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[illuminazione] Conferme e smentite riguardo articolo negativo su lampade a basso consumo

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  • #31
    Da medico, per quanto riguarda campo elettromagnetico, effetti sull'occhio etc. NON MAI VISTO NESSUNA FONTE SCIENTIFICA CITATA! NON UNO STUDIO CASO CONTROLLO. QUINDI NON HA ALCUN VALORE SCIENTIFICO.
    Posso solo consigliarti di comparare gli spettri di emissione delle LFC con quelli della luce solare, in modo che tu possa constatare di persona quanto alti siano i livelli di UV-B ed UV-C nelle lampade a fluorescenza, a pari illuminamento, rispetto non solo alle lampade classiche, ma anche rispetto alla luce solare. (a spanne, circa un 20% in più della luce solare, dipende dalla lampada).
    E poi, trovi facilmente le conferme scientifiche che cerchi... perchè la letteratura sui raggi UV è sterminata.
    La scorrettezza è nel cercare uno studio che correli direttamente lampade e danni, mentre la sequenza corretta è lampade=ultravioletti=danni...
    Comunque, se esiste l'obbligo di schermature di protezione dai raggi UV, è evidente che c'è un motivo.

    Le apparecchiature elettriche (...) devo rispettare le norme di compatibilità elettromagnetica
    Sono d'accordo, gattmes... ma un conto è usare sistemi per abbassare i disturbi elettromagnetici per rientrare sotto i livelli di soglia, e un altro conto è usare apparecchiature che NON emettono disturbi... e che quindi non hanno bisogno di schermature e filtri...

    ma il LED non emette UV se non quello nato appositamente!!! no????
    I led emettono luce monocromatica, e nessuno di essi può emettere luce bianca.
    Per ottenere il bianco, esistono solo due sistemi, la combinazione di almeno tre colori (e quindi, di tre led su di un unico substrato tipica dei LED RGB), oppure la conversione della luminescenza tramite fosfori.
    Tutti i led bianchi in commercio usano quest'ultima tecnologia, e sono led UV su fosforo bianco, o led blu-azzurri su fosforo giallo.
    Nel caso dei led UV su fosforo bianco, l'emissione negli UV è molto alta... tanto da obbligare all'indicazione di sicurezza sulle confezioni.
    Un tipico spettro di emissione puoi vederlo qui:
    Micropto: LED bianchi SMD

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    • #32
      Il seguente teso è pubblicato su wikipedia. Lo trovo "tranquillizzante":

      <<
      Health issues

      See also: Light sensitivity
      According to the European Commission Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (SCENIHR) in 2008, the only property of compact fluorescent lamps that could pose an added health risk is the ultraviolet and blue light emitted by such devices. The worst that can happen is that this radiation could aggravate symptoms in people who already suffer rare skin conditions that make them exceptionally sensitive to light. They also stated that more research is needed to establish whether compact fluorescent lamps constitute any higher risk than incandescent lamps.<sup id="cite_ref-GreenFacts_5-0" class="reference">[6]</sup>
      If individuals are exposed to the light produced by some single-envelope compact fluorescent lamps for long periods of time at distances of less than 20 cm, it could lead to ultraviolet exposures approaching the current workplace limit set to protect workers from skin and retinal damage.<sup id="cite_ref-GreenFacts_5-1" class="reference">[6]</sup>
      The UV received from CFLs is too small to contribute to skin cancer and the use of double-envelope CFL lamps "largely or entirely" mitigates any other risks, they say.<sup id="cite_ref-GreenFacts_5-2" class="reference">[6]</sup>>>
      Mi pare vi siano molte cose ancora da migliorare, benché già esistano in commercio lampade CFL con caratteristiche diverse che si possono meglio adattare a diverse esigenze specifiche, manca ancora un sistema di informazione sulle confezioni che aiuti l'acquirente ad effettuare una scelta informata. Se per esempio mi dessero la possibilità di sapere se la lampada contiene 1, 3 oppure 5 mg di mercurio, certamente sceglierei quella che ne contiene di meno.

      Manca inoltre un'informazione precisa all'utente su dove restituire le lampade a fine vita.

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      • #33
        Mah... da una parte dice che "se gli individui sono esposti per lunghi periodi ed a distanze ridotte, si dovranno usare sistemi per proteggerli dai danni alla pelle ed alla retina", e poi le si ritiene non pericolose a causa della scarsa potenza, a patto che si usino quelle col doppio vetro di protezione... è evidente che dipenderà dal numero delle lampade installate e dalla loro potenza totale, nonchè dalla presenza dei filtri anti UV.
        Se si deve interamente sostituire il parco lampade con quelle fluorescenti, la quantità di ultravioletti aumenta a parità di lumen, su questo non ci piove... quindi? Dovrebbero essere messe al bando le LFC senza doppio vetro.

        Se per esempio mi dessero la possibilità di sapere se la lampada contiene 1, 3 oppure 5 mg di mercurio, certamente sceglierei quella che ne contiene di meno.
        Questo in parte è già possibile, anche se ci sono delle contraddizioni: per esempio, la Philips dichiara:

        "Royal Philips Electronics ha annunciato la riduzione a valori minimi del contenuto di mercurio presente in molte delle sue lampade fluorescenti. Le ottime performance di queste lampade in termini di emissione luminosa, durata di vita e rendimento energetico non sono compromesse da questo cambiamento. L'impatto ambientale derivante dal minor consumo di quintali di mercurio sarà significativo e offrirà al mercato un'evidente alternativa "verde" alle lampade fluorescenti esistenti.
        I nuovi prodotti sono riconoscibili grazie al logo Extreme Low Mercury riportato sulla confezione e sul prodotto stesso. Per le lampade MASTER TL5, il contenuto di mercurio è stato ridotto a 1,4 mg per lampada laddove il valore di riferimento è compreso tra 2,5 e 5 mg; per la maggior parte dei prodotti MASTER TL-D Super 80, il contenuto di mercurio è stato ridotto a 2 mg per lampada rispetto a un valore di riferimento compreso tra 4 e 8 mg.
        Anche per quanto concerne le lampade CFL, le riduzioni sono alquanto significative. Il contenuto di mercurio per la gamma MASTER PL-L è stato ridotto a 2 mg per lampada laddove il valore di riferimento è compreso tra 4 e 5 mg. Il contenuto di mercurio per le gamme MASTER PL-C e MASTER PL-T è di 1,4 mg rispetto a un valore di riferimento compreso tra 1,5 e 4 mg. I progressi compiuti su questi prodotti anticipano la nuova direttiva europea RoHS, che è entrata in vigore a luglio del 2006 con l'obiettivo di contenere l'utilizzo di sostanze pericolose. Nel caso del mercurio, il contenuto consentito sarà limitato a 5 mg.(Ndr: la direttiva RoHS è quella che non permette quantitativi di Hg superiori a 5 mg)
        Philips riduce a valori minimi il livello di mercurio presente nelle lampade fluorescenti - Voltimum Italia

