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Ho un'idea per convertire dal petrolio alle FER il sistema energetico mondiale, in circa 20 anni.

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  • Ho un'idea per convertire dal petrolio alle FER il sistema energetico mondiale, in circa 20 anni.

    Ho pensato a lungo a un’idea per passare dall’attuale sistema energetico mondiale basato sui combustibili fossili, ad un sistema completamente convertito alle FER in un periodo di 20 anni, con un ciclo di distribuzione basato sull’idrogeno. Sommariamente l’idea è partita da un sistema innovativo di galleggiamento in qualunque condizione di mare, di una piattaforma di dimensioni enormi, che io ho ideato.

    Avendo trovato una base di galleggiamento grande e stabile, ho pensato che si poteva sfruttare l’energia eolica e delle onde dei fenomeni atmosferici più intensi cioè le tempeste oceaniche. E dai calcoli che ho fatto, ho stimato che l’energia producibile annua da una piattaforma di circa 700 metri di diametro, nell’ipotesi più pessimistica può essere di 2.435 GWh e nella più ottimistica di 4.150 GWh.

    Da questi calcoli ho ricavato dei dati di paragone molto interessanti, per l’energia eolica, l’energia prodotta per metro quadro di area spazzata dai rotori và dai 14,67 MWh ai 24,27 MWh. Mentre dal moto ondoso l’energia annua prodotta per metro di fronte d’onda và dai 1.384,80 MWh ai 2.472,17 MWh.

    Ho trovato su internet http://www.nasa.gov/images/content/257995main_quikscat-wind-browse.jpg una mappa con rappresentata la potenza media dei venti sulla superfice del mare, e la potenza massima indicata è di 1,4 kW al metro quadro, che corrisponde a un’energia annua di 12.264 KWh al mq.
    Dai calcoli che ho fatto nella condizione più pessimistica, l’energia eolica che ho stimato prodotta in un anno è di 14.670 KWh al metro quadro. Considerato che il livello di potenza indicata nell’immagine è ottenuta dalla media dei venti in punti fissi, la potenza che io ho stimato, con una piattaforma mobile che può inseguire il centro delle tempeste dove i venti hanno potenze molto maggiori, non dovrebbe essere molto lontana dalla realtà.

    Però questa sarebbe l’energia elettrica prodotta sulla piattaforma, e per avere a disposizione l’energia elettrica a casa nostra bisogna convertire l’energia in idrogeno, che può essere trasportato in tutti i paesi del mondo, ma il rendimento finale di questo sistema arriverebbe ad un 0,4 di energia elettrica generata sulla terraferma. Il vettore idrogeno è molto pericoloso da utilizzare, ma ho studiato un sistema che riduce al minimo i rischi di trasporto e di stoccaggio.

    Tutto questo è studiato partendo da tecnologie gia collaudate per l’energia eolica e l’energia del moto ondoso, solo portate a livelli di potenza molto superiori. Solo il sistema di galleggiamento è fatto con una tecnica completamente nuova che permetterebbe di raggiungere dimensioni costruttive, di una piattaforma circolare anche di molto superiori ai 1000 metri di diametro.

    Allego i file in word che descrivono dettagliatamente il progetto, spero di essere stato abbastanza chiaro. Allego inoltre una tabella in excel con i calcoli delle potenze producibili e le stime dell’energia prodotta in un anno. Puntualizzo che queste stime sono molto soggettive, non esistendo uno studio né una casistica per valutare la potenzialità di sfruttamento dell’energia delle tempeste oceaniche.
    PROGETTO PER LA CONVERSIONE SU ENERGIE RINNOVABILI DEL SISTEMA ENERGETICO MONDIALE.doc
    Calcoli progetto piattaforma ad anello.xls

    Questo progetto è soltanto una bella idea …. molto megalomane!
    Aspetto di sentire le vostre opinioni e anche le vostre critiche, se avete domande da farmi sono a vostra disposizione. Ciao SE-POL.

