Il PM10 e PM2.5 (bruciare legna e simili) uccidono più persone in Italia che nel resto d'europa - EnergeticAmbiente.it

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Il PM10 e PM2.5 (bruciare legna e simili) uccidono più persone in Italia che nel resto d'europa

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  • Originariamente inviato da subitomauro Visualizza il messaggio
    errato, non sono negazionista di nulla... penso che sia sbagliato classificare le persone per quattro cose che scrivono su un forum... le persone sono più complesse di cosi
    Si anche la generazione del PM e la mortalità correlata è un po’ più complessa di come l’hai messa nel titolo.

    Quindi non credi davvero che la nebbia sia sparita grazie alla metanizzazione? Oppure che basti vietare l’accensione delle stufe a Milano per ripulire l’aria? Come la pensi davvero sull’aria di Milano?
    PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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    • Portarlo a Bologna costa quanto scaldare casa mia, tutto il resto vale sicuramente il portarmi a casa l'energia, e siamo alla pari con inquinamento
      E ancora qualcuno deve bruciare il pellet............................................
      Come fa a diventare sostenibile.......................................
      Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
      Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. John Belushi.
      Utente EA dal 2009

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      • sergio&teresa

        Mi.. articolo di Oggi delle 18.18 di un redattore de Il Meteo sull'argomento Inquinamento di questi giorni a Milano e dintorni..
        le son fischiate le orecchie..​​​​
        ___________

        QUALI SOLUZIONI?
        Impossibile non citare la folle idea risalente a diversi anni fa, ben più bizzarra di quella dello Stretto di Messina e che suggeriva la costruzione di un grande traforo sulle Alpi, al fine di favorire il rimescolamento dell'aria.
        Certo, questa soluzione potrebbe verosimilmente risolvere il problema dell'inquinamento sulla Pianura Padana, ma presenta ben tre enormi effetti collaterali:
        - i costi enormi che avrebbe un progetto di questa portata;
        - l'impatto ambientale che si avrebbe sul nostro arco alpino;
        - l'impatto climatico che comporterebbe a livello generale sull'Italia.
        Per tutti questi motivi, un'idea di questo tipo resta folle.
        Dunque, la soluzione può essere trovata solo in noi, ovvero in una modifica sostanziale del nostro modo di inquinare.

        Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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        • Originariamente inviato da rrrmori53 Visualizza il messaggio
          Portarlo a Bologna costa quanto scaldare casa mia, tutto il resto vale sicuramente il portarmi a casa l'energia, e siamo alla pari con inquinamento
          E ancora qualcuno deve bruciare il pellet............................................
          Come fa a diventare sostenibile.......................................
          Hai fatto un conto del katz... i 300 litri di gasolio portano 22 pAllet, non credo che sia tutto il pEllet necessario per scaldare SOLO casa tua.
          PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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          • Eliminato da utente
            Ultima modifica di rrrmori53; 20-02-2024, 05:33.
            Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
            Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. John Belushi.
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            • Eliminato dall utente
              Ultima modifica di rrrmori53; 20-02-2024, 04:46.
              Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
              Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. John Belushi.
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              • Non un conto del kaz, anzi..................
                Io ho chiesto una cosa specifica nella mia domanda, sapere quanto ci costa in energia produrre un Kg di pellet, non mi interessa un kaz del costo e di cosa succede a Milano
                Perche piu energia consumi per portarlo in caldaia e meno diventa sostenibile a livello ambientale
                Se poi mi dici " e ma anche l'elettricita", allora si contano anche i Kwh per produrre il gasolio consumato e la costruzione delle gomme e tutto il materiale di usura per il trasporto e la produzione, compreso il pranzo dell'autista.

                Il sospetto è che nessuno risponde perche poi si scopre la truffa del pellet, intanto si è capito che con il solo trasporto Berlino Bologna di 22 pallet avrei riscaldato casa, non ti preoccupare non uso pellet, per non usarlo ho speso forse di piu ma sono scelte e tali rimangono

                Abito a 250 Km da Bologna

                Quel carico produce in caldaia circa 100.000 Kwh, se il viaggio di ritorno a vuoto costa la meta in energia un quinto della resa è gia stato consumato

                Rimane da calcolare...... il costo del taglio nel bosco, il trasporto di prima istanza, il sezionamento della pianta, la stagionatura/essiccatura, la produzione della segatura, la produzione del vero pellet, tutta la movimentazione in stabilimento................