        Comunque, rimane il fatto che mettere al bando i termometri clinici al mercurio (non sono molti, quelli che li hanno... di solito sono ad alcool) non ha molto senso.
        Un termometro clinico contiene da 150 a 200 mg di mercurio (quelli d'epoca, anche 400), e non sono molte le persone che ne hanno uno in casa, e tantomeno quelli che lo rompono ogni due anni...
        Le LFC, invece, potranno essere almeno quindici in TUTTE le case, e dovranno essere smaltite a fine vita.

        un termometro al mercurio in una famiglia su due x 150-200 mg = 75-100 mg di Hg da smaltire pro-capite, a scadenza casuale (quando si rompe il termometro, se si rompe...magari dura tutta la vita: io ne ho ancora uno di mia nonna)
        quindici LFC per famiglia x 5 mg per lampada = 75 mg di Hg da smaltire ogni due-tre anni in media

        In questo modo, mi sembra che la quantità di mercurio totale circolante AUMENTI, e senza uno smaltimento rigoroso aumentano anche i pericoli di inquinamento.
        Inoltre, ci sono casi attuali di inquinamento da mercurio dovuto proprio alle LFC:

        Cina, avvelenati dal mercurio gli operai delle lampadine "verdi"
        Ultima modifica di livingreen; 20-09-2009, 15:29.

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        • #34
          La mia esperienza è comune ad altri e la durata di lampadine a risparmio energetico è inferiore a quelle ad incandescenza.


          Quando non si troveranno quelle ad incandescenza, sarà stupido utilizzare una a risparmio per il camerino, per il locale caldaia, per un "cantiere edile" alla buona per una piccola ristrutturazione, ma così è stato deciso...

          Che il risparmio energetico esista è un dato di fatto, che siano il massimo dell'ecologia è tutto da dimostrare!!!

          Se i produttori fossero più onesti spingerebbero all'uso delle L ( io conosco solo le DULUX ) dove la parte elettronica è separata rispetto ai tubi, che sono quelli che si consumano con più rapidità.

          Alla fine una riflessione nostalgica: immaginatevi i mercati storici, dove le grosse lampade ad incandescenza fanno lustro alla merce, nel prossimo futuro saranno sostituite dalle splendide lampadine Made in Cina

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          • #35
            Le lampade a fluorescenza (che ritengo ormai avviarsi verso il declino/fine vita [le "incandescenza" le piazzo nel... mesozoico..]) saranno presto sostituite dai LED.

            In tal caso il problmema EMI sarà nullo o fortemente ridotto, quello mercurio/Hg nullo o quasi.

            Rimane il discorso UV come sottolineato da livingreen... (e al cui messaggio rimando: http://www.energeticambiente.it/casa...#post118984608)

            Con livingreen non posso che condividere il discorso che
            un conto è usare sistemi per abbassare i disturbi elettromagnetici per rientrare sotto i livelli di soglia, e un altro conto è usare apparecchiature che NON emettono disturbi.
            ..nell'ottica che "prevenire" è meglio di "curare".

            Tuttavia quando ciò non sia attuabile, occorre sempre considerare che le emissioni EMI sono prerogativa di praticamente tutti gli elettrodomestici e/o apparecchiature elettroniche (cellulari, ecc. come descritto in un mio precedente messaggio e a cui rimando).
            Conseguentemente, visto gli ordini di grandezza (un singolo ordine = per o diviso "10"...) che li contraddistinguono, va considerato che "nulla" si crea dal nulla...
            Quindi una lampada che ha una certa potenza (esempio 11W) e della quale si sa che una parte va in luce.. una in calore.. ecc. non potrà emettere certo 11W "radio" (e poi bisogna vedere che "radio" .. principalmente frequenza, ecc.), neanche 5W, neanche 2W, ecc.

            Così un cellulare, magari utilizzato in una zona con "poco campo" (poche tacche sul simbolo "antenna") sparerà certamente più potenza (1W?), a una frequenza molto più dannosa.. e non ad un metro (lampadario) o a 50-70cm (famosa lampada sulla scrivania citata dall'articolo iniziale.. magari del "bambino" per unificarmi) ma a pochi centimetri (se non addirittura millimetri) dal cervello!!!

            Allora chi mettiamo sul patibolo?....

            Per non parlare poi non del nostro cellulare (che possiamo anche scegliere, liberamente, di eliminarlo) ma dell'antenna del "ponte" montato nelle vicinanze..(visto che sono piccole "cellule", da cui il nome.. non è certo sul monte a 15km, ma a ridottissima distanza) non parlo di quella che molti hanno sulla loro testa, montata sul loro stabile (in basso l'emissione è molto più trascurabile).. ma che si ritrovano di fronte.. sul palazzo vicino.. o sul muretto o sulla collina... o sulla ferrovia.. ecc, ecc.: quella si che spara.. ed abbastanza direttivamente (e li non sono 1-2W saltuari.. ma decine continuative)...

            È giusto preoccuparsi dell'EMI ..non di una lampada.. ma di qualsiasi oggetto..,
            ma prima uno sguardo con un misuratore di campo in zona sarebbe opportuno.. perchè una gocciolina può certo comportare umidità.. ma il vicino lago/mare sicuramente ed enormemente di più....
            Ultima modifica di gattmes; 21-09-2009, 12:15.
            Fare si può! Volerlo dipende da te.

