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Il paraddosso di Jevons

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  • Il paraddosso di Jevons

    fonte : Wikipedia

    CITAZIONE
    Paradosso di Jevons
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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    In economia, il Paradosso di Jevons è un'osservazione di William Stanley Jevons che affermò che poiché i miglioramenti tecnologici aumentano l'efficienza con cui una risorsa è usata, il consumo totale di quella risorsa può aumentare, piuttosto che diminuire. È chiamato storicamente il Paradosso di Jevons in quanto contrastava l'intuizione di Jevons, ma non è del tutto un paradosso ed è ben conosciuto dalla teoria economica moderna che indica che un'efficienza maggiore nel consumo di una risorsa possa innescare una variazione nel consumo totale della stessa, ma il senso di quella variazione dipende da altre variabili economiche.

    L'unica strada per capire questo è osservare che un aumento dell'efficienza con cui una risorsa (ad esempio, un carburante) è usata ne aumenta la disponibilità totale, ed equivale ad una diminuzione del prezzo di quanto quella risorsa serve a realizzare (ad esempio, lavoro). Generalmente parlando, una diminuzione nel prezzo sarà associata ad un aumento nella domanda (con un prezzo più basso per un lavoro o un prodotto, c'è una maggiore possibilità che più persone vorrano usufruire di quel prodotto o servizio). Questo aumento nella domanda dei prodotti derivanti da una risorsa può, o no, essere abbastanza grande da dilapidare il guadagno originale di efficienza. Nel caso più semplice, se il costo del carburante rimane costante, ma l'efficienza della conversione in lavoro è raddoppiata, il prezzo effettivo del lavoro risulterà dimezzato ed in questo modo più lavoro sarà commissionato. Se la quantità di lavoro supplementare raddoppiasse, la domanda di combustibile in realtà aumenterebbe, non diminuirebbe. Un'analisi completa dovrebbe considerare il fatto che un cambiamento nella domanda di combustibile avrebbe inoltre un effetto sul prezzo di combustibile e quindi anche sul prezzo effettivo del lavoro.

    Nel suo libro del 1865 The Coal Question, Jevons ha osservato che il consumo inglese di carbone è salito dopo che James Watt ha introdotto il motore a vapore (alimentato a carbone), che migliorò notevolmente l'efficienza del precedente motore di Thomas Newcomen. Le innovazioni di Watt resero il carbone una fonte di energia più redditizia, cosa che ha condotto ad un maggiore uso del suo motore a vapore in una vasta gamma di processi produttivi. Questo a sua volta ha fatto aumentare il consumo totale del carbone, anche se nel mentre la quantità di carbone richiesta per la singola applicazione è calata.

    Due punti necessitano di essere fissati: il paradosso di Jevons a volte è visto come un motivo per non aumentare l'efficienza (se la risorsa x non è usata qui, semplicemente sarà usata altrove). Questo non considera i benefici che la risorsa potrebbe generare per altri clienti: per esempio un motore a vapore più efficiente ha creato la possibilità di viaggiare per molte più persone. Inoltre, ci si riferisce spesso a questo principio in associazione al Picco del petrolio, per mostrare come il risparmio di petrolio non ritarderà l'arrivo o gli effetti del picco. Tuttavia, una parte chiave del paradosso di Jevons presuppone un rifornimento costante di una data risorsa, e secondo questo principio, aumenti della domanda dopo che il prezzo sia calato a causa di una riduzione della richiesta. Partendo dall'ipotesi di una riduzione significativa del rifornimento tuttavia (come nel caso del picco), i prezzi salirebbero, richiedendo una riduzione della richiesta pari all'aumentata efficienza per mantere lo status di prezzi e consumi.

    [modifica] Le implicazioni

    Il paradosso di Jevons viene spesso utilizzato nel dibattito ambientalista come esempio del fatto che:

    * l'aumento di efficienza nella produzione e nel consumo di energia, come nella produzione di benessere e PIL per unità di energia, non aiuterà a diminuire il totale delle risorse impiegate, ma semplicemente le vedrà impiegate per altri scopi;
    * il risparmio energetico e la sobrietà in genere siano scarsamente utili su scala mondiale, se non affiancati da una politica di pianificazione familiare. Viceversa, l'ammontare di risorse risparmiate permetterebbe semplicemente il mantenimento di un nuovo surplus di popolazione. Portando all'estremo questa considerazione, se l'umanità avesse evitato gli shock petroliferi del 1973 e 1979, e le conseguenti politiche di risparmio, è probabile che il picco del petrolio sarebbe si soppraggiunto in anticipo rispetto a quanto sta accadendo, ma in quel caso si sarebbe potuto affrontarlo con circa un miliardo di persone in meno sulla terra.


