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pdc aria acqua per vecchio casale senza isolamento

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  • pdc aria acqua per vecchio casale senza isolamento

    Salve gente del forum, dopo aver progettato una prima possibilità di riscaldamento a biomassa autoprodotta per un vecchio casale di 250mq abitazione + 100mq magazzino e garage, sono qui a chiedere un consiglio molto pratico e basilare.
    Visto che le pompe di calore offrono un servizio con una bassissima manutenzione ed automazione , vorrei valutare una seconda possibilità d' impianto.
    Secondo voi potrebbero essere usate per riscaldare e produrre acs per una vecchio casale? Ovviamente sotituendo i vecchi termo in ghisa con quelli in alluminio per farli lavorare con deltaT 30, sovradimensionando i radiatori?
    Secondo voi pavimento radiante o soffitto radiante potrebbero essere efficenti in questi titpi di abitazioni? e i fan coil?
    L'immobile è allo stato naturale senza coibedazione, solai altezza 3 mt , tetto con controsolaio, infissi doppia camera, esposizione sud, zona d ben ventilata.
    Non avendo un impianto fv attualmente i costi di acquisto, utilizzo e gestione sarebbero equiparati a quelli della biomassa?

  • #2
    Dipende...dalle dimensioni del casale, e dai relativi conti di quanta superficie radiante abbisogneresti...perché se devi coprire intere pareti per avere risultati con acqua a 40 gradi, diventa antieconomico oltre che bruttarello da vedere.
    Proprio in questi giorni mi stavo documentando sul battiscopa radiante, una soluzione molto interessante anche se non praticabile da tutti per motivi "logistici" legati alla mobilia.
    Detto ciò...i conti devi farli a dt30 come fabbisogno massimo, perché far lavorare perennemente una pdc a 50 gradi non é molto economico, anzi.
    Per ottenere le migliori performance il range di utilizzo dovrebbe partire da 35/38 fino a 55 massimi, temperature che l'acqua deve toccare solo nel periodo di massimo freddo

    Inviato dal mio ASUS_X00QDA utilizzando Tapatalk
    Caldaia Carinci Prestige 350,Termocamino Carinci Evolution 190 + scambiatore 40 piastre - Superboiler Carinci 1000l - pannelli solari circolazione forzata, Gestione impianto e climatica con Centralina Total Control Carinci - zona climatica "E" - gradi giorno 2188 - Casa 330 MQ temperatura interna 21° 18/24

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    • #3
      Per il calcolo specifico sto aspettando dati dal termotecnico e confrontarmi con il tecnico-installatore, per calcoli approssimativi che mi sono fatto (seguendo tabbelle apposite) nella stanza più grande di circa 70 mq utilizzando radiatori con interasse da 200 e deltaT 30 ci vorrebbero 40 elementi da distribuire correttamente. Nel caso si utilizzassero con deltaT 50 , i radiatori con interasse da 200 sono sconsigliati perchè producono calore esclusivamente per la parte alta ( indicazioni fornite da utilizzatori finali e tecnici, qui chiedo conferma ) , questo quindi porterebbe ad optare per radiatori con interasse da 80/100 ed una caldaia a biomassa visto che la pdc ha delle controindicazioni a lavorare con acqua ad alta temperatura ( almeno che non ci siano nuove tecnologie o altre ifo sfuggite). Dato di fatto sta che il numero di radiatori rimane uguale , la differenza è che cambia solo l'interasse. Lo spazio a parete utilizzato in larghezza rimane lo stesso. Forse per stanze così gradi sarebbe ideale un radiante a pavimento , però personalmente non lo amo tanto, per ovvi motivi. Per questo mi informavo su radiante a soffitto, però ci sono poco utilizzatori che possono dare notizie , tranne chi ne parla bene ma ho scoperto che è anche un cooproduttore di pannellitermici in cartongesso. Qualcuno potrebbe dare qualche info a riguardo? Un' alternativa che avevo pensato era quella di montare dei fan coil nelle stanze grandi , invece radiatori in allumino da fare lavorare con deltaT 30. In questo caso radiatori e fan coil possono funzionare con lo stesso deltaT? Oppure fan coil in tutta la casa , ma non so se questo tipo di riscaldamento sia adatto per un casale in pietra e mattoni senza isolamento. L'impianto a battiscopa anche se molto interessante per il modo di propagazione del calore , ha una resa a mt lineare di circa 300w quindi mi sarvirebbero più di 20 mt lineari di battiscopa cioè gran parte del perimetro della stanza . Da qui deriverebbero molto problematiche per il posizionamento dell'arredo, anche se io adoro questo tipo di riscaldamento dato che lo possiede un mio amico nel suo ufficio.
      Ultima modifica di Misil; 25-02-2020, 15:24.

