annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Ristrutturazione bifamiliare

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Ristrutturazione bifamiliare

    Salve a tutti,

    Ho da poco acquistato un'abitazione in bifamiliare in provincia di Bologna (zona con classificazione climatica E). Si tratta di un immobile completamente da ristrutturare costruito negli anni sessanta. L'abitazione è su due piani più sottotetto ed ha nei due piani superficie di circa 230 metri quadri calpestabili di cui 40 adibiti a garage e locale tecnico (alla quale si aggiunge il sottotetto e un eventuale veranda). Per la ristrutturazione oltre agli ambienti volevo migliorare il rendimento energetico. La casa sarà abitata da 3-4 persone.

    Gli interventi che intendevo fare sono i seguenti:
    - Coibentazione interna (non possa farla esterna per muri in mattoni faccia-vista) + coinbentazione tetto
    - Riscaldamento e raffrescamento a pavimento
    - Ventilazione meccanica
    - Impianto fotovoltaico con accumulo e SSP per l'eccedenza
    - Pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento

    Le mie domande sono le seguenti:
    - Parlando con tecnici conoscenti e amici che recentemente hanno costruito casa mi sono stati sconsigliati la pompa di calore come modulo unico per raffrescamento/riscaldamento (suggerendo invece un intervento ibrido per rapporto costi/benefici) e l'accumulo nel fotovoltaico per problemi a ripagare l'investimento. Concordate con i suggerimenti di massima?
    - Grossolanamente vi sembra che gli interventi che ho previsto siano i corretti da fare oppure ce ne sono altri/diversi da pensare?

    Faccio presente che al momento sto facendo una valutazione di massima e che ancora non ho sentito il termotecnico/progettista. Vorrei poi non appena sarò nel vivo dei lavori aprire un post dedicato ai singoli interventi per chiedervi aiuto nelle scelte di dettaglio.

    Grazie fin d'ora per il prezioso consiglio/aiuto

  • #2
    Se è casa degli anni '60 potresti pensare di riempire l'intercapedine dei muri tramite insufflaggio (che puoi fare anche dall'interno). Poi potresti andare a correggere i vari ponti termici internamente con un cappotto più sottile e rubare un po' meno spazio.
    Molte PDC hanno mandate a 60C ormai, garantite fino a -15. Se avessi i termosifoni la ibrida potrebbe ancora avere un senso, ma andando ad isolare e facendo riscaldamento radiante in bassa temperatura avrai rendimenti ottimi. In più risparmi sui costi fissi del gas e manutenzione obbligatoria della caldaia. Sull'accumulo invece concordo con i tuoi amici, perché SSP rimborsa il 65% di quello che prelevi, mentre l'accumulo porta ad un risparmio marginale (circa +10%) a fronte del raddoppio del costo dell'impianto FV

    Commenta


    • #3
      Grazie mille Panoramix per la risposta.

      Ti chiedo alcuni ragguagli sul discorso del fotovoltaico visto che sono assolutamente digiuno della tematica. Cosa vuol dire che il SSP rimborsa il 65% di quel che si preleva? Vuol dire che l'energia presa dall'enel mi costerà meno in quella percentuale?

      Oltre a questo ho un'altra domanda, considerando di avere una forte impennata di consumi la sera (per esempio comprando in futuro un'auto elettrica da ricaricare) anche in questo caso il risparmio per l'accumulo è così marginale?

      Commenta


      • #4
        Di soluzioni ce ne sono tante.
        Dipende dall' investimento che vuoi fare.
        Soluzioni ibride lascia perdere. Fai tutto elettrico nogas.
        Batterie, il gioco non vale la candela.
        Sei ancora nella fase di valutazione per la ristrutturazione della casa dell tua vita pensa bene a cosa vuoi fare, sopratutto con chi decidi di farlo.
        Vai a klimahouse a fine gennaio, cosi vedi con i tuoi occhi tutte le aziende, parli direttamente con arch. ing. e ditte votate alla riqualificazione con criteri a risparmio energetico,bioedilizia con protocolli casaclima o ph.

