non può valere per le attuali auto. Prima perchè il motore endotermico (come detto sopra) ha raggiunto il limite e non possiamo cercare di recuperare altra energia come si è fatto con le caldaie a condensazione o "coibentando" il motore per recuperare energia... In secondo luogo l'aumento di peso delle auttali auto rispetto a generazioni passate è stato dettato dai sistemi di sicurezza passiva e attiva che esse montano. E non possiamo farne a meno. Poi se prendiamo come esempio proprio un VolksWagen, la nuova golf pesa 100 kg meno del modello precedente e per ridurre tale peso non è solo una questione di costi, ma ancora una volta di sicurezza. Poi possiamo fare tutti i ragionamenti del caso. Per esempio Quattroruote un paio di anni fa aveva avviato un progetto di un'auto in cui il peso era ridotto al minimo per permettere consumi minori. Ques'auto (delle dimensioni di una comune media) comunque anche con uso esclusivo di alluminio e palstica era comunque moltopesante, a causa dei sistemi di sicurezza necessari e al peso del motore endotermico... Se pensiamo al futuro, comunque, non possiamo immaginare un'auto media che pesi meno di una tonnellata (e magari più)... Se rapportiamo il tutto ai consumi, anche elettrici dal momento che ne stiamo parlando, il risparmio non sarebbe tale da permettere l'autonomia tanto sognata con la tecnologia a batterie a secco come ho detto sopra.
                        Infine: sarebbe bello se tutti potessimo andare "a pedali" ma non è possibile (se non magari nelle grandi metropoli). Chi vive in periferia avrebbe problemi anche con un'operazione semplice come portare i figli a scuola...
                        Dell'auto abbiamo bisogno. Se diventerà (speriamo) elettrica non cambierà molto dal punto di vista costruttivo. Magari si alleggerirà, ma non di molto. Se prenderà piede, invece, dipenderà da come riusciremo a gestire i problemi di ricarica/autonomia.

                        x AlgainEnergy
                        Molto interessante
                        Dal mio punto di vista le batterie a secco non saranno la soluzione... Solo qualcosa di facilmente trasportabile e sintetizzabile/ricaricabile con energia pultita potrà essere il futuro. A partire dall'idrogeno o il metanolo per le fuel cells (con gli evidenti problemi di stoccaggio-trasporto dell'idrogeno e difficoltà della sintesi del metanolo) alle batterie liquide.
                        Impianto Fotovoltaico: 4,4 KWp.
                        Moduli fotovoltaici: 16 pannelli QCells Q.Plus-G4 275 Wp - Inverter – SOLAREDGE SE 5000 - Ottimizzatori di Potenza - SOLAREDGE P300
                        Azimuth 157° (-23° verso EST) - Tilt 25° - Latitudine: 45°47.5' Longitudine: 8°53.4' - Attivo dal 12/10/2016 - Produzione primo anno: 6.143 KWh

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                        • #13
                          Il motore termico non ha raggiunto il massimo della sua evoluzione. Ci sono sistemi tipo fasatura variabile e funzionamento cilindri "on demand" che ad oggi non sono stati completamente esplorati. E inoltre il peso maggiore della Golf attuale è dovuto anche al fatto che la Golf MK1 aveva le dimensioni di una attuale "UP". Non voglio convincere nessuno ma i sistemi di sicurezza passiva in se pesano proporzionalmente al peso del veicolo. Per cui un veicolo di 200 kg rispetto a uno che ne pesa 1000 ha 5 volte meno bisogno di smaltire l'energia di un possibile urto. Per cui avrebbe ovviamente componenti di sicurezza 5 volte meno pesanti.
                          Non chiedo certo rinunciare all'auto di famiglia ma magari alla seconda/terza auto. Soprattutto se a sostituirla ci potesse essere un mezzo ecologico, compatto ed elettrico. Siamo il popolo che al mondo ha più auto pro/capite. Credo che si possa anche rinunciare a girare con un baraccone di una tonnellata e mezza per fare, da soli, i 10 km che ci separano dal posto di lavoro, sostituendolo con un qualsiasi altro mezzo più ecologicamente ed economicamente vantaggioso.
                          E' questo che non capisco dei veri ragionamenti: la sostituzione dell'auto a combustione interna "tout court" con un'auto del tutto simile ma elettrica o al massimo ibrida. Con tutti i problemi di accumulo di centinaia di kWh occorrenti, ricarica, smaltimento a fine vita ecc. Occorrerebbe, a mio avviso, un cambio di prospettiva radicale almeno per quanto riguarda le seconde macchine. Anziché concentrarsi su sviluppi di sistemi di accumulo che tardano a venire, concentrarsi su mezzi più efficienti e soprattutto enormemente più leggeri. E' altrettanto chiaro che finché a comandare ci sarà la strategia del consumo questi mezzi non arriveranno. Auto piccole con uno o due posti. Guardate fuori e osservate le auto che passano. Quale è la percentuale delle auto con 4 posti liberi? A cosa mi servono 5 posti se poi ci vado da solo per il 90% del tempo? Qui chiudo il discorso, non vorrei annoiarvi troppo con i miei voli pindarici da pedalatore ecologista....

