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CRISI METANO, CHE FARE?

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  • CRISI METANO, CHE FARE?

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    Edited by MetS - 24/2/2008, 18:34

  • #2
    ciao Mets,
    come ti ho detto 3 milioni di persone che lavorano a Milano producono giornalmente almeno 600000 kg di "letame" pari a 20000 mc di biometano che riscaldano almeno 4000 appartamenti. Bisogna aggiungere poi il calore prodotto dalla digestione anaerobica che ne scalda altrettanti. Aggiungi questo ai gassificatori ed a tutto il resto... certamente abbiamo ancora bisogno del metano naturale ma possiamo iniziare a risparmiare un po' sfruttando le nostre risorse a costo zero che altrimenti finirebbero in fogna, progetti già sviluppati in Italia peraltro in alcune città...

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    • #3
      Motivi pratici direi. Primo, la m... non è lì bella pronta da raccogliere ma finisce nelle acque nere delle fognature (nel mio stabile, anche le acque bianche) e da lì andrebbe recuperata, bella inquinata di detersivi e sostanze chimiche che sicuramente farebbero schiattare i fermenti. Poco praticabile.

      Bisognerebbe tornare all'illuminata invenzione dell'imperatore Vespasiano, che creò i suoi gabinetti pubblici per raccogliere le urine che dovevano servire ai conciatori di pelli. Ma in una nuova versione più chiusa, mica si può chiedere agli utenti di calarsi le brache in pubblico.
      E poi si dovrebbe convincere la gente a usare i gabinetti pubblici invece di quelli di casa loro. Siamo in un sistema liberista, allora bisogna pagare: 10 cent per ogni "prestazione" sarebbero il minimo per indurli a scomodarsi. Ma quanto vale il biogas che si può fare con 2 etti di m... ?
      Oppure invogliarli con qualche bonus: un po' di musica, una soap opera, un filmino (magari ****o)...

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      • #4
        I gas come il bingofuel e l'aquafuel non potrebbero essere un'alternativa?
        Si potrebbero fare delle "caldaiette" che sfruttino la cella aquafuel per produrre calore (per il riscaldamento domestico e acqua calda) e nel contempo producano gas, accumulabile a basse pressioni, che può essere sfruttato per cucinare o per far funzionare un'altra caldaia a gas. Insomma una sorta di cogeneratore di calore e gas.

        Che ne pensate?

        Ciao!
        Bici elettrica MKIII : qui.

        E-bike / li-ion batteries / electronics / etc. : jacopo.tk

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        • #5
          CITAZIONE (Archangel @ 17/2/2006, 09:28)

          Bisognerebbe tornare all'illuminata invenzione dell'imperatore Vespasiano, che creò i suoi gabinetti pubblici per raccogliere le urine che dovevano servire ai conciatori di pelli.

          Caro Archangel,
          non ci crederai, ma si sta andando proprio verso questa direzione.
          All'ultimo convegno a cui ho partecipato, sulle energie rinnovabili per il terzo mondo, si parlava proprio di water prodotti per dividere i due tipi di liquami alla "fonte", con 2 uscite diverse.
          Il progetto dovrebbe essere di una ONG Austriaca, se ricordo bene, ed i primi water con questo sistema sembra siano prodotti in Cina.

          Ciao.
          *** Firma irregolare rimossa d'ufficio. ***

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          • #6
            CITAZIONE (Spuzzete @ 17/2/2006, 12:41)
            I gas come il bingofuel e l'aquafuel non potrebbero essere un'alternativa?
            Si potrebbero fare delle "caldaiette" che sfruttino la cella aquafuel per produrre calore (per il riscaldamento domestico e acqua calda) e nel contempo producano gas, accumulabile a basse pressioni, che può essere sfruttato per cucinare o per far funzionare un'altra caldaia a gas. Insomma una sorta di cogeneratore di calore e gas.

            Che ne pensate?

            Ciao!

            Penso che l'energia che alimenta la cella e' prodotta con il metano, il carbome, il petrolio, il nuke.

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            • #7
              CITAZIONE
              Penso che l'energia che alimenta la cella e' prodotta con il metano, il carbome, il petrolio, il nuke.

              Allora..si può chiedere che l'energia usata provenga da fonti rinnovabili pagando 36 euri l'anno. Vedere qui.

              Chi ha un impianto FV per la propria casa allora non dovrebbe avere problemi,basta che sia dimensionato correttamente.
              Bici elettrica MKIII : qui.