  • #2
    Aggiungo gli allegati con i disegni

    Poichè gli allegati word con i disegni erano molto grandi li aggiungo adesso.

    Vista 1 piattaforma ad anello.doc

    Vista 2 piattaforma ad anello.doc

    Vista 3 piattaforma ad anello.doc

    Vista 4 piattaforma ad anello.doc

    Vista 5 piattaforma ad anello.doc

    Continuo ad avere problemi con la grandezza degli allegati.
    Riproverò più tardi. Ciao SE-POL.
    Ultima modifica di SE-POL; 13-07-2010, 19:06.

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    • #3
      arte dei pazzi

      Per quale motivo dovresti generare elettricità per poi generarci idrogeno da stoccare, trasportare e poi bruciare in un ciclo combinato per avere di nuovo elettricità?
      L'elettricità l'hai già generata all'inizio!!

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      • #4
        Ma L'elettricità la genero in mezzo all'oceano a migliaia di chilometri da qualunque utilizzatore , sembra un controsenso ma per raggiungere i livelli di potenza e di energia producibile con FER che io ho stimato, non c'è altro luogo sulla terra dove poterlo fare.
        Perchè con impianti fissi l'energia prodotta dipende sempre dalla media del vento o delle onde in quella località, nell'arco di un anno.
        Ciao SE-POL.

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        • #5
          Adesso vi allego un pò di documentazione sulle condizioni del moto ondoso nei giorni 16-17-18-19 gennaio 2009. Questo è un esempio delle onde generate in una tempesta tra le più forti dell'emisfero boreale.

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          Ultima modifica di SE-POL; 14-07-2010, 18:31.

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          • #6
            Adesso vi allego un pò di documentazione sulle condizioni del moto ondoso nei giorni 09-10-11-12 giugno 2009. Questo è un esempio delle onde generate in un periodo con le più forti tempeste dell'emisfero australe, si può vedere che in questo emisfero le tempeste sono numerose.
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            Ultima modifica di SE-POL; 14-07-2010, 18:32.

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            • #7
              Adesso vi allego un pò di documentazione sulle condizioni del moto ondoso nei giorni 09-10-11-12 novembre 2009. Questo è uno dei periodi con tempeste più deboli. Si vede comunque che nell'emisfero australe non si arriva mai alla calma totale.
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              • #8
                Adesso vi allego le mappe dei venti nei giorni 16-17-18-19 gennaio 2009.

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                • #9
                  Adesso vi allego le mappe dei venti nei giorni 09-10-11-12 giugno 2009.

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                  • #10
                    Adesso vi allego le mappe dei venti nei giorni 09-10-11-12 novembre 2009.

                    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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                    • #11
                      E per finire questa è la mappa con la potenza media del vento sugli oceani nell'inverno e nell'estate boreale.
                      Qui si vede chiaramente quali sono le aree più produttive.

                      Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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                      • #12
                        E qualcosa che vada bene per il Golfo di Trieste non esiste?
                        Magari una struttura multifunzionale... un ponte che colleghi Trieste e Muggia, ed al contempo sfrutti le maree e la bora.

                        Non esiste un sistema per sfuttare la bora??

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Smilzo Visualizza il messaggio
                          Magari una struttura multifunzionale... un ponte che colleghi Trieste e Muggia, ed al contempo sfrutti le maree e la bora.
                          Non c'è problema metà golfo di Muggia è già chiuso dalle dighe foranee, lo chiudi completamente e sfrutti 1 metro e venti di dislivello di marea 4 volte al giorno, sopra ci fai passare la strada nuova Trieste-Muggia.
                          Se vuoi sfruttare la bora scaricati le tabelle excel con i calcoli che ho fatto, metti per 5 giorni la bora a 100 km/h, per 10 giorni a 80 km/h, per 20 giorni a 60 km/h e per 330 giorni metti il vento a 10 km/h e vedi quanti kWh produci in un anno.
                          Ciao SE-POL.
                          Ultima modifica di SE-POL; 16-07-2010, 12:55.

