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Velomobile, veicolo a pedali per tutte le stagioni

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  • Markciccio
    ha risposto
    110_3434.jpg 110_3432.jpg 110_3433.jpg

    Pochi giorni fa abbiamo anche organizzato una gara sul circuito di Misano, dove si possono vedere vari velomobili in azione (io ero però in reclinata):

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  • Markciccio
    ha risposto
    Vi aggiorno brevemente, il progetto del prototipo Aer1s è andato avanti anche se un po' rallentato dalla costruzione di altri mezzi. Alcune foto della versione "stradale":

    110_3426.jpg 110_3427.jpg 110_3428.jpg 110_3429.jpg 110_3431.jpg

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  • masterpc2
    ha risposto
    Il nick non mi è nuovo,
    Sto costruendo un trike... ma i 1000 progetti mi porteranno lontano nel tempo, forse prima della pensione ce la farò!
    (PS: la pensione non me la daranno mai... sigh... quindi c'è sempre tempo )

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  • Markciccio
    ha risposto
    Stavolta siamo sul Corriere.it!


    Quei temerari delle macchine a pedali A Monza il campionato di velomobile - Corriere TV




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  • Markciccio
    ha risposto
    Video del campionato italiano HPV mezzi a propulsione umana 2016 a Monza:

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  • Markciccio
    ha risposto
    Altre prove in pista, stavolta un pochino più veloce:

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  • trigen
    ha risposto
    Eh va bene allora dillo... c'era quello con la maglietta dell'Inter che aveva una bici da donna con tanto di cestino...

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  • Markciccio
    ha risposto
    Il progetto devo prima collaudarlo per bene, poi vedrò di fare un tutorial con disegni e quant'altro per condividerlo. Quantomeno il trike, però sarebbe bello anche per la carrozzeria.

    Video "onboard" di un giro veloce:

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  • trigen
    ha risposto
    Che invidia! Davvero complimenti per tutto. L'open è raggruppato in qualche modo? Giusto per non spulciare tutto l'altro forum se e quando riuscirò mai a trovare il tempo. Altrimenti,visto che dici di aver speso poco per questo e che ti lamenti delle bozze,un giorno che dovrai far spazio in garage tienimi in considerazione,da ciclista a ciclista scarso,(io). Migliorare 9 km\h il progetto precedente avrà creato qualche mal di stomaco,certo il desiderio di rivalsa muove anche le gambe.
    Solo per la cronaca,il mio voler aggiungere le braccia,non è tanto per migliorare,ma più per alternare. Io,le gambe le ho "finite" spesso e quando dicono basta è basta,mentre magari la pompa va ancora,(vorrei sperare). Poi,scendi,fai due passi,visto che non uso più gli scarpini,mangi qualcosa e provi a tornare a casa.

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  • Markciccio
    ha risposto
    Tornando al progetto Aer1s - velomobile, ieri sono andato a Monza a testarlo su asfalto, primi metri in assoluto, tra l'altro insieme ad altri velomobilisti. Potete trovare alcune foto e commenti qui:

    Campionato italiano HPV 2016, Monza, 12 giugno - page 2


    402c180a_o.jpeg

    a2403ef5_o.jpeg

    Come scrissi più sopra, è ovviamente un veicolo molto sportivo. Tempo migliore sul giro singolo, 7 minuti e 19" alla media di 47.3 km/h.

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  • Markciccio
    ha risposto
    L'idea della pedalata con le mani+gambe viene in effetti fuori spesso e sarebbe bello fare un prototipo per vedere i reali vantaggi. Un mio amico vorrebbe fare un trike con il manubrio che si possa usare come una specie di vogatore. Secondo me l'incremento di prestazione ci può essere ma solo se si è poco allenati. Se si è sufficientemente allenati il primo organo ad arrivare al limite è sempre il cuore, mentre le gambe arriverebbero dopo. Per cui poter "pedalare" con le braccia non darebbe un reale vantaggio. Sarebbe però un vantaggio in termini di fitness e forma fisica generale. C'è comunque da tenere conto della maggiore complessità meccanica e del peso che si va ad aggiungere.

    Le gambe passano molto vicino ma non toccano mai il manubrio, sarebbe molto fastidioso se capitasse. Eventualmente può capitare ma solo sui tornanti veramente stretti. Il manubrio è una delle componenti fondamentali di questo tipo di bicicletta. Occorre avere una posizione molto comoda e fare il minor sforzo possibile per controllare lo sterzo. Se ciò non fosse, non sarebbe possibile usare con efficacia la bici, sarebbe ingovernabile.