                Invece di fare critiche scopriamo queste cose e poi parliamo di "sostenibilita"............................... .... ...
                Saro sempre solo come è facile immaginare, ma ci arriveremo prima o poi

                Se poi non piace Berlino Bologna possiamo fare Romania Napoli........................................
                Ultima modifica di rrrmori53; 20-02-2024, 07:52.
                Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
                Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. John Belushi.
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                • Ma non è che non piace… è che lo hai presentato come se il TIR portasse solo il pellet necessario per casa tua (se lo usassi), solo adesso stai facendo un ragionamento (quasi) corretto, considerando tutto l’apporto che sarebbe dato da quel pellet trasportato.

                  Comunque di studi LCA sul pellet ne trovi quanti ne vuoi in rete… non è che sei il primo a porre il tema… nessuno risponde semplicemente perché nessuno (ma te incluso) si informa. È molto più comodo gridare al babau se sei contro oppure mettere la testa sotto la sabbia se sei pro.
                  Ultima modifica di sergio&teresa; 20-02-2024, 08:44.
                  PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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                  • Originariamente inviato da rrrmori53 Visualizza il messaggio
                    trasporto Berlino Bologna di 22 pallet

                    se il viaggio di ritorno a vuoto costa la meta in energia un quinto della resa è gia stato consumato

                    .
                    a parte il fatto che nessun pellet parte da berlino per essere consegnato a Bologna o a Napoli, un TIR non viaggia MAI a vuoto nel ritorno, altrimenti la ditta fallirebbe
                    sono le basi economiche dell'autotrasporto...... (e visto che avevo una ditta di autotrasporti, tra le tante attività che ho avuto, "qualcosa" conosco....)

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                    • uno spunto in merito all'articolo di "La Repubblica":

                      Il 13 febbraio scorso, sul magazine on line Green&Blue di Repubblica è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il pellet inquina quasi 3 volte più di petrolio e carbone a firma del giornalista Paolo Travasi. Un titolo eloquente, che colpisce il lettore, che di fronte a un’affermazione così perentoria, non può che sentirsi smarrito e chiedersi cosa stia “sbagliando”.

                      L’articolo di Green&Blue, e altri apparsi nelle scorse settimane con titoli simili, trae origine da un articolo redatto da ricercatori dell’Institute for the Environment dell’Università del Nord Carolina pubblicato a dicembre 2023 sulla rivista scientifica Renewable Energy con il titolo “Emissions of wood pelletization and bioenergy use in the United States”. Tale pubblicazione, ed è doveroso sottolinearlo, fa riferimento alla peculiare situazione statunitense, il cui contesto industriale e i modelli di produzione di pellet e di produzione di energia da biomasse sono molto diversi da quelli europei e italiani.

                      In particolare lo studio stima, senza condurre misurazione dirette in campo ma utilizzando diversi dataset reperiti in letteratura e combinati fra di loro, le emissioni atmosferiche di serie di inquinanti riconducibili a diversi settori: dagli impianti industriali per la produzione di pellet[1], alle centrali che impiegano vari tipi di biomassa[2] per produrre energia elettrica e termica[3], fino ai generatori per il riscaldamento domestico residenziale che impiegano legna da ardere e pellet[4].

                      Senza entrare nel merito dei contenuti dello studio pubblicato sulla rivista Renewable Energy e dell’adeguatezza del metodo di ricerca adottato, AIEL ritiene importante contestualizzare alcune delle affermazioni contenute nella sintesi giornalistica di Green&Blue affinché l’informazione su questi temi sia più equilibrata e consapevole. Infatti, come troppo spesso accade, si parla di pellet al consumatore finale che lo usa per riscaldare la propria abitazione utilizzando argomentazioni che fanno riferimento ad altri settori, in questo caso ad altri Continenti, confondendo i piani e fornendo un’informazione parziale e distorta.