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                          • #14
                            Ho lavorato sul foglio di calcolo che uso per stimare la produzione di energia eolica e dal moto ondoso, ho protetto le celle con le formule e ho lasciato libertà di modifica alle celle in cui si immettono i valori incogniti, evidenziandole in giallo.
                            Così potete scaricarvi il file e calcolare l'energia producibile con l'eolico e con il moto ondoso in qualunque condizione immaginabile.

                            I calcoli più semplici li potete fare impostando la velocità del vento in km/h e il diametro in metri del rotore eolico, nelle caselle di una colonna del foglio "Calc.potenza piattaforma", passare al foglio "Calc. energia prodotta anno" azzerare tutti i campi delle giornate e mettere 365 giornate nella riga orizzontale in cui è impostata la velocità del vento che voi avete inserito.
                            Cosi ottenete l'energia prodotta in kWh in un anno per la velocità media del vento che avete impostato e per la superfice di rotore eolico che avete impostato.

                            Vi allego il file: Calcoli progetto piattaforma ad anello.xls

                            Ciao SE-POL.

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                            • #15
                              Ciao SE-POL .Siccome nessuno ti ha ancora criticato lo faccio io ,ma amichevolmente .Dalle mie parti si dice che è utile avere uno che fa il bastian contrario .La piattaforma da te pensata dovrevve rimanere orrizzontale e perfettamente in piano giusto?se si muove per via delle onde vista la grandezza avremmo pale eoliche ondeggianti.Secondo me nn fa per niente bene alle pale avere una componente oscillante, mentre ruotano di rullio e beccheggio.Appena ho letto il T. ho pensato al film la tempesta perfetta e mi sono immaginato una piattaforma di centinaia di metri fissata con ancore al fondo oceanico....Magari tu hai in mente di fare come le piattaforme petrolifere ,ma allora nn puoi più spostare la piattaforma.Ma hai considerato moto ondoso a parte che già spaventa,alla forza che il vento esercita sulla struttura?Se vuoi fare come le piattaforme petrolifere che stanno ferme in modo dinamico senza ancore queste lo fanno grazie a eliche e altri sistemi attivi che richiedono energia che così ad occhio dovrebbe essere la stessa necessaria a tenere al struttura ferma più un extra per le perdite di rendimento.Ho guardato i tuoi disegni ,ma nn ho visto traccia di qualcosa che tiene bloccata al struttura in un punto fisso e che le impedisce di avere rullio o beccheggio .Ci sono anche altri problemi comunque .Come fai a tenere generatori maremotrici ed eolici sempre nella giusta direzione?Inoltre vorrei vedere una elica progettata per quelle velocità di vento,secondo me bisogna proprio riprogettare un nuovo tipo di rotore ,a meno che nn ricorri a rotori verticali sempre che sia facilmente fattibile.Se mi vuoi rispondere su questi dubbi ti sarei grato ,senza voler fare polemiche inutili.
                              Ultima modifica di paraflu3; 18-07-2010, 07:10.