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      • #4
        Se devi ristrutturare io andrei di pavimento radiante senza pensarci due volte, abbasserai drasticamente la temperatura di mandata della PDC rispetto ad un impianto a termosifoni con un comfort senza pari.

        Il discorso degli interassi mi sfugge, un termosifone dissipa calore in base alla temperatura dell'acqua ed alla quantità che contiene... 40° in un interasse 80 o 100 o 200 fanno sempre lo stesso lavoro... ma magari i tuoi tecnici potranno spiegarti meglio, sono curioso anche io.

        Non dimenticare comunque che esiste anche la profondità dei termosifoni quindi a parità di superficie occupata puoi avere più "potenza".
        Monti prenestini (RM) - 1885gg
        LG Therma V Split R32 9kW + ECO COMBI1 500lt (impianto a termosifoni)
        Fotovoltaico 4.76 kWp

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        • #5
          Purtroppo non devo ristrutturare, il casale che ho acquistato viene riscaldato con 3 stufe a pellet e la caldaia era stata rimossa durante la ristrutturazione antisismica.
          Io l'ho acquistato così , quindi i pavimenti li cambierei magari in un futuro, per ora ci devo andare a vivere per non pagarmi più l'esoso affitto. Un investimento sarebbe quello di fare un isolamento più che l'impianto a pavimento.
          L'impianto dei termosifoni esiste, ci sono dei radiatori in ghisa, è stato fermo per molto tempo quindi penso che il tutto abbia bisogno di un lavaggio e controllo.
          Per quanto riguarda dei termo con maggiore profondità mi stò informando perchè potrebbe essere una ottima soluzione per il salone grande.
          Però aspetto qualche opinione su radiatori alluminio e fan coil per le sale grandi , sul pavimento radiante devo cercare più informazioni perchè essendo spesso fuori dovrei automatizzarlo per avere la casa calda quando ci vivo dentro.
          Sicuramente con i dati dei tecnici riusciremo a delineare tutto, intanto cerco maggiori informazioni possibili e soluzioni per poter anche proporre e non prendermi una soluzione che magari poi non è per me.
          Ultima modifica di Misil; 25-02-2020, 19:13.

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          • #6
            Abbassare il fabbisogno termico isolando è sicuramente un investimento redditizio, anche nell'ottica consumi della PDC.
            Monti prenestini (RM) - 1885gg
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            • #7
              Originariamente inviato da Misil Visualizza il messaggio
              ... intanto cerco maggiori informazioni possibili e soluzioni per poter anche proporre e non prendermi una soluzione che magari poi non è per me.
              Ciao,
              ho letto che vuoi autoprodurre pellet ;
              accertati se con il pellet autoprodotto hai ancora diritto agli incentivi o devi aspettare 5 anni prima di poterlo usare

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              • #8
                Originariamente inviato da raffaelem Visualizza il messaggio
                Il discorso degli interassi mi sfugge, un termosifone dissipa calore in base alla temperatura dell'acqua ed alla quantità che contiene... 40° in un interasse 80 o 100 o 200 fanno sempre lo stesso lavoro... ma magari i tuoi tecnici potranno spiegarti meglio, sono curioso anche io.
                Un termosifone dissipa calore in base alla sua superficie di scambio ed alla sua t media
                Dunque se ha interasse 80 o 200 OVVIAMENTE il 200 dissipa molto di più
                L'eventuale basso contenuto di acqua si può contrastare con la portata