            Consulta e rispetta il REGOLAMENTO

            Piano cottura induzione: consumo energia 65...70% in meno rispetto uno a gas! Pure a costi doppi dell'elettricità fa risparmiare, almeno 30%! Contrariamente a quanto si dice si può usare con contratti 3 kW, perfino se sprovvisto di limitazione.
            Gas 100% fossile, elettricità 30...100% rinnovabile. Transizione ecologica? Passa all'induzione!

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            • #36
              Saranno anni ormai che volevo fare delle prove con le lampade incandescenza e quelli fluorescenza, il motivi è che ho avuto diverse esperienze negative e volevo capire fino a che punto potevo imputarlo alla usura dell'interruttore d'accensione.
              Ho tenuto due interruttori “guasti” che saranno cavie interessante per le prove, la prima innesca un chiara scintillamento continua vistoso e visibile dalla oscillazione della luminosità della lampada, il secondo ha un scintillamento a frequenza modo elevata, quindi si riesce a capirlo solo dal udito più che vedere le conseguenze sull'illuminazione.

              Le lampade subiscono in pieno tutte le schifezze che gli arriva, oscillazioni (micro interruzioni), variazione di tensione, picchi di tensione, buca di tensione ecc.

              Sappiamo che gli interruttori hanno una serie di piccolo rimbalzi in circa 5 a 10 ms prima di chiudere il contatto definitivamente,
              Il problema delle micro interruzioni potrebbe essere risolto montando interruttori elettronici che provvedono alla commutazione del carico solo al passaggio dello zero della tensione rete alternata, in più non hanno contatti meccanici.
              Io consiglierei comunque di sostituire tutte gli interruttori almeno una volta ogni 5-10 anni nelle zona dove la frequenza d'uso è più alta ignorando questa soluzione che sarà sicuramente non conveniente economicamente.

              Non è escluso che la durata degli interruttori saranno più elevata perché il carico si riduce di almeno 8 volte con le lampade a fluorescenza, per avere la certezza dovrei verificare se le lampade hanno un valore di “inrush current” durante l'accensione minore di quello delle lampade ad incandescenza.

              Per quanto riguarda i problemi di tensione, la soluzione più semplice potrebbe essere un gruppo di continuità, ma probabilmente non vale la pena economicamente.
              Ultima modifica di pinetree; 21-09-2009, 16:10. Motivo: correzione

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              • #37
                Per chi sente nostalgia delle lampade ad incandescenza: tranquilli, non spariranno del tutto, saranno ancora prodotte le lampade ALOGENE, che rispetto alle normali ad incandescenza hanno una durata doppia e consumano un po meno; in realtà hanno una riduzione di flusso luminuso dovuto all'invecchiamento molto minore rispetto alle incandescenti classiche, dovuto alle caratteristiche del gas contenuto (alogenuri) che impedisce al metallo del filamento di consumarsi e formare la patina nera all'interno del vetro.

                Detto questo, la mia esperienza con le lampadine compatte ricalca quella della maggioranza degli interventi; le uniche lampadine ad incandescenza che ho in casa sono quelle del frigo, del microonde e delle plafoniere delle terrazze e del garage.
                Ho notato anche io che le prime (oltre 10 anni fa) avevano una qualità nettamente superiore alle attuali, ma costavano anche 7 volte di più.
                Oggi nelle fiere dell'elettronica le trovo anche a 1€!! Peccato però che mi sia durata solo 4 mesi..
                Quelle montate 9 anni fa in casa in luoghi dove non ho frequenti accensioni, non le ho ancora sostituite. Dove le accensioni sono più frequenti mi durano circa 2-3 ani, mentre in bagno, dove le accensioni sono molto frequenti, non durano in genere più di un anno (ma anche qui ci sono le eccezzioni).

                Infine, tutte le lampade o si rompe il tubo o si rompe l'elettronica, quindi uno dei miei sport preferiti è prendere due lampade non funzionanti e da queste farne una funzionante... il problema, è che non tutte si aprono facilmente, e non sempre sono uguali come dimensione, però i casi citati da gattmes sono capitati anche a me: fili che non facevano contatto (stagnature fredde), zoccoli fatti male, e in vari casi il condensatore che collega due dei fili uscenti dalle due estremità del vetro non funzionante, ed è bastato sostituirlo con uno preso da un'altra lampada.
                Solo una volta mi è capitato di tagliarmi con il vetro di una lampadina rotta: ma sono stato imprudente io, ero all'isola ecologica e volevo far vedere che le lampadine avevano dentro dell'elettronica, ma quella lampada era incollata bene... il taglio, dopo essere stato disinfettato ci ha messo più del normale a smettere di sanguinare.

                saluti
                carest
                aggiornamento del mio file sui costi storici dell'elettricità a gennaio 2022
                https://www.energeticambiente.it/for...01#post2184501

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                • #38
                  Originariamente inviato da pinetree
                  dovrei verificare se le lampade hanno un valore di “inrush current” durante l'accensione
                  Tieni presente che generalmente c'è un rettificatore e un condensatore in ingresso, conseguentemente c'è un notevole picco di corrente all'accensione (carica) rispetto la corrente normale (quest'ultima tipicamente 50-200mA, secondo la potenza)...

                  Originariamente inviato da carest
                  delle plafoniere delle terrazze e del garage.
                  consiglio la sostituzione anche di quelle, soprattutto le prime... mio padre non lo voleva fare.. poi quando una volta se l'è dimenticata accesa per qualche giorno... (come al solito.. il mio nome è anche.. Cassandra...)

                  Se posso fare un'aggiunta all'ottimo elenco poi postato da carest circa i casi di rottura.. e collegandomi anche a pinetree:
                  molto spesso c'è un fusibile interno.. e "giocando" con la carica scarica del condensatore ..."puffff"!!!!

                  PS: nelle lampade, più che ai Watt.. abituatevi a ragionare (e fare attenzione) sui Lumen,
                  quasi sempre riportati da qualche parte (scatola e/o lampada).
                  [anche se qui si apre un altro capitolo.. sul metodo di misura, ecc.]
                  Sono quelli che definiscono il quantitativo di luce!
                  Ultima modifica di gattmes; 21-09-2009, 16:48.
                  Fare si può! Volerlo dipende da te.