                      Cerchiamo di fare chiarezza.
                      Qualità dell’aria e climate change: due questioni collegate ma distinte


                      Parlare contemporaneamente di emissioni clima-alteranti, rappresentate prevalentemente da CO2, e di emissioni che impattano sulla qualità dell’aria, come particolato, monossido di carbonio e composti organici volatili crea confusione.
                      Nel processo di combustione della biomassa legnosa vengono emessi sia componenti che impattano sulla qualità dell’aria, in particolar modo particolato, sia anidride carbonica (CO2) che è stata assorbita durante il ciclo di vita della pianta.
                      Il tema del cambiamento climatico e quello della qualità dell’aria sono collegati: tuttavia questi due aspetti devono sempre essere chiaramente distinti e non mischiati parlando genericamente di “inquinanti”.
                      Polveri sottili, riscaldamento domestico e turnover tecnologico


                      La combustione domestica della legna da ardere in apparecchi tecnologicamente obsoleti e condotti in modo scorretto, assieme al traffico, all’agricoltura e all’industria, è ancora oggi una delle principali sorgenti del PM10 misurato in atmosfera in inverno. Tuttavia la parte prevalente di tali emissioni proviene da stufe e caminetti obsoleti. In Italia è ancora installato un imponente parco generatori tradizionali e vetusti che ostacola la necessaria accelerazione del processo di miglioramento della qualità dell’aria. Le tecnologie tradizionali, caratterizzate da processi di combustione superati, rappresentano ancora il 70% del parco installato e sono responsabili di quasi il 90% del particolato proveniente dal riscaldamento a legna. Nel nostro Paese il 39,7% dell’energia termica da biomassa è ancora prodotta da camini aperti e il 17,9% da stufe a legna, mentre solo il 7,8% è prodotta da stufe a legna “evolute” e il 15,1% da stufe a pellet[5].

                      La buona notizia è che la qualità dell’aria è in miglioramento e un contributo significativo è dato proprio dalla decrescita, in atto da anni, delle emissioni imputabili al riscaldamento domestico. Infatti, le emissioni di particolato legate alla combustione non industriale sono diminuite del 40% dal 2010 al 2022[6] proprio per effetto dei progressi tecnologici dei nuovi generatori installati, della sostituzione degli apparecchi obsoleti con apparecchi più efficienti e del calo dei consumi. Le più moderne tecnologie nel riscaldamento domestico a legna, pellet e cippato, allo stato della tecnica, raggiungono oggi fattori di emissione di poche decine di grammi per unità di energia termica prodotta (GJ) e nei casi migliori (tecnologie a emissioni “quasi zero”) si arriva a pochi grammi, contro gli oltre 500 grammi emessi da una stufa tradizionale. Questi dati sono confermati anche da Inemar[7], l’Inventario regionale emissioni in atmosfera. La necessità di accelerare il turnover tecnologico rappresenta da anni uno degli asset strategici delle politiche associative, espresso nel Libro bianco per il futuro del riscaldamento a legna e pellet[8]. L’introduzione massiccia delle tecnologie più performanti cambierà radicalmente il peso delle biomasse nelle emissioni di particolato primario: non si tratta di scenari ipotetici ma di obiettivi che in alcuni Paesi europei sono già stati raggiunti concretamente certificati da dati ufficiali. Inoltre, il processo di ammodernamento del parco generatori installato porterà a un significativo risparmio nelle quantità di biomasse consumate (perché, banalmente, generatori più efficienti consumano molto meno combustibile) e questo determinerà un uso più efficiente delle risorse forestali, andando a impiegare bene e meglio una parte dell’incremento annuo, privilegiando i residui delle produzioni ad alto valore aggiunto.
                      Quindi, quanto si parla di riscaldamento a biomassa, il paradigma dal quale non si può prescindere è il tipo di tecnologia impiegata.
                      Rinnovabilità


                      Le biomasse legnose sono una fonte di energia rinnovabile e anche la REDIII di recentissima emanazione lo conferma. Se la combustione delle biomasse forestali per produrre energia comporta l’emissione di CO2 così come le fonti fossili, è però fondamentale distinguere l’origine del carbonio legato all’uso delle biomasse e quella del carbonio rilasciato dalle fonti fossili:
                      • la combustione di fonti fossili rilascia carbonio che è stoccato (immobilizzato) nel sottosuolo da milioni di anni (carbonio non biogenico), risultando quindi un’immissione netta in atmosfera ad opera dell’Uomo;
                      • la combustione di biomassa legnosa comporta, invece, l’emissione di carbonio biogenico, riconducibile a un ciclo chiuso, breve e in atto in natura.