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                          • #14
                            Originariamente inviato da AlgainEnergy Visualizza il messaggio
                            Se non ricordo male "zagami" ha progettato/brevettato batterie "liquide"
                            Si grazie per averlo ricordato , la discussione si trova qui :
                            http://www.energeticambiente.it/pile...elettrica.html

                            Per tale progetto ho ottenuto un brevetto .
                            Avevo iniziato quello discussione nella speranza che qualche imprenditore interessato mi contattasse , ma i contatti che ho avuto diciamo che erano poco seri o di persone con semplice curiosità o interessati solo a carpire qualche segreto .
                            Ma vedo che in Italia siamo fermi all'anno zero da tutti i punti di vista .

                            Originariamente inviato da das873 Visualizza il messaggio
                            Come risolvere, allora, il problema per potere utilizzare l'auto elettrica?
                            Proprio oggi è uscito un articolo che mi ha colpito: Da Harvard la batteria a flusso economica e sostenibile per il fotovoltaico di casa | QualEnergia.it
                            Si ho letto l'articolo , non è una cosa nuova è da tempo che se ne parla , dice l'articolo :

                            -------. La nuova batteria con chinoni e ferrocianuro, a differenza di quella con chinoni e bromo sviluppata l'anno scorso, vede i due elementi in soluzione alcalina. Essendo i composti non corrosivi, i componenti del sistema possono essere costruiti in maniera più semplice e con materiali più economici, abbassando i costi dell'accumulo nel suo complesso.------


                            Ora il problema di queste due sostanze risiede nel basso rapporto potenza/ peso, per cui non credo che abbia molti sviluppi .
                            Un'altra osservazione utilizzare chinoni e ferrocianuro non mi sembra il massimo della sicurezza ed ecologia .

                            Ciao.
                            Ultima modifica di experimentator; 08-10-2015, 16:51.
                            Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

                            Commenta


                            • #15
                              beh vedo che la fantasia non vi manca

                              Vorrei tornare a un livello più terrestre, senza ipotizzare soluzioni per ora solo ipotetiche o futuristiche.

                              Solo alcuni appunti, non sto a citare i messaggi ma mi riferisco soprattutto a DAS.
                              Non si devono sparare numeri a caso o "a sensazione". Una batteria da 240kWh (!!) su un'auto non avrà senso nè domani nè mai, perchè coi consumi di un'auto elettrica garantirebbe più di 1000 km! Pure alla Tesla!

                              Ho partecipato a un corso sul sistema auto elettrica presso l'ordine degli Ing di Milano, beh gli esperti la transizione la vedono possibile e non traumatica come dite voi.
                              In parte coincide con la mia "visione", con alcuni dettagli che mi mancavano, riassumo senza troppe cifre.

                              - le batterie progrediscono velocemente. Io personalmente non credo molto a sistemi con "scambio" di fluidi, la vedo difficile tecnicamente, non mi dilungo ma su questo il futuro (o Zagami se trova partner) mi darà ragione o torto. Semplicemente sono già raggiunte autonomie da città sufficienti, nel giro di 5-10 anni saranno disponibili senza troppo ottimismo auto da 300-500 km e questo basterà.

                              - esistono già ricariche veloci (fno a 2-300kW), la distribuzione elettrica è già la più capillare, nessun problema nel giro di pochi anni a fare un viaggio di 1000km con 1-2 pause di 30' ciascuna.

                              - entro qualche anno le auto elettriche/ibride plug in saranno comunque poco, irrilevante l'impatto sul consumo elettrico nazionale, il sistema comunque potrebbe già reggere un aumento di qualche %.

                              Per i mezzi del futuro è difficile immaginarli, ma il trasporto individuale è un vizio duro a morire. Però, probabilmente, aumenterà il car sharing e altre soluzioni "intelligenti".
                              E poi un'auto da 2-300 km può essere l'unica auto, per i pochi viaggi lunghi annuali potremo noleggiare o usare il treno... o tenerci una vecchia auto inquinante (resisteranno comunque almeno per 20-30 anni, non prendiamoci in giro)
                              Ambientalista, esperto di risparmio energetico, veicoli elettrici e energie rinnovabili.
                              Possessore di una rara FIAT Seicento Elettra: Eli!

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