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                  • #39
                    Qualcuno ha provato le lampade a ioduri metallici? Quelle delle vetrine dei negozi, per intenderci.

                    ---
                    Ioduri metallici fonte:Lampada a scarica - Wikipedia

                    L'introduzione nelle lampade a sodio alta pressione di ioduri metallici (sodio, tallio, indio, disprosio, olmio, cesio, tulio) migliora la resa dei colori delle lampade al sodio, e dà loro una temperatura di colore molto elevata (4000-5600 K). La loro resa cromatica le rendeva particolarmente adatte all’illuminazione di impianti sportivi, ove la necessità di avere una luce perfettamente bianca supera lo svantaggio di una bassa efficienza luminosa (40-80 Lumen/Watt) e di una bassa durata (6000 ore). Allo stato attuale i rendimenti sono aumentati intorno ai 90 Lumen/Watt e in alcuni casi oltre e aumentando la durata (12000 ore). Ormai vengono utilizzate molto nelle aree urbane dove si vuole migliorare il confort visivo visto l'alto indice di resa cromatica (IRC 80-90). A livello di inquinamento luminoso sono peggiorative rispetto alle sodio alta pressione.
                    Lampade ai vapori di sodio e a ioduri metallici necessitano, per essere accese, di appositi accenditori che producano impulsi di tensione di innesco compresi tra 0,75 e 5kV. Secondo il modello di lampada possono essere necessari dai 2 ai 10 minuti per il raggiungimento del pieno flusso luminoso, e, in caso di spegnimento accidentale, è necessario attendere il raffreddamento della lampada (2-15 minuti) per la riaccensione, a causa della elevata tensione di innesco che sarebbe necessaria per la riaccensione a caldo (25-60kV). La corrente di spunto della lampada può arrivare ad essere superiore del 90% rispetto al valore di regime. Inoltre per queste lampade è necessario il rifasamento, a causa del fattore di potenza piuttosto basso (da 0,3 a 0,7 a secondo il modello).


                    ---

                    In questa tipologia di sorgenti a scarica, l'emissione luminosa è prodotta dalla radiazione elettromagnetica di composti gassosi a cui sono aggiunti ioduri metallici o, in alcune varianti, vapori di altri elementi, come il sodio o il mercurio.
                    Nelle lampade agli ioduri metallici la temperatura di colore è piuttosto elevata, attorno ai 4.000 - 5.000 ° K, e la resa cromatica è ottima. Per la loro luce bianchissima, le dimensioni compatte e la capacità di generare flussi fortemente concentrati senza richiedere eccessive potenze, questi apparecchi sono particolarmente adatti all'illuminazione di ampi spazi, interni ed esterni.
                    Oltre che nei contesti abitativi, queste sorgenti sono impiegate in negozi o in altri spazi commerciali dove è importante avere una luce nitida, intensa, in grado di garantire un'eccellente valorizzazione dei colori e dove è fondamentale che gli apparecchi abbiano dimensioni contenute e siano perfettamente inseribili nell'arredamento.
                    Lampade agli ioduri metallici vengono comunemente impiegate inoltre nell'illuminazione di ambienti industriali, saloni, showroom e, nei sistemi per esterno, nell'illuminazione con proiettori di aree pubbliche e impianti sportivi.
                    I recenti miglioramenti tecnologici hanno permesso considerevoli progressi sia in termini di efficienza che di durata media, valutabile attorno alle 5.000 ore. I principali svantaggi sono riconducibili al complesso principio di funzionamento, per il quale la luce è prodotta dalle radiazione di miscele a loro volte sollecitate dai gas accessori. Questo comporta processi di accensione graduali, un tempo di riaccensione a caldo piuttosto lungo e sofisticati dispositivi di alimentazione e innesco.


                    Fonte: Lampade agli ioduri metallici: come funzionano, vantaggi, vita media, consumo energetico

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                    • #40
                      Se ne può discutere, ma in altra.. discussione!

                      Questa è dedicata a capire pro e contro delle fluorescenti compatte (e non.. leggi "neon")
                      Fare si può! Volerlo dipende da te.

                      Consulta e rispetta il REGOLAMENTO

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                      • #41
                        Bene.. è ora che dalle "impressioni" passiamo alle misure vere e proprie.

                        Inizio io con questo documento:
                        Effective Tests and Measurements Mechanisms for EMI Level
                        Identification in Fluorescent Lamp Operation

                        di V.Sekar, T.G.Palanivelu e B.Revathi.

                        collegamento/link: http://www.eurojournals.com/ejsr_34_4_05.pdf

                        Tipo e misure:
                        For the various samples, the measurements performed over the samples as well as the results obtained
                        from the samples are discussed here. As already mentioned, Sample 1 taken for the testing is given by
                        Fluorescent batten fitting. 2x60W T8 tubes with dimming ballast. The Tests Performed for this sample
                        are Radiated Emissions (30MHz – 1GHz), Conducted Emissions (9 kHz – 30MHz) and Radiated
                        Emissions (9 kHz – 30MHz) in the 2m loop antenna.
                        Segue uno un poco datato (1984) della Berkeley (Università, California) e riguardante le fluorescenti lineari (quelle che molti chiamano "neon") di Harms, Leung e Verderber:
                        collegamento/link: http://gaia.lbl.gov/btech/papers/17998.pdf
                        Fare si può! Volerlo dipende da te.