              E-bike / li-ion batteries / electronics / etc. : jacopo.tk

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              • #8
                Sinceramente non ho ben capito il meccanismo, ma mi sembra una specie di bufala o fregatura visto che nessuno puo' garantire che tipo di energia arrivi al tuo contatore.

                Chi ha un impianto FV puo' fare a meno del aquafuel perche' puo' usare direttamente l'energia che produce per riscaldarsi tramite pompe di calore o per cucinare tramite fornelli elettrici, o indirettamente tramite lo scambio sul posto.

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                • #9
                  CITAZIONE (Nove^3 @ 17/2/2006, 17:02)
                  Sinceramente non ho ben capito il meccanismo, ma mi sembra una specie di bufala o fregatura visto che nessuno puo' garantire che tipo di energia arrivi al tuo contatore.

                  Chi ha un impianto FV puo' fare a meno del aquafuel perche' puo' usare direttamente l'energia che produce per riscaldarsi tramite pompe di calore o per cucinare tramite fornelli elettrici, o indirettamente tramite lo scambio sul posto.

                  Pensi che anche le altre iniziative di LifeGate siano bufale? (Ti faccio presente cheanche il sito di progettomeg aderisce all'iniziativa "impatto zero", basta guardare la home del sito). A me LifeGate sembra una cosa seria.

                  Usare energia elettrica per produrre calore non è la cosa migliore, altrimenti non avremmo una così vasta diffusione di fornelli a gas nelle case. Chi ha un impianto FV non sempre ha la pompa di calore (che ha un costo anche lei..).
                  Bici elettrica MKIII : qui.

                  E-bike / li-ion batteries / electronics / etc. : jacopo.tk

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                  • #10
                    Non so se sia una bufala, ma la cosa non mi sembra molto chiara.
                    Pago 36 euro/anno per continuare ad usare l'energia che comunque mi arrivava a casa. Tra l'altro sono 36 euro una tantum senza considerare i consumi. Loro si intascano 36 euro ma l'energia continua ad arrivarti dall'enel. Possono anche immettere energia rinnovabile in rete per compensare l'energia che consumi (e non sanno quanto consumi) prendendoci pure i soldi dei certificati verdi. Quindi loro prendono 36 euro ed eventuali certificati verdi e tu consumi la corrente dell'enel.
                    Inoltre nel sito non ho visto i loro impianti di produzione... da dove arrica sta benedetta energia rinnovabile? Questo non riesco a capirlo.

                    I fornelli a gas sono convenienti nei casi in cui non ci sia un eccesso di corrente elettrica. Se tu hai una sovraproduzione di e.e. la puoi anche usare per cucinare.

                    Edited by Nove^3 - 17/2/2006, 17:55

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                    • #11
                      CITAZIONE (claudiomenegatti @ 17/2/2006, 13:43)
                      CITAZIONE (Archangel @ 17/2/2006, 09:28)

                      Bisognerebbe tornare all'illuminata invenzione dell'imperatore Vespasiano, che creò i suoi gabinetti pubblici per raccogliere le urine che dovevano servire ai conciatori di pelli.

                      Caro Archangel,
                      non ci crederai, ma si sta andando proprio verso questa direzione.
                      All'ultimo convegno a cui ho partecipato, sulle energie rinnovabili per il terzo mondo, si parlava proprio di water prodotti per dividere i due tipi di liquami alla "fonte", con 2 uscite diverse.
                      Il progetto dovrebbe essere di una ONG Austriaca, se ricordo bene, ed i primi water con questo sistema sembra siano prodotti in Cina.

                      Ciao.

                      Mi interessa tanto sapere come ci riescono. Alla maniera degli astronauti, con un tubo sul pisello che raccoglie le deiezioni liquide ?
                      Credo che avrebbe uno scarso successo commerciale.
                      A me piace starmene sul water a leggere il giornale, ma se avessi un tubo infilato sul pisello non sarei tanto a mio agio. E se poi sul giornale ci fosse qualche bella gnocca, ci sarebbe un conflitto di interessi fra tubo e pisello.
                      'Sti tedeschi, voglio proprio vedere come riescono a convincermi.

