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Nuova agricoltura

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  • Nuova agricoltura

    L'agricoltura odierna ha provocato danni devastanti all'ecosistema terrestre con le monocolture infinite ed i pesticidi,
    rendendo misera la qualità del cibo che mangiamo.
    Occorre tornare alle origini, aggiungendo alle tecniche agrarie dei nostri nonni, la tecnologia appropriata sviluppata appositamente dai nuovi agricoltori.
    L'agricoltore però non deve "faticare", bensì fare il necessario, per il resto ci penseranno le macchine ma non come nell'agricoltura industriale.
    Inoltre occorre un ritorno alle campagne per un ribaltamento della tendenza alla metropolizzazione.
    Ci deve essere un ritorno alle comunità di paese, ai borghi medioevali abbandonati, alle comunità montane,
    alle fattorie, però sempre mantenendo le nuove tecnologie.

  • #2
    Condordo con quello che dici franco! Il problema è accostare una tecnica come l'agricoltura sinergica/permacoltura alla attuale agricoltura intensiva con trattori ect.
    Coltivando con l'agricoltura sinergica bisogna stare attenti alla creazione e al mantenimento di ogni bancale, (esempio la pacciamatura, la attenta programmazione delle piante da piantare,il lavoro di raccogliere i frutti) che è una procedura lenta e scrupolosa e renderla molto efficente sarebbe assai arduo, ci vorrebbero tantissime persone per orto...E purtroppo ormai troviamo decine di migliaia di persone che abitano ammasate nelle città e per poterle alimentare ci vogliono ampie colture e non bastano piccoli orti.
    Detto questo io sono d'accordo con l'agricoltura sinergica e in generale a quella biologica e vorrei molto avere un pezzo di terreno per poter sperimentare queste tecniche, ma purtroppo abito in una città e anche se piccola (20.000 abitanti) i pochi terreni limitrofi sono a prezzi esorbitanti.
    Armerock...

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    • #3
      Suggerimento

      Ciao, sono nuovo e mi sto orientando nel forum.
      Posso suggerire, sia a te che ad altri che leggono, che alcune cose stanno cambiando, sopratutto nelle politiche ambientali. Non voglio dilungarmi oltre ma segnalo un'associazione senza scopo di lucro che affronta quotidianamente i vari problemi relativi all'inquinamento da sostanze chimiche e che come obbiettivo promuove e attua un particolare progetto a tutela ambientale e dei suoi prodotti.
      Se ne hai/avete voglia andate a leggere nel loro blog cosa fanno e se avete domande inviatele, riescono anche a rispondere ( in molti casi rispondono solo se ti abboni).
      https://apslucyinthesky.blogspot.com
      Fatemi sapere se il mio suggerimento è stato utile. grazie.

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      • #4
        A proposito.

        Un mio conoscente ha messo su un noccioleto: ogni 15 giorni lo vedo che innaffia con un qualcosa per non far crescere le erbacce.

        Ma secondo voi è conveniente (lasciamo perdere il discorso inquinamento... usare quei prodotti è una follia) oppure sarebbe meglio che ne sò far crescere erba medica che è azoto fissatrice?

        Così non dovrebbe spargere roba e avrebbe un raccolto in più... Secondo voi è sensato?

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        • #5
          LightPower ti sei già risposto da solo! Sicuramente sarebbe meglio erba medica che fissa azoto invece di diserbante che viene a assorbiti anche dai noccioli ! Poi magari usa un di diserbante naturale ! ;-)
          Cmq io putroppo non ho un pezzo di terra per poter sperimentare tutte queste tecniche...bisognerebbe vedere quanto è complessa la crescita di erba medica e se attecchisce meglio delle erbacce e riesce a inibirle completamente...sperimentare bisognerebbe !

          ciao anselmino, io ho letto tutto il blog...e non c'è modo di rispondere se non via e-mail...e ho trovato anche pochissime informazioni utili sulla "agricoltura"...Anche se sono pienamente d'accordo su quello che dice sui vari argomenti a protezione dell'ambiente.
          Ultima modifica di nll; 18-08-2013, 16:53. Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente
          Armerock...