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                        • #42
                          OT
                          Di lampade a joduri ne uso e ne ho usate molte, con potenze da 70 a 1000 W. Alcuni tipi hanno anche una resa cromatica notevole (possono essere usate anche per prove colorimetriche), anche se la maggior parte sono per uso generico industriale (ma costano meno di quelle speciali).
                          I loro problemi? A parte l'ingombro dovuto al reattore ed all'accenditore, hanno bisogno di un certo tempo per arrivare a regime, ed in caso di spegnimento NON si riaccendono subito, ma necessitano di un paio di minuti. Inoltre, non esistono per potenze "domestiche", e quindi non possono sostituire lampade ad incandescenza da 25-40-60-75-100-150 watt.
                          La più piccola lampada a joduri, quella da 35W, fornisce la stessa quantità di luce di un'alogena lineare da 300 W.
                          fine OT

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                          • #43
                            Sempre riguardo alle EMI le norme di riferimento dovrebbero essere le:
                            EN 55015 (CISPR 15) [CEI 110 2]
                            Ultima modifica di gattmes; 22-09-2009, 09:59.
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                            • #44
                              Quella che segue è una guida di riferimento canadese sulle lampade e illuminazione:
                              Lighting Reference Guide
                              Fare si può! Volerlo dipende da te.

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                              • #45
                                Vediamo di indagare sul discorso dello spettro d'emissione e dei possibili problemi UV.
                                Intanto partiamo da chi ha puntato l'indice, ovvero l'organismo UK:
                                HPA - Emissions from compact fluorescent lights
                                Quel che non mi torna è che si raccomanda di non utilizzare le CFL "aperte" (con i tubi/spirali senza protezione) a distanze sotto i 30cm per più di 1 ora al giorno.... ma si cita che il problema non sussiste, oltre che per il modello "chiuso" (ovvero quelle che hanno una copertura che le fa assomigliare alle lampade ad incandescenza: a boccia/sfera, a pera, ecc.), neanche nelle fluorescenti lineari (quelle chiamate "neon")... che sono però equivalenti al tipo aperto! (?)...

                                A livello europeo possiamo vedere il seguente documento dello SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) sulla sensibilità alla luce:
                                http://ec.europa.eu/health/ph_risk/c...nihr_o_019.pdf
                                ..del quale riporto lo "abstract":
                                Within the context of the promotion of wide-spread use of energy saving lamps, such as
                                compact fluorescent lamps (CFLs), and the possible phase-out of incandescent lamps, it
                                has been claimed that the symptoms of several diseases may be aggravated in the
                                presence of energy saving lamps (mainly CFLs).
                                SCENIHR did not find suitable direct scientific data on the relationship between energy
                                saving lamps and the symptoms in patients with various conditions (i.e xeroderma
                                pigmentosum, lupus, migraine, epilepsy, myalgic encephalomyelitis, Irlen-Meares
                                syndrome, fibromyalgia, electrosensitivity, AIDS/HIV, dyspraxia, and autism). Therefore,
                                SCENIHR examined whether three lamp characteristics (flicker, electromagnetic fields,
                                and UV/blue light emission) could act as triggers for disease symptoms. Due to lack of
                                data on CFLs, existing data on traditional fluorescent tubes were extrapolated to
                                situations when compact fluorescent lamps may be used.
                                While for some conditions either flicker and/or UV/blue light could exacerbate symptoms,
                                there is no reliable evidence that the use of fluorescent tubes was a significant
                                contributor. Of all compact fluorescent lamps properties, only UV/blue light radiation was
                                identified as a potential risk factor for the aggravation of the light-sensitive symptoms in
                                some patients with such diseases as chronic actinic dermatitis and solar urticaria.
                                The committee wishes to draw attention of the Commission Services to the fact that it
                                has been observed that some single-envelope CFLs emit UVB and traces of UVC
                                radiation. Under extreme conditions (i.e. prolonged exposures at distances <20 cm)
                                these CFLs may lead to UV exposures approaching the current workplace limit set to
                                protect workers from skin and retinal damage.
                                Due to the lack of relevant data, the number of all light-sensitive patients in the
                                European Union, who might be at risk from the increased levels of UV/blue light radiation
                                generated by CFL is difficult to estimate. However, a preliminary rough estimation of the
                                worst-case scenario yields a number of around 250,000 individuals (0.05% of the
                                population) in the EU.
                                The committee notes that the use of double-envelope energy saving bulbs or similar
                                technology would largely or entirely mitigate both the risk of approaching workplace
                                limits on UV emissions in extreme conditions and the risk of aggravating the symptoms
                                of light-sensitive individuals.
                                traduzione alla buona:

                                Nel contesto di promozione di un'ampia diffusione delle lampade a risparmio energetico, quali le lampade fluorescenti compatte (CFL), e la possibile alienazione delle lampade ad incandescenza, ci si è chiesto se i sintomi di alcune malattie potessero essere aggravati dalla presenza di lampade a risparmio energetico (principalmente CFL).
                                SCENIHR non ha trovato sufficienti dati scientifici diretti di relazione tra lampade a risparmio energetico e i sintomi in pazienti con varie malattie (xeroderma, pigmentosum, lupus, migraine, epilessia, myalgic encephalomyelitis, sindrome Irlen-Meares, fibromyalgia, elettrosensitività, AIDS/HIV, dyspraxia e autismo).
                                Conseguentemente SCENIHR ha esaminato se tre caratteristiche della lampadina (sfarfallamento, campi elettromagnetici ed emissione di luce UV/blue) potessero agire stimolando malattie. A causa di mancanza di dati sulle CFL i dati attuali sui tubi fluorescenti tradizionali sono strati extrapolati ai casi d'impiego delle lampade fluorescenti compatte.
                                Sebbene in alcune circostanze anche gli sfarfallamenti e/o la luce UV/blu possono aggravare i sintomi, non vi è prova certa che l'uso dei tubi fluorescenti dia un significativo contributo.
                                Di tutte le peculiarità delle lampade fluorescenti, solamente la radiazione UV/blu è stata identificata come potenziale fattore di rischio di aggravamento delle patologie lumino-sensitive in alcuni pazienti con simili malattie quali la dermatite attinica cronica o l'orticaria solare.
                                Il comitato desidera attirare l'attenzione della Commissione sul fatto che alcune CFL a singolo involucro (ndr- lampade “aperte”) emettono radiazioni UVB e tracce di UVC.
                                In condizioni estreme (cioè esposizioni prolungate a distanze <20 cm) queste CFL possono condurre ad esposizioni UV che si avvicinano al limite di protezione fissato per i lavoratori nelle postazioni di lavoro per i danni alla pelle e alla retina.
                                A causa di mancanza di dati relativi, il numero di tutti i pazienti sensibili alla luce in Unione Europea, che potrebbe essere a rischio a causa degli aumentati livelli di radiazione a luce UV/blu generata da CFL è difficile da valutare.
                                Tuttavia, una valutazione approssimativa preliminare dello scenario peggiore porta a un numero intorno ai 250.000 individui (0.05% della popolazione) nell'UE.
                                Il comitato fa notare che l'impiego di lampadine a risparmio energetico a doppia copertura o tecnologia similare attenua ampiamente o completamente il rischio di avvicinamento ai limiti sulle emissioni UV in condizioni estreme e il rischio di aggravanti su individui sensibili alla luce.
                                Ultima modifica di gattmes; 22-09-2009, 12:02.
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                                • #46
                                  e quali sono quelle a doppia copertura?
                                  Kit sola ACS a Circolazione Naturale di produzione UE (Spagnola) 2 collettori piani SunSelect e Bollitore 192 lt Orient./Inclin: -23°/40°. Caldaia a Condensazione 24,7kw Termostufa 19,6 kw resi all'acqua, termosifoni ghisa e alluminio. Impianto fotovoltaico in regime di scambio sul posto da 2,990 kW policristallino con sistema di monitoraggio. Località: Botticino Mattina (prov. di Brescia - Lombardia - Italia) Orient./Inclin: -23°/12°