        Commenta


        • #5
          Per lo SSP dovresti farti un giro nella sezione fotovoltaico, ma in breve: è un sistema a costo zero (qualche decina di euro l'anno) che ti permette di immettere nella rete nazionale l'energia elettrica prodotta che non stai consumando (situazione che si verifica nelle ore centrali del giorno e particolarmente in estate). Quando alla sera dovrai prelevare dal contatore, pagherai l'energia a prezzo pieno in bolletta, ma su ogni kWh che hai immesso ti verranno rimborsati 12 centesimi, pari a circa il 65% del costo in bolletta.
          La cosa importante è quindi mettere un impianto FV che produca esattamente tanta energia quanta se ne consuma in un anno, quindi mettendo una PDC devi farti calcolare il fabbisogno energetico. Giusto per avere un'ordine di grandezza, avrai bisogno di almeno 6kWp di fotovoltaico (8500€) che coprono 30mq di tetto. Se devi fare un impianto più piccolo non è un dramma, ma pagando l'energia a prezzo pieno il risparmio della PDC è solo un 20-25% in meno del metano. Se poi vuoi l'auto elettrica devi ricalcolare il tutto, perché avrai bisogno di tot kWh in un anno in base ai km percorsi.

          L'accumulo fa la stessa cosa dello SSP: il kWh non lo paghi per niente, ma devi affrontare un costo iniziale (di fatto raddoppia l'investimento del FV) e ha un degrado/vita utile e non ti permetterà di essere indipendente al 100% della rete perché in inverno il tuo impianto FV non riuscirà a ricaricare del tutto le batterie di casa, perché avrà produzione bassa, mentre tu avrai consumi alti dato che hai la PDC.
          Finché c'è SSP l'accumulo non conviene ancora, dato che porta un risparmio marginale. Mettere un accumulo in un secondo momento non comporta modifiche all'impianto, quindi nulla vieta di farlo in un secondo momento nel caso in cui
          SSP non convenga più o i prezzi delle batterie caleranno decisamente.

          Commenta


          • #6
            Grazie mille a entrambi per le risposte che mi chiariscono gran parte dei dubbi iniziali.

            Un'altra domanda di carattere generale riguarda le detrazioni fiscali per ecobonus. Quando si parla di riqualificazione globale si parla sempre di interventi sull'intero edificio. Vorrei quindi chiedervi delucidazioni in merito a cosa si intende per intero edificio in caso di una bifamiliare. Si intende la mia porzione di casa oppure sono in una situazione tipo condominio?

            Commenta


            • #7
              Certo tu fai i lavori a casa tua, e tu detrai.
              il geometra presenterà pratica inizio lavori.
              Pagamenti con bonifico per ristrutturazione art 16 bis dpr 917/86
              Hai un tetto massimo vai sul sito agenzie delle entrate
              Quello che ti posso consigliare, apri la pratica di ristrutturazione sia a nome tuo che di tua moglie, cosi fate i bonifici un pò tu un pò lei perchè se superi l'importo imposto dalle detrazioni 2019 i soldi in più li perdi sempre per il discorso che cè un tetto massimo.

              Commenta


              • #8
                Grazie Iv80 per la risposta. Il mio dubbio oltre che in generale al bonus ristrutturazione riguarda il comma 344 dell'ecobonus (considerando di sforare il tetto della ristrutturazione in quanto l'intervento sulla casa è decisamente significativo).

                In particolare il mio dubbio è se la mia unità in bifamiliare divisa terra cielo anche catastalmente e termoautonoma sia o meno da considerare un intero edificio e quindi l'attestazione energetica sia solo relativa alla mia unità oppure alla media (non so in che modo pesata) del livello energetico delle due unità componenti le mura perimetrali.

                Commenta

                Attendi un attimo...
                X
                TOP100-SOLAR