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          • #6
            ciao armerock, ho riferito ai conduttori del blog ciò che hai notato e che potrebbe rendere più aperte le discussioni.
            Comunque ti posso assicurare che il loro impegno per l'agricoltura è alto, e che tra le loro fila vi sono persone che condividono, come me, ciò che hai scritto nel messaggio di nuova agricoltura. Di mio, trovo che Masanobu Fukuoka (ne hai sentito parlare o hai letto qualcosa su di lui?) sia stato una persona fantastica che ha osservato semplicemente cosa fa la natura e l'ha messo in pratica, ottenendo risultati veramente stupefacenti.

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            • #7
              Originariamente inviato da Franco52 Visualizza il messaggio
              *** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***
              Ottimo pensiero. Credo che, tra l'altro, si stia facendo avanti con il passare degli anni una visione di questo tipo anche tra i consumatori. Vedo una maggiore consapevolezza nella scelta dei cibi. Mi riferisco, ad esempio, ad una crescente coscienza della stagionalità dei prodotti.
              Ultima modifica di nll; 27-08-2013, 23:50.

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              • #8
                Originariamente inviato da Franco52 Visualizza il messaggio
                Inoltre occorre un ritorno alle campagne per un ribaltamento della tendenza alla metropolizzazione.
                Ci deve essere un ritorno alle comunità di paese, ai borghi medioevali abbandonati, alle comunità montane,
                alle fattorie, però sempre mantenendo le nuove tecnologie.
                Il problema però è che è quasi impossibile un ritorno alle campagne...siamo troppi per un territorio così piccolo....e non possiamo neanche distruggere tutte le zone naturali per creare campagna per tutti...
                E poi un mio problema personale ma credo di molto è che non ci si può permettere una casa in campagna con sufficente terreno e allo stesso tempo farsi tanti km per andare a lavorare in città magari anche distanti da dove si abita già...
                Armerock...

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                • #9
                  Vedete che succede poi...è anche una questione economica, oltre che morale;
                  come si fa a tenere ingabbiate migliaia di galline come sardine:

                  Aviaria, quarto focolaio a Mordano in un allevamento di galline - Corriere di Bologna

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                  • #10
                    Franco oltre il mio fatto personale pensa anche al grosso problema che mancano gli spazzi utili ! Come si può trasferire milioni di abitanti di una città che abitano in palazzi di 6/7 piani in vilette o al massimo in case bifamiliari con anessi ampi terreni ?
                    Io vorrei molto ma ripeto sarebbe un grosso problema...se trovi una soluzione io la metterò in pratica molto volentieri !
                    Non ti stò prendendo in giro,giusto per chiarire, siamo qui per discutere e cercare soluzioni e sono il primo ad ascoltare e a voler fare qualcosa di pratico.
                    Armerock...

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                    • #11
                      Ciao, mi intrometto per provare a dare una soluzione. Non necessariamente si devono trasferire le persone dalle città alle campagne (anche perché non tutti i cittadini hanno piacere di coltivare). Porto un esempio pratico: tutti i comuni, piccoli o grandi che siano, hanno terreni e aree dismesse, siti incolti e zone dichiarate depresse, terreni lungo il corso di torrenti, che per le amministrazioni sono un costo (sfalcio delle erbacce, manutenzione ecc.) Bene queste aree, possono essere messe a disposizione delle persone che vogliono creare qualcosa di loro, attraverso bandi o altre forme di aggiudicamento, dalle stesse giunte. Non entro nei dettagli ma tutto questo è una realtà, vi sono comuni grossi e piccoli che adottano sistemi similari, e nello specifico vi posso mettere in contatto con chi ha collaborato alla realizzazione di un progetto similare. Mi date una risposta, grazie e a presto.

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                      • #12
                        Beh Anselmino, la tua è una proposta molto intelligente: è quello che veniva fatto nei cosiddetti 'orti di guerra'.