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                      • #12
                        CITAZIONE (AlessandroTesla @ 17/2/2006, 00:20)
                        ciao Mets,
                        come ti ho detto 3 milioni di persone che lavorano a Milano producono giornalmente almeno 600000 kg di "letame" pari a 20000 mc di biometano che riscaldano almeno 4000 appartamenti. Bisogna aggiungere poi il calore prodotto dalla digestione anaerobica che ne scalda altrettanti. Aggiungi questo ai gassificatori ed a tutto il resto... certamente abbiamo ancora bisogno del metano naturale ma possiamo iniziare a risparmiare un po' sfruttando le nostre risorse a costo zero che altrimenti finirebbero in fogna, progetti già sviluppati in Italia peraltro in alcune città...

                        Errata corrige: la digestione anaerobica necessita di calore quindi va consumato parte del metano prodotto. E' la digestione aerobica che produce calore.
                        Generalmente non butti il detersivo nel water e non fai la pipì nel lavandino. Basterebbe dividere i 2 scarichi. Inoltre sono convinto che basterebbe processare quello che arriva ai depuratori di Milano, una volta decantato il liquame non penso che la quantità di inquinanti sia tale da compromettere la digestione. Tanto che impianti erano stati costruiti a Foggia, Potenza e Montecatini: e senza mettere agli utenti tubi sul pisello.
                        Perchè gli impianti sono stati chiusi? Evidentemente il metano importato che noi paghiamo 60 cents al metro cubo costa al netto delle accise una cifra così ridicola da convenire rispetto alla gestione di un digestore. O almeno costava...

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                        • #13
                          CITAZIONE (Archangel @ 17/2/2006, 09:28)
                          Motivi pratici direi. Primo, la m... non è lì bella pronta da raccogliere ma finisce nelle acque nere delle fognature (nel mio stabile, anche le acque bianche) e da lì andrebbe recuperata, bella inquinata di detersivi e sostanze chimiche che sicuramente farebbero schiattare i fermenti. Poco praticabile.

                          Bisognerebbe tornare all'illuminata invenzione dell'imperatore Vespasiano, che creò i suoi gabinetti pubblici per raccogliere le urine che dovevano servire ai conciatori di pelli. Ma in una nuova versione più chiusa, mica si può chiedere agli utenti di calarsi le brache in pubblico.
                          E poi si dovrebbe convincere la gente a usare i gabinetti pubblici invece di quelli di casa loro. Siamo in un sistema liberista, allora bisogna pagare: 10 cent per ogni "prestazione" sarebbero il minimo per indurli a scomodarsi. Ma quanto vale il biogas che si può fare con 2 etti di m... ?
                          Oppure invogliarli con qualche bonus: un po' di musica, una soap opera, un filmino (magari ****o)...

                          Non ci sono particolari problemi per la presenza di detersivi. Altrimenti i depuratori non funzionerebbero. Infatti il depuratore funziona grazie ai batteri che lavorando in condizioni aerobiche degradano la sostanza organica (fin dove possono naturalmente). Esiste, anche se poco diffuso, il depuratore anaerobico che non opera una ossidazione completa della sostanza organica ma la interrompe ad uno stadio intermedio (il passaggio successivo richiede ossigeno, appunto). Ed ecco allora la formazione del metano (che poi viene ossidato nel generatore vicino all'impianto). I problemi non sono insormontabili (infatti mi risulta che ce ne siano alcuni in funzione) e sono di ordine economico. La bassa concentrazione di s.o. nel liquame di fogna (e si, usiamo un mucchio di acqua e facciamo solo due o tre strz al giorno) e la bassa concentrazione di energia di questa s.o. (buttiamo nel wc gli strz, non il cibo da cui abbiamo noi stessi recuperato, nell'intestino, gran parte dell'energia). C'era l'idea di farlo a Milano il depuratore anaerobico, dopo le multe salate della U.E. perché era rimasta l'unica grande città d'Europa senza depuratore, ma poi hanno cambiato idea. Da uno-due anni sono attivi un paio di impianti aerobici che depurano buona parte delle fogne della città (il resto va ancora nel Lambro>Po>Adriatico). Impianti a biogas (o depurazione anaerobica, chiamateli come volete) li stanno facendo un po' tutti i grossi allevamenti (loro si lavano meno, i liquami sono più concentrati). Sono tornati convenienti. Alcuni arricchiscono la biomassa in fermentazione direttamente con il cibo che darebbero agli animali, cioè il trinciato di mais. Perché così fanno più energia e la vendono all'Enel. Non ho mai sentito di biogas immesso in rete, credo che non vada bene perché non è puro metano (infatti si parla di biogas, non di biometano), e forse puzza anche.

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