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costruito pannello solare aria

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  • BlakSneil
    ha risposto
    Il polietilene alveolare nero che caratteristiche ha rispetto all’alluminio, che è stato utilizzato in tutte le realizzazioni di questo thread? Dal punto di vista dell’assorbimento del calore, intendo.

    Tornando alle vaschette alimentari appiattite: meglio metterle a contatto con l’isolante, o prevedere anche da quel lato una seconda camera d’aria?

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  • satsok
    ha risposto
    L'isolante ti serve a prescindere per non disperdere il calore raccolto, se rivestito di alluminio ancora meglio perchè riflette il calore invece di assorbirlo.
    Col seno di poi vorrei evidenziare una errata interpretazione delle temperature rilevate sopra: in realtà quello che conta veramente è la temperatura dell'aria in uscita e non quella della lamiera cha funge da assorbitore. Anzi, se il sistema è efficiente e lo scambio ottimale, una T bassa del assorbitore è indice di corretto trasferimento di T al vettore (aria), e non il contrario.
    Detto questo io proverei ad usare il polietilene alveolare di color nero, magari con alveoli larghi (tipo 8-10mm o anche più). Da quello che ho sperimentato successivamente sullo mio scambiatore di calore aria-aria per la mia vmc posso dire che i risultati sono per nulla indifferenti.
    Aggiungo: meno lavoro, piu facile da tagliare e sigillare, non serve la camera d'aria tra isolante e assorbitore / captatore. La stratigrafia potrebbe, quindi, essere (dall'esterno verso l'interno):
    Vetro temprato
    Piccola camera d'aria (funge da isolante esterno)
    PET alveolare
    PAL (isolante interno)
    Il tutto incorniciato dal profilo a U per cartongesso.

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  • BlakSneil
    ha risposto
    Originariamente inviato da satsok Visualizza il messaggio

    Innanzitutto, viste le temperature quasi primaverili di questi giorni, ho potuto sperimentare le due lamiere candidate: quella piatta da vaschetta di alluminio (spessore 0,075mm) e quella ondulata, da me preparata per lo scopo (spessore 0,27mm).
    Ho costruito due semplici contenitori in cartone di uguale misura, inserito gli spezzoni di lamiera verniciata nera e posto uno schienale con un foro di entrata in basso e uno di uscita in alto. Infine ho inserito la sonda di un termometro all'uscita dell'aria, che affluiva naturalmente.
    [ATTACH=CONFIG]22082[/ATTACH][ATTACH=CONFIG]22083[/ATTACH]
    Come potete vedere dalle foto ho misurato sia la temperatura dell'aria in uscita che quella superficiale esterna della lamiera stessa (misurazioni effettuate con strumenti di altissima precisione, ovviamente!! ).
    Quelle che leggete nelle foto sono le temperature raggiunte dopo circa 7 minuti di esposizione.
    La lamiera piatta, piu sottile, si scalda ovviamente prima (in 1 min raggiunge i 55°), ma l'aria in uscita è leggermente piu bassa rispetto al sistema con quella ondulata. Quest'ultima, a sua volta, raggiunge piu tardi la sua massima T, ma è leggermente piu alta (circa 38°). Quella superficiale invece è leggermente inferiore (51°).
    Angolando i due sistemi di 45° rispetto al sole i comportamenti non cambiano sostanzialmente.
    Da questo molto sommario esperimento deduco che non vale molto la pena usare la superficie ondulata. Il lavoro supplementare e le complicazioni costruttive non giustificano una differenza di rendimento cosi insignificante, quindi mi sa che abbandonerò l'idea di usarla..
    Ciao Satsok, sono interessato alla tua idea delle vaschette per alimenti, sono sottili e costano poco. Secondo te sarebbero da appiattire a posizionare in modo da ricoprire tutta la superficie del pannello? In questo caso non servirebbe il classico rivestimento riflettente in alluminio dell'isolante, in quanto tutta la luce viene catturata dalla "lastra di vaschette". In altre parole basterebbe un pannello isolante normale al posto del PAL. O sbaglio?

    Altra cosa, la "lastra di vaschette" andrebbe fatta aderire all'isolante o sarebbe meglio tenerla distanziata? Grazie.

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  • satsok
    ha risposto
    Un 2cm è sufficiente. Non serve incollare una lastra, sul PAL è già presente un foglio di alluminiò su entrambi i lati.