  • #2
    CITAZIONE
    Portando all'estremo questa considerazione, se l'umanità avesse evitato gli shock petroliferi del 1973 e 1979, e le conseguenti politiche di risparmio, è probabile che il picco del petrolio sarebbe si soppraggiunto in anticipo rispetto a quanto sta accadendo, ma in quel caso si sarebbe potuto affrontarlo con circa un miliardo di persone in meno sulla terra.

    Direi che questa è una considerazione brutta e cattiva, ma maledettamente giusta,
    Tersite
    Ogni problema complesso ha una soluzione semplice. Ma è sbagliata
    Quando gli dei sono adirati contro un popolo mandano un filosofo a governarlo

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    • #3
      CITAZIONE
      L'unica strada per capire questo è osservare che un aumento dell'efficienza con cui una risorsa (ad esempio, un carburante) è usata ne aumenta la disponibilità totale, ed equivale ad una diminuzione del prezzo di quanto quella risorsa serve a realizzare (ad esempio, lavoro).

      Questa è sulla scia di teorie neoclassiche secondo cui il prezzo è ancora rappresentativo di tutte le informazioni del prodotto. In realtà tematiche del genere vennero brillantemente arginate con l'introduzione di imposta Pigouviana ( correlato ai già rinomati discorsi di inevitabili fenomeni di esternalità negative ed assimmetrie informative ).

      CITAZIONE
      Nel suo libro del 1865 The Coal Question, Jevons ha osservato che il consumo inglese di carbone è salito dopo che James Watt ha introdotto il motore a vapore (alimentato a carbone), che migliorò notevolmente l'efficienza del precedente motore di Thomas Newcomen.

      Sempre con Pigou cerco di riportare che la critica venne sostenuta nei confront dei sussidi a non limitare la pratica di produzioni inquinanti. Paradossalmente dando sussidi per nn produrre, e quindi abbassando l'offerta e quindi alzando i prezzi vista la parità di domanda... ( molto rigida sopratutto per i beni di necessità, come lo sono oggi i prodotti petroliferi ) si ottengono extra profitti che incitano altri operatori ad entrare nel mercato fino a trovarsi nella condizione paradossale di trovarsi maggiori quantità prodotte di sostanze ritenute inquinanti.

      CITAZIONE
      CITAZIONE
      Portando all'estremo questa considerazione, se l'umanità avesse evitato gli shock petroliferi del 1973 e 1979, e le conseguenti politiche di risparmio, è probabile che il picco del petrolio sarebbe si soppraggiunto in anticipo rispetto a quanto sta accadendo, ma in quel caso si sarebbe potuto affrontarlo con circa un miliardo di persone in meno sulla terra.

      Direi che questa è una considerazione brutta e cattiva, ma maledettamente giusta,
      Tersite

      per certi versi concordo a pieno.

      A presto.
      www.energeticambiente.it

      www.energoclub.org

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      • #4
        Per evitare questo paradosso sipuò pensare di introdurre dei fattori correttivi.
        Esempio terra terra. Se aumento l'efficienza di un motore da automobile, secondo questa teoria (che è corretta, a mio avviso), consumo meno carburante e quindi sarò invogliato ad usare di più l'automobile e quindi il risparmio di benzina andrà a farsi benedire. Bene, ma se all'aumentare dell'efficienza, corrisponde un aumento del prezzo del carburante, questo meccanismo si interrompe.
        Lo so che è una trattazione semplicistica, ma penso che il problema sia in fondo questo: cercare di introdurre delle misure che "correggano" la legge, propria del liberismo, "spesa minore, aumento della richiesta".

        Saluti.
        Federico

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        • #5
          CITAZIONE (Fede1975 @ 27/10/2007, 12:16)
          ...Lo so che è una trattazione semplicistica, ma penso che il problema sia in fondo questo: cercare di introdurre delle misure che "correggano" la legge, propria del liberismo, "spesa minore, aumento della richiesta".

          E difatti le cose stanno proprio così. L'unico vera speranza di contenimento dei consumi energetici è legata al COSTO dell'energia stessa, non alle campagne di sensibilizzazione o alle prese di coscienza. Se in USA le auto consumano il triplo che in Europa lo si deve al costo storico del carburante, non alle manie di grandeur d'oltreoceano.
          Questa non è una bella notizia per molti, mi rendo conto. Ma non vedo molte speranze per invertire l'evoluzione in atto. Molto presto la bolletta energetica diventerà un'uscita fissa primaria nei bilanci familiari, specie italiani. Chi pensa che già ora lo sia... può dirsi un vero ottimista! Altro che i fans del fotovoltaico! :P
          “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
          O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

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