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                              • #16
                                Grazie paraflu, finalmente uno che si fa delle domande su questo progetto.
                                1. Punto uno la piattaforma che io ho disegnato è a perimetro dodecagonale, con un diametro di 700 metri, e sottolineo che questa misura sarebbe la minima accettabile, perchè la lunghezza delle onde in pieno oceano può arrivare a 600 metri ma normalmente è di 250/400 metri. Se la piattaforma che praticamente è circolare ha un diametro maggiore dalla lunghezza delle onde le oscillazioni saranno molto ridotte e con un periodo molto lungo, pensa che con una oscillazione di un grado su 700 metri la differenza di livello è di 12,22 metri.
                                2. La piattaforma non è fissata al fondo con ancore o altro, naviga nelle tempeste in pieno oceano, non ho messo anche le eliche di propulsione perchè il disegno sarebbe diventato troppo incasinato, le eliche dovrebbero essere reversibili perchè quando il vento spinge sulla superfice dei generatori eolici la piattaforma si muove spinta dal vento e le eliche lavorando come generatori contribuiscono a frenarla, Inoltre per rimanere il più a lungo possibile nella tempesta servirebbero dei timoni o delle derive regolabili per guidare la piattaforma su una rotta il più possibile circolare intorno al centro della tempesta fintantochè non si esaurisce. Concludo dicendo che la piattaforma non deve rimanere ferma ma sfruttare il vento in tutte le maniere possibili (per produrre energia, per muoversi e impostare una rotta a noi favorevole) quindi la piattaforma non navigherà mai contro il vento.
                                3. Come fai a tenere generatori maremotrici ed eolici sempre nella giusta direzione?
                                  i generatori eolici devono rimanere sempre di fronte al vento per avere il massimo rendimento e manovrando con i timoni o derive non ci dovrebbero essere problemi a far ruotare la piattaforma. Mentre i generatori del moto ondoso sono disposti in due poligoni concentrici ( dodecagonale all'esterno ed esagonale all'interno), quindi da qualunque direzione vengano le onde il fronte dei generatori è sempre costante, e la profondità del fronte è ottimizzata al massimo.
                                4. I generatori eolici standard in commercio, anche quelli con 100 metri di diametro, hanno una velocità di cut off (velocità a cui si devono fermare le pale per non espoldere) di 25 m/s cioè 90 km/h, ed esistono generatori con velocità di cut off di 60 m/s, li ho visti girando su internet ma non mi ricordo su che sito. L'unico dubbio è sui problemi che potrebbero sorgere per collegare a queste eliche dei generatori elettrici da 20MW, quando le taglie più grandi in commercio sono di 3 MW. Ma abbiamo il grande vantaggio che il generatore è fisso, non deve più ruotare per seguire la direzione del vento, perchè è tutta la piattaforma che può ruotare.
                                Penso di aver risposto a tutte le tue domande anche se non ho tutte le risposte. Ma volevo chiederti se hai capito bene com'e costruita la piattaforma, perchè guardando i disegni che ho allegato penso che non siano abbastanza chiari. Ciao SE-POL.

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                                • #17
                                  Ciao,allora ritorno al mio ruolo di bastian contrario

                                  i disegni sono chiari ,un pò meno il n.5 perchè nn capisco la seconda linea di rotori messi a circa 45 gradi?Forse è per utilizzare una parte di vento residua dopo la prima fila?.Nn sapevo di questo fatto sulla lunghezza delle onde massima di 600 metri.Se dici che si ha una oscillazione massima di un grado con un periodo abbastanza basso da nn provocare disturbi grossi allora un dubbio me lo hai tolto.Se come dici tu la piattaforma viene trascinata dalla tempesta il problema dell'ancoraggio nn esiste e se fai in modo di mettere le eliche che facciano da freno al trascinamento un buon rendimento allora c'è.E' sulla solidità della struttura ora che ho dubbi.E' fattibile una piattaforma galleggiante in grado di affrontare uragani di questa dimensione?Ricordo alcuni anni fa ,di aver letto della micoperi 7000,vedo se trovo dati su questa piattaforma .Mi rendo conto che è molto diversa dalla tua ,ma giusto per avere una idea.
                                  Ultima modifica di paraflu3; 18-07-2010, 12:41.

