Esistono diversi prodotti progettati, e brevettati, per applicare la convezione forzata ai normali radiatori dei tradizionali impianti di riscaldamento, per "trasformarli" in pratica in ventilconvettori. Essi mirano ad incrementare il confort di questi impianti riducendone i consumi, uno di questi è la: IDROVENT. Seguendo queste idee ho equipaggiato i miei caloriferi con ventilatori elettrici, del tipo a torre, e valvole elettromagnetiche e ogni stanza con un cronotermostato per la gestione del loro funzionamento secondo i miei bisogni effettivi.
Risultato dopo due anni di utilizzo ( esperienza diretta): -29%/anno di gas consumato, migliore efficacia del riscaldamento ed un snsibile aumento del confort ( in camera da letto, ad esempio, le lenzuola non sono più fredde come prima quando entro nel letto). Certamente vi è stato un aumento nei consumi di EE, ma è del tutto trascurabile visto il basso consumo dei motori delle ventole ( 40 w/h ) e l'utilizzo programmato del loro funzionamento.
Io non vendo o rappresento nessuno, ma sono fortemente interessato a dare consigli a chi si cimenta con il "fai da te" e vuole conseguire i vantaggi dianzi descritti, soprattutto in un'ottica di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni.
">
Un sluto
ISS
Risultato dopo due anni di utilizzo ( esperienza diretta): -29%/anno di gas consumato, migliore efficacia del riscaldamento ed un snsibile aumento del confort ( in camera da letto, ad esempio, le lenzuola non sono più fredde come prima quando entro nel letto). Certamente vi è stato un aumento nei consumi di EE, ma è del tutto trascurabile visto il basso consumo dei motori delle ventole ( 40 w/h ) e l'utilizzo programmato del loro funzionamento.
Io non vendo o rappresento nessuno, ma sono fortemente interessato a dare consigli a chi si cimenta con il "fai da te" e vuole conseguire i vantaggi dianzi descritti, soprattutto in un'ottica di risparmio energetico e di abbattimento delle emissioni.
">Un sluto
ISS



">
">
"> ma affinchè questo avvenga in modo efficiente e, soprattutto, in modo efficace ( raggiungimento e mantenimento del confort ideale) non è sufficiente una buona assorbenza delle superfici, ma è di primaria importanza che esse siano anche di dimensioni adeguate: vedi pavimenti, soffitti e pareti radianti.
"> parere ha colto in pieno la fonte di una delle tre frazioni di risparmio che compongono il totale conseguibile. Il DT di 4° lo possiamo avere anche con soffitti alti due metri e 70, applicando il sistema a strutture con queste caratteristiche il DT scende anche di 3°, ma non omogeneamente in tutto l'ambiente. Per ottenere questo risultato è necessario che il punto di captazione dell'aria da riscaldare sia il più basso possibile, a livello di pavimento, l'aria convogliata verso il calorifero, riscaldata e quindi più leggera, sale facilmente spinta anche dalle ventole. Per ottenere, con lo stesso principio che modifica la stratificazione dell'aria in un'ambiente, una maggiore omogeneità della temperatura operante è necessario canalizzare l'aria e riimmetterla nell'ambiente, dopo averla trattata, ad un livello molto più alto, preferibilmente a livello di soffitto, ma per fare ciò bisogna spendere ben altre somme in altri sistemi. Tutto questo lo si può verificare se si assiste al funzionamento di uno split in riscaldamento. A me è capitato, a tal proposito, di trovarmi a regolre la tempertura di uno di questi diffusori in una stanza d'albergo, quello che ho notato è che per avere una temperatura di confort a livello di letto, circa 21° , ho dovuto impostare la T sul display a 27°, e alzando la gamba addirittura percepivo il maggiore calore stratificato verso l'alto. Questo, a mio avviso, è dovuto al fatto che sono progettati per il raffrescamento ( captazione dell'aria dove è solitamente calda ed immissione allo stesso livello), in questa funzione, in fatti, l'aria fredda più pesante tende a scendere.
"> convezione forzata e dalla polvere che verrebbe messa in circolo da questa.
"> .
">
Commenta