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  • BlakSneil
    ha risposto
    Grazie Satsok per la risposta tempestiva!

    Secondo te che spessore deve avere l'isolante? Posso adagiare una lastra di alluminio, diciamo di 1mm, direttamente sull'isolante o ci sono problemi di alte temperature per il poliestere? Per tenere ferma la lastra devo per forza incollarla all'isolante?

    grazie!

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  • satsok
    ha risposto
    Riscopro con affetto questo vecchio thread e vedo che c'è ancora chi vuole riprovarci!
    Al mio tempo feci alcuni fallimentari tentativi, nonostante ciò cerco di dare il mio contributo, per quanto possibile:
    Per me la struttura con i profili del cartongesso è una buona idea, attento però alla ruggine che inevitabilmente si formerà con la condensa.
    Come materiale di fondo/isolante utilizzerei il PAL, è un accoppiato alluminio / polistirene estruso usato per i condotti di aerazione, molto solido e resistente a certe temperature. Lo lavori facilmente con un tagliabalsa e puoi sigilarlo attorno con silicone per alte temperature.
    Come assorbitore non saprei casa è meglio. Alla fine bisogna trovare il giusto compromesso tra portata aria / temperatura in uscita / potenza ventole / consumo ventole / rumore / risultato finale.
    A mio avviso l'abbinamento vincente è un impianto fotovoltaico esistente che possa tranquillamente far passare in secondo piano il consumo delle ventole, in modo da scegliere quest'ultime non tra quelle da PC, che hanno portate ridicole, ma quelle centrifughe a 220V tipo quelle delle caldaie / stufe pellet.
    Una ultima considerazione, già ribadita in passato: in pianura Padana il pannello solare non serve molto, diversamente dalla montagna o dal Sud, dove il cielo terso è abbondante durante l'inverno.
    IMHO

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  • BlakSneil
    ha risposto
    Buondì, vorrei costruire un pannello solare ad aria calda, ho spulciato il thread e mi sono fatto un'idea generale, ma ho ancora qualche dubbio.
    Farei la cassa 1m x 2m, per i lati userei i profili di alluminio per il cartongesso, mentre cosa consigliate per il fondo/retro della cassa stessa?
    Tra la cassa e il piano assoribitore metterei un isolante. Come assorbitore di calore utilizzerei dei fogli di alluminio incollati sull'isolante. Se n'è parlato più volte nel thread, ma non ho mai inteso che tipo di fogli di alluminio utilizzare, nè come incollarli (basta una colla resistente alle alte temperature?). L'alluminio verrebbe poi verniciato di nero.
    Un altro mio dubbio è sulla salubrità di vernice e colla: basta che sia resistente alle alte temperature affiché non ceda sostanze nocive nell'aria e quindi in casa mia?
    Grazie mille per i suggerimenti.

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  • cristiano2B
    ha risposto
    si ma dovresti aumentare di molto la potenza della ventola e bisogna vedere se l'energia creata è sempre superiore all'energia consumata dalla ventola, al netto di tutte le perdite.
    Se la ventola fosse alimentata da un pannello FV, potrebbe valere la pena.

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  • pippuccio76
    ha risposto
    Ma secondo voi è possibile montare la forassite di plastica nera e fargli fare un percorso all'interno del pannello ?

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  • gridlock
    ha risposto
    ciao Elisabetta, pensavo di afare un pannello leggero con interapedine di 5 cm. Non penso di mettere assorbitori, se non sulla lunghezza 2 tubolari 2x2cm dove pora dnrò a fissare il panello fv, e mi servono per irrigidire il telaio. Il fondo ho preso un polindonda da 1mm + materassino mordibo (ma costo) in schiuma e foglio argentato (mi ha detto al brico che è per alte T). La cornice si il legno è marciscente, ma pensavo di trattarlo con vernici e di bordarlo in un qualche modo. Le vontoline correggo sono 3. Filtro ho quello del pingiuino.

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  • Elisabetta Meli
    ha risposto
    Policarbonato... immagino di tipo alveolare da 16 mm OK perfetto
    Ventole un poco piccoline da 40mm, ma considerando che sono due e che il foro è da 60mm potrebbero starci.
    Zanzariera o anche nulla funziona in ogni caso.
    Il retro direttamente sul cappotto è OK
    I laterali in legno si, ma poi infradiciranno all'acqua ed al sole, meglio qualcosa di lamierino se possibile (tipo profili per cartongesso ad U) che ti consentono il fissaggio a parete da un lato e del policarbonato sull'altro lato lasciando una intercapedine di 8/10 cm per l'aria da scaldare che è la cosa più importante.
    Ricorda la parte di sotto per il prelievo dell'aria (magari con un filtro da cappa da poter essere sostituito) e la parte alta per l'ingresso in casa dal foro da 60mm già presente.