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                                  • #18
                                    Bene paraflu, e qui veniamo al nocciolo del progetto, la solidità della piattaforma, la mia è un'idea totalmente teorica non ho trovato niente di simile che sia mai stato costruito.
                                    Ti ripeto la descrizione del sistema di galleggiamento, per essere sicuro che ci capiamo, il galleggiamento della piattaforma è assicurato da una bolla d'aria racchiusa dallo scafo della piattaforma quindi lo scafo non ha il fondo ma solo il tetto, un anello a poligono dodecagonale il più esterno e un anello a poligono esagonale il più interno, uniti da sei bracci equidistanti. gli anelli sono divisi in tre compartimenti stagni, con questa soluzione impedisco il ribaltamento perchè così la piattaforma galleggia su tre bolle d'aria. Lo scafo in sezione è come una U rovesciata.
                                    Non ho messo nei disegni le strutture di rinforzo necessarie a qualsiasi scafo, tipo le costolature e le travature di rinforzo sul fondo aperto, che serviranno per impedire l'allargamento dei fianchi dello scafo e per l'ancoraggio dei binari verticali dove scorrono i galleggianti che producono energia dal moto ondoso.
                                    I fianchi dello scafo sono alti 35 metri, se si immette aria nello scafo fino a sollevere il tetto a 20 metri dalla superfice del mare all'interno dello scafo, rimangono 15 metri immersi nel mare.
                                    Le tre bolle d'aria sostengono il peso dello scafo, adesso faccio un calcolo ipotetico:
                                    La superficie coperta della piattaforma che ho disegnato è di 172.300 mq, supponiamo che la stazza della piattaforma sia di 344.600 tonnellate, allora su ogni mq grava un peso di 2 tonnellate e questo peso comprime l'aria racchiusa dentro lo scafo a 0.2 atm questa pressione spinge l'acqua del mare racchiusa dallo scafo a 2 metri sotto il livello del mare. Quindi il tetto della piattaforma è a 18 metri dal livello del mare.
                                    Adesso arriviamo al problema delle onde, un'onda di 20 metri di altezza è simile ad una sinusoide il valore medio è uguale a 0 e corrisponde al livello del mare, quindi ci sarà una cresta dell'onda a 10 metri sopra il livello del mare e un fondo dell'onda a -10 metri sotto il livello del mare. Quando l'onda passa sotto la piattaforma, dentro lo scafo della piattaforma la superfice del mare si alza ugualmente perchè il fondo è aperto, e poichè il tetto dello scafo è a venti metri dal mare l'onda passa senza trovare ostacoli causando solo uno spostamento dell'aria dentro la bolla d'aria. I fianchi dello scafo sono immersi a 15 metri dal livello del mare quindi il fondo dell'onda è sempre racchiuso dentro lo scafo e l'aria non può uscire fuori.
                                    Da questa analisi vedi che anche un'onda di 30 metri non troverebbe ostacoli a passare sotto la piattaforma. Ma non è proprio vero che le onde passerebbero i fianchi dello scafo senza incontrare resistenza, le onde non creano correnti d'acqua ma nel movimento dell'onda una qualsiasi particella d'acqua sulla superfice dell'onda compie un movimento rotatorio di diametro pari all'altezza dell'onda. E' chiaro che questo moto viene perturbato dalle pareti dello scafo, ma non saprei valutare l'energia dell'onda che viene dispersa in questo passaggio, si tratta di turbolenze e intensi moti nell'acqua per aggirare l'ostacolo. E sono oltre le mie capacità.

                                    Quello di cui sono sicuro è che per progettare e costruire una sezione di scafo di questo tipo:
                                    1. Avrebbe una sezione molto simile allo scafo di una superpetroliera solo molto più leggero perchè le sollecitazioni a cui sarebbe sottoposto sarebbero molto minori, non ci sarebbe da considerare il peso del carico di petrolio.
                                    2. La piattaforma sarebbe di semplice costruzione in qualunque grosso cantiere navale, perche costruendola in sezioni uguali ai lati dei poligoni di cui è costituita, poi non dovrebbe essere difficile assemblarla in mare, questa tecnica è già usata da tanti cantieri navali per le navi più grandi (vedi i transatlantici) solo che le sezioni sarebbero molto più numerose 12+6+6.
                                    Queste sono solo mie ipotesi, solo la Fincantieri potrebbe valutare il progetto, il costo e la realizzazione di una simile struttura. Ciao SE-POL.