                      Nel ciclo del carbonio biogenico nel momento in cui si taglia una pianta si genera un temporaneo debito carbonico[9]: si apre cioè uno scarto temporale tra l’emissione di CO2 in fase di combustione e il suo successivo riassorbimento grazie all’accrescimento del bosco dopo il taglio. Al concetto di “temporaneo debito di carbonio” va infine affiancato quello per cui la capacità di assorbimento della CO2 di un bosco non va considerata a livello di singolo albero o di singola particella forestale (cioè la più piccola parte in cui è suddivisa la superficie del bosco quando ne viene pianificata la gestione), bensì a livello più ampio di soprassuolo forestale. Là dove una particella forestale viene tagliata, nello stesso momento, un’altra particella forestale confinante sta crescendo e assorbendo CO2. Quando la biomassa proviene da foreste in cui gli stock di carbonio sono stabili o in aumento, come nel caso italiano ed europeo, le emissioni di CO2 al momento della combustione sono compensate dalla crescita delle foreste in cui è stato prodotto il biocombustibile legnoso.

                      Se poi viene applicato il concetto di uso a cascata del legno[10], una buona parte del legno tagliato viene utilizzata per produrre prodotti durevoli (stoccando quindi il carbonio del legno per lungo tempo, senza riemettere CO2 in atmosfera).


                      Quindi?


                      Le moderne tecnologie a biomassa legnosa consentono di conciliare perfettamente la necessità di miglioramento della qualità dell’aria con il processo di decarbonizzazione del riscaldamento residenziale. Infatti, possono raggiungere fattori di emissione comparabili con quelli del metano ma, al contempo, garantiscono una riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera (CO2eq) di oltre il 90%.



                      LINK: https://energiadallegno.it/davvero-i...pirlo-insieme/

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                      • Vediamo altri punti di vista in merito all'articolo di "La Repubblica":

                        Il 13 febbraio scorso, sul magazine on line Green&Blue di Repubblica è stato pubblicato un articolo dal titolo “Il pellet inquina quasi 3 volte più di petrolio e carbone a firma del giornalista Paolo Travasi. Un titolo eloquente, che colpisce il lettore, che di fronte a un’affermazione così perentoria, non può che sentirsi smarrito e chiedersi cosa stia “sbagliando”.

                        Per continuare la lettura, ecco il link: https://energiadallegno.it/davvero-i...pirlo-insieme/

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                        • https://www.eunews.it/2024/02/21/acc...a-nord-italia/
                          Si puo' continuare a inquinare, tranquilli...
                          [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                          • Beh, l'avevo detto che ci volevano decenni... interessanti però i ragionamenti dell'UE: se c'è un territorio "difficile" con grave inquinamento, invece di intervenire con più forza... si deroga e si concedono anni in più e limiti più ampi, e pazienza per chi si becca l'inquinamento. L'ombrello lo diamo solo se non piove, insomma.

                            Un bel video (così faccio contento anche aldo55 che vede dove si sposta il nuvolone):
                            This animation shows hourly concentrations of PM10 (particulate matter with an average diameter of 10 micrometres or less) across the Po Valley from 1 January to 31 January 2024.
                            https://dlmultimedia.esa.int/downloa..._015_AR_EN.mp4
                            <Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi "la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza"> Isaac Asimov

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                            • Beh, come han fatto per i pesticidi ed il 4% dei terreni da lasciare incolti, tutto ritirato e derogato, per il semplice fatto che hanno paura di perdere il posto. Quindi si deroga con varie scuse per tenere i piedi in due scarpe. Nulla di nuovo...
                              [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                              • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                                Nulla di nuovo...
                                … soprattutto in tempo di elezioni
                                PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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                                • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                                  Beh, come han fatto per i pesticidi ed il 4% dei terreni da lasciare incolti, tutto ritirato e derogato, per il semplice fatto che hanno paura di perdere il posto. Quindi si deroga con varie scuse per tenere i piedi in due scarpe. Nulla di nuovo...
                                  Eppoi uno dovrebbe fidarsi del "ma io rispetto le leggi"...................... e se le stese "leggi" non hanno rispetto per il cittadino che senso ha il tutto
                                  Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
                                  Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. John Belushi.
                                  Utente EA dal 2009

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                                  • Originariamente inviato da freeway Visualizza il messaggio

                                    Un bel video (così faccio contento anche aldo55 che vede dove si sposta il nuvolone):
                                    This animation shows hourly concentrations of PM10 (particulate matter with an average diameter of 10 micrometres or less) across the Po Valley from 1 January to 31 January 2024.
                                    https://dlmultimedia.esa.int/downloa..._015_AR_EN.mp4
                                    Grazie.. si avevo capito, anche se guardando il video, in certe brevi fasi sembra che la massa si sposti anche in senso opposto per poi riprendere la direzione prevalente da ovest verso est..