                        Addirittura io proporrei nelle città anzichè piantare alberi qualsiasi piantare alberi che fanno frutto, così da poterlo raccogliere e mangiare.

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                        • #13
                          Ciao anselmo ! La tua idea mi piace molto e mi piacerebbe approfondire l'argomento e mi piacerebbe entrare in contatto con chi ha collaborato alla realizzazione di un progetto similare!
                          l'unico problema potrebbere essere che alcune di queste zone si trovano vicino ad autostrade,strade principali, fabbriche e quindi ci sarebbe un alto rischio di inquinare gli ortaggi e la frutta...
                          Però immagino ci siano anche tante zone utilizzabili allo scopo ! Fammi sapere anselmo.
                          Armerock...

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                          • #14
                            Sarebbe troppo bello se si facesse la cosa giusta (quello che proponete). Per tornare ai numeri, non serve poi così tanto terreno: per dar da mangiare ad un nucleo familiare di 4 persone (vegetali e proteine animali in allevamento sinergico), bastano circa 2000 m2, uno spazio ragionevole per la maggior parte delle case di campagna. Certo, comprarlo al prezzo di area fabbricabile non è proponibile. Ritengo che ci si arriverà più per necessità che per convinzione, ma il ritorno alla terra ed alla sua coltivazione diretta da parte del consumatore è un fenomeno già in atto nei paesi post-industriali come il nostro, dove il lavoro classico in fabbrica sta sparendo definitivamente, creando una percentuale notevole di disoccupati tra i giovani e gli over 50, per i quali una possibile alternativa è proprio la coltivazione della terra, fatta con metodi naturali, dove appunto l'unità minima di superficie sarebbe quella citata (per garantire varietà e rotazione delle colture). Esistono a Cuba ed altrove notevoli esempi di orto urbano permanente, che contribuiscono in misura notevole all'economia familiare.
                            Tenete anche conto che la possibilità di avere energia da fonti rinnovabili in impianti piccoli, ormai diffusi sul territorio, è un ulteriore incentivo ad andare in questa direzione, dal momento che l'indipendenza alimentare sarebbe ancora più facilitata dall'indipendenza energetica.

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                            • #15
                              Concordo miradoc ! Però come hai detto tu 2000 m2 di terreno venduto come area edificabile costa tanti tanti soldi...Esistessero degli incentivi !!!! Terreno per agricoltura e allevamento di galline e pecore/capre + una piccola zona per i pannelli fotovoltaici/eolico.
                              Sarebbe il mio sognoooo ! e magari il lordo si potrebbe vendere per fare anche qualche soldo per portare avanti il tutto e comprare ciò che non si può coltivare...
                              Armerock...

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                              • #16
                                Miradoc, io da anni sostengo la tua idea. Non è per nulla vero che non si trova gente disposta a coltivare e vivere in campagna seconod ritmi e modalità non 'industriali', anzi io ho un paio di amici che hanno fatto proprio quella scelta.
                                Secondo me c'è un solo, ma enorme, ostacolo a queste proposte. Ed è quello che amerock cita:

                                "...che non ci si può permettere una casa in campagna con sufficente terreno e allo stesso tempo farsi tanti km per andare a lavorare in città magari anche distanti da dove si abita già..."