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                                    • #19
                                      Originariamente inviato da SE-POL Visualizza il messaggio
                                      ... quindi lo scafo non ha il fondo ma solo il tetto, un anello a poligono dodecagonale il più esterno e un anello a poligono esagonale il più interno, uniti da sei bracci equidistanti. gli anelli sono divisi in tre compartimenti stagni, con questa soluzione impedisco il ribaltamento perchè così la piattaforma galleggia su tre bolle d'aria.
                                      Geniale... bisognerebbe vedere qualche modellino in azione...

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                                      • #20
                                        Complimenti,vedo che nn è un progetto che è stato fatto in modo superficiale.Hai già cercato difetti eventuali sviste e le soluzioni ai problemi costruttivi.Io credo che dovresti pensare anche a un modello in scala ,magari solo della piattaforma ,senza niente altro,per fare test.Di fatto solo la piattaforma da te pensata e' qualcosa di forte.Devo pensare a altri possibili difetti se no che bastiano sarei .Per ora ci penso su,a proposito saprai che al largo della Sicilia ci sono due ampie zone ventose e con onde nn a livelli oceanici,ma interessanti .Forse si potrebbe cominciare dal mediterraneo una eventuale sperimentazione sul campo .In quelle zone sopetto che ci siano anche delle forti tempeste invernali .Prima di sentire la Fimcantieri ,secondo me bisogna portargli più dati possibili.A presto .

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                                        • #21
                                          Originariamente inviato da paraflu3 Visualizza il messaggio
                                          Io credo che dovresti pensare anche a un modello in scala ,magari solo della piattaforma ,senza niente altro,per fare test.
                                          Grazie dei complimenti, mi hai fatto pensare a fare un modellino in scala. L'unica scala abbordabile per una serie di test fai da te, potrebbe essere la scala 1:50 con un diametro del poligono inscritto di 14 metri e i fianchi alti 0,7 metri, in lamiera di alluminio da 2 mm, le onde le potresti fare con un motoscafo.

                                          Con una videocamera all'interno dello scafo e una videocamera all'esterno riprendi le onde e potresti fare un confronto diretto, oppure ancora meglio fai una sezione di due metri in plastica trasparente e riprendi contemporaneamente l'onda interna e l'onda esterna.
                                          Una bella idea, ma per favore non posso fare tutto da solo! Non ho nè i soldi nè la voglia. Ciao SE-POL.

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                                          • #22
                                            Originariamente inviato da paraflu3 Visualizza il messaggio
                                            un pò meno il n.5 perchè nn capisco la seconda linea di rotori messi a circa 45 gradi?Forse è per utilizzare una parte di vento residua dopo la prima fila?
                                            Mi sono dimenticato di spiegare questo particolare, ho messo una linea di rotori a circa 45° per rappresentare il sistema di discesa della griglia, infatti le funi di ormeggio le ho fatte tratteggiate (lo ammetto non era sufficiente per far capire che era una posizione intermedia ).

                                            Ho parlato del sistema di abbassamento della griglia nel file descrittivo che ho allegato al post n°1, e serve ad appoggiare sul piano della piattaforma tutte le eliche dei rotori, per poter essere facilmente staccate e sostituite, passando dalla configurazione di rotori gradi a piccoli e viceversa.

                                            Quello che mi sono dimenticato di dire è che le eliche devono essere o bipala o monopala, per poter fare la sostituzione senza che si intralcino a vicenda. Ciao SE-POL.