                Misil per il tuo caso o vai di termosifoni molto grandi come hai ben detto oppure con ventilconvettori sempre sovradimensionati per farli girare con la ventola alla minima velocità.
                Il problema del casale vecchio con una pdc è meno importante poichè il riscaldamento gira h24 ed una volta portata in temperatura l'abitazione devi solo contrastare le dispersioni e quello si che è la cosa da guardare con molta attenzione
                Casa NO GAS FV: 6.0KWp - 20 QCELLS Q.Peak G4.1 300wp (9 ad Az 0°, Tilt 14° e 11 ad Az 90°, Tilt 24°) ABB UNO 6.0 https://pvoutput.org/list.jsp?userid=69502
                Ariston Nimbus Pocket 70M NET - Puffer TML Maxiwarm MX1W 800L per ACS (2 abitazioni) - 190mq totali termosifoni alluminio (120mq) ventilconv (70mq) Zona C 1240gg nessun isolamento - Contr Enel 6kw

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                • #9
                  Originariamente inviato da max.c Visualizza il messaggio
                  Un termosifone dissipa calore in base alla sua superficie di scambio ed alla sua t media
                  Dunque se ha interasse 80 o 200 OVVIAMENTE il 200 dissipa molto di più
                  L'eventuale basso contenuto di acqua si può contrastare con la portata
                  Guarda che io gli scritto la stessa cosa. 40° sono sempre quelli a prescindere dove li metti, chiaro che se l'acqua aumenta (e quindi la superficie) dissipano di più.

                  E' a lui che ne hanno detta un'altra
                  Nel caso si utilizzassero con deltaT 50 , i radiatori con interasse da 200 sono sconsigliati perchè producono calore esclusivamente per la parte alta
                  Monti prenestini (RM) - 1885gg
                  LG Therma V Split R32 9kW + ECO COMBI1 500lt (impianto a termosifoni)
                  Fotovoltaico 4.76 kWp

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                  • #10
                    Beh non mi sembra... Il calore dissipato dal termosifone dipende fondamentalmente dall'interasse e dunque dalla sua superficie....

                    Comunque non voglio stare qui a far polemica era solo per chiarire la tua affermazione errata.

                    Che poi gli abbiano detto una castroneria sull'altezza dei termosifoni è palese.
                    Casa NO GAS FV: 6.0KWp - 20 QCELLS Q.Peak G4.1 300wp (9 ad Az 0°, Tilt 14° e 11 ad Az 90°, Tilt 24°) ABB UNO 6.0 https://pvoutput.org/list.jsp?userid=69502
                    Ariston Nimbus Pocket 70M NET - Puffer TML Maxiwarm MX1W 800L per ACS (2 abitazioni) - 190mq totali termosifoni alluminio (120mq) ventilconv (70mq) Zona C 1240gg nessun isolamento - Contr Enel 6kw

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                    • #11
                      come sempre...ricordo che PRIMA si isola il più possibile, o almeno dove è più facile,, poi si valuta il cambio generatore.

                      Originariamente inviato da bravo666 Visualizza il messaggio
                      Proprio in questi giorni mi stavo documentando sul battiscopa radiante, una soluzione molto interessante anche se non praticabile da tutti per motivi "logistici" legati alla mobilia.
                      Il battiscopa radiante di fatto è una mezza castroneria, complicato da istallare e, a causa della superficie di scambio ridotta, non permette di scaldare a sufficienza case non isolate alla perfezione. E in case isolate richiede probabilmente T più alta perfino dei termosifoni.
                      Se ne era parlato anni fa

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                      • #12
                        Per quanto riguarda il radiatore con interasse da 200 la questione che mi è stata riferita è questa:
                        sino a quando all'interno di esso si fa circolare acqua a basse temperature (deltaT 30) esso ha una propagazione del calore ottimale, mentre con temperature alte (deltaT 50) tramite il moto di convezione l'aria riscaldata dalla parte superiore del radiatore, va molto velocemente verso la parte alta della stanza quindi non ha una propagazione ottimale. Nell'attuale casa in cui vivo con caldaia a gas metano ho una mandata acqua tra i 40/45°C, i radiatori riscaldano in modo ottimale le stanze in cui sono installati. Forse porei provare ad aumentare la temperatura dell'acqua di mandata e vedere, in modo pratico se si verifica tutto ciò.
                        Molto probabilmente essi facevano riferimento esclusivamente ai saloni grandi. Non penso questo problema si possa presentare nelle piccole stanze.