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  • gridlock
    ha risposto
    Ciao sono gianluca,
    mi sono letto un po' l'argomento, non tutto il thread ... ma ho colto qualche idea.
    Iniziamo la lsita di cosa ho già di utilizzabile:
    1 - lastra policarbonato 16mm 1200x990
    2 - ventole pc da 40x40 12v
    1 - pannello fv 10 w 12v
    1 - foro diam. 60 nel muro a est-sud che mi esce a 30 cm dal soffitto del soggiorno

    Voglio fare un collettore sottile e legger per limiti di installazione. Mi sembra di aver capito che per semplicità e costo conviene optare per uno scambiatore con rete zanzariera.
    Visto che lo installerò sun una parete con capptto è necessario fare un cassonetto isolato, o basta farli in legno?

    Saluti.
    G.

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  • gauge
    ha risposto
    Costruzione con la rete curva e magari confronto con la soluzione piana

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  • cristiano2B
    ha risposto
    specificatamente a cosa?

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  • gauge
    ha risposto
    Hai qualche link a cui possa fare riferimento?

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  • cristiano2B
    ha risposto
    non è tanto una questione di ombra, quanto piuttosto di uno scambio termico scarso nel caso di rete lineare, ovvero l'aria ha la possibilità di scaldarsi solo quando attraversa la rete, quindi se alla zanzariera faccio fare 10 curve, lo scambio termico sarà 10 volte maggiore rispetto alla rete lineare.

    Un singolo strato di rete a curve è sempre da preferire a 2 o 3 strati di rete lineare, proprio perchè il secondo strato (e a maggior ragione anche l'eventuale terzo) di rete lineare sarebbe molto in ombra rispetto al primo, scambiando molto meno calore rispetto al primo.

    Nella rete singola a curve invece, la temperatura della rete esposta al sole è omogenea e le parti della rete in ombra essendo corte e intervallate da zone esposte al sole, sono ad una temperatura molto prossima alle parti soleggiate, anche perchè il materiale metallico di cui la rete è composta, è un buon conduttore termico (di solito alluminio o leghe di ferro) aiutando il calore a diffondersi anche sulle parti in ombra della rete.
    Invece nel sistema a 2 o 3 strati, tra uno strato e l'altro c'è l'aria che è conduttore termico inferiore ai metalli, per cui il secondo e terzo strato oltre ad essere in ombra, sono pure maggiormente isolati termicamente dal primo strato, aumentando di fatto i deltaT tra i vari strati.

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  • gauge
    ha risposto
    Originariamente inviato da cristiano2B Visualizza il messaggio
    ma se hai postato un test in cui la differenza di efficienza è minima, perchè parli di "soluzione più efficiente"?
    Se le due soluzioni si equivalgono, non ce n'è una più efficiente dell'altra.
    Perché la differenza minima di efficienza è a favore della soluzione con zanzariera.

    Per quanto riguarda le altre considerazioni, sulla 1 sono tutto sommato d'accordo, sulla 2 sono abbastanza scettico: avresti del materiale che rimarrebbe in ombra e che non verrebbe scaldato dalla radiazione diretta. Tieni comunque conto che gli strati di rete sono 2 o 3, proprio per avere una superficie captante elevata.

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  • cristiano2B
    ha risposto
    Originariamente inviato da gauge Visualizza il messaggio
    se in pochi hanno adottato la soluzione più efficiente e più semplice forse mi sta sfuggendo qualcosa...
    ma se hai postato un test in cui la differenza di efficienza è minima, perchè parli di "soluzione più efficiente"?
    Se le due soluzioni si equivalgono, non ce n'è una più efficiente dell'altra.

    In merito al test che hai postato, vorrei fare due mie considerazioni personali (che possono essere opinabili x qualcuno)

    1) le lattine vanno bucate solo sul fondo, il top (dove si aprono per bere) va lasciato intatto. In questo modo si ha maggiore materiale a disposizione per lo scambio di calore, si formano delle intercapedini che permettono turbolenze che rallentano il flusso d'aria a tutto vantaggio del riscaldamento dell'aria stessa.
    Soprattutto per colonne corte come nel caso del test (6 lattine). Se invece le colonne fossero molto lunghe (da 15 lattine in su) ci potrebbe stare di bucare anche il top.

