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Il futuro dell'industria: la sostenibilitÓ

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  • Il futuro dell'industria: la sostenibilitÓ

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    Il futuro del mondo dell’industria sembra portare sempre pi¨ verso la sostenibilitÓ. Non a caso l’attenzione dei governi, e quella dei grandi player, Ŕ rivolta tutta verso quelle soluzioni – come l’eco packaging – che possano garantire un minor impatto ambientale.

    E non potrebbe essere altrimenti visto il concetto di sviluppo sostenibile ritenuto indispensabile dalle Nazioni Unite, come si evince dagli obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030. Ogni impresa, infatti, indipendentemente dalle dimensioni e dagli ambiti di attivitÓ, Ŕ inserita all’interno di un sistema sempre pi¨ globalizzato, che impatta e da cui viene impattata. E le risorse che utilizza, in particolare quelle naturali, appartengono ad un unico pianeta, che tutti dobbiamo impegnarci a salvaguardare.

    Ma cos’Ŕ la sostenibilitÓ ambientale? Si tratta dell’insieme delle politiche aziendali che possono essere utili a raggiungere gli obiettivi prefissati. Grazie alla sostenibilitÓ diventa possibile integrare nella strategia, nei processi e nei prodotti del business anche considerazioni ambientali e sociali. L’obiettivo Ŕ chiaro: generare valore in una prospettiva di lungo periodo.

    L’obiettivo Ŕ quello di trovare dunque soluzioni che permettano di comprendere e dare risposta alla complessitÓ del contesto in cui opera. Inoltre, deve tessere una relazione strutturata e costante con i propri stakeholder. Solo in questo modo potrÓ muoversi lungo una direttrice che coniuga crescita economica, sviluppo sociale e salvaguardia del patrimonio naturale. Per riuscirci, per˛, Ŕ fondamentale che adotti un approccio sistemico, inclusivo e trasparente, che sviluppi un forte orientamento all’innovazione e migliori la sua capacitÓ di misurare le decisioni di business analizzando tutti gli impatti (economici e non) che esse determinano, nel breve, nel medio e nel lungo periodo.

    La situazione in Italia
    Nel nostro Paese il tema Ŕ abbastanza sentito. Non a caso sono diverse ormai le aziende che stanno cambiando il proprio modo di approcciarsi a questo nuovo concetto. Secondo gli ultimi dati nel corso degli ultimi anni pi¨ del 50 delle imprese del nostro Paese si Ŕ dotato di una policy sulla sostenibilitÓ e una percentuale simile ha investito per integrare la sostenibilitÓ nel proprio core business.

    In particolar modo nel mondo della moda dove la sostenibilitÓ ambientale si traduce nella capacitÓ di produrre con fibre naturali provenienti da coltivazioni controllate e non intensive, di evitare l’utilizzo di pesticidi chimici e di ridurre le emissioni di CO2, favorendo il coinvolgimento di manodopera locale.

    Tra gli esempi pi¨ importanti di questo ambito c’Ŕ quello del famosissimo marchio Gucci che si distingue da anni per iniziative ambientali e sociali che riguardano investimenti in startup, utilizzo di un tessile eco-friendly, studio di nuove fibre. Gucci, che Ŕ la maison fiore all’occhiello della holding Kering, ne riflette questa filosofia: per questo Ŕ nato “Gucci Equilibrium”, un portale dedicato a illustrare e fornire aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali del marchio con link diretti alle policy dell’azienda.

    Gucci Equilibrium rappresenta l’unione tra etica ed estetica, una sorta di bilanciamento in cui si raccolgono principi, intuizioni e ambizioni definiti come “culture of purpose”.


    Procter & Gamble
    Tra i gruppi industriali pi¨ attivi per ridurre l’impatto ambientale c’Ŕ senza alcun dubbio il colosso Procter & Gamble che negli ultimi anni ha lanciato numerose iniziative dando l’esempio anche nel campo del packaging ecoostenibile. E’ ormai risaputo nel settore che P&G si Ŕ posto l’ambizioso obiettivo di arrivare entro il 2030 a produrre il 100% di imballaggi riutilizzabili o riciclabili. Una sfida a cui tutte le industrie produttive dovrebbero partecipare.


    Il gruppo Ferrero
    Anche Ferrero ha sposato il nuovo concetto di industria. L’azienda nel 2013 ha lanciato una serie di programmi volti alla buona gestione della sostenibilitÓ ambientale, i quali hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni delle aree rurali e delle comunitÓ dove nascono le materie prime fondamentali per l’azienda di Alba. Da sottolineare, in particolare, il programma Ferrero Farming Values che mira a realizzare catene di fornitura sostenibili.

    Insomma, come abbiamo visto, qualcosa finalmente inizia a muoversi ed anche in modo piuttosto deciso. Sono proprio i colossi come Procter&Gamble e Ferrero, ad esempio, che possono tracciare la strada e fare davvero da apripista anche ai pi¨ piccoli per vincere questa nuova sfida, salvaguardare il nostro pianeta.
    Essere realisti e fare l'impossibile

  • #2
    Mah,guarda io personalmente mi astengo dal commentare...
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18░ .Il tutto in funzione dal aprile 2014

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