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Maxi-rete europea per le rinnovabili

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  • Maxi-rete europea per le rinnovabili

    Energia: una maxi-rete europea per le rinnovabili


    l'Europa continua a immaginare nuove soluzioni per potenziare l'energia verde. Qualche mese fa un gruppo di imprese tedesche si è lanciato nello studio di un mega impianto di energia solare nel Sahara. Ieri è emersa l'idea di creare una nuova rete elettrica tutta dedicata alle fonti energetiche rinnovabili.

    Nove paesi del Nord Europa stanno lavorando a un progetto che dovrebbe potenziare il ruolo dell'energia eolica, solare e idroelettrica. Germania, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Belgio, Olanda, Irlanda, Lussemburgo e Norvegia hanno firmato un primo accordo di cooperazione con l'obiettivo di costruire «rapidamente», secondo il ministro tedesco dell'Economia Rainer Brüderle, una nuova rete di cavi ad alta tensione.

    «L'attuale rete di energia elettrica non è abbastanza potente per accogliere la produzione derivante dai nuovi parchi eolici», ha spiegato alla Süddeutsche Zeitung Sven Teske, un esperto dell'associazione ambientalista Greenpeace...

    ...Sì, ma l'Italia come al solito rimane a guardare?


    L'articolo completo su Il Sole24ore.it - 6/1/2010
    Piero 'Alex Svoboda'

    Gentes - Il forum da sfogliare

  • #2
    secondo me per valutare l'ipotetico progetto è necessario qualche documento un po' più tecnico.
    L' affermazione «L'attuale rete di energia elettrica non è abbastanza potente per accogliere la produzione derivante dai nuovi parchi eolici», mi fa ridere. le attuali centrali termoelettriche e termonucleari sono forse meno potenti? forse il problema è che gli impianti eolici, ancora più dei fotovoltaici, sono problematici da gestire per la loro imprevidibilità.

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    • #3
      stessa notizia compara anche su repubblica di oggi, ecco il link:
      Ecco l'Europa unita dell'eco-energia - Repubblica.it
      Tanto lavoro locale, tanta tecnologia, poco impatto ambientale... peccato non essere protagonisti della partita

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      • #4
        si avevo letto anche io alcuni mesi fa un articolo su photon,il problema sarebbe più che altro quello di creare un autostrada della trasmissione di
        energia con una dorsale a 1.000.000 di v in continua,essendo vasto il continente si poteva indirizzare meglio l'energia dove serve,la vera sfida per l'utilizzo delle FER è questa,poi sull'utilizzo del deserto per produrre energia
        ci porterebbe sempre una dipendenza energetica come il petrolio da aree instabili.

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        • #5
          Credo che il discorso meriti qualcosa di più che delle battute forse un po' troppo ingenue: è logico che una rete significa qualcosa di più che un punto di produzione distante da qualunque utilizzatore, come è logico che le FER sono una pluralità di fonti, non credo che vi sia qualcuno che pensi di usarne una soltanto per risolvere ogni problema energetico.

          ••••••••••••

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          • #6
            Un contributo alla discussione:

            Le fonti rinnovabili possono tenere le luci accese 24 ore su 24, 7 giorni su 7. È la conclusione di questo rapporto, presentato con EREC (European Renewable Energy Council). Le reti elettriche possono essere trasformate per consentire alle fonti rinnovabili di garantire il 90% dell’energia al 2050, attraverso le "smart grids", reti intelligenti di distribuzione dell'energia a livello locale e regionale.

            rinnovabili-reti-intelligenti.pdf
            'This shit's got to go!' (J.Fresco)

            Zeitgeist: Moving Forward

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            • #7
              Proposta interessante, soprattutto per i produttori di rame...

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              • #8
                Il rame è riciclabile al 100%
                'This shit's got to go!' (J.Fresco)

                Zeitgeist: Moving Forward

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                • #9
                  In realtà le macro-reti sono 2: una nel Nord Europa, descritta nell'articolo, e l'altra nel Mediterraneo con il progetto Desertec, in cui l'Italia è almeno in parte coinvolta, visto che l'energia prodotta in Marocco Algeria e Libia risalirà dalla Sicilia verso il continente. E il Desertec non è solo una speculazione mentale di ingegneri tedeschi, ma un progetto che ha già ricevuto 500 miliardi di dollari tra finanziamenti pubblici e privati.

                  Inoltre a differenza dell'eolico garantirà la possiblità di accumulare l'energia in eccesso grazie a serbatoi termici. Nel caso dell'eolico del Nord Europa, l'intenzione è cercare di conciliare l'imprevedibilità del vento con la cogenerazione su larga scala, che nei paesi scandinavi già rappresenta il 40-50% della produzione di energia elettrica. Grazie a numerosi impianti delocalizzati e "intelligenti" sarà possibile sopperire alla discontinuità dell'eolico, che sarà in ogni caso ridotta dal fatto di avere vari impianti dislocati a grande distanza l'uno dall'altro. E' infatti poco probabile che la stessa situazione di calo di ventosità si verifichi contemporaneamente nel Baltico e nel Mare del Nord, per questo si cerca di arrivare ad una grande rete comune ed integrata.

                  Ora la sfida sta nel costruire reti ad altissima tensione per minimizzare le perdite dovute alle grandi distanze

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                  • #10
                    Originariamente inviato da janvaljan Visualizza il messaggio
                    . E il Desertec non è solo una speculazione mentale di ingegneri tedeschi, ma un progetto che ha già ricevuto 500 miliardi di dollari tra finanziamenti pubblici e privati....
                    Scusa la mia ignoranza, hai dei riferimenti più precisi su questi enormi finanziamenti?

                    grazie

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                    • #11

                      Note di Moderazione: nll
                      Non è consentita la citazione di un intero messaggio



                      Effettivamente ricordavo male: 500 miliardi sono quelli necessari, di quelli ricevuti non se ne parla ancora chiaramente. Essendoci varie banche e assicurazioni nel consorzio, credo che qualcosa abbiano già garantito, ma non è specificato quanto. Di sicuri ci dovrebbero essere 1,5 miliardi della UE e 5 del FMI, ma credo che ne arriveranno altri
                      Ultima modifica di nll; 14-02-2010, 22:50.

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