                                Questo è il punto focale del problema! La nostra società è organizzata secondo modalità di stampo industriale che prevedono lo spostamento delle persone verso un singolo luogo di concentrazione produttiva.
                                Peccato che questi luoghi ormai non esistono più (data la deindustrializzazione galoppante che visto la zona in cui sei credo che conosci bene anche tu!) e i tentativi di sostituire la concentrazione produttiva con una concentrazione di servizi e occupazioni pseudo-produttive determina proprio il contrario del desiderato.
                                In parole povere la nostra società obbliga milioni di persone a mettersi in moto ogni giorno, percorrendo chilometri con sprechi energetici enormi, per recarsi in un posto di 'concentrazione' a fare un qualcosa spesso del tutto inutile solo per 'guadagnarsi' un diritto a ricevere una fetta di ricchezza che altri, sempre meno e sempre più tartassati, producono!
                                Lo so che sembra un discorso dal sapore vagamente 'turboliberista' ed antisociale, ma se lo metti nell'ottica della gestione ottimale energetica viene facilmente alla luce l'assoluta insostenibilità di una cosa del genere!
                                Far spostare la gente a milioni per concentrarla nelle città a fare 'lavori' che non producono ricchezza significa solo sprecare quantità di energia ABNORMI.
                                Le alternative possono senz'altro essere quelle del liberismo più sfrenato... stiano a casa, non rompano e s'arrangino. Ovvio, ma per me inaccettabile eticamente (e costituzionalmente!)
                                Oppure si può cercare, sperimentare, individuare ed applicare qualche forma di micro-produttività diffusa che permetta a chi vuole (chi vuole! Nulla di obbligatorio!!) di sganciarsi da questo sistema infernale.
                                A mio parere una forma di perfetto abbinamento fra le proposte che fai e le necessità reali delle persone sta nel garantire a chi decide di abbracciare la scelta di tornare alle campagne, coltivando, proteggendo, migliorando un ambiente in rapido degrado, una possibilità di REDDITO dignitoso. Possibilità che è totalmente da escludere che possa derivare da un'agricoltura non industriale!
                                Informatevi! E' del tutto velleitario pensare che l'allevamento aviario non in forma industriale possa sostenere una famiglia. A meno di non trovare chi ci acquista i polli a peso d'oro o quasi.
                                Se si vuole che ci siano persone che coltivano e producono in maniera naturale e rispettosa dell'ambiente (e degli animali!) E' NECESSARIO fornire loro i mezzi di dignitoso sostentamento.
                                A mio parere la soluzione c'è. Basta creare un cosiddetto 'quadro normativo' adeguato e ben fatto che remuneri adeguatamente l'agrienergia! Cioè l'energia (elettrica e di combustibile) creata da aziende agricole, tramite fotovoltaico, minieolico, miniidro, biomassa, biocarburanti, ecc. Ovviamente occorre un preciso confine che impedisca l'industrializzazione di queste attività camuffata da agricoltura! E la distruzione di terreno agricolo fertile per adibirlo a installazioni industriali di questo tipo!
                                Ma si può fare tranquillamente. Basta individuare limiti precisi in base alla dimensione dell'azienda agricola (ad es. per una piccola azienda a conduzione monofamiliare con una decina di ettari di terreno metti un limite di 200 kWp di fotovoltaico e imponi l'utilizzo di terreno di categoria inferiore, non che lasci devastare un ettaro a erba medica per farci il megaimpianto industriale come si è fatto finora!!)

                                Nell'interno della provincia di Genova, fra Alessandria, Genova e Savona, saprai forse che ci sono molti centri in grave abbandono. A Carrega Ligure hanno proposto le case (ruderi) a 1 euro per attirare la gente. (Comune di Carrega Ligure - Provincia di Alessandria).
                                Bell'idea, ma chi può permettersi di andare ad abitare in posti peraltro splendidi ed incontaminati (vedere per credere) quando è costretto a sorbirsi 200 km al giorno per andare al lavoro?
                                Basterebbe una semplice, ma adeguata forma di incentivazione con rigidi controlli sulla produzione di agrienergia e la prospettiva cambierebbe di colpo! Quanti sarebbero disposti a vivere con un reddito dignitoso garantito in un paradiso incontaminato come quelle valli? Non credo pochi! Soprattutto in una crisi occupazionale come quella che staimo vivendo!
                                Con le moderne tecnologie anche gli ostacoli della comunicazione e dell'istruzione per i bambini sarebbero molto alleviati!
                                Non parliamo poi delle potenzialità di riscoperta di tante coltivazioni e produzioni locali che la massificazione dell'agricoltura industriale sta facendo scomparire!
                                Questa a mio modo di vedere è una soluzione fattibile. Il semplice auspicio che la gente si "ravveda" e torni a coltivare la terra in modo naturale non ha alcuna speranza di fronte alla potenza di fuoco economico dell'agricoltura industriale!
                                Ultima modifica di BrightingEyes; 07-09-2013, 09:05.
                                “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
                                O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