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                                            • #23
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                                              Nel tuo caso, inventi delle soluzioni galattiche per costruire qualcosa in mezzo all'oceano che rende il 40% della produzione lorda a causa della conversione in idrogeno... il che è equivalente ad una soluzione meno "galattica" vicino alla costa che rende il 60% in meno, ma che prevede dei cavi per trasportare l'energia senza conversione in idrogeno.

                                              E tutto questo senza contare i costi energetici per costruire e mantenere le enormi piattaforme che proponi...

                                              Si chiama EROI e non è negoziabile... se è minore di 5 sei al di sotto della convenienza energetica. Per questo motivo i biocarburanti ed il nucleare non valgono niente... in pratica producono a malapena l'energia per autosostenersi (nucleare) o anche meno (biocombustibili).

                                              Ciao,
                                              Stjopa

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                                              • #24
                                                Originariamente inviato da stjopa70 Visualizza il messaggio
                                                Si chiama EROI e non è negoziabile... se è minore di 5 sei al di sotto della convenienza energetica.
                                                Non ho le possibilità di stimare l'EROI, soprattutto è impossibile stimare il costo delle piattaforma , ma facciamo
                                                un confronto con una windfarm offshore.

                                                La windfarm London Array per un investimanto di 2.200 milioni di Euro , nella prima fase con l'installazione di 630MW di potenza con 175 generatori eolici da 3,6MW del diametro di 120m. Notizie riportate nel seguente sito London Array ? Latest news .

                                                La stima di energia prodotta all'anno è di 3.100 GWh con una potenza installata di 1000MW da quanto riportato nella documentazione (capitolo introduction) scaricabile dal web http://www.londonarray.com/wp-conten...al-summary.pdf, quindi con 650MW la stima dell'energia prodotta in un anno sarà di 3100/1000*630=1953 GWh.

                                                Concludendo con un investimento di 2.200 milioni di Euro, l'impianto costituito da 175 generatori eolici del diametro di 120m da 3,6MW su un'area di circa 90kmq, per una potenza totale di 630Mw, produrrà 1.935 GWh.

                                                Per ridurre i costi ho visto che lasciando installati sempre 13 generatori eolici da 30MW con pale da 100m di diametro, allego il file con i calcoli Calcoli progetto piattaforma ad anello 1.xls, si può produrre annualmente nella situazione peggiore 2.384 GWh, corrispondenti ad un'energia prodotta sulla terraferma di 2384*0,4=953,6 GWh; e nella situazione migliore 3.819 GWh, corrispondenti a 3819*0,4=1527,6 GWh sulla terraferma.

                                                A spanne ho pareggiato i costi della windfarm se la piattaforma costa circa 2200/1935*935,6=1.064 milioni di Euro nella situazione peggiore, e circa 2200/1935*1527,6=1.737 milioni di Euro nella situazione migliore.

                                                Mancano i costi del trasporto dell'idrogeno e della conversione degli impianti all'idrogeno, ma bisogna considerare che usando l'idrogeno come vettore energetico, l'energia può essere accumulata in grandi quantità senza problemi, costituendo delle cospicue riserve, ed usata "on demand" per la produzione dell'energia elettrica, oppure usata direttamente come combustibile nei trasporti e in tutti gli altri processi produttivi che necessitano di combustibili.
                                                Ciao SE-POL.

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                                                • #25
                                                  Ciao,in questi giorni mi sono chiesto che effetto ha il vento su una piattaforma galleggiante del diametro di 700 metri ,alta sui circa 20 metri sul livello del mare con una fila di generatori eolici con pale da 100 metri .Va bene l'effetto frenante di elche sommerse in contro rotazione ecc.,ma di quanto sarà?La struttura che CZ offre al vento?Non me ne intendo assolutamente di aerodinamica,ma credo che il rendimento sarà proporzionale alla velocià del vento meno la velocità della piattaforma che verrà trascinata nella stessa direzione del vento.se è troppo avremmo rendimenti ridicoli considerando che a ogni dimezzamento della velocità del vento abbiamo un terzo della potenza disponibile.
                                                  Ultima modifica di paraflu3; 24-07-2010, 13:41.