                                    Per il resto, leggendo le relazioni dell'Agenzia Europea AEA, sembrerebbe siano più attenti all'inquinamento che determina il cambiamento climatico dovuto ai gas serra dovuto all'industrializzazione dell'uomo.. anche qui non saprei quanto possa influire il gas serra sul cambiamento in quanto tempo fa avevo visto una dichiarazione di A. Zichichi che diceva che l'attività umana influiva nel 5% (se non ricordo male) il resto era dovuto ai capricci della nostra stella.. poi non saprei se gli studi (seri) abbiano dimostrato il contrario e sia stato smentito..
                                    Ultima modifica di aldo55; 23-02-2024, 11:59.
                                    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                    • Si lo hanno dimostrato, è lui che non li legge mai… spesso certi personaggi hanno bisogno di tornare ad apparire, era accaduto anche a Rubbia.
                                      PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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                                      • Peccato.. mi sarebbe piaciuto fosse vero.. sarebbe stato tutto più semplice.. ci avevo un pò creduto perchè seguo un pò l'astronomia essendo un dobsoniano e il forum cui frequento, gli astrofotografi più bravi espongono immagini delle esplosioni solari che influiscono comunque sulla nostra atmosfera.. tempo fa leggevo un documento, non ricordo dove, che un'attività solare particolarmente intensa avvenuta circa un decennio fa avrebbe condizionato in modo più evidente il clima sulla terra e che la sua influenza anomala si attenuava dal 2024 in poi.. chissà..,!
                                        Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                        • Originariamente inviato da aldo55 Visualizza il messaggio
                                          Peccato.. mi sarebbe piaciuto fosse vero.. sarebbe stato tutto più semplice.. ci avevo un pò creduto perchè seguo un pò l'astronomia essendo un dobsoniano
                                          Io ho un Maksutov di Celestron, con inseguitore.
                                          [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                          • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

                                            Io ho un Maksutov di Celestron, con inseguitore.
                                            Ah bene.. fai anche foto immagino..? In ogni caso è una cosa spettacolare.. ho uno Skywatcher 8" f6 ma un 12 0 14" sarebbe altra cosa..
                                            osservando ad esempio Andromeda e pensare che quella luce che stai osservando in quel momento è la luce di 2.500.000 milioni di anni fa e immaginare che se nello stesso momento in quella galassia ci fosse qualcun'altro ad osservare la nostra, vedrebbe il nostro sistema solare com'era 2.500.000 anni fa.. è affascinante, rilassa e apre la mente .
                                            Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                            • Originariamente inviato da aldo55 Visualizza il messaggio
                                              Per il resto, leggendo le relazioni dell'Agenzia Europea AEA, sembrerebbe siano più attenti all'inquinamento che determina il cambiamento climatico dovuto ai gas serra dovuto all'industrializzazione dell'uomo.. anche qui non saprei quanto possa influire il gas serra sul cambiamento in quanto tempo fa avevo visto una dichiarazione di A. Zichichi che diceva che l'attività umana influiva nel 5% (se non ricordo male) il resto era dovuto ai capricci della nostra stella.. poi non saprei se gli studi (seri) abbiano dimostrato il contrario e sia stato smentito..

                                              Magari potrebbe anche essere che l'attività umana influenzi solo il 5% sul riscaldamento climatico (non ho competenze per dire se ha ragione o no) ma in ogni caso influenza il 100% per quello che ci respiriamo e mangiamo.
                                              Quindi anche se impattasse solo per il 5% (che piuttosto che niente è meglio piuttosto) sicuramente migliorerebbe la nostra salute.