    Il video che ho fatto voleva essere un po' spiritoso, spero che nessuno si sia offeso. Io sono sempre stato un ciclista da corsa, prima di scoprire, recentemente, questo fantastico mondo reclinato ma devo dire che certi comportamenti, come passare con il rosso, viaggiare in 4 affiancati e prendere tutte le curve come se si fosse su strada chiusa non li ho mai accettati. Con la reclinata/trike si passa molte volte per diversamente abili o comunque per ciclisti con qualche patologia. Secondo me, invece, è importante far capire che c'è anche un altro modo di pedalare, comodi e soprattutto con prestazioni accettabili, a volte persino pari al ciclismo universalmente conosciuto.

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  • trigen
    ha risposto
    Magari fosse potenza... no le più ripide non le fa quasi nessuno e sono sporche,se pedali in piedi scarichi di peso la posteriore. Fare un 15% con quel tipo di bici complimenti davvero,per forza poi gli altri ciclisti non sono contenti si sentono derisi,un po come i miei amici con parecchia gamba che vanno con la mountain assieme alle bdc.
    Hai presente la varbike? Lì pedali a gambe e braccia su una tradizionale,mi piacerebbe modificare una hand per usare anche le gambe. Ma è un'idea che non saprei proprio come realizzare.Pensare è una cosa realizzare un'altra.
    Un'ultima curiosità,mi sembra che le gambe in pedalata sfiorino il manubrio.

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  • Markciccio
    ha risposto
    Ti riferisci a questo video?




    Per quanto riguarda le prestazioni, tieni conto che, se non hai mai provato una reclinata, questo tipo di bici è velocissima in pianura ma in salita diventa una sfida confrontarsi con le biciclette verticali, di qualunque tipologia. Su salite impegnative, la bici da 100 euro presa all'Esselunga può tranquillamente battere una reclinata da 2000 euro con componenti top. I motivi sono molteplici e dipendenti in parte dal peso superiore a parità di componenti ma soprattutto da questioni di attrito, reattività della catena e soprattutto di biomeccanica. Questa bici a trazione anteriore "tenta" un po' di recuperare quel gap. Ho fatto molti confronti tra me stesso in bici da corsa contro me stesso in reclinata a trazione anteriore e più o meno siamo lì. Se non ci fossero i kg di differenza dovuti alla componentistica scarsa della anteriore, le prestazioni sarebbero molto simili.
    C'è da dire che poi in salita, su quelle più dure, mi alzo in verticale con la schiena staccata dal sedile. E' una cosa strana, lo so. Ma questo lo faccio sia per una questione di ottimizzazioni degli angoli della pedalata, sia per aumentare il peso sull'anteriore. E infatti, con questo stratagemma , mi capita di slittare con la ruota davanti solo quando il terreno è molto sporco o non riesco a eseguire una pedalata sufficientemente rotonda. Insomma per rispondere, alla tua domanda, io riesco a pedalare anche fino al 15%. Ho fatto il Mottarone (una delle salite più impegnative dalle mie parti) con qualche difficoltà ma non è una impresa impossibile, anzi. Ovviamente meglio non avere uno pneumatico di legno all'anteriore. Ma davvero slitti con una trazione posteriore? Devi essere potentissimo....Comunque se slitti potrebbe darsi che la ragione sia che nel fuorisella non riesci ad avere una pedalata molto rotonda, che invece è indispensabile su questo tipo di bici e magari il terreno è sporco o irregolare.
    Per il telaio centrale, preferisco tenerlo così. Quel trave, che deve servire solo a sostenere il peso del ciclista (e non il tiro catena, come succede sulla bici tradizionale), è sufficientemente robusto che resistere alle sollecitazioni ma anche sufficientemente elastico per copiare un minimo le asperità del terreno. Poi, quando mi si spaccherà sotto al sedere, vedrò di fare delle modifiche. Per ora 1500 km e tutto sembra a posto.
    Non ho capito bene cosa vorresti realizzare. Cosa intendi per una reclinata con hand sulla ruota davanti?
    Ultima modifica di Markciccio; 13-05-2016, 15:10.

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  • trigen
    ha risposto
    Marco sei un grande,però,quei ciclisti li pettinavi anche con una bici da 100 euro.
    Oltre certe pendenze a me che in salita sono sui pedali slitta la ruota dietro e mi siedo,ma in una reclinata così quella davanti ,oltre il 10 la vedo dura.
    Per irrobustire il ""centrale"" hai pensato a una soluzione tipo le vecchie code di rondine?
    Un idea che mi piacerebbe realizzare è una reclinata trazione dietro con hand sulla ruota davanti,sicuramente l'avrai già fatta...
    Ultima modifica di trigen; 10-05-2016, 19:10.

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  • LightPower
    ha risposto
    Meraviglioso il video, .....epico!

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  • Markciccio
    ha risposto
    Può essere, so che uno era stato venduto dalle parti di Ancona. Per chiarire, io da quel progetto sono uscito un anno fa e non ne ho voluto sapere più niente.