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                                                  • #26
                                                    Originariamente inviato da paraflu3 Visualizza il messaggio
                                                    .... il rendimento sarà proporzionale alla velocià del vento meno la velocità della piattaforma che verrà trascinata nella stessa direzione del vento.se è troppo avremmo rendimenti ridicoli considerando che a ogni dimezzamento della velocità del vento abbiamo un terzo della potenza disponibile.
                                                    Non è giusto parlare di rendimento, centra poco in questo problema, come tu hai giustamente osservato la velocità della piattaforma si sottrae alla velocità del vento, ed è questa la velocità relativa del vento che lavora sui generatori, e che produce energia elettrica, però credo che la piattaforma sarà spinta sopratutto dalla pressione del vento sui generatori eolici, quindi ci sarà un punto di equilibrio a un tot % della velocità del vento, che la velocità della piattaforma può raggiungere.

                                                    Però non è un effetto negativo, Usando le eliche marine come generatori si recupera parte dell'energia impressa dal vento alla piattaforma e si dovrebbe limitare la velocità a 10 nodi (18 km/h), così si limitano le perdite dovute alla resistenza idrodinamica della piattaforma (queste sono perdite nette) e la velocità raggiunta serve per governare la rotta della piattaforma.

                                                    Sottraendo la velocità della piattaforma alla velocità del vento si perde potenza sui generatori eolici, ma così come avevo visto nel post precedente si semplifica la struttura perchè basta mettere un solo tipo di generatore eolico con rotore da 100 metri di diametro, anche con venti più forti.
                                                    Ciao SE-POL.

                                                    Commenta


                                                    • #27
                                                      Originariamente inviato da SE-POL Visualizza il messaggio
                                                      [*]Avrebbe una sezione molto simile allo scafo di una superpetroliera solo molto più leggero perchè le sollecitazioni a cui sarebbe sottoposto sarebbero molto minori, non ci sarebbe da considerare il peso del carico di petrolio
                                                      Ma l'idrogeno che via via produci, dove va a finire?

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                                                      • #28
                                                        Originariamente inviato da Rudj Visualizza il messaggio
                                                        Ma l'idrogeno ... dove va a finire?
                                                        Il ciclo di trasporto dell' idrogeno che io ho pensato è piuttosto complesso, non è con navi gasiere, ma con convogli sottomarini di enormi sacche flessibili che navigheranno a 250 metri di profondità, così il gas viene trasportato compresso a 25 atm.
                                                        Le sacche saranno ormeggiate per essere svuotate a dei terminal sottomarini, vicino ma non troppo alle coste e soprattuto a 250 metri di profondità, da questi terminal partiranno degli idrogenodotti che riforniranno le varie nazioni.
                                                        Penso che questo sistema garantirà un ottimo livello di sicurezza per lo stoccaggio e la distribuzione di un gas così pericoloso.
                                                        I dettagli del sistema sono descritti nel documento che ho postato all'inizio della discussione, e aggiungo lo schema che spiega il ciclo di trasporto dell'idrogeno in partenza dalla piattaforma.

                                                        http://www.energeticambiente.it/atta...o-mondiale.doc
                                                        http://www.energeticambiente.it/atta...-ad-anello.doc

                                                        Spero che sia tutto abbastanza chiaro. Ciao SE-POL.

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                                                        • #29
                                                          l'energia x pompare l'idrogeno a 25 bar l'hai calcolata?

                                                          ciao

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                                                          • #30
                                                            10.000 piattaforme sulle misure da te indicate darebbero una superficie totale complessiva di quasi 2 miliardi di km2....1.720.000.000 per l'esattezza...siamo sicuri che un tale ingombro sia sostenibile?
                                                            Inoltre un'altra cosa che non ho capito, la piattaforma necessita di equipaggio o è interamente autosufficiente?

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