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                                              • Originariamente inviato da matador0975 Visualizza il messaggio


                                                Magari potrebbe anche essere che l'attività umana influenzi solo il 5% sul riscaldamento climatico (non ho competenze per dire se ha ragione o no) ma in ogni caso influenza il 100% per quello che ci respiriamo e mangiamo.
                                                Quindi anche se impattasse solo per il 5% (che piuttosto che niente è meglio piuttosto) sicuramente migliorerebbe la nostra salute.
                                                Concordo pienamente.. anche perchè certi gas serra, anche se in minor quantità agiscono sulla nostra atmosfera in modo più aggressivo, Influenzando sul cambiamento climatico più di un'altro gas serra con quantità molto maggiori..
                                                Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                                • Originariamente inviato da aldo55 Visualizza il messaggio
                                                  Peccato.. mi sarebbe piaciuto fosse vero.. sarebbe stato tutto più semplice..
                                                  dato che giustamente parli di semplicità, l’aumento di temperature medie, il buco nell’ ozono ecc avvengono proprio nei 150 anni di rivoluzione industriale e di aumento molto deciso della presenza umana. Qual è l’ipotesi più semplice?
                                                  PDC Ibrida Daikin HPU 8/35 kW . FV: 2,58 kWp, Az 0°, Tilt 26°. Solare Termico 9.6 mq Tilt 54°. Auto Volvo XC40 T5 Recharge Plug-In Hybrid

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                                                  • Originariamente inviato da sergio&teresa Visualizza il messaggio

                                                    dato che giustamente parli di semplicità, l’aumento di temperature medie, il buco nell’ ozono ecc avvengono proprio nei 150 anni di rivoluzione industriale e di aumento molto deciso della presenza umana. Qual è l’ipotesi più semplice?
                                                    Certo.. negarlo sarebbe come dire il contrario.. la mia semplicità era riferita In quanto i dati che si leggono a destra e manca non dicono il 5% ma ben oltre, pensando che i gas serra primordiali sono, se non sbaglio il 25%..
                                                    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                                      Certo.. negarlo sarebbe come dire il contrario.. la mia semplicita' era riferita In quanto i dati che si leggono a destra e manca non dicono il 5% ma ben oltre, pensando che i gas serra primordiali sono, se non sbaglio il 25%..
                                                      Direi che il negazionismo ormai non potra' farci altro che male, piu' di quanto stiamo gia' riuscendo a fare(non mi riferisco a te, ma ai tanti che ancora propugnano sgangherate teorie che vanno in quella direzione). Se era lecito e consentito all'inizio degli studi, mettere in discusione determinate teorie, seppur suffragate dai dati, in merito l'impatto dell'attivita' antropica, ritengo che adesso i dubbi non ci possano piu' essere. Molti scienziati e ricercatori ormai, proprio di coloro che dicevano "calma e gesso", "approfondiamo ancora", hanno cambiato bandiera di fronte alle evidenze. Dubbi non ce ne sono. Invece di riforestare massicciamente tuttavia, si continua a prelevare legname e tagliare alberi (giusto per esempio) si prende tempo lasciando continuare a usare i pesticidi e a fare coltivare il misero 4% dei terreni che invece dovevano lasciare a maggese, per dare il contentino agli agricoltori. Ma la situazione e' critica e l'aria che respiriamo e' sempre peggio, tuttavia, dai procastiniamo, se la vedranno i nostri figli(solo due piccoli esempi eh). Al contrario io penso che sia ineludibile una sterzata seria adesso o ne verremo fuori con le ossa rotte (se resteranno le ossa). Concordo pero' che il discorso e' lungo ed articolato e il topic riguarda la biomassa. Restando quindi in focus, in merito la qualita' (meglio la schifezza di aria) che respiriamo da noi, la biomassa ha una buona fetta di colpa. Ma come dice uno (non faccio nomi), "se la legge lo permette il problema non si pone" oltre che l'ormai famosissimo "tutto inquina". Che e' vero, tuttavia spieghiamolo al ciclo naturale del pianeta (vale la pena ricordare che in questa situazione e' il soggetto inerme)che le normative dicono questo e che si adegui di conseguenza.
                                                      Ultima modifica di fedonis; 23-02-2024, 18:29.
                                                      [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                                      • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