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                                • #17
                                  Giovani e contadini (e la crisi non c’entra) | La ventisettesima ora

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Sarebbe bello ! Ma cosa possiamo fare noi BrightingEyes ? Possiamo rivolgerci a avaaz per avviare una campagna? Possiamo chiedere un terreno al nostro comune sapendo già che non ci sarà mai dato ? Io ho 22 anni e vorrei fare tanto ma non ho soldi e terreni.Sono felice lo stesso perchè ho Dio che mi dà sempre quello di cui ho bisogno veramente, però mi piacerebbe essere di esempio per gli altri in modo che cominciamo pian piano con un passaparola a cambiare tutti e salvare in tempo questo pianeta...ma non per noi..per i nostri figli...
                                    Armerock...

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                                    • #19
                                      Ciao, sono contento che la proposta fatta abbia suscitato piacere. Posso farti contattare dalla presidente dell'associazione che ha collaborato alla realizzazione di questi orti. Devi dirmi tu se ti va bene e io gli passerò il tuo indirizzo e-mail.

                                      Per Light Power. Sono sincero non ricordavo dell'esistenza degli orti di guerra, mentre per gli alberi in città lascerei quelli che già ci sono e ne aggiungerei altri sia con frutti che con fiori.

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                                      • #20
                                        si ok ! Per me va bene !
                                        Armerock...

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                                        • #21
                                          Armerock, ti ho mandato in privato gli indirizzi mail per contattare le persone che ti interessavano. Hai ricevuto? oppure ho ciccato qualche cosa ed è tutto finito nell'etere infinito? Se ti va fammi sapere, grazie.
                                          Ho riletto una tua frase, "ho trovato anche pochissime informazioni utili sulla "agricoltura", e volevo solo aggiungere che occuparsi di agricoltura non vuol solo dire arare, seminare, ed altro ancora, ma anche occuparsi di cosa c'è nel suolo, analizzare quello che manca e come apportarlo senza uso di sostanze non naturali. Vuol dire anche conservare la bio diversità (cosa che non accade più in molte zone d'Italia), mantenere le tradizioni inserendo le giuste innovazioni, che producano sistemi più sostenibili e cibo sano. Ecco io credo che questo faccia parte dell'agricoltura, anzi ne sia una parte basilare.

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                                          • #22
                                            mentre per gli alberi in città lascerei quelli che già ci sono e ne aggiungerei altri sia con frutti che con fiori.
                                            A beh certo non toglierei quei pochi che ci sono... ma quando se ne aggiungono (visto che in teoria bisognerebbe piantare 1 albero per ogni nuovo nato) sarebbe bello piantarne da frutta, e che il comune mandasse una bella lettera alla famiglia, comunicandogli dove è l'albero e "affidandoglielo".

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                                            • #23
                                              Mi hai dato un'idea!

                                              Ciao LightPower,
                                              mi hai veramente suggerito un sistema valido per ottenere almeno la conservazione di quello che già c'è. Se puoi, mi fai avere il testo della legge (link) cosi che posso studiarmelo per bene. Sicuramente lo passerò, assieme all'idea che mi hai suggerito, anche ad altre persone che potranno occuparsi più in dettaglio dello sviluppo generale.