                        Tutor, condivido con te che l'intervento sulle dispersioni di calore è fondamentale. Però io in caso ci devo vivere e non posso prima isolare e poi montare il sistema di isolamento , la casa è dotata solo di tre stufe a pellet ed un vecchio impianto a radiatori ghisa senza una caldaia . Quindi sulle dispersioni ci andrò a lavorare man mano che le disponibilità economiche arrivano.

                        Un'altro progetto che sto valutando insieme a degli amici tra cui un ingegnere ed un idraulico certificato, è quello di sfruttare il controsoffitto di cartongesso installato nel salone al piano terra autocostruendo un impianto radiande a soffitto. faremo prima un prototipo in scala vedendo se i materiali possano dare una buona propagazione.
                        Riducendo così i costi di acquisto e di installazione.

                        Seguendo dati ed informazioni noto che un impianto a basse temperature acceso h24 è la cosa che più si indica a questi tipi di case, ovvio il radiante (a soffitto o pavimento) favorisce una propagazione ottimale del calore dando un miglior confort e ti danno la possibilità di essere usati anche in raffrescamento.
                        Ovviamente per la produzione di acs penso sia meglio installare una piccola pdc supplementare, in modo da non avere problematiche in estate nel raffrescare gli ambienti in caso di necessita.

                        Viste le intercapedini che ci sono tra soffitto e controsoffitto, vorrei informarmi anche su una vmc e sul funzionamento per il riciclo d'aria così in inverno non ci sarà la necessità di arieggiare gli ambienti attraverso l'apertura delle finestre.

                        Ricapitolando : la pdc non presenta nessuna problematica nell'essere installata in vecchi casali , importante è: .il suo dimensionamento, la maggiore superfice radiante degli impianti per funzionare a basse temperature (ovviamente realizzati con calcoli del termotecnico), intervenire per contrastare le dispersioni di calore, usare una pompa di calore supplementare per acs se si vuole usare l'impianto radiante per raffrescare in estate. Corretto?

                        Ora andrò a cercare discussioni inerenti ad impianti a pdc per capire in che modo si progettano.

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                        • #13
                          Beh io quello che dovevo dire l'ho detto, aggiungo che tante delle ipotesi che fai sono un "contorno", dovrebbero venire dopo e per es. la VMC ha senso solo su case nuove e molto isolate.

                          Il radiante a soffitto poi non è molto usato, e un motivo c'è: il calore sale.

                          Ovvio che se ing e idraulico ne capiscono solo di impianti di spingono in quella direzione, valuta di isolare prima di fare scelte che NON ti faranno mai risparmiare quanto un isolamento, anche parziale (es tetto e pavimento).

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                          • #14
                            Aggiungo solo che come già accennato da Riccardo il radiante a soffitto nella tua situazione non è molto indicato, poi fa un po' sorridere il fatto che un termo di interasse 200 manda il calore in alto e non va bene e oil radiante a soffitto che il calore lo rilascia TUTTO in alto può essere la soluzione.

                            Personalmente ho seguito l'ottimizzazione di un impianto esistente con pdc e radiante a soffitto su casa molto dispersiva, un disastro totale con consumi alle stelle.
                            Non lo consiglierei mai.
                            Casa NO GAS FV: 6.0KWp - 20 QCELLS Q.Peak G4.1 300wp (9 ad Az 0°, Tilt 14° e 11 ad Az 90°, Tilt 24°) ABB UNO 6.0 https://pvoutput.org/list.jsp?userid=69502
                            Ariston Nimbus Pocket 70M NET - Puffer TML Maxiwarm MX1W 800L per ACS (2 abitazioni) - 190mq totali termosifoni alluminio (120mq) ventilconv (70mq) Zona C 1240gg nessun isolamento - Contr Enel 6kw