    2) la zanzariera NON va messa distesa linearmente, ma va adagiata facendole fare delle onde. In questo modo si ha più materiale per il riscaldamento al sole e per lo scambio di calore con il flusso di aria interna.

    Questo per applicazioni domestiche a latitudini centro-europee.
    Per applicazioni speciali o latitudini sud-europee spinte (diciamo da Napoli-Bari in giù) tali mie considerazioni potrebbero non essere vere, in quanto essendo la potenza del sole più elevata e il deltaT più basso, si potrebbe preferire un flusso più veloce e relativamente meno caldo, rispetto ad uno più lento ma più caldo.

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  • Lupino
    ha risposto
    Forse che la zanzariera l'acquisti mentre le lattine le ricicli

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  • gauge
    ha risposto
    Grazie mille per la risposta,

    sto cercando la soluzione costo/efficienza migliore, da questo scaturisce la domanda. Inoltre, sempre secondo diversi siti, la soluzione adottata incide e non poco sul risultato finale (riscaldare un ambiente). In questo test DIY Solar Air Heating Collectors: Pop Can vs Screen Absorbers, sembrerebbe che le due soluzioni (maglia 'zanzariera' in alluminio vs lattine) si equivalgano (leggero vantaggio per la soluzione con zanzariera). Ecco il perché della domanda: se in pochi hanno adottato la soluzione più efficiente e più semplice forse mi sta sfuggendo qualcosa...

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  • Elisabetta Meli
    ha risposto
    Qualunque soluzione adotti funziona, anche senza mettere assolutamente nulla dentro, è il principio di per se stesso che funziona.
    Tutto il resto sono ottimizzazioni per guadagnare qualche grado o avere il pannello più reattivo ai raggi del sole.
    Fallo e soprattutto usalo e non te ne pentirai.

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  • gauge
    ha risposto
    Salve a tutti,

    sono in procinto di costruire un pannello ad aria e tra le possibili implementazioni vorrei utilizzare quella a 2/3 strati di zanzariera in alluminio. Però...c'è un però...

    da quello che ho letto in rete questa soluzione costruttiva parrebbe la più efficiente ma vedo che nel forum nessuno la usa, perché???

    Grazie!

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  • cristiano2B
    ha risposto
    io fossi in te andrei dal tuo elettrauto/meccanico e prenderei una batteria scartata per l'avviamento di un'auto, ma ancora abbastanza in buono stato da permettere carichi leggeri, tipo una ventola da pc, come nel tuo caso.
    in questo modo avresti diversi vantaggi:
    1) flusso costante anche in caso di nuvole passeggere
    2) flusso sempre al massimo del regime indipendentemente dalla potenza/insolazione del pannello FV, basterebbe infatti una ricarica della batteria ogni tanto, nel caso che il pannello non riuscisse a caricare completamente la batteria.
    3) potresti togliere la tanica, perchè sarebbe la batteria da fare da contrappeso.

    unica accortezza da prendere è quella di inserire un diodo in serie ed inverso tra FV e batteria, in modo tale che di notte il pannello FV non possa scaricare la batteria.

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  • lello33
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  • lello33
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    Considerate anche che il pannello non è nemmeno inclinato ed è anche paralzialmente ombreggiato

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  • lello33
    ha risposto
    La tanica mi serve come contrappeso per eventuali raffiche di vento.
    temperatura di uscita 50 gradi

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  • lello33
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  • lello33
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    Rieccomi allego foto lavoro ultimato Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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  • lello33
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    Ristoranti e pizzerie una marea di lattine.

    Appena ho qualche minuto posterò le foto definitive.

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  • cristiano2B
    ha risposto
    ho detto al cameriere del ristorante dove vado di solito, di non buttare le lattine e tenermele in un sacco della spazzatura.
    in una settimana ne ha fatti 2 sacchi...
    di quelle sottili poi, che sono le migliori per il nostro scopo.
    il problema non è stato reperirle ma lavarle tutte...

    se tornassi indietro però, metterei una bella griglia di alluminio tipo zanzariera.
    costa più delle lattine, ma non c'è alcun sbattimento

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