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                                              • #24
                                                Originariamente inviato da armerock Visualizza il messaggio
                                                Ma cosa possiamo fare noi BrightingEyes ? Possiamo rivolgerci a avaaz per avviare una campagna? Possiamo chiedere un terreno al nostro comune sapendo già che non ci sarà mai dato ? Io ho 22 anni e vorrei fare tanto ma non ho soldi e terreni.
                                                Armerock, armati di buona pazienza e volontà ed inizia a formare un "orto cittadino", o orto di guerra come sopra definito... fai un giro tra le associazioni, posta su facebook, cerca amici e volontari: può essere che qualche privato sia disposto a cedere l'uso di un terreno in cambio della manutenzione, o di parte del raccolto... parti formando un comitato, fate degli incontri con qualche agricoltore biologico per avere le basi, chiedete al comune gli spazi e aiuto.
                                                Magari non sarà un orto in centro città, ma alla periferia... benissimo. Ci deve essere acqua (portare secchiate da casa è improponibile). Se hai bisogno di informazioni in dettaglio, visto che ho vissuto l'esperienza di ben due orti cittadini, contattami.

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                                                • #25
                                                  Buongiorno Smilzo

                                                  mi fa piacere leggere di persone che hanno fatto ed agito, a differenza della tendenza di oggi dove si parla molto e si agisce meno. Volevo sapere della tua esperienza con gli orti cittadini, se fai parte di qualche associazione, o comitati ecc.
                                                  Grazie in anticipo.

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                                                  • #26
                                                    La prima associazione : urbiethorti.wordpress.com
                                                    Poco più che un comitato, ossia un gruppo di persone che sottoscrive un pezzo di carta in cui dice quale scopo si prefigge.
                                                    Tanto volontariato e zero fondi. Ha avuto un successo enorme, espandendosi per passaparola e trovando nuovi terreni privati e braccia.

                                                    Poi sulla spinta dell'associazione il Comune ha fatto partire un progetto: Orti Trieste | Rete Civica del Comune di Trieste, con un rilancio di Udine che non voleva esser da meno.

                                                    Nel mentre, l'associazione Cibo.si ha fatto partire un progetto di orti condivisi: Orti carsolini: due minuti di aprile in un videoclip | Bora.La - notizie e opinioni su Trieste, Gorizia e el Litoràl Adriatico

                                                    Un gruppo di acquisto solidale ha creato un circolo della decrescita che ha fatto partire un orto

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                                                    • #27
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                                                      Mi sono mosso per contattare il mio sindaco ma non risponde nè alle e-mail nè ai post su facebook.
                                                      Ma per fortuna ho trovato un contadino in un comune limormofo ci stiamo mettendo all'opera per ripulire un suo vecchio terreno!
                                                      Ha in tutto 1 ettaro e mezzo: un pezzo di bosco, un uliveto e 500 metriquadrati per fare un orto !
                                                      Armerock...

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                                                      • #28
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                                                        Il bosco è importante, anche le siepi: consentono a uccelli e insetti predatori di stanziare in zona e liberarti da infestazioni di altri insetti.
                                                        Parti per gradi. Cura le consociazioni. Lascia i terreni a riposo ciclicamente, inserisci erbe aromatiche e medicinali. Dopo il primo trattamento del terreno (aratura) potrai semplicemente arieggiare il terreno senza concimare, evitando consumi energetici e di tempo che l'agricoltura industriale impone.
                                                        Ti assicuro che è una fatica ed un grosso impegno, ma se fatto con lo spirito giusto e sopratutto in gruppo ripaga. Ci vuole qualche anno prima che si stabilisca un equilibrio naturale, ma è fattibile. Nei primi anni la crescita è... pressoche casuale!

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                                                        • #29
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                                                          Almeno 2/3 balcali per iniziare e poter cominciare a sperimentare.
                                                          Armerock...

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                                                          • #30
                                                            Ottima la permacultura. Nei gruppi bisogna cercare di avere un obiettivo comune: se il contadino che ti concede il terreno ara di nascosto, o butta erbicida alla prima infestazione spontanea... l'esperimento fallisce!
                                                            La cosa più importante è il principio della permacultura: imparare dalla natura, e se possibile favorire i processi naturali (come il compostaggio ad esempio...). In natura la biodiversità è la chiave dell'equilibrio nel medio/lungo termine. Avere un bosco, siepi, erba, animali, magari un piccolo stagno è la chiave per ottenere elevata produttività con interventi minimi.

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