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                            • #15
                              Per la questione dei radiatori con interasse 200 queste indicazioni sono state date da un installatore/venditore , non da il mio gruppo di studio impianto. Il termotecnico sarà presto al lavoro, ci darà il suo supporto ed opinioni. Infatti io ho confermato che nella mia attuale abitazione il radiatore a bassa temperatura risponde bene ad alte temperature non so, per questo ho chiesto un riscontro e vi ringrazio per i vostri consigli. Comu
                              Il riscaldamento a soffitto nasce dall'idea di sfruttare la controsoffittatura in cartongesso che già esiste, ecco perche io ho specificato che vorremmo fare un esperimento e fare un test. Comunque Max i radiatori a soffitto lavorano radiazione , non per convezione. Mi potresti indicare la localizzazione e che tipo di costruzione era quella che hai seguito. In modo da farmi un idea, i dati sono molto piu importanti delle parole per me.
                              Tutor il tetto l'ho gia isolato con controsolaio coibendato, la parte nord ha della zona notte ha gia una pseudo coibendazione interna di cartongesso/xps . La cosa che devo constatare è l'isolamento del pavimento del quale ho solo delle piccole informazioni di un isolamento in congomerato, ma per il massetto non so . Poi so che è stato posato un pavimento sull'altro, cosa che mi ha fatto sorridere.
                              Molti hanno affermato di una migliore efficenza del radiante a soffitto che quello a pavimento a causa di massetto e pavimentazione sovrastante quindi più lento nel riscaldare e se vuoi usare pavimento in legno, ma io non ho esperienze e dati reali. Voi che avete maggiori informazioni potrete dirigermi meglio.
                              Per quanto riguarda il radiante un ottimo compromesso tra i due sarebbero le pareti radianti, ma un'altro studio ancora.
                              La vmc era menzionata solo per capire se nell'intercapedine sia possibile passare i tubi dell''areazione, quindi magari una predisposizione una cosa futura(sempre se vale)
                              Per ora si pensava di inserire una caldaia a pellet o nocciolino usata e man mano continuare con lo studio dell'impianto. Sicuramente con lo studio della dispersione e della ex legge 10 il termotecnico porterà un grande apporto.
                              Voi cosa ne dite?

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                              • #16
                                Misil parliamo di costruzione in pietra in centro storico Regione Emilia Romagna.
                                Il radiante a soffitto doveva lavorare oltre i 45° e senza grandi benefici.

                                Sul discorso radiante a soffitto e termosifoni, scusami se mi permetto, credimi non mi devi spiegare come lavorano so esattamente la differenza tecnica e pratica e per questo ti ho riportato anche l'esperienza oltre la teoria.

                                Se vuoi provare fai pure... Ma se poi non funzionerà saprai che è normale.
                                Se invece sarà l'uovo di Colombo te lo auguro e meglio per te.
                                Casa NO GAS FV: 6.0KWp - 20 QCELLS Q.Peak G4.1 300wp (9 ad Az 0°, Tilt 14° e 11 ad Az 90°, Tilt 24°) ABB UNO 6.0 https://pvoutput.org/list.jsp?userid=69502
                                Ariston Nimbus Pocket 70M NET - Puffer TML Maxiwarm MX1W 800L per ACS (2 abitazioni) - 190mq totali termosifoni alluminio (120mq) ventilconv (70mq) Zona C 1240gg nessun isolamento - Contr Enel 6kw