    In ogni caso non si vive di solo velomobile, nel tempo libero dalla costruzione del nuovo veicolo a tre ruote Aer1s, ho costruito una reclinata a due ruote (e cioè una "bicicletta reclinata") che vorrebbe, nelle intenzioni, tentare di avvicinarsi alle biciclette tradizionali laddove sono più deficitarie e cioè in salita. In termini tecnici è una TD -MBB e cioè una Trazione Diretta, Movimento centrale mobile. Vi posto un filmato. Dalle prime prove sembra essere molto performante. Lì'dea è di avere una catena corta (e quindi ridotta perdita di potenza e alta reattività alla pedalata), telaio leggero molto simile a quello di una bicicletta da corsa, pedali in basso che agevolano la circolazione sanguigna (dove invece la reclinata obbliga a una posizione molto alta dei piedi, per il problema di interferenza ruota anteriore-tallone). Sono state costruite biciclette simili da altri costruttori ma mai con i pedali così in basso e contemporaneamente sedile così verticale. Ho in programma qualche test abbastanza accurato; se vi può interessare, vi aggiornerò. La sto anche usando per andarci al lavoro. L'unico grosso difetto è che ha bisogno di molta pratica per essere utilizzata in sicurezza, mentre con un tre ruote si può subito pedalare senza badare a stare in equilibrio.

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  • Darwin
    ha risposto
    Markciccio ho avuto le traveggole o ho incrociato la Zephyrus dalle parti di Sassoferrato mercoledì?

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  • quamau
    ha risposto
    Beh Mark, se vuoi fare un'ode alla bici e alle sue tante virtu', hai trovato una voce in piu' da aggiungere al coro.

    Scusami avevo letto di fretta (son sempre di fretta) e non avevo capito che col nuovo progetto hai abbandonato il motore. Che pero' mi sembra sempre indispensabile, se vuoi usare seriamente la bici (ogni tempo, ogni strada). Io non riesco a farne a meno nemmeno con la bici normale, che pesa anche poco, ma.. il freddo d'inverno, il caldo d'estate, la pioggia, una sera il mal di testa l'altra sera sei stanco morto.. credo che non ce la farei senza motore. Con la neve poi gran divertimento.

    I friction drive moderni non li guardo piu' da un po' ma mi lasciano scettico. Invece il massimo sarebbe esser capaci di modificare un motore commerciale e tirargli giu' del bel peso. Gia' adesso un geared piccolino va sui 2kg, poi lo alleggerisci. E Justin su ebikes.ca ha appena avuto la trovata del secolo (raffreddamento con fluido ferromagnetico) per poter far funzionare motori ancora piu' piccolini senza pb di sovrariscaldamento

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  • Markciccio
    ha risposto
    Originariamente inviato da Lupino Visualizza il messaggio
    ...hanno re-inventato il Solex elettrico?!?
    Credo di si, guarda qui:

    Assistenza elettrica "minimal"

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  • Lupino
    ha risposto
    Ciao Markciccio, e ciao a tutti...
    ...nuovi kit che agiscono direttamente sullo pneumatico...
    ...hanno re-inventato il Solex elettrico?!?

    Lascia un commento:


  • Markciccio
    ha risposto
    @quamau: vedo che parliamo la stessa lingua e mi fa molto piacere. Per quanto riguarda l'elettrificazione, l'idea sarebbe di non utilizzarla, quantomeno in questo nuovo progetto. Nel vecchio era quasi indispensabile in quanto il peso era molto elevato (35-40 kg) quindi bastava una breve salita per mettere in crisi il pedalatore. Per cui per un breve periodo ho adoperato la motoruota. Con il nuovo progetto però, soprattutto con la possibilità di montare o smontare parzialmente o totalmente la carenatura (sono 6-7 kg in meno) nel caso in cui non fosse indispensabile, si tratterebbe di un mezzo parecchio più leggero e quindi meno impegnativo in salita. Non escludo di inserire anche qui una elettrificazione ma forse con sistemi più leggeri e flessibili di quelli che avevo usato in passato. Esistono dei nuovi kit che agiscono direttamente sullo pneumatico oppure sul mozzo dei pedali, con un motore molto più piccolo, magari da far funzionare per brevi tratti, solo sulle salite. In pianura l'aerodinamica aiuta parecchio, come e più di un motore elettrico. Vedremo in futuro, in questo momento sto finendo la meccanica, poi ci sarà da capire come mettere la carrozzeria.

    Comunque la bicicletta rimane un mezzo eccezionale, tutto da riscoprire. Che sia poi in velomobile o una mountain bike, non fa differenza.
    Ultima modifica di Markciccio; 15-02-2016, 13:29.