                                                        Direi che il negazionismo ormai non potra' farci altro che male piu' di quanto stiamo gia' riuscendo a fare(non mi riferisco a te, ma ai tanti che ancora propugnano sgangherate teorie che vanno in quella direzione). Se era lecito e consentito all'inizio degli studi, mettere in discusione determinate teorie, seppur suffragate dai dati, in merito l'impatto dell'attivita' antropica, ritengo che adesso i dubbi non ci possano piu' essere. .
                                                        secondo il mio parere il problema principale è, In generale, l'informazione scorretta del tema.. i giornali pur di fare scoop falsano le notizie, stralciando argomenti un pò qua un pò la, senza nemmeno sapere sia corretto o meno; miriadi di associazioni che lucrano sull'argomento, idem.. questo non fa altro che distogliere l'attenzione della gente verso un argomento così importante e magari lo prende come quando alla porta suona il testimone di Geova.. più martella e meno entra.. intanto però il problema dei cambiamenti climatici suona forte e quello prima o poi entrerà eccome..
                                                        I risultati ottenuti per diminuire i gas serra, nel periodo di monitoraggio tra l'80 a oggi, anche se lievemente scesi, non sono incoraggianti come ci si aspettava..
                                                        Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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                                                        • Originariamente inviato da aldo55 Visualizza il messaggio

                                                          secondo il mio parere il problema principale è, In generale, l'informazione scorretta del tema.. i giornali pur di fare scoop falsano le notizie, stralciando argomenti un pò qua un pò la, senza nemmeno sapere sia corretto o meno; miriadi di associazioni che lucrano sull'argomento, idem.. questo non fa altro che distogliere l'attenzione della gente verso un argomento così importante e magari lo prende come quando alla porta suona il testimone di Geova.. più martella e meno entra.. intanto però il problema dei cambiamenti climatici suona forte e quello prima o poi entrerà eccome..
                                                          I risultati ottenuti per diminuire i gas serra, nel periodo di monitoraggio tra l'80 a oggi, anche se lievemente scesi, non sono incoraggianti come ci si aspettava..
                                                          Beh, non direi che non sono incoraggianti, sono del tutto inadeguati. Abbiamo ormai gia' sforato l'obiettivo degli accordi di Parigi, che comprendevano come raccomandazione anche la riforestazione. Ma non ci si deve affidare ai giornali, ci sono studi e dati in rete. Sono piu' propenso a pensare che la gente (una buona parte)non abbia capito e tutto sommato se ne frega. Ci sara' qualcuno che ci pensera'...
                                                          [SIZE=3][FONT=book antiqua]Non e' la specie piu' forte o la piu' intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.[/FONT][/SIZE]

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                                                          • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio
                                                            . Sono piu' propenso a pensare che la gente (una buona parte)non abbia capito e tutto sommato se ne frega..
                                                            In parte è vero se ne frega.
                                                            in parte c'è tanta tanta ignoranza.
                                                            C'è ignoranza nei cittadini (grave) e tanta ignoranza nei nostri politiici (gravissimo).
                                                            incentivare nel 2024 le stufe a legna/pellet è da delinquenti e aiuta gli ignoranti a non capire.
                                                            C'e solo una cosa che mi da speranza. Le nuove leve.
                                                            i bambini ed i ragazzi li vedo molto attenti ma dobbiamo aspettare ancora tanti anni prima che gli attuali ignoranti smettano di contare.

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                                                            • Originariamente inviato da fedonis Visualizza il messaggio

                                                              Beh, non direi che non sono incoraggianti, sono del tutto inadeguati. Abbiamo ormai gia' sforato l'obiettivo degli accordi di Parigi, che comprendevano come raccomandazione anche la riforestazione. Ma non ci si deve affidare ai giornali, ci sono studi e dati in rete. Sono piu' propenso a pensare che la gente (una buona parte)non abbia capito e tutto sommato se ne frega. Ci sara' qualcuno che ci pensera'...
                                                              Per quanto io sappia, l'Italia si trova sotto la media europea dopo la Francia e la Spagna per quanto riguarda le emissioni dei gas serra in atmosfera.. meglio non andare in Cina, India o Usa per non voler giustificare l'Italia o l'Europa..
                                                              il PMx è un problema che in Italia riguarda in modo particolare la pianura Padana, soprattutto per la sua posizione geografica e lo abbiamo già assodato con 100 post..
                                                              per quanto concerne la forestazione, guardando in rete, risulta che in Italia ci sia un aumento dei boschi e non un decremento.. nel 2023 sono stati stanziati 42 milioni di euro per il settore.. molto più grave è il problema riforestazione di alcune nazioni sud americane come il Brasile che da decenni sono state e sono tuttora sventrate dei boschi e quello che era un polmone della terra è ridotto male..

                                                              Edit
                                                              Correggo stanziamento di 420 milioni di euro.. era scappato uno zero
                                                              ​​​​​​
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                                                              Ultima modifica di aldo55; 24-02-2024, 00:59.
                                                              Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

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