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                                • #17
                                  Max, io mi sono immerso nel campo e sto studiando notte e giorno per essere il più informato possibile e cercare di riqualificare la mia casa, ma non oso dare lezioni.
                                  La mia era solo una affermazione tecnica. Infatti io chiedo non solo i consigli dei tecnici ma anche quelli degli utilizzatori.
                                  Ti ringrazio per l'esperienza sono info molto importanti per me, però ci sono da vedere vari fattori secondo me: tipo di pdc, come era stato montato l'impianto radiante, impianto idraulico, dispersione del calore etc... Sono tanti i fattori da analizzare per capire.
                                  Forse un possessore di radiante a soffitto ci potrebbe delucidare , ne sono pochi forse e questo mi mette il dubbio.
                                  Per la autocostruzione di pannello radiante e simulazione/prova del suo funzionamento la si voleva fare a prescindere dell'impianto da installare. Sembra che io stia dando stimoli di ricerca ad un pò di persone che sono nel campo.
                                  Però una cosa mi chiedo se vi era stata questa problematica per radiante a soffitto, magari si può anche avere con il radiante a pavimento, anche se il radiante a pavimento ha la caratteristica di portare il calore dal basso verso l'alto utilizzando le semplici regole della fisica.
                                  Si avranno così minori temperature di mandata acqua ed una migliore porpagazione del calore. Sbaglio?
                                  Facendo una ricerca ho scoperto un sistema di blocchi di argilla dove far passare i tubi sia caldo che freddo. E' per impianti a soffitto ma secondo voi potrebbe essere efficente anche a parete e pavimento? l'argilla prende prima calore e poi lo emana lentamente forse otiima pe rimpianti a basse temperature e magari più efficente del solito massetto che si fa a terra, è da vedere poi come si comporta con la presenza del pavimento. Un radiante a pavimento mi blocca un pò perchè a me piacerebbe avere in un futuro il confort del legno a terra. Esperienze da utilizzatori e realizzatori di impienti a pavimento?
                                  Ovvio che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Quindi man mano troveremo un giusto compromesso.
                                  Ultima modifica di Misil; 28-02-2020, 06:39.

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                                  • #18
                                    Argilla, radiante a soffitto...alluminio invece che ghisa...cerchi di spostare le virgole, quando capirai che devi ridurre le dispersioni inizierai a chiedere come agire sull'involucro
                                    ;-)

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                                    • #19
                                      Non mettere argilla nei pavimenti, esperienza personale negativa.

                                      Inviato dal mio HUAWEI MLA-L11 utilizzando Tapatalk

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                                      • #20
                                        Grazie Fabrizio per il consiglio. Tutor sulla dispersione ed ex legge 10 , è al lavoro il termotecnico. Sull'intervento ci sono tempi di lavori medio lunghi. Nel frattempo il termotecnico fa i suoi calcoli e valuta interventi. Io ricerco informazioni per da utilizzatori in primis sulle loro esperienze, al punto che con confronto del termotecnico decideremo quale impianto fa per me e per l'immobile. Nel frattempo la casa deve essere vissuta.
                                        La scelta dell'impianto ci farà capire cosa fare nel momento in cui ci si inizierà a muovere nei lavori.
                                        Concludo dicendo che la mia è una ricerca approfondita per non incappare a problematiche future.
                                        Caro Tutor adoro e stimo il tuo perseguire, voglio tranquillizzarti dicendoti che il tuo consiglio lo avevo recepito dall'inizio ed era già in cantiere dal termotecnico.
                                        Grazie a tutti per l'attenzione e la comprensione.

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                                        • #21
                                          Nessuno mi aveva mai chiamato tutora sono lusingato ahahhah.

                                          Buon lavoro!

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                                          • #22
                                            Dai ti chiamo Rich , è più amichevole.
                                            Ho appena avuto le info della ditta che ha i seguito i lavori di ristrutturazione sismica. La casa è stata dotata di intonaco a base di calce , che secondo i dati dell'azienda produttrice, aumenta l'inerzia termica dei muri in pietra e quindi uno pseudo isolamento (sconsigliano vivamente isolamento per questi muri con materiali non traspiranti per vari fattori). Io un isolamento esterno sulla parte nord lo farei però la facciata esterna è stata appena fatta ,quindi? desisto. Qualcuno mi aveva consigliato di isolare dall'interno con pannelli di lana di legno e calce, da qui un installazione di radiante a parete. Buona soluzione? si valuterà.
                                            Il tetto ha un controsolaio isolato e questo permette al piano superiore di non disperdere calore verso l'alto, ovviamente il sottotetto non è isolato.
                                            L'unica incongnita rimane il pavimento perchè su di esso loro non sono intervenuti. Abbiamo poche info a riguardo, solo che vi è una camera di congomerato arieggiato sotto e vi sono due pavimenti sovrapposti. Faremo un sondaggio per valutare un eventuale intervento. Da qui ne potrebbe nascere un installazione di impianto a pavimento? si valuterà. Su di questo stanzone vi è un terrazzo , l'isolamento è stato già eseguito creando un abbassamento in cartongesso con relativo isolamento.
                                            Gli infissi sono già a doppia camera, per ora riangono così quando li sostituirò avrò un ulteriore confort.
                                            Su questi dati (ovviamente inserendo quelli del termotecnico) io devo studiare il mio impianto di riscaldamento tenendo conto anche dei lavori futuri da eseguire. Una cosa che mi anno assicurato che per l'estate non serve raffrescamento, la zona è ben ventilata e l'inerzia della pietra fanno si che le stagioni calde si ha un bel confort all'interno.
                                            Ultima modifica di Misil; 28-02-2020, 08:49.