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                                  • #47
                                    diegodi fai una domanda a cui ho già risposto in anticipo!

                                    Come al solito.. e per l'ennesima volta: non scrivo mai cose a caso (non ho tempo da perdere..).

                                    Rileggi con più attenzione il mio precedente messaggio.. e collegamenti/link relativi....
                                    Ti bastano le foto.. o ti serve anche una dettagliata descrizione scritta?....Dettagliata.. perchè, sempre nel precedente messaggio, oltre a quanto appena citato.. avrei fornito pure (cioè oltre a ciò) una breve nota descrittiva!!...

                                    PS ( e per tutti/in generale...) stiamo parlando del messaggio immediatamente precedente il tuo.. non di 10 messaggi fa.. o postati in altra sezione.. o altro forum!
                                    -LEGGETE BENE-
                                    Ultima modifica di gattmes; 23-09-2009, 09:10.
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                                    • #48
                                      Mi chiedo se nelle isole ecologiche le lampade a fluoriscenza sono raccolte intere, oppure li distruggono, nel secondo caso, c'è qualche tentativo di evitare la fughe dei prodotti chimici nel aria.

                                      Commenta


                                      • #49
                                        Comunque, anche le normali lampade lineari emettono UV-B ed UV-C, solo che nella maggior parte dei casi abbisognano di protezione meccanica e quindi si sfrutta una copertura trasparente in poliacrilato che ne assorbe la maggior parte. Nei cataloghi sono comunque presenti lampade lineari già dotate di filtro antiUV e lampade speciali con bassissima emissione nel campo ultravioletto (adottate nei musei, nelle biblioteche, nelle gallerie d'arte), concepite proprio per evitare l'ingiallimento della carta e lo sbiadimento dei colori.

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                                        • #50
                                          Vi posto un articolo interessante di Ugo Bardi sulla 'scontata' convenienza del passaggio all'illuminazione a fluorescenza:
                                          ------------
                                          Lampadine a basso consumo: sono una buona idea?

                                          settembre 30th, 2009 Di Ugo Bardi




                                          Una delle prime lampade a filamento incandescente di Edison. Questa è del 1878. Dopo quasi un secolo e mezzo di onorato servizio, nel 2009 queste lampade sono state messe fuori legge dalla commissione europea in quanto giudicate troppo energivore. Questa potrebbe essere stata una decisione un po’ affrettata.
                                          Nel suo romanzo “Le ceneri di Angela” Frank McCourt ci racconta di quando era bambino in Irlanda, negli anni 1930 e 1940. Uno dei suoi ricordi è di quando viveva in casa da suo zio, il quale si portava con se al lavoro, ogni mattina, i fusibili dell’impianto elettrico di casa. Era per risparmiare sulla bolletta evitando che suo nipote accendesse la luce per leggere nella nebbiosa Limerick.

                                          Lo zio di Frank McCourt non era di certo un ecologista. Era semplicemente uno che cercava di risparmiare in un’epoca in cui il costo dell’elettricita era ben superiore a quello attuale, in termini relativi. Le cose sono ben diverse, oggi, e credo che tutti possiamo raccontare di familiari e conoscenti che lasciano accesa la luce tutta la notte; “tanto costa poco”.

                                          continua a leggere dalla fonte>>

                                          -------------
                                          Lampadine a basso consumo: il paradosso di Jevons

                                          ottobre 16th, 2009



                                          In un mio post precedente, avevo espresso qualche dubbio sulla bontà del provvedimento che vieta la vendita in Europa delle tradizionali lampadine a filamento di tungsteno. L’argomento ha dato origine a svariate reazioni, alcune favorevoli, altre meno. Mi sembra il caso di approfondire e in questo secondo post aggiungo qualche considerazione sulla questione del paradosso di Jevons.
                                          Le mie considerazioni piuttosto critiche sulle lampadine a basso consumo mi sono valse parecchi commenti favorevoli ma anche qualche messaggio piuttosto fuori dalle righe. Qualcuno che – evidentemente – non ha neanche letto il mio articolo mi ha accusato di aver detto che le lampadine a basso consumo sono meno efficienti di quelle tradizionali. Altri si sono risentiti per il fatto che ho detto che la maggior parte delle nuove lampadine finirà in discarica piuttosto che smaltita correttamente fra i rifiuti elettronici. Insomma, sono andato a toccare qualche nervo scoperto quando ho espresso dubbi su una delle vacche sacre dell’ambientalismo; quella dell’efficienza e del risparmio energetico.

                                          continua a leggere dalla fonte>>
                                          Ultima modifica di repazzo; 22-10-2009, 10:18.

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                                          • #51
                                            Progresso?