    Lascia un commento:


  • quamau
    ha risposto
    Bravo Mark, tutti i miei complimenti (soprattutto per l'open source) e' un po' d'invidia. Io abito in montagna, ho un commuting con 5km al 10% che escude in pratica l'opzione velomobile, altrimenti avrei cominciato con un alleweder parecchi anni fa! Invece mi accontento di usare la bici (elettrica), 365g/anno, con ogni tempo: per ora basta un buon abbigliamento, magari con gli anni la copertura diventera' indispensabile.

    Volevo solo commentare quanto ho letto piu' su sull'elettrificazione:
    1) dici di avere un motore da 500W alimentato dal controller a 250W per stare nei limiti. Okkio che in Italia questo non ti riporta nella legalita': quello che conta e' la potenza di targa del motore.
    2) Non so nell'applicazione velomobile, ma sulla bici io il PAS non l'ho mai considerato, confrontandolo con il manettino (acceleratore) che e' molto piu' comodo e dosabile. E' facile rendere legale l'acceleratore se subordinato al PAS.

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  • Soleo
    ha risposto
    Complimenti, davvero un bel progetto

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  • Markciccio
    ha risposto
    Terza parte, filmatino relativo alla costruzione della carenatura:

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  • Markciccio
    ha risposto
    Seconda parte, telaio e sospensioni:

    Lascia un commento:


  • Markciccio
    ha risposto
    Ciao a tutti,
    sto andando avanti con i lavori abbastanza velocemente ma per fare un velomobile quasi da zero occorre parecchio tempo quindi conto di presentare qualcosa di concreto entro la primavera. Ho realizzato nel frattempo alcuni video-tutorial delle varie fasi di costruzione e li sto pubblicando man mano su youtube. L'intento è di spiegare i vari aspetti tecnici, con le scelte fatte e procedure di costruzione, magari a qualcuno può interessare:

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  • Markciccio
    ha risposto
    In attesa di presentarvi il mio nuovo velomobile (in costruzione) sono andato a fare un giro a Milano con tre amici (di cui due in velomobile). Io ero con un trike autocostruito in acciaio (bici a tre ruote).

    Questo è il video della gita:

    https://www.youtube.com/watch?v=WyQOx0PT7f0

    I velomobili in questione sono due: quello bianco è uno "Strada DF", peso 23 kg, scocca in fibra di carbonio, costo di circa 8 mila Euro; quello di alluminio è un Alleweder A4, peso intorno ai 35 kg, scocca in alluminio rivettato, costo di circa 3 mila Euro, in kit di montaggio.

    Siamo andati a salutare un amico che partiva per la Sun Trip 2015, una competizione fra Italia e Turchia con veicoli a pedali con elettroassistenza solare.

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  • Markciccio
    ha risposto
    Ciao a tutti,
    volevo farvi sapere che il progetto velomobile Zephyrus ha subito un cambio di rotta per vari motivi, principalmente per evitarne la deriva spiccatamente commerciale che stava pericolosamente prendendo.
    Il progetto della meccanica è e rimane open source (ideata, realizzata e sviluppata da me), che poi è l'anima di tutto il progetto. Ma per far si che rimanga tutto completamente condivisibile occorre cambiarne il nome e alcune componenti, soprattutto estetiche.
    Verrà quindi sviluppato a breve una sorta di "spin off", gestito da altri appassionati con me in testa. Appena avrò la certezza che la parte meccanica è a posto, vedrò di postare i disegni per chi volesse replicare un mezzo (intenzione che ho sempre avuto anche per il progetto precedente). Però mi occorre un po' di tempo per verificare il tutto, specie ora che va rifatta una parte del progetto.
    La mobilità del futuro può esistere solo se si parte da una base condivisa con un obiettivo che non sia il guadagno ma la sostenibilità. In questo credo fermamente da sempre ed è il principale punti di forza di progetti del genere.
    Appena avrò novità, vi renderò partecipi, se ne avrete piacere.
    A presto.

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  • Markciccio
    ha risposto
    20150226_081441.jpg20150226_081504.jpg20150226_081519.jpg20150226_081531.jpg

    Vi posto delle foto con i dettagli del sistema di elettrificazione. Mi raccomando, non badate alle rifiniture, questa è la versione grezza "laboratorio". Si può vedere il sistema di sensori sulla guarnitura, il motore inserito nel mozzo della ruota posteriore, i comandi a manubrio e la batteria, posta sotto al sedile, grande quando una borraccia da 1 litro e mezzo (e ne ha anche la forma). Aumentano i km percorsi e cambiano le condizioni d'uso ma più o meno l'autonomia è sempre intorno ai 90 km, con un uso abbastanza deciso del sistema di assistenza alla pedalata, soprattutto sulle salite.


    Già che ci sono inserisco anche il video della giornata di test drive che abbiamo fatto a inizio anno a Gallarate:

    Ultima modifica di Markciccio; 26-02-2015, 10:58.

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  • LightPower
    ha risposto
    Ancora complimenti

    Foto?

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