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                                            • #23
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                                              Indipendentemete dalla riduzione delle dispersioni di calore (cosa che farò assolutamente prima della pdc ), concentrandomi sullo studio ed informazioni ricevute :
                                              la pdc può benissimamente essere usata per riscaldare un vecchio casale con le opportuna accortezza di farla funzionare h24 ed a basse temperature, ben dimensionata e affiancandogli un impianto di radiatori o radiante efficente al fabbisogno energetico della casa atto a funzionare a basse temperature .
                                              Ora se inseriamo l'esigenza di riscaldare la casa dopo una lunga assenza, diciamo da una settimana sino a max due mesi , secondo voi cosa rarebbe più opportuno fare?
                                              Sarebbe buona bitudine lasciare lavorare al minimo la pdc rimanendo intorno ad i 18 gradi , perchè ritengo impegnare la pdc in un innalzamento della temperatura dai 10/15 ai 19/20 °C sia molto dispendioso sopratutto se lo si fa spesso. Ma è vero che la pdc usata con alte temprerature compromette la durata di alcune componenti?
                                              Si potrebbe utilizzare una caldaia a biomassa (visto che ho un amico che mi regalerebbe una caldaia a pellet) , affiancancando dei ventilconvettori solo negli ambienti più grandi (questo solo se si realizza impainto radiante invece che radiatori) in modo da poter innalzare velocemente la temperatura degli ambienti e poi riaffidare la gestione alla pdc? voi in questo caso cosa consigliereste? avete esperienze?
                                              Inoltre per la produzione di acs consigliate di abbinare un sitema dedicato alla pdc che fa acqua sanitaria o di produrre acs con una pdc costruita esclusivamente per questa funzione?
                                              Questi sono gli ultimi nei, continuerò a scrutare nelle varie discussioni, anczi se mi indicate discussioni dove vengono affrontate queste problematiche mi aiuterete oltre che a darmi le vostre risposte in emrito.
                                              Grazie mille siete stati di grande aiuto.

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                                              • #24
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                                                Voglio giungere ad ua conclusione sulla discussione che ho aperto.
                                                ....
                                                Si potrebbe utilizzare una caldaia a biomassa (visto che ho un amico che mi regalerebbe una caldaia a pellet) , affiancancando dei ventilconvettori solo negli ambienti più grandi (questo solo se si realizza impainto radiante invece che radiatori) in modo da poter innalzare velocemente la temperatura degli ambienti e poi riaffidare la gestione alla pdc? voi in questo caso cosa consigliereste? avete esperienze?
                                                Inoltre per la produzione di acs consigliate di abbinare un sitema dedicato alla pdc che fa acqua sanitaria o di produrre acs con una pdc costruita esclusivamente per questa funzione?
                                                .....
                                                Secondo me si!!!

                                                Mi è arrivato in questi gg quasi tutto il materiale per la nuova sala termica che sarà rinnovata e trasformata in un sistema ibrido "biomassa-pdc".

                                                Di fatto la novità di quest' anno a "progetto fuoco!" a Verona.

                                                Non vedo ancora i prodotti sui relativi siti, ma ad esempio laminox aveva in fiera una termoboiler aggiornata a pellet + pdc collegata e funzionante.