                                            Penso che siamo sempre dispiaciuti di vedere in faccia le nostre magagne. Quindi ogni volta che c'è qualcosa che diminuisce le conseguenze dei nostri abusi, noi lo consideriamo un "progresso". Purtroppo, così, da progresso in progresso andiamo verso il peggio, perché il progresso non cambia lo spirito delle nostre azioni, esso non fa altro che nasconderli, così andiamo sempre verso dei problemi più complessi.

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                                            • #52
                                              Quali problemi più complessi? Quali magagne? Puoi essere più preciso?

                                              se vogliamo parlare di "nuovo"..Di che nuovo stiamo parlando?
                                              Io non vedo niente di nuovo...
                                              detta "stile articolo iniziale": sono decine di anni (>50) che le fluorescenti SENZA PROTEZIONE / SCHERMATURA (sono quei tubi bianchi che tutti chiamano "neon") accompagnano i "nostri" bambini nelle scuole, palestre, mense.. ecc.
                                              e i nostri grandi in ufficio, ecc.
                                              Fare si può! Volerlo dipende da te.

                                              Consulta e rispetta il REGOLAMENTO

                                              Piano cottura induzione: consumo energia 65...70% in meno rispetto uno a gas! Pure a costi doppi dell'elettricità fa risparmiare, almeno 30%! Contrariamente a quanto si dice si può usare con contratti 3 kW, perfino se sprovvisto di limitazione.
                                              Gas 100% fossile, elettricità 30...100% rinnovabile. Transizione ecologica? Passa all'induzione!

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                                              • #53
                                                Scienza e coscienza

                                                Le magagne sono dei risultati delle nostre azioni, quelli che noi ci accorgiamo che sono dannosi, tipo il CO2, che provoca il riscaldamento del pianeta. Il problema è che quando ci accorgiamo di qualcosa, è da un bel po' che la cosa "opera" e che quindi siamo in realtà, sempre in ritardo sugli effetti. D'altronde dobbiamo aspettare di capire prima di reagire altrimenti non sarebbe scientifico e quindi ci accorgiamo che la scienza richiede che si disponga di una specie di "spazio neutro" che contenga le magagne, dandoci il tempo di accorgerci e di riparare. Il problema è che quello "spazio neutro" non c'è più, l'abbiamo "consumato" in qualche modo in questi ultimi decenni e quindi non abbiamo più tempo. Niente panico! basta non sbagliare più! ma allora bisogna anticipare la scienza! e quindi bisogna andare verso l'irrazionale perfetto! un bel programma!

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                                                • #54
                                                  Saranno i LED!

                                                  Come al solito io sono scettico, però in questo caso mi sono (parzialmente) ricreduto!

                                                  Da quando uso le lampadine a risparmio (circa 5 anni) ho sempre annotato, visto le rotture 'precoci', la data di istallazione; la mia modesta statistica parla di vita media INTORNO A 1,5 - 2 ANNI, in casa...
                                                  Non è poco ma neanche i 6 anni dichiarati!
                                                  E non ho conteggiato tutte quelle (di solito economiche) che non si accendono che per pochi giorni...

                                                  Detto questo, ipotizzando 2 ore medie ciascuna (e forse è troppo nel mio caso) ogni lampadina da 20W (equivalente a 100 W a incandescenza) mi fa risparmiare 56 kWh annui, quindi circa 8 euro; quindi anche con 2 anni il bilancio, sia di portafogli che ambientale, è comunque POSITIVO!
                                                  Però non è il miracolo di cui parlano, io ho visto la componentistica made in China e dovrebbero vergognarsi, per risparmiare qualche centesimo di euro fanno durare meno una lampadina così pregiata!
                                                  Tutti i componenti interni, oltre che essere obsoleti e ambientalmente costosi perchè ancora ad inserzione e quindi 'voluminosi', sono tirati per il collo...

                                                  Detto questo vi annuncio con orgoglio che oggi ho acceso il mio primo faretto a LED fatto in casa... qualcosa da affinare sull'alimentazione, ma 7 W di LED (di cui almeno 6 in flusso luminoso) sono uno spettacolo!!
                                                  E non è assolutamente vero che i LED sfarfallano... non penserete che vengano alimentati con una volgarissima resistenza di caduta, vero?

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                                                  • #55
                                                    Durante la sostituzione di una lampadina mi e caduta e si e rotta nella parte inferiore cosi ho potuto vedere come era costruita.Ora devo sostituirne ben 3 (due sono del vecchio tipo ad incandescenza) ma vedendo la complessita con la quale sono costruite mi e venuto un dubbio sul loro reale impatto energetico (credo sia l EROEI?).Per fortuna esiste questo forum.In questa tabella da voi postata : Sebbene difficile da scovare, ho trovato uno studio sul ciclo di vita comparando lampadine CFL con lampadine ad incandescenza, scritto da ricercatori olandesi dell'Università Tecnica di Danimarca. L'assorbimento totale d'energia per la produzione di una lampadina CFL è di 1,7kWh comparato con 0,3kWh riferito ad una singola lampadina ad incandescenza. I valori sono ricapitolati nella figura qua sotto:
                                                    [foto]

                                                    Questo è un sommario dell'energia implicata in una lampadina:
                                                    -----------------CLF--------------- incandescenza----------------------- 8 lampadine ad incandescenza
                                                    Vetro---------- 0.17 -----------------------0.11-------------------------------------- 0.88
                                                    Plastica-------- 0.68----------------------- 0 ------------------------------------------0
                                                    Elettronica----- 0.66---------------------- 0 ----------------------------------------- 0
                                                    Ottone--------- 0.18---------------------- 0.18 ------------------------------------ 1.44
                                                    Operatività (*)- 120--------------------- 60---------------------------------------- 480
                                                    Riciclo (**)----- 1.69 -------------------- 0----------------------------------------- 0
                                                    Totale--------- 123.38 ---------------- 60.29---------------------------------- 482.3
                                                    ce il dato sulla componente elettronica che se non sbaglio e di 660 W ma a me sinceramente sembra un po bassino a vedere tutti i componenti della scheda della mia lampadina:Nr°30+ una bobina in rame dal peso considerevole+tutto lo stagno.Ora sono indeciso se invece comprare delle lampadine alogene ma qui la componente ultravioletta credo sia ancora maggiore.Gradirei un parere dagli esperti.Domani vorrei/dovrei fare l aquisto.
                                                    ..

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                                                    • #56
                                                      Purtroppo credo di aver appreso che anche le lampadine alogene per poter contenere i consumi contengono nel bulbo un controllo elettronico,non so però se la complessita di questo apparato è paragonabile a quello delle fluorescenti.Me lo sapreste dire?Mi e sorto comunque un dubbio,credo che la durata dei componenti ellettronici possa essere stabilita in fase di progettazzione ( almeno in quelli cosi semplici), non e che ci stanno nuovamente fregando con l obsolescenza programmata,come fecero i produttori delle vecchie lampadine ad incandescenza?
                                                      ..

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                                                      • #57
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                                                        Infatti per ogni CFL si risparmiano decine di kWh, quindi per quanto riguarda il ciclo di vita sono ok.

                                                        Non credo ci sia un'obsolescenza programmata, purtroppo semplicemente molti produttori cinesi spingono al risparmio massimo, non credo ci sia dietro niente di più, e vale anche in molte lampadine a LED purtroppo...

                                                        Per le alogene non credo proprio ci sia circuiteria interna, alla fine è un filamento a incadesceza... le eviterei se non ci sono esigenze particolari, consumano meno delle tradizionali ma comunque MOLTO!

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                                                        • #58
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                                                          ..

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                                                          • #59
                                                            Ma di cosa stiamo parlando? Le lampade alogene hanno lo stesso principio di funzionamento delle lampadine ad incandaescenza, cioè il filamento diventa incandescente al passaggio della corrente.
                                                            L'alogena differisce per il tipo di gas di cui è riempito il bulbo, appunto una miscela di gas alogeni che permettono al filamento di tungsteno di rigenerarsi durante l'utilizzo invece di consumarsi semplicemente andando ad annerire la supeficie del vetro come avviene nelle normali lampade (infatti la vita dichiarata è doppia), per la luminosità maggiore a parità di consumo, quindi il risparmio a parità di luce, è una conseguenza dell'aumento dell'efficienza luminosa dovuto alla maggiore temperatura di funzionamento di questo tipo di lampade (tutte queste cose si possono leggere cercando su google "lampada alogena wikipedia"); non a caso le lampadine ad incandescenza classiche sono state bandite partendo dalle più potenti fino ad arrivare a quelle da 25W nel 2016.
                                                            L'elettronica nella lampada alogena è solo il trasformatore per le lampade funzionanti a bassa tensione che, nelle lampade recenti è sempre di tipo elettronico perchè più efficiente e anche più economico; anni fa l'elettronica costava di più e si usavano i classici trasformatori metallici, pesanti e leggermente meno efficienti.

                                                            Per le lampadine a basso consumo posso riportare la mia esperienza direi di almeno 15 anni di utilizzi di vari tipi, con le seguenti conclusioni:
                                                            Le prime lampade costavano tanto ed avevano una qualità anche abbastanza elevata (le prime in assoluto sono ancora funzionanti nel garage dei miei genitori....), l'unico difetto è che occorreva molto tempo prima che il flusso luminoso arrivasse al massimo.
                                                            Poi un pò alla volta sono arrivate a calare di costo, un pò per l'industrializzazzione, ma specialmente per l'entrata in gioco dei produttori cinesi low cost&quality, che hanno immesso nel mercato lampade di qualità paragonabile al loro prezzo e questo mi ha permeso di fare una discreta esperienza nello smontaggio di lampadine e riutilizzo e sistemazione dell'elettronica e/o del tubo. Ho sostituito con successo tubi con elettronica di diversi produttori e potenza, l'unico vero limite sono le dimensioni fisiche ma una volta superata questa difficoltà non c'è problema. Ho in un portalampada una lampadina fatta con il tubo di una lampadina che aveva smesso di funzionare da quasi nuova con l'elettronica di una che ha bruciato i filamenti del tubo, che sta funzionando da almeno sette anni.
                                                            Ho lampade montate da quasi 11 anni che devo ancora cambiare, lampade che montate in bagno e accese molte volte al giorno non durano mai più di un anno (e che quindi ho già in parte sostituito con i led; appena arriveranno sul mercato lampade a led da 10-12W ad un costo accettabile, completerò la sostituzione).
                                                            Devo dire che nelle "cineserie" la parte più scarsa è proprio il tubo, mentre l'elettronica, pur con componenti scarsi è in genere più affidabile; nel 50% dei casi si tratta di sostituire un condensatore (per chi ha presente lo schema di un tubo fluorescente tradizionale, è il componenete che sostituisce lo starter, accoppiato agli elettrodi alle due estremità del tubo), poi ci sono i classici casi di saldature fredde e anche di semplici fili staccati.....
                                                            Oramai però anche i cinesi sanno fare lampade di alta qualità (e vorrei vedere il contrario, dato che le fanno per tutte le marche!!!) e affidandosi a marche conosciute la qualità è in genere elevata; l'unico vero limite attuale è il numero di accensioni (che infatti in alcuni casi viene dichiarato come numero massimo insieme alle ore di funzionamento minime), perchè anche il flusso luminoso non è più così lento ad arrivare al massimo come qualche anno fa.
                                                            Ultima modifica di carest; 11-12-2011, 23:17.
                                                            aggiornamento del mio file sui costi storici dell'elettricità a gennaio 2022
                                                            https://www.energeticambiente.it/for...01#post2184501

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                                                            • #60
                                                              Tutto vero, ma in casa (e senza mettermi a fare trapianti) non ho mai avuto durate superiori a 2,5 anni, con una media di meno di 2.

                                                              Questo sembra abbastanza indipendente dalla marca, evidentemente per costare meno anche le marche migliori hanno abbassato la qualità...

                                                              Vero anche il discorso del tubo, ma dalla mia esperienza (e guardando i tubi 'spenti') sembra che conti molto la forma: le lampadine più compatte hanno tante curve e il tubo schiatta prima, le parti annerite sono sempre agli estremi e nelle curve strette.

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