                                                Caldaia simile presentata anche dalla croata centrometal (molto simile alla termoboiler!!! anche troppo!) con in aggiunta di pdc ed anche un accumulo (acs + micropuffer+ serpentino solare) sistemata in un armadio simile a quanto visto finora sulle caldaie a metano.

                                                La migliore delle accoppiate è chiaramente una caldaia a pellet studiata per micropuffer + pdc. Le potenze che ho visto erano "scalabili" cioè la pdc arriva a 1/3 della potenza della caldaia:

                                                In questo modo il piccolo puffer serve solo per i picchi di consumo nella produzione di acs, mentre le basse potenze necessarie (e basse T di lavoro lato termosifoni) nelle mezze stagioni vengono gestite dalla pdc, e quando aumenta il fabbisogno della casa (basse T esterne ed alte per l' acqua tecnica ) interviene la caldaia, che puo' funzionare senza nessun accumulo di acqua tecnica in quanto i kwh necessari sono almeno maggiori del massimo della potenza della pdc.

                                                In conclusione finito questo inverno, le novità per il prossimo saranno sicuramente "ibride!".

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                                                • #25
                                                  Grazie per l'intervento, notizie interessanti scresan.
                                                  Una domanda però me la faccio. Offrendo un pacchetto completo, non sò se rispecchiano le esigenze del cliente e dell'immobile.
                                                  Mi immagino che per un puro caso si fermi la caldaia a pellet durante la stagione fredda, la pdc ridomensionata sarà efficente per mantenere almeno un tepore in casa? sopratutto se deve assolvere alla produzione di acs.

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                                                  • #26
                                                    Con le dimensioni che hai da scaldare, se non riduci le dispersioni e abbassi la richiesta di temperatura dell’irraggiamento, non serve pensare alla PDC ne mono energetica ne abbinata a una pellet/legna

                                                    In pratica se non fai una ristrutturazione pesante di tutto l'immobile hai solo l'alternativa di una buona pellet realmente automatica e non quelle tipo stufa dov’è devi controllare il bruciatore prima di ogni accensione

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                                                    • #27
                                                      Comunque anche col pellet scaldare tali metrature senza efficace coibentazione non è un costo irrisorio sicuramente. Sono diverse migliaia di euro.

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                                                      • #28
                                                        Le mie domande sono ben precise, infatti spedifico :Indipendentemete dalla riduzione delle dispersioni di calore . Apriro nella dovuta sezione una nuova discussione a riguardo l'intervento che si farà.
                                                        Entrag tutto verrà confrontato quando arriveranno i calcoli del termotecnico, più esame con termocamera.
                                                        C'è qualcuno che gentilmente sà rispondere tecnicamente alle domande del mio ultimo post?

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                                                        • #29
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                                                          Si potresti prendere una ben dimensionata ma di fatto stai pensando a due generatori complementari, due costi, due gestioni ecc.

                                                          Se pensi al pellet sei già rinnovabile all’80%, non serve la pdc.

                                                          Prendi un buon prodotto con un post vendita buono e sei apposto

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                                                          • #30
                                                            Originariamente inviato da Misil Visualizza il messaggio
                                                            ...
                                                            Mi immagino che per un puro caso si fermi la caldaia a pellet durante la stagione fredda, la pdc ridomensionata sarà efficente per mantenere almeno un tepore in casa? sopratutto se deve assolvere alla produzione di acs.
                                                            Sicuramente acs, e sufficiente per una parte della casa, limitata.....

                                                            Se non funziona la caldaia a pellet quando c'è solo quella? Semplicemente chiami il cat e la sistemi!

                                                            I sistemi ibridi (metano/pdc ci sono parecchi utenti del forum, che li hanno da tempo anche monitorati e con tutti i valori di resa, vedi cattaneo e sergioeteresa) pdc/biomassa sono ancora poco conosciuti, almeno sul forum.

                                                            Sono, per me, un buon compromesso nelle case energivore (per dimensione e soprattutto per zona climatica sfavorevole) perchè se ben congegnati, permettono una buona semplificazione dell' impianto.

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